Marco Carta, il cantante di 34 anni accusato di aver rubato magliette griffate del valore di 1.200 euro alla Rinascente di Milano, sarà processato con rito abbreviato. Lo ha stabilito il giudice Stefano Caramellino, della sesta sezione penale del Tribunale di Milano, accogliendo la richiesta degli avvocati Simone Ciro Giordano e Massimiliano Annetta, difensori dell’artista che nel 2009 vinse il Festival di San Remo, di processo abbreviato condizionato all’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza del grande magazzino milanese. Giornalisti, fotografi e cameraman sono stati dunque costretti a lasciare l’aula: l’abbreviato è infatti un rito alternativo che prevede processo a porte chiuse, basato esclusivamente sugli atti di indagine ma con lo sconto di un terzo della pena per l’imputato. Diversa la strategia processuale scelta da Fabiana Muscas, l’infermiera di 53anni imputata di furto aggravato in concorso con Carta per il “colpo” del 31 maggio scorso alla Rinascente. La donna, che si trovava con Carta al momento del furto (la refurtiva venne trovata nascosta nella sua borsa) ha infatti chiesto la cosiddetta messa alla prova: 52 settimane di lavori socialmente utili da prestare in un’associazione di Cagliari che si occupa di donne vittime di tratta. La posizione processuale della 53enne (che, differenza di Carta, si vide convalidare l’arresto) è stata dunque stralciata dal giudice che ha disposto un rinvio al 17 dicembre prossimo quando la richiesta di messa alla prova verrà affrontata nel merito con una discussione in aula. Il processo a Carta, invece, va avanti. Secondo i suoi difensori, non è escluso che la sentenza possa arrivare già nella giornata di oggi.
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