Crollo di tutte le principali criptovalute sui mercati asiatici che hanno improvvisamente iniziato una caduta che ha portato a perdite tra il 5 e il 10%. Il Bitcoin ha ceduto oltre il 5% ed è tornato sotto la soglia dei 10.000 dollari per la prima volta dal luglio scorso con una picchiata di oltre 600 dollari. Tra le altre criptovalute da segnalare i forti cali di Ethereum (-7,9% a 170,5 dollari), XRP (-5,16% a 0,252 dollari) e Litecoin (-8,41% a 65,7 dollari).
Napoli – La lotta alla criminalità finanziaria in Italia segna un punto di non ritorno, e il cuore di questa rivoluzione è la Campania. I "panni sporchi" della Camorra e della criminalità organizzata hanno dismesso i borsoni pieni di contante per abbracciare l'anonimato e la velocità delle criptovalute, trasformando la regione nel nuovo epicentro del riciclaggio digitale. Il quadro emerge in modo drammatico dall'ultimo "Quaderno dell'antiriciclaggio" pubblicato dalla UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia), che analizza il primo semestre del 2025. I dati svelano un trend che è molto più di un campanello d'allarme: è il segnale che il crimine ha superato la vigilanza tradizionale.
Per decenni, il contante è stato il re incontrastato del riciclaggio. Oggi, quel primato è stato frantumato. Le operazioni sospette (SOS) legate alle cripto-attività hanno quasi raddoppiato nel primo semestre 2025, toccando una cifra impressionante: oltre 3,4 miliardi di euro di valore segnalato. Il dato più sconvolgente, che indica il cambio di strategia del crimine, è il confronto con le forme tradizionali: Criptovalute: Rappresentano il 7,0% del totale delle Segnalazioni di Operazioni Sospette (SOS).
Napoli - "In Italia il mercato delle criptovalute ha, gia' nello scorso anno, raggiunto un volume superiore ai 2 miliardi di euro e sono soltanto 1.800 o poco piu' le segnalazioni" ha detto Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, al convegno su 'Il sistema di contrasto al riciclaggio di proventi illeciti e al finanziamento…
Carmelo Miano, un nome che fino a poco tempo fa era sconosciuto ai più, arrestato con l'accusa di aver penetrato illegalmente nei sistemi informatici del Ministero della Giustizia ha ammesso di aver violato le caselle di posta elettronica di magistrati impegnati in delicate indagini, tra cui anche quelle a lui stesso rivolte. Lo ha fatto…
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