Accusato di essere uomo del clan D’Amico infiltrato nella ricostruzione del ponte Morandi: ottiene i domiciliari

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Napoli. Il gip Luca Battinieri  del Tribunale di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari a Ferdinando Varlese arrestato nel mese di giugno per la vicenda relativa alla società Tecnodem coinvolta nello smaltimento del Ponte Morandi a Genova. Il gip ha accolto la richiesta avanzata dall’avvocato Raffaele Chiummariello e ha concesso gli arresti in casa per Varlese. Secondo le accuse della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova, la Tecnodem, che si occupa di demolizione industriale di materiale ferroso, nel febbraio scorso é stata inserita tra le ditte sub-appaltatrici per la demolizione e la bonifica degli impianti tecnologici, per una cifra pari a 100.000 euro. Il committente è la Fratelli Omini S.p.a. Amministratrice e socio unico della Tecnodem s.r.l., secondo quanto reso noto dagli inquirenti, è Consiglia Marigliano. La donna, che sarebbe priva di titoli o esperienze professionali di settore, è consuocera di Ferdinando Varlese, 65enne di Napoli, noto alle forze dell’ordine e domiciliato a Rapallo, in Liguria, dipendente della Tecnodem s.r.l.


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