Priore ucciso per una lite in discoteca con il clan rivale, arrestati due esponenti dei Lo Russo di Miano-Secondigliano

Napoli. Omicidio Priore e tentato omicidio Barretta: arrestati due esponenti del clan Lo Russo. La Squadra Mobile di ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 2 esponenti del clan camorristico dei Lo Russo, ritenuti responsabili di omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo con la circostanza aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare il clan Lo Russo, egemone sul territorio di Miano-Secondigliano  e quartieri limitrofi, per consolidarne  il prestigio ed il predominio sul territorio rispetto al clan Licciardi. Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia di e corroborate dalle attività tecniche e dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, riscontrate dalle svolte dalla Squadra Mobile, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Gianluca Annunziata 28 anni, e Luigi Mango, 26 anni accusati dell’omicidio di Vincenzo Priore all’epoca 21enne e del tentato omicidio di Giuseppe Barretta, avvenuti il 15 novembre 2012 e di far piena luce sul movente dell’efferato delitto, riconducibile ad  una banale lite avvenuta nella discoteca  il “Remake” di Sant’Antimo tra un gruppo di ragazzi, vicino al clan Lo Russo e un altro composto da giovani appartenenti alla famiglia Licciardi che erano in compagnia delle vittime.
La ebbe il suo tragico epilogo nella Masseria Cardone dove Vincenzo Priore fu mortalmente colpito al gluteo da un colpo d’arma da fuoco mentre Giuseppe Barretta fu colpito alla testa, scampando miracolosamente alla morte.

LEGGI ANCHE  Intercettavano le telefonate in banca mentre i complici cambiavano assegni non coperti: 2 arresti