Lega, pm indagano sulla cena prima dell’incontro al Metropol

Perfezionare la rogatoria verso la Russia per seguire gli eventuali passaggi di denaro da Mosca all’Italia, a cui probabilmente se ne aggiungerà un’altra verso Londra. Analizzare tutto il materiale acquisito con le perquisizioni dei giorni scorsi, che è “abbondante e interessante” e eventualmente acquisire altri file e documenti. E soprattutto ascoltare diverse persone fondamentali per l’inchiesta, tra cui i partecipanti ad una cena organizzata al ristorante moscovita Rusky, all’85esimo piano del grattacielo Eye il 17 ottobre, alla vigilia dell’incontro all’hotel Metropol. Al tavolo, ci sarebbe stato anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Si allargano le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Fabio De Pasquale e dai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, sul faccia a faccia nell’hotel moscovita a pochi passi dalla piazza Rossa che vede protagonisti il leghista Gianluca Savoini, presidente dell’associazione Lombardia-Russia, l’avvocato romano Gianluca Meranda e il consulente bancario ed ex politico locale Francesco Vannucci, tutti e tre indagati per corruzione internazionale. Con loro c’erano tre interlocutori russi tra cui il manager Ilya Yakunin, vicino all’avvocato Vladimir Pligin, a sua volta legato a Putin, indicato in alcuni documenti come “l’onorevole”. Al centro – stando a un’inchiesta dell’Espresso di febbraio e a una registrazione pubblicata dal sito americano BuzzFeed – una presunta trattativa per far arrivare soldi alla Lega e finanziare le elezioni Europee 2019 e mazzette per i funzionari russi.Alla cena organizzata il 17 ottobre, invece, avrebbero partecipato in sei. A tavola, nel ristorante panoramico, stando a alcune ricostruzioni di stampa , si sarebbero seduti il vicepremier Salvini, lo stesso Savoini, il presidente di Confindustria Russia e manager Eni Ernesto Ferlenghi e Luca Picasso, direttore di Confindustria Russia, indicato da alcuni media come il possibile “quarto uomo” del Metropol, anche se lui stesso ha smentito. Trai commensali, anche Claudio D’Amico, consigliere per le “attività strategiche di rilievo internazionale” del leader della Lega e co fondatore con Savoini dell’associazione Lombardia-Russia. Di cosa si è parlato durante la serata? Spetterà ai magistrati ricostruirlo, probabilmente raccogliendo nei prossimi giorni i racconti dei presenti. Sempre nei primi giorni della prossima settimana, poi, anche Vannucci potrebbe essere convocato a Milano dai magistrati per ricostruire nei dettagli l’incontro italo-russo del giorno successivo. Le stesse domande i magistrati le avrebbero volute rivolgere anche Savoini e Meranda, che pur avendo spiegato pubblicamente che si trattava di un semprlice appuntamento d’affari, davanti ai pm hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Anche in Confindustria Russia sarebbero stati al corrente del rende-vous previsto nella hall del Metropol. A raccontarlo nei giorni scorsi è stato l’ex vicepresidente dell’associazione degli industriali italiani all’ombra del Cremlino, Fabrizio Candoni, che “il giorno prima” avrebbe sconsigliato a Salvini di partecipare di persona al faccia faccia italo russo. I magistrati, poi, analizzeranno e inquadreranno nell’ambito delle indagini anche parte delle carte in possesso de l’Espresso, che ha ricostruito con nuovi documenti alcuni passaggi della presunta trattativa tra italiani e russi, andata avanti fino a febbraio 2019 con l’obiettivo, secondo il settimanale, di far arrivare 65 milioni di dollari nelle casse del Carroccio e una cospiscua tangente ai funzionari russi.

Renato Pagano
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