Napoli, morti bianche per amianto: i dati choc di Bagnoli e Fuorigrotta

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Napoli. Nella decima municipalità si muore di tumori più che nel resto della città. Dal 2008 al 2012 e dal 2014 al 2018, tra Bagnoli e Fuorigrotta a Napoli, è cresciuta l’incidenza di mesoteliomi, carcinomi polmonari e tumori alla vescica rispetto alla media cittadina ed italiana: i dati, ottenuti incrociando quanto registrato da anagrafe comunale, Asl e medici di base, emergono dal lavoro dell’Osservatorio oncologico promosso dal Comune partenopeo e dai ricercatori dell’Angir. I fattori di rischio alla base della più alta diffusione di tumori – si legge nel rapporto – sono l’esposizione all’amianto per il mesotelioma e l’esposizione pregressa a inquinanti ambientali di origine industriale e non. L’area oggetto della ricerca è quella dove fino a poco più di vent’anni fa sorgeva lo stabilimento siderurgico Italsider.
Spiega Giuseppe Alviti di aver consultato la Dottoressa Antonella Franchi dell Osservatorio Nazionale Amianto che da subito si è detta pronta ad una grande collaborazione e proseguiremo nella battaglia uniti.
Entrando nella specifica dando uno sguardo alle cifre subito ci si rende della misura della della drammaticità di quanto emerso. Il tasso di incidenza standardizzato su 100mila abitanti per il carcinoma alla vescica è di 16,9 per i maschi della la X Municipalità, laddove questo si attesta al 9,9 per l’intera città ed al 9 per l’Italia. Per quanto riguarda il campione femminile, l’incidenza relativa è rispettivamente di 79, 50.6 e 51.
Anche per i nuovi casi di tumori al polmone, l’area di Bagnoli-Fuorigrotta supera gli altri quartieri e il dato nazionale, con un incidenza di 26 nuovi casi su 100mila abitanti per le donne, contro i 23,3 e i 21. Negli uomini si sale al 67,3, dato però in questo caso inferiore al 74 nazionale. Nel caso del carcinoma alla mammella nelle donne, la municipalità presa in esame mostra un incidenza di 116,4 contro il 110 dell’Italia. Considerando tutte le tipologie di tumori, Bagnoli-Fuorigrotta ha un’incidenza per le donne di 351,7 contro il 332 dell’Italia, mentre per gli uomini di 419,2 a fronte del 459 del resto del Paese.

Anche il dato definito della “prevalenza”, ossia il periodo che intercorre tra l’insorgenza del tumore e la morte, è poco confortante. Esaminando i carcinomi, nella X Municipalità si attesta su un tasso di 2.358,6 su 100mila abitanti maschi, di gran lunga inferiore al 3.104,2 dell’Italia. Per le donne si va da un 2.045 in linea con gli altri quartieri partenopei, al 2.794 nazionale. “Tumori quindi più aggressivi che altrove- spiega il sindacalista napoletano Giuseppe Alviti- e per questo bisogna intervenire è la parola d’ordine è bonifica”






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