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Maltrattamenti nell’asilo degli orrori a Solofra: subito scarcerata la maestra anziana

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Sono stati revocati gli arresti domiciliari a una dei quattro insegnanti raggiunti da misura cautelare (tre ai domiciliari e una sospensione da pubblico ufficio) per i presunti maltrattamenti e abusi ai danni dei bambini di un asilo di Solofra, ad Avellino; la difesa sta esaminando i filmati raccolti dai carabinieri.
È stata scarcerata Maria Laura Lieto, 63 anni di Santa Paolina in provincia di Avellino, una dei quattro insegnanti arrestati ieri, 5 giugno, dai carabinieri di Avellino con le accuse, a vario titolo, di maltrattamenti e di abusi sessuali su alcuni bambini di un asilo di Solofra; il gip Fabrizio Ciccone ha accolto le richieste dell’avvocato Gaetano Aufiero e ha revocato gli arresti domiciliari per la donna, accusata di maltrattamenti, sostituendo la misura cautelare con l’obbligo di firma. La difesa sta analizzando il materiale raccolto dai carabinieri per preparare il ricorso al Riesame e chiedere la revoca delle misure cautelari a carico degli indagati. Si tratta di Mariarosaria Guerra, 55 anni, nata a Pellezzano e residente a Salerno, Vincenza Palazzo 46 anni di Cava de’ Tirreni e di Gerardo Del Piano, 56 anni di Solofra, quest’ultimo accusato anche di una presunta violenza sessuale ai danni di un ragazzino disabile.Le indagini erano cominciate dopo la denuncia di alcune mamme, che avevano riferito ai carabinieri che i figli erano così terrorizzati dalle insegnanti da non voler più andare a scuola. I carabinieri avevano così piazzato le telecamere e i microfoni e avevano raccolto gli elementi che hanno poi portato all’emissione delle misure, firmate dal gip del Tribunale di Avellino su richiesta della Procura della Repubblica. Nelle immagini allegati agli atti si vedono 4 insegnanti, tre donne e un uomo, di età compresa tra i 46 e i 66 anni e residenti nelle province di Avellino e Salerno, che strattonano i bambini tirandoli per le braccia; in una delle intercettazioni si sente anche una minaccia: “Non piangere… stai zitto… ti devo impiccare”.

 

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