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Cronaca Napoli

Il sax di Enrico Dolvi continua a ‘incantare’: è in finale a Italia’s Got Talent

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Ieri sera ad Italia’s Got Talent, ancora una volta, un figlio di si è esibito lasciando tutti a bocca aperta. Stiamo parlando di da Scampia, sassofonista di 41 anni. Il napoletano, dopo l’esibizione di ieri, ha raggiunto la finale del talent con un’esibizione ancor più emozionante della precendente. Enrico quando sale su un palco ha una vera e propria missione: raccontare Napoli attraverso il suono del suo Sax, senza nessun altro strumento o base musicale. I 4 giudici di Italia’s got Talent all’unanimità hanno regalato a Dolvi la gioia della finale, dove sarà il pubblico questa volta a decidere il vincitori. In particolare Mara Maionchi ha riempito di complimenti l’artista napoletano definendolo “padrone dello strumento”.

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Cronaca Napoli

Napoli, nasconde la droga tra le piante di casa: pusher 26enne arrestato a Ponticelli

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, nasconde la droga tra le piante di casa: pusher 26enne arrestato a Ponticelli.

I carabinieri della stazione di Napoli Ponticelli hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Antonio Gemito, 26enne del posto già noto alle forze dell’ordine.
I militari hanno notato uno strano via vai attorno alla sua abitazione di Via Carlo Miranda. Appostati per circa un’ora hanno assistito ad una cessione di stupefacente e hanno deciso di intervenire. Bloccato prima un “cliente” che ha spontaneamente consegnato una stecca di hashish appena acquistata, i carabinieri hanno raggiunto Gemito e perquisito il suo appartamento.

Sul tronco di una pianta ornamentale hanno così rinvenuto un borsello contenente 46 stecche di hashish per complessivi 53 grammi di stupefacente. In un’altra pianta rinvenuto un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 160 euro in contante ritenuto provento illecito. Il 26enne è ora in attesa di giudizio.

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Cronaca Napoli

Napoli, ore 10.12: San Gennaro ripete il miracolo

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, ore 10.12: San Gennaro ripete il miracolo.

Il duomo di Napoli era semivuoto anche per effetto delle norme anti contagio. Ma il miracolo di San Gennaro, quest’anno piu’ atteso se e’ possibile dai Napoletani come beneaugurante per sconfiggere il covid-19, si e’ verificato ancora una volta alle 10:12 l’annuncio con lo sventoli’o del fazzoletto bianco da parte della deputazione di San Gennaro: il sangue del santo nell’ampolla si e’ sciolto. Come da tradizione e’ partito l’applauso dei presenti. L’accesso alla cattedrale ed anche al porticato antistante era contingentato e riservato soltanto alle persone accreditate. Una norma valida anche per le patute, le donne che da secoli accompagnano con preghiere e invocazioni l’attesa del miracolo.

“Con gioia e commozione – ha detto cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli – il sangue del nostro santo patrono e’ sciolto”. Il ripetersi del ‘miracolo’ e’ letto come un buon auspicio per Napoli e la Campania. Quest’ultimo avviene tre volte l’anno: a settembre, nel giorno di S.Gennaro, nel sabato che precede la prima domenica di maggio, a dicembre.

Il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro avviene tre volte l’anno: il 19 settembre, data in cui fu decapitato il martire nel 305 d.C.; il 16 dicembre, nell’anniversario di una terribile eruzione del Vesuvio del 1631 arrestata, secondo credenza popolare, per intercessione del Santo; e la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle spoglie mortali da Pozzuoli alle catacombe di Capodimonte. Una processione che è detta degli “Infrascati” per la consuetudine del clero partecipante di proteggersi dal sole coprendosi il capo con corone di fiori. Secondo la leggenda, il sangue di San Gennaro si sarebbe liquefatto per la prima volta nel IV secolo dopo Cristo durante il trasferimento a Napoli delle spoglie del vescovo di Benevento. Storicamente, però, il prodigio fu annoverato, per la prima volta, nel 1389 così come racconta il Chronicon Siculum. Durante le celebrazioni per la festa dell’Assunta vi fu l’esposizione delle ampolle contenenti le reliquie e, il 17 agosto, la cronaca racconta che il sangue si era liquefatto come se fosse sgorgato quel giorno stesso dal corpo di San Gennaro. Da quel momento studiosi, religiosi, scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno tentato di dare una spiegazione scientifica alla liquefazione.

Nel corso dei secoli, però, i fedeli non hanno mai smesso di ritenere l’evento prodigioso come un vero e proprio miracolo, segno della protezione dal cielo. Secondo la tradizione popolare, infatti, il tempo e l’intensità del sangue sono considerate di buon auspicio per la città. Il ritardo nella liquefazione o l’assenza del miracolo, nonostante canti, preghiere, invocazioni e litanie in dialetto viene considerato segno sfavorevole per Napoli e per i napoletani. A miracolo avvenuto, secondo tradizione, vengono esplosi ventuno colpi di cannone da Castel dell’Ovo per dare l’annuncio a tutta la città. Il sangue è custodito in un’ampolla conservata in una cappella del duomo del capoluogo partenopeo e si ritiene fosse stato raccolto da una pia donna, pare la sua nutrice, che lo consegnò all’allora vescovo di Napoli. La reliquia è conservata, tutt’oggi, in due ampolle custodite in una cassaforte con doppia serratura nel Duomo della città: una è riempita per tre quarti, mentre l’altra è semivuota perché parte del suo contenuto fu sottratto da re Carlo III di Borbone che lo portò con sé in Spagna. I grumi rappresi, scuri e solidi si sciolgono in tre occasioni quando il sangue ribolle e assume il colore rosso vivo.

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