

foto archivio
E’ considerato un medico e un professionista modello Carmine Antropoli, 56 anni, primario “di fama” della terza Chirurgia Generale dell’ospedale Cardarelli di Napoli, ex sindaco di Forza Italia a Capua , in provincia di Caserta, arrestato oggi dai carabinieri con la grave accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Gli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (pm Giordano e D’Alessio, procuratore aggiunto Frunzio) gli contestano episodi di inaudita gravita’ che, in effetti, stridono con la sua figura di professionista rigoroso, generoso e stimato, non solo a Napoli e in Italia, ma anche a livello internazionale. Negli anni in cui e’ stato sindaco di Capua, tra il 2006 e il 2016, sostengono gli investigatori, Antropoli avrebbe garantito l’assegnazione di alcuni appalti alle ditte riconducibili all’imprenditore Francesco Zagaria (gia’ in carcere e anch’egli coinvolto in quest’inchiesta), ritenuto organico al clan guidato dal boss Michele Zagaria, di cui non e’ parente. In sostanza si sarebbe comportato come un fiancheggiatore del clan dei Casalesi che era fortemente interessato a condizionare la composizione del Consiglio comunale di Capua nelle elezioni amministrative del 5 giugno 2016. Secondo alcuni collaboratori di giustizia, proprio nell’ufficio medico di Antropoli, a Capua, uno dei candidati sarebbe stato preso a ceffoni per costringerlo a ritirarsi dalla competizione elettorale. Cosa che poi effettivamente avvenne. A picchiare il malcapitato sarebbe stato proprio Francesco Zagaria (in carcere dal 2017), a cui i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Caserta, guidati dal colonnello Nicola Mirante, e la DDA contestano l’associazione di tipo mafioso, la violenza privata aggravata e un duplice omicidio aggravato. Quest’ultimo reato gli viene contestato in relazione all’assassinio di Sebastiano Caterino e Umberto De Falco, uccisi a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), il 31 ottobre del 2003, perche’ avevano sfidato il boss Francesco Schiavone, detto “Sandokan”. Per quell’assassinio Francesco Zagaria avrebbe fornito supporto ai killer, in qualita’ di “specchiettista”, cioe’ ebbe il ruolo di indicare il bersaglio ai sicari. Le indagini, iniziate nel 2015 e concluse nel 2018, avrebbero fatto emergere un patto per inquinare il voto, stipulato tra il primario Carmine Antropoli, “Ciccio ‘e Brezza”, com’e’ soprannominato Francesco Zagaria, e un altro affiliato al clan, Martino Mezzero (elemento ritenuto legato alla fazione Schiavone). Tutto per far confluire i voti su un paio di candidati (Guido Taglialatela e il maresciallo dei finanzieri Marco Ricci), appartenenti al suo stesso gruppo politico, che poi effettivamente presero un cospicuo numero di voti. Quella tornata elettorale, pero’, fu di appannaggio della coalizione rivale, facente capo a Edoardo Centore, generale delle’Esercito in pensione, diventato sindaco e dimessosi lo scorso settembre.”Carmine Antropoli deve essere immediatamente sospeso dal servizio dopo l’arresto con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa”. Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanita’, Francesco Emilio Borrelli, in riferimento al medico del Cardarelli ed ex sindaco di Capua, accusato di avere condizionato le elezioni amministrative del 2016 nella cittadina casertana, utilizzando un affiliato dei Casalesi in qualita’ di picchiatore. “Una persona interessata da un’accusa cosi’ grave, appesantita dall’aggravante mafiosa, non puo’ continuare ad operare in una struttura sanitaria pubblica. La sospensione e’ un atto dovuto. Auspichiamo che la magistratura faccia piena luce su una vicenda particolarmente inquietante che rappresenta un attentato alle normali dinamiche democratiche”. “Quanto emerso dalle investigazioni testimonia la forte influenza camorristica in alcune aree della Campania. Nonostante qualcuno tenti di nascondere la polvere sotto il tappeto la camorra continua a far paura. Occorre massima attenzione da parte di inquirenti e forze dell’ordine per contrastare duramente la malavita organizzata che, troppo spesso, strizza l’occhio ad una certa politica, arrivando ad inquinare anche l’apparato amministrativo”, ha concluso Borrelli.
Gustavo Gentile
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