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Venezuela: 28 morti in una settimana, l’esercito si schiera con Maduro

Venezuela il giorno dopo. All’indomani dell’autoproclamazione di Juan Guaido come presidente ad interim, in aperta sfida al presidente in carica Nicolas Maduro ritenuto illegittimo, l’esercito si è schierato apertamente con […]

    Venezuela il giorno dopo. All’indomani dell’autoproclamazione di Juan Guaido come presidente ad interim, in aperta sfida al presidente in carica Nicolas Maduro ritenuto illegittimo, l’esercito si è schierato apertamente con Maduro. Il ministro della Difesa venezuelano, il generale Vladimir Padrino, è comparso davanti alla stampa insieme ad almeno otto generali al comando di regioni strategiche del Paese e ha definito quello di Guaido un “colpo di Stato”. Intanto, secondo la ong Observatorio Venezolano de Conflictividad Social, il bilancio delle vittime nelle proteste è salito a 26 morti da lunedì. E si susseguono gli appelli a evitare una repressione violenta: “In questi momenti di grande tensione e conflitto sociale in Venezuela, Nicolas Maduro e il suo governo devono porre fine alla repressione e soprattutto garantire la vita e l’integrità fisica delle persone che manifestano contro di loro”, è la richiesta di Amnesty International.Dopo il riconoscimento immediato di Guaido da parte degli Usa, avvenuto da parte di Donald Trump già mercoledì sera, si sono chiariti inoltre ancora di più i posizionamenti sullo scacchiere internazionale. Stanno con Guaido Usa, Brasile, Canada e una serie di Paesi dell’America Latina, come Argentina, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay e Perù. Stanno invece con Maduro gli alleati storici Russia, Cina e Turchia, come pure Cuba, Bolivia e Messico. Gli Stati Uniti hanno chiesto per sabato una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza Onu, nonostante l’opposizione di Mosca. La Russia ha definito quella di Guaido una usurpazione del potere e Vladimir Putin ha chiamato Maduro esprimendo il suo “sostegno alle autorità legittime”. Quanto alla Cina, sottolinea che “si oppone all’interferenza negli affari del Venezuela da parte di forze esterne”.L’Unione europea, dal canto suo, mantiene la prudenza schierandosi dalla parte della democrazia, preservando così la possibilità di una soluzione negoziata e proteggendo i tanti europei presenti in Venezuela. “Il nostro primo pensiero va ai cittadini venezuelani, tanti dei quali hanno un’origine italiana, ai quali siamo vicini con grande, sincera solidarietà. Stiamo lavorando in stretto collegamento con gli altri Governi dell’Unione Europea, al fine di assicurare una posizione comune”, ha fatto sapere il titolare della Farnesina, Enzo Moavero Milanesi. Il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, denuncia quello che definisce il “regime illegittimo” di Nicolas Maduro, al quale ha chiesto di lasciare il potere ora. Ma nessuno dei leader europei si è spinto fino a riconoscere Guaido come presidente ad interim. A fare un passo in più verso la posizione Usa è stato il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt: Maduro “non è il leader legittimo del Venezuela” e Londra “crede che Juan Guaido sia la persona giusta per portare avanti il Venezuela”, ha detto.

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