Strage bus, Autostrade: “La colpa è delle condizioni del bus”. Il legale: “Ricorso contro le condanne dei tecnici di Aspi”

Avellino. La sentenza per la strage del bus non soddisfa neppure la società Autostrade e i suoi legali. Autostrade per l’Italia (gruppo Atlantia) in un comunicato scrive che, “nel ribadire nuovamente la più profonda e sentita vicinanza ai parenti delle vittime, esprime rammarico in merito alla sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Avellino nei confronti delle strutture tecniche della Direzione di Tronco di Cassino nella sentenza per la strage del bus sull’A16 del 2013”. I legali dei dirigenti e dei funzionari coinvolti, si legge in una nota di Aspi, si riservano la lettura delle motivazioni per ricostruire il percorso logico-giuridico seguito dal Giudice, a fronte delle solide argomentazioni difensive proposte dagli imputati nel corso del dibattimento che hanno dimostrato la correttezza del loro operato. Autostrade per l’Italia ribadisce, poi, che nel corso del dibattimento e’ emerso con chiarezza che la causa dell’incidente è riconducibile alle disastrose condizioni del bus – che viaggiava con un milione di chilometri, non aveva meccanica in ordine, non era mai stato sottoposto a revisione e aveva gli pneumatici usurati e non omologati, oltre che il sistema frenante non funzionante – e alla condotta dell’autista.
Giorgio Perroni, difensore di Autostrade per l’Italia commenta la sentenza e annuncia ricorso in appello contro le condanne: “La sentenza sconfessa l’ipotesi  accusatoria in cui erano indagati tutti i vertici apicali della società, addirittura l’amministratore delegato per cui era stata  chiesta, senza alcun fondamento e dopo che la difesa aveva dimostrato ampiamente la correttezza del suo operato, una pena di 10 anni di reclusione” ha detto l’avvocato. “Per valutare una sentenza – afferma il legale di Aspi – bisogna sempre considerare la richiesta di condanna, che era di 10 anni di reclusione  per tutti i 12 imputati di Autostrade per l’Italia. La sentenza è andata in modo completamente diverso: sei assoluzioni e sei condanne, con pene sono state dimezzate rispetto alle richieste della Pubblico Ministero”. “Dopo la lettura del dispositivo il primo pensiero va a chi, a mio avviso, è stato ingiustamente condannato. Cercheremo di ribaltare questo verdetto in appello – annuncia Perroni – e siamo sicuri di ottenere l’assoluzione di chi è stato condannato oggi”.

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