Solo una terza persona potrà placare gli animi tra Città del Vaticano e la cooperativa che gestisce le Catacombe di Napoli. Infatti lo stato pontificio è alla ricerca proprio di una figura autorevole che possa fare da mediatore tra i ragazzi della cooperativa e la Santa Sede perché negli ultimi tempi i rapporti non sono stati dei migliori, creando un clima ostile. Il parroco del rione Sanità, don Antonio Loffredo, secondo il Vaticano deve lasciare il posto a questa terza figura e normalizzare la vicenda. Nei giorni scorsi la vicenda è stata affrontata a Roma tra il cardinale Ravasi e il cardinale Sepe a capo della diocesi dove ricade il sito archeologico.
I problemi sono nati quando alla vigilia della scadenza del mandato di rinnovo con la cooperativa “La Paranza” il Vaticano si è accorto di una situazione poco trasparente. Infatti non erano stati presentati bilanci, non c’era una rendicontazione sull’emissione dei biglietti e non c’erano i trasferimenti della metà dell’incasso da devolvere al Vaticano come da prassi.
Il porporato ha chiesto legalità e trasparenza chiedendo che venissero applicate le regole che si applicano in tutti i siti di competenza Vaticana. Non si è mai parlato di mandare via la cooperativa che ha dato lavoro, da circa dieci anni a questa parte, a 35 ragazzi disoccupati in un quartiere a rischio di Napoli. Tutti impegnati alla biglietteria, come guide turistiche o nel negozio di souvenir. I ragazzi che con la mancata firma della convenzione temono di perdere il lavoro hanno innalzato il livello di scontro con il Vaticano. Ne è nata anche una raccolta firme, con oltre 50mila adesioni, da indirizzare al Papa.
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