Era tra i 100 latitanti più ricercati d’Italia. E nella notte la sua fuga è finita a Mugnano, non lontano dalla sua Marano. Antonio Orlando detto mazzolillo è stato stanato in un appartamento di Mugnano. I carabinieri erano sulle sue tracce da mesi. Era ricercato dal 2003. Il boss, 60 anni, nonostante la sua latitanza non faceva mancare la sua presenza ai summit di camorra nella zona, come quando nell’agosto del 2015 partecipò al summit con i Polverino e i Nuvoletta in cui gli Orlando presero il controllo di tutte le attività illecite nella zona di Marano e dintorni diventando di fatto una delle cosche più potenti della provincia di Napoli. Gli investigatori avevano piazzato delle cimici nell’auto di alcuni suoi affiliati di primo piano e poterono ascoltare i commenti all’andata e al ritorno dell’incontro e in quelle circostanze ebbero la certezza della presenza di Antonio Orlando ai summit.Sul suo capo pendono due ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di associazione di tipo camorristico emesse dalla Dda di Napoli. “Anche per lui la pacchia è finita. Grazie alle Forze dell’Ordine e agli investigatori: ci fanno cominciare bene la giornata e ci fanno essere ancora di più orgogliosi di loro”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini.
(nella foto una immagine di archivio di un arresto di Antonio Orlando giovanissimo)
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Napoli, Patrizio Bosti junior ai domiciliari
Il magistrato di sorveglianza di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari a Patrizio Bosti junior, accogliendo l’istanza presentata dai suoi legali, gli avvocati Domenico Dello Iacono ed Elisabetta Valentino. La decisione arriva a poche settimane dalla condanna a due anni di carcere, con l’esclusione dell’aggravante mafiosa. Il procedimento: evasione dai domiciliari e telefoni in carcere…
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