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Il Dap dispone il trasferimento dei 13 boss della rivolta nel carcere di Sanremo

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Tredici detenuti del carcere Valle Armea di Sanremo saranno trasferiti dopo la rivolta scoppiata nella notte. Il penitenziario è sovraffollato anche a causa del crollo del ponte Morandi, che rende impossibili gli spostamenti verso Genova: la struttura può ospitare 190 persone, ma al momento della protesta ce ne erano 270. A inizio mese il sindacato di polizia Osapp in un appello, rimasto inascoltato, si era fatto portavoce delle problematiche della casa circondariale ligure.Secondo la ricostruzione di Uil-Pa Liguria, al termine delle attività ricreative un gruppo di carcerati si è rifiutato di entrare nelle celle sdraiandosi a terra. “Poi hanno lanciato nel corridoio lenzuola imbevute di olio e televisioni, che hanno preso fuoco, trasformando la sezione in un campo di battaglia”, spiega il segretario regionale del sindacato, Fabio Pagani. La devastazione, arginata dalla polizia penitenziaria con l’idrante, è durata quattro ore. Per alcuni dei 13 detenuti interessati dal trasferimento, disposto dal capo del Dap – Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Francesco Basentini, scatterà il regime di sorveglianza particolare, come previsto dall’art. 14 bis dell’Ordinamento penitenziario. Solidarietà per gli agenti feriti, dimessi dall’ospedale con una prognosi di 10 giorni ciascuno, è arrivata da Fratelli d’Italia. “La situazione delle carceri italiane è inaccettabile: sovraffollamento, carenze strutturali, gravi carenze di organico. Non si può lavorare in queste condizioni ed essere quotidianamente esposti a rischi”, si legge in una nota di Fi, che lo scorso luglio ha chiesto al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, “di attivare immediatamente tutti gli accordi bilaterali e le procedure per il rimpatrio dei detenuti stranieri, che devono scontare le pene nei paesi di provenienza”.Quello della notte tra sabato e domenica non è però un episodio isolato. Tensioni e clima di rivolta, a detta dei sindacati di polizia penitenziaria, sono all’ordine del giorno nelle carceri del distretto Piemonte Liguria e Valle d’Aosta. Sempre a Sanremo mercoledì scorso una decina di detenuti, in solidarietà a un compagno spostato di sezione, si era rifiutata in massa di rientrare in cella sdraiandosi per terra nel corridoio. A denunciare l’episodio è l’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, attraverso la voce del segretario generale Leo Beneduci che, oltre al problema del sovraffollamento, riaccende l’attenzione sulle “condizioni precarie degli agenti”.

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