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‘El Diablo’ Chiappucci: il primo ciclista ad affrontare la salita da Marina Piccola alla Piazzetta di Capri

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Nella storia di Capri, e’ il primo campione del ciclismo a salire da Marina Piccola alla Piazzetta con il celebre campanile. Vestito come al Tour de France, maglia gialla da leader e cappellino con occhiali sulla visiera, El Diablo ha percorso i 2700 metri che separano la zona che si affaccia sui mitici Faraglioni all’ombelico del mondo tra turisti e vip, in un crescendo di entusiasmo. Testimonial di una due giorni che vuole rimarcare l’importanza del turismo sportivo, con dati in forte ascesa, e famiglie e persone che scelgono la localita’ delle ferie in base anche allo sport preferito. El Diablo ha di fatto aperto la manifestazione sull’isola azzurra che prevede un forum internazionale sul turismo sportivo oggi pomeriggio con campioni, economisti ed esperti e la consegna dei premi Record & Valori di Alma e domani sera nella suggestiva location del Quisisana la consegna dei Premi “Storie Eccellenti” a personaggi del calibro di Giancarlo Giannini e Gabriel Garko solo per citarne alcuni. “Un’emozione fortissima, avevo anche il numero che portavo al Tour e ad un certo punto ho sognato di volare”, ha confessato Chiappucci che, scortato da Polizia Municipale e Carabinieri, senza il blocco del traffico alle 9,30 e’ partito per poi concludere la corsa dopo alcune ripetute tra curvoni e tornanti. Il sindaco di Capri Gianni de Martino ha consegnato un libro storico della citta’ con dedica dell’intero consiglio comunale. Per giorni si e’ discusso su un circuito di Capri nel 1958 in cui Fausto Coppi, il Campionissimo, sarebbe arrivato secondo dietro Bruno e davanti a Batiz. Ma c’e’ anche una disputa con Carpi. Forse colpa di un refuso. “Di certo Coppi l’ho immaginato dai Faraglioni alla Piazzetta, io sono molto legato a Bartali che nel 1959 avvio’ un team proprio con un mecenate del tempo che aveva casa a Capri, io sono sicuro che nella piccola storia della mia vita posso segnare il primato di corridore ex professionista che ha pedalato a Capri, dove l’uso delle biciclette in molti punti e’ proibito. Mi sono pure alzato sui pedali, tutto fantastico”, ha aggiunto il campione.

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Attualità

Scoperto coronavirus in Cina ‘vivo’ in alimenti congelati

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Scoperto coronavirus in Cina ‘vivo’ in alimenti congelati. Caso collegato a nuovo focolaio a Qingdao.

 

Le autorità sanitarie cinesi che indagano su un recente focolario di Covid-19 affermano di aver scoperto il coronavirus vivo sulle confezioni di alimenti congelati, una scoperta che suggerisce che il virus può sopravvivere nelle catene di approvvigionamento del freddo. Sabato il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha dichiarato di aver trovato tracce di Covid-19 vivo sull’imballaggio esterno del merluzzo congelato nella città costiera orientale di Qingdao, e sarebbe la prima volta che il coronavirus vivo viene rilevato all’esterno delle confezioni di merci surgelate. I ricercatori stavano indagando sulla fonte di un recente focolaio di casi collegati a un ospedale di Qingdao.

Tracce genetiche sono state precedentemente trovate in campioni di alimenti congelati, ma nessun virus vivente è stato isolato prima. “È stato confermato che il contatto con l’imballaggio esterno contaminato dal nuovo coronavirus può causare infezioni”, ha detto l’agenzia in una dichiarazione sul suo sito web, senza specificare da dove provenisse il lotto di cibo congelato.

La Cina, che fino all’epidemia di Qingdao non aveva registrato nuovi casi locali in 55 giorni, è stata uno dei pochi paesi a indicare una possibile trasmissione attraverso alimenti congelati. Quando Pechino ha avuto un secondo focolaio a giugno dopo che il virus era stato in gran parte contenuto, i funzionari hanno suggerito che il nuovo cluster potrebbe provenire da salmone importato. I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno affermato che non ci sono prove che “la manipolazione o il consumo di cibo sia associato al Covid-19”. La Nuova Zelanda ha escluso la possibilità che una delle sue prime infezioni si sia verificata in una cella frigorifera.

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