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Cronaca

Napoli, attentato incendiario contro la pizzeria Cibus a San Giovanni a Teduccio

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Questa volta è toccato alla , in un mese è il terzo locale di San Giovanni a Teduccio preso di mira. Secondo la polizia non può trattarsi di coincidenza, anche se nessuno dei titolari ha dichiarato di aver subito minacce estorsive o di altra natura. Eppure, la pista più battuta conduce proprio al “” in una zona sotto l’influenza del clan Mazzarella che al momento sono in guerra con i Rinaldi. I malviventi sono entrati in azione durante la notte, erano in sella a uno scooter e avvicinandosi all’ingresso della pizzeria Cibus, uno di essi, ha cosparso di benzina la porta d’ingresso appiccando poi il . Le fiamme hanno distrutto l’ingresso. Un evidente messaggio al ristoratore.
Le indagini sono condotte dai poliziotti della Squadra mobile della questura e dagli uomini della squadra giudiziaria del commissariato San Giovanni Barra, che seguono anche i precedenti due casi: i ventitré colpi da arma da fuoco esplosi contro la pizzeria Zio Pacifico lo scorso 21 maggio e il  caso dell’ordigno piazzato davanti al bar Bataclan a inizio giugno.

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Campania

Torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: polemiche tra il garante dei detenuti e il sindacati

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Torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: polemiche tra il garante dei detenuti e il sindacati.

 

Botta e risposta a distanza tra il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello e il sindacato Uspp: ad innescare le polemiche e’ stato un video registrato dal sistema di video sorveglianza del carcere di Santa Maria Capua Vetere che, secondo il garante rappresenterebbe la prova “principe” dei pestaggi avvenuti nell’istituto di pena casertano durante il lockdown, dopo una protesta dei detenuti. Un episodio che risale al 6 aprile e che al momento vede iscritti nei registro degli indagati 57 agenti, accusati di abuso di potere e tortura.

 

Presunte vittime e presunti carnefici, secondo il garante, condividerebbero ancora lo stesso tetto, il reparto Nilo. Soprattutto ci sarebbero ora queste immagini che inchioderebbero gli agenti alle loro responsabilita’. Si tratterebbe di video della videosorveglianza interna del carcere, acquisito dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere alcuni mesi fa e sul quale il lavoro investigativo sarebbe finito. “Ora ci sono le immagini che provano le violenze”, dice il garante dei detenuti per la Campania Samuele Ciambriello, tra i primi a denunciare i presunti abusi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

“Forse gli agenti pensavano che le telecamere non funzionassero o, cosa ancora piu’ grave – osserva Ciambriello – credevano di restare impuniti; ma cosi’ non e’ stato. Nel carcere – prosegue – il clima e’ ancora troppo pesante tra detenuti e agenti della penitenziaria a causa dell’indagine sui pestaggi di aprile, che potrebbe allargarsi ad altri agenti. Solo pochi detenuti sono stati trasferiti, la maggior parte e’ rimasta nello stesso reparto, il Nilo, dove avvennero i pestaggi, insieme agli stessi agenti denunciati. Non capisco – prosegue – perche’ il Dap non intervenga con i trasferimenti di tutti i detenuti o dei poliziotti coinvolti nella vicenda”. Antitetiche invece le parole del segretario regionale dell’Uspp Ciro Auricchio.

“A Santa Maria il clima non e’ teso, contrariamente a quanto ha dichiarato il garante. Il 24 settembre e’ entrato in servizio un nuovo comandante e gli agenti continuano a lavorare rispettando la legalita’”. Riguardo alla presenza dei poliziotti penitenziari indagati nei reparti dove sono avvenute le presunte violenze, Auricchio e il presidente nazionale dell’Uspp Giuseppe Moretti smentiscono: “gli agenti prestano servizio esclusivamente nei settori esterni all’area detentiva. Abbiamo piena fiducia nella magistratura, lasciamo lavorare gli inquirenti su una delicata vicenda strumentalizzata dalla politica. Come sindacato ribadiamo che gli agenti non sono torturatori ma hanno garantito e garantiscono la sicurezza nelle carceri”.

L’indagine sulle presunte violenze nacque dalle segnalazioni dello stesso Ciambriello, di associazioni come Antigone e dalle denunce dei familiari dei detenuti. I presunti pestaggi avvennero il 6 aprile scorso – in pieno lockdown – quando centinaia di agenti, non solo del carcere casertano, ma anche di altre carceri e di reparti speciali come il Gruppo operativo mobile), intervennero a Santa Maria Capua Vetere per perquisire i detenuti del Reparto Nilo, dopo una rivolta scattata a seguito della positivita’ al covid-19 di un recluso. Dell’inchiesta se ne seppe lo scorso giugno, quando i carabinieri notificarono alcuni decreti di perquisizione agli agenti indagati all’esterno del carcere, provocando la reazione dei poliziotti che ritennero le modalita’ di “troppo spettacolari”; al vaglio dei magistrati c’era la posizione di altri agenti, afferma ancora Ciambriello che paventa un allargamento dell’inchiesta non confermato e neppure smentito dagli inquirenti: “Le immagini in possesso della Procura – spiega – potrebbero aver portato all’identificazione di altri responsabili delle violenze”.

 

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Cronaca Napoli

Caos trasporti, vagoni strapieni negli orari di punta e tensioni fra gli utenti a causa del Covid

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Caos trasporti, vagoni strapieni negli orari di punta e tensioni fra gli utenti a causa del Covid. Borrelli (Europa Verde): “Serve subito una organizzazione diversa, sia migliorato il servizio per evitare assembramenti”

“La situazione trasporti a Napoli e provincia non è positiva. Ogni giorno ci arrivano decine di segnalazioni di vagoni strapieni. La linea 1 della metropolitana, la Circumflegrea, la Cumana sono al collasso negli orari di punta. Viaggiatori ammassati, nessun distanziamento sociale e pochissimi controlli. Una condizione di pericolo e paura che genera spesso momenti di grande tensione fra gli utenti. Anche perché, quasi sempre, rinunciare a salire su un treno troppo pieno vuole dire aspettarne un altro, e i tempi di attesa sono sempre più lunghi. Cittadini ci hanno detto di aver atteso tempi lunghissimi, un disagio enorme perché chi deve marcare il cartellino a lavoro o ha impegni improrogabili. Una bomba sanitaria che rischia di esplodere e far registrare tanti contagi in più. Serve al più presto una organizzazione migliore sui trasporti per evitare che la situazione diventi insostenibile: più controlli ma soprattutto più corse e un servizio degno di questo nome. Per superare questo momento serve uno sforzo da parte di tutti, a partire delle aziende dei trasporti”.

Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde, sollecitato da tantissimi cittadini preoccupati assieme al conduttore radiofonico Gianni Simioli.

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