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Attualità

L’ombra dei Casalesi dietro l’omicidio dell’imprenditore di San Cipriano ucciso a Modena

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Lo stavano cercando dal pomeriggio di ieri: e’ stato trovato, cadavere, attraverso il gps della sua Alfa Romeo 156 vecchio modello, prima dell’alba. Il corpo di , 67 anni, imprenditore edile originario di San Cipriano d’Aversa , da tempo trapiantato nel Modenese dove aveva aperto un’attivita’, era sui sedili posteriori. Martoriato da numerose coltellate, in piu’ parti del corpo; uno squarcio, evidente, all’altezza della gola. Chi lo ha ucciso, ha infierito con particolare violenza. A dare l’allarme era stato il figlio, non vedendolo rientrare. La tecnologia, verso le due del mattino, ha condotto gli agenti della squadra mobile della polizia li’ dove via Emilia Est incrocia via Mavora, una strada buia che offre angoli nascosti. In uno di questi era parcheggiata l’auto grigia, quando gli inquirenti sono arrivati. La frazione, Gaggio di Piano (tra e Castelfranco Emilia), e’ la stessa dove a gennaio fu rinvenuto un altro cadavere, quello della prostituta ungherese di 24 anni Arietta Mata. Solo una macabra coincidenza, pero’: tra i due delitti (per il primo c’e’ gia’ stato un arresto) non sembra esserci legame alcuno. Gli uomini della polizia scientifica sono rimasti al lavoro per ore, raggiunti dal pm di turno, il sostituto procuratore Marco Niccolini. L’arma non sarebbe stata trovata, nemmeno dopo che l’intera area e’ stata scandagliata con i sistemi di illuminazione dei vigili del fuoco. Per il momento le ultime ore di vita di Cavaliere, che abitava in una zona periferica di , restano un mistero da cui partire per ricostruire quello che al momento e’ un giallo. Almeno questo trapela, finora. Diverse sono le ipotesi sul tavolo degli investigatori. Impossibile, ad esempio, non prendere in considerazione l’origine del 67enne, il Casertano, e l’ambito lavorativo, l’edilizia, in una provincia come quella modenese che nella prima decade del Duemila era diventata una succursale vera e propria dei camorristi , che proprio nel mondo delle costruzioni facevano affari d’oro, soprattutto con estorsioni. Ma al di la’ dell’automatismo, legato a ragioni ‘storiche’, questa pista non troverebbe particolari riscontri per ora, anche perche’ la fedina penale dell’imprenditore edile ucciso risulta intonsa. Il contesto lavorativo comunque viene preso in considerazione: uno dei possibili scenari legati al misterioso delitto parrebbe essere proprio quello economico e in questa direzione potrebbero essere state ascoltate delle persone. L’assassino magari ha infierito con una tale violenza per un senso di vendetta? Non e’ da escludere. Se ne sapra’ di piu’, con ogni probabilita’, solo nelle prossime ore, considerando che da Corso Canalgrande, sede della procura, nessuna dichiarazione ufficiale e’ stata resa a proposito dell’omicidio.

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Attualità

Picchiatori, recupero crediti e tanta violenza. Questa è la vita dei Fratelli Bianchi

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Più passano i giorni e più vengono fuori fatti e storie della vita dei due fratelli,delle loro famiglie e dei loro amici.Ci sono ancora situazioni poco chiare che in queste ore vengono verificate dalle forze dell’ordine.

Vanno avanti le verifiche sul tenore di vita dei due fratelli e sulle loro fonti di reddito.Si cerca di capire tutte le dinamiche che hanno portato a farsi che i fratelli Bianchi,i picchiatori di Artena conosciuti in tutta zona , siano sempre riusciti a “cadere in piedi”.E’ incredibile che in tutti questi anni lo Stato non sia intervenuto in modo definitivo nonostante i segnali c’erano tutti.

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Violenza,spavalderia,la consapevolezza di poterla fare franca e di riuscire ad essere sempre impuniti o comunque mai in modo esemplare e definitivo.
E probabilmente una vicinanza ad ambienti malavitosi che usava i picchiatori di Artena per recuperare “crediti” . Si ritiene infatti che i ragazzi svolgessero la “professione” di esattori per i pusher locali e che passassero le serate a recuperare i “crediti” usando violenze,prevaricazione fino all’utilizzo di corpi contundenti.
Ma da dove arriva tutta questa violenza ? Si sa la mela non cade mai lontano dall’albero e quindi ci si chiede se tutta questa rabbia,questa “vita” all’insegna della prevaricazione di gruppo non sia qualcosa che deriva dagli “insegnamenti” e  ” dall’educazione” avuta dai genitori dei  fratelli Bianchi.
Infatti è stato chiesto il sequestro dei beni della famiglia Bianchi e la revoca del reddito di cittadinanza al padre poicchè ,secondo la guardia di finanza di Colleferro, il sussidio è stato elargito grazie a una falsa dichiarazione all’Inps ; “Vi assicuro che i due ragazzi non sanno nemmeno cosa sia il reddito di cittadinanza”, ha detto il legale dei “gemelli”, Massimiliano Pica;
Intanto in Procura è stata depositata anche la richiesta di sequestro dei conti correnti e degli altri beni per il recupero della cifra: Ruggero Bianchi dovrà restituire 27mila euro. Intanto vanno avanti le verifiche sul tenore di vita dei due fratelli e sulle loro fonti di reddito.L’elevato tenore di vita dei due ragazzi, fra vacanze di lusso, orologi d’oro, vestiti firmati e auto costose, è sotto controllo da parte degli inquirenti sin dalle prime ore successive all’omicidio. Come la villa sulla collina di Colubro, frazione di Artena, dove i giovani vivono insieme ai genitori.

Ma anche le famiglie dei loro “amici” vengono scrutate e scandagliate nonostante i genitori come il padre di Pincarelli,Stefano prende le distanze dal figlio (nonostante il genitore non sia un “santo”) dichiarando che “Quando è cominciata quella rissa lui ha preso le parti di quel Belleggia, quello che ha cantato… Sono tutti responsabili, ma quel cretino che ha chiesto aiuto ai fratelli Bianchi…la lite ormai era finita”, dice Stefano Pincarelli a Repubblica” e aggiunge che  “Ci dispiace più per quel ragazzo morto che per il figlio che sta in galera“ come riportato anche sul ilfattoquoditiano.it

 

 

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Coronavirus, calano ancora i contagi in Italia: sono 1587, ma aumentano le terapie intensive

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Coronavirus, calano ancora i contagi in Italia: sono 1587, ma aumentano le terapie intensive.

Cala il numero di nuovi contagi da coronavirus insieme ai decessi e ai ricoverati con sintomi. Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 1.587 nuovi casi contro i 1.638 di ieri. In calo anche i tamponi che sono passati dai 103.223 di ieri agli 83.428 di oggi. I morti sono 15 contro i 24 di ieri, con il totale delle vittime da inizio emergenza che arriva quindi a 35.707.

Dal bollettino quotidiano del ministero della Salute si apprende inoltre che il totale dei dimessi/guariti e’ pari a 218.351 (+635), mentre il totale degli attualmente positivi sale a 44.098 (+937). Al momento sono 2.365 i ricoverati con sintomi, 15 in meno di ieri, mentre in terapia intensiva si trovano 222 persone con un incremento di cinque. Sono poi 41.511 i positivi che si trovano in isolamento domiciliare.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, le regioni dove e’ stato registrato il maggior numero di nuovi casi sono la Lombardia (211), il Veneto (173), la Campania (171) e il Lazio (165). L’Abruzzo e’ l’unica regione a contagi zero, ma si registrano meno di dieci nuovi casi in Valle d’Aosta (3), Basilicata (6) e Molise (1).

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