Camorra: scarcerato anche Giuseppe Inquieto accusato di aver costruito il bunker di Zagaria

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E’ stato scarcerato nella serata di ieri l’imprenditore di Aversa, Giuseppe Inquieto, arrestato il 12 aprile scorso insieme con il fratello Nicola perché sospettati di essere i prestanome del boss Michele Zagaria.

Nicola era stato arrestato a Pitesti in Romania, dove secondo le accuse aveva costruito un verto e proprio impero economico fatto da centinaia di immobili che rappresentavano la “cassaforte” del clan Zagaria, ma anche lui giovedì pomeriggio era stato scarcerato dall’Alta Corte di Cassazione e giustizia della Romania.

Dovrà  essere processato prima per un diverso reato per il quale si era macchiato a Pitesti, ovvero un omicidio colposo legato alla morte di un operaio avvenuta in una delle aziende di Inquieto. La custodia cautelare con mandato europeo ha validità un mese ma prima dell’estradizione la legislazione rumena prevede che debbano chiudersi prima i procedimenti commessi in quello Stato, per consentire poi l’estradizione (a meno che non si disponga una consegna temporanea).

L’autorità giudiziaria vuole che Inquieto chiuda il conto prima di concedere all’Italia l’estradizione. I due fratelli inquieto, secondo le accuse contenute nelle 324 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Federica Colucci, avrebbero favorito la latitanza del boss Michele Zagaria ( il boss fu arrestato nel 2010 in casa di Vincenzo Inquieto, in via Mascagni a Casapesenna).

Giuseppe avrebbe costruito il bunker dentro il quale fu trovato “capastorta” mentre Nicola avrebbe riciclato i soldi del boss in Romania. Nell’inchiesta “Transilvania” sono indagati a piede libero anche gli imprenditori caseari Salvatore Nobis, il fratello Giovanni insieme con la moglie Rita Fontana e il figlio Mario.

Ad accusarli una decina di pentiti tra cui Massimiliano Caterino, ex braccio destro di Zagaria, Generoso Restina, Luigi Cassandra, Attilio Pellegrino, Benito Natale, Pietropaolo Venosa, Salvatore Venosa, Raffaele Venosa e Michele Barone. Ora alla luce delle due scarcerazioni l’inchiesta “Transilvania” e sul clan Zagaria attende le contromosse della Dda di napoli pronta a presentare ricorso sulle due scarcerazioni.

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