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Primo Piano

Università Scampia, regione: stanziati altri 7 milioni di euro

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regione campania


“Come già chiarito in una nota stampa dello scorso mese di febbraio, la Regione Campania è impegnata nella realizzazione della sede universitaria di Medicina a Scampia, intervento che nasce da un Protocollo di Intesa con il Comune di Napoli e l’Università di Napoli, siglato nel 2006, con uno stanziamento complessivo di circa 46 milioni di euro”. È quanto si legge in una nota della Giunta di Palazzo Santa Lucia. @A seguito degli incontri delle settimane scorse, anche con il Presidente della Municipalità Apostolos Paipais, nella giornata di oggi si è tenuta un’ulteriore riunione a palazzo Santa Lucia, nella quale è stato fatto il punto sulle erogazioni già avvenute e sulla copertura finanziaria dell’intervento – prosegue la nota – Il 15 marzo scorso la Regione Campania ha già sbloccato il pagamento di 1,5 milioni, e oggi è stata definita la procedura per l’impegno di altri 5,5 milioni frutto del lavoro degli uffici regionali negli ultimi mesi, e finalizzati al proseguimento dei lavori. La Regione ad oggi ha erogato 21 milioni e continuerà a impegnarsi per quanto di propria competenza a seguire l’avanzamento dell’opera. Altrettanto ha assicurato il Comune di Napoli”, conclude la nota.
“Oggi piu’ di prima siamo convinti che la filiera Istituzionale non fara’ mancare il sostegno alla Municipalita’ 8 per questa iniziativa fondamentale, per vincere la sfida per Scampia e le periferie in genere; si deve essere piu’ sobri e fare i tavoli giusti e non incontri DEMAgogici dei giorni scorsi”. Cosi’, in una nota, il presidente Apostolos Paipais e l’assessore al Patrimonio e Welfare Alberto Patruno dell’Ottava Municipalita’ di Napoli, commentano l’incontro nel pomeriggio, a Palazzo Santa Lucia, sul progetto di realizzazione della facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Napoli a Scampia, per il quale la Regione Campania ha stanziato, nel solo mese di marzo, 7 milioni di euro. “E’ stato un incontro proficuo e concreto – hanno aggiunto Paipais e Patruno – alla presenza del vice presidente Bonavitacola, l’assessore Piscopo del Comune di Napoli e tutti gli uffici Regionali e Comunali competenti”. L’obiettivo era definire tempi e modalita’ delle risorse necessarie per il continuo dei lavori inerenti il cantiere dell’Universita’ di Medicina a Scampia. “Si conferma con i 7 milioni di euro – concludono il presidente e l’assessore dell’Ottava Municipalita’ – che la Regione Campania non ha mai pensato di abbandonare un importantissimo progetto non solo per Scampia ma per tutta la citta’ di Napoli”.

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Le follie della Dad: al liceo di Scafati gli studenti si interrogano bendati

Studenti bendati per le interrogazioni in video

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studenti bendati scafati

Scafati. Studenti bendati per le interrogazioni in video. Non è l’ennesima trovata di studenti burloni per acchiappare like sui social e non è una parodia per interrogazioni ‘al buio’.

E’ quello che è accaduto in una classe del Classico del Liceo Renato Caccioppoli di Scafati, in provincia di Salerno, in questi giorni. Storture della didattica a distanza, eccesso di zelo per addivenire ad una valutazione degli studenti quanto più veritiera possibile? Quell’immagine di un’adolescente costretta dalla professoressa a bendarsi per non sbirciare sul computer o sugli appunti non risponde certo ai principi della formazione, della cultura e della libertà dell’individuo che dovrebbero essere il fondamento della scuola pubblica italiana.

Ad inaugurare questo nuovo metodo – che richiama, immancabilmente, ad una tortura fisica e psicologica – è stata una professoressa di latino e greco, più attenta alle nozioni che i suoi studenti possano sbirciare, piuttosto che alla loro formazione come individui, al loro equilibrio psicologico, alla loro autostima.

Nel liceo di Scafati, la didattica a distanza attuata in tempo di pandemia da Covid pare abbia scatenato in alcuni insegnanti reminiscenze del secolo scorso quando i maestri punivano i più discoli mettendoli in ginocchio sui ceci dietro la lavagna. Questa volta non ci sono ceci, bensì bende, o pagine e pagine di compiti ‘punitivi’ per costringere i ragazzi a non uscire di casa, visti più come untori che come adolescenti smarriti per una situazione più grande di loro che sta frantumando gli anni più belli della loro vita.

Il metodo educativo della professoressa in questione non è passato inosservato e alcuni studenti hanno sottoposto la questione al preside Domenico D’Alessandro che al momento non sembra aver preso alcun provvedimento ne le distanze dalla malsana metodologia della zelante professoressa. Gli studenti, dal canto loro, non hanno la forza di ribellarsi, più forte il timore – comprensibile – di ripercussioni in ambito scolastico da parte della stessa professoressa e degli altri insegnanti che faranno squadra con lei. E quindi da giorni va in scena questa pantomima dei bendati.

Sarà lo stress collettivo, l’ansia da perfezionismo in una società imperfetta o semplicemente l’ultima frontiera dell’insegnamento ai tempi del Covid, ma quello che è accaduto e accade in alcune lezioni di didattica a distanza – la famigerata Dad – passerà agli annali della storia contemporanea come una generalizzata forma di diseducativa follia collettiva e a farne le spese saranno sempre e solo loro: gli studenti. Quelli che già escono malconci e frustrati da un periodo buio per tutti e non perchè sono stati costretti ad indossare una benda per essere interrogati.

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