

Ci sarebbe anche l’omicidio di Vincenzo Pace e il ferimento di Emanuele Cito nel lungo elenco delle croci che sono state disseminate sul territorio di Ponticelli negli ultimi anni ad opere del clan De Micco che hanno fatto il bello e il cattivo tempo per controllare tutti gli affari illeciti nel quartiere. L’agguato avvenne nell’aprile del 2015 al rione De Gasperi. I due, ex Sarno dopo qualche anno di esilio forzato erano tornati alla ribalta nella zona ed insieme a Raffaele Stefanelli, uomo di punta del clan D’Amico “fraulella” del rione Conocal stavano cercando di nuovo spazio ma soprattutto nelle loro intenzioni vi era quella di cacciare da Ponticelli i “tatuati” ex alleati dei Cuccaro di Barra.
Una guerra senza quartiere che porterà poi al clamoroso omicidio della donna boss Nunzia D’Amico detta la “passilona” uccisa davanti al portone della sua abitazione il 10 ottobre del 2015. Fu quello l’omicidio che sancì la vittoria da parte dei “Bodo” sui D’Amico che furono costretti a restare confinati al Conocal ma comunque sotto le loro dipendenze. Prima I famigerati “tatuati” avevano eliminato anche colui che da parte degli ex Sarno puntava a riprendersi il quartiere ovvero Vincenzo Pace ucciso in un agguato l’11 aprile.
Il suo socio Emanuele Cito, vero obiettivo dell’agguato, aveva indicato come possibili mandanti i De Micco. Cito che di recente è stato condannato a 8 anni di carcere per la sua partecipazioni alle attività criminali dei D’Amico “Frauelella” dopo l’agguato aveva organizzato la risposta per colpire i De Micco. ma fu fermato dalle forze dell’ordine. Scrivono i magistrati a proposito di Cito e Pace: ” Risulta infatti che sia Cito sia pace dopo l’estinsione del clan Sarno non avevano perso i collegamenti con la criminalità organizzata ed anzi erano entrati a far parte di una nuova organizzazione operante al rione De Gasperi della quale faceva parte Raffaele Stefanelli prima di insediarsi definitivamente nel Conocal, organizzazione che era collegata sia dall’inizio con quella facente capo alla figlia D’Amico”.
(nella foto il luogo dell’omicidio di Vincenzo Pace e nei riquadri da sinistra Luigi De Micco ed Emanuele Cito)
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