Condannato a venti anni di carcere il 22enne Luca Gentile per l’omicidio del padre della fidanzata, il carrozziere di 62 anni Eugenio Tura De Marco, avvenuto nel rione Fornelle, nel cuore del centro storico di Salerno, la sera del 20 febbraio del 2016. Oggi il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Salerno, Stefano Berni Canani, in sede di rito abbreviato, ha dato lettura della sentenza. Gentile, poco dopo il delitto, confesso’ di aver accoltellato il suocero affermando, tuttavia, di aver reagito ad approcci sessuali da parte di Tura De Marco. Ipotesi questa, smontata dal pm della procura salernitana, Elena Guarino, che in fase di repliche, ha mostrato le foto dei luoghi in cui avvenne l’omicidio, ritenendoli incompatibili qualora fosse avvenuta una colluttazione. L’accusa, nello scorso mese di aprile, aveva chiesto trenta anni per Gentile, non ritenendo possibile la concessione delle attenuanti, ma applicando solo lo sconto di pena previsto dall’abbreviato. Il giudice non ha riconosciuto l’aggravante dei rapporti familiari che, pero’, permane per la figlia della vittima, che il prossimo 16 ottobre, innanzi alla Corte d’assise di Salerno, dovra’ rispondere di concorso morale in omicidio, in quanto ritenuta responsabile di aver rafforzato il proposito criminoso del fidanzato. “E’ una sentenza parzialmente giusta – commenta all’Agi l’avvocato difensore di Luca Gentile, Luigi Gassani del foro di Salerno – sia per l’equita’ dimostrata dal giudice sia per la correttezza del pubblico ministero. Valutiamo di proporre appello affinche’ venga riconosciuto lo stato di ira del ragazzo che, piu’ volte, avrebbe ricevuto da Tura De Marco delle proposte, dal giovane non gradite, di andare a dormire a casa del suocero e di lasciare la figlia”.
Uccise il padre della fidanzata: 20 anni di carcere
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