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Si spezza la fune, giovane speleologo muore in una grotta nel Salernitano

Uno speleologo di 35 anni, originario del Foggiano, tecnico del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico (Cnsas), e’ morto nel tardo pomeriggio di ieri cadendo da un’altezza di quaranta metri all’interno della Grotta del Falco, sui monti Alburni, in territorio di Corleto Monforte in provincia di Salerno. La vittima chiudeva la cordata di dieci speleologi membri di un’associazione del Gargano che, attaccati alla medesima corda, si erano calati all’interno della spelonca, poco frequentata. Il cavo, forse a causa del continuo sfregamento contro la roccia, non ha retto il peso e si e’ spezzato, facendo compiere un volo di decine di metri al tecnico. Il cui corpo senza vita e’ stato poi recuperato dai colleghi del Cnsas delle squadre della Campania e delle regioni limitrofe intervenuti, dopO l’allarme al 118. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Sala Consilina. Intanto, il Cnsas, in una nota, “si stringe ai familiari della vittima per il decesso del proprio tecnico”.

Aggressione ai vigili urbani a Salerno, De Luca chiede a Minniti l’invio di corpi speciali

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“In merito all’ultimo grave episodio verificatosi a Salerno con l’aggressione dei vigili urbani da parte di alcuni extracomunitari dediti alla vendita abusiva di merci, ho contattato questa mattina il ministro dell’Interno Minniti chiedendo l’intervento di agenti dei corpi speciali”. Lo scrive su Facebook il governatore campano, Vincenzo De Luca. “Sono intollerabili tali atteggiamenti di violenza e di illegalita’. Piena solidarieta’ ai vigili urbani aggrediti, massima inflessibilita’ contro ogni forma di violenza e di minacce – continua De Luca -. Il ministro Minniti ha garantito il supporto necessario a ogni azione di contrasto di tali fenomeni che registrano una preoccupante impennata nelle realta’ urbane della Campania”.

Ieri sera, a Salerno, due vigili sono stati picchiati da un gruppo di extracomunitari sul lungomare Trieste. Alla richiesta degli agenti di sgomberare le proprie mercanzie abusive, gli immigrati, una decina, li hanno circondati e aggrediti, sotto gli occhi di molti passanti che hanno chiamato polizia e carabinieri. Gli aggressori sono stati identificati, i vigili sono stati portati in ospedale e medicati.

Sette giorni di prognosi per l’agente 53enne della Polizia Municipale di Salerno aggredito ieri sera sul lungomare cittadino da un ambulante abusivo. Questa la dinamica dell’accaduto. Una pattuglia di vigili era intenta a perlustrare la zona, insieme alla Polizia di Stato, nell’ambito di un sopralluogo interforze voluto dal sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli nel corso della riunione del Tavolo per l’ordine e la sicurezza tenutosi in Prefettura il 20 settembre, dove si e’ discusso di repressione dello spaccio di droga, dell’ambulantato abusivo, dell’attivita’ dei parcheggiatori, della prostituzione e di microcriminalita’. “La Polizia di Stato, col supporto delle pattuglie della Polizia Municipale, – racconta il primo cittadino- ha effettuato otto fermi e tre arresti di spacciatori di nazionalita’ gambiana, mentre gli agenti della polizia municipale continuavano nell’opera di dissuasione e repressione dell’ambulantato abusivo. Mentre la Polizia si allontanava dalla zona delle operazioni per il disbrigo delle procedure conseguenti all’arresto effettuato, una pattuglia della polizia municipale e’ intervenuta intimando agli ambulanti abusivi di allontanarsi. Uno di questi si e’ rifiutato di obbedire all’ordine e, ingiuriando l’agente, lo ha colpito con un pugno. Altri ambulanti presenti hanno fatto in modo di consentire la fuga del delinquente”. Al momento non e’ stato possibile rintracciare il soggetto autore dell’atto di violenza. Il sindaco, dopo aver espresso piena “solidarieta’, apprezzamento e gratitudine al vigile colpito”, ha sottolineato che “Salerno, era e restera’ una citta’ sicura. Non abbiamo mai consentito ne’ consentiremo atti di prepotenza, violenza ed illegalita'”. Questa mattina, Napoli, dopo aver riferito quanto accaduto al Prefetto e al Questore, ha informato anche il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che e’ gia’ intervenuto con il Ministro degli Interni Marco Minniti allo scopo rafforzare la dotazione di uomini e mezzi per le forze dell’Ordine. “Nonostante il grave episodio di violenza, -conclude Napoli– l’Azione Interforze continuera’ anche in queste ore per garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati. E’ mia intenzione e intenzione dell’Amministrazione Comunale procedere sulla strada tracciata, intensificando azioni coordinate interforze, predisponendo un programma sempre piu’ stringente di interventi mirati allo scopo”. 

 

Camorra, il nuovo clan da Ponticelli faceva estorsioni a Sant’Anastasia e Pollena: 4 arresti. IL VIDEO

All’alba di oggi i poliziotti del Commissariato Ponticelli collaborati dagli uomini della Squadra Mobile partenopea hanno effettuato un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, arrestando in esecuzione di fermi di indiziati di delitto:

– Massimiliano BALDASSARRE 41enne napoletano, soprannominato “ a’serpe”, già sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale

– Francesco SEBETO 41enne napoletano, soprannominato “Zainetto”

– Fiorentino Eduardo MAMMOLITI 24 anni napoletano, soprannominato “Fiore”

– Antonio SBRESCIA 26enne di Pollena Trocchia, soprannominato “a’ cattiveria”

Tutti pregiudicati.

L’attività investigativa e l’incessante controllo del territorio messo in atto dai poliziotti del commissariato Ponticelli ha consentito di portare alla luce la scalata, da parte del gruppo criminale che stava tentando di imporsi per il controllo del malaffare, nella cittadina di Sant’Anastasia, in particolare con estorsioni nei confronti di commercianti e imprenditori.

I poliziotti, grazie alla capillare conoscenza del territorio, ed alla loro presenza hanno individuato in particolar modo un imprenditore vessato dalle richieste estorsive. La vittima, rassicurata dagli agenti e fiduciosa nei confronti degli stessi, ha raccontato quanto gli stesse accadendo,

La Polizia di Stato ha costantemente informato ed aggiornato la Procura della Repubblica presso il Tribunale Direzione Distrettuale Antimafia, di tutti i tipi di vessazioni ed altri elementi che durante le indagini sono emersi, come gli inseguimenti nelle strade cittadine ed i tentativi messi in atto dai criminali per punire l’imprenditore fino all’episodio più grave ovvero quando venivano esplosi colpi d’arma da fuoco verso la vettura della vittima.

Stamani quando i polizotti sono entrati in azione hanno bloccati i quattro presso le loro abitazioni nei comuni di Sant’Anastasia, Pollena Trocchia e nel quartiere di Ponticelli.

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Al concerto dei Rolling Stones a Lucca, presente anche Salerno con l’artista Salvatore Cardamone

Salerno, più precisamente Monte San Giacomo, ha risposto “presente” al concertone di Lucca dei Rolling Stones, con l’artista salernitano Salvatore Cardamone che ha omaggiato l’organizzazione del Summer Festival di Lucca con un piatto di ceramica raffigurante il logo Stones: la bocca rossa con la linguaccia.  “Tutto è nato perché ho conosciuto Mimmo D’Alessandro, tramite un mio amico giornalista del Sole 24 Ore, Francesco Prisco, originario di Pompei – racconta Cardamone, in arte Sal Art, la sigla con cui firma le sue opere – Sono originario di Monte San Giacomo, nel Vallo di Diano. Nasco come restauratore e ho fatto una scuola alla Certosa di Padula organizzata in via sperimentale dall’Istituto centrale di restauro di Roma. Qui, negli anni 80, conobbi i titolari di una ditta romana-inglese di restauro: Diana Spada, restauratrice, con il marito Nicky Leto, che vivevano a Salerno dove avevano un laboratorio. Ho iniziato a lavorare per loro. Poi mi sono dedicato alla pittura e, infine, mi sono innamorato della ceramica a Vietri sul Mare, dove mi ero trasferito per fare un restauro al Duomo di San Giovanni”. Ad Albori Sal conosce Francesco Prisco. “Eravamo vicini di casa – spiega Salvatore – Due anni fa a Roma mi ha presentato D’Alessandro, che aveva visto i miei lavori su internet e gli erano piaciuti, aveva anche acquistato un piatto con dipinta proprio la band dei Rolling Stones. Mi ha contattato e mi ha proposto di fare delle opere per il ventennale del Lucca Summer Festival e così ho realizzato i primi cinquanta piatti per gli ospiti della manifestazione: Ennio Morricone, i Pet Shop Boys, Robbie Williams e tutti gli altri. Poi mi ha chiesto altri cinquanta piatti solo per i Rolling Stones e, in questo caso ho realizzato nel mio piccolo laboratorio di Albori il loro logo: il pezzo di prova è piaciuto e così mi è stato commissionato il lavoro. Ho spedito i piatti con estrema cura, con un corriere, non volevo che se ne rompesse neanche uno”. Appassionato di musica jazz e rock, che ascolta quando lavora, Sal dipinge su ceramica le più famose band italiane e internazionali.

Castellammare,andava a rubare moto in penisola sorrentina: ai domiciliari intera famiglia

I carabinieri della compagnia di Sorrento hanno arrestato una coppia di 44 e 37 anni di Castellammare di Stabia raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip di Torre Annunziata per furto aggravato.
Nel corso di indagini coordinate dalla competente procura i militari dell’arma, anche attraverso l’analisi dei filmati estrapolati da sistemi di videosorveglianza e a tabulati telefonici, hanno raccolto inconfutabili indizi nei confronti dei 2, già noti alle forze dell’ordine per reati specifici: nel marzo scorso, marito e moglie insieme al loro figlio 16enne erano andati con l’auto di famiglia in costiera sorrentina e lì avevano rubato uno scooter parcheggiato su via Rota a Sorrento, prima forzando il bloccasterzo e poi avvalendosi di un punteruolo per metterlo in moto. Al ritorno la donna si era accomodata sul sellino posteriore del mezzo appena rubato.
I due coniugi sono stati posti agli arresti domiciliari. la posizione del 16enne, indagato in stato di libertà, è al vaglio della magistratura minorile.

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Napoli, maledizione Milik, nuovo crack e possibile intervento chirurgico

Non c’e’ pace per Arek Milik che rischia un nuovo lungo stop. Il Napoli fa sapere in una nota che l’attaccante polacco, uscito nei minuti finali della gara contro la Spal di ieri “per un infortunio al ginocchio destro, ha effettuato gli esami strumentali questa mattina alla Clinica Pineta Grande. Per l’attaccante azzurro e’ emersa la possibilita’ di una soluzione chirurgica. Milik verra’ valutato domani a Villa Stuart dal professor Mariani”. Un anno fa il bomber dell’Ajax e’ rimasto a lungo ai box per la rottura del legamento crociato anteriore ma al ginocchio sinistro.

Rolling Stones: sessanta mila fan a Lucca celebrano l’icona del Rock

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Lucca vestita a rock per l’evento degli eventi. In sessanta mila hanno atteso trepidanti l’unica data italiana di No Filter Tour, in giro per l’Europa. I Rolling Stones hanno fatto la storia e continuano ad esserne protagonisti indiscussi da oltre cinquant’anni. Una storia capace di far aumentare il costo di un biglietto fino a mille e trecento euro. Ma ben investiti. Questo è il caso di dire che la spesa sia valsa l’impresa: uno show sensazionale dell’ineguagliabile Mick Jagger con l’evergreen Keith Richards e gli insostituibili Ronnie Wood e Charlie Watts. Una emozione unica tra i fumi rossi del concerto e i fan deliranti. Arrivati a Pisa lo scorso giovedì, hanno trascorso un paio di giorni a Firenze dove il frontman del gruppo britannico ha trovato il tempo per ammirare il David di Michelangelo e deliziarsi della cena preparata dallo chef pluristellato Michelin, Gennaro Esposito. Gli Stones mancavano da tre anni in Italia, dal concerto al Circo Massimo e come accadde per la capitale, anche la città toscana si è popolata di fan provenienti da tutta Europa: francesi, tedeschi, inglesi, austriaci. Un pubblico internazionale, quindi, ma anche eterogeneo: non c’è età che tenga per il loro rock, non esistono estrazioni sociali o livelli culturali. Esiste la musica che si trasforma in un unico e vibrante manto pronto ad abbracciare indistintamente la folla in visibilio. Folla che ha registrato la partecipazione fisica e il coinvolgimento emozionale anche di personaggi come Piero Pelù, Bebe Vio, Javier Zanetti, Alessandro Cattelan, Emanuele Filiberto di Savoia e perfino Susanna Camusso. Lucca ha aperto le porte alla Storia della musica, ha aperto il cuore al Rock accogliendo l’evento con tutti i crismi. Scuole chiuse per un giorno, vetrine tappezzate Stones, musica in ogni dove: tutto era Rolling Stones. Mick Jagger e i suoi, d’altro canto, non si sono risparmiati e hanno risposto all’accoglienza con altrettanto coinvolgimento e partecipazione. Si sono lasciati andare alla calda atmosfera di questo popolo rock e hanno aperto con il saluto in Lingua italiana. Jagger: “Ciao Lucca, ciao Toscana, ciao Italia. Come state tutti? Questa è la prima volta che suoniamo in Toscana”. Parte la musica ed è subito Sympathy for the Devil. Lucca si esalta. Due ore di concerto intervallate da qualche parola in fiorentino e da qualche racconto sempre in italiano. Due ore di intimità suggellate dalla versione italiana, cantata in italiano di As tears goes by (Con le mie lacrime). A chiudere il concerto Jumpin Jack Flash. A chiudere il concerto “Watch it! I was born in a class five hurricane” (“Guarda! Sono nato in un urgano forza 5”). A chiudere il concerto è la forza del Rock ‘n roll, gli immortali Rolling Stones.

Commozione e rabbia ai funerali di Nicolina, il parroco: ”Il femminicidio è un terribile peccato”

Grande folla ieri nella chiesa di San Francesco d’Assisi a Ischitella per i funerali di Nicolina Pacini, la 15enne uccisa con un colpo di pistola al volto dall’ex compagno della madre, che poi si e’ tolto la vita in una zona di campagna. L’uscita della bara dalla chiesa e’ stata accompagnata da un lungo applauso e dal lancio di palloncini bianchi. Tanta commozione tra le oltre mille persone accorse ai funerali, in un giorno che per il piccolo centro del Foggiano e’ stato di totale lutto cittadino. Nella sua omelia don Dino Iacovone ha ricordato: “Nicolina rivive non solo nel mio ricordo e di chi l’ha conosciuta e amata. Rivive in noi quando ci incontriamo per pregare, quando allacciamo relazioni amorevoli e sincere, incominciando dalle nostre famiglie, genitori e figli, senza cattiverie, nella sincerità e nella fiducia. Quando mettiamo in pratica il comandamento della carità vicendevole, quando ci battiamo per liberare l’aria e la terra dai rifiuti dell’odio. Quando mettiamo in pratica il comandamento della carità vicendevole, quando ci battiamo per liberare l’aria e la terra dai rifiuti dell’odio. Quello del femminicidio è un terribile peccato.Non vediamo più il viso angelico, sorridente, gioioso e delicato di Nicolina: in questi giorni lo abbiamo visto troppe volte in tv e sui social. Non avremmo voluto. Avremmo desiderato incontrarlo ancora in piazza, sulla villa, vicino alla chiesa, in giro per le strade, sui banchi di scuola. Ma – ha proseguito il sacerdote – non lo abbiamo perso: seppur ci è stato rapito con violenza, la nostra fede e la preghiera della chiesa afferma che il suo volto è ormai nascosto nel volto di Cristo. Il volto di Cristo è in croce, e Nicolina ha sopportato un sacrificio crudele. Nicolina non è qui, è risorta con Gesù. Vive la vita nuova, la vita con Dio. Una vita senza più sofferenza e dolore, dove niente fa paura perché c’è solo pace e luce”. Ed ha aggiunto: “Ora qui si fermano le indagini sociologiche e investigative, si ferma la morbosa ricerca e i pettegolezzi vari. Si fermano le voci di rabbia e di ingiuria: risuona la Parola di Dio, consolatrice, che ridona speranza al nostro cuore afflitto”.In chiesa un migliaio di persone, compresa la madre della ragazzina Donatella Rago, sempre affiancata da una psicologa, e il padre di Nicolina, Ezio. 

Il Vangelo di oggi

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,1-16a. 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati
e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.
Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno.
Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:
Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?
Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te.
Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?
Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

Segnalato a Fuorigrotta il 33enne scomparso da Giugliano

Giugliano. Sarebbe stato avvistato nella zona di Fuorigrotta il 33 enne di Giugliano scomparso di casa quattro giorni la cui auto è stata ritrovata a Portici. Lo hanno fatto sapere attraverso i social i familiari di Luis Jefferson Valderamma, noto a tutti come Jeffry, di origini colombiane. La polizia, la denuncia di scomparsa è stata presentata dalla mamma al commissariato di Giugliano, sta cercando di asvere elementi utili alle ricerche attraverso le immagini delle telecamere di sicurezza sia a Portici, dove è stata ritrovata l’auto, sia a Fuorigrotta, posto dell’ultimo “avvistamento”. La polizia sta cercando anche di capire attraverso i tabulati telefonici i suoi ultimi contatti e soprattutto stabilire gli spostamenti con l’aggancio della cella del telefono. Una cosa certa è che l’ultimo accesso a Whatsapp è di giovedì alle 5.45. Poi il silenzio e la preoccupazione della mamma visto che il giovane non rispondeva al telefono. La sua macchina, una Chevrolet Spark bianca, è stata ritrovata a Portici, parcheggiata male, come se fosse stata abbandonata. Alcuni testimoni che lo avrebbero visto in un bar proprio a Portici. Il 33enne sorseggiava due limoncelli mentre, forse già in stato confusionale, poneva delle strane domande ad alcuni passanti. Ieri poi è arrivata la segnalazione di Fuorigrotta. La mamma ha fatto sapere che il ragazzo assume un medicinale molto forte che se associato all’alcool provoca sonnolenza e malori. “Ho paura che abbia bevuto qualcosa e si sia sentito male, che sia svenuto da qualche parte e che nessuno lo abbia visto”, ha detto la signora. Al momento della scomparsa il 33enne indossava una maglietta nera, pantaloni bianchi, scarpe sportive e un giubbotto di pelle. Ha tatuaggi, un albero disegnato sull’avambraccio, un falco sull’addome e le iniziali dei nomi di famiglia sul tallone.

 

Casertana: Scazzola analizza la sconfitta con l’Akragas

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Alla fine sono state almeno otto le occasioni non concretizzate, problema evidenziato anche nelle precedenti tre uscite. «È vero – continua Scazzola – avremmo potuto fare meglio, essere più precisi sotto porta, ma come detto la fortuna non ci sta aiutando». Poi una critica all’operato del direttore di gara: «Non mi lamento mai dell’arbitro, ma sul gol ho i miei dubbi. In realtà posso dire che il gol l’ha fatto lui perché c’era un fallo per noi non sanzionato. Turchetta è finito a terra e lui ha lasciato correre, poi l’azione è proseguita e loro ci hanno segnato». Il trainer non giustifica la prova opaca dei suoi (almeno nei primi 45′) né cerca scusanti: «Non bisogna mai trovare un alibi e la sosta non può certo esserlo. Un ko immeritato, lo ribadisco, potevamo fare di più anche vedendo i calciatori che abbiamo in rosa. Prendere gol a pochi minuti dalla fine del primo tempo non è stato semplice da digerire anche perché arrivato in maniera del tutto fortuita. Alla squadra posso rimproverare poco perché chi è sceso in campo ha dato tutto».

Benevento: a Crotone per dire stop alla crisi

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La partita di oggi tra Benevento e Crotone sarà uno scontro diretto tra due squadre che già boccheggiano in campionato. Mentre per i sanniti si aggiunto tutto quel ben di Dio che è accaduto nelle ultime ore. Alla luce di tutto ciò, quindi, si tratterà di un’impresa quasi titanica quella che attende Baroni ed i suoi calciatori, chiamati a deporre in un cassetto tutti i cattivi pensieri per provare a concentrarsi unicamente sulla «battaglia» che si disputerà sul rettangolo verde calabrese, dalla quale tutto l’ambiente giallorosso si attende di riuscire a cancellare lo zero nella casella dei punti in graduatoria. Pure perché dal match con il Crotone la tifoseria sannita si attende una rivincita, non soltanto per i cinque risultati negativi di questa stagione, ma anche per sfatare lo storico tabù sannita che vede nei rossoblu pitagorici una vera e propria «bestia nera» dei giallorossi. In particolare il riferimento va sempre a quelle gare del 1998, del 2004 e del 2009 che hanno sbarrato il passo al Benevento, rispettivamente verso le promozioni in C1 e due volte in Serie B. Oggi, però, sarà un’altra storia con ben altri protagonisti in campo. Baroni che ribadirà il suo offensivo 4-4-2, del resto dopo averlo varato inizialmente contro «big» del calibro di Napoli e Roma, è più che legittimo che il toscano persegua la sua strada nel primo match contro un avversario di pari rango tecnico e tattico. In tal senso il tecnico di Tavarnuzze non potrà contare su Antei, Djimsiti, Ciciretti, D’Alessandro e Iemmello, tutti infortunati, a cui si è aggiunto Lucioni in virtù dello stop cautelare disposto dalla Procura nazionale antidoping per le risultanze emerse sul difensore ternano successivamente alla partita Benevento-Torino. Il reparto che esce maggiormente falcidiato dalle defaillance è certamente la difesa con nuovamente le contemporanee assenze di tre marcatori centrali. Quindi, dinanzi a Belec, Venuti dovrà nuovamente sacrificarsi al centro della linea difensiva, ma stavolta al fianco di Costa. Sugli esterni agiranno ancora Letizia e Di Chiara. A centrocampo Baroni cambierà ancora. Stavolta tra i mediani a restar fuori sarà Chibsah, con Memushaj e Cataldi che comporranno la coppia centrale dedita a fungere da frangiflutti e registi della manovra giallorossa. Sugli esterni, invece,ci sarà Lombardi a destra e Lazaar a sinistra, pure se il marocchino non è in una condizione fisica brillante e per di più quella di oggi sarebbe la terza gara in sette giorni che giocherebbe. Pertanto si può già prevedere una staffetta con Parigini. In attacco ci saranno Coda, vero stakanovista di questo avvio di torneo, e Puscas, entrambi con il compito di andare in gol, rompendo così il proprio digiuno e quello della squadra ferma alla rete ancora alla realizzazione di Ciciretti in apertura della prima giornata di campionato a «Marassi». Sugli spalti, infine, ci saranno non meno di seicento tifosi giallorossi provenienti dal Sannio che, al di là di tutti gli avvenimenti recenti, non faranno mancare il proprio sostegno ai propri beniamini sperando di non doversi sorbire un altro amaro viaggio di ritorno.

Avellino: Novellino si gode il successo

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Il tabù trasferta è stato finalmente spezzato, oltre cinque mesi dopo l’ultimo exploit arrivato in Toscana, sul campo di un Pisa con un piede e mezzo in Lega Pro. È stata una vittoria di squadra – conferma Novellino a fine gara – conquistata con grande umiltà, perché abbiamo tenuto bene il campo sapendo soffrire e ripartire appena possibile. All’inizio ho cambiato qualcosa in formazione perché con tante gare ravvicinate qualcuno doveva rifiatare». Per la verità l’Avellino non ha quasi mai sofferto il Novara nel vero senso della parola, se non negli ultimi minuti, ma solo mentalmente, perché il gol di Maniero ha consentito al Novara di intentare un ultimo assalto reso vano anche dall’inferiorità numerica dei padroni di casa. Letale era stata la doppietta di Ardemagni, «ma il merito è un po’ di tutti, perché durante la settimana questi ragazzi lavorano bene e a Novara si è visto proprio quanto provato con applicazione, quotidianamente, sul campo ci tiene a sottolineare l’allenatore, che insiste sull’importanza di questo successo. Affrontavamo una squadra molto insidiosa, ma siamo stati bravi sia nel palleggio che a sfruttare l’uno contro uno. Sono tre punti molto buoni per la classifica, dobbiamo continuare così senza per questo montarci la testa l’analisi di Novellino, che ha dovuto riparare in gradinata dopo l’allontanamento dalla panchina. La classifica vede i suoi a quota 10 punti dopo 6 gare, ma è quel che mi aspettavo ammette l’allenatore, che poi spiega il suo ottimismo: Da una parte si è mossa bene la società, integrando l’organico con giovani di valore come Asencio che già in queste prime gare hanno avuto modo di mettersi in mostra, più altri che avranno il loro spazio; dall’altro ho avuto modo di lavorare dall’inizio sulle strutture di gioco, su concetti semplici perché nel calcio non bisogna inventarsi nulla, soprattutto in un campionato come quello di serie B in cui ciò che più di ogni altra cosa conta è restare sempre sul pezzo. Insomma, le sofferenze del passato sembrano ormai alle spalle e questa vittoria esterna potrebbe essere un segnale: “Vogliamo proprio evitare le sofferenze patite nella passata stagione, ma ripeto, stavolta le cose sono un po’ diverse. Non molta diversa… l’ esuberanza dello stesso tecnico, che come sempre vive con partecipazione la gara dei suoi ragazzi, e in più di un’occasione (come capitato anche al Piola) finisce nel mirino del direttore di gara: Mi sono arrabbiato in occasione di un contropiede spiega Novellino, consapevole che questa volta potrebbe non cavarsela con una diffida, e che pertanto potrebbe essere costretto ad assistere alla gara contro l’Empoli dalla tribuna”. Per Matteo Ardemagni il modo migliore per scacciare vecchi e brutti pensieri era proprio quello di segnare una doppietta: “Contro il Novara ho perso una finale play-off quando vestivo la maglia del Padova ricorda l’attaccante, stavolta è andata diversamente ed è ciò di cui avevamo bisogno per riscattare gli ultimi risultati negativi in trasferta. Purtroppo fuori casa avevamo avuto qualche difficoltà di troppo, vincere su un campo difficile è stato importante proprio perché di fronte c’era un avversario che concede poco e con ottimi calciatori, sicuramente era un test che poteva dirci qualcosa”.

Salernitana: il patron parla ancora di esami

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«Gli esami non finiscono mai, una rondine non fa primavera». Sorride, Lotito, dopo la prima vittoria stagionale della Salernitana. Nello stesso tempo, però, tiene tutti sulla corda, in primis un Bollini che sarebbe finito sul banco degli imputati in caso di mancata vittoria. Risposta importante e compatta da parte di tutti sul campo. Ma il messaggio presidenziale non ha bisogno di essere decriptato ed è passato a chiare lettere anche nella pacata irruzione negli spogliatoi a fine gara, prima dell’appuntamento con la sala stampa. «Questa è una squadra che ha potenzialità, quando i giocatori vengono impiegati in una certa maniera, come visto contro lo Spezia, danno anche risultati diversi. La squadra si è espressa bene, il cambio modulo ha pagato perché i giocatori sono stati messi in condizione di giocare al meglio», afferma il co-patron granata. Ogni riferimento alle due punte insieme dal 1′ è puramente voluto. Così come alla posizione del tecnico: «Gli abbiamo dato una squadra in grado di giocare con vari assetti, sta a lui scegliere la miscela giusta. L’ho visto più tranquillo, riflessivo. Puoi partire col tuo credo e accorgerti che cambiare è meglio per le caratteristiche dei giocatori. Panchina salva? Io pongo un confine da non superare, sono realista sugli obiettivi da raggiungere. Non si tratta di vincere, è il tipo di gioco della squadra che mi interessa. Stavolta non ho mai avuto impressione che la squadra potesse soccombere, è stata più solida. L’importante è avere consapevolezza nei propri mezzi e aggiungerci umiltà. Bisogna fare attenzione, all’orizzonte ci sono partite complicate».

Un tifoso della Spal a Borriello: ”Fai meno sesso”, e lui ferma il pullman e grida ”Non ti permettere più”. IL VIDEO

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Momenti di tensione ieri sera la termine della partita Spal- Napoli. Quando il pullman della squadra dei padroni di casa è uscito dallo stadio alcuni tifosi, come al solito hanno atteso all’esterno. Tra critiche e applausi c’è stato un tifoso spallino che improvvisamente ha gridato: “Borriello scopa di meno”, ripetuto due volte. A quel punto l’attaccante napoletano ha fermato il bus e ha gridato a suo volta al tifoso: ”Non ti permettere più”. Poi il pullman è ripartito.

 

Le pagelle di Spal-Napoli: Callejon, Ghoulam e il ‘napoletano’ Schiattarella sugli scudi

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Queste le pagelle di Spal-Napoli 2-3, gara valida per la sesta giornata di Serie A giocata oggi allo stadio Mazza di Ferrara.

SPAL

GOMIS 7 – Tiene a galla i suoi con diversi interventi super, soprattutto quelli su Mertens e Milik. Sui gol non può nulla.

SALAMON 6.5 – Il migliore del pacchetto arretrato, bravo a far valere il fisico sul tridente piccolo degli azzurri.

VICARI 6 – Buona anche la sua partita, bravo ad annullare per gran parte di gara uno come Dries Mertens.

FELIPE 5.5 – Partita di grande sacrificio contro uno come Callejon. Regge finché può, poi esce per crampi.

LAZZARI 6 – Attacca bene lo spazio lì sulla corsia di destra, ma perde troppo spesso il duello con Ghoulam.

SCHIATTARELLA 7 – Ha il merito di portare in vantaggio i suoi con un gran tiro dalla distanza. Tra i più pericolosi della squadra di Semplici.

VIVIANI 7 – Il piede è educato e lo si vede nel gol su punizione. Per il resto detta bene i tempi della squadra, meritandosi la sufficienza piena.

MORA 5 – Troppi errori per uno con la sua esperienza. Partita da dimenticare per il capitano.

COSTA 6 – Contiene Hysaj e spinge bene sulla sinistra, calando un po’ nella ripresa.

ANTENUCCI 6.5 – Il migliore dell’attacco, costringendo uno come Koulibaly agli straordinari. Gran partita per lui.

BORRIELLO 6 – Lotta, corre, ma sbaglia diverse giocate non da lui. Buona partita, ma gli manca il guizzo per concludere.

ALL. SEMPLICI 6.5 – Mette in campo una squadra ordinata che dà fastidio alla capolista per tutti i 90 minuti. Continuando di questo passo la salvezza è realmente alla portata.

NAPOLI

REINA 5.5 – Può poco sul gol di Schiattarella, ma sulla punizione di Viviani poteva sicuramente fare meglio. Qualche buona uscita con i piedi, ma la sufficienza oggi non c’è.

HYSAJ 6 – Non spinge come Ghoulam, si limita all’ordinaria amministrazione, chiudendo bene gli attacchi della Spal.

MAKSIMOVIC 6 – Il gol di Schiattarella arriva da una disattenzione collettiva, ma anche da un suo errore di posizionamento. Dopo recupera dopo giocando una discreta partita.

KOULIBALY 6 – Stesso discorso di Maksimovic. Si riprende alla distanza annullando Antenucci e Borriello

.GHOULAM 7.5 – Partita da ricordare per il terzino algerino, autore dell’assist per Callejon e del gol che decide il match. Imprescindibile.

ZIELINSKI 5.5 – Qualche buona giocata, ma anche errori banali per il polacco, che sembra lontano dalla forma migliore.

MILIK 5.5 – Entra e sbaglia due gol a tu per tu con Gomis. Esce sul finale per un brutto infortunio, da valutare nei prossimi giorni.

DIAWARA 5 – Diversi errori in fase d’impostazione per il giovanissimo ex Bologna. La sensazione è che con Jorginho il Napoli faccia girare palla con un altro ritmo.

HAMSIK 5.5 – Altra partita sottotono per lo slovacco, che pure aveva iniziato bene il match andando vicino al vantaggio.

ALLAN 6.5 – Entra e dà la scossa, ormai una costante di questo inizio di campionato. Sicuri si possa fare a meno di lui?

CALLEJON 7 – Il suo inserimento alle spalle dei difensori è ormai un must di questa squadra. Sempre presente in zona gol, spina nel fianco anche oggi della difesa della Spal.

MERTENS 5 – Annullato dai difensori della Spal. Partita decisamente no per l’attaccante belga. ROG 5 – Entra e fa un fallo ingenuo da cui scaturisce il gol su punizione di Viviani. Un errore che poteva costare caro.

INSIGNE 7 – Segna un gol da vero opportunista, tra l’altro con un piede non suo. Le azioni più pericolose passano tutte dai suoi piedi.

ALL. SARRI 6 – Oggi il Napoli non ha giocato il suo miglior calcio, ma ha comunque portato a casa tre punti, cosa che in passato difficilmente succedeva. Male la decisione di lasciare Allan in panchina per 70 minuti, in assoluto il migliore della mediana azzurra.

Napoli, il tweet di De Laurentiis: ”Bravi ragazzi, pazienza e carattere”

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“Partita giocata con pazienza e carattere. Bravi!”, questo il tweet di De Laurentiis, scritto da Los Angeles dal presidente azzurro dopo la vittoria contro la Spal, la sesta consecutiva, una striscia da record per il Napoli. Il match lo ha guardato in tv, come quello mercoledì sera all’Olimpico contro la Lazio. 

Ghoulam: ”Fiero di aver contribuito alla bella vittoria del Napoli”

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Sono fiero di aver contribuito alla bella vittoria del Napoli #ForzaNapoliSempre. Scrive in francese sul suo profilo twitter Ghoulam.

Milik rassicura i tifosi: ”Non sto male come l’altra volta”. Domani la risonanza magnetica

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“Come sto? Non male, non è come l’altra volta”. Così Arek Milik in zona mista ha commentato a caldo il suo infortunio al ginocchio, avuto sul finale della partita contro la Spal. I A Milik e’ stata subito applicata una borsa di ghiaccio sulla parte dolorante; ma domani dovra’ sottoporsi alla risonanza magnetica  per capire l’entita del problema al ginocchio destro. Lo rende noto la societa’ azzurra.

Allegri: ”Iniziamo a correre. Il Napoli? Gioca un calcio importante e vince”

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Massimiliano Allegri e’ soddisfatto per la vittoria della Juventus nel derby di Torino per 4-0: “Iniziamo piano piano a correre – ha detto il tecnico ai microfoni di Mediaset Premium in riferimento alla condizione non ancora al cento per cento della Juventus -. Stasera i ragazzi hanno fatto una buona partita anche nei primi minuti in parita’ numerica. Una volta rimasti in dieci abbiamo gestito la partita anche se abbiamo concesso 2-3 punizioni che si potevano evitare. Nel secondo tempo non abbiamo subito neanche un tiro in porta e abbiamo creato moto. Non era semplice, credo che questo Torino sia difficile da battere”. Higuain ha giocato solo dieci minuti alla fine: “Scelta tecnica, perche’ ci sono tante partite e perche’ stasera ho preferito dargli un turno di riposo – ha spiegato Allegri -. E’ entrato e ha fatto bene. Ci sono momenti in cui ai giocatori vengono meglio le cose e altre meno bene. Ma davanti ho un parco attaccanti importanti. Stasera ci sono stati sei giocatori che mercoledi’ non avevano giocato, siamo sulla buona strada ma ci vuole molta calma. Il campionato e’ lungo e affrontiamo una partita alla volta”. Sull’argentino, Allegri ha aggiunto: “Alla fine il gol lo fara’. Ne ha gia’ fatti due e ne fara’ di piu’ quando riprendera’ a giocare”. Allegri ha anche tirato le orecchie ai suoi: “Quando siamo in superiorita’ numerica si devono evitare contrasti e colpi. Paulo (Dybala, ndr) ha subito troppi colpi perche’ ha tenuto troppo palla. Rischiare di infortunarsi in queste partite non va bene. Si puo’ andare a conclusione gestendo meglio la palla, senza aver fretta anche quando gli altri sono in dieci”. “Il Napoli sta giocando un calcio importante e sta facendo risultato, che poi e’ la cosa che conta. Sono preoccupato perche’ sono tutti d’accordo che la Juventus stasera ha giocato bene. Invece sono piu’ sereno quando in tanti non sono d’accordo”. Grande prova di Mandzukic: “Lo ringrazio per la prestazione che ha fatto. Puo’ fare anche la mezzala. Ha tecnica e fisicita'”. Parole di elogio anche per Dybala: “Sta facendo molto bene pero’ so anche che durante la stagione ci saranno momenti in cui non fara’ gol lui e faranno gol gli altri”.