Un ricco calendario di mostre, eventi, spettacoli e momenti degustativi: si tratta della rassegna “I Luoghi Comuni Conoscere per ritornare” la rassegna che Federalberghi Costa del Vesuvio, in collaborazione con Assocoral e con altri partner culturali del territorio ha messo in campo. Una serie di appuntamenti, tutti gratuiti, che dal 13 dicembre p.v., giorno dell’inaugurazione, al 3 gennaio 2018 attireranno visitatori e turisti nella città di Torre del Greco.“La nostra associazione – dichiara la Presidente di Federalberghi Costa del Vesuvio, Adelaide Palomba – nata nel 2014 si occupa di rappresentare gli albergatori del territorio. In questo settore ci siamo sempre resi conto che offrire un ricco panorama di eventi, spettacoli, momenti degustativi potesse rappresentare l’arma decisiva per trattenere i turisti che fanno visita alle nostre città. Luoghi Comuni è tutto questo: una vetrina di appuntamenti culturali che, in linea con il periodo dell’anno, punta a offrire una serie di spettacoli e di eventi per gli appassionati della buona musica, dell’arte e della cultura. Con questa kermesse, infatti, pensiamo di rendere ancora più interessante e vivo il Natale a Torre del Greco attirando su questo territorio anche visitatori da altri comuni e da altri paesi. L’iniziativa, in particolare punta, anche alla valorizzazione turistica e alla diffusione di luoghi storici poco conosciuti o sotto utilizzati: è il caso di Villa Sora, villa De Nicola, l’area delle Cento Fontane e il Museo Civico della Santissima Trinità: luoghi che mirano a diventare punti di un percorso turistico finalizzato alla ri-scoperta del territorio”.
“Nell’essere umano è insito un naturale “senso del luogo”, ossia quel sentimento che ci fa attribuire agli spazi una connotazione emotiva forte, personale, trasformandoli in luoghi. Ultimamente accade sempre più spesso che si riconosca come luogo “proprio” una città che non è quella di origine. Il progetto “Luoghi Comuni” ha l’intento di individuare luoghi di rilevanza storica, artistica e culturale che possano farsi ospiti di eventi mossi a raccontare la Città: la sua storia, la sua bellezza, gli eroi che l’hanno abitata, la musica che l’ha impreziosita, il corallo che ne ha fatto una stella agli occhi del mondo. L’idea è quella di motivare al ritorno, e per questo è importante che si diffonda conoscenza. Conoscere per ritornare” le parole della direttrice artistica, Anna Lia Perna.
“Siamo molto lieti di aprire la rassegna “Luoghi Comuni” organizzata con Federalberghi Costa del Vesuvio, perché il corallo e i cammei sono il simbolo di Torre del Greco. Una mostra, quella dal titolo “Seduzione senza tempo” che prova ad esportare la tradizione artigianale delle nostre produzioni ben al di là della città che le ha generate. Il percorso che propone la nostra rassegna fotografica è quello di collegare ed esaltare la produzione torrese in relazione all’utilizzo del corallo e dei cammei nelle arti figurative e nella moda, nel passato e nei tempi più recenti così come si evince dalla mostra il cui allestimento è stato curato da Cristina Del Mare e grazie al lavoro di Gigia Iacobelli” dichiara Tommaso Mazza, Presidente di Assocoral.
Appuntamento, dunque, per mercoledì 13 dicembre presso il Museo Civico SS Trinità in via Circumvallazione con l’inaugurazione della mostra “Seduzione senza tempo: coralli e cammei tra memoria e modernità: l’inaugurazione che si terrà alle ore 19 del 13 dicembre 2017, prevede inoltre un momento dedicato alla moda con la presenza di 7 modelle che sfileranno con capi di corallo realizzati dagli artigiani torresi ed un momento degustativo di prodotti tipici.
Alle ore 21 del 13 dicembre, Nel salone interno del Museo Civico ex Santissima Trinità, alle ore 21 del 13 dicembre 2017, si terrà il concerto dei “So Nice Duo”: Catello Tucci al violoncello e Gennaro Venditto alla chitarra, interpreteranno dei brani del repertorio classico rivisitati in maniera brillante e dei brani della musica classica napoletana. Tra gli appuntamenti più attesi anche il recital di Ernesto Mahieux, attore di fama internazionale, vincitore di un David di Donatello che il 22 dicembre alle ore 20,30 a Villa De Nicola (per la cui concessione si ringrazia la Città Metropolitana e il Presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati del foro di Torre Annunziata, l’avvocato Gennaro Torrese) presenterà “Per una bomba in meno” spettacolo che ripercorre la sua carriera. “E’ per me motivo di orgoglio – ha dichiarato l’attore durante la conferenza stampa – mettere in scena uno spettacolo nella mia Torre del Greco, città che ho scelto come “luogo” della mia vita ed in cui vivo con la mia famiglia. Sarà una bella occasione per ripercorrere la mia carriera. Tutti gli eventi sono gratuiti, in alcune e limitate circostanze, a causa della location scelta e dei limitati posti a disposizione, potrà essere richiesta una prenotazione via mail agli indirizzi indicati in basso.
Torre del Greco: la rassegna di Federalberghi Costa del Vesuvio e Assocral alla riscoperta dei luoghi della città
Città della Scienza si prepara al Natale con giochi, laboratori e tanti eventi
Laboratori, giochi ed eventi in occasione delle festività natalizie organizzati da Città della Scienza.
In programma, tra gli altri, il laboratorio “L’albero della vita: Quando tutto ebbe inizio…”, che permetterà di ripercorrere le tappe dell’origine della vita, dalle prime cellule agli organismi più complessi, le cui sagome, riprodotte in argilla dai bambini, andranno ad addobbare l’Albero della vita, e “Christmas Time”, dedicato alle curiosità gastronomiche e alle leggende di tanti paesi legate al periodo natalizio. Oltre alle visite guidate a Corporea, il primo museo interattivo sul corpo umano in Italia, si terranno gli spettacoli “Robot explorers” in 3D e “Dalla terra all’universo” in 2D del nuovo Planetario per un viaggio alla scoperta del sistema solare con sonde, lander, orbiter e satelliti. Sara’ ospitata anche la mostra temporanea “Umdenken. Cambiare modo di pensare. Imparare dalla natura”, a cura del Goethe Institute e incentrata sul significato dei quattro elementi per l’essere umano; infine, un viaggio verso il Polo Nord, con la mostra interattiva sull’Artico, in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche.
Napoli, guasti alla linea 1 della Metro, Legambiente: ”Segno di situazione grave e vergognosa”
Una situazione grave e al tempo stesso vergognosa quello che succede nel trasporto pubblico a Napoli, in particolare al blocco e la chiusura di tratti della linea 1 dell’Anm, tra le linee più recenti, belle e all’avanguardia tecnologiche. Davanti a questa paralisi si assiste al solito copione dello “scaricabarile delle responsabilità” mentre i cittadini-utenti continuano ad essere gli unici a pagare. Nessun rispetto per loro se no la possibilità per non dire la certezza che con l’ anno nuovo subiranno un ulteriore aumento del ticket di viaggio, a soli sei mesi dall’ultimo aumento. Oltre il danno anche la beffa.” In una nota Legambiente Campania commenta il secondo giorno di blocco e di disagi sulla linea 1 dell’Anm della città di Napoli.
Napoli, tentò di uccidere la figlia con la droga nel biberon: processo immediato per Marina Addati
Ha tentato di uccidere la figlia di tre anni dandole per due volte droghe e sedativi con il biberon, mentre la bimba era ricoverata all’ospedale Bambino Gesu’ di Roma per dei controlli.
L’intervento tempestivo dei medici ha evitato la morte della bambina. Per questo Marina Addati, 29 anni, arrestata a gennaio e detenuta nel carcere di Benevento, e’ stata mandata a processo con giudizio immediato dalla Procura di Roma con l’accusa di tentato omicidio. L’udienza il 10 gennaio davanti ai giudici della Quinta sezione penale. In passato avrebbe tentato di avvelenare con le stesse modalita’ anche la figlia piu’ piccola, di appena un anno, la donna che a gennaio andra’ a giudizio a Roma per aver somministrato droghe e sedativi all’altra figlia, di 3 anni. La sorellina era allora ricoverata all’ospedale Santobono di Napoli.
La vicenda risale al novembre 2016 e il Tribunale per i minori di Napoli ha chiesto ed ottenuto la sospensione “dell’esercizio della responsabilita’ genitoriale” per la donna e il marito fondandosi sul fatto che la donna “in assenza di alcuna prescrizione medica ha somministrato nel tempo alle due figlie farmaci neurolettici e antiepilettici nella negligente omissione di controllo da parte del padre”. Per i pm di Roma la donna potrebbe essere affetta da “qualche sindrome di natura psichiatrica – e’ scritto nel capo di imputazione -. Si ipotizza una sindrome di Munchausen, conosciuta anche come sindrome di Polle, disturbo che affligge i genitori, perlopiu’ madri, spingendoli ad arrecare un danno fisico al figlio per farlo credere malato cosi’ da attirare l’attenzione su di se'”.
Camorra, il padre di Genny Cesarano: ”Non posso gioire per l’ergastolo ai killer”
“Non posso gioire per questo ergastolo, non c’e’ spazio nel mio cuore per la gioia. Tutti i miei pensieri vanno a mio figlio che non c’e’ più”.
A parlare e’ il padre di Genny, il 17enne ucciso a Napoli durante una ‘stesa’ nel rione Sanita’. Antonio Cesarano ha atteso fuori dall’aula la notizia del verdetto e quando gli hanno riferito che i quattro killer erano stati condannati all’ergastolo si e’ sciolto in lacrime. “Questi ragazzi potevano dire qualcosa in piu’ – aggiunge, riferendosi all’omerta’ che ha reso difficili le indagini e alle confessioni tardive degli imputati ora condannati – ma forse e’ venuta meno la fiducia nello Stato. Ora hanno ricominciato a sparare nel rione Sanita’. Ma non e’ il caso di fare un processo al quartiere. Se succede al Nord e’ paura , se succede a Napoli e’ omerta’…”. Ai familiari di Genny Cesarano, che si sono costituiti parte civile nel processo, e’ stata riconosciuta una provvisionale di 300 mila euro.
“È appena uscita la sentenza per l’omicidio di Genny Cesarano, vittima innocente di camorra ucciso al #RioneSanità la notte tra il 5 e 6 settembre del 2015”. Così su Facebook il presidente della Terza Municipalità Stella-San Carlo all’Arena Ivo Poggiani. “16 anni per Carlo Lo Russo mandante e “collaboratore” di giustizia, ergastolo per tutti gli altri. Avevamo chiesto verità e giustizia per Genny – aggiunge – . due anni di battaglie, manifestazioni, iniziative. Oggi la verità è stata acclarata anche dalla Magistratura, nonostante i dubbi iniziali di una parte di stampa che additava Genny come appartenente a qualche clan. Spesso si sa che basta nascere in un quartiere piuttosto che in un altro per portare addosso le stigmati di camorra. La verità noi però già la conoscevamo – prosegue – . La giustizia dello Stato è arrivata, la giustizia vera si avrà quando verranno rimosse tutte le cause che oggi portano ancora a tragedie del genere. Grazie all’avvocato Marco Campora per avere sempre creduto alle nostre ragioni. Grazie ad Antonio, padre di Genny, che ha trasformato il suo dolore in impegno civile”, conclude. L’inchiesta e’ stata condotta dai pm della Dda Enrica Parascandolo e Henry John Woodcock. Il gup ha accolto tutte le richieste avanzate dalla procura.
I Pennelli di Vermeer, per la rassegna Be Quiet, al Piccolo Bellini con Misantropi Felici
Venerdì 8 dicembre, I Pennelli di Vermeer presentano “Misantropi felici” al teatro Piccolo Bellini di Napoli, in via Conte di Cristo 14. Nell’ambito della terza stagione della rassegna Be Quiet, la nota band vesuviana presenta così al pubblico napoletano, a partire dalle ore 21.00, il suo ultimo lavoro discografico che è diverso dai precedenti e sintesi perfetta di dieci anni di carriera e della sua essenza.

Su etichetta Soter e distribuito da Believe Distribution Service, “Misantropi felici” segna il ritorno al rock d’autore con dieci brani intimi e introspettivi in cui si respira l’evoluzione umana di due artisti che, da pensatori non conformi ed allineati, riscoprono la bellezza della dimensione domestica vissuta come contenitore di emozioni autentiche e per questo lontane dal clamore.
Il Piccolo Bellini, “a misura d’uomo”, sembra il luogo più adatto per raccogliere ed esaltare tanta intima verità.
Sul palco saliranno Pasquale Sorrentino (voce e chitarra acustica), Stefania Aprea (voce e chitarra acustica), Michele Matto (basso), Marco Sorrentino (rullante e cassa) e Giuseppe Dardano (chitarra elettrica).
Il terzo appuntamento con la musica d’autore targata Be Quiet vedrà esibirsi in concerto, a seguire, anche Riva che, per l’occasione, oltre ai brani già noti tratti dall’album “Le nostre vacanze sono finite”, anticiperà alcuni contenuti del prossimo lavoro discografico, presentando al pubblico la nuova formazione della band composta da Simone Morabito, Flavio Ciotola e Stefano Bruno.
Codice antimafia, il Csm chiede la modifica sulla competenza dei tribunali
Sono due tribunali nevralgici nella lotta alla mafia e alla camorra perche’ insistono su aree che sono rispettivamente feudi di Matteo Messina Denaro e del clan dei Casalesi. Ma ora nella materia delle misure di prevenzione , strumenti chiave nel contrasto ai clan, rischiano di perdere una fetta consistente della loro competenza,l’80% dell’attuale carico di lavoro, perche’ il territorio su cui hanno giurisdizione viene ristretto dal nuovo codice antimafia. E’ la situazione in cui si trovano i tribunali di Trapani e Santa Maria Capua Vetere e lo scippo avrebbe come conseguenza quella di intasare gli uffici giudicanti di Palermo e Napoli, “gia’ pesantemente gravati” di lavoro. A segnalare il problema “urgente” e’ il Csm che oggi con una risoluzione ha chiesto al ministro della Giustizia di ripristinare la competenza originaria dei due tribunali minori, non riducendola al circondario, come prevedono le nuove norme, ma mantenendola all’intera provincia. Una scelta “necessaria per garantire un’adeguata risposta giudiziaria di contrasto alla criminalita’ organizzata”, come sottolinea la delibera approvata in plenum all’unanimita’ (relatori i consiglieri Paola Balducci e Antonello Ardituro). Occasione dell’intervento suggerito potrebbero essere le modifiche al Codice antimafia che sono state inserite nella legge di Stabilita’ in risposta ai rilievi formulati dal capo dello Stato quando promulgo’ le nuove norme.
Falso carabiniere finge arresto figlia per estorcere soldi al padre
“Sua figlia guidava un’auto senza copertura assicurativa, e’ in stato di fermo e se vuole evitare il processo per direttissima deve pagare la somma di 4mila euro”: e’ stato ingannato cosi’ al telefono un cittadino teramano da un fantomatico maresciallo dei carabinieri. Lo stesso che poi si e’ presentato a casa, spacciandosi stavolta per difensore d’ufficio nominato nella vicenda, per ritirare la somma necessaria a pagare la falsa cauzione. L’episodio si era verificato a meta’ maggio scorso: oggi gli agenti della squadra mobile della questura di Teramo hanno arrestato l’autore di quella estorsione, su disposizione del gip del tribunale di Teramo, dopo la richiesta della procura teramana. In manette e’ finito un 37enne dimorante a Napoli, che e’ stato riconosciuto dalla vittima, adesso rinchiuso nel carcere di Poggioreale a Napoli per estorsione aggravata.
Somma Vesuviana, presentata l’App del Comune, il sindaco: “Uno strumento che ci avvicina ai cittadini informandoli in tempo reale”
Tutto il tuo Comune condensato in una Applicazione. Presentata questa mattina “ComuneIn” l’iniziativa varata dal “Team progetto creativo” e adottata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno. Uno strumento strategico per il miglioramento delle relazioni tra l’amministrazione e i cittadini grazie alle caratteriste di velocità, connettività ed interazione. Diverse le sezioni operative all’interno dell’applicazione: dalle news alle informazioni sulla raccolta differenziata riguardo il tipo e il conferimento delle singole tipologie di rifiuti, tutte le news riguardanti le attività della Protezione Civile compreso il bollettino meteo e le notifiche in caso di emergenze o allerte meteo.
Ma anche l’utilizzo di un Form corredato di foto geo-localizzata, per la segnalazione, da parte dei cittadini, di anomalie, disservizi, buche stradali, presenza di rifiuti in strada. “E’ un fiore all’occhiello per la nostra Amministrazione”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “sarò utilizzata, principalmente, per il servizio di protezione civile, quindi per gestire le emergenze, per migliorare la raccolta rifiuti, per dare informazioni utili ai cittadini, ma anche per ricevere da loro delle segnalazioni attraverso, ad esempio, la geolocalizzazione. L’App era stata acquistata un anno dalla passata gestione amministrativa, poi era finita del dimenticatoio. Noi l’abbiamo ritrovata e abbiamo deciso di promuoverla per farla diventare un utile strumento di comunicazione che avvicini i cittadini al Comune. La nostra Amministrazione si muove con piccoli passi con l’unico scopo di migliorare la vita dei sommesi”. L’applicazione è facile da scaricare sia da Google play che da AppStore ed è già operativa.
“L’applicativo mette in condizione l’Amministrazione di integrare i servizi che già offre alla comunità”, spiega Giovanni Notaro che con Pasquale D’Ascia fa parte della squadra di Team Progetto Creativo, “i cittadini possono scaricarla gratuitamente dagli store, una volta scaricata tutto quello che viene generato sul portale web e sulla pagina Facebook del Comune arriva all’App e l’utente viene raggiunto da una notifica direttamente sul suo cellulare. In tempo reale ottiene le informazioni che prima doveva andare a cercarsi da solo”.
Napoli, molo San Vincenzo. De Magistris: “A un passo dall’accordo”
“Siamo a un passo dall’accordo, il protocollo è stato anche stilato, ci sono piccole resistenze finali su alcuni punti ma credo che ci sia bisogno di tanta volontà politica e amministrativa. Qua siamo tutti concentrati, l’Autorità Portuale è d’accordo, come il sindaco, le istituzioni e le associazioni cittadine”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine della conferenza stampa conclusiva sugli Stati Generali del mare, parla dell’incontro che ci sarà domani con il sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, per il futuro del molo San Vincenzo. “Io sono fiducioso”, afferma il primo cittadino, “vorremmo cominciare dall’inizio del 2018 a mettere in atto il programma di fruizione popolare del molo”. “Potrebbe essere un luogo di attracco per imbarcazioni significative, mentre su Bagnoli si è fatta la scelta di un porto per barche piccole per garantire il recupero della balneazione”.
Natale a Napoli: parte ‘Giocattolo sospeso’ per bimbi bisognosi
Al via a Napoli l’iniziativa ”Giocattolo sospeso” che, come gia’ accade da anni per il caffe’ e per la pizza, prevede che chi si reca a comprare un dono natalizio per il propri figli, paghi un altro regalo da destinare a bambini bisognosi. Ad aderire all’iniziativa, promossa dall’assessore ai Giovani del Comune, Alessandra Clemente, 15 negozi di storici giocattolai della citta’ affiancati dall’associazione “Tutti a Scuola” e da tre testimonial, gli attori di ‘Made in sud’ Maria Bolignano e Alessandro Bolide ed il cantante Nello Daniele. ”L’anno scorso, solo con pochi negozi aderenti, abbiamo sperimentato con successo l’iniziativa – spiega l’assessore Clemente – questo Natale contiamo di andare ben oltre i mille regali che siamo riusciti a distribuire nel 2016”. Il meccanismo solidale prevede che chi si reca a ritirare un giocattolo pagato mostri ai commessi la sua carta d’identita’ che, nel pieno rispetto della privacy, verra’ comunicata ad un centro monitoraggio della Polizia Municipale per evitare accaparramenti da parte di male intenzionati. L’anno scorso, racconta l’assessore, la Municipale registro’ che una stessa donna si era recata in tre punti per ritirare altrettanti regali. Si penso’ a un tentativo di frode ma una cauta indagine degli agenti fece chiarezza sul caso. La signora, che viveva in grave stato di indigenza, era madre di tre figli e solo per dignita’ personale non aveva chiesto ad un singolo negozio tre doni”. ”Confidiamo nella bonta’ dei napoletani – commenta Toni Nocchetti dell’associazione ‘Tutti a scuola’ – affinche’ tanti giocattoli, carezze da dare a bimbi che ne hanno bisogno, arrivino a regalare un Natale un poco piu’ felice a famiglie meno fortunate”. ”Poche cose sono cosi’ belle da vedere – dice l’attrice Bolignano – come un sorriso di un bambino che scarta un regalo. Quello dei miei due figli? Ora sono grandi ma chi se li dimentica piu”’.
Sisma Ischia: voucher della diocesi per aiuto a danneggiati
Qualcuno li ha gia’ ribattezzati i “voucher” del vescovo. Si tratta di un aiuto economico che la diocesi di Ischia dara’ a quanti hanno perso casa e lavoro a seguito del terremoto del 21 agosto scorso. E’ previsto anche un aiuto alle micro imprese che danno lavoro a tante persone L’iniziativa e’ stata illustrata dal vescovo Pietro Lagnese nel corso della visita sull’isola verde del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cardinale Bassetti. I “voucher” del vescovo saranno finanziati dalle raccolte finora fatte, dalle offerte della Cei e da quelle che saranno raccolte – come deciso da tutti i vescovi della Campania – domenica 17 dicembre in tutte le parrocchie della regione. Lagnese ha poi spiegato quali sono le istanze che provengono dalla popolazione colpita dal sisma del 21 agosto: “C’e’ il desiderio di conservare l’identita’ di queste popolazioni che chiede di avere certezze maggiori, una casa, il lavoro, ma anche di ritrovarsi come comunita’ ed e’ il lavoro della nostra Chiesa di Ischia quello di essere accanto a queste popolazioni per garantire tutto questo”.
Napoli, uccisero e bruciarono un tunisino che aveva violentato un ragazzino: arrestati due del clan Mazzarella
Personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Salvatore Sembianza di 37 anni con precedenti penali e di polizia, ritenuto responsabile di omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco, distruzione e soppressione di cadavere.
Il Sembianza, già detenuto per altra causa, è ritenuto responsabile, in concorso con un esponente del clan Mazzarella, attualmente collaboratore di giustizia, dell’omicidio del cittadino tunisino Chafai AbdelmadiJ, assassinato a colpi d’arma da fuoco a Napoli nel giugno 2015. Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Investigativa Antimafia, corroborate dalle dichiarazioni del citato collaboratore, hanno consentito di ricostruire la dinamica, il movente e le modalità esecutive del fatto di sangue. La vittima, ritenuta autore di una violenza sessuale ai danni di un minore, fu attirata dal Sembianza presso un’abitazione nel quartiere partenopeo di Poggioreale; lì il collaboratore esplose due colpi di arma da fuoco alla tempia del cittadino tunisino. I predetti, accertata la morte del Chafai, ne occultarono il cadavere in una busta, bruciandolo ed abbandonandolo in un discarica di San Pietro a Patierno, ove venne rinvenuto la mattina dell’8 giugno 2015 da personale dell’Arma dei Carabinieri. L’omicidio del cittadino tunisino si inquadra nelle dinamiche criminali, in continua evoluzione, della zona di Piazza Mercato e delle Case Nuove.
Benevento, bimba annegata: la difesa di Ciocan vuole bloccare la riesumazione del cadavere
Una riserva di incidente probatorio presentata nella giornata di ieri da Salvatore Verrillo, uno dei due legali dei fratelli Ciocan, indagati per la morte di Maria, la bimba di 10 anni trovata morta nella piscina di un resort a San Salvatore Telesino nel giugno del 2016. La richiesta è finalizzata a bloccare il provvedimento che ha disposto la riesumazione del corpo di Maria previsto la settimana prossima. Il legale ha dieci giorni per integrare la richiesta depositata ieri in Procura, poi bisognerà attendere le decisioni della Procura e del Giudice per le Indagini Preliminari. Su questo caso c’era già stato un altro provvedimento emanato ad ottobre dalla Cassazione. Infatti la corte aveva giudicato inammissibile il ricorso della Procura che contestava le conclusioni a cui erano prevenuti il gip Flavio Cusani e il Tribunale del Riesame che non avevano concesso gli arresti dei rumeni Daniel Ciocan, 21 anni per omicidio e violenza, e della sorella Maria Cristina Ciocan, di 30 anni, per concorso in omicidio.
Poi a settembre la Procura stessa aveva deciso di ripartire con nuove indagini, nominando un nuovo perito. Il professor Francesco Introna aveva esaminato le ferite rilevate sul corpo della bambina attraverso immagini e vetrini, proponendo alla Procura di riesumare il corpo della piccola Maria. Questa perizia si è aggiunta a quelle fatte dai due periti nominati dal Procura, subito dopo il ritrovamento del corpo della bambina che avevano rilevato “escoriazioni ed ecchimosi remote o più recenti” non potendo però stabilire se erano derivate da un’azione “aggressiva o accidentale”. Per la Procura la bambina considerava Daniel una sorta di “fidanzato segreto”. Tenuto conto che la bambina aveva subito violenze, per l’accusa Daniel è il responsabile dell’omicidio perché temeva che la bambina riferisse le violenze subite. Ma nelle loro dichiarazioni, i difensori dei rumeni sono giunti a conclusioni diverse sostenendo l’inesistenza di elementi di colpevolezza contro i loro assistiti.
La figlia di Riina apre un web shop: la cialde di caffè ‘Zu Totò’
Un’altra idea e’ uscita dal cappello da mago di Antonino Ciavarello, marito di Maria Concetta Riina, figlia del boss Salvatore. A pochi giorni dalla morte del suocero, Ciavarello assieme alla moglie aveva iniziato a commercializzare online il caffe’ in cialde “Zu’ Toto'”, ma l’account e’ stato bloccato oggi pomeriggio. E’ il primo – annunciavano sul sito – di una serie di prodotti con il brand che prende il nome dal capo della mafia (c’e’ anche l’olio d’oliva extra vergine, come annuncia Maria Concetta Riina nel suo profilo Facebook) ma e’ solo l’ultima delle mille imprese in cui si sono lanciati i coniugi Ciavarello, come lui stesso racconta nella pagina Facebook “Boss non boss ma boss nel suo mestiere”.
“Mi chiamo Ciavarello Antonino Salvatore – si legge – proprietario della Clawstek srl, e di Rigenertek srl, marito di Maria Concetta, padre di 3 figli, Primogenero di Toto Riina, e avro’ la mia vendetta in questa vita e pure nell’altra. Sono Marito di Maria Concetta Riina, primogenita di Salvatore detto Toto’ Riina. Sono Martire perseguitato dalla procura di Palermo dal 25 Aprile del 1994, giorno in cui mi sono fidanzato con Mia Moglie”. Le societa’ sono state sequestrate perche’ ritenute parte del tesoro di Toto’ Riina e il lancio del marchio “Zu Toto'” deriva dalla voglia di rifarsi dalle perdite. “Facciamo queste prevendite – si legge nel sito – per raccogliere ordini e capitali che servono per avviarci, visto che ci hanno sequestrato tutto. Ci rifaremo se ci aiutate. Attendiamo numerosi i vostri ordini e poi, il tempo di costituire la nuova ditta, e vi spediremo quanto ordinato”.
I due da alcuni anni sono residenti in Puglia a San Pancrazio Salentino (Brindisi), E’ li’ che ha sede la nuova “impresa” ed e’ li’ che Ciavarello sta scontando sei mesi per una truffa commessa nel 2009 a Termini Imerese. Conosciuto a Corleone (Palermo) come un personaggio poliedrico, nella sua vita le ha tentate tutte. Che fosse un “vulcano” si capiva gia’ a 19 anni. “Ero il giullare del paese, l’animatore, l’organizzatore delle feste in discoteca la Giarra – scrive su Facebook – lavoravo in officina e frequentavo il conservatorio di Palermo dove studiavo il trombone a tiro, nel tempo libero organizzavo feste e serate in discoteca e intrattenevo il paese e i dintorni con Radio Stereo Belvedere Corleone, che tempi!”. Poi conosce Maria Concetta Riina e cominciano i guai giudiziari. Ma Ciavarello non si perde d’animo e fonda, assieme alla moglie, un negozio all’ingrosso di abbigliamento e ricami in via Verdi, a Corleone, proprio di fronte al commissariato di polizia. Lo chiama “Mania max”, societa’ in accomandita semplice.
Ma anche questa impresa va a rotoli. E allora Ciavarello si inventa un servizio di divorzio lampo con sede a Londra, la “T&T Corporation Ltd”. Attraverso un sito internet, avrebbe offerto la possibilita’ di sciogliere i matrimoni in 40 giorni sfruttando la normativa spagnola che consente questo procedura dopo un breve soggiorno nello stato iberico. Ma viene scoperto e indagato. A questo punto i due si trasferiscono in Puglia e ricominciano a studiare nuove possibilita’ di guadagno. “Il leone e’ ferito ma non e’ morto – scriveva pochi giorni fa la figlia di Riina su fb, riferendosi alla nuova attivita’ del caffe’ – presto si rialzera’ e continuera’ a combattere… Come ha sempre fatto, Sempre”.
Napoli, piazza Bellini: la polizia cattura un pusher migrante
Ieri sera gli agenti dell’ Ufficio Prevenzioni Generale, sezione “Volanti” hanno arrestato Susso Kawsu di anni 27, cittadino del Gambia, responsabile del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante un servizio di controllo del territorio, in piazza Bellini, gli agenti hanno notato l’extracomunitario prendere dalla tasca del proprio giubbotto della sostanza stupefacente, cedendola in cambio di soldi ad un giovane.
I poliziotti, prontamente, hanno bloccato entrambi trovando indosso al cittadino gambiano varie stecchette di hashish per un peso totale di 7,10 grammi e la somma di denaro di euro 58.00. Gli agenti, pertanto, hanno arrestato Susso, che stamane è in attesa del rito per direttissima. L’acquirente, invece, è stato sanzionato amministrativamente.
Serino. Minaccia con mattarello la compagna del suo ex: denunciata
I Carabinieri di Serino, in provincia di Avellino, hanno denunciato alla competente Autorità Giudiziaria una 55enne di Avellino ritenuta responsabile di minaccia, ingiurie, lesioni personali e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Qualche giorno fa, i militari dell’arma sono intervenuti nel comune irpino, dopo una segnalazione su una lite in atto. L’episodio sarebbe verosimilmente scaturito per motivi di gelosia, degenerando al punto che la 55enne, in fase di separazione, non avrebbe esitato ad armarsi di un mattarello per colpire l’attuale compagna del marito, ingiuriandola e minacciandola, la quale ricorreva poi alle cure mediche. Dall’immediata attività d’indagine condotta dai militari dell’Arma, emergeva dunque un quadro indiziario tale da far scattare a carico della 55enne il deferimento in stato di libertà, alla Procura della Repubblica del capoluogo irpino. Grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri, veniva così interrotta una situazione che avrebbe potuto facilmente avere ben più grave epilogo.
Quarto, il sindaco azzera la giunta
Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto ha ritirato tutte le deleghe degli assessori, lasciando la città senza un potere esecutivo. Un accenno di crisi si ebbe già tra settembre e ottobre quando gli assessori al bilancio e all’urbanistica si dimisero, ma con questa mossa si è arrivati al punto più alto delle difficoltà dela maggioranza. Ritiri fortemente voluti da uno dei cardini della maggioranza che sostiene il primo cittadino: Gabriele Di Criscio, «sponsor» dei due uomini di giunta andati via e mai sostituiti. Da quel momento sono iniziate lunghe ma infruttuose trattative per uscire dalla crisi. Di Criscio non ha mai nascosto le proprie mire: la sua nomina a vicesindaco e altri due assessorati. Rosa Capuozzo aveva anche raggiunto un accordo con ciò che rimaneva dell’opposizione, accettando l’ingresso in maggioranza di due consiglieri (Antonio Brescia e Francesco Passaro, che hanno anche ottenuto un assessore che di fatto ha potuto lavorare non più di mese) fino a quel momento quanto meno critici nei confronti dell’amministrazione.
Nonostante l’allargamento della base in consiglio comunale, le poltrone rimaste vacanti non hanno mai visto nuovi nomi ad esse associate. Due lunghi mesi di stallo, dunque, per Rosa Capuozzo che però promette tempi strettissimi per la formazione del nuovo esecutivo, che ovviamente vedrà delle riconferme: «Al massimo entro questa settimana». Eppure, sono stati proprio i tempi lunghi per trovare i sostituti agli assessori dimissionari che man mano si sono succeduti, a caratterizzare i primi due anni e mezzo di questa consiliatura. Rosa Capuozzo, inoltre, esclude che tutto sia dovuto ai «numeri», a dover accontentare i vari componenti della maggioranza: «Non è una questione di deleghe, ma di competenze e persone legate ai progetti che stiamo portando avanti. Ora è arrivato il momento di mettere un punto e ricominciare daccapo perché si è perso troppo tempo. Bisognava chiudere la questione con una decisione tombale. Ci sono davanti importanti scadenze». Critiche sono arrivate dall’unico rappresentante dell’opposizione, Vincenzo Di Pinto del gruppo misto: «E’ una decisione tardiva ed inutile. Sa di accanimento terapeutico, che servirà solo ad andare avanti qualche altro mese tra accordi e inciuci vari».
Camorra: 4 ergastoli per l’omicidio di Genny Cesarano
Quattro condanne all’ergastolo per l’omicidio del 17enne Genny Cesaranno, vittima innocente nel Rione Sanita’ a Napoli il 6 settembre 2015 di una ‘stesa’ avvenuta in piazza Sanità- La sentenza e’ stata emessa dal gup Alberto Vecchione al termine del processo con rito abbreviato. Il massimo della pena e’ stato inflitto a Luigi Curatelli, Antonio Buono, Ciro Perfetto e Mariano Torre mentre 16 anni e’ la condanna per Carlo Lorusso che ha collaborato con gli inquirenti. Non è bastato quindi il pentimento arrivato nelle scorse settimane al killer Mariano Torre ad evitare il massimo della pena. E neanche a Luigi Cutarelli, dalla cui pistola partì il colpo mortale che uccise il giovane che si intratteneva a parlare con gli amici in piazza, che nella scorsa udienza aveva ammesso in aula le sue colpe.
Sedici anni sono stati inflitti al boss pentito Carlo Lo Russo, il mandante della sparatoria che aveva come obiettivo l’uccisione di qualche affiliato al gruppo di Pietro Esposito, il quale il giorno prima aveva fatto fuoco contro la casa del capoclan a Miano, area nord di Napoli. Era in corso la guerra per la spartizione dei proventi illeciti della zona al centro della citta’ e per mesi si sono susseguiti omicidi e intimidazioni. Genny, estraneo a questa dinamica, era in piazza Sanita’ davanti la chiesa di San Vincenzo quando fu colpito da un proiettile alla schiena mentre scappava con altre persone.
Napoli, spacciava in piazza Italia 90: preso giovane pusher
Ieri sera gli agenti del commissariato San Paolo hanno arrestato Russo Salvatore 30enne napoletano, responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Pregresse attività info‑investigative, condotte dai poliziotti di San Paolo, finalizzate al contrasto del dilagante fenomeno dello spaccio e del conseguente consumo di sostanze stupefacenti, avevano evidenziato un movimento sospetto di persone nella Piazza Italia 90. Un mirato servizio investigativo , corroborato da un appostamento nei pressi della zona di spaccio, consentiva ai poliziotti di concentrare l’attenzione sul giovane Russo, che si muoveva tra la piazza e la sua abitazione.
Decidevano, così, di effettuare una perquisizione presso la casa del giovane il quale, in maniera maldestra ,tentava di liberarsi di alcuni pezzi di grandi dimensioni di sostanza erbacea di colore verde gettandola nel wc ma recuperata dai poliziotti, la per un peso di 3,52 grammi. In un cassetto del comò della camera da letto, conservate in beauty case di colore bianco ed oro, sono state trovate tre bustine di cellophane con chiusura a pressione ed una busta di plastica annodata, contenenti sostanza erbacea di colore verde, dal peso complessivo di 15 grammi. Nello stesso cassetto erano conservata anche la somma di € 345.00 in banconote di diverso taglio.
In un altro beauty case di colore nero, posto sul davanzale della finestra della camera da letto, sono state trovaste 48 bustine di cellophane, con chiusura a pressione contenenti sostanza erbacea di colore verde pari ad un peso complessivo di 55.15 e 13 stecche di sostanza solida marrone , poste in una busta per alimenti dal peso di 116 grammi. Tutta la sostanza rinvenuta è stata sottoposta alla verifica tecnico scientifica del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica ed è risultata essere Marijuana per un totale di 73.67 grammi e hashish per u n totale di 116 grammi. Il Russo veniva cosi arrestato per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, e su disposizione dei magistrati opportunamente notiziata, condotto presso le Camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio con rito direttissimo nella mattinata odierna. Lo stupefacente rinvenuto ed il danaro sono stati sequestrarti e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria .



