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Napoli, luminarie natalizie: dopo Soccavo anche i commercianti di Pianura si auto tassano

Dopo l’esperienza di Soccavo, anche i commercianti di Pianura si auto tassano per installare le luminarie natalizie. Nei giorni 8 e 17 dicembre lungo via Salvador Dalì verrà allestita un’area entertainment con la Posta di Babbo Natale, la Casa degli elfi, attrazioni per animali domestici, mini club con gonfiabili, gadget e regali per i bambini, spettacoli di giocolieri, magia, sputafuoco, musica live, mercatino di Natale, area food, postazioni di zucchero a velo, di palloncini e un’area palco dove ci sarà una regia per la promozione di tutte le attività commerciali.
Domani, nel giorno dell’Immacolata, alle 17.30, avverrà l’inaugurazione con l’accensione delle luminarie di Natale. L’intera strada verrà cablata per ottenere un unico sound e ci sarà la diretta streaming con Inside WebRadio all’interno di tutti i servizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa. Diretta che sarà possibile ascoltare tramite l’app per smartphone Spreaker disponibile per android e iOS oppure online su www.spreaker.it. La direzione artistica dell’evento è a cura di Pasquale Marrazzo, Sara Genovese e Gennaro Ombra di Inside Groups; tra gli organizzatori l’Associazione Commercianti Via Salvador Dalì, presieduta da Enrico Aurisicchio, con il supporto dell’Alcatel Pianura Volley guidata da Mario Nappi e della scuola centro paritario Il Cigno.
«Continua l’impegno della IX Municipalità nella direzione di creare una collaborazione fattiva con le forze attive del territorio – commenta il presidente Lorenzo Giannalavigna – . Dopo la positiva esperienza di via dell’Epomeo a Soccavo, dove le luminarie sono state inaugurate lo scorso 24 novembre anche in via Salvador Dalì a Pianura, che l’8 dicembre sarà pedonalizzata dalle 11 alle 20, si accenderanno le luci di Natale grazie all’impegno profuso dai commercianti e anche questo evento va inserito in quella progettualità più ampia che è tesa al rilancio dei nostri quartieri».

La Cantata dei Pastori torna a Napoli. Al teatro Politeama dal 14 dicembre al 6 gennaio

La Cantata dei Pastori è tradizione. Torna a Napoli, con Peppe Barra, “La Cantata dei Pastori, ovvero due ladroni a Betlemme”, liberamente ispirata all’opera teatrale sacra di Andrea Perrucci.
Scritta da Barra, che la ripropone da un quarantennio per le festività natalizie a Napoli, e Paolo Memoli, va in scena, al teatro Politeama dal 14 dicembre al 6 gennaio.
Ad affiancare il maestro, Rosalia Porcaro (Sarchiapone), Patrizio Trampetti (Diavolo Oste/Cidonio), Maria Letizia Gorga (Zingara/Gabriello), Marco Bonadei (Demonio), Fabio Fiorillo (Ruscellio), Francesco Viglietti (Armenzio), Andrea Carotenuto (Giuseppe), Chiara Di Girolamo (Maria Vergine) e il piccolo Giuseppe De Rosa (Benino) con le musiche sono di Lino Cannavacciuolo e Roberto De Simone.
Testo di teatro gesuitico, scritto espressamente per contrastare la ” diabolica” Commedia dell’Arte, La Cantata dei Pastori è, tra versi arcadici e lazzi scurrili, tra lingua colta e dialetto, tra sentimento cattolico e rito pagano, una storia che racconta le traversie di Giuseppe e Maria per giungere al censimento di Betlemme e gli ostacoli che la santa coppia dovrà superare prima di trovare rifugio nella grotta della Natività. Nel difficile viaggio vengono accompagnati da due figure popolari napoletane, Razzullo, scrivano assoldato per il censimento, e Sarchiapone, barbiere pazzo in fuga per omicidio.
”Da quando è stata scritta nel 1698, La Cantata è stata rappresentata e continuamente rimaneggiata, dimostrando di essere con la sua porosa vitalità il testo più longevo della tradizione del teatro barocco napoletano, scrive Barra nelle sue note di regia. L’evoluzione strutturale dell’Opera, nel corso dei secoli, ha coniugato la prosa con l’inserimento di una struttura musicale. Nel 1974 la rivoluzionaria edizione della Nuova Compagnia di Canto Popolare si è avvalsa dell’impianto registico e musicale del maestro Roberto De Simone e da quel momento in poi tanti sono stati i compositori che hanno avuto la possibilità di rinnovare e arricchire la rappresentazione”. Le musiche, in questo attuale allestimento, sono il passepartout di un impianto drammaturgico dell’opera barocca. ”Rappresentarla ogni anno è un regalo soprattutto a me stesso e alla mia compagnia, per la gioia di farlo, come un festa in famiglia, per la gioia di quelli che, prima dell’era televisiva, vedevano la Cantata ogni Natale, e anche per la gioia di quelli che vedono per la prima volta uno spettacolo così tanto amato” commenta Peppe Barra. Le scene sono di Tonino Di Ronza, i costumi di Annalisa Giacci, le coreografie di Erminia Sticchi.

L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano Patrimonio dell’Umanità. I commenti di De Luca e De Magistris

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, commenta: “L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano proclamata questa mattina Patrimonio dell’Umanità, è un grande riconoscimento per l’Italia, per Napoli e la Regione Campania”.
Un importante successo ottenuto anche grazie all’impegno del Capo dell’Ufficio Legislativo della Regione, Luigi Petrillo, che ha seguito personalmente, da Parigi fino in Corea, il dossier che ha portato a questo eccezionale risultato mondiale. Il lungo iter ha visto la Regione Campania protagonista accanto al Mipaf. Con il riconoscimento all’arte dei pizzaiuoli napoletani, la Campania si conferma la prima regione italiana al mondo per la sua produzione culturale agroalimentare. Infatti gli unici due elementi italiani iscritti nella lista dell’Unesco del patrimonio culturale immateriale sono Campani: la Dieta Mediterranea iscritta nel 2010 e, oggi, l’arte dei pizzaiuoli napoletani.
“La Campania è il luogo in cui l’eccellenza alimentare diventa cultura – spiega De Luca – per il futuro la Campania deve muoversi nel sentiero di una valorizzazione innovativa del suo patrimonio, capace di unire la storia millenaria del territorio alla creatività di artigiani e famiglie. Sono loro, i pizzaiuoli, protagonisti di una tradizione che, a partire dalla manipolazione di prodotti semplici quali l’acqua e la farina, realizzano veri capolavori dell’alimentazione che tutto il mondo ci invidia. Questo risultato premia la tenacia dei pizzaiuoli e delle loro associazioni, impegnati al fianco del Ministero dell’Agricoltura e della Regione Campania nella lunga strada che ha portato al raggiungimento del fondamentale riconoscimento”.
Anche il sindaco della città metropolitana, Luigi de Magistris, commenta sui social l’importante successo: “La pizza di Napoli, l’arte del pizzaiuolo napoletano finalmente bene immateriale del patrimonio dell’umanità Unesco. Un riconoscimento storico. Grazie ai pizzaioli napoletani, che vivono ed operano a Napoli e in tutto il mondo, grazie a tutti quelli che hanno firmato per questa petizione. E’ il segno della potenza di Napoli attraverso la sua arte, la sua cultura, le sue tradizioni, le sue radici, la sua creatività, la sua fantasia. Una grande vittoria per Napoli e per la pizza napoletana”.

Festa dell’Immacolata con La terza classe al Liquid House di Pozzuoli

In occasione della festa dell’Immacolata, venerdì 8 dicembre, Liquid House – in via San Paolo 10 a Pozzuoli – in collaborazione con Be Quiet e Darsound, proporrà il folk statunitense de La terza classe in un orario diverso dal solito, le 13.00.
Dal bluegrass del Kentucky al dixieland o early jazz degli stati del Sud fino ad arrivare alle canzoni da jug band, la Terza classe riesce a far viaggiare a tutte le latitudini con il suo sound rafforzato dalla teatralità e dall’espressività tipicamente napoletane. La sua storia somiglia ad un film. Scoperto dal musicista e compositore americano plurivincitore del Grammy Award, Jim Lauderdale, il gruppo, oltre a partecipare per ben quattro volte negli Stati Uniti al Music City Roots, noto varietà musicale che si tiene a Nashville, ha potuto approfondire, nel corso degli anni, le radici della musica che produce.
Eccezionalmente in trio per l’occasione, la Terza classe coniuga linguaggi tradizionali e moderni con la forza e il talento che parte dal palcoscenico della strada per varcare ogni confine.

Traffico di droga tra Marano-Palermo e la Spagna: 20 anni di carcere per Antonio Nuvoletto

Marano. Traffico di droga lungo l’asse Marano-Palermo-Spagna arrivano sconti di pena per alcuni imputati nel processo d’appello contro la gang capeggiata da Antonio Nuvoletto, figlio di Angelo. La terza Corte d’Appello, presieduta dal giudice Eugenia Del Balzo, ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado. L’unico a non aver beneficiato dello sconto di pena è stato Antonio Nuvoletta, leader del gruppo di narcos: per lui è stata confermata la  condanna a venti anni di reclusione anche in appello.
Condanna ridotta invece per Salvatore Avolio, da 10 a 7 anni, per Celestino Esposito, figlio del pregiudicato Luigi, esponente di primo piano del clan Nuvoletta che è stato condannato a 7 anni e 10 mesi a fronte di una prima condanna a 11 anni e 4 mesi. Anche  i fratelli Gaetano e Gianpaolo Chianese, come riporta Il Mattino, hanno beneficiato di uno sconto di 3 e 5 anni essendo stati condannati rispettivamente a 8 anni e 4 mesi e 10 anni. E ancora Giulio Ciccarelli (11 anni e 2 mesi), che ottiene una riduzione di pena di oltre sei anni, 8 anni di carcere inflitti a Gennaro Pollastro; cinque anni 10 mesi a Tommaso Riccio; 9 anni e 2 mesi a Caterina Pisani; 5 anni e 8 mesi per Vincenzo Stanzione; 7 anni e 10 mesi per Achille Baratti; 5 anni e 4 mesi per Giovanni Vespoli e, infine, sette anni e 8 mesi per Gabriele Andreozzi. Agli imputati non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa.

Coldiretti: ‘diventare Pizzaiuolo è anche un modo per evitare la marginalità sociale’

La Coldiretti, insieme alla Associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla fondazione UniVerde, ha  portato all’iscrizione dell'”Arte dei Pizzaiuoli napoletani” nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, approvata dall’apposito comitato intergovernativo riunito nell’Isola di Jeju in Corea del Sud.
“Un risultato straordinario alla vigilia di un 2018 che è stato proclamato l’anno internazionale del cibo italiano nel mondo”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo sottolineando che “l’Italia è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e l’arte della pizza rappresenta un simbolo dell’identità nazionale con circa cinque milioni di pizze sfornate al giorno”. La tutela dell’Unesco è stata riconosciuta – spiega la Coldiretti – per “il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da “palcoscenico” durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti – conclude la Coldretti – diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale”.

Detenuto morto nel carcere di Fuorni: processo per due medici di guardia

Il gup del tribunale di Salerno, Piero Indinnimeo  ha rinviato a giudizio i due medici di guardia Gaia Busato, 33 anni di Battipaglia e Nicola Campitiello 33 anni di Pagani in servizio al carcere di Fuorni. Entrambi sono accusati di omicidio colposo per la morte del 36enne salernitano Alessandro Landi deceduto in carcere la notte di Santo Stefano dello scorso anno.
La moglie del giovane detenuto, madre di un bambino di 11 anni, si è costituita parte civile. Secondo il pubblico ministero Elena Cosentino che ha coordinato le indagini ci sarebbero state “gravi condotte omissive”  da parte dei due medici di guardia a Fuorni che, “pur in presenza di una sintomatologia anche pregressa, quale dolore toracico intenso e persistente e costrizione mandibolare, indicativa di una possibile cardiopatia”, omisero di disporre il ricovero del giovane benzinaio di Matierno in ospedale, rimandandolo, invece, in cella.
Alessandro Landi  aveva un dolore fortissimo al petto e avrebbero dovuto essere ricoverato nel reparto di cardiologia dove “attraverso un monitoraggio continuo ed effettuazione di più accurati accertamenti, con specifico riguardo alla ricerca di enzimi cardiaci” si sarebbe potuta formulare una corretta diagnosi di sospetta sindrome coronaria acuta. A parere del magistrato furono proprio quelle gravi condotte omissive “a precludere definitivamente” al 36enne di Matierno, finito in cella nel settembre dello scorso anno nell’ambito del blitz dell’antimafia denominato Italo, “la possibilità di ricevere adeguate cure” e, quindi, di salvarsi. Ora sarà il processo a fare luce sulla vicenda.

 

Casa di riposo lager nel Salernitano: 11 condanne

Alle prime due condanne di giugno scorso per i maltrattamenti agli anziani nella casa di riposo di Acerno, se ne aggiungono altre 11 e riguardano i coinvolti che hanno scelto di procedere con il rito abbreviato davanti al giudice per le udienze preliminari presso il Tribunale di Salerno Piero Indinnimeo. Un anno e 8 mesi a testa per Salvatore Di Nicola, Raffaele Pecoraro, Domenico Frasca, Annarita Cianciulli, Pierina Capone, Alfonsina Rubino, Giuseppe Guazzo e Antonio Vasso. Un anno e 4 mesi per Gerardina Giudice e un anno di reclusione a testa per Dorina Meta e Donatella Iuliano.
Per tutti pena sospesa ma il giudice ha stabilito che dovranno risarcire il danno in favore delle parti civili che si sono costituite e da stabilire in separata sede. Rigettata invece la provvisonale richiesta. In precedenza Alfonso Sarubbo e Carla Squeglia, avevano patteggiato con il pubblico ministero Francesca Fittipaldi una pena di 1 anno e 9 mesi.
Sugli altri coinvolti il gup dovrà sciogliere la riserva. Tra cui l’amministratore della casa di riposo, Roberto Di Lascio, e la madre Rita Di Nicola, che da operatrice nella struttura è accusata dagli inquirenti di «ripetute angherie nei confronti dei poveri ospiti».

Voto unanime: l’arte della pizza napoletana è patrimonio dell’Unesco

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Dal consiglio dell’Unesco riunito a Jeju, nella Corea del Sud, e’ arrivato il voto unanime a favore della pizza napoletana. “Congratulazioni Italia”, ha twittato l’Unesco annunciando l’inserimento dell’arte del pizzaiuolo napoletano nella “rappresentativa lista dei patrimoni culturali intangibili dell’umanita'”. Per l’Unesco, “il know how culinario legato alla produzione della pizza, comprendente gesti, canzoni, espressioni visive, gergo locale, capacita’ di maneggiare l’impasto della pizza, di esibirsi e condividere, e’ un indiscutibile patrimonio culturale”, come si legge nella decisione finale.

Castellammare, c’è anche un latitante nel blitz del centro antico

Sono Luigi Vitale, 39enne stabiese della nota famiglia dei “mariuoli” del rione Caporivo, già condannato per associazione camorristica; il 41enne Enzo Guarino e il 40enne Luigi Russo, entrambi pregiudicati di Castellammare. I tre arrestati ieri mattina dai carabinieri nel blitz nel centro antico a seguito della sparatoria di settembre scorso in cui rimasero ferite due persone. Pasquale Vitale, 27enne stabiese, è  riuscito a sfuggire al blitz ed è ancora ricercato. Sul loro capo pende un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip del tribunale di Napoli su richiesta dell’Antimafia, per lesioni personali aggravate e detenzione e porto abusivo di armi da fuoco aggravati da finalità mafiose. La vicenda risale al 10 settembre scorso.
Il gruppo dei Vitale da sempre gestori della piazza di spaccio del Centro Antico fece partire una spedizione punitiva nei confronti del pregiudicato 20enne stabiese Giovanni Battista Panariello e di Michele De Luca, 57enne stabiese fratello di Antonio alias vaccarella, vecchio boss dei D’Alessandro. Quest’ultimo  avrebbe sgarrato nei confroti del clan acquistando droga non dal clan D’Alessandro ma da un fornitore di Torre Annunziata. Ci fu prima una lite con un pestaggio poi i pusher del gruppo Vitale si organizzarono e salirono in sella ad uno scooter e di due bici elettriche.Si piazzarono nel della carreggiata in Largo Pace per evitare il passaggio di auto e scooter mentre gli altri due andarono a caccia del loro bersaglio. Panariello, che in quel momento era in compagnia di De Luca, fu subito individuato e in un attimo si ritrovò due pistole contro, una raffica di proiettili di cui uno lo ferì al piede mentre il 57enne fu raggiunto all’altezza dell’addome.

 

Salerno, due condanne e 7 assoluzioni per il crollo in piazza della Libertà

Due condanne e sette assoluzioni nel processo per il crollo in Piazza della Libertà a Salerno.E’ quanto stabilito ieri dal giudice monocratico Marilena Albaranonei confronti dei noveimputati per il cedimento che nel luglio del 2012 coinvolse dodici pilastri del settore 2.Ad essere condannati Antonio Ragusa e Massimo Della Casa: due mesi a testa. Assolti Marta Santoro, Armando Esposito, Enrico Esposito, Gilberto Belcore, Paolo Baia, Sergio Delle Femine e Lorenzo Criscuolo per non aver commesso il fatto. Prezioso l’intervento dell’Avvocato Michele Tedesco (difendeva Delle Femine) che ha sottolineato come la costituzione del Comune di parte Civile nel procedimento penale avrebbe di fatto rallentato il procedimento.

Sarri: ”Non si vedono più certi movimenti”

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Ammette la sconfitta e il non gioco da parte del suo Napoli, Maurizio Sarri nel commentare la gara di Rotterdam che segna l’uscita degli azzurri dalla Champions League. Ai microfoni di Premium Sport il tecnico toscano cerca di spiegare:  “Ci siamo fatti condizionare pesantemente dal risultato che arrivava dall’Ucraina ma questo e’ un errore secondo me. A livello di mentalita’ era un allenamento stupendo, giocare nonostante la difficolta’ dell’altro risultato che rendeva la nostra partita praticamente inutile. Non ci siamo riusciti e questo significa che dobbiamo crescere mentalmente.
Non penserei all’Europa League che arrivera’ tra due mesi e mezzo, e’ una competizione che dovremo fare con grande determinazione – sottolinea -. La nostra e’ una squadra che a livello europeo non ha grandissima storia e grandi trofei, non si puo’ fare l’Europa League per non onorarla fino in fondo, la faremo con questi presupposti ma dovremo pensare prima a questo finale d’anno con tante partite e dovremo risolvere questo problema: una grande superiorita’ territoriale non si trasforma in supremazia. Abbiamo qualche problemino piu’ offensivo che difensivo, anche se stasera abbiamo preso un gol stupido, e’ qualcosa non dico di preoccupante, ma non si vedono certi movimenti e questo ci porta a essere molto meno pericolosi. Se il movimento senza palla diventa minore la velocita’ di circolazione perde qualcosa, questo e’ inevitabile. Abbiamo attaccato poco la profondita’, dando poche possibilita’ a chi ha la palla. Cosi’ lo sviluppo diventa piu’ blando”.
Secondo Sarri la sconfitta con la Juve “non ci puo’ togliere certezze, le certezze ce le puo’ togliere il fatto che da tre partite non facciamo le nostre cose. Vedo pochi di quei movimenti che ci rendevano pericolosissimi, e’ un momento in cui ci siamo un po’ persi nella fase offensiva, abbiamo giocatori forti e quindi penso sia un momento. Nella prima mezz’ora potevamo essere tre gol sopra, poi qualcosa l’altra partita ci ha tolto. Alcuni problemini si sono visti lo stesso. Il City? L’anno scorso ci siamo ‘scannati’ col Benfica ma dall’altra parte la Dinamo Kiev ha battuto il Besiktas: la situazione del City dal punto di vista mentale non era semplice. Una squadra che tra tre giorni gioca il derby di Manchester con la qualificazione gia’ in tasca, pur con tutta la voglia che ha trasmesso l’allenatore, puo’ non avere una gran fame”, conclude Sarri.

Mertens ammette: ”Siamo in un momento difficile”

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“Siamo in un momento difficile, in cui facciamo piu’ fatica del solito a trovare le nostre giocate, ma vogliamo tornare piu’ in fretta possibile ai livelli a cui siamo abituati”. A Mediaset Premium l’attaccante del Napoli Dries Mertens ammette le difficolta’ della sua squadra: ”Ora dobbiamo pensare subito alla partita di domenica: sara’ una sfida difficile, ma dovremo subito rialzarci. E’ tutto il gruppo che sta vivendo questo momento, non sono solo io: tutti dobbiamo continuare a lavorare. Siamo un gruppo forte: ora siamo un po’ tristi perche siamo usciti dalla Champions, ma non dobbiamo dimenticarci che abbiamo ancora il campionato, in cui stiamo facendo bene”.

Maggio: ”Ora priorità al campionato”

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“Volevamo vincere a prescindere da quello che sarebbe successo in Ucraina. Dispiace essere usciti con una sconfitta, ci dovrà servire d’esperienza per il futuro”. Così a Premium Champions, il difensore del Napoli Christian Maggio. “Naturalmente ci dispiace per i tifosi, avremmo voluto regalargli comunque una gioia. Ora la cosa più importante diventa il campionato – ha aggiunto – dovremo ripartire subito con una vittoria. Siamo ancora in testa, ma la strada è ancora lunga: noi non molleremo. Il morale non è al massimo, dopo due sconfitte, ma ci rialzeremo e onoreremo anche l’Europa League”.

Hamisk amareggiato: ”Ci è mancata la velocità, ora testa al campionato”

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“Non guardavamo assolutamente a cosa stava succedendo in Ucraina, eravamo concentrati sulla partita. L’abbiamo persa al 90′ e dovevamo fare di piu’ per portare la vittoria a casa. Ci e’ mancata la velocita’ e piu’ movimento in avanti, il Feyenoord si chiudeva e serviva piu’ movimento senza palla”. A dirlo un amareggiato Marek Hamsik commentando, ai microfoni di Premium Sport, la sconfitta contro il Feyenoord che sancisce la ‘retrocessione’ del Napoli in Europa League.
“Sicuramente la sconfitta con lo Shakhtar e’ quella che ha complicato il gruppo, purtroppo e’ andata cosi’ – aggiunge il centrocampista slovacco -. Ora testa al campionato, abbiamo una partita importante (contro la Fiorentina al San Paolo, ndr), poi penseremo all’Europa League. Se punteremo a vincerla? Dobbiamo pensare sempre a vincere e dovremo andare piu’ avanti possibile”.

Napoli deludente addio alla Champions: il Feyenoord vince anche in 10

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Altro che miracolo, sara’ soltanto Europa League. Il Napoli dice addio alla Champions e lo fa perdendo per 2-1 (subito Zielinski-gol, quindi a segno Jorgensen e al 91′ St.Juste) in casa del Feyenoord che riesce a conquistare i primi punti nel girone; in ogni caso, anche una vittoria in terra d’Olanda non sarebbe bastata a Mertens e compagni visto che lo Shakhtar Donetsk ha battuto senza particolari difficolta’ il Manchester City, approdando da secondo agli ottavi. Niente tris per l’Italia nella Coppa piu’ importante, un vero peccato perche’ se il doppio ko con Guardiola poteva essere messo in preventivo, la sconfitta di Kharkiv all’esordio era evitabile ma alla fine e’ risultata decisiva.
Eppure la serata era cominciata sotto i migliori auspici, visto che il Napoli e’ avanti dopo appena 120 secondi: sponda di Albiol per Mertens, anticipato in extremis, arriva Zielinski – inserito per l’infortunato Insigne nel tridente completato da Callejon – che da due passi non puo’ sbagliare. Il destino non e’ tra le proprie mani e allora si attendono buone nuove dall’Ucraina, che mai pero’ arriveranno. Nel frattempo, gli azzurri – con Diawara in regia e le fasce di difesa affidate a Maggio e Hysaj – vanno vicini al raddoppio in almeno due circostanze: sale in cattedra Vermeer, che mura prima Mertens poi Callejon, a dargli una mano Tapia, che impedisce ad Hamsik il tap-in vincente che gli sarebbe valso il fatidico gol numero 115.
Piu’ che per il mancato 2-0, il Napoli va giu’ di morale per il vantaggio dello Shakhtar sul Manchester City (gli ucraini addirittura raddoppieranno) e poco dopo, e’ il 33′, subisce il pari degli olandesi: sul cross di Berghuis, Jorgensen salta piu’ in alto di Albiol e fa secco Reina, rendendo ancora piu’ ardua l’impresa degli uomini di Sarri. Che accusano il colpo e rischiano di andare sotto: Albiol e Reina ci mettono una pezza. Proteste azzurre prima dell’intervallo: Malacia va dritto su Callejon in area, ma l’arbitro Oliver non fa una piega e lascia correre. Svuotato dalle notizie che arrivano dall’Ucraina, il Napoli fatica a imporre ritmi e gioco, provando con Allan a far male a Vermeer prima di lasciar posto a Rog (60′). In Ucraina tutto tace. Dentro poi anche Mario Rui e Ounas (out Maggio e Callejon) mentre la Champions sfila via inesorabilmente, il Feyenoord (che chiudera’ in 10, mentre i tifosi lanciano fumogeni, per il doppio giallo a Vilhena all’83’) conquistera’ la vittoria con St.Juste. Ancora Albiol disattento. Napoli ancora sconfitto in trasferta e fuori con tanti rimpianti. Specie per quella notte sbagliata d’Ucraina tre mesi fa.

 FEYENOORD-NAPOLI 2-1

FEYENOORD (4-3-3): Vermeer 6.5; Nieuwkoop 6 (31’st St.Juste 6.5), van Beek 5.5, Tapia 6.5, Malacia 5; Amrabat 6, Toornstra 6, Vilhena 5; Berghuis 6.5 (27’st Larsson 6), Jorgensen 7, Boetius 6 In panchina: Jones, Basacikoglu, Diks, Kramer, Hansson Allenatore: van Bronckhorst 7

NAPOLI (4-3-3): Reina 6; Maggio 5.5 (19’st Mario Rui 6), Albiol 4.5, Koulibaly 5.5, Hysaj 6; Allan 6 (15’st Rog 6), Diawara 5.5, Hamsik 5; Callejon 6 (29’st Ounas 6), Mertens 5, Zielinski 6.5 In panchina: Sepe, Jorginho, Giaccherini, Chiriches Allenatore: Sarri 5.5

ARBITRO: Oliver (Inghilterra) 5 RETI: 2’pt Zielinski, 33’pt Jorgensen, 46’st St.Juste

NOTE: serata fredda, terreno in buone condizioni, spettatori 50mila circa. Espulso al 38’st Vilhena per doppia ammonizione. Ammoniti: Mertens, St.Juste. Angoli: 5-5. Recupero: 0′; 3′.

Napoli, dopo l’arresto di Formicola junior si cercano gli altri complici della rissa ai Baretti

Si cercano ancora gli altri complici della ormai famosa rissa e sparatoria ai Baretti di Chiaia di due settimane fa.L’arresto del neo 18enne Gaetano Formicola, nipote del boss Ciro di Taverna del Ferro a san Giovanni a Teduccio ha messo un altro punto fermo nell’inchiesta.

Così come la conferma della detenzione da parte del gip per il pistolero Giuseppe Troncone, figlio di Vitale, boss di Fuorigrotta.Il giovane rampollo della periferia Est fu trovato armato con una pistola calibro 7,65 mentre scappava sui Quartieri Spagnoli.

Era la seconda volta che veniva trovato armato.
E così dopo l’informativa delle forze dell’ordine è arrivata l’ordinanza di custodia cautelare. Il neo 18enne la settimana dopo era tra l’altro presente ai Baretti di Chiaia quando scoppiò la rissa con i giovani di Fuorigrotta e rione Traiano.Furono esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco che ferirono sei persone.

Lui si trovava in compagnia dei giovani provenienti dal quartiere di San Giovanni a Teduccio, i quali si contrapposero alla comitiva di giovani giunti invece da Fuorigrotta, tra cui Giuseppe Troncone.Per quella vicenda il ragazzo è stato interrogato durante le indagini in qualità di testimone.

Castellammare, fu trovato con 160mila euro falsi: condannato a 4 anni di carcere

Martinelli Mario è un personaggio già noto alle forze dell’ordine per vari precedenti per estorsione, rapina, tentato omicidio E lesioni. Martinelli Mario classe 82 è di Mosca Rella ed è stato arrestato l’anno scorso dai carabinieri di Castellammare dopo un rocambolesco inseguimento Da Castellammare finito poi al casello di Angri dove veniva fermato. All’interno dell’autovettura venivano rinvenuti dei pacchetti che presumibilmente avrebbero dovuto contenere degli hard disk ma che in realtà contenevano banconote false per un totale di 160 mila euro.
Il gup Antonio Fiorentino del Tribunale di Torre Annunziata in primo grado in abbreviato lo ha condannato ad anni sei mesi otto di reclusione. La corte d’appello di Napoli terza sezione penale dopo il ricorso presentato dall’ avvocato Olga Coda, ha riformato la sentenza del gup condannandolo a 4 anni e 8 mesi di carcere.

Napoli, tensione sempre alta ai Quartieri Spagnoli dopo l’arresto del ras trovato armato di notte

Continua la tensione ai Quartieri Spagnoli, soprattutto all’indomani dell’arresto di Gaetano Masiello detto “Fosset”, fratello del ras Antonio detto “’o nu”. Il 58enne è stato trovato in giro, armato calibro 7,65 e con il caricatore pieno. Il 58enne era in giro nel quartiere di notte. Probabilmente stava rincasando e  se era armato è segno che  temesse qualche agguato.Deve rispondere di detenzione illegale di arma da fuoco clandestina e ricettazione.
L’arma è stata inviata al Racis dei per verificare il suo eventuale utilizzo in recenti fatti di sangue o nelle stese. Lo scontro delle ultime settimane vede la sua famiglia alleatisi con i Mazzarella contro l’asse Ricci-Saltalamacchia-Ferrigno. L’ultima volta che Gaetano Masiello salì alla ribalta della cronaca era il mese  di ottobre del 2015. Fu arrestato infatti nel maxi blitz con 45 arresti che colpì il clan dei Mariano con a capo all’epoca Marco mariano prima del suo pentimento. In carcere fini anche il fratello Antonio. Per la Dda Gaetano Masiello era ”addetto per conto dell’organizzazione malavitosa alla vigilanza e al controllo del territorio”.  Ma Il Riesame rimise in libertà Gaetano Masiello. E ora è tornato in carcere.

Genesi, l’ultimo lavoro di Salgado al Pan di Napoli dall’8 dicembre

“Genesi”, la mostra di Sebastião Salgado, esposta nella cornice del Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), sarà aperta al pubblico venerdì 8 dicembre. Un itinerario fotografico in bianco e nero di grande incanto, che con duecentoquarantacinque eccezionali immagini,  racconta la rara bellezza del nostro pianeta: patrimonio unico e prezioso.
Visitabile dalle 9.30 alle ore 19.30 (chiusura biglietteria un’ora prima), Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo. Uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia. Un viaggio alle origini del mondo per preservare il suo futuro.
La mostra è nata da un viaggio alla scoperta della bellezza nei luoghi più remoti del Pianeta, durato otto anni. Curata da Lélia Wanick Salgado su progetto di Contrasto e Amazonas Images, la mostra è frutto della collaborazione di Civita Mostre con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.