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Scafati, panico in via Tricino per l’incendio di un’auto. IL VIDEO

Panico in mattinata a Scafati per un incendio che ha coinvolto un’auto. E’ accaduto in via Tricino la strada che collega via Passanti con il popoloso quartiere di san Pietro. Sul posto i vigili del fuoco e i carabinieri per gli accertamenti di rito e le indagini. Il traffico nella zona è completamente paralizzato, una donna probabilmente la proprietaria dell’auto, è stata colta da malore per lo spavento. L’incidente è accaduto poco dopo le 11. Una donna alla guida di una Autobianchi era in transito in via Passanti quando ha sentito odore di bruciato dal motore. Si è resa conto che qualcosa non andava e si è infilata in una traversa di via Tricino. Ha fatto giusto in tempo a scendere che l’auto ha preso fuoco e poi è scoppiata perchè vi era montato un impianto Gpl anche se in quel momento l’auto viaggiava a benzina. Tanto spavento per la signora. I vigili del fuoco hanno impegnato un po di tempo per spegnere le fiamme.

Sebastiano Vangone

Broker italiano ucciso in Messico, la compagna: ‘Depistaggi, gli hanno rubato tutto’

Il cartello con scritto ‘questo mi e’ successo per essere un ladro’ trovato accanto al corpo senza vita di Alberto Villani, il broker pavese ucciso in Messico, “e’ solo un depistaggio, in Messico i criminali usano cosi’. Me l’ha detto anche la polizia del posto”: Astrid Rodriguez, la compagna del 37enne, lo ha sottolineato alla Provincia pavese, spiegando che “Alberto e’ stato spogliato dei suoi averi”. “Mancavano quattro anelli d’oro – ha raccontato la donna originaria del Salvador – ed e’ scomparso anche il portafogli con il denaro cambiato a Citta’ del Messico. Tutto scomparso nel nulla e qualcuno e’ entrato nella sua camera di albergo nella citta’ di Cuatla e ha portato via anche la sua valigia. E’ un giallo – ha aggiunto – ma sono fiduciosa nelle indagini iniziate dalla polizia messicana. Voglio sapere ad ogni costo chi sono quegli assassini e perche’ mio marito e’ stato ucciso”. Il broker, nato a Valencia da padre italiano, si trovava in Messico per lavoro. Anche su questo indaga la polizia. “Io non conosco quegli uomini d’affari messicani. Mio marito li indicava solo con il nome di battesimo perche’ non parlava spesso del suo lavoro. Niente di piu’ ma posso dire che nelle nostre telefonate giornaliere non era mai preoccupato”. “Era un uomo onesto – ha concluso – e questo deve essere chiaro a tutti”.

Crollo nel Milanese: 2 bimbi ustionati e in gravi condizioni

Farebbero parte di due famiglie le nove persone coinvolte nel crollo della palazzina di Rescaldina nel Milanese in cui sono rimaste coinvolte nove persone. Il 118 ha spiegato che dei quattro bambini coinvolti due sono stati portati in codice verde all’ospedale di Busto Arsizio (Varese) mentre altri due, uno di 9 e uno di sei anni, ustionati al volto e intubati, sono stati portati all’ospedale di Legnano (Milano) per essere poi trasferiti rispettivamente a Torino con l’elisoccorso e al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano. Al Niguarda con l’elisoccorso e’ stato portato anche un ustionato, mentre un altro e’ stato portato a Monza. Un uomo con un trauma e’ stato trasportato all’ospedale di Varese, mentre un altro in codice verde e’ stato portato a Busto. In tutto sono intervenuti due elicotteri, due mezzi avanzati e altre due e’quipe sanitarie di supporto, 10 ambulanze. Intervento della squadra Usar (Urban Search and Rescue) su iniziativa dei vigili del fuoco.

Napoli, fiaccolata per i tre scomparsi in Messico

Napoli. E’ in programma questa sera una nuova fiaccolata, organizzata dall’associazione “rione case nuove Caldarelli in favore dei tre nostri fratelli scomparsi in Messico”, come si legge sul volantino affisso nelle strade del quartiere.L’appuntamento è per questa sera, alle 21,30 in via Padre Ludovico da Casoria, da dove partirà la manifestazione che si svolgerà accompagnata dal carro della Madonna dell’Arco. “Accorrete in tanti”, l’appello del presidente Antonio Caldarelli che firma il manifesto. Intanto dopo le notizie diffuse ieri dall’avvocato Falleti, legale della famiglia secondo il quale i tre ovvero Raffaele Russo, il figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino, sarebbero ancora in vita nonostante siano trascorsi circa due mesi senza avere notizie. L’unica certezza e che i tre sono stati consegnati da un gruppo di poliziotti corrotti (4 già arrestati e processati) nelle mani dei pericolosi criminali del Cartel Jalisco Nueva Generation.

E’ morto Luigi De Filippo. L’ultimo discorso a teatro.IL VIDEO

E’ morto a Roma, all’eta’ di 87 anni, Luigi De Filippo. Ne danno notizia fonti vicine alla famiglia. Attore, regista e commediografo, figlio di Peppino De Filippo, ultimo erede della storica dinastia, era nato a Napoli il 10 agosto 1930. Fino a meta’ gennaio era stato in scena, con ‘Natale in casa Cupiello’, al Teatro Parioli di Roma di cui era direttore artistico.
Tra i primi a commentare la morte di De Filippo è stato, via Twitter, Clemente Mimun. Sui social corre il cordoglio dei tanti che piangono l’ultimo erede della dinastia di maestri del teatro. Figlio di Peppino De Filippo e Adele Carloni, nel 1949 Luigi era salito sul palco del Teatro Valle di Roma con una rivista scritta da lui e intitolata ‘Questa sera alle nove’ e la recita assieme ai suoi compagni di liceo, ottenendo un grande successo; nel 1951, a 21 anni, aveva debuttato nella compagnia paterna e nella pellicola-capolavoro dello zio Eduardo, Filumena Marturano. Negli anni successivi, nonostante diversi ruoli cinematografici, era tornato sempre sul palcoscenico, debuttando nel 1973 al Teatro Parioli di Roma con la prima commedia scritta di suo pugno, ‘Storia strana su una terrazza napoletana’, a fianco al padre Peppino. Nel 1978 aveva lasciato la compagnia paterna per fondarne una propria ed oltre a recitare le commedie di famiglia aveva interpretato anche Gogol’, Molie’re, Pirandello. Piu’ volte premiato con il Biglietto d’oro, campione d’incassi, aveva ricevuto diverse onorificenze. Nel 2011 era diventato direttore artistico del Parioli.

Carabiniere uccise il padre, assolto: perché ‘incapace di intendere e volere’

A distanza di due anni dal delitto commesso lungo l’autostrada Caserta – Salerno nei pressi del casello di Mercato San Severino il gup del Tribunale di Nocera Inferiore arriva l’assoluzione perché al momento del fatto l’assassino era incapace di intendere e di volere. Il delitto vede coinvolto un 45enne, Girolamo De Santo, maresciallo dei carabinieri che con un colpo di pistola di ordinanza ha ucciso il padre 73enne. “Tu sei il diavolo”, questa la frase pronunciata dal militare, sospeso dal servizio, prima di uccidere il genitore, un ex dirigente scolastico, mentre erano in macchina. Il padre era alla guida della vettura, il figlio al lato passeggero. I due tornavano dalla Sicilia e nel corso di un diverbio gli ha sparato facendo sbandare l’auto. Poi lasciò la macchina e venne ritrovato nella notte in uno stato confusionale. Nella macchina vennero ritrovati la fondina della pistola di ordinanza, il tesserino di riconoscimento, un bossolo 9×19 ed effetti personali ed indumenti del miliari. Appena dopo l’omicidio il carabiniere fu detenuto in un reparto psichiatrico del carcere salernitano di Fuorni e subito dopo collocato in due diverse strutture per controllare il suo stato di saluto mentale. La sentenza emessa assolve l’ex maresciallo senza affidarlo a strutture che si occupano di disturbo della personalità ma dovrà seguire in ogni caso la prescrizione di una cura medica.

Pasqua a tavola con cibi sani: controlli e multe dei carabinieri in tutta la Campania

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Durante la settimana precedente la pasqua i carabinieri forestali hanno svolto controlli straordinari in allevamenti di ovini e caprini in tutta la Campania.
In provincia di Napoli sono state sanzionate una macelleria ai Colli aminei e una a Nola: su etichette e confezioni di carne di agnello riportavano informazioni scorrette.
In provincia di Caserta sono stati sottoposti a controllo 14 allevamenti e circa 6400 capi ovo-caprini, 1500 dei quali sotto i 6 mesi di età.
in 4 allevamenti sono state riscontrate irregolarità nell’identificazione dei capi e sull’aggiornamento dei registri di stalla; in un allevamento è stato trovato latte privo di tracciabilità.
In provincia di Avellino, sono stati denunciati per la macellazione clandestina di 5 agnelli il proprietario 59enne di un fondo di Fontanarosa, un 59enne di Pietradefusi e un 38enne di Bagnoli Irpino titolare di un allevamento di ovini: stavano macellando gli animali senza seguire le norme igieniche e senza aver prima proceduto al previsto stordimento delle bestiole. in una casetta di legno nei pressi del fondo i carabinieri hanno sequestrato 26 agnelli, presumibilmente prossimi alla macellazione, tenuti in assenza dei minimi requisiti igienico-sanitari.
Squestrati all’imprenditore anche i 250 agnelli che teneva nel suo allevamento su cui saranno eseguiti i prelievi ematici per attestarne le condizioni sanitarie e l’assenza di malattie infettive. le stalle erano peraltro abusive dal punto di vista edilizio perché costruite in zona sottoposta a vicolo paesaggistico-ambientale in quanto nella “fascia di rispetto” del “torrente Fredane”. Sigilli dunque alla struttura e agli attrezzi (coltelli, acciarini, compressore, strumenti di pesatura e ganci); immediata la distruzione delle carni.
Durante le verifiche è emerso persino che i cani da pastore erano privi dei microchip identificativi per cui si è proceduto alle sanzioni amministrative a carico dei proprietari. Sempre nell’avellinese, in una macelleria di Mercogliano, è stato scoperto che veniva commercializzata carne di agnello pubblicizzata come “allevata in Italia” ma proveniente da allevamenti spagnoli. A San Potito Ultra, invece, un anziano esercitava l’attività di allevatore di ovicaprini senza autorizzazioni né iscrizione alla banca dati veterinaria e senza un registro di stalla: sequestrati 50 capi.
Nel Beneventano denunciati 2 titolari di aziende zootecniche per macellazione clandestina: sequestrate 11 carcasse senza indicazioni di tracciabilità, pelli ovine e farmaci veterinari.
In provincia di DSalerno è stata scoperta la macellazione clandestina in corso in 2 aziende zootecniche di atena lucana e san gregorio magno: denunciati i titolari, sequestrati i capi macellati.

Napoli, ferito a colpi di pistola: dice di essere rimasto vittima di una rapina

Napoli. Ferito alla gamba in seguito ad un tentativo di rapina dell’automobile: e’ quanto ha raccontato alla Polizia di Stato un 36enne. L’uomo, che e’ arrivato ferito la scorsa notte all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, ha detto che mentre si trovava a Casoria , in via Aldo Moro, e’ stato vittima di una tentata rapina dell’auto di proprieta’ del cugino. Una volante di Afragola ha effettuato controlli ma sul posto non ha riscontrato nulla di riconducibile a spari e aggressioni. La vittima, la cui versione e’ al vaglio, ha precedenti per ricettazione, spaccio, furto aggravato. Effettuati controlli anche sull’auto che, dopo la tentata rapina, e’ risultata essere stata pulita e lavata. Per la vittima, trenta giorni di prognosi; indagini sono in corso.

Napoli, “Vogliamo restare”: baby gang aggredisce dipendente del fast food

Napoli. Non volevano alzarsi dai tavolini del McDonald’s, nonostante fosse quasi l’una di notte e il fastfood dovesse chiudere. Cosi’ e’ nato un diverbio tra gli addetti alle pulizie e un gruppo di ragazzini durante il quale uno di loro ha colpito con una sedia il dipendente. E’ accaduto la scorsa notte nelle galleria Umberto I di Napoli. Secondo quanto raccontato alla Polizia di Stato dalla vittima, il gruppo era composto da circa 7-8 ragazzini e chi lo ha colpito aveva molto probabilmente un’eta’ compresa tra i 13 e 15 anni. Subito dopo l’aggressione, il gruppo e’ scappato lungo via Toledo; e’ stato anche notato da alcuni militari che erano in servizio in strada. Nell’area interessata dall’aggressione, ci sono telecamere sia di McDonald’s che di un negozio adiacente: le immagini, quindi, potrebbero dare un volto agli aggressori. Indagini sono in corso per rintracciarli. Tre i giorni di prognosi per la vittima.

Vitalizi: ecco i nomi di quelli che possono perderlo

Da vecchi leoni della Dc, come Ciriaco De Mita o Gerardo Bianco, ad ex presidenti della Camera della Seconda Repubblica, come Gianfranco Fini, Fausto Bertinotti o Irene Pivetti, passando per Massimo D’Alema e alcune centinaia di ex deputati, senza dimenticare le vedove di ex parlamentari. Ammonta a circa 2.600 il numero di ex che percepiscono i vitalizi, presi di mira da M5s, dopo la loro abrogazione nel 2012 per i depurati in carica.

Il vitalizio, introdotto negli Anni Ottanta, consisteva in un assegno che il parlamentare incassava a vita una volta tornato alla vita civile.

Nel 2012 la riforma ha trasformato il vitalizio in una pensione, dunque percepita al compimento del 65esimo anno di età, quindi calcolata con metodo contributivo (pro rata). Analogamente a quanto avvenne con la riforma Dini delle normali pensioni nel 1995, il pregresso venne fatto salvo, sulla base di alcune sentenze della Corte Costituzionale per le quali i diritti acquisiti sono intangibili. Il che significa che gli assegni degli ex parlamentari non sono stati toccati e che la parte della futura pensione dei parlamentari in carica maturata fino al 2012, viene calcolata col vecchio metodo.

Il piano di M5s è trasformare in pensioni calcolate con metodo contributivo sia i vitalizi degli ex parlamentari, sia la parte maturata fino al 2012 dai parlamentari attualmente in carica. Il che comporterebbe un taglio agli assegni con un risparmio per le casse di Camera e Senato.

Sulle barricate gli ex parlamentari che hanno una Associazione che ne raccoglie 1.500, oggi guidati da Antonello Falomi che mette in guardia: “noi siamo pronti a contribuire ai risparmi, ma l’unico modo che rispetti le sentenze della Consulta è un contributo di solidarietà”. “Il vero pericolo – aggiunge Falomi – è introdurre un pericoloso precedente nel sistema per il ricalcolo delle pensioni degli italiani, come chiede il Fmi. Non a caso Cottarelli è considerato dai M5s a loro vicino”. Senza contare “le numerose vedove di ex parlamentari che hanno in quell’assegno l’unico mezzo di sostentamento”.

Essendo stati introdotti da una delibera degli uffici di presidenza di Camera e Senato, i vitalizi possono essere modificati da una analogo atto, senza bisogno di una legge. E a M5s, che ha fatto man bassa di cariche negli uffici di presidenza delle due Camere, manca solo un voto per avere la maggioranza e portare a termine il loro piano.

Crolla una palazzina: estratte vive tre persone

Un crollo si è verificato, stamani, in una palazzina nell’hinterland a nord ovest di Milano. Secondo le prime informazioni sul posto i vigili del fuoco avrebbero già estratto vive tre persone dalle macerie dello stabile di due piani, parzialmente crollato. Una sarebbe in corso di recupero in questi minuti. Un’altra sarebbe stata individuata sotto le macerie. Sul posto i soccorritori stanno scavando tra le macerie. Nel crollo della palazzina ci sono almeno cinque persone coinvolte.

Ventuno comuni al voto in provincia di Napoli: i 5 Stelle alla prova delle amministrative

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La data per le prossime elezioni comunali e ormai stabilita. Il prossimo 10 giugno ben 23 comuni della Provincia di Napoli, circa 700 mila elettori, sceglieranno il proprio primo cittadino. Tra i comuni maggiori vi sono Torre del Greco e Castellammare di Stabia con circa 130 mila elettori che si recheranno alle urne per scegliere chi indosserà la fascia tricolore per i prossimi 5 anni. Salvo sorprese. Infatti sono molto i comuni in cui si è registrata una crisi politica con conseguente fine traumatica della consiliatura. Come Quarto, dove il primo ex sindaco 5S Rosa Capuozzo ha terminato anzitempo la sua travagliata esperienza amministrativa dopo l’uscita dal movimento si Beppe Grillo e la crisi di maggioranza. Castellammare ha visto lo scorso gennaio terminare l’avventura a Palazzo Farnese del sindaco Antonio Pannullo (PD), sfiduciato in notturna da una grossa fetta della sua stessa maggioranza innanzi al notaio. Torre del Greco ritorna al voto dopo l’arresto del sindaco Ciro Borriello e le polemiche con conseguenti dimissioni che ne seguirono. Gli altri comuni al voto per fine traumatica della consiliatura sono Caivano, Casandrino, Cimitile e Villa.
Afragola, Boscoreale, Brusciano, Cercola, Cicciano, Forio, Ottaviano, Palma Campania, Pollena Trocchia, Qualiano, San Giuseppe Vesuviano, Sant’Agnello, San Vitaliano e Scisciano arrivano invece al voto dopo la scadenza naturale. In tutti i comuni si attendono sfide al vetriolo, una vera e propria resa dei conti nell’establishmebt della politica campana. Cercherà di approfittarne il M5S forte del risultato alle elezioni politiche del 4 marzo e pronto a mettere a regime l’onda anomala di consensi che proprio in Campania ha visto i pentastellati annientare gli avversari. Ma non tutto è scontato: le amministrative prevedono il voto disgiunto e preferenze dirette per i candidati consiglieri e molto dipenderà, a questo punto, dalla composizione delle liste. Gli elettori infatti in questo caso si troveranno a dare la propria preferenza sul nome dei candidati, non sarà dunque un voto aperto e d’opinione. Scenario che potrebbe di nuovo mescolare le carte nel napoletano. Appuntamento dunque al 10 giugno. L’assalto alle fascia tricolore e iniziato.

 Alberto Ferretti

Anacapri. Costanzo Federico: “Comune unico? Meglio sinergia tra i due enti su temi legati al benessere dei cittadini

Anacapri. E’ sempre acceso il tema relativo all’unificazione dei comuni di Capri ed Anacapri. Un tema delicato che può essere ovviato creando una sinergia tra i due enti presenti sull’isola. E’ quanto ha espresso Costanzo Federico, già consigliere con delega alle Politiche Sociali del comune di Anacapri. “E’ da qualche settimana che si è nuovamente acceso il dibattito sulla possibilità di fusione dei comuni dell’Isola di Capri – scrive – A tal proposito essendo stato, nella passata legislatura, consigliere incaricato alle Politiche Sociali del Comune di Anacapri, avrei piacere a muovere alcune osservazioni in merito.
Siamo reduci da un voto nazionale che tanto ha detto ed ha fatto intendere (mi auguro!) a chi è in prima linea a far politica ad ogni livello e siamo alla vigilia, tra un anno, del voto per rinnovare i consigli comunali dell’isola. Ritengo abbastanza inutile porre un tema del genere come il Comune Unico che risulta essere divisivo, fazioso ed estremamente delicato nella sua trattazione e valutazione.
Certamente – prosegue – l’Isola di Capri porta con se potenzialità naturali, venuteci per Grazia di Dio, ma al contempo ha tante potenzialità ancora inespresse che sono rimesse alla bontà ed alla bravura di coloro che sono chiamati a servire attraverso ruoli politici, la propria popolazione. E’ evidente che Anacapri e Capri nonostante siano confinanti abbiano delle profonde diversità legate al territorio, alle tradizioni, alla storia ma è anche vero che in fondo Capri è percepita ai più come un’unica entità ed un’unica isola, con un solo approdo, una sola rete viaria, una sola IMMAGINE e via di questo passo. Pertanto ciò rende necessario una reale sinergia tra i due Enti su molteplici temi e problematiche relative al benessere dei cittadini residenti e dei tanti ospiti che arrivando sull’isola, ancora numerosi, ci consentono di vivere. Con le politiche sociali lo abbiamo realizzato con l’ ingresso dapprima nell’ambito territoriale con i Comuni della penisola sorrentina e successivamente, vivaddio, tra i soli comuni di Capri. E mi chiedo perché non estendere l’esperienza delle Politiche Sociali agli altri servizi e funzioni comunali? Mi riferisco all’Unione dei Comuni, prevista dall’art.32 del TUEL che prevede un Ente costituito da Comuni contermini finalizzato all’esercizio associato di funzioni e servizi. Ad esempio la condivisione di politiche di sviluppo territoriale, viabilità e trasporti, marittimi e terrestri, gestione del personale, rifiuti. Sarebbe un giusto compromesso tra il Comune unico e quindi la fusione ed il semplice tavolo tecnico su determinate problematiche che spesso e volentieri porta a nulla di fatto o a soluzioni di compromesso o a semplici scambi di opinioni. Ci sono tante tematiche che andrebbero condivise sinergicamente ed organicamente che riguardano il futuro di questo territorio da qui a trent’anni. E penso in primis all’economia interna dell’isola, al problema abitativo che le nuove generazioni si troveranno ad affrontare e con esso la prospettiva di un futuro felice in questa terra. Penso all’ analisi del tasso di natalità, al sostegno reale verso coloro che rappresentano il punto “debole” della società, i disabili, gli anziani, i poveri! Penso alla cultura ed alle bellezze che andrebbero rimesse al centro delle politiche isolane quali ad esempio la Certosa, Villa Jovis, la riscoperta della storia che ha fatto grande nei secoli l’intera isola di Capri. Accantoniamo i campanilismi, le faziosità e piuttosto riuniamo le forze con serietà e serenità per prendere in mano questa bellissima isola e proiettarla nella modernità facendo in modo che nel prossimo futuro questa possa ancora sorridere a noi capresi nella qualità di abitanti e titolari della nostra terra e non come “ospiti” che per forza di cose dovranno ammirarla da lontano”.

Crolla palazzina nel Milanese: tutti i salvi i 9 abitanti

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Sono state tutte tratte in salvo le persone ferite nel crollo di una palazzina avvenuto stamani a Rescaldina, nel Milanese. Lo hanno confermato i carabinieri, che insieme ai Vigili del fuoco sono accorsi sul posto. Le persone estratte dalle macerie sono state nove, nessuna sarebbe in pericolo di vita. Il crollo si e’ verificato, stamani, in una palazzina a Rescaldina in provincia di Milano. Secondo le prime informazioni sul posto i vigili del fuoco che insieme con i soccorritori sono sul posto e stanno scavando tra le macerie. Nel crollo della palazzina di due piani a Rescaldina, nell’hinterland a nord ovest di Milano.

Gragnano. Si lasciano e lo denuncia per stalking: assolto 42enne

Gragnano. La lascia e monta un presunto caso di stalking. Dopo cinque anni di calvario giudiziario è assolto perchè il fatto non sussiste. La storia ha visto coinvolto un 42enne di Gragnano ed una donna di Napoli. “Voleva lanciarmi dal terrazzo e mi picchiava. Mi ha fatta licenziare perché veniva continuamente in ufficio”. Il processo, però, ha fatto cadere tutte le accuse ed il presunto stalker è stato assolto perché il fatto non sussiste. Il 42enne di Gragnano ha intrattenuto una relazione con una 38enne di Napoli. Una relazione durata quasi due anni. Poi tra i due il rapporto si rompe e lui la lascia. Dopo qualche settimana, però, scopre di essere stato denunciato per stalking ed in quel momento inizia il calvario. Nel 2015 si arriva al processo, il dibattimento è lungo e presenta molti colpi di scena ricchi di contraddizioni tra quanto dichiarato nella denuncia e quanto, invece, è rappresentato dalla realtà dei fatti. Il 42enne riesce a spiegare che non ha mai picchiato la donna, che non ha mai aggredito i familiari di lei e che mai l’avrebbe lanciata dal terrazzo. Durante il processo sono state mostrate davanti al giudice monocratico Stefania Riccio alcune mail che lei ha inviato a lui. “Perché mi hai lasciata? Io ti amo ancora, ora sono sola con i miei problemi. “Sono stata costretta a denunciarti”. Fondamentali anche le testimonianze del datore di lavoro “Il rapporto professionale è terminato, ma io non conosco Marco, non l’ho mai visto in ufficio” e della madre della donna. “Mi ha presa a calci e ho zoppicato per un mese” ha detto la 38enne che, però, è stata smentita dalla madre: “Una volta l’ho vista zoppicare”.

Sgozzò il suo amico per gelosia: 30 anni di carcere

Agropoli. Trenta anni di carcere per il giovane tunisino Nezar Mrabet, da tempo residente nel Cilento e accusato dell’omicidio di Marco Borrelli, avvenuto nell’aprile dello scorso anno per motivi di gelosia. Il processo si è svolto con il rito abbreviato davanti al  Tribunale di Vallo della Lucania. Il giudice Maria Lamberti non ha riconosciute le attenuanti generiche, mentre sono state riconosciute premeditazione e volontarietà nei confronti del ventiseienne tunisino. Una sentenza pesantissima e che ha indotto il suo legale già ad annunciare il ricorso in appello.Il giovane fu fermato poche ore dopo il ritrovamento del corpo di Marco Borrelli e confessò di aver ucciso il suo amico perché tradito dallo stesso e dalla sua ex dalla quale aveva avuto due figli.  “Ci eravamo dati appuntamento, con Marco, nei pressi della chiesa Sacro Cuore per un chiarimento. Era stato ac­compagnato, con la macchina, dalla mia ex compagna, che ora aveva intrapreso una relazione sentimentale con lui. Abbiamo iniziato a passeggia­re. Una volta arrivati nei pressi del secondo cavalcavia, ci siamo diretti verso l’area del Parco Le Ginestre. Stavamo ragionando con calma, da vecchi amici. Ma durante il percorso dopo alcune affermazioni di Marco, che non ne voleva sape­re di lasciare perdere Cristina le parole sono diven­tate urla e siamo venuti alle mani. A quel punto ho tirato fuori dalla tasca della felpa un coltello. L’ho fat­to con la mano sinistra, sebbene io non sia mancino, e ho col­pito Marco alla gola. Lui  ha cominciato a vacillare. Ho cercato di tamponargli la ferita, di fermargli l’emorragia, ma il sangue continuava a fuoriuscire dal collo. Marco, impaurito ed agoniz­zante, ha cercato di fuggire ma è inciampato ed è caduto. E’ morto in poco tempo. In preda al panico ho preso il corpo e ho cercato di nasconderlo tra i cal­cinacci e la vegetazione, ma in maniera molto approssimativa, quindi preso il telefono sono scappato via.Ho gettato il coltello li vicino  e poi il telefono di Marco un cas­sonetto, nei pressi del pub Tre Conchiglie”.

(nella foto l’assassino Mrabet Nezar e la vittima Marco Borrelli)

 

 

 

Terremoto, due scosse nella notte all’Aquila: una di 3.9

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 è stata registrata alle 03.18, a 6 chilometri a est di L’Aquila, ad un profondità di 20 chilometri. Lo rivela l’Ingv segnalando che la scossa è stata avvertita dalla popolazione ma non si hanno segnalazioni di danni a persone o cose. A distanza di pochi minuti, alle 03.30, ne è seguita un’altra di magnitudo 2.0 sempre nella stessa zona.

Napoli, rapina di Pasqua in banca al Vomero: bottino 50mila euro

Napoli. Rapina da 50mila euro oggi pomeriggio la filiale Cariparma di via Scarlatti al Vomero. Due banditi a volto coperto hanno fatto irruzione nella banca intorno alle 16.30  mentre erano in corso le operazioni di chiusura. I due  sono riusciti a entrare manomettendo l’ingresso principale. Avevano il volto coperto ed erano armati di forbici e cacciavite. Hanno minacciato i dipendenti facendosi consegnare tra i 40mila e i 50mila euro dalla cassa del bancomat. I due subito dopo sono scappati facendo perdere le loro tracce. Sul posto in breve tempo sono arrivati poliziotti del commissariato Vomero che stanno conducendo le indagini. sono stati interrogati i dipendenti e sono state visionare le immagini delle telecamere di sicurezza e anche quelle pubbliche e private in strada per risalire agli autori del colpo

Affonda barca a vela nelle acque del Golfo di Napoli: salvati due naufraghi

La guardia costiera di Napoli oggi pomeriggio ha salvato due persone a bordo di una barca a vela in avaria al largo di Capri L’imbarcazione, secondo quanto dichiarato dai naufraghi, si trovava quasi al largo di Capri e proveniva da Napoli, quando improvvisamente avrebbe iniziato ad imbarcare acqua e dopo un po si sarebbero spenti i motori. Gli occupanti del veliero avrebbero cercato di far ripartire i motori ma senza esito e quindi hanno richiesto i soccorsi via telefono alla capitaneria di porto di Napoli. La motovedetta Cp 890 è partita dal capoluogo e in breve ha raggiunto l’area di operazione ed ha messo in salvo i due membri d’equipaggio della barca alla deriva che comunque è affondata in una zona di mare con una profondità di circa 60 metri. Fortunatamente le due persone che si trovavano a bordo non hanno riportato ferite.

Accordo Sky-Mediaset: Premium sul satellite, Sky sul digitale terrestre

Storico accordo tra gli eterni rivali Sky Italia e Mediaset Rti. Sky approda sul digitale terrestre di Mediaset, per inserire una parte dell’offerta sportiva. Premium entra in Sky con i canali del cinema e delle serie tv, in attesa di definire i diritti sulla serie A.”Sarà quasi come avere due offerte PayTv al prezzo di una”, assicura l’ad di Sky Italia Andrea Zappia, che a poche settimane dall’accordo con Netflix ha siglato l’intesa con Pier Silvio Berlusconi. Un “accordo strategico” lo definisce, spiegando che “gli abbonati Sky troveranno entro l’estate inclusi nei loro abbonamenti e senza costi aggiuntivi, l’intera offerta di canali Cinema e Serie Tv di Premium, tutti in HD”.  Grazie a un primo accordo relativo ai contenuti, cinque canali di cinema e quattro canali di serie tv attualmente disponibili solo su Mediaset Premium saranno visibili a tutti gli abbonati Sky via satellite senza nessun costo aggiuntivo. Gli abbonati Sky al pacchetto Cinema vedranno quindi – in aggiunta ai 12 canali HD targati Sky – Premium Cinema e Premium Cinema +24, Premium Cinema Energy, Premium Cinema Emotion, Premium Cinema Comedy. Tutti insieme, questi canali programmano ogni anno mediamente oltre 1.400 differenti titoli cinematografici.Gli abbonati Sky al pacchetto Sky Famiglia, potranno vedere Premium Action, Premium Crime, Premium Joi e Premium Stories. Alle produzioni originali Sky – come Gomorra – La serie, The Young Pope, Babylon Berlin, Britannia, o l’atteso Il Miracolo di Niccolò Ammaniti – e alle serie tv internazionali trasmesse anche in contemporanea con gli Stati Uniti prodotte da HBO, Disney e Fox – come Westworld, Il Trono di Spade, Grey’s Anatomy, The Walking Dead, Billions, Trust – si aggiungeranno titoli come Gotham, Chicago Fire, Supergirl, Suits e Mr Robot.Sulla base di un secondo accordo commerciale relativo alla distribuzione di contenuti sulla piattaforma digitale terrestre, Sky Italia affitterà banda sui multiplex gestiti dalla società Ei Towers del Gruppo Mediaset, per distribuire direttamente una sua offerta a pagamento pensata per il digitale terrestre.A partire dal 1° giugno 2018, grazie alla capacità trasmissiva messa a disposizione dal gruppo Mediaset, Sky creerà una sua offerta televisiva a pagamento in digitale terrestre che combinerà una selezione dei canali Sky e Fox con i 9 canali targati Mediaset, 5 di cinema e 4 di serie tv, che contemporaneamente andranno ad arricchire l’offerta via satellite. A questo pacchetto di canali di cinema, serie tv e intrattenimento, si potrà aggiungere anche un altro pacchetto dedicato allo sport che includerà una selezione dei grandi eventi sportivi di Sky, anche in Alta Definizione. Mediaset potrà esercitare il diritto di opzione senza obblighi di esercizio a cedere all’operatore satellitare, in una finestra temporale compresa fra novembre e dicembre 2018, l’intera partecipazione in una newco nella quale potrebbe venir conferito da Premium il ramo d’azienda costituito dalla sua piattaforma tecnologica di Premium (area ‘Operation pay’).Lo rende noto il Biscione, specificando che “nel caso Mediaset decidesse di esercitarlo, il trasferimento della newco a Sky Italia avrebbe luogo immediatamente e l’operazione sarebbe naturalmente sottoposta all’approvazione delle autorità competenti (AGCM e AGCOM). L’eventuale esercizio del diritto di vendita non comporterà alcuna discontinuità all’attività di Mediaset Premium che continuerà a gestire la propria offerta e la propria base clienti”.