Il Chievo Verona ha esonerato il tecnico Rolando Maran, dopo la sconfitta di ieri con la Roma, per 4-1. La comunicazione ufficiale è stata data oggi dal club gialloblù, che ringrazia Maran “per il lavoro svolto sin dal primo giorno con impegno, serietà e correttezza professionale”. La panchina è stata affidata a Lorenzo D’Anna, fin qui allenatore della Primavera. Maran era stato protagonista di tre salvezze in Serie A del Chievo, arricchite da un 9/o posto nel 2015/16, con 50 punti in classifica.
Portici, maltrattava l’anziana madre: in manette 46enne
Portici. Ieri pomeriggio, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Portici Ercolano, hanno arrestato, in flagranza, un 46enne di Portici, C.M., responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni ed estorsione nei confronti dell’anziana madre.
La segnalazione di una lite in famiglia ha condotto i poliziotti in quell’appartamento di via Madonna della Salute.
Purtroppo, la lite nascondeva una più triste e incresciosa situazione di grande disagio e di sofferenza per l’anziana signora che è stata trovata adagiata sul divano dolorante fortemente ad una gamba.La donna ha riferito di aver avuto, sin dalle prime ore del mattino, discussioni con il figlio per continue richieste di denaro alle quali aveva aderito per non scatenare la sua rabbia.
Ma subito dopo pranzo la situazione è degenerata per la richiesta da parte dell’uomo di un farmaco calmante che la donna non aveva , per cui ha iniziato a scaraventare a terra tutto quello che era in casa fino ad aggredire la madre spingendola con violenza al suolo e procurandole la frattura del femore.
La donna difatti rimaneva ricoverata presso la struttura nosocomiale di Boscotrecase, per la lesione ossea riportata nella caduta ed ha formalizzato la denuncia contro il figlio perché tale situazione durava ormai ad molti anni, difatti sul figlio gravavano numerosi precedenti di polizia specifici in ambiente familiare .L’autorità giudiziaria opportunamente contattata ed informata disponeva la traduzione dell’uomo presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale.
Napoli, preso incensurato di Secondigliano: aveva droga in casa
Napoli.Ieri sera gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Secondigliano hanno arrestato Ruffo Andrea , 22enne napoletano per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.Nel pomeriggio i poliziotti della sezione investigativa, durante un servizio di perlustrazione della zona, finalizzato al contrasto dell’increscioso fenomeno criminale dello spaccio di sostanze stupefacenti, transitando in via Abate Alfiero, hanno visto un gruppo di quattro persone intente a parlare , tre delle quali note ai poliziotti per i diversi pregiudizi di polizia che ciascuno annovera.Hanno così deciso di effettuare un controllo, identificando i quattro uomini , tre dei quali avevano i documenti ed erano i soggetti noti agli agenti mentre il quarto giovane, non aveva con se il documento e palesava grande agitazione ed una sorta di reticenza a dichiarare la sua residenza, tale da indurre i poliziotti a ritenere che nascondesse qualcosa in casa.Pertanto, insospettiti, hanno deciso di effettuare una perquisizione, ex legi, nell’appartamento , collaborati dai poliziotti della volante.
Nella camera da letto del Ruffo, in una borsa di colore nero, hanno trovato 7 confezioni di cellophane contenenti, ciascuna, diverse stecche di sostanza solida marrone che da successive analisi di laboratorio è risultata essere hashish, per un totale di 509 grammi, 1 tavoletta di sostanza solida marrone, sottoposta al test risultata essere Hashish, per un peso di 95.73 grammi , 1 involucro di cellophane contenente sostanza bianca che al test scientifico è risultata essere cocaina, per un peso di quasi 11 grammi; 2 bilancini di precisione, un coltello da cucina con manico nero, 1 tavoletta di legno tipo tagliere,1 rotolo di carta trasparente per alimenti e la somma di 710.00 euro.L’autorità giudiziaria, tempestivamente ed opportunamente notiziata disponeva la traduzione del Ruffo presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.La sostanza stupefacente , il materiale da taglio e da confezionamento rinvenuti, sono stati sequestrati e posti a disposizione dell’A.G. presso il Commissariato Secondigliano. La somma di denaro sarà depositata in un libretto infruttifero a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Napoli, si cerca il libico complice di Agie Touray
Non è affatto scemato il pericolo di u attentato terroristico tra Napoli e la provincia con la cattura avvenuta una settimana fa del giovane gambiano Agie Touray. Le forze speciali antiterrorismo di polizia e carabinieri stanno infatti cercando di individuare il misterioso cittadino libico che gli avrebbe chiesto di prendere un’auto e falciare la folla in cambio di denaro. Non solo: stanno anche cercando di capire se Alagie Touray, in quest’anno di permanenza in Italia, abbia stretto rapporti con italiani o con altri immigrati. Per il momento il giovane è rinchiuso nel carcere di Benevento, meno affollato rispetto a Poggioreale e Secondigliano, e dove è più facile controllarlo. E’ in pratica sotto strettissima sorveglianza e tenuto separato da altri detenuti radicalizzati. Può però, come prevede la normativa, chiedere di mangiare pietanze ammesse dal suo credo, pregare, chiedere libri anche di contenuto religioso. Secondo il gip Iasbella Iaselli, che ha redatto l’ordinanza di custodia cautelare del giovane fermato a Licola, “il video in cui giurava fedeltà al Califfato, comporta il pericolo del compimento di un atto terroristico nella zona napoletana quale attuale e imminente. Nè in senso contrario può argomentarsi dalle dichiarazioni confessorie del- l’indagato, rese sempre in un’ottica difensiva volta a minimizzare la propria condotta nella speranza di tornare libero e completare la missione bloccata dal tempestivo intervento delle forze di polizia”. E il gip poi ha spiegato perché l’indagato deve stare in carcere: “deve considerarsi la natura permanente del reato — in presenza di un circuito terroristico operativo anche nella zona napoletana — e la accertata disponibilità a compiere azioni di natura stragista (quali quelle realizzate in altri Paesi europei tra cui la Germania, la Spagna, la Francia) rivolte verso una moltitudine indiscriminata di soggetti con l’accettazione del martirio per l’autore dei gesti, anche in vista degli aiuti economici alla famiglia”.
Latitante con due condanne preso a Cologno Monzese
Un 42 enne siciliano, latitante e condannato per Stalking, e’ stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nel dicembre 2017 dal Tribunale di Messina, per evasione. L’uomo, con due condanne per Stalking nei confronti di altrettante donne, nel 2017 era evaso dai domiciliari rendendosi irreperibile. I carabinieri lo hanno rintracciato a Cologno Monzese , dove si era rifugiato, e lo hanno arrestato. Tre giorni fa le due vittime degli atti persecutori hanno rilasciato un’intervista a una trasmissione televisiva, spiegando di aver paura. Dopo la messa in onda del servizio, alcuni residenti della zona S.Maurizio al Lambro, hanno segnalato ai carabinieri della Tenenza di Cologno Monzese la presenza dell’uomo nel quartiere. Dopo alcuni appostamenti, i militari lo hanno individuato e arrestato. Viveva in un appartamento con la nuova compagna. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Cologno Monzese il 42 enne era stato sottoposto a obbligo di firma in Sicilia nel 2015, dopo la denuncia di una 35 napoletana che aveva avuto una relazione con lui. In tv, tre giorni fa, la donna ha raccontato aggressioni fisiche, verbali, minacce di morte, l’auto data alle fiamme e persino agguati sotto casa con un coltello in mano da parte dello stalker. Arrestato, era stato posto ai domiciliari in attesa del processo. Da casa sua in Sicilia lo stalker ha iniziato una nuova relazione con una donna di 46 anni di Lucca conosciuta in chat la quale, quando lui le ha raccontato di essere ai domiciliari per colpa di una bugiarda, gli ha creduto. Lei stessa sarebbe poi diventata vittima delle medesime angherie. Entrambe le donne sarebbero state legate mani e piedi per “punizione” in varie occasioni, costrette ad andare in chiesa per “pentirsi” sotto minacce di morte rivolte anche ai loro figli. Quando anche la 46 enne ha deciso di troncare la relazione, lui l’ha aggredita e violentata. La vittima e’ poi riuscita a trovare il coraggio di denunciarlo a sua volta. Il 42enne (gia’ condannato a 2 anni e 2 mesi per Stalking sulla prima compagna) nel dicembre scorso era stato condannato in primo grado a otto anni per Stalking, violenza sessuale e lesioni, ma era fuggito prima di essere riportato in carcere. Rintracciato dai militari di Cologno Monzese grazie ai residenti che lo hanno riconosciuto in televisione, si trova ora in carcere a Monza.
Pedone perde la vita: investito da un uomo ubriaco alla guida
Investito da un’auto mentre attraversava la strada e trascinato per una cinquantina di metri e infine sbalzato sulla corsia opposta: un giovane di 28 anni e’ morto all’alba di oggi a Torino, in corso Regina Margherita poco prima del sottopasso di corso Principe Oddone. La vittima e’ Gabriele Turcan, di origini romene. Il conducente dell’auto investitrice, una Lancia Musa, un connazionale di 26 anni, e’ stato arrestato per omicidio stradale: aveva un tasso alcolemico di 2 grammi al litro, 4 volte il valore massimo consentito. L’investitore si e’ fermato per cercare di prestare soccorso alla vittima.
Tenta di sgozzare la moglie e poi si suicida lanciandosi dal terzo piano
Al culmine di una lite ha tentato di tagliare la gola alla moglie, poi si è tolto la vita buttandosi giù dal terzo piano di un appartamento a Ciampino, alle porte di Roma. E’ accaduto questa mattina verso le 5.40 in via Francesco Baracca. L’uomo, un italiano di 42 anni, è morto sul colpo, precipitando sul terrazzo del garage mentre la donna, 37 anni anche lei italiana, è stata trasportata in codice rosso al Policlinico Tor Vergata. Sul posto il 118 e gli agenti del commissariato di Marino.
Incidente stradale nel Materano: morta una coppia, 4 feriti
Due romeni, marito e moglie, sono morti ieri sera, intorno alle ventitre’, in un incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale 3, in territorio di Bernalda in provincia di Matera. I due viaggiavano a bordo di una Lancia Libra, che per cause in corso di accertamento, si e’ scontrata con altre due vetture. Nell’incidente sono rimaste ferite anche quattro persone trasportate, per via dei vari traumi riportati, in ospedale a Matera. Le loro condizioni non sono gravi. Sul posto immediato l’intervento della Polizia stradale e dei sanitari di “Basilicata Soccorso”.
Napoli, colpi di pistola a Pianura davanti a un pub
Colpi di pistola davanti a un pub a Napoli e una persona in ospedale che riferisce di essersi ferita in un incidente stradale. E’ su questo che indaga la polizia nel quartiere di Pianura, dove la scorsa notte in via Castaldi un uomo e’ entrato in un pub-paninoteca per sciacquarsi il volto insanguinato, dopo che vi erano entrati anche altri ragazzi cercando rifugio perche’ spaventati. Agli agenti alcuni residenti hanno riferito di aver avvertito colpi d’arma da fuoco ma di aver pensato a dei petardi. Poco dopo un uomo si e’ presentato al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo per essere medicato. La polizia sta acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e ha sequestrato diversi bossoli sul luogo dell’accaduto.
Detenuto di Poggioreale ricoverato in coma, le sorelle accusano: ‘E’ stato picchiato’. Aperte due inchieste
Napoli. E’ ricoverato in coma farmacologico nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale san Paolo di Fuorigrotta , R. L. un detenuto del carcere di Poggioreale arrivato in ambulanza il 27 aprile. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta perché i familiari dell’uomo hanno chiesto di appurare cosa è accaduto e si sono rivolti all’avvocato Raffaele Minieri. In particolare le sorelle che si erano rivolte a Pietro loia (ex detenuto e attualmente presidente di Detenuti organizzati napoletani) sostengono che il loro congiunto sia stato picchiato più volte dagli agenti penitenziari e che, come spiegano in un video postato sulla pagina facebook di Ioia, abbia un taglio lungo tutto il tronco, dal collo all’addome. La vicenda è stata raccontata e segnalata da Ioia (punto di riferimento per gli ex detenuti e le famiglie di quelli in carcere) sulla sua pagina facebook. Il 27 aprile aveva scritto: “Ieri ho ricevuto la visita di due donne molto disperate perché andando in visita dal fratello nel carcere di Poggioreale gli è stato riferito che il detenuto stava ricoverato al padiglione Palermo del ospedale Cardarelli, di corsa all’ospedale per avere notizie del fratello vengono accolti in un modo poco cortese dai poliziotti penitenziari di quel reparto, i familiari del detenuto con molta insistenza chiedono di parlare con un medico del reparto, ricevuti dal medico gli viene riferito che il familiare detenuto è stato ricoverato per una frattura del setto nasale e varie ematomi per tutto il corpo, alla domanda dei familiari, se il loro parente fosse stato picchiato il medico scrolla le spalle e risponde di non poterlo né affermarlo e né di escluderlo. Subito mi attivo e chiamo telefonicamente la nuova direttrice del carcere di Poggioreale, che molto gentilmente, si attiva per avere notizie del detenuto, che da pochi giorni entrato nel carcere di Poggioreale al padiglione Roma sia stato assalito da forte malessere e da crisi epilettiche procurandosi la rottura del setto nasale ed ematomi su tutto il corpo. Chiedo urgentemente un permesso di colloquio per i familiari per andarlo a trovare ed accettarsi delle sue condizioni di salute, permesso accordato e stamattina sapremo tutta la verità dalla bocca del paziente, incarcerato per un residuo di pena di otto mesi, uno schifo di giustizia che ti toglie il sonno”. Il detenuto come racconta sempre Ioia sulla sua pagina facebook era stato prima ricoverato nel padiglione Palermo dell’ospedale Cardarelli con il setto nasale rotto e lividi per tutto il corpo. Subito dimesso e mandato di nuovo a Poggioreale. Ma il giorno dopo e stato ricoverato nel reparto intensivo del ospedale San Paolo, ” sempre senza avvisare nessun familiare, adesso si cercherà di fare chiarezza e di proporre un po’ più di umanità in una struttura che per me andrebbe rasa al suolo”, ha scritto Ioia sulla sua pagina facebook . Perchè quando è andato al San Paolo per verificare le condizioni del detenuto ha trovato nei corridoi la sorella in lacrime perchè l’uomo era in coma. Ioia ha realizzato un video in cui la donna accusa che il fratello sia stato picchiato più volte nel carcere. “Non credo siano stati gli altri carcerati-urla e piange la donna- perché loro sono umani”. Ora saranno le inchieste, quella interna del carcere e quella della magistratura a fare chiarezza sulla vicenda.
Napoli, individuati i killer di ‘Pisellino’ Errico: sono di Volla
Napoli. La pista che porta a Vola è quella giusta. I killer di Emanuele “Pisellino” Errico sono già uccel di bosco. Si sono allontanati dal territorio. Sono andati altrove, pensano di stare al sicuro. Sanno di avere il fiato sul collo dei carabinieri che li avrebbero già individuati. Il 19 enne ucciso tre sere in via al Chiaro di Luna al rione Conocal di Ponticelli ha pagato con la vita l’affronto fatto ad alcuni personaggi legati alla camorra di Volla. Una lite per questioni di droga. Non c’entra niente la faida di camorra che da mesi sta insanguinando la zona orientale di Napoli. Non c’entrano niente i de Micco, i D’Amico, i Mazzarella, i Rinaldi e le altre famiglie camorristiche di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio protagonisti delle stese e degli attentati degli ultimi mesi. Pisellino sarebbe stato ucciso perché avrebbe preso in malo modo e minacciato alcuni pregiudicati di Volla che avrebbero deciso di fargliela pagare subito. I racconti di parenti e amici degli ultimi giorni di vita di Emanuele Errico che nonostante gli arresti domiciliari, li violava continuamente uscendo di casa hanno aiutato gli investigatori ad avere un quadro ben preciso della situazione. Il resto lo ha fatto la “lettura” del suo smartphone. Qualcuno di cui si fidava gli aveva dato appuntamento quella sera. Un appuntamento per chiarire la situazione con quelli di Volla. Emanuele, con il suo carattere da spavaldo e da guascone, ci è andato senza precauzioni. Senza compagnia. Ci è andato da solo a quello che è rivelato “l’appuntamento con la morte”. Ma deve averlo capito quasi subito perché ha cercato di fuggire ma è stato centrato alla schiena ed è morto mentre entrava in sala operatoria a Villa betania dove era stato trasportato subito dopo l’agguato. Il proiettile lo ha centrato al cuore. Gli investigatori tra l’altro non sono convinti che chi ha ucciso Errico fosse andato lì con quel compito. E’ probabile che volesse solo infliggergli una lezione, gambizzarlo. Ma Emanuele è scappato e lui ha sparato. Non ha mirato alle gambe perché, probabilmente non essendo un professionista, non le avrebbe colpite e allora ha mirato al bersaglio grosso, uccidendolo. Resta da capire perché e come sia stato ferito anche Francesco Ciro Denaro un 30 enne di Volla colpito alle gambe. Perché uno proprio di Volla era li quella sera?Era un conoscente di Emanuele Errico che sapeva che stava violando gli arresti domiciliari. Ha avuto un ruolo nell’agguato? O era li per caso? Sono tutte domande a cui gli investigatori hanno cercato di dare una risposta in queste ore per trovare una spiegazione all’omicidio del 19enne che sulla sua pagina facebook inneggiava ai D’Amico “Frauella” e ai Minichini e che aveva scritto profeticamente: “Qui sono nato ,e qui morirò, Rione Conocal”. E così, purtroppo per lui, è stato.
Violentata a 15 anni in un box da un 18enne suo vicino di casa
Boscoreale. Violentata a 15 anni in un box da un ragazzo di 18 anni. E’ accaduto al Piano Napoli di via Passanti. Lui è uno dei tanti pusher “a domicilio” del quartiere e per il momento è solo indagato a piede libero perché nonostante la denuncia della ragazza e la conferma dei medici che hanno visitato la ragazzina dell’avvenuto stupro, si dovranno attendere i risultati del Dna. La violenza si è consumata la sera di giovedì scorso. I due protagonisti si conoscono da bambini. Abitano in due palazzine, una di fronte all’altra del Piano Napoli. Lui è stato fermato varie volte per spaccio, la corteggia da tempo. La ragazzina sta tornando a casa da sola e lui ne approfitta per avvicinarla con una scusa. Lei non teme niente di grave perché conosce quel ragazzo, ma quell’invito si rivela ben presto un incubo. Il 18enne la costringe a seguirla in un box abbandonato nelle vicinanze delle loro abitazioni. E’ uno di quelli che usano i pusher per deposito droga e scambio. In pochi minuti si consuma la violenza. La ragazzina urla ma nessuno la sente. O forse è il caso di dire in quartiere dove regna l’omertà, che nessuno vuole sentirla. Torna a casa e non dice niente ai genitori. Poi il giorno dopo il papà si accorge che qualcosa non va. lei piange e le racconta la brutta avventura. Corrono in ospedale dove i medici confermano la violenza sessuale subita dalla ragazzina e consigliano di sporgere denuncia. Padre e figlia si presentano dai carabinieri di Boscoreale. partono le indagini, vengono prelevati i vestiti che indossava la ragazzina per rilevare tracce biologiche dell’aggressore. Lui per il momento viene denunciato in attesa dei riscontri del Dna e dei rilievi sui vestiti della ragazzina che ora dovrà dimenticare quella sera e quel brutto incontro.
Cerca di sedare una lite in famiglia: carabiniere accoltellato
Roberto Frau, il carabiniere accoltellato ieri a Porto Torres mentre cercava di sedare una lite in famiglia, con un uomo che stava picchiando gli anziani genitori, e’ stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza per bloccare un’emorragia interna che si e’ evidenziata dopo il ricovero e le prime cure in ospedale. Il militare, fratello di Walter Frau, uno dei due carabinieri uccisi da una banda di malviventi il 16 agosto 1995, nel conflitto a fuoco noto come strage di Chilivani. Dopo l’intervento chirurgico all’addome Roberto Frau resta ricoverato nel reparto Chirurgia del Santissima Annunziata, a Sassari. Non e’ in pericolo di vita ma la prognosi resta riservata. Il suo accoltellatore, Walter Selloni, 42enne di Porto Torres, ieri e’ stato arrestato dai carabinieri che hanno fatto irruzione nella casa dei genitori in di via del Mirto dove l’uomo era rimasto barricato per dieci ore. Adesso Selloni e’ rinchiuso nel carcere di Bancali, accusato di tentato omicidio. E’ in attesa della convalida dell’arresto da parte dell’autorita’ giudiziaria.
Inter-Juventus: Allegri difende Orsato
Massimiliano Allegri parla a Premium: “Una bella serata di calcio, squadre che hanno giocato a viso aperto. Loro sono rimasti in dieci, nel secondo ci siamo addormentati, continuavamo a crossare, dovevamo farlo stancare, alla fine sono crollati e ne abbiamo approfittato, complimenti ai ragazzi, un passettino verso lo scudetto, anche se abbiamo un calendario difficile. Di sicuro nel calcio non c’e nulla. Quando ti giochi un campionato c’è pressione più di settembre, a volte perdi certezze, i ragazzi hanno trovato una vittoria importante. In un minuto vinci e perdi. Bisognava stare attenti, per questo sono andato a prenderli, avevamo già lasciato a Madrid e con il Napoli.
A livello fisico? Dovevo scegliere un giocatore difensivo o meno, era una gara dentro o fuori e volevo Cuadrado, ci voleva più tecnica e corsa, Cuadrado molto bravo. La squadra sta bene, non conta il livello fisico ma la libertà a livello mentale. Nel finale di stagione non sei fresco come all’inizio. Benatia aveva giocato molto. Con Icardi mi serviva Rugani, lui e Barzagli hanno giocato bene. Oggi i ragazzi hanno vinto una gara importante e fatto il loro dovere, l’Inter in dieci una gara straordinaria, per vincere il campionato dobbiamo vincerle tutte. Orsato ha arbitrato bene, il metro è di far andare avanti il gioco, Orsato uno dei migliori, ha arbitrato all’altezza. La differenza dei campioni e dei grandi giocatori si sente, con ventisette giocatori in area, sono i grandi giocatori a fare la differenza. I grandi campioni decidono, se non ci fossero, le società risparmierebbero. Io credo che Dybala e Higuain vadano al mondiale.”.
Allegri questa volta soddisfatto: ‘Un passettino verso lo scudetto’
E’ molto più disteso a fine gara Massimiliano allegri che a cinque minuti dalla fine della gara di san Siro stava vedendo lo scudetto scucito dalle maglie bianconere. e invece il micidiale uno due dell’autogol di Skriniar e il gol di Higuain un minuto dopo. E commenta ai microfoni di Mediaset Premium: “Bella vittoria, un altro passettino verso lo scudetto sapendo che il calendario per noi e’ molto difficile. E’ stata una bella partita di calcio fra due squadre che si sono affrontate a viso aperto perche’ avevano bisogno di vincere. Siamo partiti bene, poi ci siamo un po’ addormentati nello spogliatoio, siamo andati sotto 2-1 e continuavamo a fare cross invece di portare la palla vicino l’area. Loro hanno fatto una partita straordinaria ma alla fine sono crollati dal punto di vista fisico e ne abbiamo approfittato. Fortunatamente i ragazzi hanno ritrovato le certezze e la serenità mentale e hanno portato a casa questa vittoria. Nel calcio in un minuto vinci e in un minuto perdi”. Coraggiosa la scelta di schierare Cuadrado terzino (“in una partita da dentro o fuori doveva giocare lui, avevo bisogno di piu’ tecnica e corsa ed e’ stato molto bravo”), Allegri non vede una Juve sulle gambe. “La squadra fisicamente sta bene, nell’ultimo mese poi non conta il livello fisico ma la serenita’ che bisogna avere perche’ il pallone pesa di piu’ e alla minima difficolta’ perdi sicurezza. Vincere a San Siro non e’ semplice, anzi, e’ complicato, e per vincere il campionato dobbiamo vincerle tutte”. Nessun commento sull’arbitraggio (“in Italia il metro di giudizio e’ quello di far andare il gioco, poi si possono sbagliare alcune decisioni ma Orsato e’ uno dei migliori che abbiamo”), applausi per Dybala e Higuain che hanno di fatto deciso la gara: “i giocatori sono quelli che determinano la partita, in certi momenti e’ dura che vengano fuori gli schemi. E poi, altrimenti, non ci sarebbero giocatori da un milione e giocatori da 100 milioni, le societa’ fallirebbero se fossero tutti uguali”.
Higuain: ‘Lotteremo fino alla morte per lo scudetto’
La Juve può tirare un sospiro di sollievo dopo la vittoria all’ultimo secondo contro l’Inter. Decisivo Gonzalo Higuain, che commenta così ai microfoni di Premium: “Questo è il calcio. Nella partita precedente col Napoli abbiamo perso all’ultimo minuto, oggi l’abbiamo ribaltata. Questo è l’orgoglio, la fame e la sete di vittoria che appartengono a questa squadra: lotteremo fino alla morte per provar a vincere il settimo scudetto. L’Inter ha fatto una grandissima partita ma questa era la partita chiave per il campionato ed era fondamentale vincere. Ne mancano tre più la Coppa Italia e dobbiamo continuare così. A San Siro avevo già segnato al Milan, è la prima volta che segno qui all’Inter ed è bellissimo. Sfida nella sfida con Icardi in ottica mondiali? Non ho niente da dire, è un grande attaccante, ha fatto un grandissimo gol e ha lottato molto”.
Inter-Juventus 2-3: Higuain decide nel finale
Gonzalo Higuain, in extremis, sigla il 3-2 per la Juventus a San Siro e porta momentaneamente i bianconeri a + 4 sul Napoli al termine di una sfida dalle mille emozioni. Bianconeri in vantaggio con Douglas Costa, gol confermato dal Var. Lo stesso Var, poco dopo, spinge Orsato al rosso diretto per Vecino su fallo commesso ai danni di Mandzukic. La Juve raddoppia con Matuidi ma il Var annulla per fuorigioco. Nella ripresa cambia tutto, l’Inter, pur in dieci, trova la forza per pareggiare con Icardi sugli sviluppi di calcio franco. Poi l’incredibile sorpasso interista per autogol di Barzagli. La Juve raccoglie le forze, Spalletti sbaglia nel sostituire in anticipo Icardi, i bianconeri vanno in forcing, trovano il pari con una deviazione involontaria su Cuadrado. Nel finale la Juve trova la forza per piazzare la botta vincente con Higuain.
Dopo una partita thriller, la Juventus stende 3-2 l’Inter e a San Siro festeggia come se vedesse lo scudetto a un passo. Altrettanto vicino e’ stato il baratro, perche’ i nerazzurri, per un’ora in inferiorita’ numerica, hanno rimontato il gol di Douglas Costa (13′) e sono stati in vantaggio fino al 40′ della ripresa (gol di Icardi e autorete di Barzagli), dopo aver schiumato rabbia contro Orsato per una serie di decisioni piu’ che discutibili. Ma alla fine Spalletti paga cara al 40′ della ripresa la sostituzione di Icardi con Santon, che fa arretrare l’Inter e permette alla Juventus di sfondare due volte in due minuti dalle parti del terzino appena entrato in campo. Alla fine resta a -4 il Napoli (domani in campo a Firenze), e l’uomo partita e’ Higuain, in letargo praticamente per l’intera partita, rianimato anche dall’ingresso di Dybala, che ha servito gli assist decisivi per Cuadrado al 42′ della ripresa e proprio per il centravanti connazionale al 44′. In un attimo cambia l’epilogo e l’Inter resta ancora fuori dalla zona Champions, alla fine di nuovo avvincente capitolo della lunga rivalita’ fra nerazzurri e bianconeri, con gli uomini di Spalletti che vanno vicini all’impresa di mandare in crisi quelli di Allegri, con attenzione tattica ma soprattutto con gambe e testa, senza perdere la bussola dopo i cinque minuti devastanti in cui si concentrano il vantaggio di Douglas Costa (13′) e l’espulsione di Vecino (18′). L’abbraccio fra Zhang Jr e Agnelli durante il riscaldamento rappresenta una delle poche scene amichevoli della serata. La sfida e’ infiammata come se non fossero passati venti anni dal celebre episodio Iuliano-Ronaldo, e oggi come allora in una sfida intensa e nervosa e’ protagonista l’arbitro. Orsato dopo nemmeno 20′ finisce nel ciclone. Al 13′ il Var Valeri lo aiuta per convalidare il gol di Douglas Costa e un paio di minuti dopo lo richiama per correggere l’ammonizione con cui ha punito un’inutile entrata a martello di Vecino sullo stinco di Mandzukic, ferito vistosamente: l’espulsione (simile a quella del milanista Suso a Verona a dicembre) lascia i nerazzurri in 10 e accende la rabbia di Icardi e compagni. E al 28′ scatta la panolada sugli spalti quando Orsato non giudica fallo una sospetta entrata di Pjanic, ammonito pochi istanti prima. Anche Barzagli rischia grosso su Icardi, ma Orsato non va oltre l’ammonizione e rischia l’errore anche al 50′, quando convalida un gol di Matuidi, annullato poi dal Var per fuorigioco. Frenata forse dalle scorie, fisiche e mentali, dopo i ko con Real e Napoli, la Juventus non riesce di prendere possesso della gara, e per gran parte non paga la scelta di Allegri di piazzare Cuadrado terzino. Nella ripresa il 27mo centro di di Icardi (7′) e il pasticcio di Barzagli mandano in visibilio i 70mila interisti a San Siro, che vedono in campo la ferocia promessa da Spalletti. Ma alla fine si prendono la scena Cuadrado e Higuain, ed esultano gli 8mila juventini per una vittoria che sa di scudetto.
Malore per Nino benvenuti: ricoverato in codice rosso
Nino Benvenuti, il celebre campione di pugilato degli anni ’60, e’ stato ricoverato a Roma per un malore. Giunto in codice rosso presso il Policlinico di Tor Vergata, Benvenuti e’ stato subito sottoposto ai primi accertamenti d’urgenza. I medici, dopo il ricovero, sembrano escludere il peggio ma si riservano sulla prognosi definitiva; si sono, pero’, categoricamente espressi sulla necessita’ che l’ex pugile rispetti un periodo di riposo.”Spavento e molta tensione, questo pomeriggio, per Nino Benvenuti, che proprio due giorni fa ha festeggiato i suoi splendidi 80 anni”, si legge sul sito della Federazione Pugilistica italiana. Il presidente Vittorio Lai ha fatto sapere che, “a nome e per conto di tutto il movimento pugilistico nazionale, e’ vicino al grande Nino in questo difficile momento augurandogli una pronta guarigione”.
‘Panolada’ contro Orsato a San Siro, tensione anche in tribuna
Che Inter-Juventus non fosse una partita normale era noto a tutti, poi gli episodi del primo tempo non hanno certo rasserenato gli animi. L’esplosione di Vecino per un brutto fallo di Mandzukic, un paio di altri fischi di Orsato ‘non graditi’ hanno letteralmente fatto scatenare la tifoseria interista che ha inscenato una vera e propria ‘panolada’ come avviene in Spagna per protestare contro l’arbitro. Attimi di tensione anche in tribuna, dove più di una volta sono dovuti intervenire gli steward. Prima della partita, feroce l’ironia dei tifosi dell’Inter nei confronti dei rivali juventini, prima della gara esposti una serie di maxi striscioni con la Juventus raffigurata come un Pinocchio ‘bugiardo’ in riferimento alle sette finali di Champions League perse e alla ‘annosa’ questione dei 35 scudetti rivendicati dai bianconeri. Particolarmente preso di mira Gigi Buffon, oggetto di cori e striscioni con il tormentone ‘insensibile’ in riferimento alle parole del portiere bianconero dopo Real Madrid-Juventus. Insomma clima caldo doveva essere e clima caldissimo c’è questa sera a San Siro.
Benevento: De Zerbi e i regali vietati
“Il fatto che neanche 24 ore siamo stati felici del risultato di Milano è la fotografia dell’anno che abbiamo vissuto. La squadra si è allenata bene, onoreremo il campionato fino alla fine”. Così Roberto De Zerbi, allenatore del Benevento, nel corso della conferenza stampa alla vigilia della partita contro l’Udinese. I giallorossi sono già retrocessi ma non regaleranno niente a nessuno. “Da domenica sera c’è un velo di tristezza, non credo sarebbe cambiato granchè ma almeno una settimana tranquilli ce la saremmo meritata”, ha aggiunto. Per quanto riguarda la formazione, De Zerbi ha dichiarato: “Puggioni è alle prese con una infiammazione al ginocchio e potrebbe giocare Brignoli, perchè se lo merita. Gli altri stanno bene e saranno della partita”. “L’Udinese ha cambiato allenatore, vengono da tante sconfitte di fila ma hanno una squadra di giocatori fisici e tecnici. Non regaleremo niente a nessuno, come nessuno ci ha regalato niente a noi. Non vogliamo fare la guerra a nessuno, ma finiremo il campionato con onestà e serietà. Questa è la mentalità mia e della squadra. Proveremo a fare il massimo dei punti nelle ultime quattro partite”, ha concluso De Zerbi.



