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Salerno, l’editore de La Città annuncia 4 licenziamenti: le proteste dei giornalisti e del sindacato

L’editore de La Città di Salerno ha annunciato quattro licenziamenti su tredici a conclusione del contratto di solidarietà. La decisione arriva nel giorno in cui aumenta anche il prezzo di copertina del quotidiano.
La decisione dell’editore è stata annunciata dal Comitato di redazione del giornale con una lunga nota che riportiamo integralmente:
«Nello stesso giorno in cui applica un ulteriore aumento al prezzo di copertina (portandolo a un importo superiore a quello del principale concorrente), la Edizioni Salernitane srl annuncia un piano di quattro licenziamenti che è l’ultimo atto di un progetto preordinato volto allo smantellamento dell’attuale redazione composta da tredici giornalisti. Il Comitato di redazione esprime parere contrario a ogni ipotesi di licenziamento e ribadisce che i tagli avviati con il documento aziendale non trovano alcun fondamento nei dati contabili della Edizioni salernitane (come emerge dal saldo attivo dell’ultimo conto di esercizio depositato in Camera di commercio) e che negli ultimi due anni i giornalisti hanno acconsentito a enormi sacrifici economici che hanno permesso all’azienda cospicui risparmi sul costo del personale. A fronte di ciò l’azienda ha invece continuato ad avere atteggiamenti dubbi, drenando risorse in favore di progetti editoriali riferibili ad altre sigle societarie.
È quindi evidente come i licenziamenti annunciati ieri siano frutto di un progetto precostituito, avviato già nel 2017 con la cessione della testata a una società fiduciaria (con proprietà schermata) e culminato ora con la stesura di quella “black list” che il precedente direttore responsabile, nel suo editoriale di saluto, ha spiegato di avere reiteratamente rifiutato di stilare. Un’azienda che, al contrario, volesse ancora sostenere di avere come obiettivo il mantenimento del prodotto “la Città” ha il dovere di tornare al tavolo delle trattative sindacali (così come già chiesto anche dagli organismi di categoria), tavolo che ha abbandonato, in maniera unilaterale e immotivata, prima ancora che si iniziasse a discutere di qualsiasi ipotesi di riorganizzazione».

Immediata la presa di posizione del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania: si tratta, scrive il Sugc in una nota, di «una decisione assurda che condannerebbe definitivamente il giornale che, attualmente, nonostante un organico di pochi redattori, riesce ad ottenere vendite che lo collocano al secondo posto in Campania. I lavoratori hanno affrontato grandi sacrifici, prima con un accordo aziendale che ha ridotto gli stipendi, poi con un contratto di solidarietà. In meno di due anni è la terza volta in cui si minacciano licenziamenti. L’unico problema vero è che, dall’acquisto della testata, non c’è mai stato un piano industriale reale per il rilancio del giornale. Il Sindacato dei giornalisti sarà al fianco dei colleghi in ogni sede, si opporrà in ogni modo a questa scellerata decisione e invita l’editore a tornare al tavolo delle trattative che senza alcun motivo decifrabile ha abbandonato».

Auto con targhe estere, altri sequestri della Guardia di finanza nel casertano

Anche nell’ultima settima i “Baschi verdi” della Compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Aversa e i militari della Compagnia di Marcianise hanno verbalizzato diversi soggetti alla guida di autovetture con targa straniera senza alcun documento giustificativo del loro possesso. Tra queste anche S.U.V. e vetture di lusso da oltre 60.000 euro condotte da persone che dichiarano redditi assolutamente sproporzionati per un simile tenore di vita.
Nel dettaglio, la Compagnia di Marcianise nella giornata del 25 gennaio ha sequestrato tre auto di media cilindrata con targhe della Repubblica Ceca, della Polonia e dell’Albania guidate da due italiani e un algerino nullatenenti e che non presentano alcuna dichiarazione dei redditi.
Il giorno precedente veniva sequestrata invece una Ford Fiesta condotta da una donna, nata in Ucraina ma residente in Italia da oltre 15 anni, che circolava con patente scaduta e sprovvista – tra l’altro – di regolare polizza assicurativa.
Ancor più significativi, sotto il profilo delle motivazioni alla base dell’intestazione dei mezzi di lusso a terzi, sono stati gli esiti dei controlli operati nell’ultima settimana dai Baschi Verdi di Aversa: sequestrati infatti tre fiammanti s.u.v., due Alfa Romeo Stelvio e un Jaguar F-Pace con targhe polacche e tedesche condotti da soggetti che dichiarano redditi esigui.
Dal lavoratore dipendente con un reddito lordo di 60.000 euro, ad una giovane donna di Casapesenna che non dichiara nulla e che risulta fiscalmente a carico della madre pensionata.
A bordo del SUV Jaguar, invece, un imprenditore casertano che è risultato dichiarare un reddito di poco più di 20.000 euro annui. L’auto, formalmente presa a noleggio da una società di Casagiove, è poi risultata anche gravata da un provvedimento di sequestro penale da parte dell’Autorità Giudiziaria polacca.
Infine ieri ad Aversa è stata sequestrata una lussuosa Mercedes GLC 250 D guidata da un imprenditore di Sant’Antimo, con diversi precedenti di polizia, che dichiara un reddito di poco superiore ai 10.000 euro annui.
In sintesi, dall’esito dei controlli, pur senza pretesa di esaustività, sembrano ormai delinearsi le reali motivazioni alla base del dilagante fenomeno dell’utilizzo di mezzi immatricolati all’estero: per una fascia di soggetti che utilizzano utilitarie o auto di media cilindrata la ragione sembra legata al risparmio nelle spese di utilizzo (bollo e assicurazione) e alla possibilità di evitare anche le multe, mentre per le auto di lusso prevale la volontà di schermarne il possesso e di circolare con un bene sproporzionato rispetto alle possibilità reddituali dichiarate ma non direttamente riconducibile alla persona fisica che lo utilizza di fatto.
Gustavo Gentile

Castellammare, aperta un’inchiesta sulla morte della neo mamma per sospetta meningite

Castellammare di Stabia. E’ stata aperta un’inchiesta sulla morte della 28enne Lucia Balzano che ieri notte è morta all’ospedale San Leonardo. La donna di San Giorgio a Cremano, ma residente a a Scafati anche se originaria di Torre del Greco, da una decina di giorni aveva partorito suo figlio. Secondo una prima ipotesi ad ucciderla sarebbe stata una sepsi infettiva, presumibilmente da meningococco. Febbre, dolori alla testa e al ventre. Dolori che sono stati associati al parto cesareo cui si era sottoposta Lucia per partorire suoi figlio che è ricoverato per accertamenti all’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon. Quella febbre, evidentemente, non era riconducibile al post parto ma era il segnale di un’infezione in corso, una sepsi come trapela dall’ASL. Arrivata in ospedale, accompagnata dai familiari, dopo alcuni minuti lamentava dolori alla nuca e al basso ventre. Dopo un primo consulto medico è stata prospettata l’ipotesi meningite facendo scattare la profilassi. La donna è stata isolata ed è scattata la profilassi tra gli operatori e per i familiari che hanno avuto contatto con la 28enne. Si è anche pensato il trasferimento all’ospedale per le malattie infettive Cotugno ma le condizioni sono subito precipitate. Il marito e il padre della donna hanno presentato denuncia alla Procura di Torre Annunziata che ha dato mandato ai carabinieri di Castellammare di Stabia di sequestrare il corpo della donna e raccogliere le cartelle cliniche del ricovero a Castellammare e del ricovero all’ospedale di Torre del Greco oltre alla clinica privata dove la donna ha partorito.  Al momento nessun medico è iscritto nel registro degli indagati, con molta probabilità saranno raggiunti nei prossimi giorni, quale atto dovuto, da un avviso di garanzia il medico di base, il ginecologo e tutti i medici che hanno assistito Lucia nelle cliniche in cui è stata curata. La notizia della morte ha destato non poca preoccupazione soprattutto tra gli altri pazienti presenti nello stesso reparto dove era stata ricoverata la donna. tanto da indurre la direzione dell’Asl Napoli 3 Sud a chiarire che “Pur comprendendo lo stato di preoccupazione creato da questo drammatico evento, si chiarisce che al momento non esiste una situazione di allarme o di emergenza”. L’Asl fa quindi sapere che “monitorerà costantemente i risultati della sorveglianza per l’adozione di eventuali misure supplementari”. E a proposito della morte della donna è stato spiegato che “sono stati messi in atto con grande tempestività tutti gli interventi previsti in questi casi da parte dei sanitari intervenuti (medici d’urgenza, rianimatori, infermieri)”. In ogni caso, il Dipartimento di prevenzione Asl Napoli 3 Sud si è subito attivato “per effettuare l’indagine epidemiologica per valutare se sono necessarie le misure di sorveglianza e profilassi previste”.

Freddo polare : 10 cose da fare per divertirsi sottozero

Il polar vortex che sta flagellando gli Stati Uniti ha portato temperature record con punte di -50 gradi e una media di -30. Ma qualcuno ha trovato alcune cose divertenti da fare persino nella morsa del gelo

Incendio nell’ospedale di Nocera, pazienti trasferiti, nessun ferito

Un incendio e’ divampato, intorno alla mezzanotte di ieri, al piano terra del presidio ospedaliero ‘Umberto I’ di Nocera Inferiore, nel Salernitano. Il rogo, che ha sviluppato fumo denso, non ha provocato feriti o intossicati perché il personale dell’ospedale ha lanciato subito l’allarme. I pazienti sono stati trasferiti, d’urgenza, in altri reparti. Sul posto, i vigili del fuoco del distaccamento di Sarno e di Nocera e del comando provinciale salernitano. A prendere fuoco, secondo primi accertamenti, sarebbe stato del materiale plastico tra due locali della struttura.

Salerno, falsificavano e vendevano biglietti dei treni: denunciati due gestori di una rivendita autorizzata

Salerno. Da alcuni giorni al Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania erano giunte diverse segnalazioni dagli addetti al controllo dei biglietti di Trenitalia, circa il rinvenimento, sui treni regionali della tratta ferroviaria Sarno Salerno, di biglietti irregolari, che risultavano essere stati venduti in una rivendita della zona. In effetti si trattava di biglietti che da un controllo visivo apparivano autentici, ma che, sottoposti a scansione mediante tablet aziendale in dotazione al personale ferroviario, risultavano precedentemente validati ed utilizzati su convogli diversi, quindi in sostanza dei duplicati autentici.
Nella mattinata del 30 gennaio, nella Stazione di Salerno, personale di Protezione Aziendale del Gruppo FS segnalava agli agenti della Polizia Ferroviaria che nel corso dell’attività di controlleria a bordo di un treno regionale Caserta – Salerno erano stati controllati alcuni biglietti che all’atto della verifica elettronica risultavano già essere stati utilizzati e convalidati su altri convogli.
Gli operatori di polizia hanno proceduto al sequestro dei biglietti “irregolari” ed hanno sentito in merito i viaggiatori che ne erano stati trovati in possesso, i quali hanno riferito di aver regolarmente effettuato l’acquisto presso lo stesso negozio. Il personale della Polfer ha raggiunto quindi l’esercizio commerciale e nel corso della successiva perquisizione ha rinvenuto diversi titoli di viaggio stampati, analogamente a quelli segnalati, nella serata precedente, e pronti per essere venduti. I tecnici delle ferrovie, giunti sul posto, ne hanno verificato l’autenticità, accertando al contempo, che alcuni di essi risultavano già essere stati convalidati ed utilizzati a bordo di un treno, sebbene fossero ancora in vendita presso quel negozio. Il meccanismo truffaldino consisteva nello stampare due copie autentiche di ogni biglietto, vendendole entrambe. Tale duplicazione di biglietti garantiva ai gestori della rivendita un incasso parziale relativo alla vendita del primo biglietto convalidato, secondo la percentuale prevista dal contratto con Trenitalia, e l’incasso totale fraudolento dell’ulteriore copia che, sebbene autentica, risultava inutilizzabile e quindi falsa.
Il trucco messo in atto dai gestori nel tempo ha garantito loro incassi a nero in danno di Trenitalia e degli ignari clienti vittime del raggiro. Per questo motivo i due autori dei “falsi autentici”, sono stati denunciati per il reato di falsificazione di biglietti di pubbliche imprese di trasporto ed il terminale elettronico utilizzato per l’emissione dei titoli di viaggio, sottoposto a sequestro.

Camorra e politica, l’ex sindaco di Mondragone condannato a otto anni e sei mesi

Mondragone. Ex sindaco di Mondragone, Ugo Alfredo Conte condannato a otto anni e sei mesi nell’ambito del processo nato dall’inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche nella Eco4, la società che si occupava della raccolta rifiuti a Mondragone, Il pm della Dda aveva invocato una pena di 5 anni e 6 mesi solo per la truffa e la corruzione per l’assunzione di persone nell’Eco4, circostanza aggravata dall’articolo 7, chiedendo l’assoluzione per l’estorsione aggravata dal metodo mafioso. Sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per gli altri imputati – l’ex vicesindaco Agostino Romano, Massimo Romano, Daniele Gnasso, Amodio e Pietro D’Agostino – essendo decaduta l’aggravante mafiosa. L’avvocato difensore di Conte ha annunciato l’impugnazione della sentenza in Appello.

 Gustavo Gentile

Quarto, è tornato a casa ‘l’operaio eroe’ che ha salvato i tre bambini dall’incendio di via Viviani

Quarto. E’ tornato a casa senza conseguenze l’operaio Gennaro Testa che grazie al suo coraggio ha salvato dall’incendio l’altra notte tre bambini che erano bloccati nell’appartamento di via Viviani. Le fiamme si erano sviluppate per un corto circuito dell’asciugacapelli malfunzionante e che avrebbe dato inizio al fuoco. Il proprietario dell’abitazione impaurito è scappato subito all’esterno del suo appartamento, chiedendo aiuto ai vicini.Tra quei vicini c’era anche Gennaro Testa che armato di tanto coraggio è entrato nell’appartamento e senza esitare ha messo in salvo, prima di ogni cosa i tre bambini che nel frattempo erano rimasti all’interno.
Solo mezz’ora dopo sono giunti sul posto i vigili del fuoco della stazione di Pianura lavorando fino a tarda notte per spegnere definitivamente l’incendio. L’appartamento purtroppo è andato distrutto, mentre Gennaro Testa è stato trasportato all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli per un intossicazione. Fortunatamente per “l’eroe”quartese è finita senza ulteriori complicazioni, infatti dopo ventiquattro ore è stato dimesso dal nosocomio flegreo.

La Procura di Catania apre un’inchiesta sullo sbarco della Sea Watch

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La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta sullo sbarco di 47 migranti della Sea Watch. Il fascicolo, a carico di ignoti, ipotizza l’associazione a delinquere finalizzata all’agevolazione dell’immigrazione clandestina. Dalle risultanze investigative sul soccorso in mare, sottolinea il procuratore Carmelo Zuccaro, non e’ emerso, pertanto, alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della nave della Ong.

Napoli, a Bagnoli ripristinata la linea dell’Anm che porta all’ospedale San Paolo

Napoli. A Bagnoli dal 7 febbraio sarà  ripristinata la linea della Anm c3 : cambierà nome si chiamerà Linea 503 , una piccola vittoria per gli abitanti di Bagnoli che avevano perso il collegamento su gomme che dava la possibilità di arrivare all ospedale San Paolo. “Una vittoria dei tanti cittadini che hanno sottoscritto la nostra petizione-spiega Antonio Ranavolo, esponente di Fratelli d’Italia della X Municipalità- grazie alle nostre denunce abbiamo dato visibilità ad un grave problema , non abbiamo la presunzione di dire che abbiamo ripristinato noi la linea materialmente , poiché non siamo organi di governo cittadino , se avessimo amministrato noi non avremmo permesso di sopprimere per poi riabilitare un bene così importante per tutti i cittadini della X municipalità” .

Napoli, spari contro la casa del boss Ciro Mariano: alcune telecamere hanno ripreso la fuga dei pistoleri

Napoli. La fuga dei pistoleri che l’altra sera hanno fatto fuoco contro il portone d’ingresso dell’abitazione del boss Ciro Mariano, fondatore della cosca dei Picuozzi, in vico Colonne ai Cariati nel pieno dei Quartieri Spagnoli, è stata ripresa da alcuni telecamere di esercizi commerciali privati. Gli agenti d ella squadra mobile di napoli stanno analizzando ogni singolo frame per cercare elementi utili per risalire a chi ha fatto fuoco per gli fare “i particolari auguri” al boss scarcerato nel mese di aprile scorso dopo circa 30 anni di carcere ininterrotto, nel giorno del suo onomastico. Un segnale inequivocabile, senza dubbio. Tre proiettili hanno centrato il portone d’ingresso dell’abitazione del boss, un’altra mezza dozzina sono stati repertati a terra. A fare fuoco è stato uno solo, ma alla stesa hanno partecipato più persone. Gli investigatori ora stanno cercando di capire il perché della minaccia al boss e soprattutto perché in questo momento. E tra l’altro si sta cercando di capire se vi sia  un nesso con la sparatoria avvenuta qualche ora dopo in via Oronzo Costa a Forcella. I precari equilibri criminali tra i clan del centro storico di Napoli sembrano siano saltati anche a causa di una lite tra esponenti di quelli che sono rimasti fedeli ai mariano e tra quelli degli Elia del pallonetto di santa Lucia. Sono soprattutto le nuove leve che non riconoscendo più il potere criminale dei vecchi boss si stanno facendo spazio a suon di stese. La testimonianza si è avuta anche con il ferimento avvenuto la settimana scorsa a Montecalvario del ras Vincenzo Errichiello detto gnaziello, un tempo fedelissimo dei Mariano.

 

Rapinavano gli addetti alla consegna delle pizze, tre arresti

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Erano diventati l’incubo degli addetti alla consegna di pizze a domicilio di Bologna con una serie di rapine a mano armata messe a segno soprattutto di sera nello scorso agosto: gli autori, tre cittadini italiani, ieri sono stati arrestati dalla polizia di Stato. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip presso il Tribunale bolognese, sono state eseguite dalla squadra mobile di Bologna. Per interrompere la scia di rapine il questore aveva predisposto un piano di intervento con l’impiego di personale dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, nonche’ della squadra mobile. Contemporaneamente era stata avviata un’indagine dai poliziotti dell’ufficio investigativo della Questura, con il coordinamento della locale Procura, che ha permesso di individuare i responsabili dei reati.

Castellammare, bimba di 30 mesi ricoverata al Cotugno per una meningite: è grave

Castellammare. Una bimba di 30 mesi è ricoverata da ieri all’ospedale Cotugno di napoli perché colpita da meningite. La piccola era arrivata all’ospedale san Leonardo di Castellammare nelle stesse ore in cui purtroppo moriva nello stesso nosocomio la meo mamma di Torre del Greco, Lucia Balzano , colpita dallo stesso virus. La piccola aveva febbre altissima e dolori alla nuca per cui si è disposto subito il trasferimento all’ospedale di napoli specializzato in malattie infettive. Naturalmente per precauzione è scattata subito la profilassi per parenti e per quelli che in ospedale avevano avuto contatti con la piccola. Purtroppo le sue condizioni sono abbastanza gravi. E’ il terzo caso che si verifica all’ospedale stabiese in pochi giorni. Nei giorni scorsi era arrivato un ragazzo di 14 anni originario di Gragnano e pure per lui è stato necessario il trasferimento al Cotugno. Le sue condizioni ora sono migliorati ed è in cura nell’ospedale di Napoli.

 

Terremoto di magnitudo 3.3 tra Firenze e Forlì

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 e’ stata registrata alle 23:18 di ieri al confine tra Toscana e Romagna, tra le province di Firenze e Forli’-Cesena. Secondo di rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 6 km di profondita’ ed epicentro 8 km dal comune toscano di San Godenzo e 10 da quello romagnolo di Premilcuore. Non si segnalano danni a persone o cose.

Sottufficiale dell’esercito salva due passeggeri di un’auto spinta fuori strada da una frana improvvisa nel Salernitano

Pellezzano .Nella giornata di ieri due persone hanno rischiato la vita per via di una frana, verificatasi sulla strada che da Pellezzano porta a Salerno, all’altezza di Coperchia di Pellezzano. A sventare il pericolo e a metterle in salvo dallo smottamento che stava per trascinarle con la loro auto, il sottufficiale dell’esercito, Vincenzo Vavuso, fortuitamente presente sul posto. Il militare si trovava a passare con la sua auto, quando ha visto le due persone in difficoltà e in netto pericolo, è sceso dalla sua auto ed è riuscito subito a metterle in salvo. Una storia a lieto fine grazie al coraggio e alla prontezza di un servitore dello stato che ha subito allertato i soccorsi.

Pompei accoglie il piccolo Giuseppe, gara di solidarietà per i suoi funerali e per aiutare i fratellini

Pompei. Una breve esistenza terrena che nella morte ha portato alla luce la storia difficile, amara e sfortunata di un bimbo di sette anni: Giuseppe Dorice. Della sua vita si sa poco, molto di più si sa della sua morte: brutale, assurda. Una storia nella storia quella di Giuseppe, il piccolo ucciso dal patrigno a suon di botte, domenica scorsa. Da due giorni il suo corpo era a disposizione della famiglia nella morgue del Policlinico di Napoli e nessuno lo reclamava per dargli degna sepoltura. Stamane Pompei, la città dove risiede il papà Felice Dorice si è mobilitata. Il Vescovo del Santuario mariano Tommaso Caputo, il sindaco Pietro Amitrano, Roberto Di Paolo il titolare delle pompe funebri, ma anche le forze dell’ordine e il magistrato che sta indagando sulla sua morte hanno fatto sì che a Giuseppe fosse tributato l’ultimo saluto: domani, a Pompei. Il nulla osta per il trasferimento della salma è stato rilasciato stamane, due giorni dopo l’autopsia che ha accertato le cause della morte. Giuseppe poteva essere salvato se fosse stato soccorso in tempo, ma poteva essere salvato anche prima se l’indifferenza verso questa famiglia indigente, il padre disoccupato, la madre senza un lavoro fisso, fosse stata superata. “Ci siamo mobilitati – ha detto Roberto Di Paolo, il titolare della ditta di pompe funebri che si è occupato di tutte le pratiche burocratiche per trasferire la salma – per dare una degna sepoltura a questo bimbo che è morto in modo così atroce: come città glielo dobbiamo. Da due giorni la salma era a disposizione per le esequie ma né il padre né la madre avevano pensato ai funerali. Ci siamo fatti promotori di questa iniziativa perchè abbiamo capito che alla base ci sono grosse difficoltà economiche”. L’impresa di pompe funebri ha già annunciato che effettuerà il servizio gratuitamente e nel frattempo è stata aperta una raccolta fondi di cui si occupa la Chiesa di Pompei. Il ricavato verrà donato alla famiglia per il sostegno agli altri due bambini figli della coppia che pure vivono in condizioni disagiate. “Chiunque volesse donare anche un euro – ha detto Di Paolo – potrà farlo attraverso la Chiesa di Pompei che si occuperà di devolvere i soldi alla famiglia del piccolo Giuseppe. Ci sembra il miglior modo per aiutare delle persone in difficoltà che vivono una momento drammatico”.
Una famiglia allo sbando quella dei genitori del piccolo ucciso in cui l’indigenza ma anche le difficoltà oggettive sono esplose insieme alla tragedia di domenica scorsa. Valentina – originaria di Massa Lubrense, e i suoi tre figli risiedevano a Cardito, una circostanza che era sconosciuta anche al padre e alla famiglia di Felice che vive a Pompei. L’impossibilità a far fronte alle esigenze materiali e affettive dei tre bambini pare avesse definitivamente allontano Felice dalla sua compagna Valentina. Tanto che il Tribunale per i minori ha sospeso la patria potestà al padre naturale per i due bambini sopravvissuti: Noemi e il fratellino più piccolo. La città di Cardito ha annunciato che domani proclamerà il lutto cittadino e il sindaco parteciperà ai funerali di Giuseppe che si terranno domani pomeriggio nella chiesa di San Giuseppe, in via Aldo Moro. La città di Pompei non ha proclamato il lutto cittadino, ma il sindaco Pietro Amitrano si è attivato affinchè il piccolo possa ricevere proprio nella città mariana l’ultimo saluto. La salma verrà tumulata nel cimitero di Pompei, nonostante il piccolo non fosse residente. Sul manifesto funebre poche righe e la foto del piccolino con un travestimento di carnevale, insieme a quella della madonna del Rosario: “I familiari ne annunciano la morte” c’è scritto. Nessun nome, né dei genitori né dei fratellini, nessuna sfilza di manifesti di ricordo e condoglianze e nessuna frase particolare se non quella di rito. Di Giuseppe parla tutto il mondo, ma non quelli che lo avrebbero dovuto amare in vita. Intorno al piccolo il vuoto di amici, parenti, maestre. Sul manifesto c’è scritto: “Confidando nell’amore del Signore, affidiamo alla sua misericordia la breve esistenza terrena di Giuseppe Dorice di anni 7”. Giuseppe  è morto ucciso dalle botte del patrigno, mentre la mamma non è riuscita a fare nulla per salvarlo e per occuparsi di lui, né della sua sorellina ferita gravemente. E il padre non sapeva nulla di quanto stava accadendo in quella casa di Cardito, non conosceva neppure la casa. La morte di Giuseppe è figlia di un’esistenza sfortunata, nella quale è difficile stabilire quanto abbiano pesato le omissioni e l’indifferenza prima di quella tragica mattina di domenica. La morte di questo piccolino di cui ora nessuno riesce a ricordare neppure un pensierino scritto in un quaderno a scuola, o quali fossero i suoi amici o i suoi miti, è la conseguenza dell’esistenza ‘abbrutita’ di genitori incapaci di prendersi cura di lui e dei suoi fratelli, ma anche e soprattutto di un uomo-bruto che ha scatenato la sua violenza omicida contro un piccolo indifeso, uccidendolo a colpi di scopa. Un omicidio brutale al quale è inconcepibile dare una qualsiasi spiegazione. Giuseppe Dorice di anni 7 non vive più, ma il suo sacrificio aiuterà i suoi fratellini, salvandoli dalla brutalità e da una vita di sofferenza.

Rosaria Federico

Scontro di gioco dopo 6 secondi: Scavone perde i sensi in campo, rinviata Lecce-Ascoli

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Una serata maledetta gia’ prima che l’arbitro fischiasse il calcio di inizio per la Lecce sportiva. Nella mattina la scomparsa di Mimmo Renna, storico allenatore di Lecce ed Ascoli, colpito da una emorragia cerebrale. Poi l’anticipo di campionato di serie B proprio tra le due squadre, allenate nel passato da Renna. Il cronometro segnava solo sei secondi di gioco che uno scontro fortuito di gioco tra Scavone e Beretta gettava nel dramma la serata. Le tempie dei due giocatori venivano a contatto in un contrasto aereo ed il calciatore del Lecce Manuel Scavone cade a terra esanime a peso morto. Scene di disperazione dei giocatori i campo, che gia’ percepiscono il dramma che si sta vivendo, lo staff medico di Lecce ed Ascoli che si gettano letteralmente in campo in soccorso dello sfortunato calciatore, a fare da contorno il silenzio quasi spettrale che cala sul Via del Mare. Sul campo arriva anche l’addetto con il defibrillatore ma, fortunatamente, non viene utilizzato. L’ambulanza, posizionata dietro una delle due porte raggiunge a gran velocita’ il terreno di gioco. Circa dieci minuti di silenzio e di terrore calano su un Via del Mare che segue ammutolito il corso degli eventi. Dieci minuti interminabili, sino a quando lo speaker dello stadio annunciava che Manuel Scavone e’ cosciente. Un applauso liberatorio si leva dagli spalti, e i fantasmi della tragedia sembrano svanire. Scavone viene portato sul l’ambulanza che a sirene spiegate comincia la sua corsa verso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove lo sfortunato giocatore viene portato per essere sottoposto ad esami strumentali. Ma la scena terribile a cui si e’ assistito, L’apprensione per le condizioni i dello sfortunato calciatore, tutto il contesto insomma, hanno finito per svuotare di energia i giocatori in campi, che quasi fossero assenti, si ritrovano assieme interrogandosi se fosse o meno giusto continuare a giocare. Un conciliabolo fitto tra calciatori ed arbitro Baroni, assieme ai dirigenti delle due societa’, con la linea diretta con i responsabili della Lega, ed alla fine la decisione di sospendere definitivamente la gara. Gara rinviata a data da destinarsi cosi’ annunciava lo speaker dello stadio leccese. E a tutti e’ sembrata essere la decisione piu’ saggia. Il presidente del Lecce Saverio Sticchi in sala stampa ragguagliava e tranquillizzava sulle condizioni dello sfortunato Scavone. “I primi accertamenti lasciano spazio ad un cauto ottimismo – dichiara Sticchi Damiani. Scavone e’ stato sottoposto a una prima tac che ha dato esito negativo fortunatamente. Gli esami strumentali continueranno ad essere eseguiti sullo sfortunato giocatore, ma ripeto siamo un po’ piu’ tranquilli dopo le prime scene di terrore viste in campo. Scavone in campo era vigile ma aspettiamo di avere maggiori riscontri sul suo stato di salute”. Partita rinviata a data da destinarsi, ed il presidente Sticchi Damiani ne chiarisce i contorni: “Sia il presidente del Lega di Serie B Balata, che il presidente della Figc Gravina, hanno dimostrato grandissima sensibilita’ per quando accaduto questa sera. Sono stati proprio loro, e credo si tratti di un primo caso nel nostro Paese, a chiedere l’opportunita’ del rinvio della gara stessa. Entrambe le squadre, societa’ comprese, erano molto scosse per quanto visto sul terreno di gioco. E i due massimi esponenti del calcio italiano, con un comunicato congiunto, ci hanno manifestato la necessita’ di rinviare la gara a data da destinarsi”.

Gioca a calcetto a 74 anni e muore d’infarto sul campo

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Un uomo di 74 anni residente a Venaria Reale e’ morto questa sera a Brandizzo mentre con gli amici stava giocando a calcetto all’interno del centro sportivo di via Malonetto. Il pensionato e’ andato in arresto cardiaco durante la partita. Gli stessi compagni di squadra hanno praticato il massaggio cardiaco su indicazione dell’infermiere di centrale del 118 in attesa dell’ambulanza. Purtroppo per l’uomo non c’e’ stato nulla da fare. Accertamenti in corso sull’episodio da parte dei carabinieri del nucleo radiomobile di Chivasso.

Licenziata perché era sui social mentre lavorava: la Cassazione conferma la decisione

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Attenzione a non esagerare con i social network sul posto di lavoro. La Cassazione ha confermato in via definitiva il verdetto d’appello pronunciato nei confronti della segretaria di uno studio medico accusata di aver effettuato 6.000 accessi al web di cui 4.500 su Facebook in 18 mesi. “Senza entrare nel merito della sentenza  il sociologo Paolo De Nardis, ordinario di sociologia all’Università La Sapienza – il problema è che ci troviamo di fronte ad una indiscutibile vacuità normativa in tema di social network. Non esiste una legislazione precisa sull’argomento, il lavoro delle corti giudicanti non può basarsi su presupporti e parametri concreti e quindi si finisce per giudicare secondo il senso comune”. “Bisogna affrontare il tema dei social non solo sotto il profilo educativo e comportamentale ma anche -spiega De Nardis- dal punto di vista della normazione giuridica. In caso contrario è naturale che la valutazione risenta dell’orientamento soggettivo. In assenza di norme, chi può stabilire quando si va al di là del lecito, quando si oltrepassa il limite?'”. Michele Sorice, direttore del Centre for Conflict and Participation Studies dell’università Luiss, osserva: “i social fanno ormai parte integrante della vita quotidiana, bisogna tenere conto che vengono sempre più spesso utilizzati anche come strumento di lavoro. Ecco perché bisogna distinguere caso per caso, a seconda delle mansioni svolte, per valutare compiutamente se si sia o no in presenza di un abuso. Non sempre il numero elevato di accessi è sinonimo di perdita di tempo sul posto di lavoro”.

Giovane italiano trovato morto all’aeroporto di Barcellona

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Un giovane italiano, Michele Romano, e’ stato trovato morto all’aeroporto di Barcellona. Sulle cause del decesso non vi e’ ancora chiarezza. Originario di Isola del Liri, un comune nel frusinate, il 26enne sarebbe deceduto “precipitando dal tetto dell’aeroporto”, come riferito dalle autorita’ catalane, che hanno provveduto ad informare la famiglia. Come riferiscono i media locali, e’ stata disposta un’autopsia per far luce sulla cause del decesso. Ogni ipotesi e’ aperta, fanno sapere gli inquirenti, dal malessere improvviso ad una causa violenta. Il decesso sarebbe avvenuto mercoledi’ scorso, intorno alle 6.30 del mattino, ma solo ieri e’ stata informata la famiglia, che ha gia’ raggiunto il capoluogo catalano.