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Volla, 5 panetti di hashish nel bagagliaio: arrestato pusher 39enne

Napoli – Un controllo mirato nel territorio del comune di Volla ha portato all’arresto di un uomo di 39 anni, originario di Napoli, con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. A finire in manette è stato un pusher sorpreso con un ingente quantitativo di hashish.

La segnalazione e l’intervento

Tutto è iniziato nella serata di ieri, quando una pattuglia della Squadra Mobile, impegnata in servizi di prevenzione e contrasto allo spaccio, stava percorrendo via De Carolis. L’attenzione degli investigatori è stata immediatamente catturata da un’automobile parcheggiata in modo irregolare e dal comportamento del conducente, un uomo che, alla vista della volante, ha mostrato chiari segni di nervosismo, guardandosi intorno in modo circospetto.

La perquisizione e il ritrovamento

Decisi a vederci chiaro, gli agenti hanno proceduto a un controllo approfondito del veicolo e del conducente. L’intuito dei poliziotti non ha tardato a trovare riscontro. Nel bagagliaio dell’auto, abilmente nascosti, gli agenti hanno rinvenuto cinque panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 500 grammi. La sostanza stupefacente, già suddivisa in involucri, era pronta per essere immessa sul mercato della droga nelle piazze di spaccio dell’hinterland vesuviano.

Al termine delle operazioni, il 39enne è stato dichiarato in arresto e associato alle camere di sicurezza della Questura di Napoli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che dovrà ora convalidare la misura e fissare un eventuale processo. Dovrà rispondere dell’ipotesi di reato di detenzione ai fini di spaccio, un’accusa aggravata dal quantitativo non indifferente di sostanza stupefacente sequestrata.

Nafafe’, trionfa Il murales dei campioni: la magia di Maradona incanta il festival dei corti

Napoli – Lo storico murales di Diego Armando Maradona ai Quartieri Spagnoli prende vita, inizia a parlare e indica a un ragazzino la strada per inseguire e realizzare i propri sogni. È questa la potente e toccante immagine che ha permesso a “Il murales dei campioni” di aggiudicarsi la vittoria alla seconda edizione del Nafafe’ (Napoli Film and Audiovisual Festival).

La kermesse internazionale, interamente dedicata al mondo dei cortometraggi, si è conclusa oggi, giovedì 12 marzo, dopo quattro intensi giorni di proiezioni e dibattiti ospitati negli spazi del cinema America Hall. Un trionfo che premia la regia di Massimiliano Pacifico, napoletano formatosi a Londra in Film and Television Studies e già noto per il lungometraggio “Gelsomina Verde” e il documentario “Il teatro al lavoro” con Toni Servillo.

Un cast d’eccezione con il “Cholito”

Prodotto da Be Line Productions, il cortometraggio vincitore vanta una squadra di primissimo piano. Il giovanissimo protagonista Christian Cervone è affiancato da un cast corale che include Antonio Guerra, Massimiliano Rossi, Maria Bolignano, Biagio Manna e Francesca Bergamo. A impreziosire la pellicola, anche la partecipazione speciale dell’attaccante ex Napoli, oggi in forza al Torino, Giovanni Simeone, noto come “el Cholito”.

Il verdetto dei giovani e il premio della critica

Il Nafafe’ si è confermato un evento di grande portata: sono stati ben mille i lavori pervenuti da tutto il mondo, da cui è scaturita la prestigiosa decina dei corti finalisti. Il vero cuore pulsante del festival è stata però la giuria principale, composta da oltre duecento ragazzi provenienti da sei istituti superiori di Napoli (Labriola, Liceo Artistico, Rossini, Augusto Righi, Pansini e Vittorio Emanuele II). Le scuole non si sono limitate a giudicare, ma hanno partecipato attivamente alla costruzione dell’evento.

Parallelamente, una giuria tecnica formata dai giornalisti Celeste Maione, Giovanni F. Russo, Cristina Scarpa (direttrice dell’Agenzia stampa Area di Roma) e dall’editore Tommaso Gabriele, ha assegnato i riconoscimenti di settore. Il premio della critica è andato a “Buddy” del regista Ernesto Caso (Alchemia Pictures), mentre l’indiano Brij Parekh si è aggiudicato il titolo di miglior corto straniero con “Somewhere Nowhere”.

Emozioni, sinergie e riscatto sociale

“L’edizione di quest’anno è stata dedicata al tema delle emozioni, con film di grande qualità e voci da tutto il mondo”, ha commentato a margine il direttore artistico Raffaele Riccio. A fargli eco Tommaso Gabriele, tra gli organizzatori della kermesse, che ha sottolineato come “il grande rapporto c

on le scuole e i giovani resti la caratteristica principale e il marchio di fabbrica di Nafafe’”. Le giornate del festival, coordinate da Tommaso Fichele e presentate dalla giornalista Ivana Marcellino, hanno visto la partecipazione di numerosi ospiti, tra cui l’assessora comunale Chiara Marciani, il deputato Francesco Emilio Borrelli e l’attore Gaetano Stella.

La chiusura della manifestazione ha regalato anche un forte messaggio di riscatto sociale: i vincitori sono stati premiati con opere in ceramica artistica realizzate dalla cooperativa Nesis, attiva all’interno dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida. Un dettaglio che ha unito, in un unico filo conduttore, la magia del cinema, l’amore per Napoli e la speranza nel futuro dei suoi giovani.

Ischia, Rsa Villa Mercede, trovato l’accordo in Prefettura: salvi 54 posti di lavoro

Napoli– Si è chiusa con una fumata bianca, almeno per la stragrande maggioranza dei dipendenti, la vertenza che riguarda la RSA Villa Mercede, sull’isola d’Ischia. Dopo un confronto serrato durato oltre due mesi, il tavolo convocato questa mattina in Prefettura a Napoli ha portato a un’importante svolta per i lavoratori del Consorzio Icaro e della Cooperativa Santiago.

Al termine dell’incontro, voluto dal prefetto Michele di Bari per fare il punto sulla crisi occupazionale, è emerso che la quasi totalità delle maestranze ha già trovato una nuova collocazione. “La maggior parte dei dipendenti – si legge nella nota diffusa al termine della riunione – ha avuto accesso a percorsi di ricollocamento o di prosecuzione del rapporto di lavoro”.

L’incontro di oggi, l’ennesimo dopo quelli del 22 e 26 gennaio e del 2 e 6 febbraio, ha visto riuniti attorno allo stesso tavolo i rappresentanti dei Comuni dell’isola d’Ischia, l’Assessorato al Lavoro della Regione Campania, il direttore sanitario dell’Asl Napoli 2 e i delegati delle sigle sindacali Fp Cgil e Fisascat Cisl. Presenti naturalmente anche i vertici del Consorzio Icaro, della Cooperativa Santiago e del Consorzio Servizi Integrati.

L’unica nota dolente, destinata comunque a trovare una soluzione, riguarda una piccola parte residuale del personale. Si tratta di figure professionali specifiche per le quali, spiegano dalla Prefettura, “si potrà configurare un percorso ad hoc, previa intesa con i lavoratori interessati”. Un impegno che scongiura, per ora, lo spettro dei licenziamenti collettivi per i dipendenti della struttura isolana.

Pianura, pregiudicato deve scontare 10 anni di carcere: in casa aveva droga, contanti e telecamere

I carabinieri della stazione di Napoli Pianura hanno eseguito un provvedimento di determinazione di pene concorrenti – ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli – ufficio esecuzioni penali, nei confronti di un napoletano classe 1986.

L’uomo, che si trovava già agli arresti domiciliari nel quartiere Pianura per altra vicenda giudiziaria, dovrà ora scontare una pena residua di 10 anni e 6 mesi di reclusione.

Le condanne per rapina, estorsione e armi

Le pene detentive derivano da condanne definitive per diversi reati commessi a Napoli a partire dal 2007. Tra questi figurano rapina, evasione, lesioni personali aggravate, porto abusivo di armi da sparo e tentata estorsione in concorso aggravata dal cosiddetto “metodo mafioso”.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo risulterebbe inoltre contiguo a un clan operante tra i quartieri Vomero e Arenella.

Il tentativo di fuga e il rintraccio

Quando i militari si sono presentati per notificare il provvedimento, il 39enne si era allontanato dalla propria abitazione pochi minuti prima, nel tentativo di sottrarsi alla cattura. Le ricerche avviate dai carabinieri della stazione di Pianura hanno però consentito di individuarlo e bloccarlo poco dopo.

Droga trovata nell’auto della compagna

Nel corso delle operazioni, i militari hanno eseguito anche una perquisizione sull’auto in uso alla compagna convivente dell’uomo. All’interno del veicolo sono stati trovati sei panetti di hashish per un peso complessivo di circa 600 grammi e una busta contenente 234 grammi di marijuana.

Per questo motivo entrambi sono stati denunciati in stato di libertà per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Contanti, materiale da confezionamento e telecamere

La successiva perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento di 840 euro in contanti, ritenuti presumibile provento dell’attività di spaccio, oltre a materiale per il confezionamento della droga.

All’esterno dell’abitazione i carabinieri hanno inoltre individuato quattro telecamere di videosorveglianza posizionate per monitorare le vie di accesso all’appartamento. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro penale.

Nuova accusa di evasione

Il 39enne è stato infine denunciato anche per evasione, avendo abbandonato l’abitazione dove era ristretto agli arresti domiciliari nel tentativo di evitare la cattura.
Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Napoli Secondigliano, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Terra dei Fuochi, l’onda dei controlli si allarga: blitz nell’Agro Caleno e Medio Volturno

Caserta – Non più solo il perimetro classico della Terra dei Fuochi. La morsa dello Stato contro i reati ambientali si estende ora alle cosiddette “aree buffer”, le zone di confine dell’Agro Caleno e del Medio Volturno. Seguendo le direttive della Prefettura di Caserta e le indicazioni della storica sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) del gennaio 2025, le forze dell’ordine hanno dato vita a un imponente “Action Day” che ha portato a sequestri record e denunce.

Droni e ricognizioni aeree: l’assedio dall’alto

L’operazione non è stata solo terrestre. Il territorio di Sparanise, Pastorano e Bellona è stato setacciato dai mezzi aerei del ROAN della Guardia di Finanza e dai droni dell’Esercito. Questo dispiegamento tecnologico ha permesso di individuare dall’alto depositi illeciti e movimenti sospetti, coordinando con precisione i due gruppi operativi guidati dai Carabinieri Forestali e dalla Polizia Provinciale, con il supporto della Questura di Caserta per il controllo di officine e autodemolizioni.

Sparanise e Pastorano: rifiuti tessili e lavoro nero

I risultati più eclatanti arrivano da Sparanise, dove sono stati sigillati due depositi che ospitavano oltre 460 metri cubi di rifiuti accumulati illegalmente.

A Pastorano, centro nevralgico della produzione industriale, i controlli si sono concentrati su quattro aziende attive nel riciclo di plastiche e tessuti. Il bilancio è pesante: un capannone di 4.000 metri quadrati è finito sotto sequestro, quattro persone sono state denunciate e sono stati scoperti sei lavoratori in nero. Le sanzioni amministrative hanno superato la soglia dei 30.000 euro.

Discariche abusive a Vitulazio e irregolarità a Bellona

L’attività di contrasto ha toccato anche Vitulazio, dove i Carabinieri hanno scoperto e sequestrato una vera e propria discarica non autorizzata di 7.000 metri quadrati. Al suo interno giacevano enormi balle di scarti tessili e rifiuti speciali pericolosi. A Bellona, invece, la Polizia di Stato ha sanzionato un’officina meccanica per la gestione irregolare dei registri di carico e scarico dei rifiuti, segno che il monitoraggio è diventato capillare anche sulle piccole attività artigianali.

Una nuova strategia post-sentenza CEDU

L’operazione di oggi segna un cambio di passo nella strategia di tutela della salute pubblica. Come evidenziato dai giudici di Strasburgo l’anno scorso, la bonifica e il controllo non possono fermarsi ai comuni già mappati, ma devono investire in modo organico tutte le zone esposte allo smaltimento illecito. La Prefettura di Caserta ha confermato che questi controlli straordinari proseguiranno con regolarità per impedire che il fenomeno dei roghi e dei versamenti illegali si sposti semplicemente di pochi chilometri fuori dai radar abituali.

Napoli, al MANN parte il progetto regionale contro bullismo e cyberbullismo

Napoli – Parte dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli il progetto “Educhiamo al rispetto. Insieme contro il bullismo”, promosso dalla Regione Campania nell’ambito della legge regionale n.11 del 2017 dedicata alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

Il ciclo di incontri, organizzato da Scabec, prenderà il via sabato 14 marzo alle ore 10 nell’Auditorium del MANN, con un momento di confronto tra istituzioni, esperti, famiglie e rappresentanti della rete educativa delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

L’obiettivo è affrontare il tema del rispetto nelle relazioni tra i giovani, con particolare attenzione anche ai comportamenti nel contesto digitale.

Istituzioni ed esperti a confronto

Ad aprire l’appuntamento inaugurale saranno Francesco Sirano, direttore generale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Ninni Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania, e Andrea Morniroli, assessore regionale alle Politiche sociali e alla Scuola.

L’iniziativa nasce dall’idea che la bellezza e il patrimonio culturale possano diventare strumenti educativi, capaci di stimolare nei più giovani empatia, senso di comunità e consapevolezza delle proprie azioni. Musei e luoghi della cultura vengono così trasformati in spazi di incontro e dialogo, dove promuovere rispetto, ascolto e relazioni sane.

“Anticorpi di conoscenza” contro bullismo e cyberbullismo

Cuore dell’evento sarà l’incontro performativo “Anticorpi di conoscenza su bullismo e cyberbullismo”, curato dalla cooperativa sociale L’Isola che c’è.

L’iniziativa unirà informazione scientifica, linguaggi artistici e momenti di confronto con il pubblico. Sul palco si alterneranno relatori, attori, musicisti, artisti e professionisti del digitale, che dialogheranno con i partecipanti per analizzare il fenomeno del bullismo da diverse prospettive.

L’obiettivo è trasformare l’appuntamento in un’esperienza partecipata, capace di coinvolgere direttamente studenti e famiglie.

Visita al museo e calendario degli incontri

L’evento si concluderà con una visita guidata alle collezioni del MANN, pensata per ribadire il valore del patrimonio culturale come strumento di educazione civica e di formazione delle coscienze. A tutti i partecipanti sarà consegnato anche un gadget simbolico dedicato al valore della gentilezza.

Il progetto proseguirà nelle prossime settimane con altri incontri nei principali luoghi della cultura della Campania:

Pinacoteca Provinciale di Salerno – 21 marzo

Reggia di Caserta – 28 marzo e 11 aprile

Museo del Sannio di Benevento – 18 aprile

Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino – 9 maggio

Il ciclo si concluderà nuovamente al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con gli appuntamenti finali in programma il 15 e il 16 maggio.

Arsenale clandestino smantellato in Alta Irpinia: cinque arresti per armi illegali

Avellino– Blitz dei Carabinieri nella mattinata di giovedì 12 marzo 2026 nell’Alta Irpinia: cinque persone sono finite in manette con l’accusa di detenzione e porto illegale di armi da fuoco, ricettazione e modifica di armi clandestine.

Il Gip del Tribunale di Avellino ha disposto la custodia cautelare in carcere per quattro indagati e gli arresti domiciliari per il quinto. Le misure – eseguite dai militari della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi – arrivano al termine di un’indagine partita dal ritrovamento di un fucile a canne mozze, modificato dopo essere stato rubato.

Le perquisizioni, concentrate nei comuni di Lioni, Villamaina, Paternopoli e Gesualdo, hanno permesso di scoprire e sequestrare un vero e proprio arsenale: due fucili anch’essi provento di furti, una pistola con matricola abrasa (quindi resa irriconoscibile), numerose cartucce di vario calibro e diversi componenti per armi da fuoco.

Gli arrestati sono tutti giovani residenti nell’area: un 20enne e un 28enne di Lioni, un 34enne di Villamaina, un 33enne di Paternopoli e un 22enne di Gesualdo.

Secondo gli inquirenti i cinque erano collegati tra loro e detenevano illegalmente le armi nella propria disponibilità o nelle rispettive abitazioni.L’operazione evidenzia ancora una volta la presenza di traffici illeciti di armi nell’entroterra irpino, spesso legati a furti pregressi e successive modifiche per renderle clandestine e pronte all’uso.

Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori collegamenti con altri reati predatori o con l’utilizzo delle armi in contesti criminali.

Blitz nel carcere di Arienzo: cani antidroga scovano smartphone e stupefacenti in cella

Arienzo – Un’operazione mirata della Polizia Penitenziaria ha portato al sequestro di uno smartphone e di una sostanza stupefacente all’interno della Casa di Reclusione di Arienzo, in provincia di Caserta.

Il blitz, condotto con l’ausilio delle unità cinofile del Nucleo Regionale di Avellino, conferma l’efficacia delle attività di intelligence interna e l’impegno costante per garantire la legalità negli istituti penitenziari.

L’intervento e il ritrovamento

L’attenzione degli agenti, guidati dal comandante Michele Pitti, si è concentrata su una specifica camera di pernottamento occupata da un detenuto. È stato il fiuto dei cani antidroga a insospettire i militari, che hanno quindi proceduto a un controllo più approfondito della cella.

Nonostante un sistema di occultamento definito “ingegnoso” dalle stesse forze dell’ordine, la perquisizione ha permesso di rinvenire un telefono cellulare perfettamente funzionante e una quantità di stupefacente, con ogni probabilità hashish o marijuana, già pronta per essere verosimilmente spacciata all’interno del carcere.

Indagini in corso e plauso sindacale

Tutto il materiale illecito è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ora coordinerà le indagini per risalire all’origine della droga e del telefono e ad eventuali responsabilità esterne all’istituto.

L’operazione ha ricevuto il plauso del segretario nazionale del SINAPPE (Sindacato Nazionale Polizia Penitenziaria), Luigi Castaldo. In una nota, Castaldo ha voluto esprimere “apprezzamento” per il lavoro svolto, sottolineando come “nonostante le croniche carenze di organico e mezzi, la Polizia Penitenziaria continui a garantire sicurezza e legalità negli istituti penitenziari con grande spirito di sacrificio e professionalità”.

I precedenti

Il carcere di Arienzo, come molte altre strutture detentive campane, è da tempo al centro dell’attenzione per i problemi legati al sovraffollamento e alla introduzione di oggetti non consentiti. Episodi come quello di oggi dimostrano la difficoltà del controllo, ma anche la prontezza con cui gli agenti riescono a intervenire per ripristinare le condizioni di sicurezza

Napoli, Manfredi inaugura la BMT 2026: turismo in volata, lavoro e America’s Cup

Napoli– “È un evento molto importante, sempre più ricco, con una partecipazione massiccia di operatori del nostro territorio ma anche di tantissimi operatori stranieri”, ha dichiarato Manfredi nel corso dell’inaugurazione della BMT, ospitata nella tradizionale sede del capoluogo campano. La fiera, giunta alla sua 29ª edizione, conferma il ruolo di punto di riferimento per gli operatori del Mediterraneo, attirando buyer, tour operator e rappresentanti istituzionali da tutta Europa e oltre.

Dati osservatorio e previsioni ottimistiche

Il primo cittadino ha poi illustrato il rapporto dell’Osservatorio Turistico Comunale, che monitora i flussi visita‑visita e fornisce previsioni per il 2026 e il 2027.

Secondo il documento, i segnali sono “molto positivi”, con un incremento previsto delle presenze straniere del 12 % rispetto all’anno precedente, sostenuto anche dalla programmazione di eventi di grande richiamo. Manfredi ha però avvertito che eventuali tensioni internazionali potrebbero influire sul trend, invitando alla cautela.

America’s Cup: volano per l’indotto turistico

Un capitolo centrale dell’intervento è stato dedicato all’approdo dell’America’s Cup nelle acque napoletane. “È un’occasione molto importante per l’indotto turistico e per la tipologia di turismo che porta”, ha spiegato il sindaco, aggiungendo che l’evento genera “un grande indotto” e quindi “crescita e opportunità di lavoro” per il territorio. La presenza dell’equipaggio, delle squadre di supporto e dei spettatori è vista come un moltiplicatore capace di attivare settori quali l’ospitalità, la ristorazione, il trasporto e i servizi culturali.

Impegno del Comune per sostenere il settore

Manfredi ha concluso sottolineando le iniziative messe in campo dall’amministrazione per rafforzare la filiera turistica: incentivi alle strutture ricettive, campagne di promozione mirate, formazione del personale e miglioramento delle infrastrutture di accoglienza. L’obiettivo dichiarato è trasformare la crescente domanda in occupazione stabile e di qualità, rendendo il turismo non solo un fenomeno stagionale, ma un pilastro strutturale dello sviluppo economico cittadino.

Campania, torna l’incubo maltempo: scatta l’allerta gialla su Napoli e province

Napoli – Non c’è tregua per il meteo in Campania. La Protezione Civile regionale ha diramato un nuovo avviso di allerta gialla, che entrerà in vigore dalla mezzanotte di oggi e resterà valido fino alle ore 15:00 di domani, venerdì 13 marzo.

L’ondata di maltempo colpirà con particolare intensità due macro-aree della regione:

Zona 1: Napoli, le Isole del Golfo, la Piana Campana e l’Area Vesuviana.

Zona 3: Penisola Sorrentino-Amalfitana, i Monti di Sarno e i Monti Picentini.

Un quadro di estrema instabilità

Secondo gli esperti, lo scenario meteorologico è caratterizzato da una forte incertezza. Il rischio principale è rappresentato dalla repentinità dei fenomeni: i temporali potrebbero abbattersi sul territorio in maniera improvvisa e violenta, accompagnati da grandinate, fulmini e forti raffiche di vento.

I rischi per il territorio

La fragilità dei suoli, provati dalle precedenti precipitazioni, mette in preallarme i presidi territoriali. La Protezione Civile segnala possibili criticità legate al dissesto idrogeologico, tra cui:

Allagamenti di locali interrati e strade urbane.

Innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua con pericolo di esondazioni.

Caduta massi e movimenti franosi nelle zone più impervie.

Le autorità raccomandano la massima prudenza e invitano i cittadini a monitorare gli aggiornamenti dei rispettivi comuni per eventuali restrizioni o chiusure di parchi e sottopassi.

Il Napoli invisibile: storie di calciatori Napoli e leggende dimenticate

Nel grande affresco della storia del Napoli calcio, tra i protagonisti citati nei cori degli stadi e nei libri di storia del calcio, esiste un altro mondo: quello dei calciatori Napoli che hanno vestito la maglia azzurra senza lasciare un’impressione indelebile sulle cronache o nella memoria collettiva. Sono quei nomi che raramente compaiono nelle pagine dei libri di gloria: leggende dimenticate o talenti sfuggiti alla grande narrazione. Queste storie raccontano un club che non è stato solo Maradona, Hamsik o Mertens, ma anche tanti giocatori che hanno contribuito al suo percorso con dedizione, sacrificio o semplicemente presenza silenziosa.

Antonio Juliano: il regista silenzioso

Uno dei primi nomi che merita di essere riscoperto è Antonio Juliano. Nato a Napoli, Juliano è stato un punto fermo del club per oltre un decennio, con quasi 400 presenze con la maglia azzurra tra il 1962 e il 1978. Nonostante i trofei conquistati (due Coppa Italia e altri titoli minori), il suo nome non riecheggia con la stessa riverenza di altre stelle del club, soprattutto perché ha giocato in un’epoca meno documentata mediaticamente. La sua eleganza in mezzo al campo lo rende un perfetto esempio di leggenda dimenticata: un pilastro dei calciatori Napoli che ha portato stabilità alla squadra prima della rivoluzione Maradona.

Carmelo Imbriani: promessa spezzata

Tra le storie più toccanti di calciatori Napoli c’è quella di Carmelo Imbriani, centrocampista cresciuto nel vivaio azzurro negli anni ’90. Imbriani esordì giovanissimo in Serie A con il Napoli e alternò presenze in prima squadra a esperienze in prestito con club di categorie inferiori. Sebbene avesse qualità e prospettive, non riuscì mai a imporsi stabilmente in maglia azzurra. Dopo il ritiro, intraprese la carriera di allenatore giovanile prima di una tragica battaglia contro la malattia che lo portò via nel 2013. La sua storia rappresenta bene quei volti meno ricordati, ma non meno importanti, nel racconto dei calciatori Napoli di ieri.

Fabiano Santacroce: il difensore tra speranza e realtà

Un altro nome che spesso sfugge ai radar è Fabiano Santacroce, difensore centrale che giocò per il Napoli tra il 2008 e il 2011. Arrivato con qualche aspettativa, Santacroce alternò buone prestazioni ad altre meno convincenti, senza mai consolidarsi come leader difensivo. Dopo il Napoli, proseguì la carriera in varie squadre di Serie B e C, dimostrando professionalità ma senza ritagliarsi un ruolo di primo piano. Per molti tifosi è uno dei calciatori Napoli di un’era recente che rischiano di restare nella categoria delle leggende dimenticate, non per scarso valore, ma per una carriera in cui la fama non ha mai raggiunto le prestazioni.

Edu Vargas e altri volti del dimenticatoio

Gli anni recenti del Napoli sono stati caratterizzati da una serie di giocatori che, pur raggiungendo il club con grandi aspettative, non sono riusciti a ritagliarsi un posto nella memoria collettiva. Edu Vargas, ad esempio, arrivò come attaccante con un ricco curriculum internazionale ma faticò a trovare continuità, collezionando presenze sporadiche e poche reti, tanto che molti tifosi oggi fanno fatica a ricordarne il contributo. Altri nomi come José Ernesto Sosa, Amin Younes o Vinicius Morais sono compagni di viaggio di questa lista di “fantasmi azzurri”: giocatori che sono passati dai radar dei tifosi e si sono poi persi nella storia, restando parte della lunga lista di volti che hanno indossato la maglia senza entrare nel mito

Il Napoli invisibile: calciatori Napoli e leggende dimenticate

Le storie dei calciatori Napoli meno conosciuti, vere leggende dimenticate del club azzurro, tra promesse spezzate, talenti silenziosi e volti del passato che hanno lasciato il segno.

Napoli, «I ragazzi non hanno paura del carcere, hanno paura di essere invisibili»

Napoli – Per dare un volto e una voce ai numeri drammatici del rapporto Dis(armati), ci siamo spostati alla periferia di Napoli. Abbiamo incontrato Antonio, un operatore sociale di strada che da quindici anni lavora nei quartieri “di frontiera”. Lo abbiamo intervistato in un bar poco distante da via Metastasio, proprio dove pochi giorni fa è bruciata l’auto dell’imprenditore vittima di racket.

Antonio, i dati dicono che nei primi sei mesi del 2025 ci sono stati 27 minori denunciati per omicidio. Tu che sei in strada ogni giorno, come spieghi questa accelerazione della violenza?

«Quello che vedete nei dati è solo l’eruzione del vulcano. Sotto c’è un magma di solitudine che bolle da anni. Oggi un ragazzino di 14 anni non vede la violenza come un crimine, ma come un linguaggio. Se non hai parole per esprimere il tuo disagio, se non hai un posto dove sentirti qualcuno, allora una pistola o un coltello diventano il tuo “biglietto da visita”. Questi 27 casi sono il fallimento non dei ragazzi, ma di tutto il sistema che sta loro intorno.»

Il rapporto parla di “arruolamento a basso costo” da parte dei clan. Come avviene questo aggancio?

«È un marketing spietato. Il clan offre quello che lo Stato non dà: senso di appartenenza, protezione (falsa, ovviamente) e soldi subito. Per un quattordicenne, vedere il “capo” del quartiere con l’auto di lusso e le scarpe da mille euro è più seducente di un percorso scolastico che non gli garantisce nulla. I clan sanno che un minore rischia meno a livello penale, quindi li usano come carne da cannone per le “stese” o per le estorsioni. Sono soldati usa e getta.»

Si parla molto dell’approccio punitivo, come il Decreto Caivano. Sta funzionando?

«Il carcere da solo è un’università del crimine. Se prendi un ragazzino che ha commesso un errore, lo chiudi in una cella per mesi senza un progetto educativo serio e poi lo rimetti nello stesso vicolo di prima, cosa pensi che succeda? Tornerà in strada con più rabbia e più contatti criminali. Il controllo serve, certo, ma la punizione senza riabilitazione è solo un modo per lavarsi la coscienza collettiva.»

Cosa manca davvero in questi quartieri per invertire la rotta?

«Mancano gli spazi di libertà. Se l’unico posto dove un giovane può aggregarsi è la piazza di spaccio, vincerà sempre la malavita. Servirebbero:

Scuole aperte fino a sera: Non solo per lezioni, ma per sport, teatro, musica.

Educatori di strada pagati degnamente: Non possiamo basarci solo sul volontariato.

Opportunità di lavoro vero: Molti di questi ragazzi sono geniali, hanno un’intraprendenza incredibile. Se quella genialità venisse canalizzata legalmente, avremmo dei futuri manager, non dei futuri detenuti.»

C’è un episodio recente che ti ha colpito particolarmente?

«Pochi giorni fa un ragazzino mi ha detto: “Antonio, io non ho paura di morire a 20 anni, ho paura di vivere come mio padre per 80 anni senza mai avere niente”. È questa la vera emergenza: la mancanza di speranza. La violenza è il loro modo per dire “io esisto”.»

Se potessi parlare ai decisori politici in questo momento, cosa chiederesti?

«Di smetterla di gestire Napoli come un’eterna emergenza. Servono investimenti strutturali sui giovani, non solo pattuglie in più. Disarmare i ragazzi significa prima di tutto dare loro qualcosa in mano che non sia una pistola: un libro, un mestiere, una dignità.»

Il coccodrillo del Maschio Angioino: la strana leggenda del rettile che terrorizzava i prigionieri

Il Maschio Angioino, noto anche come Castel Nuovo, è uno dei simboli più celebri di Napoli e custodisce numerose storie misteriose legate ai suoi sotterranei. Tra queste, una delle più inquietanti è la leggenda del coccodrillo del Maschio Angioino, un rettile che secondo la tradizione avrebbe terrorizzato e ucciso i prigionieri rinchiusi nelle segrete del castello.

Questa storia, tramandata nei secoli e riportata anche da storici e cronisti locali, racconta di misteriose sparizioni nelle prigioni del castello e di una creatura proveniente dal mare che avrebbe trasformato una semplice cella in un luogo di morte e terrore. Ancora oggi la vicenda è una delle leggende più famose della tradizione napoletana.

La “fossa del coccodrillo” nei sotterranei del Maschio Angioino

Nei sotterranei del Maschio Angioino esistono due ambienti destinati in passato alla detenzione dei prigionieri: la prigione della congiura dei Baroni e la cosiddetta fossa del miglio, che in origine era un deposito di grano della corte aragonese. Con il tempo, però, questa stanza fu trasformata in una prigione destinata ai detenuti condannati alle pene più dure.

Proprio in questo luogo iniziò a diffondersi la leggenda del coccodrillo. Secondo il racconto popolare, diversi prigionieri rinchiusi nella fossa sparivano improvvisamente nel cuore della notte. Le guardie pensarono inizialmente a possibili fughe, ma presto si accorsero che la spiegazione era molto più inquietante.

Il mistero portò così alla nascita del nome con cui la prigione è conosciuta ancora oggi: “fossa del coccodrillo”.

Il rettile che trascinava i prigionieri in mare

La leggenda racconta che, dopo aver intensificato la sorveglianza, le guardie scoprirono finalmente la causa delle misteriose sparizioni. Da un’apertura nascosta nella parete della prigione, collegata al mare, sarebbe entrato un enorme coccodrillo. Il rettile afferrava i prigionieri per le gambe e li trascinava fuori dalla cella per poi divorarli.

Secondo alcune versioni della storia, l’animale sarebbe arrivato a Napoli seguendo una nave proveniente dall’Egitto. Dopo la scoperta della sua presenza, il coccodrillo sarebbe stato addirittura utilizzato come metodo di esecuzione: alcuni condannati venivano infatti gettati nella fossa per essere divorati dalla bestia senza lasciare tracce.

Il racconto contribuì ad alimentare la fama sinistra delle segrete del castello, già considerate tra i luoghi più temuti della città.

La fine del coccodrillo e il mistero della leggenda

Secondo la tradizione, la presenza del rettile nei sotterranei del Maschio Angioino non durò per sempre. Quando la situazione divenne insostenibile, le guardie decisero di ucciderlo utilizzando un’esca: una grande coscia di cavallo avvelenata. Il coccodrillo venne così eliminato e, secondo alcune fonti, il suo corpo fu impagliato ed esposto all’ingresso del castello come trofeo.

Ancora oggi gli storici discutono sulla veridicità di questa vicenda. Alcuni ritengono che possa trattarsi solo di una leggenda nata per spiegare le misteriose sparizioni dei prigionieri o per alimentare la fama terribile delle carceri del castello. Altri ipotizzano che un animale esotico possa davvero essere arrivato a Napoli tramite le rotte commerciali del Mediterraneo.

Qualunque sia la verità, la storia del coccodrillo del Maschio Angioino continua a esercitare un forte fascino su visitatori e appassionati di storia. Ancora oggi, passeggiando nei sotterranei del castello, è facile immaginare l’eco di questa antica leggenda che per secoli ha alimentato il mistero delle prigioni napoletane.

Iran, l’enigma Mojtaba Khamenei: il paradosso del potere ereditario e l’attentato israeliano

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L’Iran contemporaneo è contraddistinto da un perpetuo versus che vede come protagonisti da una parte i chierici (che “islamizzarono” l’esperienza rivoluzionaria che nel 1979 pose fine, dopo 38 anni, all’egemonia dello Shah Mohammad Reza Pahlavi) e dall’altra la classe militare.

Mojtaba Khamenei, terzo Rahbar (Leader della Rivoluzione, Guida suprema), nato nel 1969 in quel di Mashhad, ha saputo, nel corso del suo percorso esistenziale, coltivare rapporti estremamente proficui con entrambe le fazioni. E potendo egli vantare, da ben quattro lustri, un certo peso specifico in termini “sistemici”, è stato conseguentemente percepito come un candidato unificante.

Ma la sua nomina è innegabilmente figlia di un manifesto paradosso : la rivoluzione avutosi nel 1979 prendeva le mosse da un convinto rifiuto di qualsivoglia pratica di trasmissione ereditaria del potere.

Ragion per cui la figura dell’enigmatico Mojtaba Khamenei, figlio del precedente ayatollah Ali Khamenei, ad oggi, ispira un comprensibile scetticismo negli osservatori internazionali in virtù dei suoi contorni oscuri, indecifrabili. La guerra non ha risparmiato la sua consorte Zahra Haddad Adel. Lui, il 28 febbraio, è rimasto ferito in seguito ad un tentativo di assassinio di marca israeliana.

 Luca De Crescenzo

Napoli, follia in Corso Garibaldi: sfonda una vetrina con il monopattino e ruba due pistole. Arrestato 37enne

Napoli – Una serata di violenza e panico si è consumata ieri in Corso Garibaldi. Un uomo di 37 anni, di origini marocchine e irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato dalla Polizia di Stato dopo essersi reso protagonista di un furto rocambolesco e di una violenta aggressione ai danni degli agenti.

La “spaccata” con il monopattino

Tutto ha avuto inizio quando l’uomo ha deciso di assaltare un locale commerciale della zona. Usando un monopattino elettrico come un vero e proprio ariete, il 37enne ha mandato in frantumi la vetrina dell’attività.

Una volta all’interno, ha puntato dritto al bottino: due pistole e una confezione di cartucce. La dinamica dell’irruzione è stata successivamente confermata e ricostruita dagli investigatori grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.

Il faccia a faccia armato con gli agenti

La fuga, tuttavia, è durata poco. Durante un normale servizio di controllo del territorio, una volante del Commissariato Decumani ha notato l’uomo in strada. La scena che si è parata davanti ai poliziotti era allarmante: il 37enne, pistola alla mano, stava caricando l’arma con le cartucce appena rubate.

Alla vista delle divise, l’uomo non si è arreso. Al contrario, ha iniziato a inveire contro i poliziotti, tentando persino di estrarre la seconda pistola che portava con sé. L’intervento degli agenti è stato fulmineo. Ne è nata una violenta colluttazione, conclusasi con l’immobilizzazione del malvivente solo grazie all’intervento di una seconda pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine Campania, giunta in ausilio.

La furia nella volante e le accuse

Solo a questo punto i poliziotti hanno potuto accertare che le due armi rubate, seppur del tutto simili a quelle vere, erano in realtà pistole a salve. La furia dell’uomo, però, non si è placata con le manette. Una volta caricato sull’auto di servizio per essere condotto in commissariato, ha continuato a sferrare calci contro i finestrini e la paratia divisoria posteriore, danneggiando pesantemente la volante.

Il 37enne, già noto alle forze dell’ordine per reati simili, dovrà ora rispondere di una lunga lista di capi d’accusa: furto aggravato, danneggiamento di beni della Pubblica Amministrazione, minaccia aggravata, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

«L’Urlo, la Tela e la Luce»: la personale di Nadia Leo a Salerno

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Dal 13 al 27 marzo, la Sala Grande della Casa del Combattente — edificio storico affacciato sul lungomare Trieste e simbolo identitario della città di Salerno — ospiterà la mostra personale L’Urlo, la Tela e la Luce dell’artista salernitana Nadia Leo, già protagonista di nostri approfondimenti culturali.

Attraverso questo evento l’artista segna un’ altra importante tappa nel suo percorso creativo, orientato al Realismo Introspettivo: una ricerca che pone la tecnica al servizio dell’emozione trattenuta e concentra lo sguardo sull’indagine di sé. La mostra è curata da Angelina E. Di Gennaro I. e si inserisce nella più ampia progettualità di Limenart, realtà che promuove gli artisti del territorio durante tutto l’anno.

Nella serata inaugurale si potrà assistere all’espansione sensoriale della mostra. Venerdì 13 marzo il viaggio artistico nel Realismo Introspettivo culminerà in una performance multidisciplinare, anch’essa nata dall’estro della curatrice. Alle 22:00, le videoproiezioni di Elisabetta Fermo, il monologo recitato da Valentina del Regno, la danza di Francesca Napoli — liberamente ispirata dal contesto e accompagnata dalla regia sonora di Mattia Spagnuolo — daranno vita a una vera e propria immersione nel senso dell’arte espressa da Nadia Leo: un itinerario emotivo che avrà per protagonista il segno come verità, come gesto che scava e rivela.

Il pubblico sarà testimone del passaggio dal silenzio all’urlo della Banshee, iconica creatura della mitologia celtica che, rifiutando di nascondersi, lascerà esplodere tutta la sua forza. Un simbolo di emancipazione ed autodeterminazione.

A chiudere il cerchio sarà il rito delle Buste Rosse, il momento in cui la curatrice consegnerà agli artisti i pensieri espressi dai visitatori: parole come gesto di gratitudine, destinate a restare nella memoria di chi avrà reso viva e palpabile l’arte attraverso le emozioni. Un atto che ribadisce come l’osservatore sia parte attiva del processo creativo.

Nel mese tradizionalmente dedicato alle donne, alla loro forza e alla riflessione sulla condizione femminile, la personale di Nadia Leo si colloca in modo significativo nel panorama culturale cittadino. L’Urlo, la Tela e la Luce, infatti, è arte che racconta la donna quando sceglie di trasformare il silenzio in presenza, quando cerca la verità e dà forma all’emozione trattenuta. In questo percorso, l’arte diventa luce: rivelazione e possibilità, affermazione identitaria e consapevolezza.

Polveri di marmo disperse nell’aria, sequestrata azienda a Santa Maria la Carità

Un’azienda specializzata nella lavorazione del marmo è stata sequestrata a Santa Maria la Carità nell’ambito delle indagini legate all’inquinamento del fiume Sarno. Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti dell’unità speciale emergenza Sarno della Polizia metropolitana di Napoli su disposizione della Procura di Torre Annunziata.

Secondo quanto emerso dalle verifiche investigative, l’impresa disperdeva nell’atmosfera le polveri prodotte durante la lavorazione del marmo senza essere in possesso della necessaria autorizzazione regionale per le emissioni in aria. Le attività di controllo rientrano in un più ampio piano di indagini avviato per individuare e rimuovere le possibili fonti di inquinamento che incidono sul bacino del Sarno, uno dei fiumi più monitorati della Campania per le criticità ambientali che lo interessano.

I sigilli sono scattati nei confronti dell’impresa individuale Montuori Luigi, con sede proprio a Santa Maria la Carità. Oltre al capannone industriale, che si estende su una superficie di circa 240 metri quadrati, sono state sequestrate anche le attrezzature utilizzate per la lavorazione del marmo. Le indagini proseguono per accertare nel dettaglio le eventuali responsabilità e verificare l’impatto ambientale delle emissioni prodotte dall’attività.

Fatti un amico, al Teatro Totò la nuova commedia con Marco Lanzuise e Salvatore Turco

Prosegue la stagione teatrale del Teatro Totò, che nel fine settimana accoglie sul proprio palcoscenico la commedia “Fatti un amico”, interpretata da Marco Lanzuise e Salvatore Turco. Lo spettacolo andrà in scena da venerdì 13 a domenica 15 marzo, con una doppia replica prevista per la giornata di sabato.

La pièce è scritta a quattro mani dagli stessi protagonisti e diretta da Marco Lanzuise, mentre lo spazio scenico del teatro di via Foria è curato da Gaetano Liguori. I due attori tornano così davanti al pubblico con un nuovo progetto teatrale dopo i successi ottenuti negli ultimi anni con la saga di “The Mast”.

Per questa nuova avventura artistica Lanzuise e Turco scelgono di mettere momentaneamente da parte i personaggi del datore di lavoro e del suo impiegato che li hanno resi popolari, per cimentarsi in una commedia costruita su una comicità brillante e dinamica.

Lo spettacolo si sviluppa attraverso un racconto teatrale ricco di ritmo e ironia, dove situazioni paradossali, improvvisi ribaltamenti e momenti di riflessione si alternano con naturalezza. La narrazione tocca temi attuali e quotidiani, mantenendo però quel legame con la tradizione comica partenopea che continua a conquistare il pubblico.

Al centro della storia c’è una domanda semplice ma carica di significato: perché farsi un amico? La risposta prende forma direttamente sul palco, tra gag, battute e momenti di comicità che invitano gli spettatori a riconoscersi nelle debolezze e nelle piccole verità dell’animo umano.

Esplosione al bancomat della Bper nell’Avellinese, assalto con la tecnica della marmotta

Nuovo assalto a un bancomat in provincia di Avellino. L’ultimo episodio si è verificato poco dopo le sei del mattino a Vallata, dove un gruppo di malviventi ha fatto esplodere lo sportello Atm della filiale Bper utilizzando la cosiddetta tecnica della marmotta.

L’esplosione ha colpito lo sportello automatico situato lungo corso Kennedy. Sul posto sono intervenuti rapidamente i carabinieri e i vigili del fuoco per mettere in sicurezza l’area e avviare le verifiche dopo il violento boato che ha svegliato i residenti della zona.

Durante i controlli gli operatori hanno rinvenuto anche un secondo ordigno artigianale inesploso nelle vicinanze dell’Atm. Per motivi di sicurezza la zona è stata immediatamente isolata in attesa dell’arrivo degli artificieri dell’Arma incaricati di disinnescare la carica.

L’esplosione ha provocato diversi danni alla struttura che ospita la filiale bancaria. Al momento non è ancora stato quantificato il bottino che i banditi potrebbero essere riusciti a portare via prima della fuga. Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri, che stanno raccogliendo elementi utili per ricostruire la dinamica dell’assalto e risalire all’identità dei responsabili.

Gragnano, incendia i vestiti della compagna e li lancia dal balcone: distrutta un’auto. Arrestato 34enne

Gragnano – Una nuova vita in grembo e la lama di un coltello puntata contro il volto. È la notte di terrore vissuta da una donna di 34 anni a Gragnano, vittima dell’ennesimo episodio di violenza domestica consumato tra le mura di casa.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo non avrebbe accettato la decisione della compagna di interrompere la relazione, segnata – secondo la vittima – da continui insulti e aggressioni. Una scelta che avrebbe scatenato la furia del 34enne.

L’aggressione in casa

Erano da poco passate l’una quando la situazione è precipitata. La donna è stata costretta con le spalle al muro mentre il compagno la colpiva con calci e la minacciava brandendo un coltello da macellaio.

In quei momenti drammatici, la 34enne – incinta da circa due mesi – si è ritrovata con una mano stretta al collo, mentre l’uomo continuava a intimidire e insultare.

Cacciata di casa in pigiama

Dopo l’aggressione, l’uomo avrebbe costretto la compagna a lasciare l’abitazione. La donna è stata cacciata fuori in piena notte, ancora in pigiama e ciabatte.

Dal balcone sono stati lanciati i suoi effetti personali: vestiti e una valigia gettati in strada. Alcuni indumenti, però, sono stati prima cosparsi di alcol e poi dati alle fiamme.

L’incendio e l’auto distrutta

I panni incendiati sono stati lanciati dal balcone e le fiamme hanno finito per coinvolgere e distruggere l’auto di una persona completamente estranea alla vicenda.

L’allarme è stato lanciato al 112 e sul posto sono intervenuti in pochi minuti i carabinieri della stazione di Gragnano.

I militari hanno bloccato il 34enne, che è stato arrestato. Dovrà rispondere delle accuse di maltrattamenti in famiglia, minaccia aggravata e danneggiamento seguito da incendio.

La donna, nonostante la violenza subita, non ha riportato lesioni.