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Piscinola, sequestrato autolavaggio abusivo: denunciato il titolare

Un autolavaggio completamente abusivo è stato sequestrato a Piscinola nel corso di un’operazione congiunta delle forze dell’ordine e degli enti di controllo ambientale. L’intervento rientra in una più ampia attività di monitoraggio del territorio finalizzata a contrastare le attività irregolari con impatto sull’ambiente.

In azione il personale della Polizia locale di Napoli, con gli agenti dell’Unità operativa Scampia e del reparto Investigativa ambientale ed Emergenze sociali, affiancati dai carabinieri della stazione di Marianella e da un funzionario dell’Arpac. Gli accertamenti hanno portato a interrompere l’attività dell’impianto, risultato privo delle autorizzazioni necessarie per operare nel rispetto della normativa ambientale.

Secondo quanto emerso dai controlli, il titolare non era in possesso dell’Autorizzazione Unica Ambientale per lo scarico delle acque reflue. Sono state inoltre riscontrate irregolarità legate allo scarico non autorizzato e alla gestione illecita dei rifiuti prodotti dall’attività. Per queste violazioni l’uomo è stato denunciato all’Autorità giudiziaria. Nel corso dell’operazione sono state anche elevate diverse sanzioni amministrative.

Genoa, De Rossi: «Napoli top in Italia, ma nel nostro fortino tutto può succedere»

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«Mercato? Sono soddisfatto», dichiara Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, in vista della sfida con il Napoli, in programma sabato al Ferraris. «Al di là di non aver perso nessun big, sono contento di aver inserito giocatori di qualità e con caratteristiche che avevo richiesto. Questi giorni di lavoro post mercato sono stati intensissimi e con il giusto entusiasmo. Ho trovato un gruppo ben unito e amalgamato. E mi è piaciuto lavorare con loro, peraltro sui campi nuovi appena rifatti. Soprattutto ho visto un’atmosfera che mi è piaciuta molto».

Il tecnico rossoblù non sottovaluta l’avversario: «Penso che con la rosa al completo il Napoli possa essere la prima o al massimo la seconda squadra di questo campionato. Sono allenati dall’allenatore più vincente degli ultimi anni in Italia e non solo. Non penso di trovare mai un Napoli un po’ più spento, si sono già risollevati dall’eliminazione in Champions». De Rossi analizza i punti di forza degli azzurri: «Hanno sicuramente assenze che li condizionano nell’ampiezza della rosa, ma se guardi i primi 11 sappiamo già che sarà una gara difficile e fisica. Sarà importante farsi trovare pronti e non farci cogliere di sorprese dagli inserimenti di McTominay o dai lanci in profondità per Hojlund».

Nonostante l’ostacolo imponente, il tecnico mette in guardia: «Sono più forti di noi, ma dentro il nostro fortino tutto può succedere». Tra le novità più attese spicca l’esordio di Alexsandro Amorim: «Un giocatore di grandi qualità che ha subito messo in mostra. Conosce i tempi di gioco ed ha tanta personalità. L’ho preso per fare il play perché cercavamo un play con queste caratteristiche».

Villa Sora a Torre del Greco: emergono nuovi ambienti e decorazioni dall’eruzione del 79 d.C.

Dopo oltre trent’anni dalle ultime ricerche sistematiche, Villa Sora, nel comune di Torre del Greco, torna a offrire nuovi spunti sulla vita e sull’architettura di una delle più importanti ville marittime del Golfo di Napoli. Le indagini archeologiche avviate nel novembre 2025 dal Parco archeologico di Ercolano stanno restituendo ambienti finora inesplorati e preziosi apparati decorativi, suggerendo una storia complessa interrotta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Le nuove ricerche si sono concentrate sul fronte nord-orientale della villa, dove un ambiente di appena dieci metri quadrati ha restituito pareti decorate con fondo scuro, fasce in rosso cinabro, aironi attorno a un candelabro dorato e un soffitto ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche, tra cui grifi e un centauro in movimento. Frammenti di capitelli in marmo bianco, ciste in piombo finemente decorate e altri elementi architettonici indicano chiaramente l’esistenza di un cantiere attivo al momento della catastrofe, trasformando la stanza in un deposito di materiali destinati a interventi edilizi in corso.

La lettura stratigrafica ha permesso di ricostruire la sequenza degli eventi distruttivi, mostrando l’impatto violento delle colate piroclastiche che provocarono il crollo delle coperture, dei soffitti e delle pareti. L’edificio, costruito intorno alla metà del I secolo a.C. e successivamente ampliato, si estendeva per circa 150 metri lungo la costa, con terrazze digradanti verso il mare e spazi residenziali e di rappresentanza di grande raffinatezza.

«I risultati dello scavo confermano quanto la ricerca archeologica sia essenziale per comprendere il passato – commenta Massimo Osanna, Direttore generale Musei –. Le nuove evidenze restituiscono dettagli concreti della vita quotidiana e dei lavori in corso nella villa, fornendo basi solide per la valorizzazione del sito e per raccontarne la storia in modo più articolato al pubblico». L’intervento rientra nella Campagna nazionale di scavi archeologici promossa dalla Direzione generale Musei, rafforzata nel 2025 da uno stanziamento di 4,8 milioni di euro, di cui 150.000 destinati a Villa Sora.

Imperiale, il boss dei Van Gogh, condannato a 22 anni: la Corte d’Appello riscrive la sentenza

Napoli – È una sentenza che pesa come un macigno quella pronunciata dalla seconda sezione penale della Corte di Appello di Napoli nei confronti di Raffaele Imperiale, uno dei più potenti narcotrafficanti italiani dell’ultimo ventennio, figura centrale del traffico internazionale di droga tra Sud America ed Europa, per anni intoccabile e protetto da una latitanza dorata negli Emirati Arabi Uniti.

I giudici di secondo grado hanno aumentato la pena inflitta in primo grado, condannandolo a 22 anni e 20 giorni di reclusione, riconoscendone il ruolo apicale di promotore, organizzatore, direttore e finanziatore di un’associazione a delinquere transnazionale dedita all’importazione di enormi quantitativi di stupefacenti.

Dal clan Amato-Pagano al narcotraffico globale

Originario di Castellammare di Stabia e storicamente vicino al clan Amato-Pagano, Imperiale ha progressivamente superato i confini della camorra tradizionale, trasformandosi in un broker internazionale della droga, capace di dialogare con cartelli sudamericani, intermediari europei e gruppi criminali di primo piano.

Cocaina soprattutto, ma anche hashish e marijuana in quantità industriali, movimentate attraverso rotte complesse e una rete logistica sofisticata, che faceva perno su porti strategici e su una struttura finanziaria in grado di riciclare milioni di euro.

La latitanza dorata a Dubai

Per anni Imperiale ha vissuto indisturbato a Dubai, simbolo di una latitanza “di lusso” che gli consentiva di continuare a dirigere i traffici senza mai esporsi in prima persona. Ville, yacht, disponibilità economiche pressoché illimitate e, soprattutto, una distanza fisica dall’Italia che sembrava renderlo irraggiungibile.

Eppure, da quella distanza, il boss continuava a impartire ordini e a controllare le spedizioni grazie a telefoni criptati Sky-Ecc ed EncroChat, strumenti ritenuti inviolabili e divenuti poi una delle chiavi investigative più importanti. Nelle chat, Imperiale si muoveva con il nickname “Opentiger”, coordinando uomini e carichi come un manager del crimine globale.

I Van Gogh e il patto con lo Stato

Il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, aveva già restituito l’immagine di un imputato fuori scala. Il 10 luglio 2024, davanti al gup Maria Luisa Miranda (pm Maurizio De Marco), Imperiale era stato condannato a 15 anni e 8 mesi, ma il dibattimento aveva riservato un colpo di scena rarissimo per la cronaca giudiziaria.

Divenuto collaboratore di giustizia, Imperiale aveva consegnato allo Stato due capolavori di Vincent Van Gogh, rubati anni prima e poi restituiti al museo di Amsterdam, guadagnandosi definitivamente il soprannome di “boss dei Van Gogh”. Non solo: aveva messo a disposizione delle autorità italiane un’isola al largo di Dubai, segno di una collaborazione che andava oltre la semplice ammissione di responsabilità.

La decisione dell’Appello

Nonostante la collaborazione, la Corte d’Appello ha ritenuto la pena di primo grado non adeguata alla reale portata criminale dell’organizzazione, aumentando sensibilmente la condanna e ribadendo la centralità assoluta di Imperiale nel sistema del narcotraffico internazionale.

Una decisione che si inserisce in un filone giudiziario più ampio, che negli ultimi anni ha ridisegnato le gerarchie del traffico di droga legato alla camorra, mettendo in luce figure capaci di muoversi su scala globale, ben oltre i confini dei clan storici.

Le condanne:

Raffaele Imperiale – 22 anni e 20 giorni

Mario Simeoli – 15 anni e 8 mesi

Daniele Ursini – 15 anni e 4 mesi

Marco Liguori – 14 anni e 4 mesi

Fortunato Murolo – 14 anni

Bruno Carbone – 12 anni (pena definitiva per mancato appello)

Marco Panetta – 12 anni

Ciro Gallo – 11 anni

Luca Albino – 10 anni

Antonio De Dominicis – 9 anni e 6 mesi (più multa di oltre 94mila euro)

Antonio Cerullo – 8 anni

Antonio Puzella – 7 anni e 6 mesi

Girolamo Lucà – 7 anni

Giuseppe Gentile – 6 anni e 4 mesi

Corrado Genovese – 5 anni e 4 mesi

Gianmarco Cerrone – 4 anni e 8 mesi

Il conto finale della maxi-inchiesta

Il bilancio complessivo del processo è pesantissimo: 174 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione inflitti complessivamente agli imputati.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, ma il verdetto è già destinato a diventare un punto fermo nella storia giudiziaria del narcotraffico internazionale legato alla camorra.

Napoli, stretta su taxi e NCC abusivi: quattro autisti senza autorizzazioni

Giro di vite contro il trasporto passeggeri abusivo a Napoli, dove la Polizia locale ha messo nel mirino taxi e noleggio con conducente irregolari nelle zone a maggiore afflusso turistico. L’operazione è stata condotta dal Gruppo intervento territoriale, che ha concentrato i controlli tra piazza Garibaldi e l’area dell’aeroporto di Capodichino.

Gli agenti, entrati in azione anche in abiti civili, hanno individuato quattro conducenti che stavano svolgendo attività di trasporto professionale di persone senza le necessarie autorizzazioni. Un fenomeno che, secondo quanto spiegato in una nota, sarebbe in crescita anche grazie a offerte promosse attraverso i social network e materiale pubblicitario diffuso sul territorio.

Nel corso delle verifiche sono state contestate complessivamente undici violazioni al Codice della strada. Tra queste figurano l’esercizio abusivo del servizio taxi o NCC senza licenza, la mancata esibizione dei documenti di guida e di circolazione, l’omessa revisione periodica dei veicoli, l’inosservanza delle prescrizioni legate a precedenti sequestri e la circolazione in aree soggette a limitazioni ambientali.

Per tutti e quattro i conducenti è scattato il sequestro amministrativo del veicolo, insieme alla sospensione della patente di guida e al ritiro della carta di circolazione. I controlli, fanno sapere dal comando, proseguiranno anche nelle prossime settimane, con particolare attenzione ai punti nevralgici della mobilità cittadina e ai flussi legati al turismo.

Trentola Ducenta, arrestato 36enne: deve scontare 2 anni per maltrattamenti in famiglia

I Carabinieri della Stazione di Trentola Ducenta hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un uomo di 36 anni, residente in città, condannato in via definitiva a due anni di reclusione per maltrattamenti contro familiari conviventi e lesioni personali. Il provvedimento è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.

L’intervento è scattato nella mattinata, nell’ambito delle attività di controllo e di esecuzione dei provvedimenti disposti dall’Autorità giudiziaria. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato rintracciato e arrestato dai militari dell’Arma senza particolari criticità.

I fatti per i quali è arrivata la condanna si riferiscono a episodi avvenuti nel territorio di Carinaro, in un arco temporale compreso tra il 2016 e il 2019. Al termine delle formalità di rito, il 36enne è stato condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove resterà a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.

Napoli, via alla riqualificazione del Centro Direzionale: primo ok da 1,3 milioni

Prende ufficialmente forma il grande piano di riqualificazione del Centro Direzionale di Napoli. La Giunta comunale, su proposta del sindaco Gaetano Manfredi e della vicesindaca con delega all’Urbanistica Laura Lieto, ha approvato in linea tecnica il Documento di Indirizzo alla Progettazione, atto che segna l’avvio della strategia complessiva di rilancio di una delle aree più strategiche e allo stesso tempo più problematiche della città.

Il primo passo concreto riguarda la riqualificazione dei sistemi di risalita, per un importo di un milione e 310mila euro interamente finanziato attraverso mutui della Banca Europea per gli Investimenti. Si tratta di un intervento considerato prioritario perché punta a rendere nuovamente efficienti e sicuri i collegamenti verticali tra i diversi livelli del complesso, oggi spesso percepiti come poco funzionali e in alcuni casi in stato di evidente degrado.

Ma l’operazione non si ferma qui. Il documento approvato delinea un programma ben più ampio, con un valore stimato di circa 80 milioni di euro, che punta a ridisegnare il volto del Centro Direzionale trasformandolo in una vera polarità urbana, più attrattiva, vivibile e sostenibile. L’obiettivo è superare l’immagine di quartiere isolato, frequentato quasi esclusivamente negli orari d’ufficio, per integrarlo pienamente nel tessuto cittadino.

Il piano prevede un profondo restyling delle strutture esistenti, a partire dai blocchi di risalita e dalle pensiline, insieme a un’importante opera di riqualificazione di strade e parcheggi. Grande attenzione sarà riservata anche al verde e alla gestione delle acque, con interventi pensati per aumentare le aree verdi di prossimità e migliorare la sostenibilità ambientale dell’intero comparto. Non mancheranno lavori sulle pavimentazioni e sull’arredo urbano, oltre alla creazione di nuovi accessi pedonali e al potenziamento dei sistemi di sicurezza, anche attraverso varchi controllati e telecamere.

La visione dell’amministrazione è chiara: ridurre i consumi energetici, favorire la mobilità pedonale e ciclabile e connettere meglio il Centro Direzionale con il resto della città, anche grazie all’integrazione con la nuova stazione della Linea 1 della metropolitana. Una trasformazione che punta a cambiare radicalmente la percezione dell’area, rendendola non solo un distretto di uffici, ma un luogo urbano vivo, accessibile e sicuro.

«Con questo provvedimento diamo il via a una trasformazione profonda e necessaria di uno dei nodi nevralgici della nostra città. Il Centro Direzionale non deve più essere percepito come un’isola staccata dal contesto urbano, ma come un quartiere vitale, sicuro e accessibile», ha commentato la vicesindaca Laura Lieto, sottolineando la portata strategica dell’intervento.

Napoli, omicidio di Jlenia Musella: il fratello ha detto la verità?

Napoli – È una corsa contro il tempo e contro i dubbi quella che stanno affrontando gli inquirenti per ricostruire gli ultimi istanti di vita di Jlenia Musella, la 22enne uccisa a Napoli dal fratello Giuseppe.

La giornata di domani, venerdì 6 febbraio, segnerà uno snodo fondamentale nell’inchiesta: sono previsti sia l’udienza di convalida del fermo che il conferimento dell’incarico per l’autopsia. L’obiettivo della Procura è uno solo: capire se il 28enne ha detto tutta la verità.

Il giallo della dinamica: coltello lanciato o fendente ravvicinato?

Al centro delle verifiche c’è la dinamica esatta del delitto, che presenta punti ancora oscuri rispetto alla confessione resa dall’indagato. Giuseppe Musella ha dichiarato di aver lanciato il coltello da cucina da una distanza di circa otto metri, colpendo fortuitamente la sorella alla schiena.

Una versione che gli investigatori vogliono verificare con estremo rigore scientifico. L’autopsia sarà determinante per stabilire se la profondità e l’angolazione della ferita siano compatibili con un lancio da quella distanza o se, come si sospetta, l’uomo impugnasse l’arma quando ha colpito Jlenia. La traiettoria della lama racconterà se si è trattato di un gesto d’impeto a distanza o di un’aggressione ravvicinata.

La lite per il cane e le verifiche sull’animale

Sotto la lente d’ingrandimento c’è anche il movente, scaturito da un contesto di quotidianità stravolta. Secondo il racconto del fratello, la lite sarebbe esplosa a causa del cagnolino di casa, a cui Giuseppe è legatissimo. L’animale avrebbe fatto i bisogni sul divano, scatenando la rabbia di Jlenia che avrebbe sferrato un calcio alla bestiola.

Anche su questo dettaglio, apparentemente marginale ma centrale per il movente, verranno effettuati accertamenti. Gli inquirenti verificheranno se sul cane siano presenti segni di percosse compatibili con il calcio raccontato da Giuseppe nelle sue dichiarazioni confessorie in Questura. Un dettaglio che serve a pesare la credibilità complessiva del racconto dell’indagato.

L’iter giudiziario: dalla “Fasce Deboli” alla difesa

Intanto la macchina della giustizia avanza veloce. Il fascicolo, inizialmente aperto dal pm Ciro Capasso che ha emesso il decreto di fermo per omicidio volontario aggravato, è confluito alla IV Sezione della Procura di Napoli (“Fasce deboli”), coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone.

Domani si terrà l’udienza di convalida davanti al GIP. Subito dopo, verrà conferito l’incarico al medico legale per l’esame autoptico. A tutte le operazioni peritali assisterà anche un consulente di parte nominato dall’avvocato Andrea Fabbozzo, difensore di Giuseppe Musella, per garantire il pieno contraddittorio in questa fase delicatissima delle indagini.

Nuova ondata di maltempo in arrivo: allerta gialla da stanotte in Campania

Napoli – Una nuova perturbazione si prepara a colpire la Campania. La Protezione Civile regionale ha diramato un’allerta meteo di livello giallo, valida dalle 00:00 di questa notte e per le successive 24 ore. Sul territorio è atteso un peggioramento con precipitazioni diffuse, venti sostenuti e mare agitato, con possibili ripercussioni al suolo.

L’avviso prevede sull’intera regione precipitazioni sparse, che nella prima parte della giornata potranno assumere carattere di rovescio o isolato temporale, anche di moderata intensità. I venti saranno da sud-ovest, localmente forti, con possibili raffiche.

La mareggiata è un altro elemento di criticità. Il mare sarà agitato, con possibili mareggiate lungo i litorali maggiormente esposti alla forza dei venti sudoccidentali, con rischi per le coste.

La Protezione Civile elenca una serie di possibili effetti derivanti dall’intenso fenomeno atmosferico. Tra i principali:

Allagamenti e ruscellamento: possibili allagamenti di locali interrati e al piano terra, scorrimento delle acque sulle strade e criticità nei sistemi di smaltimento delle acque piovane.

Piene dei corsi d’acqua: possibile innalzamento repentino dei livelli dei fiumi, con rischio di esondazione nelle aree limitrofe, anche per criticità locali.

Dissesto idrogeologico: a causa dei terreni saturi d’acqua, non sono esclusi fenomeni franosi e cadute massi in più zone del territorio regionale, soprattutto nelle aree più fragili.
L’invito alle autorità locali e alla popolazione è di osservare la massima cautela, prestare attenzione agli aggiornamenti e seguire le indicazioni delle autorità di protezione civile.

Napoli, crollano pannelli al liceo Genovesi: paura tra gli studenti

Preoccupazione al liceo classico “Antonio Genovesi”, in Piazza del Gesù, nel centro storico di Napoli. Secondo segnalazioni arrivate da studenti e familiari, negli ultimi giorni, in concomitanza con le piogge, al terzo piano dell’edificio si sarebbero verificati distacchi e crolli di pannelli dal soffitto, con cadute nell’area dei banchi e conseguenti timori per la sicurezza durante le lezioni.

“Quando piove si staccano i pannelli”

A raccogliere e rilanciare la denuncia è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che riferisce il contenuto di un messaggio ricevuto da uno studente: “Abbiamo paura a stare in classe.

Quando piove, i pannelli si staccano. Il preside ci ha risposto che non può fare altro che applicare una guaina liquida, ma intanto ci fa restare in aula con il rischio che qualcosa ci cada in testa”.

Una preoccupazione che, sempre secondo quanto riportato, viene condivisa anche dai familiari degli studenti, che chiedono interventi urgenti e risolutivi per evitare ulteriori cedimenti.

La posizione di Borrelli: “Sicurezza priorità assoluta”

“È inaccettabile che in una scuola del centro storico di Napoli, un’eccellenza come il Genovesi, si debba convivere con il rischio di crolli ogni volta che cade un po’ d’acqua”, dichiara Borrelli. “La sicurezza degli studenti e del personale scolastico deve essere la priorità assoluta, non un optional da gestire con soluzioni di fortuna”.

“Se un’aula è inagibile, va chiusa”

Il deputato sollecita un sopralluogo e misure immediate: “Non aspetteremo che accada un guaio serio per intervenire. Chi gestisce l’edilizia scolastica deve uscire dagli uffici e venire a vedere in che condizioni studiano i nostri ragazzi. Se un’aula è inagibile, va chiusa e messa in sicurezza, non si può sperare nella fortuna”.

Gomorra – Le origini: scocca l’ora della resa dei conti. Domani il gran finale del prequel su Sky

Roma– Lealtà messe a dura prova, sogni che si infrangono contro la realtà del marciapiede e un destino che sembra ormai scritto col sangue. Domani, venerdì 6 febbraio, cala il sipario su Gomorra – Le origini, la serie Sky Original prodotta da Sky Studios e Cattleya che ha raccontato la genesi del mito criminale creato da Roberto Saviano. L’attesissimo finale di stagione sarà disponibile in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

Pietro e la scelta definitiva

Al centro dell’ultimo atto troviamo un giovanissimo Pietro Savastano (interpretato da Luca Lubrano) sospeso tra il desiderio di un futuro con la sua Imma e la violenza del mondo a cui ha scelto di appartenere.

La trama si infittisce quando Angelo ‘A Sirena subisce un attacco devastante: accecato dal desiderio di vendetta, Angelo cercherà un alleato improbabile, ma il fallimento del suo piano costringerà Pietro a una scelta drammatica per salvargli la vita. Nel frattempo, nell’ombra, ‘O Paisano muove l’ultima pedina di una strategia volta a scardinare i vecchi equilibri della camorra.

La perdita dell’innocenza in una Napoli che cambia

Più che un semplice crime drama, questa serie ha rappresentato un viaggio nella “perdita dell’innocenza”. Il racconto ci riporta indietro negli anni in cui Pietro non era ancora il boss temuto di Secondigliano, ma un ragazzo spinto da ambizioni troppo grandi e travolto da un amore folle per Imma (Tullia Venezia).

Sullo sfondo, una Napoli in piena trasformazione: quella povera e polverosa del contrabbando di sigarette, ignara che di lì a poco l’arrivo dell’eroina avrebbe cambiato per sempre il volto della criminalità organizzata.

Un cast di volti nuovi guidati da Marco D’Amore

Il progetto ha visto il ritorno di un pilastro della saga: Marco D’Amore. L’indimenticabile Ciro Di Marzio ha vestito qui i panni di supervisore artistico, co-sceneggiatore e regista dei primi quattro episodi, lasciando poi il testimone a Francesco Ghiaccio per il gran finale.

Il successo della serie poggia anche su un cast di giovani talenti e caratteristi di spessore: da Francesco Pellegrino (Angelo) a Flavio Furno (‘O Paisano), fino alla toccante interpretazione di Fabiola Balestriere nel ruolo di una giovane Annalisa Magliocca, destinata a diventare la spietata “Scianel”. Insieme a loro, una folla di comprimari che restituisce l’immagine di un’intera generazione “mangiata” dalla strada.

Un successo internazionale

Nata dalla penna di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e dello stesso Roberto Saviano, Gomorra – Le origini segue le orme della “serie madre”, capace di conquistare il pubblico in oltre 190 territori. Con questo finale, il cerchio si chiude, svelando le radici profonde di un male che ha segnato la storia della serialità televisiva italiana e internazionale.

Agguato ad Arzano, il Prefetto dispone controlli rafforzati

Un nuovo episodio di violenza ha scosso Arzano nella serata di ieri, quando due persone a bordo di un’automobile sono state affiancate da un altro veicolo dal quale sono partiti diversi colpi di pistola.

Il bilancio è drammatico: una vittima e un ferito grave. L’agguato, avvenuto in pieno centro abitato, riaccende i riflettori sulla sicurezza nell’area a nord di Napoli.

La risposta della Prefettura

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha condannato fermamente l’accaduto e ha disposto immediate misure di contrasto. In una nota ufficiale, la Prefettura ha annunciato un rafforzamento dei controlli mirati nell’intera zona di Arzano e nei comuni limitrofi, con un’intensificazione della presenza delle Forze dell’ordine sul territorio.

“Particolare attenzione sarà riservata all’area attraverso controlli che saranno ulteriormente potenziati”, si legge nel comunicato della Prefettura, che sottolinea la volontà di garantire la sicurezza dei cittadini e di contrastare ogni forma di illegalità.

Istituzioni vicine al territorio

Il Prefetto ha evidenziato la necessità di una presenza costante delle Forze di polizia per aumentare la percezione della vicinanza istituzionale alla popolazione e alle amministrazioni locali. L’obiettivo è duplice: monitorare capillarmente il territorio e prevenire nuovi episodi criminosi.

La vicenda sarà approfondita nel corso di un prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove verranno definite ulteriori strategie di contrasto alla criminalità nell’area nord di Napoli.

Castel Volturno, blitz antidroga al Royal Residence: tre giovani denunciati

Castel Volturno – Nuovo colpo allo spaccio nella problematica area di Pinetamare. I Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno denunciato a piede libero tre giovani, di età compresa tra i 21 e i 28 anni, sorpresi con una consistente quantità di stupefacenti già pronti per la vendita all’interno del complesso residenziale “Royal Residence”.

L’intervento è scattato dopo un’attenta attività di osservazione e pedinamento condotta dai militari dell’Arma. Una volta acquisiti elementi sufficienti, i Carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento di uno dei tre soggetti – già noto alle forze dell’ordine – trovandovi anche un 21enne con precedenti specifici.

La perquisizione domiciliare ha permesso di scoprire e sequestrare diverse dosi preconfezionate di crack, cocaina, marijuana e hashish, per un peso complessivo superiore ai 40 grammi. Insieme alla droga, i militari hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 1.050 euro in contanti, ritenuti provento diretto dell’attività illecita di spaccio.

Al termine degli accertamenti i tre giovani – tutti residenti nella zona o nelle immediate vicinanze – sono stati deferiti in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria con l’accusa di produzione, detenzione ai fini di spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione conferma l’impegno costante dei Carabinieri nel contrasto al traffico di droga a Castel Volturno, area più volte finita al centro di indagini per la presenza di piazze di spaccio organizzate, come dimostrato dalle recenti maxi-inchieste che hanno coinvolto proprio il “Royal Residence” e altre strutture del litorale domitio.Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con reti più strutturate e per identificare altri soggetti coinvolti nella filiera dello smercio.

Barra blindata dalla Polizia di Stato: 54 identificati e un veicolo sequestrato

L’intensificazione dei servizi predisposti dalla Questura di Napoli ha interessato ieri il quartiere Barra, con un’ampia operazione di controllo del territorio. Nel corso dell’attività, coordinata dal Commissariato San Giovanni – Barra, sono stati impiegati personale della Polizia di Stato, il Reparto Prevenzione Crimine Campania e gli equipaggi dei Nibbio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

Durante il servizio straordinario, gli agenti hanno proceduto all’identificazione di 54 persone, di cui 10 con precedenti di polizia. Sono stati inoltre controllati 28 veicoli: uno è stato sottoposto a sequestro amministrativo, mentre sono state contestate 5 violazioni al Codice della Strada.

Vergara: «La maglia azzurra non pesa. Gioco per la mia gente»

Napoli – «Io non sento il peso della maglia azzurra: gioco per la mia gente». Antonio Vergara si racconta ai microfoni di Radio CRC, emittente partner della SSC Napoli, mostrando personalità e attaccamento ai colori azzurri. Un legame forte con la tifoseria, che per il giovane attaccante rappresenta una spinta decisiva: «I tifosi per noi fanno davvero la differenza».

L’emozione dei primi gol

Vergara ripercorre anche i momenti più significativi della sua stagione, a partire dalle prime reti segnate. «Dedicare il primo gol? Non ci ho pensato, ero solo felice», spiega. Il riferimento è alla prima marcatura con il Chelsea, arrivata quasi a sorpresa: «È stato inaspettato anche per me, dalle foto si vede che la mia faccia era incredula».

Diverso il sapore del secondo gol, realizzato contro la Fiorentina: «Quello lo dedico a tutto lo stadio e a chi era lì ad esultare con me. È stato ancora più bello perché abbiamo vinto».

Gli idoli e l’esempio di Zielinski

Sul piano dei modelli calcistici, Vergara non ha dubbi: «Il mio idolo è sempre stato Messi». Ma crescendo, l’attenzione si è spostata anche su chi ha vestito la sua stessa maglia: «Quando mi allenavo con la prima squadra del Napoli mi è sempre piaciuto Piotr Zielinski. Era bello da vedere: stop di tacco a seguire, sembravano giocate conosciute a memoria, eppure riusciva sempre a sfuggire agli avversari. Un giocatore fortissimo».

Il ruolo e il lavoro con Conte

Quanto alla sua collocazione in campo, l’attaccante partenopeo rivendica duttilità e spirito di sacrificio: «In questi anni ho sempre giocato sulla trequarti, è il ruolo in cui riesco ad esprimermi meglio. Ma ho fatto anche la mezzala, il quinto, l’esterno: un po’ di tutto».

Fondamentale, infine, il lavoro quotidiano con Antonio Conte: «Mi sento sicuramente migliorato allenandomi con lui. Lavoriamo tantissimo sull’aspetto tattico, davvero tanto. Il mister ci chiede di aiutarci l’uno con l’altro e io cerco sempre di farlo: se mi chiede di raddoppiare, ci provo».

Un messaggio chiaro, quello di Vergara: disponibilità, identità e un legame profondo con Napoli e la sua gente.

Napoli, agente «forestiero» blocca borseggiatore alla Stazione Centrale

Non ha perso tempo il borseggiatore, un 35enne algerino già noto alle forze dell’ordine. Ieri, nell’area antistante la Stazione Centrale di Napoli, ha approfittato di un attimo di distrazione di un viaggiatore seduto e ha fatto sparire il suo borsello.

L’occhio vigile dell’agente “in borghese”

A osservare la scena, con la tipica prontezza d’animo, era un poliziotto della Questura di Livorno, momentaneamente libero dal servizio e presente in città per motivi personali. Mentre il ladro si dava alla fuga, l’agente non ha esitato un secondo.

Il blitz in collaborazione con la Polfer
L’agente ha immediatamente allertato e poi collaborato con gli operatori del Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania, impegnati nel dispositivo “Stazioni Sicure”. Insieme hanno raggiunto il fuggitivo, riuscendo a bloccarlo dopo un breve ma concitato inseguimento.

Il 35enne è stato tratto in arresto per i reati di furto con destrezza e resistenza a Pubblico Ufficiale. La refurtiva, sottratta pochi minuti prima, è stata prontamente recuperata e restituita al legittimo proprietario, che ha così evitato di subire conseguenze più gravi dal furto.

Capri si prepara all’assalto turistico: cantieri aperti sull’isola azzurra

L’iconica piazzetta di Capri è insolitamente vuota: pochi tavoli, poche sedie, turisti infagottati che si contano sulle dita di una mano. Il tempo incerto, però, gioca a favore dell’isola azzurra, che ne approfitta per rifarsi il look in vista della bella stagione.

Le strade, prese d’assalto in estate, sono semideserte: c’è chi ritinteggia la facciata del proprio b&b, chi fa inventario nei negozi pronti a brillare nel periodo d’oro dello shopping internazionale, chi – come i tecnici comunali – sistema impianti e sottoservizi davanti ai grandi alberghi che profumano di dolce vita.

Prenotazioni boom, estate anticipata in arrivo

Il trend delle prenotazioni fa presagire un’estate che partirà col botto già dalla domenica delle Palme, il 28 marzo. Tanto vale farsi trovare pronti. Le vie capresi si trasformano in mini-cantieri: si parte dalla ripavimentazione di piazza Diaz, nei pressi della biglietteria della funicolare, fino al terrazzo belvedere, dove in un solo sguardo puoi abbracciare l’intero golfo di Napoli e il Vesuvio.

Sicurezza al primo posto: transenne sul belvedere

C’era il rischio di infiltrazioni nella stazione sottostante e il Comune di Capri ha voluto agire subito, transennando il salotto all’aperto più ammirato del Mediterraneo. Obiettivo: renderlo più bello e sicuro per i milioni di visitatori in arrivo. L’isola azzurra si prepara a splendere, ancora una volta.

Tragedia ad Agropoli: l’auto vola nel vuoto e piomba in un parcheggio, morto un 80enne

Agropoli – Una mattinata di ordinaria quotidianità si è trasformata in tragedia a pochi passi dall’Istituto Clinico Mediterraneo. In via Giambattista Vico, un’auto con a bordo una coppia di anziani è precipitata nel vuoto dopo un volo di diversi metri, terminando la sua corsa in un parcheggio privato sottostante. Per il conducente, un uomo di oltre ottant’anni originario di Santa Maria di Castellabate, non c’è stato nulla da fare.

La dinamica dello schianto

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, il veicolo procedeva lungo la carreggiata quando, improvvisamente, ha sfondato la ringhiera di protezione e la recinzione interna. Dopo il salto nel vuoto, l’auto si è schiantata violentemente contro una vettura in sosta nel piazzale privato. L’impatto è stato fatale per l’anziano conducente, spirato immediatamente tra le lamiere. La moglie, seduta al suo fianco, è stata estratta viva dai soccorritori: nonostante le gravi ferite riportate, la donna era cosciente al momento del trasporto d’urgenza in ospedale.

Soccorsi e messa in sicurezza

Sul luogo del sinistro sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 e i Vigili del Fuoco, il cui lavoro è stato fondamentale per liberare i corpi dall’abitacolo accartocciato. L’incidente ha causato anche la rottura di alcune tubature del gas nell’area del parcheggio, rendendo necessario l’intervento dei tecnici per la messa in sicurezza della zona. Gli agenti della Polizia Municipale e i Carabinieri della Compagnia di Agropoli hanno effettuato i rilievi per determinare le cause del volo fatale.

Ipotesi malore e caos viabilità

L’ombra di un malore improvviso è la pista principale battuta dagli inquirenti: l’ottantenne potrebbe aver perso i sensi proprio mentre transitava nei pressi della clinica, perdendo totalmente il controllo del mezzo. Le indagini sono tuttora in corso per escludere eventuali guasti meccanici. Pesanti le ripercussioni sulla circolazione: il traffico in via Pio X è rimasto completamente paralizzato per ore, per consentire le operazioni di soccorso e la rimozione dei detriti.

Napoli, abbattuto il pino secolare di via Netti

Stamattina, dopo sei mesi di contrasti tra privati cittadini intenzionati all’abbattimento e associazioni ambientaliste decise a difenderlo, è stato abbattuto il pino novantenne di via Netti. All’operazione hanno partecipato Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, Digos e Guardia di Finanza, in un dispiegamento di forze che ha richiamato ironiche paragoni con unità speciali.

Il nullaosta comunale e le polemiche sulla perizia

L’Amministrazione Comunale ha autorizzato l’intervento basandosi esclusivamente su una perizia di parte prodotta dai privati, negando a cittadini e associazioni la possibilità di presentare una controperizia per verificare le condizioni dell’albero.

Il consigliere comunale emerito Carmine Attanasio, da sempre impegnato nella tutela del verde pubblico, ha espresso amarezza in una nota. “Ho collaborato con l’Amministrazione su molte iniziative a difesa del patrimonio arboreo della città”, ha dichiarato, annunciando di cessare la sua disponibilità collaborativa. “Questa Giunta è sostenuta da finti ambientalisti: se volevano, potevano finanziare una controperizia o creare un problema politico, come facevo io da consigliere per spingere l’Ente a investire poche migliaia di euro”.

Il trauma di via Aniello Falcone e la paura dei dirigenti

Attanasio ha collegato l’episodio alla tragedia del 2013, quando Cristina Alongi morì sotto un albero crollato in via Aniello Falcone, evento che portò i dirigenti comunali sotto processo. Da allora, secondo il consigliere emerito, i funzionari evitano rischi giudiziari optando per abbattimenti preventivi, come accaduto in passato a Posillipo con la rimozione di quasi tutti gli alberi del quartiere, inclusi quelli sani.

Il depauperamento del verde cittadino

“È stato immotivatamente ucciso un pino sano, diritto e rigoglioso”, ha concluso Attanasio, puntando il dito contro i costi di manutenzione evasi dai privati. L’episodio, a suo dire, impoverisce il patrimonio arboreo di Napoli, con responsabilità che ricadranno sulle generazioni future per i danni ambientali accumulati negli ultimi settant’anni.

Accoltella l’ex compagna dopo una lite e tenta il suicidio: arrestato 33enne

È accusato di tentato femminicidio il 33enne arrestato dalla Polizia di Stato a Castel Volturno, nel Casertano, dopo aver accoltellato la sua ex compagna al termine di una lite. I fatti sono avvenuti nella serata di ieri, in zona Ischitella, dove gli agenti sono intervenuti in seguito alla richiesta di soccorso di un’ambulanza.

All’arrivo sul posto, i poliziotti hanno trovato una giovane donna di 24 anni, gravemente ferita da arma da taglio, nei pressi di un’auto ferma sul ciglio della strada.

La donna operata: non è in pericolo di vita

La vittima è stata immediatamente trasportata al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno e ricoverata in codice rosso. Sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza, non sarebbe in pericolo di vita.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe colpito la ragazza più volte con un coltello da cucina, al culmine di una discussione legata alla fine della loro relazione, che il 33enne non avrebbe accettato.

Il tentativo di suicidio e l’arresto

Dopo l’aggressione, l’uomo si sarebbe autoinflitto una coltellata allo sterno, probabilmente nel tentativo di togliersi la vita. Medicato dal personale sanitario, è stato poi condotto al commissariato di Castel Volturno, dove è stato arrestato.
L’uomo è stato quindi trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Le indagini e l’impegno contro la violenza di genere

Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Caserta e dal commissariato di Castel Volturno. Parallelamente all’attività repressiva, la Polizia di Stato prosegue le iniziative della campagna permanente “…Questo non è amore”, finalizzata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere.

In particolare, la misura dell’ammonimento del Questore si conferma uno strumento efficace di tutela delle vittime di stalking e violenza domestica: secondo i dati del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, la provincia di Caserta registra uno dei più bassi tassi di recidiva a livello nazionale dopo l’adozione del provvedimento.

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