NAPOLI. Alzheimer e sclerosi: se ne è discusso nell’aula magna del CTO di Napoli-AORN dei Colli, nel corso del workshop dal titolo “Il ruolo della diagnostica di laboratorio nelle patologie neurodegenerative” organizzato dal  laboratorio di Patologia clinica del CTO. Responsabili scientifici del dibattito: Ciro Esposito, direttore dello stesso laboratorio e Bruno Ronga, direttore del reparto di Neurologia dell’ospedale dei Colli. Moderatore: Luigi Atripaldi, direttore del laboratorio di Biochimica dell’ospedale “Monaldi” di Napoli. Per quanto concerne la parte clinica, sono intervenuti i dottori Felice Romano, Alessandro Iavarone, Domizia Vecchio, Ilaria Crespi e Cinzia Coppola. Per la parte laboratoristica, si sono alternati i “camici bianchi” Annalisa Esposito, Annalisa Di Santi e Guido Marelli. In apertura dei lavori, Vincenzo Piscopo, commissario straordinario dell’Ordine dei Biologi per la Campania e il Molise, ha espresso la propria soddisfazione, “e quella dei Biologi” per “la problematica in discussione”. E che si tratti di una problematica rilevante lo dimostrano i numeri. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, infatti, sono circa 35,6 milioni le persone nel mondo affette da demenza, con 7,7 milioni di nuovi casi ogni anno e un nuovo caso di demenza diagnosticato ogni 4 secondi. In Italia, secondo l’Istat, circa 1 milione di persone vengono colpite da questa malattia; invece, per quanto concerne la sclerosi multipla, sono circa 2,2 milioni le persone affette da tale patologia nel mondo: 750mila solo in Europa e oltre 122mila in Italia. Nel corso del workshop si è discusso a lungo circa l’importanza dei biomarcatori che, insieme all’esame clinico del paziente, possono portare ad una corretta e definitiva diagnosi. E proprio a proposito di diagnosi, è stata sottolineata la centralità e l’importanza di un laboratorio come quello di Patologia clinica del CTO di Napoli dove è possibile sostenere gli  esami per la diagnosi delle malattie neurodegenerative.