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Napoli, pusher aggredisce gli agenti a Porta Nolana

Napoli – Ancora un arresto nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dalla Questura di Napoli per contrastare il traffico di droga e la detenzione illegale di armi.

E ancora una volta teatro dell’arresto è Porta Nolana diventata una piazza di spaccio gestita da cittadini extracomunitari per conto dei clan del centro storico della città.

Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno arrestato un 36enne di origine marocchina, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti specifici, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il blitz è scattato in vicoletto Gabella della Farina, nei pressi di Porta Nolana. Durante il pattugliamento, i poliziotti hanno notato l’uomo confabulare con atteggiamento sospetto con un’altra persona, alla quale ha consegnato un oggetto in cambio di una banconota.

Intervenuti per bloccare lo scambio, gli agenti sono riusciti a fermare il sospetto solo dopo una breve colluttazione. Addosso al 36enne sono stati trovati tre involucri di cocaina ben nascosti e 20 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

L’uomo è stato arrestato e condotto negli uffici di polizia in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria.

Castellammare, sanzionato ristorante per gravi carenze igienico-sanitarie

Castellammare di Stabia – Un fine settimana di controlli intensificati per garantire sicurezza e legalità durante la movida.

I Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, insieme ai militari del NAS di Napoli e agli agenti della Polizia Municipale, hanno condotto un servizio straordinario di controllo del territorio, con particolare attenzione alle zone più frequentate nelle ore serali e notturne.

Nel corso delle operazioni è stato sanzionato un ristorante per gravi carenze igienico-sanitarie, con conseguente sospensione del deposito alimentare. Due persone sono state denunciate per guida senza patente, recidive dello stesso reato, mentre quattro giovani sono stati segnalati alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti.

Il bilancio complessivo dei controlli parla di 127 persone identificate e 43 veicoli controllati, con 33 violazioni al Codice della Strada accertate.

L’attività rientra in un più ampio piano di prevenzione e presidio del territorio, che proseguirà anche nei prossimi giorni con ulteriori controlli mirati alla sicurezza urbana, al rispetto delle norme sanitarie e alla tutela della quiete pubblica.

Secondigliano, detenuto aggredisce sette agenti

Napoli – Un nuovo episodio di violenza ha scosso il carcere di Secondigliano, dove un detenuto italiano ha aggredito sette agenti della polizia penitenziaria*nel pomeriggio di oggi.

A denunciare l’accaduto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che parla di un “grave atto di aggressione” e lancia l’allarme sulle condizioni sempre più critiche nelle carceri campane.

Secondo quanto ricostruito dal sindacato, tutto è iniziato quando gli agenti hanno aperto la cella di un detenuto del Reparto Accettazione per accompagnarlo al passeggio. Senza alcun preavviso, l’uomo ha assalito a pugni il primo poliziotto di servizio, colpendolo al volto.

A quel punto, sono intervenuti altri sei colleghi, ma anche loro sono stati aggrediti dal detenuto, che ha scatenato una colluttazione.

I sette agenti, feriti durante lo scontro, sono stati trasportati all’ospedale Cardarelli per le cure del caso. Fortunatamente, nessuno di loro versa in pericolo di vita, ma l’episodio ha riacceso le proteste del personale penitenziario, da mesi in allerta per il sovraffollamento e le condizioni di lavoro al limite.

La denuncia del Sappe

Raffaele Munno e Donato Vaia, segretari del Sappe, hanno sottolineato che “la professionalità degli agenti ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente”, ma hanno anche lanciato un grido d’allarme: “La tensione nelle carceri campane resta altissima”.

A fare eco è Donato Capece, segretario generale del sindacato, che ha tuonato: “Chi aggredisce un poliziotto aggredisce lo Stato”, annunciando che il Sappe si attiverà presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per chiedere provvedimenti urgenti.

Emergenza carceri

L’episodio di oggi si inserisce in un contesto già esplosivo, con il personale penitenziario da tempo in stato di agitazione per la mancanza di organico e il rischio costante di aggressioni. La Campania, in particolare, è tra le regioni con il più alto tasso di violenza nelle carceri, dove detenuti e agenti vivono in una quotidianità al limite della sopportazione.

Le forze sindacali chiedono ora maggiore sicurezza e risposte concrete, prima che nuovi episodi del genere si ripetano. Intanto, la Procura ha avviato le indagini per valutare eventuali conseguenze disciplinari e penali per il detenuto aggressore.

 

Dramma ad Anacapri: bagnante 30enne ferito gravemente in uno stabilimento balneare

Capri – Un grave incidente ha scosso il primo pomeriggio di oggi ad Anacapri, dove un bagnante italiano di 30 anni è rimasto seriamente ferito a seguito di una caduta all’interno di uno stabilimento balneare.

L’uomo ha riportato un trauma cranico e un trauma spinale, rendendo necessario un intervento immediato dei soccorsi.

Secondo quanto ricostruito, l’incidente è avvenuto in una struttura balneare del territorio anacaprese. Sul posto sono prontamente intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al giovane.

Data la gravità delle sue condizioni, il 30enne è stato inizialmente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Capilupi di Capri. Tuttavia, la complessità delle lesioni ha richiesto un trasferimento d’urgenza: l’uomo è stato elitrasportato dalla piazzola di Damecuta all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove è attualmente ricoverato nel reparto di neurochirurgia.

Le autorità stanno indagando per chiarire la dinamica esatta dell’incidente, verificando le circostanze della caduta e accertando eventuali responsabilità.

Non sono ancora emersi dettagli sulle cause, ma si ipotizza che l’uomo possa aver perso l’equilibrio in un’area dello stabilimento, forse a causa di una superficie scivolosa o di un ostacolo.

Un’estate segnata da emergenze

L’incidente di oggi si aggiunge ad altri episodi che hanno richiesto interventi di emergenza sull’isola di Capri, meta di migliaia di turisti durante la stagione estiva. La prontezza del 118 e l’efficienza dell’elisoccorso hanno permesso di gestire rapidamente la situazione, garantendo al giovane un trasferimento tempestivo verso una struttura specializzata.

Le condizioni del 30enne restano sotto stretta osservazione medica, mentre le indagini proseguono per fare luce sull’accaduto.

Maltempo in arrivo, scatta l’allerta gialla in Campania

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Napoli– Scatta una nuova allerta meteo in Campania. La Protezione Civile regionale ha diramato un avviso di allerta gialla per piogge e temporali valido per la giornata di lunedì 28 luglio, dalle ore 9:00 alle 23:59. La decisione arriva sulla base delle valutazioni del Centro Funzionale, che ha rilevato condizioni meteo instabili e a rapida evoluzione.

Le zone interessate dall’allerta sono:

  • Zona 1: Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana
  • Zona 2: Alto Volturno e Matese
  • Zona 3: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini
  • Zona 4: Alta Irpinia e Sannio
  • Zona 5: Tusciano e Alto Sele

Le precipitazioni potrebbero risultare intense anche in brevi intervalli di tempo, accompagnate da fulmini, grandinate e raffiche di vento, con possibili danni a coperture, strutture esposte e al verde pubblico. Non si esclude l’innesco di frane, smottamenti e allagamenti, oltre allo scorrimento di acqua sulle strade e all’innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua.

La Protezione Civile ha invitato i Comuni interessati ad attivare i Centri Operativi Comunali (COC) e ad adottare tutte le misure previste dai piani comunali di protezione civile, sia strutturali che organizzative, al fine di prevenire e mitigare gli effetti del maltempo. Massima attenzione anche alla manutenzione del verde pubblico e alle comunicazioni della Sala Operativa Regionale.

Il bollettino meteo segnala una situazione ad alta incertezza previsionale, che impone particolare prudenza nelle prossime ore.

Contromano in autostrada provoca un frontale: 4 morti

Un drammatico incidente stradale ha insanguinato questa mattina l’autostrada A4 nel tratto tra Piemonte e Lombardia, provocando la morte di quattro persone.

La dinamica ricostruita dagli investigatori è agghiacciante nella sua semplicità: un automobilista settantenne, residente a Cerano (Novara), ha imboccato contromano l’autostrada Torino-Milano dallo svincolo di Marcallo Mesero.

L’uomo, alla guida di una Peugeot 207 e nato nel 1943 a Magenta, avrebbe scambiato la corsia di sorpasso per quella di marcia normale, trovandosi così a percorrere contromano l’autostrada. Il tragico epilogo è arrivato al chilometro 102, dove si è verificato un violento scontro frontale con un’altra vettura su cui viaggiavano quattro persone residenti a Novara.

L’impatto è stato devastante: tre occupanti della seconda auto – un uomo del 1987 nato a Potenza e altri due passeggeri – hanno perso la vita sul colpo. Una quarta persona, una donna del 1988 nata a Trento, è stata intubata sul posto e trasportata in condizioni gravissime all’ospedale Niguarda di Milano con l’elisoccorso. Lo stesso automobilista che aveva imboccato contromano l’autostrada non è sopravvissuto allo schianto.

Sul posto sono immediatamente intervenuti polizia stradale, sanitari e vigili del fuoco, che hanno lavorato per ore per liberare i corpi dalle lamiere e ripristinare la viabilità. Il tratto di autostrada tra Novara Est e Mercallo Mesero è rimasto chiuso a lungo per consentire i soccorsi e i rilievi, causando ingorghi per chilometri.

L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno degli ingressi contromano in autostrada, un pericolo che purtroppo continua a mietere vittime nonostante i ripetuti allarmi lanciati dalle autorità. Le indagini della polizia stradale sono ora concentrate sull’accertamento delle precise dinamiche e sullo stato psicofisico del conducente al momento dell’incidente.

Napoli, strage degli operai, il legale della ditta noleggiatrice: “Mai problemi con la giustizia”

Napoli – Smentite le voci circolate nelle ultime ore riguardo presunte condanne o problemi pregressi per il titolare della ditta che ha noleggiato il montacarichi dal quale, due giorni fa, sono precipitati e deceduti i tre operai nel Rione Alto.

L’avvocato Giovanni Fusco, legale della ditta proprietaria dell’impianto, ha categoricamente dichiarato in una nota che il signor Napolitano “non ha mai avuto problemi con la giustizia di nessun genere, né tanto meno i suoi macchinari hanno mai avuto problemi”.

Fusco ha ribadito che la sua ditta ha unicamente noleggiato il montacarichi alla società che stava effettuando i lavori, sottolineando che l’installazione e la delega di un responsabile della sicurezza, deputato al rispetto delle normative, erano di competenza della società appaltatrice dei lavori.

La testimonianza choc di un ex operaio e l’omaggio alle vittime

Intanto, questa mattina, si è svolto un toccante omaggio alle vittime dell’incidente di via Domenico Fontana, un momento che ha riacceso i riflettori su un caso drammatico avvenuto dieci anni fa.

Giuseppe Iaquinangelo, vittima nel 2015 di un gravissimo incidente mentre lavorava per la stessa ditta coinvolta nella tragedia del Rione Alto, si è recato sul luogo della tragedia accompagnato dalla sua legale, l’avvocata Giovanna Iodice, dalla moglie Carmela e dal deputato Francesco Emilio Borrelli. All’iniziativa hanno partecipato anche Rino Nasti, Consigliere della Municipalità V di Europa Verde, e Rosario Pugliese, membro dell’Esecutivo Regionale di Europa Verde.

Iaquinangelo, oggi costretto su una sedia a rotelle, ha raccontato il suo calvario: precipitò da circa dieci metri mentre lavorava su un montacarichi privo di balaustre e senza imbragatura, rimanendo in coma per sei mesi.

“Quando abbiamo saputo che anche nell’incidente del Rione Alto era coinvolta la stessa ditta, siamo rimasti sconvolti” – ha dichiarato l’avvocata Iodice – “Questa vicenda andava denunciata pubblicamente. Queste famiglie non possono rimanere senza giustizia, senza risposte e senza aiuti”.

Proposte legislative e nuove denunce sui “cantieri della morte”

Il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha recentemente attivato una linea WhatsApp (3662662829) per raccogliere segnalazioni sui cantieri non a norma, ha annunciato l’intenzione di presentare un nuovo atto parlamentare.

“Ci tengo a sottolineare che se non fosse stato per l’Inail Giuseppe non avrebbe ricevuto nessun aiuto, nessun sussidio, nonostante l’assurda vicenda che lo ha visto tristemente protagonista,” ha affermato Borrelli.

Il deputato ha poi rivelato un quadro allarmante: “In pochissime ore abbiamo già ricevuto tantissime segnalazioni da tutta Italia di cantieri in cui si lavora in condizioni pericolose e senza alcun rispetto delle norme di sicurezza. Il caso del Rione Alto è solo l’emblema estremo di un fenomeno diffuso.

Per questo presenterò una proposta per eliminare la prescrizione dei reati legati alla sicurezza nei cantieri edili. Basta cantieri della morte, chi mette a rischio la vita dei lavoratori deve rispondere fino in fondo delle sue azioni. Non ci può essere impunità per chi sfrutta, uccide e poi continua come se nulla fosse.”

Omicidio Vassallo, il colonnello Cagnazzo: “Totalmente estraneo ai fatti, vicenda dolorosa che non mi appartiene”

Napoli- Torna a parlare pubblicamente il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Salerno sull’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo, avvenuto ad Acciaroli il 5 settembre 2010.

In un lungo post pubblicato sui social, l’ufficiale ha ribadito la propria innocenza e ha annunciato un nuovo ricorso in Cassazione dopo la scarcerazione avvenuta a maggio scorso per decisione del Tribunale del Riesame.

«Desidero ribadire, questa volta personalmente e non tramite i miei avvocati, la mia totale estraneità ai fatti contestati – ha scritto Cagnazzo –. Affronto da quindici anni una vicenda dolorosa che non mi appartiene, già archiviata per tre volte dalla magistratura».

Il colonnello, arrestato a fine 2023 e rimasto in carcere per circa sei mesi, è stato rimesso in libertà dopo che la Suprema Corte di Cassazione aveva annullato una precedente ordinanza cautelare, rilevando gravi carenze sul piano dell’impianto indiziario.

Lo stesso Tribunale del Riesame, nella nuova decisione, ha ritenuto non sussistenti i presupposti per la detenzione. Tuttavia, la Procura di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio per Cagnazzo e altri indagati.

Il colonnello, arrestato a fine 2023 e rimasto in carcere per circa sei mesi

«La Cassazione – spiega ancora l’ufficiale – ha evidenziato le lacune in merito alla gravità indiziaria. Proprio per questo motivo presenteremo un nuovo ricorso».

Cagnazzo ha voluto ringraziare pubblicamente chi gli è stato vicino durante i mesi di detenzione: «Grazie di cuore agli amici di sempre, ai colleghi, ai collaboratori e anche ai semplici conoscenti che mi hanno espresso solidarietà. In oltre trent’anni di servizio non ho mai tradito il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana e alla brava gente di cui mi sento ancora servitore. Ferito, ma convinto».

Infine, un appello alla lettura degli atti: «La verità è contenuta nelle oltre 80mila pagine che compongono il fascicolo processuale, che pochi – quasi nessuno – hanno davvero letto. Continuerò a credere nella giustizia. Il rancore non mi appartiene».

Il nome di Fabio Cagnazzo era emerso già nelle prime fasi dell’indagine sull’omicidio di Vassallo, il sindaco ambientalista ucciso con nove colpi di pistola mentre rientrava a casa. Ma nel corso degli anni, le piste investigative hanno subito numerosi stop e archiviazioni.

Solo nel 2023 la Procura ha riaperto il fascicolo ipotizzando una nuova ricostruzione del delitto, che ha portato a un’imponente attività d’indagine e a nuovi arresti. Ora, la parola passa di nuovo alla magistratura.

Napoli, a Montecalvario ristorante sospeso per gravi carenze igieniche e occupazione abusiva

La Polizia Locale di Napoli ha intensificato i controlli amministrativi su tutto il territorio cittadino, mettendo i sigilli a diverse attività commerciali e denunciando i titolari per gravi violazioni.

L’operazione mirava a verificare il rispetto delle normative in materia urbanistica, igienico-sanitaria e commerciale, evidenziando una diffusa irregolarità in vari quartieri.

Nel quartiere Montecalvario, in vico Figurelle, l’attenzione degli agenti dell’Unità Operativa Avvocata si è concentrata su un’attività di ristorazione. Qui sono state riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie e l’assenza dei requisiti strutturali minimi, in chiara violazione del Regolamento d’Igiene e Sanità del Comune di Napoli.

L’attività è stata immediatamente sospesa

Al titolare sono state comminate sanzioni per 2.000 euro per mancato aggiornamento della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e per le condizioni igieniche precarie. A queste si aggiungono ulteriori sanzioni amministrative per un totale di 41 metri quadrati di occupazione abusiva di suolo pubblico e soprasuolo, con impianti e strutture non autorizzate, oltre a installazioni elettriche non conformi e insegne abusive.

Il titolare è stato anche denunciato per invasione di spazio pubblico, violazione delle norme urbanistiche regionali e per l’assenza di requisiti di sicurezza negli impianti a gas e nelle attrezzature.

 Abuso edilizio al Vomero: locale sigillato su suolo pubblico

Nel quartiere Vomero, in via Cortese, gli agenti dell’Unità Operativa Vomero hanno scoperto e sottoposto a sequestro preventivo una struttura di circa 25 metri quadrati realizzata abusivamente su suolo pubblico. Il manufatto, privo di qualsiasi autorizzazione, era una vera e propria volumetria aggiuntiva: una struttura metallica con copertura semirigida, avvolgibili laterali, pavimentazione rialzata, arredi e impianti di illuminazione e ventilazione, completa persino di una porta con serratura.

La creazione di questo nuovo volume, in palese violazione del Testo Unico per l’Edilizia (D.P.R. 380/01), ha portato alla denuncia del titolare per abuso edilizio e al sequestro immediato della struttura.

Controlli sulla movida: attività cessata a Chiaia per assenza di SCIA

Infine, nell’ambito dei controlli dedicati alla movida, il personale dell’Unità Operativa Chiaia, in collaborazione con i Carabinieri della Stazione Posillipo, ha effettuato verifiche nella zona collinare. Mentre un sopralluogo presso un’attività non ha riscontrato irregolarità, in via Carducci è stata disposta l’immediata cessazione di un’attività commerciale a causa dell’assenza di una SCIA valida.

L’esercizio è stato sanzionato per somministrazione non autorizzata, violazioni sanitarie, vendita di alcolici senza titolo, emissioni acustiche non conformi, insegne abusive e occupazione irregolare di suolo pubblico per 41 metri quadrati eccedenti il consentito.

I controlli della Polizia Locale proseguiranno senza sosta, a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini e dei consumatori.

Napoli, poliziotti eroi salvano neoanta ai Decumani: era in difficoltà respiratorie

Napoli – Un intervento tempestivo e coraggioso ha evitato il peggio questa domenica pomeriggio a Napoli. Protagonisti del salvataggio due agenti del Commissariato Decumani, Salvatore e Giuseppe Pio, che hanno praticato con prontezza le manovre di primo soccorso su una neonata di pochi mesi in gravissime difficoltà respiratorie, ormai priva di sensi tra le braccia della madre disperata.

Tutto è accaduto nel primo pomeriggio di ieri, quando i due poliziotti, in servizio, sono stati allertati dalle grida di aiuto di una passante. Senza esitare, hanno soccorso la piccola, attivando immediatamente la Sala Operativa per chiamare il 118 e nel frattempo praticando le manovre necessarie per mantenerle le vie aeree libere.

Grazie alla loro freddezza e professionalità, la bambina è stata stabilizzata e poi trasportata d’urgenza all’Ospedale Santobono, dove ora è fuori pericolo.

Quello di ieri non è il primo caso del genere: solo la scorsa settimana, a Torre Annunziata altri agenti erano intervenuti per soccorrere una neonata di 18 giorni sempre in crisi respiratoria, riuscendo a rianimarla prima dell’arrivo dei sanitari. Episodi che dimostrano quanto sia cruciale, soprattutto in momenti di emergenza, la presenza delle forze dell’ordine sul territorio.

La città, ancora una volta, può ringraziare i suoi eroi in divisa, pronti a intervenire non solo per garantire la sicurezza, ma anche per salvare vite umane quando ogni secondo conta.

*La piccola è ora al sicuro, ma la riconoscenza dei napoletani verso questi poliziotti rimarrà per sempre.

Geolier raddoppia al Maradona: dopo il sold out del 26 giugno 2026, annunciata una nuova data il 27

Napoli – Dopo aver fatto registrare il tutto esaurito in poche ore per il concerto del 26 giugno 2026 allo Stadio Diego Armando Maradona, Geolier raddoppia e annuncia una seconda data nello stadio simbolo della sua città: si aggiunge infatti un nuovo appuntamento il 27 giugno 2026, sempre a Napoli, nell’ambito del suo primo tour negli stadi, “Geolier Stadi 2026”.

L’annuncio è arrivato ieri sera, durante la seconda delle due spettacolari serate all’Ippodromo di Agnano. In un’esplosione di luci, musica e tecnologie all’avanguardia – tra cui un innovativo show di droni e un’emozionante “discesa dal cielo” – il rapper partenopeo ha sorpreso il pubblico con un messaggio proiettato tra le stelle: una seconda data nel suo Maradona, che diventa così il gran finale del tour.

Un risultato straordinario per Geolier, che continua a infrangere record e a collezionare primati. Il tour “Geolier Stadi 2026”, prodotto da Magellano Concerti, toccherà le principali città italiane, per poi concludersi con una doppietta nella sua Napoli, a sancire un legame viscerale con il pubblico di casa.

Le date del tour “Geolier Stadi 2026”:

13 giugno 2026 – Milano, Stadio San Siro
19 giugno 2026 – Roma, Stadio Olimpico
23 giugno 2026 – Messina, Stadio Franco Scoglio
26 giugno 2026 – Napoli, Stadio Diego Armando Maradona – SOLD OUT
27 giugno 2026 – Napoli, Stadio Diego Armando Maradona – NUOVA DATA
Le prevendite per la nuova data del 27 giugno saranno disponibili da oggi, domenica 27 luglio, alle ore 14:00 su Ticketone.it e nei circuiti di vendita abituali. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale magellanoconcerti.it.

Intanto, l’estate 2025 di Geolier continua a ritmo serrato con un fitto calendario di concerti in tutta Italia, che culminerà con un altro sold out annunciato: quello del 27 settembre all’Arena di Verona.

Il rapper napoletano, oggi una delle voci più influenti del panorama urban italiano, dimostra ancora una volta di saper trasformare ogni palco in un evento, ogni show in un’esperienza collettiva. E Napoli, per due notti consecutive, si prepara ad abbracciarlo nello stadio dei suoi sogni.

Erano truffatori di Marano in fuga le due vittime dell’incidente a Rivisondoli

Un grave incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio la strada statale 17, nel territorio di Rivisondoli, sull’arteria che collega l’Alto Sangro alla Valle Peligna e alla costa abruzzese ha fatto scoprire l’ennesima truffa agli anziani ma questa volta con epilogo tragico per i truffatori.

Due uomini, Maurizio Corrado, 42 anni, e Dario Liccardo, entrambi di Marano di Napoli, hanno perso la vita in uno scontro frontale tra la loro Fiat Panda e un autobus privato proveniente da Varese e diretto a Sulmona, con 35 passeggeri a bordo.

Il bilancio dell’incidente è più grave perché oltre ai due morti ci sono anche cinque feriti. Ma la vicenda ha assunto contorni inquietanti con il ritrovamento, nell’auto delle vittime, di 1500 euro in contanti e gioielli per un valore superiore ai 30mila euro, probabilmente frutto di una truffa o di un furto.

La dinamica dell’incidente

L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, sotto una pioggia battente che aveva reso l’asfalto particolarmente insidioso. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, coordinati dal capitano Giuseppe Testa, la Fiat Panda, che viaggiava in direzione Roccaraso, avrebbe invaso la corsia opposta, forse a causa di una perdita di controllo dovuta alle condizioni climatiche avverse.

L’impatto con l’autobus è stato violentissimo e non ha lasciato scampo ai due occupanti dell’auto, deceduti sul colpo.

I sanitari del 118, intervenuti con due ambulanze e un’eliambulanza dall’Aquila, hanno potuto solo constatare il decesso delle vittime. Cinque passeggeri del bus, tutti in condizioni non gravi, sono stati medicati sul posto e successivamente trasferiti negli ospedali della zona per accertamenti.

Il conducente dell’autobus, illeso ma sotto shock, è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale, come atto dovuto, e ha collaborato con le forze dell’ordine.

I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri delle stazioni di Pescocostanzo, Roccaraso e dal Nucleo Radiomobile, supportati dai vigili del fuoco del distaccamento sangrino, che hanno lavorato a lungo per estrarre i corpi dalle lamiere contorte della Panda. L’Anas ha provveduto alla chiusura temporanea del tratto stradale per consentire le operazioni di soccorso e la rimozione dei veicoli.

Il mistero dei gioielli e del denaro

A rendere la vicenda ancora più complessa è il ritrovamento, all’interno della Fiat Panda, di una somma di 1500 euro in contanti e di gioielli dal valore stimato di oltre 30mila euro. I due uomini, entrambi con precedenti penali per truffe ai danni di anziani, erano stati controllati poche ore prima da una pattuglia della polizia stradale sulla strada per Chieti, un dettaglio che ha permesso di identificare rapidamente anche Liccardo, sprovvisto di documenti.

Gli inquirenti, coordinati dal procuratore di Sulmona Luciano D’Angelo e dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, stanno indagando per chiarire la provenienza del denaro e dei preziosi. L’ipotesi più accreditata è che i due fossero di ritorno da un colpo messo a segno in Abruzzo, probabilmente una truffa o una rapina ai danni di persone vulnerabili, come anziani.

Le indagini si concentrano ora su eventuali denunce recenti nella zona e su possibili collegamenti con altri episodi simili, per identificare le vittime dei reati commessi dai due.

Un tratto stradale ad alto rischio

La strada statale 17, teatro della tragedia, è nota per la sua pericolosità, soprattutto in condizioni di maltempo. La pioggia abbondante caduta ieri pomeriggio potrebbe aver contribuito alla perdita di aderenza della Panda, causando la sbandata fatale. Gli inquirenti stanno effettuando ulteriori accertamenti tecnici per confermare la dinamica e verificare se vi siano state altre cause, come un guasto meccanico o una distrazione alla guida.

La comunità sotto choc

La notizia dell’incidente e delle circostanze che lo circondano ha scosso la comunità di Rivisondoli e delle aree limitrofe, già segnate da episodi di microcriminalità. La scoperta dei gioielli e del denaro nell’auto dei due napoletani ha alimentato interrogativi e preoccupazioni tra i residenti, che chiedono maggiore sicurezza e controlli più stringenti.

I carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro stanno lavorando senza sosta per ricostruire gli ultimi movimenti delle vittime e identificare i possibili obiettivi delle loro attività criminali. La Procura di Sulmona, che coordina le indagini, ha disposto ulteriori approfondimenti per fare luce su una vicenda che unisce dramma umano e ombre di criminalità.

 

Napoli, i Falchi sventano una rapina a due turisti al corso Umberto

Napoli – La prontezza della Polizia di Stato ha permesso di sventare una tentata rapina ieri pomeriggio in pieno Corso Umberto I, una delle arterie principali di Napoli.

Un uomo di 33 anni, di nazionalità tunisina e con precedenti di polizia, è stato arrestato con le accuse di tentata rapina, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale.

L’aggressione e l’intervento dei Falchi

I Falchi della Squadra Mobile, impegnati in un servizio di prevenzione e controllo del territorio, hanno notato un individuo dal fare sospetto che seguiva due turisti. Avvicinatosi di soppiatto a uno di loro, ha cercato di infilare una mano nello zaino che la vittima portava in spalla con l’intento evidente di rubarne il contenuto.

Scoperto dal turista, il malvivente ha reagito con violenza, aggredendolo e spintonandolo prima di tentare la fuga tra le vie del centro storico.

L’inseguimento e l’arresto

I poliziotti, che avevano assistito alla scena, sono intervenuti immediatamente per bloccare l’azione criminale. Hanno raggiunto il sospettato in via San Candida. Qui, dopo una colluttazione, sono riusciti a fermarlo e ad assicurarlo alla giustizia.

L’uomo è stato quindi arrestato dal personale operante. L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza dei turisti nel centro di Napoli e sull’importanza della presenza costante delle forze dell’ordine per contrastare fenomeni di criminalità predatoria.

Sant’Anastasia, spari durante la messa: bandito irrompe in chiesa e fugge dopo il caos

SantAnastasia  – Una mattina di terrore nella chiesetta dell’Istituto Santa Caterina da Siena, gestito dalle Suore Domenicane.

Poco dopo le 8, mentre era in corso una messa alla quale partecipavano le religiose e qualche fedele, un uomo vestito di nero e con il volto coperto è entrato nell’edificio sacro con ogni probabilità per compiere una rapina.

La situazione è degenerata in pochi secondi: l’intruso ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco, gettando nel panico i presenti, per poi darsi alla fuga prima che qualcuno potesse fermarlo. Sul posto è immediatamente intervenuta la Polizia di Stato, che ora sta ricostruendo la dinamica dell’accaduto.

Il Prefetto di Napoli,Michele Di Bari, è in costante contatto con il sindaco Carmine Esposito per seguire l’evolversi delle indagini. La caccia all’uomo è già partita, e una svolta potrebbe arrivare dalle telecamere di videosorveglianza della zona, che potrebbero aver immortalato il fuggitivo.

Al momento non si hanno notizie su eventuali feriti, ma la tensione tra i residenti è palpabile. L’episodio, avvenuto in un luogo sacro e in un orario in cui solitamente la chiesa è frequentata da anziani e religiose, ha scosso profondamente la comunità.

Napoli, con le minacce si impossessano di casa, auto e soldi di un uomo: arrestata coppia

Napoli– Cinque anni di paura, sopraffazione e silenzi. Un incubo vissuto da un uomo che, dopo essere stato vittima di continue richieste di denaro, minacce e pressioni psicologiche, ha trovato la forza di ribellarsi e denunciare i suoi aguzzini.

La sua testimonianza ha dato il via a un’importante operazione dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Poggioreale, che ha portato all’arresto di una coppia e alla denuncia di una terza persona a San Giovanni a Teduccio.

Tutto è cominciato nella notte, quando la vittima, in evidente stato di agitazione, ha chiamato il 112 chiedendo aiuto. Al telefono, dall’ambiente di lavoro in cui si trovava, ha raccontato ai militari una storia di sopraffazione durata anni: un vero e proprio assedio fatto di richieste estorsive, intimidazioni e sottrazione sistematica di beni personali.

L’uomo, stremato, ha infine deciso di rompere il silenzio. E la sua denuncia ha trovato immediato riscontro nell’attività investigativa dei Carabinieri, che hanno ricostruito tassello dopo tassello un quadro inquietante.

I militari sono riusciti a cogliere in flagranza un 46enne e una 42enne, entrambi con precedenti penali, mentre si trovavano a bordo di un’automobile sottratta alla vittima, verosimilmente come forma di pagamento forzato. Con loro anche una 28enne, anche lei con precedenti, trovata in possesso di una somma di denaro ritenuta provento dell’estorsione. Per lei è scattata la denuncia.

Ma l’operazione ha riservato altre sorprese. Le successive perquisizioni domiciliari hanno portato alla luce carte di credito, documenti e persino un immobile formalmente intestato alla vittima, ma ormai di fatto nelle mani degli indagati. Segni concreti di un disegno criminale metodico, portato avanti con una violenza psicologica continua e subdola, che aveva progressivamente annullato la volontà della vittima.

Secondo gli investigatori, si tratta di una vicenda che presenta elementi compatibili anche con reati di usura e circonvenzione, e che lascia intravedere la possibile esistenza di una rete più ampia. Le indagini proseguono infatti per accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti e per fare piena luce su ogni aspetto della vicenda.

I due arrestati sono stati trasferiti in carcere, mentre per la vittima – che per anni ha vissuto nel silenzio e nella paura – si apre ora uno spiraglio di giustizia. Un gesto di coraggio che spezza una lunga catena di soprusi e rilancia l’importanza della denuncia come primo strumento di difesa contro ogni forma di sopraffazione criminale.

Pomigliano, picchiato a morte e lasciato in strada senza vita

Pomigliano d’Arco – Una notte di violenza ha sconvolto il quartiere di via Trieste, dove poco dopo le 3 i Carabinieri sono intervenuti su allarme del 118 per tre persone ferite, una delle quali già senza vita.

La vittima è un cittadino serbo di 51 anni, deceduto verosimilmente per le percosse subite. Gli altri due feriti, anch’essi stranieri, sono stati soccorsi e trasportati in ospedale: le loro condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero gravi.

Sul posto sono ancora in corso gli accertamenti dei militari della stazione di Pomigliano d’Arco, coordinati dalla Procura di Nola. L’ipotesi principale al vaglio degli investigatori è quella di una rissa finita in tragedia, ma non si esclude che dietro l’aggressione possano esserci dinamiche più complesse.

Al momento non ci sono dettagli sui possibili aggressori, né sui motivi dello scontro. I Carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e verificando eventuali riprese delle telecamere della zona per ricostruire l’accaduto.

West Nile, allarme a Napoli: il prefetto ordina disinfestazioni urgenti nei Comuni

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha lanciato un appello deciso ai sindaci dei Comuni dell’area metropolitana partenopea, invitandoli a non sottovalutare il rischio di diffusione del virus West Nile.

Con l’arrivo di agosto, mese di grande afflusso turistico e di rientri dall’estero, in particolare da Paesi asiatici e africani, il prefetto ha emanato una circolare per sollecitare interventi immediati di prevenzione, in linea con le disposizioni del Ministero della Salute, della Regione Campania e delle ASL.

L’attenzione si concentra sulla necessità di avviare campagne straordinarie di disinfestazione, sia adulticida che larvicida, con particolare riguardo ad aree verdi, parchi pubblici, zone umide, caditoie stradali e tutti i siti a rischio di ristagno idrico.

La circolare sottolinea l’urgenza di adottare ogni misura necessaria per contenere la diffusione del virus, che rappresenta una minaccia crescente per la salute pubblica.

Le autorità sanitarie e amministrative sono chiamate a collaborare strettamente per monitorare e contrastare il fenomeno, soprattutto in vista dell’aumento della mobilità estiva. L’obiettivo è ridurre al minimo i rischi di contagio, proteggendo residenti e visitatori in un’area già sotto pressione per l’elevato flusso turistico.

Un richiamo alla responsabilità collettiva

Il prefetto Michele di Bari ha ribadito l’importanza di un’azione coordinata e tempestiva, invitando i sindaci a non abbassare la guardia. Le campagne di disinfestazione rappresentano un passo cruciale per prevenire la proliferazione del virus, trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette.

Le istituzioni locali e sanitarie proseguiranno il monitoraggio della situazione, con l’impegno di garantire la sicurezza della popolazione e dei turisti. Ulteriori dettagli sulle misure adottate saranno comunicati nei prossimi giorni.

Pozzuoli, la beffa dopo il lutto: multa per la famiglia del 18enne morto

Pozzuoli – Una multa da 42 euro per danni a pali della segnaletica, un lampione e il corrimano della galleria di Lucrino. È il verbale notificato allo zio di Augusto Di Meo, il 18enne morto undici giorni fa in un tragico incidente stradale, mentre viaggiava in sella a una moto Kymco AK 550.

A recapitarglielo, due agenti della Polizia Municipale di Pozzuoli che si sono presentati nel ristorante-pizzeria dell’uomo, proprietario del veicolo coinvolto nello schianto.

Un atto che ha fatto esplodere la rabbia e lo sdegno della famiglia della giovane vittima. “È una decisione vergognosa, non c’è rispetto”, lo ha dichiarato a Il mattino, Augusto Di Meo senior, zio del ragazzo e destinatario della sanzione.

E poi ha aggiunto: “Il Comune di Pozzuoli pensa al denaro mentre noi piangiamo un ragazzo morto a 18 anni. È assurdo che dopo dieci giorni dall’incidente l’amministrazione si preoccupi di notificare un verbale per i danni causati dalla morte di mio nipote”.

Il verbale redatto ai sensi dell’articolo 15 del Codice della Strada

Il verbale, redatto ai sensi dell’articolo 15 del Codice della Strada, contesta il danneggiamento di “un palo della pubblica illuminazione, segnali verticali di stop e di obbligo e il corrimano del parapetto del tunnel Montenuovo”. La sanzione fa riferimento al divieto di alterare o danneggiare infrastrutture e impianti stradali.

Il tragico incidente risale a undici giorni fa: Augusto Di Meo, alla guida della moto, si era scontrato con una Fiat 500 guidata da un agente della polizia municipale di Qualiano, 66 anni.

L’impatto è stato violentissimo: il ragazzo è stato sbalzato dalla sella, compiendo un volo di oltre cinquanta metri prima di finire sulla rampa d’accesso della galleria. La moto, fuori controllo, ha abbattuto la segnaletica stradale e parte del corrimano, danneggiamenti ora imputati al proprietario del mezzo.

“Una famiglia distrutta riceve una multa come se fosse un atto qualsiasi – ha aggiunto Di Meo –. È inaccettabile che in un momento di dolore così profondo si possa agire con tanta freddezza burocratica. Ci aspettavamo rispetto e vicinanza, non un verbale”.

La vicenda ha scosso l’opinione pubblica e riapre il dibattito sul confine tra legalità formale e sensibilità istituzionale.

Napoli, con un coltello in mano si fanno in selfie tra i giovani dei “Baretti”: denunciati 3 ragazzi

Napoli– Smartphone in una mano, coltelli nell’altra. È questa la fotografia inquietante che emerge dai controlli notturni dei Carabinieri della Compagnia Napoli Centro, impegnati nel cuore della movida cittadina, tra il centro storico e il quartiere Chiaia. Un’altra serata ad alta tensione, tra armi sequestrate, droga e giovanissimi denunciati.

Durante le perquisizioni effettuate nella zona universitaria e nell’area dei “baretti”, i militari hanno fermato tre ragazzi – di 16, 20 e 25 anni – trovati in possesso di un coltello a serramanico di 15 centimetri, un tirapugni artigianale e addirittura un bastone nunchaku.

Armi potenzialmente letali nelle mani di giovani che sembrano vivere la trasgressione non come un reato, ma come un’esibizione sui social.

“Non volevo fare niente di male, solo qualche foto”

“Non volevo fare niente di male, solo qualche foto”, ha dichiarato il più giovane al momento del controllo. Parole che lasciano sgomenti, pronunciate da ragazzi apparentemente “normali”, figli di famiglie perbene, che cercano una malsana notorietà inseguendo modelli violenti e spavaldi, mutuati da serie TV e contenuti online.

La città diventa sfondo scenografico per storie Instagram e dirette TikTok che mostrano più arroganza che consapevolezza. Una deriva social che non ha precedenti e che a volte risulta difficile da commentare e interpretare.

Il minorenne, denunciato insieme agli altri due, è stato affidato alla madre, incredula e visibilmente mortificata.

Ma non finisce qui

I controlli hanno portato anche alla segnalazione alla Prefettura di 13 giovanissimi trovati in possesso di sostanze stupefacenti. Sul fronte della viabilità, elevate 52 contravvenzioni al codice della strada, 15 delle quali per mancato uso del casco. Sequestrati ben 21 scooter.

Due ulteriori denunce hanno riguardato un 17enne, colto a fornire generalità false, e un 19enne che ha tentato di eludere un posto di blocco senza casco, mettendo a rischio la propria incolumità e quella altrui.

Nel bilancio dei controlli figura anche il consueto episodio di abusivismo: un parcheggiatore non autorizzato è stato individuato e denunciato nei pressi dei baretti.

Infine, attenzione anche ai locali notturni, grazie alla collaborazione con il personale dell’ASL Napoli 1. Ben 11 le prescrizioni elevate per carenze igienico-sanitarie, a testimonianza di una vigilanza a tutto campo, che abbraccia sicurezza, legalità e salute pubblica.

Una movida che troppo spesso sfugge al divertimento sano per scivolare nel terreno dell’illegalità. E che impone controlli costanti e un lavoro di prevenzione ancora più profondo.

Ponticelli, catturato armato il baby ras Matteo Nocerino

Napoli – È terminata la latitanza di Matteo Nocerino, il 22enne di Ponticelli considerato un “baby-ras” e figura sempre più nota nelle cronache criminali napoletane. Giovedì mattina, la Polizia di Stato lo ha arrestato in un blitz della Squadra Mobile, ponendo fine alla sua fuga e scoprendo un nuovo capitolo nella sua già travagliata vicenda giudiziaria.

Gli agenti della Squadra Mobile hanno individuato e controllato un’abitazione nel quartiere di Ponticelli. Qui, hanno sorpreso Nocerino e, durante la perquisizione, hanno rinvenuto una pistola semiautomatica priva di matricola con tre cartucce calibro 6,35. Il giovane è stato quindi arrestato per detenzione illegale di arma clandestina, relativo munizionamento e ricettazione.

Le verifiche successive hanno rivelato che Nocerino era già destinatario di un ordine di carcerazione emesso l’11 luglio scorso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Dovrà scontare una pena di tre anni e sei mesi di reclusione per una precedente condanna per detenzione illegale di armi.

Una storia criminale tra clan e fughe

Il nome di Nocerino non è nuovo alle forze dell’ordine e ai media locali. Era già finito sotto i riflettori in occasione dei festeggiamenti per il terzo scudetto del Napoli. In quella circostanza, era stato arrestato per una “stesa” (sparatoria a scopo intimidatorio) avvenuta poche ore dopo l’omicidio di suo cugino Vincenzo Costanzo, detto “Ciculill”, emergente ras del clan D’Amico, a cui Nocerino era inizialmente legato.

Dopo una condanna per quel raid, il giovane aveva ottenuto gli arresti domiciliari, ma la sua condotta non è migliorata. Già a maggio scorso, era stato sorpreso in compagnia dell’allora latitante Giuseppe Perrella.

Il blitz, condotto dai Carabinieri in via Concezione Immacolata a Ponticelli, aveva portato all’arresto di Perrella, figlio di Ciro e ritenuto contiguo al clan De Micco-De Martino, ricercato per sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso.

In quell’occasione, Nocerino – sebbene fosse agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico – e la figlia 23enne del boss detenuto Antonio D’Amico “Fraulella”, erano stati denunciati a piede libero per favoreggiamento.