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Napoli, i tassisti: “Non siamo il capro espiatorio delle inefficienze del Comune”

Napoli– Scoppia la polemica nel settore taxi a Napoli dopo la seduta del Consiglio Comunale del 28 luglio, durante la quale i consiglieri Diego Paipais e Gennaro Esposito hanno portato in aula un ordine del giorno sul trasporto pubblico non di linea.

Le critiche rivolte ai tassisti, accusati di inefficienze, hanno suscitato la reazione dell’Associazione Tassisti di Base e di Ciro Langella, rappresentante della categoria, che in due distinti documenti inviati al sindaco Gaetano Manfredi, all’assessore ai Trasporti Edoardo Cosenza e ad altri rappresentanti istituzionali, denunciano l’abbandono del settore da parte dell’amministrazione e respingono l’idea di nuove licenze senza un piano strutturale.

Le accuse: “Disservizi causati dall’amministrazione”

“I disservizi del settore taxi sono il riflesso delle condizioni imposte dal Comune”, tuona l’Associazione Tassisti di Base. I lavoratori sottolineano le difficoltà quotidiane: traffico ingestibile, cantieri perennemente aperti, carenza di stalli nelle zone turistiche, assenza di corsie preferenziali e aree di sosta adeguate.

“Operiamo in condizioni estreme, in contrasto con le normative europee e italiane sulla mobilità urbana”, si legge nel documento, che punta il dito contro “anni di scarsa programmazione, mancanza di investimenti e assenza di una visione moderna del trasporto”.

A rincarare la dose è Ciro Langella, che esprime “delusione e frustrazione” per le dichiarazioni dell’assessore alla Legalità Antonio De Iesu e di alcuni consiglieri.

“L’ammissione della carenza di personale nella polizia municipale è la prova di una mancanza di strategia per gestire l’aumento del flusso turistico”, scrive Langella, smentendo però le narrazioni di un boom turistico: “Le testate giornalistiche riportano un calo del 40% quest’anno”. Una situazione che, unita al caos viario e alle carenze del trasporto pubblico, rende impossibile garantire un servizio efficiente.

No a nuove licenze: “Il numero attuale è già sufficiente”

Sulla proposta di rilasciare nuove licenze taxi, i tassisti sono categorici: “Il numero attuale è già superiore al necessario”, afferma l’Associazione, richiamando una recente sentenza del TAR che avallerebbe questa posizione.

L’introduzione di nuove licenze, senza un piano di riforma del settore, rischierebbe di “peggiorare le condizioni economiche degli operatori esistenti”. I tassisti si dicono pronti a collaborare per migliorare il servizio, ma chiedono di non essere usati come “capro espiatorio” per le inefficienze istituzionali.

Critiche anche alle dichiarazioni dell’assessore De Iesu, che avrebbe elogiato una multinazionale già operativa a Napoli.

“Non ha portato benefici concreti al comparto”, ribatte l’Associazione, sottolineando che i tassisti affiliati alla piattaforma presentano le stesse criticità degli altri. Langella rincara: “È inaccettabile lodare multinazionali straniere che operano senza rispettare regolamenti e leggi, ignorando i problemi dei tassisti e dei cittadini”.

Il caos viario e la latitanza della politica

La situazione della viabilità napoletana è al centro delle proteste. “La città è un cantiere a cielo aperto e il trasporto pubblico non funziona come dovrebbe”, denuncia Langella. “Si parla di ore critiche per trovare un taxi, ma nessuno affronta il dilemma del traffico”.

I tassisti lamentano l’assenza di soluzioni concrete per fluidificare la circolazione, che potrebbe alleggerire la pressione sul trasporto pubblico non di linea. “Esigiamo rispetto e attenzione”, aggiunge Langella, chiedendo una gestione trasparente ed efficiente dei servizi cittadini.

Un appello alla responsabilità

L’Associazione e Langella invitano la giunta e i consiglieri a un “serio esame di coscienza” sul ruolo dell’amministrazione nel garantire un servizio moderno ed efficiente.

“Prima di puntare il dito contro di noi, si guardi alle responsabilità istituzionali”, scrivono i tassisti, che si dicono aperti al dialogo ma determinati a non accettare accuse ingiuste. La richiesta è chiara: un piano strutturale per la viabilità, investimenti in infrastrutture e un confronto reale per migliorare il settore, senza scaricare le colpe sui lavoratori.

La protesta dei tassisti napoletani mette a nudo le criticità di un settore in crisi, schiacciato tra il caos viario e l’inerzia amministrativa. La risposta alle accuse del Consiglio Comunale è un grido di rabbia e un appello alla collaborazione, con un monito: senza riforme strutturali, il servizio taxi non potrà migliorare. Spetta ora al sindaco Manfredi e alla giunta raccogliere la sfida, per evitare che Napoli resti intrappolata in un circolo vizioso di disservizi e polemiche.

Napoli, sparatoria all’alba a Ponticelli: ferito 44enne mentre dormiva a letto

Napoli- Un uomo di 44 anni, Antonio Annunziata, con precedenti penali, è rimasto ferito da quattro colpi di pistola esplosi agli arti inferiori mentre si trovava nel letto di casa sua, nel quartiere Ponticelli, a Napoli.

La sparatoria è avvenuta questa mattina in via Molino Salluzzo, poco dopo l’alba. Secondo quanto riferito dalla vittima agli agenti del commissariato di Ponticelli, i colpi sarebbero stati esplosi all’interno della sua abitazione da ignoti che lo hanno raggiunto mentre stava ancora dormendo.

Il 44enne è stato trasportato in codice rosso all’Ospedale del Mare, dove si trova attualmente ricoverato. Le sue condizioni sono serie ma non è in pericolo di vita.

La versione fornita dall’uomo è ora al vaglio degli investigatori, che stanno ricostruendo la dinamica dei fatti e verificando possibili legami con ambienti criminali della zona. Nessuna ipotesi è al momento esclusa.

Cava de’ Tirreni, appalti truccati per l’acquisto di auto della Municipale

Salerno– La Guardia di Finanza di Cava de’ Tirreni ha eseguito un’ordinanza di interdizione temporanea dai pubblici uffici nei confronti di due funzionari del Comune, coinvolti in un’inchiesta su presunte irregolarità nell’assegnazione di appalti pubblici.

Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, prevede l’interdizione per 12 mesi per uno dei due funzionari e per 6 mesi per l’altro.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due pubblici ufficiali avrebbero pilotato l’affidamento diretto relativo all’acquisto di quattro autovetture di servizio destinate alla Polizia Municipale. La fornitura sarebbe stata aggiudicata, in violazione delle normative sugli appalti pubblici, a un concessionario d’auto riconducibile a un parente stretto del responsabile del procedimento.

L’inchiesta, condotta dalle Fiamme Gialle e supportata anche da attività tecniche, ha evidenziato come il funzionario incaricato – con l’assistenza di un collega addetto all’istruttoria – avrebbe comunicato in anticipo al concessionario “di famiglia” le specifiche tecniche richieste per l’ordine, consentendogli di caricare la fornitura direttamente sul portale MePA (Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione), in posizione di evidente vantaggio.

Agli indagati sono contestati i reati di rivelazione di segreto d’ufficio e falso in atto pubblico fidefaciente. L’attività investigativa rientra nel più ampio impegno della Guardia di Finanza e della Procura di Nocera Inferiore nel contrasto alle frodi nella spesa pubblica, con particolare attenzione alle irregolarità nella gestione degli appalti da parte degli enti locali.

Nel rispetto della presunzione di innocenza, le indagini proseguono per delineare con precisione il quadro delle responsabilità e verificare eventuali ulteriori coinvolgimenti.

Napoli, operai morti al rione Alto: al via la rimozione del cestello

Napoli – Partiranno dopodomani le operazioni di rimozione del cestello del montacarichi da cui, lo scorso venerdì, sono precipitati i tre operai rimasti uccisi in un tragico incidente sul lavoro avvenuto nel capoluogo campano.

L’intervento, coordinato dagli inquirenti, è considerato propedeutico agli accertamenti tecnici disposti dalla Procura di Napoli, che intende chiarire le cause del cedimento strutturale al centro delle indagini. Al vaglio degli inquirenti anche il possibile mancato rispetto delle normative sulla sicurezza, già emerso come uno degli elementi principali dell’inchiesta.

Sul fronte giudiziario, si definisce la squadra difensiva dei quattro indagati. Il direttore dei lavori, Gianluca Di Franco, ha affidato la propria difesa agli avvocati Mattia Floccher e Giuseppe Anzelmo.
Completano il collegio difensivo:Mauro Zollo, per l’imprenditore Vincenzo Pietroluongo, Giovanni Fusco, per l’imprenditore Carlo Napolitano, Dezio Ferraro, per l’amministratore del condominio dove si è verificato l’incidente.

L’inchiesta resta al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria, mentre si attendono gli esiti delle perizie per definire eventuali responsabilità.

Napoli, la fontana del Marinaretto torna a splendere

Si è svolta ieri, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, l’inaugurazione della rinata fontana del Marinaretto, simbolo di Mergellina che torna a vivere dopo un attento restauro. L’intervento, curato da ABC Acqua Bene Comune, rientra nel più ampio piano di recupero delle fontane monumentali finanziato dal Pnrr e sostenuto dal Comune di Napoli.

Al centro della vasca ottagonale in marmo, il giovane pescatore in bronzo – opera di Raffaele Marino, ispirata alla celebre scultura di Vincenzo Gemito – sembra tornato a guardare il mare con rinnovata vitalità. Seduto sulla sua tavoletta, con la nassa tra le mani, il “Marinaretto” incarna ancora una volta quel legame indissolubile tra Napoli e il suo mare, tra storia e quotidianità.

ABC Napoli ha lavorato su più fronti: dalla nuova alimentazione idraulica ed elettrica alla sostituzione dell’illuminazione con luci RGB, dal rifacimento delle tubazioni per i giochi d’acqua alla pulizia approfondita della vasca e delle pietre vulcaniche. Un restauro che non è solo tecnico, ma anche culturale.

“Prosegue la valorizzazione delle tante fontane storiche di Napoli, un patrimonio troppo spesso dimenticato”, ha sottolineato l’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza. Andrea Torino, commissario straordinario di ABC Napoli, ha aggiunto: “Ridare vita a queste opere significa preservare la storia della città per le generazioni future”.

Sergio De Marco, direttore generale di ABC, chiude con una riflessione più ampia: “L’acqua non è solo un bene essenziale, ma un elemento identitario. Opere come questa raccontano chi siamo”.

E così, tra marmo riflessi e giochi d’acqua, Mergellina riaccoglie un pezzo della sua anima. Perché Napoli, si sa, non è solo una città: è un dialogo continuo tra passato e presente, tra pietra e mare.

Assenteismo al Loreto Mare di Napoli, danni all’erario per oltre un milione

Nanpoli– Ammonta a oltre un milione di euro il danno erariale contestato dalla Procura regionale della Corte dei conti della Campania a 82 dipendenti dell’ospedale Loreto Mare, presidio dell’Asl Napoli 1 Centro.

Nelle scorse ore i carabinieri del Nas di Napoli, coordinati dal colonnello Alessandro Cisternino, hanno notificato agli indagati gli inviti a dedurre, atto con cui si avvia formalmente il procedimento contabile.

Al centro dell’inchiesta, la vicenda nota come quella dei “furbetti del cartellino”, già emersa nel 2017 nell’ambito di un’indagine penale. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, numerosi dipendenti avrebbero attestato falsamente la propria presenza in servizio in modo “pressocché sistematico”, gonfiando le ore lavorative effettivamente svolte o addirittura risultando presenti mentre si trovavano altrove.

Il caso aveva già suscitato clamore all’epoca, portando all’arresto e alla sospensione di diversi operatori sanitari. Ora la Corte dei conti punta al recupero delle somme percepite indebitamente, contestando agli 82 dipendenti coinvolti un danno erariale complessivo che supera il milione di euro.

L’inchiesta contabile si affianca al procedimento giudiziario già avviato anni fa sul fronte penale. Le nuove notifiche rappresentano un ulteriore tassello per accertare le responsabilità civili e amministrative a carico dei soggetti coinvolti in quello che fu uno dei casi più eclatanti di assenteismo nella sanità campana.

Melito, auto inghiottita da una voragine: il proprietario disperato scrive a Borrelli

Melito– Una voragine apertasi improvvisamente in via Magellano, a Melito di Napoli, ha inghiottito una Renault Twingo parcheggiata, trasformando un normale pomeriggio di martedì 29 luglio in un incubo per il proprietario del veicolo.

Il cedimento del manto stradale, probabilmente causato da infiltrazioni nel sottosuolo, ha evitato per un soffio una tragedia, ma ha lasciato il cittadino in una situazione di profonda disperazione. A 24 ore dall’incidente, l’automobilista ha scritto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, chiedendo aiuto: “La mia auto è da buttare, ha subito danni gravissimi. Tutti mi dicono che il Comune non risarcirà nulla. Sono disperato”.

La testimonianza e le immagini choc

Le foto inviate a Borrelli mostrano la Twingo semidistrutta, affondata nella buca che si è spalancata sotto di essa. Un’immagine che racconta non solo il dramma personale del proprietario, ma anche lo stato di degrado delle strade di Melito e di molti comuni della provincia napoletana.

“Scene da Terzo mondo”, tuona Borrelli, che da anni denuncia il dissesto della rete viaria e l’inerzia delle amministrazioni locali. “È inaccettabile che un cittadino parcheggi sotto casa e ritrovi l’auto inghiottita dall’asfalto, per poi essere abbandonato a sé stesso senza alcun supporto”.

Un problema noto, ma ignorato

Secondo i residenti, il tratto di via Magellano era già stato oggetto di interventi provvisori da parte degli Acquedotti, ma le riparazioni “tampone” non hanno risolto il problema di fondo.

Dopo il crollo, sul posto sono intervenuti i tecnici comunali, la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area e avviare verifiche. L’intervento, però, non placa la paura dei cittadini, che temono nuovi cedimenti. “Ogni giorno riceviamo segnalazioni di buche, avvallamenti, cedimenti – denuncia Borrelli –. È l’ennesima prova dell’abbandono di interi territori”.

L’appello per la responsabilità

Il deputato non usa mezzi termini e punta il dito contro il Comune di Melito, chiedendo un’assunzione di responsabilità immediata. “Quando la denuncia arriva da chi ha subito un danno diretto, va ascoltata con ancora più forza”, afferma.

“Il Comune deve garantire un risarcimento al cittadino e avviare un piano straordinario di messa in sicurezza delle strade. Non possiamo aspettare la prossima tragedia per agire”. La vicenda, che ha fatto il giro del web, ha riacceso i riflettori sulle condizioni precarie della viabilità locale, un problema cronico che continua a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini.

La lettera del proprietario della Twingo è un grido d’aiuto che rappresenta il disagio di tanti. L’uomo, rimasto senza auto e con la prospettiva di non ricevere alcun rimborso, si trova a fare i conti con un danno economico e psicologico non indifferente. La sua storia è l’emblema di un sistema che troppo spesso lascia i cittadini soli di fronte alle conseguenze dell’incuria amministrativa.

L’incidente di via Magellano non è solo un episodio isolato, ma il simbolo di un’emergenza strutturale che affligge Melito di Napoli e molte aree della provincia. La denuncia di Borrelli e la disperazione del proprietario dell’auto chiamano in causa le istituzioni: serve un intervento deciso per mettere fine al degrado delle strade e restituire sicurezza e dignità ai cittadini. La prossima mossa spetta al Comune, chiamato a rispondere con fatti concreti per evitare che il dramma di ieri si trasformi nel preludio di una tragedia annunciata.

Caserta, attrezzature rubate confiscate e donate alla Protezione Civile

Caserta  Attrezzature per la cura del verde, oggetto di un furto e pronte per essere immesse sul mercato in modo fraudolento, sono state confiscate e devolute alla Protezione Civile dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, su autorizzazione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Il sequestro è avvenuto nel corso di un’operazione mirata contro i reati contro il patrimonio condotta dai militari della Tenenza di Sessa Aurunca, che hanno individuato presso un commerciante di Teano un’ingente quantità di materiali rubati, tra cui decespugliatori, motoseghe, tagliasiepi, elettroseghe, oltre a oli combustibili e accessori vari. Il valore complessivo della refurtiva ammonta a diverse migliaia di euro.

La merce, sottratta a una nota azienda produttrice del settore, era pronta per essere rivenduta illegalmente. Dopo la confisca, il materiale è stato consegnato ufficialmente alla Protezione Civile locale, grazie a un’azione congiunta all’insegna della solidarietà e della cooperazione istituzionale.

L’attrezzatura sarà ora impiegata per potenziare i servizi offerti alla collettività, contribuendo a ridurre i costi di gestione delle attività quotidiane della Protezione Civile.

Parole di ringraziamento sono giunte dal presidente dell’Ente, che ha espresso sincero apprezzamento per l’attenzione e la disponibilità dimostrate ancora una volta dalle Fiamme Gialle, sottolineando il valore concreto della sinergia tra Istituzioni a servizio del territorio.

Le Ville ritrovate: chiude con un successo senza precedenti la XXXVI edizione del Festival delle Ville Vesuviane

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Un Miglio d’Oro davvero luminoso ha fatto da sfondo all’edizione più partecipata e simbolicamente unitaria del Festival delle Ville Vesuviane, che si è chiusa con un bilancio più che positivo e il cuore colmo di emozioni.

Ventisette spettacoli, cinque comuni coinvolti, un intero mese di appuntamenti e circa seimila spettatori: numeri che non raccontano soltanto il successo di una rassegna, ma l’effetto concreto di una visione, di una sinergia e di una passione finalmente condivisa.

Per la prima volta, infatti, tutte le città del Miglio d’Oro – Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano, Torre del Greco e Napoli (VI Municipalità) – si sono unite in un unico progetto culturale, facendo sistema attorno alla bellezza senza tempo delle dimore storiche che ne custodiscono l’anima: Villa Campolieto, Villa Vannucchi, Villa Mascolo, Palazzo Vallelonga e Palazzo Bisignano sono tornate a vivere, restituite alla loro naturale vocazione di luoghi d’arte, incontro e memoria condivisa.

A guidare questo autentico rinascimento vesuviano è stato ancora una volta il presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane, Gennaro Miranda, che con determinazione e visione ha saputo imprimere al festival un respiro nuovo, capace di coniugare radici e contemporaneità.

Accanto a lui, il direttore artistico Bruno Tabacchini, che ha firmato un cartellone raffinato e polifonico, attraversato da grandi nomi, prime nazionali, omaggi poetici, danza, musica, tradizione e sperimentazione. Un programma pensato come un vero e proprio viaggio identitario, in grado di parlare tanto alla comunità locale quanto a un pubblico più ampio, attirato dalla ricchezza e dalla qualità dell’offerta culturale.

Rispetto allo scorso anno, l’affluenza è raddoppiata, confermando che l’investimento sulle Ville Vesuviane, intese non solo come monumenti ma come presìdi vivi di cultura, è stato non solo opportuno ma necessario. La cifra dei circa seimila spettatori complessivi rappresenta un traguardo importante, ma anche un punto di partenza per un futuro che si preannuncia ancora più ambizioso.

Il Festival delle Ville Vesuviane si è così confermato non solo come uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi dell’estate campana, ma come un laboratorio di comunità, dove l’arte si fa linguaggio comune, ponte tra generazioni e motore di rinascita territoriale. Le luci si spengono sui palcoscenici, ma resta accesa la fiamma di un’identità che ha finalmente ritrovato casa.

De Luca sulle Regionali: “Non sono io a preoccuparmi, ma i cittadini. Servono candidati adeguati”

Castel Volturno – “Non sono io a dover essere preoccupato per il futuro della Regione, ma i cittadini campani. Servono persone adeguate e bisogna combattere l’opportunismo di chi si nasconde dietro il mio nome”.

Con queste parole, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha commentato la corsa alle candidature per le prossime elezioni regionali, rispondendo ai cronisti durante un evento alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, intitolato “Pineta Grande Hospital: una storia di eccellenza italiana”.

Un monito alle forze politiche

De Luca, senza mezzi termini, ha richiamato le forze politiche alla responsabilità nella scelta dei candidati, sottolineando la necessità di proporre figure competenti e credibili. “Non sono io a decidere, saranno le forze politiche a farlo”, ha dichiarato, chiarendo il suo ruolo nella partita elettorale.

“Posso esprimere il mio pensiero, ma poi ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”. Un messaggio chiaro, che sembra voler mettere in guardia contro scelte dettate da logiche di convenienza o da tatticismi politici.

L’impegno fino all’ultimo giorno

Il governatore, in carica dal 2015, ha ribadito il suo impegno a portare avanti il lavoro fino alla fine del mandato. “Noi faremo il nostro dovere fino in fondo”, ha assicurato, sottolineando la centralità del bene comune e la necessità di evitare derive opportunistiche. La sua dichiarazione arriva in un momento di fermento politico, con le elezioni regionali alle porte e le coalizioni impegnate a definire strategie e nomi per la successione.

Le parole di De Luca sono state pronunciate a margine di un evento dedicato all’eccellenza sanitaria campana, un tema che il presidente ha spesso posto al centro della sua azione di governo.

La clinica Pineta Grande, struttura di riferimento nel panorama sanitario regionale, ha offerto lo spunto per un intervento che ha mescolato riflessioni sul presente e sul futuro della Campania. In questo contesto, De Luca ha voluto rimarcare l’importanza di una politica che metta al primo posto la competenza e il servizio ai cittadini.

Una sfida per il futuro

Le dichiarazioni del presidente riflettono una preoccupazione di fondo per la qualità della classe dirigente che guiderà la Regione nei prossimi anni. Il richiamo a “persone adeguate” e il riferimento agli “opportunisti” che si nascondono dietro il suo nome sembrano un invito a un rinnovamento responsabile, capace di valorizzare il lavoro svolto durante il suo mandato e di affrontare le sfide future con serietà.

Con il suo intervento a Castel Volturno, Vincenzo De Luca lancia un segnale forte alle forze politiche e ai cittadini campani: il futuro della Regione dipende dalla capacità di scegliere rappresentanti all’altezza delle aspettative. In vista delle elezioni regionali, il governatore si smarca dalle dinamiche di selezione dei candidati, ma non rinuncia a indicare la rotta: competenza, responsabilità e lotta agli opportunismi come pilastri per il domani della Campania.

Napoli, operazione di pulizia lungo le mura del Maschio Angioino: rimosse oltre 5 tonnellate di rifiuti

NapoliI – Passeggini, materassi, coperte, materiali di risulta e perfino rifiuti ingombranti. È quanto emerso dall’intervento di pulizia straordinaria effettuato martedì mattina lungo le mura perimetrali del Maschio Angioino, nei pressi del Molo Beverello.

Oltre 5 tonnellate di rifiuti sono state rimosse da un’area che, nonostante la recinzione predisposta per la messa in sicurezza del complesso monumentale, era diventata un vero e proprio deposito di spazzatura.

L’operazione, preceduta da una necessaria attività di sanificazione, è stata coordinata dalla task force per il decoro urbano voluta dal sindaco Gaetano Manfredi. Sul campo sono intervenuti in sinergia diversi enti e servizi comunali: Napoli Servizi, Asia Napoli, l’unità operativa Investigativa ambientale ed Emergenze sociali della Polizia Locale, insieme al servizio Edilizia monumentale dell’Area tecnica Patrimonio.

Secondo quanto riferito da Palazzo San Giacomo, l’intervento rientra nel più ampio piano di riqualificazione e ripristino del decoro urbano in diverse zone della città, con particolare attenzione alle aree monumentali e ad alta frequentazione turistica.

Un’azione necessaria per restituire dignità a uno dei luoghi simbolo del centro storico e contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti.

Napoli, artista aggredito in Piazza del Plebiscito

Napoli– Un grave episodio di violenza e minacce si è consumato nel cuore di Napoli, in Piazza del Plebiscito, ai danni di un giovane artista di Ponticelli.

Rapper e poeta impegnato nel sociale, il ragazzo era in piazza il 28 luglio scorso per promuovere la sua pagina Instagram e un progetto culturale incentrato sul riscatto delle periferie e la denuncia delle ingiustizie.

La vicenda ha sollevato un’ondata di indignazione, soprattutto per la presunta inazione delle forze dell’ordine.

Le minacce e l’aggressione sotto gli occhi delle autorità

Secondo il racconto del giovane, che nei suoi testi affronta temi come la violenza di genere, l’abbandono istituzionale e il degrado sociale, è stato avvicinato da quattro venditori ambulanti abusivi. Questi lo avrebbero intimato ad allontanarsi, sostenendo di avere il “controllo della piazza” e minacciandolo apertamente.

La situazione è degenerata il giorno successivo, 29 luglio, quando il ragazzo è stato aggredito fisicamente da due individui. L’aspetto più sconcertante, secondo la sua testimonianza, è che l’aggressione sarebbe avvenuta *davanti a pattuglie di polizia ed esercito* presenti in zona, le quali, nonostante le sue richieste, non sarebbero intervenute per identificare gli aggressori.

Durante lo scontro, gli aggressori avrebbero continuato a minacciare di morte il ragazzo, dicendo che lo avrebbero accoltellato se fosse tornato in piazza, sempre alla presenza delle autorità. L’artista ha riportato*traumi multipli ed è stato visitato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania, con una prognosi di sette giorni. Subito dopo, ha sporto regolare denuncia.

La richiesta di giustizia e l’intervento di Borrelli

A seguito del grave episodio, il giovane si è rivolto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, per chiedere giustizia e protezione.

Borrelli ha duramente condannato l’accaduto: “Trovo scandaloso e inaccettabile che nel cuore di Napoli, in una piazza simbolo, si possa essere minacciati, aggrediti e cacciati da chi pretende di esercitare un controllo criminale sul territorio. Parliamo di un artista, un ragazzo perbene che con coraggio cerca di costruire cultura, bellezza e consapevolezza in una città difficile. Invece di proteggerlo, lo si lascia solo. È vergognoso che in presenza delle forze dell’ordine nessuno abbia identificato i suoi aggressori. Pretendiamo risposte immediate: vogliamo sapere chi sono questi individui e perché non sono stati fermati. La piazza appartiene ai cittadini onesti, non agli abusivi e agli intimidatori.”

Il deputato ha già chiesto formalmente alle autorità competenti di intervenire per l’identificazione degli aggressori, un’analisi del comportamento delle forze dell’ordine coinvolte e la tutela della vittima, affinché possa tornare a esprimersi in piena libertà negli spazi pubblici della città.

“La camorra culturale, fatta di minacce, intimidazioni e violenza contro chi vuole creare valore, è pericolosa quanto quella economica e militare. A chi semina paura, risponderemo con denunce, atti pubblici e protezione concreta per chi non si piega”, ha concluso Borrelli, sottolineando la gravità del fenomeno.

West Nile, quarta vittima in Campania: è un 73enne di Maddaloni

Caserta– Quarta vittima del virus West Nile in Campania: si tratta di un uomo di 73 anni, residente a Maddaloni, in provincia di Caserta. L’anziano, indicato con le iniziali A.A., era stato ricoverato nei giorni scorsi all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano in condizioni critiche a causa della forma neuroinvasiva dell’infezione.

Le sue condizioni si sono aggravate progressivamente fino al decesso, complici anche le patologie pregresse che ne avevano reso il quadro clinico particolarmente fragile.

È l’ottavo paziente colpito dal virus a livello regionale a non superare la malattia, e il secondo caso letale registrato proprio a Maddaloni, dopo la morte di un altro anziano di 80 anni avvenuta nelle scorse settimane sempre nello stesso ospedale.

L’allarme resta alto nel territorio casertano, considerato area endemica per la presenza del virus trasmesso dalle zanzare. Anche se distante dal litorale, Maddaloni è attraversata dall’Acquedotto Carolino – o di Vanvitelli – che trasporta acqua dalle sorgenti del Taburno fino alla Reggia di Caserta, creando ambienti umidi ideali per la proliferazione delle zanzare comuni, principali vettori del virus.

A rendere la zona particolarmente esposta contribuisce anche la presenza di uccelli selvatici e migratori, serbatoio naturale del virus.

Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza delle misure di prevenzione. Comuni e Asl stanno intensificando in queste ore le attività di disinfestazione mirata, mentre ai cittadini viene raccomandato di adottare precauzioni anche in ambito privato, come l’uso di zanzariere, repellenti e abbigliamento protettivo nelle ore serali.

Il virus West Nile, che si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette, può causare sintomi lievi ma anche complicazioni neurologiche gravi, soprattutto in soggetti fragili o immunodepressi. Da qui l’appello alla prevenzione: perché anche lontano dalle aree costiere, l’insidia del virus resta concreta.

Terremoto di magnitudo 8.6 in Kamchatka: paura tsunami nel Pacifico

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Una scossa sismica di magnitudo 8.6 ha colpito nelle prime ore del 30 luglio la zona al largo della Penisola della Kamchatka, in Russia, scuotendo non solo il sottosuolo ma anche l’intero bacino del Pacifico. L’evento, registrato alle 01:24 italiane, è stato definito dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia come uno dei dieci terremoti più forti mai misurati nella storia, avvenuto in una delle aree tettonicamente più pericolose del pianeta.

Il sisma si è generato lungo una zona di subduzione — lo stesso scenario geologico che già in passato ha prodotto catastrofi sismiche come quella del 1952 (magnitudo 9.0) e il disastro del 2011 in Giappone (magnitudo 9.1). Secondo i geologi dell’Ingv, l’energia sprigionata ha probabilmente causato uno scorrimento lungo centinaia di chilometri di faglia, con spostamenti del terreno nell’ordine di diversi metri.

A rendere ancora più drammatica la situazione sono state le oltre 50 repliche registrate subito dopo, alcune delle quali hanno superato la magnitudo 6.9, mentre nei giorni precedenti erano già state registrate scosse fino a magnitudo 7.4 nella stessa zona.

Allerta tsunami nella regione del Pacifico

Ma la vera paura è arrivata dal mare. A dieci minuti dalla scossa, le autorità hanno diramato l’allerta tsunami per tutta la regione del Pacifico: onde alte diversi metri si sono abbattute sulla costa russa, quelle giapponesi sono state raggiunte da onde di circa un metro, provocando evacuazioni preventive. Le Hawaii sono state colpite da onde tra i due e i tre metri e anche le coste della California hanno iniziato a registrare anomalie marine.

La NOAA americana ha emesso una severa allerta anche per le aree del Pacifico meridionale, coinvolgendo Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Vanuatu. L’ambasciata statunitense ha avvisato i cittadini di possibili inondazioni costiere e correnti marine molto pericolose: le popolazioni costiere sono state invitate a tenersi lontane da spiagge e porti e a monitorare costantemente gli aggiornamenti ufficiali.

Il terremoto della Kamchatka non è solo un colpo al cuore del sistema tettonico del Pacifico: è un campanello d’allarme sulle dinamiche geologiche che, con questa potenza, ricordano quanto fragile sia l’equilibrio tra Terra e mare. La natura ha tremato con forza. E l’uomo, ancora una volta, si trova a inseguire le sue conseguenze.

Eboli, il caso della barca abbandonata sulla spiaggia libera da tre anni

Ciò che resta della MENSH II, un’imbarcazione di lusso da quasi 24 metri, è oggi una ferita aperta nel cuore della costa ebolitana. Abbandonata sulla spiaggia libera da novembre 2021, trasformata da relitto marittimo a sfondo degradato, la barca battente bandiera polacca è ormai un pericolo per l’ambiente, per i bagnanti e per il decoro del litorale. Una carcassa corrosa dalla salsedine, insabbiata nell’indifferenza istituzionale.

Eppure un’ordinanza c’era. Firmata dal sindaco Mario Conte all’indomani dell’incidente e indirizzata alla società spagnola Neptunus Assets, proprietaria dell’imbarcazione, l’intimazione dava trenta giorni per rimuovere il relitto. Sono passati quasi mille. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessuno ha fatto nulla.

Da simbolo del turismo nautico a parco giochi per ragazzi, rifugio per sbandati, rampa di lancio per tuffi azzardati, il relitto è diventato un’anomalia assordante. “Se fosse finita su un lido privato sarebbe sparita in una settimana,” denuncia un cittadino che ha documentato tutto in un video inviato al deputato Francesco Emilio Borrelli. “Così invece affonda ogni giorno di più. E chissà oli e carburanti dove sono finiti.”

Borrelli, parlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra, ha annunciato un’interrogazione urgente, chiedendo l’intervento del Ministero dell’Ambiente e della Capitaneria di Porto: “Non possiamo più accettare questo insulto al territorio. È uno scandalo che parla di abbandono e di impotenza amministrativa. Lo Stato deve intervenire, bonificare, e accertare le responsabilità.”

Nel frattempo, gli operatori continuano a pulire quel tratto di spiaggia, cercando di restituirgli un minimo di dignità. Ma la barca è ancora lì, corrosa e minacciosa, spettro d’acciaio di una burocrazia che ha fallito. “Quando una società privata ignora i suoi doveri – conclude Borrelli – e le istituzioni locali non fanno rispettare le ordinanze, è compito dello Stato difendere la legalità e l’ambiente. Basta ruggine, basta silenzi.”

Napoli, maxi controlli su auto con targa straniera: multe per oltre 6mila euro a Scampia e Chiaiano

Nella rete dei controlli straordinari disposti dal Comando della Polizia Locale di Napoli sono finite trentatré auto, molte con targa straniera, che circolavano nei quartieri di Scampia e Chiaiano senza rispettare le regole basilari del Codice della Strada. Un’operazione mirata, condotta dagli agenti dell’unità operativa Scampia e dal Gruppo Intervento Territoriale, per verificare la regolarità dei veicoli che transitano ogni giorno nelle aree più trafficate della periferia nord.

Il bilancio parla chiaro: oltre 6.200 euro in sanzioni, tre veicoli sottoposti a fermo amministrativo e una patente ritirata. Le infrazioni rilevate raccontano di un far west su ruote: documenti mancanti, patenti non conformi o mai conseguite, auto estere non immatricolate in Italia nonostante la circolazione stabile nel territorio nazionale. A queste si aggiungono omissioni gravi come la mancata revisione e il mancato aggiornamento della residenza.

Il blitz delle forze municipali ha messo sotto pressione una realtà dove troppo spesso le regole della circolazione vengono ignorate. L’obiettivo è chiaro: ripristinare legalità e sicurezza nelle strade, colpendo in particolare chi cerca scorciatoie attraverso la targa straniera. Un primo passo di un piano di controlli che – assicurano dal Comando – proseguirà a tappeto anche nelle prossime settimane.

Un algoritmo italiano rivoluziona lo scouting: così si scoprono i campioni del futuro

Niente più impressioni a pelle, intuizioni romantiche o colpi d’occhio da bordocampo: il nuovo oracolo del calcio si chiama Algorithm Soccer Oracle (Asm) ed è un algoritmo che promette di rivoluzionare il modo in cui vengono scovati i giovani talenti. Nato negli Stati Uniti, ma sviluppato da un team guidato da cervelli italiani, lo strumento è stato ideato da Alessio Sundas e ha già superato numerosi test con risultati sorprendenti. Ora è pronto per essere lanciato sul mercato e cambiare il destino di migliaia di aspiranti calciatori.

Il funzionamento è semplice quanto spietatamente preciso: la squadra che sceglie il servizio invia i video di dieci partite. L’algoritmo elabora le prestazioni di ogni giocatore, analizzando parametri come passaggi riusciti, contrasti vinti, chilometri percorsi, cross andati a buon fine. Il risultato? Un punteggio numerico che racconta la traiettoria possibile del giovane: sotto i 250 punti, si resta nell’orbita della Promozione; tra 250 e 500, si sogna la Serie D o la Lega Pro; oltre i 750, si comincia a parlare di Serie A.

Ma non finisce qui. Oltre alla valutazione globale, l’algoritmo fornisce un report dettagliato dei punti di forza e di debolezza di ciascun calciatore, offrendo così un piano chiaro per migliorarsi. Il tutto viene consegnato in una app dedicata, a disposizione dello staff tecnico del club.

“Il calcio moderno non può prescindere dalla tecnologia”, dice Sundas. “Questo algoritmo garantisce oggettività e aiuta a valorizzare i giovani in modo scientifico. Mi auguro che venga presto adottato anche in Italia: il nostro calcio ne ha bisogno come il pane”. In un mondo dove le statistiche contano quasi quanto i gol, Asm segna un punto decisivo a favore della scienza applicata allo sport. Non più sogni affidati al caso, ma talenti misurati, letti, previsti. E magari, finalmente, valorizzati come meritano.

Camorra, estorsioni a tappeto a Caivano: 8 misure cautelari

Caivano – Estorsioni sistematiche ai danni di imprenditori e commercianti a Caivano, imposte anche durante il riassetto degli equilibri criminali sul territorio.

È il quadro che emerge da una nuova indagine condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato all’emissione di otto misure cautelari in carcere.

Il provvedimento, firmato dal gip del Tribunale di Napoli, riguarda otto persone – sette delle quali già detenute in seguito ai fermi eseguiti lo scorso 9 luglio – ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso e di estorsione aggravata e continuata.

L’inchiesta ha fatto luce sulla perdurante operatività del clan Ciccarelli, storicamente egemone a Caivano, ma anche sull’emergere di nuove dinamiche criminali nate dopo l’arresto dei vertici del gruppo Angelino-Gallo, un tempo rivale.

Le indagini, avviate nell’ottobre 2024, hanno documentato numerosi episodi di estorsione aggravata, messi in atto attraverso intimidazioni e richieste sistematiche di denaro a esercenti locali.

 Il clan aveva il libro mastro del pizzo

Durante le perquisizioni, è stato sequestrato un documento considerato di particolare rilievo investigativo: un elenco dettagliato con cifre e nomi di presunte vittime del racket, ritenuto un vero e proprio registro del “pizzo”.

L’operazione conferma la costante pressione della criminalità organizzata sul tessuto economico di Caivano e la capacità dei clan di riorganizzarsi nonostante i colpi inferti dalle forze dell’ordine.

Tentato omicidio a Pianura, arrestato 20enne

Napoli – Un giovane di 20 anni è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita dai carabinieri della compagnia di Bagnoli su disposizione del GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il ragazzo è gravemente indiziato di tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco, reati aggravati dal metodo mafioso.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 9 febbraio scorso avrebbe esploso un colpo di pistola contro un’altra persona nel quartiere Pianura.

Solo il tempestivo intervento dei residenti, allertati dallo sparo e pronti a contattare le forze dell’ordine, ha evitato conseguenze più gravi.

Le indagini, supportate dalla testimonianza della vittima, dall’analisi dei tabulati telefonici e dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire la dinamica dell’agguato e identificare il presunto responsabile.

Il giovane si trovava già in carcere per un altro episodio di violenza: nei mesi scorsi era stato arrestato per una brutale aggressione avvenuta in un bar della movida di Chiaia.

Estate e zanzare, cosa sapere e cosa (non) fare

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Roma – Non servono paludi lontane o foreste tropicali: per far nascere una zanzara può bastare un tappo di bottiglia con dell’acqua stagnante.

E con l’estate in pieno svolgimento, la presenza delle zanzare è in aumento in tutta Italia, dalle città alle località turistiche. Ne esistono oltre 3.500 specie nel mondo ma solo le femmine pungono per nutrire le proprie uova.

Gli esperti di SC Johnson – tra i leader mondiali negli insetticidi, inclusi gli insetto repellenti come Autan – condividono alcuni consigli semplici ed efficaci per aiutare ad evitare le punture di zanzare e ridurre il rischio di trasmissione di malattie come malaria, dengue, chikungunya e febbre del Nilo occidentale.

Per contestualizzare il fenomeno nel panorama attuale del nostro paese, l’azienda ha chiesto un parere all’infettivologo Spinello Antinori, Professore Ordinario di Malattie Infettive presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Università degli Studi di Milano, Direttore UOC Malattie Infettive 3 dell’ASST Fatebenefratelli Sacco e Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali dell’Università degli Studi di Milano.

“Le zanzare non sono tutte uguali- precisa Antinori- e non si limitano a pungere. Alcune specie sono in grado di trasmettere virus che ormai non sono più confinati alle zone tropicali.

Anche se i rischi sono più contenuti rispetto ad altre aree del mondo, negli ultimi anni, complici cambiamento climatico e globalizzazione, anche in Italia abbiamo avuto focolai autoctoni di malattie trasmesse dalle zanzare come dengue, chikungunya e il virus del Nilo occidentale occidentale da oltre quindici anni è considerato endemico nel nostro Paese”.

Ulteriore conferma arriva dall’Istituto Superiore di Sanità che nel I semestre del 2025 (dati aggiornati al 15 luglio 2025) ha registrato 83 casi confermati di Dengue (82 dei quali associati a viaggi all’estero e 1 caso autoctono) e 51 casi confermati di Chikungunya (50 dei quali associati a viaggi all’estero e 1 caso autoctono).

Sempre dai dati Iss risulta anche che al 23 luglio 2025 sono 32 i casi confermati di infezione da West Nile virus nell’uomo in Italia dall’inizio dell’anno, oltre 20 dei quali sono stati segnalati dalla Regione Lazio, tutti in provincia di Latina.

E, secondo una recente circolare del Ministero della Salute, il nostro paese è ormai considerato area a rischio per la trasmissione autoctona di virus tipici dei Paesi tropicali. In Italia, la zanzara tigre è diffusa ovunque, anche nelle città. In estate, con l’umidità e il caldo, il rischio si amplifica.

Non a caso, negli ultimi anni si sono verificati focolai di dengue autoctona in Emilia-Romagna, Marche e Lombardia. Alcuni partiti proprio da giardini privati, con infestazioni legate ad acqua stagnante in sottovasi, grondaie o giochi da giardino.

“Le zanzare necessitano di acqua per deporre le uova e dare origine alla propria progenie- spiega Antinori- L’acqua che rimane negli invasi dei fiori presenti nei giardini o sui balconi, ad esempio, rappresenta un ottimo incubatore e può trasformare un ambiente domestico in un perfetto luogo di riproduzione. Proteggersi diventa così indispensabile, a casa e all’aperto”.

Da oltre 65 anni, SC Johnson riunisce le competenze entomologiche del suo Center for Insect Science for Family Health, continuando ad affermare la propria leadership nella ricerca sugli insetti e un impegno di 5 generazioni per un mondo migliore per le future generazioni.

Ed ecco 5 consigli degli esperti di insetti di SC Johnson per proteggersi dalle zanzare:

1. FAI IL CHECK-UP DELL’ACQUA STAGNANTE (ED ELIMINALA PRIMA DI PARTIRE)
Controlla regolarmente balconi, sottovasi, bidoni e grondaie e svuotali periodicamente. Riserva loro un’attenzione in più prima di partire per le per le zanzare durante la tua assenza. Ricorda che anche un cucchiaio d’acqua può bastare ad una zanzara per deporre le uova.

2. USA IL REPELLENTE (IN MODO CORRETTO E CON LE GIUSTE INDICAZIONI) ANCHE IN ITALIA – Soprattutto se sei all’aperto all’alba o al tramonto, quando le zanzare sono più attive, applica sempre un repellente a base di Deet o Icaridina. Prima di utilizzarlo leggi attentamente l’etichetta e segui le istruzioni: non è un cosmetico ma un dispositivo di protezione. Spray, lozioni e salviette sono efficaci solo se applicati correttamente. Non spruzzare o strofinare mai il prodotto sotto i
vestiti né su tagli, ferite o pelle irritata. Per utilizzare il repellente sul viso, applicalo prima sulle mani e poi distribuiscilo sul viso e sul collo. Se un repellente personale entra in contatto con gli occhi, sciacquali con acqua.

3. PROTEGGI ANCHE I PIÙ PICCOLI CON ATTENZIONE
Non lasciare che i bambini si applichino da soli il repellente. Spruzzalo prima sulle tue mani poi sulla pelle esposta del bambino. Non esagerare con la quantità (una dose abbondante non è garanzia di una protezione migliore o più duratura) e non applicarlo mai su mani, occhi o bocca. Ricorda di utilizzare prima la protezione solare e di applicare solo successivamente il repellente.

4. IN SPIAGGIA O IN CAMPEGGIO, PORTA CON TE ANCHE UN REPELLENTE
SPAZIALE – Repellenti spaziali, come diffusori elettrici e dispositivi da giardino, possono aiutare a ridurre la presenza di zanzare in un’intera area tenendole lontane da zone comuni come balconi e terrazzi, aree picnic o tende da campeggio. Scegli sempre prodotti certificati e leggi prima molto attentamente l’etichetta.

5. SCEGLI CON CURA L’ABBIGLIAMENTO (VIA LIBERA AD ABITI CHIARI E COPRENTI)
Maniche e pantaloni lunghi, colori chiari e tessuti leggeri aiutano a tenere lontane le zanzare (che sono invece attirate dai colori scuri) e possono contribuire a ridurre notevolmente le punture. Attenzione ai tessuti sintetici: ci sono repellenti che non vanno usati con alcuni di questi tessuti tra i quali, ad esempio, rayon, spandex e acetato.

“La prevenzione è il miglior alleato per un’estate serena- conclude l’infettivologo Antinori- e adottare piccoli accorgimenti quotidiani, come quelli suggeriti, è il modo migliore per proteggere, in città ma anche in vacanza, se stessi e i propri cari”.