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Pomigliano, lavoravano in nero mentre percepivano Naspi e pensione: denunciati

Dietro le apparenze di una normale attività di ristorazione, si nascondeva una doppia frode: due persone sono state scoperte a lavorare in nero in una pizzeria di Pomigliano d’Arco, pur percependo regolarmente l’indennità di disoccupazione e la pensione.

Ma il caso, per le autorità, non è soltanto l’ennesimo episodio di lavoro sommerso. Si tratta di una vera e propria truffa ai danni dello Stato.

È quanto emerso dai controlli condotti il 1° agosto dall’Ispettorato del Lavoro, in collaborazione con la polizia municipale, in diversi esercizi commerciali del comune alle porte di Napoli.

A finire nel mirino degli ispettori un 26enne di Sant’Antimo, risultato beneficiario della Naspi, e una 74enne di Sant’Anastasia, regolarmente pensionata. Entrambi lavoravano senza contratto in una nota pizzeria della zona, in piena violazione delle norme sul lavoro e sull’accesso ai benefici assistenziali.

Non solo “nero”, ma un sistema organizzato

I due sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per indebita percezione di erogazioni pubbliche. Una vicenda che apre interrogativi più profondi su un sistema che, da semplice sommerso, rischia di configurarsi come meccanismo strutturato di elusione e truffa, con complicità più o meno dirette da parte dei datori di lavoro

. Il danno non è solo economico, ma sociale: sottrae risorse pubbliche e mina la fiducia nelle istituzioni, alimentando una concorrenza sleale che penalizza le imprese oneste e chi rispetta le regole.

Sanzioni e sospensioni per tre attività

Nel corso della stessa operazione sono stati scoperti oltre dieci lavoratori in nero in diverse attività tra cui, oltre alla pizzeria, anche un centro estetico e un negozio di abbigliamento. A queste attività è stata disposta la sospensione immediata. Le sanzioni amministrative ammontano a circa 38.000 euro.

Tra i lavoratori irregolari identificati figura anche un cittadino straniero senza permesso di soggiorno, già noto alle forze dell’ordine per essere stato denunciato mesi fa per macellazione abusiva di cinghiali in un edificio privato di Pomigliano.

Controlli estesi e riscontri urbanistici

Oltre alle violazioni sul fronte del lavoro, durante i controlli sono emersi anche abusi edilizi in alcuni locali adibiti ad attività commerciali. Strutture modificate senza autorizzazioni, spesso per aumentare spazi destinati alla produzione o al servizio, in violazione delle normative urbanistiche e di sicurezza.

Un fenomeno sistemico che richiede risposte forti

I dati confermano un trend preoccupante: in troppi casi, il lavoro nero non è solo frutto di necessità o superficialità, ma parte di strategie deliberate per aggirare le leggi, sfruttare la manodopera e incassare benefit pubblici non dovuti.

La presenza di beneficiari di Naspi e pensionati impiegati in nero, spesso con la complicità dei datori di lavoro, rappresenta una doppia beffa per lo Stato e per i cittadini che rispettano le regole.

Serve, ora più che mai, una stretta non solo nei controlli, ma anche nella trasparenza e digitalizzazione dei rapporti di lavoro, nella tracciabilità dei contratti e nell’incrocio sistematico delle banche dati tra INPS, Agenzia delle Entrate e Ispettorato del Lavoro.

Perché quando si ruba al lavoro e allo Stato, non si parla più solo di irregolarità: si parla di truffa. E va trattata come tale.

Napoli, minorenni in scooter senza casco

Napoli – Continuano ad arrivare al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli numerose segnalazioni video che mostrano genitori irresponsabili trasportare i propri figli, anche molto piccoli, in sella di scooter senza alcuna protezione.

I filmati, ripresi da alcuni automobilisti, documentano una serie di comportamenti pericolosissimi sia nel traffico cittadino che su strade ad alta velocità.

La galleria degli orrori e le segnalazioni da Napoli e Bari

I “video della vergogna” ricevuti da Borrelli dipingono un quadro allarmante. In un filmato girato a Capodimonte, si vedono due giovani genitori sfrecciare in scooter con una bambina piccolissima che dorme in braccio alla madre, tutti e tre rigorosamente senza casco.

In un’altra ripresa, uno scooter con due adulti e una bambina a bordo procede a velocità sostenuta sulla Tangenziale di Napoli, senza che nessuno indossi il casco. Ancora, in via Foria, un bambino “penzola” dal mezzo aggrappato alla madre.

La situazione non è limitata al capoluogo campano: da Bari arriva il video di un padre che mette alla guida di un potente motociclo il figlio di pochi anni, filmandolo mentre guida.

L’appello di Borrelli: “Genitori sciagurati, servono sanzioni e servizi sociali”

Il deputato ha duramente commentato l’accaduto: “Genitori sciagurati trasportano i figli senza alcuna protezione, incuranti di mettere a rischio la loro vita. Ciò accade non solo nelle strade cittadine ma, addirittura, in quelle ad alto scorrimento, a velocità incompatibile con la sicurezza stradale”.

Di fronte a una situazione così diffusa e pericolosa, Borrelli chiede misure drastiche: “Ritengo che sia necessario intervenire non solo sanzionando i genitori irresponsabili ai sensi del codice della strada, ma facendo intervenire d’ufficio i servizi sociali.

Abbiamo il dovere di tutelare l’incolumità di bimbi che, di certo, non hanno chiesto di salire in sella agli scooter e che non possono essere a conoscenza di quello che rischiano”. La battaglia di Borrelli per la sicurezza stradale, a difesa delle vittime, si concentra ora sulla tutela dei più vulnerabili, i minori, esposti a rischi incalcolabili per l’irresponsabilità dei propri genitori.

Sarno, premiata la miglior tesi magistrale: riconoscimento a una giovane ricercatrice

Nella suggestiva cornice del Parco Archeologico di Paestum, si è svolta la cerimonia della VI edizione del Premio Artis Suavitas, promosso dall’Associazione Artis Suavitas APS. Tra i protagonisti dell’evento, che celebra ogni anno l’eccellenza accademica e culturale, anche una giovane laureata dell’Università degli Studi di Salerno, insignita del riconoscimento per la Miglior Tesi di Laurea Magistrale.

Il premio, assegnato a tre giovani talenti del panorama universitario italiano, punta a valorizzare originalità, qualità del lavoro e impegno accademico. In un contesto di alto profilo culturale, la vincitrice ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del Maestro pasticcere Iginio Massari e di Carmine Sansone, General Manager dell’Hotel Savoy di Paestum.

«Essere premiata in un luogo tanto simbolico, di fronte a una platea di esperti e personalità della cultura, è stata un’emozione autentica», ha dichiarato la giovane ricercatrice, che ha ringraziato l’Associazione Artis Suavitas, il Comitato Scientifico e in particolare l’Avv. Antonio Larizza per la fiducia accordata al suo progetto di ricerca.

La tesi premiata, presentata presso il Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione (DISPC), propone un contributo originale nell’ambito della comunicazione d’impresa, con un’analisi focalizzata su marketing e branding. Un lavoro guidato con attenzione e competenza dal prof. Alfonso Siano, relatore della tesi, che la vincitrice ha voluto ringraziare pubblicamente per il supporto e la guida fornita durante il percorso accademico.

Oltre al riconoscimento formale, il premio include anche una crociera nel Mediterraneo, offerta grazie alla collaborazione tra Artis Suavitas e Costa Crociere: un’iniziativa che simbolicamente coniuga formazione e bellezza, cultura e apertura al mondo.

Non è mancato, infine, un momento di riflessione personale e di gratitudine: «Dedico questo premio alla mia famiglia, ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuta, e alla memoria di mia nonna, che porto con me in ogni traguardo.

Questo riconoscimento – ha concluso – rappresenta uno stimolo in più a proseguire con passione e determinazione. Che sia solo l’inizio di un cammino fatto di studio, ricerca e nuove sfide».

Il Premio Artis Suavitas si conferma così un importante strumento di valorizzazione del merito, capace di connettere il mondo accademico con quello delle istituzioni, delle imprese e della cultura.

Napoli, pakistano ricercato: arrestato all’aeroporto di Capodichino

napoli – La Polizia di Stato ha arrestato un 28enne di nazionalità pakistana all’aeroporto di Napoli-Capodichino, destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità tedesche per reati di natura sessuale.

L’operazione è avvenuta nei giorni scorsi durante i controlli di routine effettuati dagli agenti della Polizia di Frontiera Aerea sullo scalo partenopeo.Nel corso delle verifiche documentali sui passeggeri in arrivo, gli agenti hanno identificato l’uomo, accertando la sua posizione di ricercato internazionale.

Il provvedimento, emesso dalla Germania, ha portato all’arresto provvisorio del giovane, in attesa delle procedure per la consegna alle autorità tedesche.L’intervento si inserisce nell’attività di monitoraggio costante svolta dalla Polizia di Frontiera, che garantisce sicurezza e legalità in uno degli scali aeroportuali più strategici del Sud Italia.

L’arresto conferma l’efficacia dei controlli e il ruolo cruciale delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità transnazionale.

Avellino, in auto nel cuore della notte: cinque pregiudicati fermati a Ospedaletto d’Alpinolo

Cinque persone, tutte residenti a Napoli e con precedenti per furti in abitazione e truffe ai danni di anziani, sono state fermate dai carabinieri nel cuore della notte a Ospedaletto d’Alpinolo, in provincia di Avellino.

Si aggiravano a bordo di un’auto nel centro del paese senza fornire spiegazioni convincenti sulla loro presenza, né alcuna giustificazione compatibile con motivi di lavoro o altre necessità.

I militari della compagnia locale, insospettiti dall’atteggiamento dei fermati e visti i loro precedenti penali, hanno immediatamente avviato le procedure per l’emissione del foglio di via obbligatorio: una misura di prevenzione fondamentale per contrastare la reiterazione di condotte illecite, in particolare in contesti territoriali sensibili come quelli dell’hinterland irpino.

L’allarme truffe agli anziani: un fenomeno in crescita

L’intervento dei carabinieri si inserisce in un contesto più ampio e allarmante: l’aumento costante delle truffe e dei furti ai danni di anziani, spesso soli e più vulnerabili. Vittime scelte con cura, alle quali viene carpita la fiducia con astuzie spietate: finti tecnici, falsi incidenti, sedicenti forze dell’ordine.

Le modalità sono sempre più raffinate, ma l’obiettivo resta lo stesso: derubare chi meno può difendersi.

I cinque fermati – tutti tra i 20 e i 40 anni – risultano infatti già noti alle forze dell’ordine per reati specifici contro il patrimonio, consumati prevalentemente ai danni di persone in età avanzata. Il loro spostamento in piena notte in una zona residenziale a bassa densità abitativa, lontano dai loro domicili, ha rafforzato i sospetti degli investigatori.

La prevenzione come strumento di tutela

La proposta di foglio di via obbligatorio – misura che vieta la permanenza nel comune per un determinato periodo – rappresenta un mezzo di difesa immediato, utile a tutelare le comunità locali, soprattutto in aree interne dove spesso vivono anziani soli e dove è più difficile intervenire in tempi rapidi in caso di truffa o furto.

Operazioni come quella di Ospedaletto d’Alpinolo dimostrano quanto sia fondamentale l’attività di controllo preventiva delle forze dell’ordine, non solo per reprimere ma anche per anticipare le mosse di chi vive di espedienti e raggiri. E rafforzano il messaggio che la tutela degli anziani non può essere solo un dovere morale, ma una priorità operativa.

Intanto, resta alta l’attenzione sull’intero territorio irpino: l’azione delle forze dell’ordine proseguirà con controlli mirati e una presenza costante, soprattutto nei piccoli centri dove i malintenzionati cercano spesso di agire nel silenzio e nella fiducia della gente.

Salerno, si ribalta cestello elevatore: tre operai feriti. L’estate nera dei lavori in quota

Montecorvino Pugliano  – Un altro giorno, un altro incidente sul lavoro. Tre operai – di 29, 42 e 50 anni – sono rimasti feriti oggi mentre effettuavano manutenzione a un’insegna pubblicitaria a Montecorvino Pugliano, nel Salernitano.

Il cestello elevatore su cui lavoravano, a soli 1,5 metri d’altezza, si è improvvisamente ribaltato, scaraventandoli a terra.

I soccorsi sono arrivati immediatamente: i sanitari del 118 hanno trasportato i tre in ospedale con prognosi rispettivamente di 10, 20 e 30 giorni. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Battipaglia, impegnati a ricostruire la dinamica dell’incidente.

L’estate degli incidenti

Quello di oggi è solo l’ultimo di una lunga serie di incidenti che sta segnando questa estate, soprattutto per gli operai impegnati in lavori in quota con montacarichi e cestelli elevatori.

Ogni incidente solleva le stesse domande: I dispositivi di sicurezza erano a norma?
Gli operai avevano ricevuto una formazione adeguata?
Perché continuano a verificarsi questi incidenti nonostante le normative sempre più stringenti?

“Molti di questi incidenti potrebbero essere evitati con una manutenzione regolare delle attrezzature e una formazione più rigorosa”, spiega l’ing. Marco Rossi, esperto di sicurezza sul lavoro. “Il problema è che spesso si lavora in fretta, si tagliano i tempi, si risparmia sulla sicurezza”.

Mentre le indagini proseguono, i tre operai di oggi dovranno affrontare settimane di convalescenza. Le loro storie si aggiungono al triste bollettino di un’estate che sta diventando la peggiore degli ultimi anni per gli incidenti sul lavoro in Campania.

La domanda che resta è: quando si comincerà davvero a mettere la sicurezza al primo posto? O dovremo continuare a contare vittime e feriti, uno dopo l’altro?

Tentano di portare stupefacenti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: arrestate madre e figlia incinta

Santa Maria Capua Vetere– Un grave episodio di tentato spaccio di droga ha scosso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, dove una madre e la figlia, quest’ultima in stato di gravidanza, sono state arrestate per aver cercato di introdurre 300 grammi di hashish all’interno dell’istituto penitenziario.

Le due donne, che si erano presentate per un colloquio con un detenuto, sono state scoperte grazie all’infallibile fiuto del cane antidroga Airon, in forza al distaccamento cinofilo di Avellino.L’operazione, condotta con professionalità dagli agenti della polizia penitenziaria, ha portato all’arresto immediato delle due protagoniste.

La madre è stata trasferita in carcere, mentre la figlia, in considerazione della sua gravidanza, è stata posta agli impatience agli arresti domiciliari. La gravità del gesto, già di per sé rilevante per il contesto carcerario, assume contorni ancora più inquietanti alla luce della condizione della figlia incinta, un dettaglio che sottolinea la spregiudicatezza dell’azione.

I sindacalisti della polizia penitenziaria, Ciro Auricchio (segretario regionale Uspp) e Giuseppe Moretti (presidente nazionale Uspp), hanno elogiato l’operato degli agenti e del cane Airon, definito “un incubo per gli spacciatori”. In una nota congiunta, i due hanno sottolineato la professionalità del corpo di polizia penitenziaria, che, nonostante il deficit di 70 unità e le difficoltà legate al piano ferie estivo, continua a garantire ordine e sicurezza all’interno del carcere.

“Questa brillante operazione dimostra l’alta specializzazione e lo spirito di sacrificio dei nostri agenti,” hanno dichiarato.L’episodio solleva interrogativi sulla facilità con cui la criminalità tenta di infiltrarsi nelle strutture penitenziarie, sfruttando anche situazioni delicate come quella di una gravidanza.

La vicenda, che ha visto protagoniste due donne legate da un vincolo familiare, evidenzia la necessità di rafforzare i controlli e il ruolo cruciale delle unità cinofile nel contrastare il traffico di droga all’interno delle carceri.

Napoli, turista derubata a Corso Umberto I: arrestati due migranti con precedenti

Napoli – Non è stato solo un colpo di fortuna a smascherare i due ladri che ieri pomeriggio hanno derubato una turista in pieno Corso Umberto I, ma il lavoro costante della Squadra Mobile della Polizia di Stato.

Un 38enne marocchino e un 41enne tunisino, entrambi già noti alle forze dell’ordine per reati analoghi, sono stati bloccati dopo un inseguimento e una colluttazione nei vicoli del centro storico.

La dinamica del furto

I due, con movimenti studiati, seguivano da qualche minuto due turiste quando, approfittando della folla, il marocchino ha infilato la mano nello zaino di una di loro, rubando un borsello mentre il complice tunisino faceva da palo.

I Falchi della Mobile, però, li avevano già notati: il loro comportamento sospetto, gli sguardi guardinghi, la scelta di aggirarsi in una zona ad alto flusso turistico avevano insospettito gli agenti.

Vistisi scoperti, i due hanno tentato la fuga, perdendosi tra i vicoli di Napoli, ma i poliziotti li hanno raggiunti e, dopo un breve ma intenso scontro fisico, li hanno fermati. Il maltolto è stato immediatamente restituito alla turista, scossa ma incolume.

Un problema strutturale nel centro storico

Quello di ieri non è un episodio isolato. Il centro di Napoli, soprattutto in zone come Corso Umberto I, Piazza Garibaldi e i Quartieri Spagnoli, è da tempo teatro di furti ai danni di turisti, spesso commessi da cittadini stranieri con precedenti per crimini contro il patrimonio.

Molti di loro sfruttano l’affollamento delle strade e la disattenzione dei visitatori per agire indisturbati, operando in piccoli gruppi con tattiche collaudate.

Le forze dell’ordine, pur intensificando i controlli, faticano a contenere il fenomeno. La rapidità con cui questi furti vengono eseguiti e la facilità con cui i ladri si mimetizzano tra la folla rendono difficile una prevenzione efficace.

Cosa si può fare?

Al di là degli arresti, che pure sono frequenti, servirebbero misure più incisive:

Maggiore presenza di polizia in borghese in punti strategici, per cogliere sul fatto i ladri prima che agiscano.
Collaborazione con gli esercizi commerciali, spesso testimoni involontari di questi furti, per creare una rete di allerta rapida.

Campagne di informazione ai turisti, che spesso non sono consapevoli dei rischi e trasportano borse e zaini in modo poco sicuro.

Intanto, i due arrestati di ieri sono già stati portati in carcere in attesa del processo. Ma per ogni ladro fermato, c’è il timore che altri siano pronti a prendere il suo posto. La sfida per Napoli è trovare un equilibrio tra accoglienza turistica e sicurezza, prima che la reputazione della città ne risenta ulteriormente.

Operai morti a Napoli, la prima svolta nelle indagini: sotto accusa una saldatura e il serraggio dei perni

Napoli – Un tubo spezzato nel punto di una saldatura e una serie di perni forse serrati in modo inadeguato: è su questi due elementi tecnici che si concentra la prima vera svolta nell’inchiesta sulla tragedia avvenuta il 25 luglio scorso al Rione Alto di Napoli, dove tre operai hanno perso la vita precipitando da un ponteggio montacarichi crollato al sesto piano di una palazzina in via San Giacomo dei Capri.

Le verifiche tecniche irripetibili ordinate dalla Procura di Napoli sono iniziate questa mattina, alla presenza dei consulenti delle parti coinvolte e degli avvocati difensori degli indagati.

Sotto osservazione c’è un tubo di sezione diversa rispetto agli altri, spezzato nel punto in cui è visibile una saldatura. Una anomalia che potrebbe rivelarsi determinante nel ricostruire le cause del cedimento strutturale. Al vaglio anche le condizioni e il corretto serraggio dei perni che dovevano garantire la stabilità del montacarichi.

L’indagine con le verifiche tecniche

Le indagini, coordinate dai pubblici ministeri, stanno seguendo più piste: dalla qualità dei materiali impiegati alle responsabilità nella catena di controllo.

Presenti agli accertamenti anche i consulenti e i legali dei soggetti attualmente iscritti nel registro degli indagati: l’imprenditore Pietroluongo (difeso dall’avvocato Zollo), l’imprenditore Napolitano (difeso da Fusco), l’amministratore del condominio (difeso da Ferraro) e il direttore dei lavori (assistito dagli avvocati Floccher e Anzelmo). Le parti offese sono rappresentate dagli avvocati Amedeo Di Pietro e Luigi Cinque.

Intanto l’intera area attorno al cantiere è stata transennata fin dalle prime ore del mattino. L’accesso a veicoli e pedoni è stato vietato per garantire la sicurezza e l’integrità degli accertamenti. L’area sarà riaperta solo al termine delle operazioni, che si preannunciano complesse e delicate.

Un furto che fa male due volte

Ma alla tragedia si aggiunge un altro episodio che lascia sgomenti. Carmen Martucci, compagna di Vincenzo Del Grosso – uno dei tre operai deceduti – è stata contattata dal commissariato Stella per formalizzare una denuncia: durante il fine settimana, la casa della vittima, nel quartiere Sanità, è stata svaligiata.

I ladri hanno portato via gli attrezzi da lavoro di Vincenzo e persino alcuni generi alimentari contenuti in un pacco ritirato in chiesa.

«È un atto vile – ha dichiarato l’avvocato Gianluca Zanfardino – che si accanisce contro chi ha già perso tutto. Un gesto che racconta un degrado non solo sociale, ma anche morale». Un episodio che getta un’ombra ancora più cupa su una vicenda che ha già sollevato interrogativi gravi sulla sicurezza nei cantieri e sulle condizioni di lavoro.

Domande che non si possono eludere

La tragedia del Rione Alto non è un caso isolato, la scorsa settimana nel giro di 48 ore ci sono stati altri due incidenti sul lavoro tra Napoli e la provincia con altri tre operai feriti, ma il sintomo di un problema più profondo.

In un settore come quello edilizio, troppo spesso affidato a subappalti e logiche di risparmio estremo, la sicurezza diventa un optional. E in mancanza di controlli severi e regole rispettate, a pagare sono sempre gli ultimi: i lavoratori, le loro famiglie, le comunità.

Napoli, ancora una volta, si trova a piangere vittime sul lavoro. Ma il tempo del lutto non può diventare quello dell’oblio. Le indagini dovranno chiarire ogni responsabilità, senza scorciatoie.

Ma serve anche un segnale forte da parte delle istituzioni: più controlli, più trasparenza, più formazione. Perché morire sul lavoro, nel 2025, è qualcosa che questo Paese non può più permettersi di considerare “un incidente”.

Napoli, maxi operazione a Forcella nel settore food: sequestrati 45 chili di alimenti senza tracciabilità

In una città come Napoli, dove l’identità culturale si intreccia con quella gastronomica, garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti offerti ai cittadini e ai tantissimi turisti è più che una necessità: è una priorità.

Lo dimostra il blitz interforze condotto nelle scorse ore nel cuore del centro storico, nel quartiere San Lorenzo – Forcella, lungo via Pietro Colletta.

Un’operazione mirata a verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie, amministrative e lavorative in diverse attività della ristorazione, proprio in uno dei periodi dell’anno più delicati per l’equilibrio tra offerta commerciale e afflusso turistico.

Controlli congiunti tra Polizia Locale, Asl, Ispettorato del lavoro, Abc ed Enel
L’intervento, condotto in orario serale e notturno, ha visto impegnati il Reparto Investigativo Ambientale ed Emergenze Sociali della Polizia Locale di Napoli, il personale dell’ASL Napoli 1 Centro – Servizi SIAN e SPSAL, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, Abc Napoli ed Enel Distribuzione.

I controlli hanno portato alla luce gravi violazioni, con sanzioni complessive per oltre 11.700 euro. In particolare, sono stati accertati:

Occupazione abusiva di suolo pubblico

Somministrazione non autorizzata

Pubblicità irregolare

Gestione impropria dei rifiuti

Sequestrati 45 chili di alimenti non tracciati

Il dato più allarmante arriva però dal fronte della sicurezza alimentare: sequestrati oltre 45 chili di alimenti privi di tracciabilità, o non conformi alle norme sull’autocontrollo. Un elemento critico, inaccettabile per una città che fa della tradizione culinaria uno dei suoi principali attrattori.

Il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione ha disposto la sospensione immediata della somministrazione in diversi esercizi commerciali, per l’assenza della necessaria Scia. Contestate inoltre sei non conformità igienico-sanitarie, con l’obbligo di regolarizzazione entro 30 giorni.

Sicurezza sul lavoro e collaboratori non registrati

Particolare attenzione è stata posta anche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Servizio Prevenzione e Sicurezza, insieme agli altri enti ispettivi, ha effettuato accertamenti su sei lavoratori identificati, riscontrando – in un caso – l’assenza di documentazione per una collaboratrice. In due attività sono in corso ulteriori verifiche sugli orari di lavoro.

Le verifiche effettuate da Abc ed Enel hanno invece rilevato solo lievi irregolarità amministrative, già in fase di regolarizzazione e prive di rilevanza penale.

Turismo e qualità: Napoli non può permettersi passi falsi

L’operazione acquista un peso ancora maggiore nel contesto attuale: siamo nel pieno della stagione turistica, con migliaia di visitatori ogni giorno in città. Ristoranti, pizzerie e locali del centro storico sono tra le tappe obbligate per chi visita Napoli, e l’esperienza gastronomica rappresenta spesso il primo biglietto da visita della città.

Tutelare la salute dei consumatori, garantire la tracciabilità dei prodotti e il rispetto delle regole non è solo una questione di legalità, ma un investimento sulla reputazione della città.

Blitz come quello condotto a Forcella rappresentano un segnale chiaro: Napoli intende difendere la qualità della sua offerta e proteggere cittadini e turisti da chi specula sulla buona fede e sull’amore per la sua cucina.

Napoli, festa a Castel di Sangro: 5 mila tifosi celebrano gli azzurri

Ieri sera, Piazza del Plebiscito a Castel di Sangro (L’Aquila) si è trasformata in un mare azzurro, con circa 5.000 tifosi che hanno accolto con entusiasmo i giocatori del Napoli in ritiro nella cittadina abruzzese.

L’evento, condotto dallo speaker ufficiale del club, Daniele ‘Decibel’ Bellini, ha visto protagonisti Sam Beukema, Lorenzo Lucca, Amir Rrahmani e Luca Marianucci, che hanno risposto alle domande dei tifosi in un’atmosfera di grande partecipazione.

Tra gli ospiti presenti, l’europarlamentare Alessandro Ruotolo, il presidente della Fondazione Magna Carta Gaetano Quagliariello e lo scrittore Maurizio de Giovanni, che hanno arricchito l’evento con il loro contributo. “

La piazza piena di famiglie e tifosi è stata uno spettacolo emozionante, una vera festa che conferma il legame speciale tra il Napoli e i suoi supporter,” ha dichiarato il sindaco Angelo Caruso, sottolineando il successo di un appuntamento che ogni anno attira migliaia di appassionati.

Oggi, alle 11, il Palasport di Castel di Sangro ospiterà un altro momento significativo: la presentazione di un francobollo celebrativo dedicato al Napoli campione d’Italia 2024/2025, con l’inaugurazione di una gigantografia e un annullo filatelico speciale. All’evento parteciperanno il sottosegretario Fausta Bergamotto, rappresentanti della Regione Abruzzo e di Poste Italiane, ma non il presidente Aurelio De Laurentiis, assente per impegni lavorativi.

Dal punto di vista sportivo, il ritiro di Castel di Sangro rappresenta un’opportunità cruciale per Antonio Conteper amalgamare il gruppo e definire l’identità tattica della squadra. Tuttavia, il club deve affrontare alcune criticità: la rosa, nonostante i recenti acquisti, presenta ancora lacune in ruoli chiave come il terzino e l’ala, come emerso dalle ultime indiscrezioni di mercato. La dirigenza dovrebbe sfruttare l’energia positiva di eventi come quello di ieri per accelerare le operazioni di mercato, garantendo a Conte una squadra completa e competitiva prima dell’inizio della stagione.

Prospettive per il futuro

Il Napoli ha tutte le carte in regola per capitalizzare l’entusiasmo dei tifosi e il prestigio del titolo di campione d’Italia. La presentazione del francobollo è un ulteriore segnale del peso culturale e sociale del club, ma il vero successo dipenderà dalla capacità di trasformare questa passione in risultati concreti sul campo.

La dirigenza dovrebbe puntare su una comunicazione più diretta con i tifosi, coinvolgendo maggiormente i giocatori e il presidente in eventi pubblici, e su una strategia di mercato mirata per colmare le lacune della rosa. Con il supporto di una tifoseria così calorosa e l’esperienza di Conte, il Napoli può ambire a una stagione di vertice, ma serve uno sforzo ulteriore per essere all’altezza delle aspettative.

 

(la foto è tratta dal profilo facebook di Decibel Bellini)

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Escursionista precipita sul Monte Faito: drammatico salvataggio con l’elicottero

Una tranquilla escursione si è trasformata in un incubo per due giovani ieri pomeriggio sul Monte Faito, dove uno di loro è scivolato per diversi metri riportando ferite.

L’allarme è scattato quando il compagno, rimasto illeso, ha chiamato il 118 di Castellammare di Stabia, attivando immediatamente la macchina dei soccorsi.

In pochi minuti è entrata in azione una complessa operazione di salvataggio che ha coinvolto il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico della Campania e l’elisoccorso 118 di Salerno. Mentre l’elicottero decollava dalla base, i tecnici del CNSAS raggiungevano la zona dell’incidente attraverso i sentieri di montagna.

 Allarme lanciato dall’amico che lo accompagnava

Il ferito, stabilizzato sul posto dai soccorritori, è stato poi agganciato alla fune dell’elicottero e trasportato d’urgenza all’ospedale di Salerno per le cure necessarie. Il compagno, seppur scosso dall’accaduto, è stato accompagnato a valle in sicurezza dalla squadra di soccorso alpino che lo ha assistito passo dopo passo nel percorso di rientro.

L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza in montagna, soprattutto in questo periodo estivo che vede un aumento degli escursionisti occasionali.

I soccorritori ricordano l’importanza di affrontare i sentieri con equipaggiamento adeguato e massima prudenza, sottolineando come anche percorsi apparentemente semplici possano riservare insidie.

Mentre il giovane ricoverato combatte per la sua guarigione, la comunità escursionistica si stringe attorno alla famiglia, nella speranza che questo incidente serva da monito per tutti coloro che si avventurano in montagna senza la giusta preparazione.

Arrestato “Arsenio Lupin” delle truffe agli anziani: ha solo 16 anni. “Sta carica, la signora tiene 100 anni”

L’emergenza truffe agli anziani non conosce tregua e assume contorni sempre più inquietanti. Non solo per l’alto numero di casi, in costante crescita, ma anche per l’età sempre più bassa di chi le mette a segno.

L’ultimo episodio arriva da Ischia, dove a finire in manette è stato un ragazzo di appena 16 anni, già recidivo, mentre a Terzigno i carabinieri hanno arrestato un 43enne per un raggiro fotocopia.

Dal primo gennaio ad oggi i carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno arrestato 71 persone per truffe agli anziani, denunciandone altre 36. Un dato allarmante, che conferma come il fenomeno sia in netta ascesa, soprattutto in questi mesi estivi, considerati dai militari periodo “cruciale” per la recrudescenza di questi reati.

Il caso di Ischia: “Sua figlia è stata arrestata, serve una cauzione”

Ha solo 16 anni, ma ha già dimestichezza con uno dei raggiri più squallidi: quello della “finta cauzione per il rilascio del figlio arrestato”. A Ischia, il giovane – originario di Melito di Napoli e con precedenti specifici – ha contattato una donna di 83 anni spacciandosi per un maresciallo dei carabinieri. Le ha fatto credere che la figlia fosse stata arrestata e che, per liberarla, servisse una somma urgente.

In preda al panico, l’anziana ha accettato di consegnare tutti i risparmi di una vita – circa 10mila euro in contanti – insieme a gioielli di valore. A casa si è presentato il 16enne, che ha ritirato il bottino e si è allontanato.

L’intuizione dei carabinieri e il fermo al porto

Quando la donna ha scoperto l’inganno – parlando con la vera figlia – ha subito contattato il 112. I carabinieri della compagnia di Ischia si sono messi alla ricerca di un giovane con una maglietta bianca e jeans tipo pinocchietto, segnalato mentre si aggirava nei pressi del porto.

Il lavoro dei militari ha dato i suoi frutti: al molo Beverello hanno fermato un ragazzo che corrispondeva alla descrizione. Nel suo cellulare, prove inequivocabili: una chat WhatsApp con un contatto chiamato “Arsenio Lupen”, foto del bottino e un messaggio inquietante: “Sta carica, la signora tiene 100 anni”. Nelle tasche, 150 euro, presumibile compenso per il ruolo di “corriere”.

Recidivo e in fuga da una comunità

Le indagini hanno rivelato che il minorenne era fuggito da una comunità, dove avrebbe dovuto scontare un periodo di affidamento per una truffa simile consumata a Roma appena due giorni prima, il 30 luglio.

Prima di raggiungere il porto aveva sostato in una casa vacanze, dove i carabinieri hanno trovato 6.700 euro, una spilla d’oro e un orecchino a pendolo, riconosciuti dall’anziana vittima.

Nell’appartamento anche un 33enne napoletano, incensurato, che è stato denunciato per concorso in truffa e ricettazione. Il 16enne è stato arrestato e trasferito al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

Terzigno: stessa tecnica, altro arresto

Nelle stesse ore, a Terzigno, un altro allarme ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri. Alcuni residenti hanno segnalato la presenza sospetta di un uomo nei pressi di un condominio. I militari hanno bloccato un 43enne della provincia di Caserta, già noto alle forze dell’ordine, trovandolo in possesso di mille euro in contanti e gioielli.

Anche in questo caso, pochi minuti prima, una donna di 70 anni era caduta vittima della stessa truffa: telefonata del finto maresciallo, arresto simulato della figlia e richiesta di cauzione.

L’uomo è stato arrestato e il denaro, insieme agli oggetti preziosi, restituiti alla vittima.

Truffe in aumento, coinvolti anche i minorenni

Il dato che preoccupa maggiormente è il coinvolgimento sempre più frequente di minorenni. Ragazzi giovanissimi, talvolta già con precedenti, utilizzati come corrieri dai gruppi criminali che organizzano i raggiri. Una deriva preoccupante che rende ancora più urgente la necessità di campagne di prevenzione e sensibilizzazione, soprattutto verso la fascia più fragile della popolazione.

Intanto i carabinieri continuano a monitorare il territorio e a rispondere in modo tempestivo alle segnalazioni dei cittadini, che spesso risultano decisive per bloccare i truffatori in flagranza. Ma il fenomeno – soprattutto nei mesi estivi – resta una vera e propria piaga sociale.

Arzano, travolge una donna e fugge: identificato e denunciato il pirata della strada

Arzano – Travolge una donna e scappa, ma la fuga dura poco. È stato individuato e denunciato il responsabile dell’investimento avvenuto ad Arzano nei giorni scorsi, grazie a un’operazione rapida e coordinata della polizia locale.

L’uomo, che aveva tentato di cancellare le tracce del reato riverniciando l’auto, è stato rintracciato a Secondigliano.

L’incidente si è verificato lungo una delle arterie principali della città: una donna di nazionalità ucraina è stata investita da una Fiat 600 rossa che, invece di fermarsi a prestare soccorso, ha proseguito la sua corsa lasciandola ferita sull’asfalto.

 La ferita è una donna di nazionalità ucraina

Sul posto è intervenuta immediatamente una pattuglia della polizia locale, che ha delimitato l’area e allertato i sanitari del 118. La vittima è stata trasportata in ospedale: la prognosi è di diversi giorni, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.

Determinanti per l’identificazione del veicolo investitore sono stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. Le immagini, incrociate con i dati raccolti sul posto, hanno consentito agli agenti – coordinati dal comandante Biagio Chiariello – di risalire al proprietario del mezzo: un uomo residente nella zona nota come “Terzo Mondo” di Secondigliano, identificato con le iniziali B.R.

Grazie alla collaborazione della polizia locale di Napoli, gli agenti si sono recati presso l’abitazione del sospettato. Lì hanno scoperto che la Fiat 600 era stata nascosta in un box, pronta per essere riverniciata e riparata da un carrozziere compiacente, nel tentativo di cancellare ogni evidenza dell’impatto.

Ma l’intervento tempestivo ha impedito che le modifiche venissero effettuate. Messo alle strette, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità.

È stato denunciato alla Procura della Repubblica di Napoli Nord per omissione di soccorso e lesioni personali. Il veicolo è stato posto sotto sequestro. Non finisce qui: la Fiat 600 era sprovvista di copertura assicurativa, e l’uomo circolava con patente scaduta. A suo carico sono state contestate numerose violazioni al Codice della Strada, per un importo complessivo di circa 6.000 euro.

La donna investita ha voluto ringraziare pubblicamente gli agenti per la rapidità e l’efficacia dell’operazione, che ha permesso di individuare il responsabile in tempi brevissimi. Nel frattempo, proseguono i controlli sul territorio da parte della polizia locale: numerosi gli utenti della strada sanzionati per irregolarità e infrazioni, a conferma dell’attenzione costante delle forze dell’ordine sulla sicurezza urbana.

 P.B.

Sequestrato a Poggiomarino capannone abusivo: rubava anche la corrente

Poggiomarino– Un’operazione del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha portato alla luce un vero e proprio opificio abusivo a Poggiomarino, gestito da un cittadino di nazionalità cinese.

Il capannone, di circa 200 metri quadrati, è stato sequestrato e il titolare è stato denunciato per una lunga serie di reati.

Un blitz notturno svela un’attività illegale

L’operazione, condotta dai finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata, è scattata in seguito al pedinamento notturno di un furgone sospetto. L’inseguimento ha portato i militari a scoprire il capannone, che operava in totale spregio delle norme sulla sicurezza del lavoro e sull’ambiente.

All’interno dell’opificio sono state trovate e identificate cinque persone di nazionalità cinese che lavoravano in “nero”, una delle quali priva di permesso di soggiorno.

Merce contraffatta, fuochi pirotecnici e furto di corrente

La perquisizione dell’immobile ha permesso di sequestrare oltre 10.000 articoli di abbigliamento contraffatti, con loghi di noti marchi. Ma le sorprese non sono finite: sono stati rinvenuti anche 2.533 fuochi pirotecnici illegalmente detenuti.

Oltre a queste violazioni, è emerso che l’intero capannone era collegato abusivamente alla rete elettrica. Grazie alla consulenza di tecnici specializzati, è stato accertato un furto di energia per un valore complessivo di oltre 70mila euro, con un consumo stimato di 399.600 kWh nel tempo.

Il capannone, inoltre, era gravato da un’ordinanza di demolizione emessa dagli uffici comunali, a conferma della sua totale illegalità.

Il titolare dell’opificio, che dal 2022 ha omesso di presentare la dichiarazione dei redditi, è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata per reati che vanno dalla contraffazione allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, dalla detenzione di materiale esplosivo al furto di energia elettrica, e per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e ambiente.

Napoli, sciacalli rubano gli attrezzi di uno dei tre operai morti al rione Alto

Napoli– Un ultimo, vile affronto alla memoria di un uomo che non c’è più. Mentre la città ancora piangeva i tre operai morti nel crollo del Rione Alto, qualcuno ha pensato di approfittare del dolore per compiere un gesto che rasenta l’inumano.

Vincenzo Del Grosso, uno dei muratori deceduti nella tragedia di venerdì scorso, non aveva nemmeno trovato pace nella tomba quando degli sciacalli senza scrupoli hanno fatto irruzione nella sua umile abitazione nel quartiere Sanità, svuotandola dei pochi averi che possedeva.

Era una casa modesta, quella di Vincenzo, un monolocale affacciato sulla strada dove teneva con cura i suoi attrezzi da lavoro: pale, martelli, livelle, tutto ciò che serviva a un muratore per guadagnarsi onestamente il pane. Strumenti che per un uomo come lui valevano più di qualsiasi tesoro, perché rappresentavano il sudore di una vita intera.

I ladri li hanno presi tutti, con methodica spietatezza, come se stessero saccheggiando un magazzino e non la casa di un operaio appena scomparso in una tragedia sul lavoro.

A scoprire il furto è stata Carmen Martucci, la compagna di Vincenzo, allertata da alcuni vicini che nelle ore notturne avevano notato movimenti sospetti nell’abitazione. Quando la donna è arrivata, ha trovato la porta sfondata e la casa devastata, un’immagine che ha aggiunto ulteriore sofferenza a una famiglia già straziata dal lutto.

Poche ore prima, nella chiesa di San Giorgio Maggiore, si erano celebrati i funerali di Vincenzo, gremiti di parenti, amici e colleghi ancora sotto choc per l’incidente che venerdì scorso ha spezzato la vita di tre lavoratori.

Tra le lacrime, il momento più straziante era stato quando Manila, la figlia ventiduenne di Vincenzo, era svenuta dal dolore ma aveva voluto rimanere fino alla fine, aggrappata al feretro del padre come se quell’ultimo addio potesse in qualche modo trattenere la sua anima.

 I ladri hanno approfittato del momento di dolore della famiglia

Ma mentre la comunità si stringeva attorno ai familiari delle vittime, qualcuno pensava già a sfruttare la situazione. I ladri hanno agito con cinica precisione, scegliendo il momento in cui sapevano che la casa sarebbe stata vuota, approfittando del fatto che la famiglia era riunita per il lutto. Un calcolo spietato, che rivela una mancanza totale di umanità.

Le indagini sulla tragedia del Rione Alto intanto proseguono, con la Procura di Napoli che ha iscritto nel registro degli indagati quattro persone per omicidio colposo plurimo. Emergono particolari agghiaccianti: due dei tre operai lavoravano in nero e nessuno indossava i dispositivi di sicurezza, come le imbracature che avrebbero potuto salvarli.

Ora, mentre la città cerca di elaborare il lutto, resta l’amaro in bocca per questo ennesimo gesto di inciviltà. Perché se la morte di Vincenzo, Luigi e Ciro rappresenta l’ennesimo fallimento di un sistema che non protegge i lavoratori, il furto nella casa di Vincenzo è la prova che esistono persone pronte a calpestare persino il dolore più sacro.

In un quartiere come la Sanità, dove la solidarietà è spesso l’unica risorsa, questo episodio ha il sapore di una profanazione. Perché rubare a un morto non è solo un crimine, è la negazione stessa di ogni principio di umanità. E mentre la polizia cerca i colpevoli, resta la domanda: che razza di persone sono capaci di una cosa simile? La risposta, forse, è che certi individui non meritano neppure di essere chiamati persone.

Incidente in A1, 5 auto coinvolte: traffico in tilt nel primo weekend da bollino nero

Roma – È cominciato nel peggiore dei modi il primo weekend di agosto, caratterizzato da un grande esodo di vacanzieri e dal temuto bollino nero.

Un grave incidente, avvenuto poco dopo la mezzanotte sull’Autostrada del Sole (A1), ha paralizzato il traffico in direzione sud, causando code e rallentamenti per ore.

Lo scontro e i soccorsi

L’incidente, che ha visto coinvolte cinque automobili, è avvenuto al chilometro 620 dell’A1, subito dopo il casello di Ferentino e in direzione Napoli.

Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti immediatamente i soccorritori del 118, i vigili del fuoco e gli agenti della Polizia Stradale della sottosezione A1 di Frosinone, per gestire la situazione e prestare soccorso ai feriti.

Ripercussioni sul traffico

Le conseguenze sul traffico sono state pesantissime. L’incidente ha provocato lunghe code e rallentamenti tra le uscite di Anagni e Frosinone, mettendo a dura prova la pazienza dei numerosi automobilisti in viaggio per le vacanze.

La situazione ha sottolineato ancora una volta le criticità legate all’alta densità di traffico in concomitanza con i giorni di maggiore esodo estivo.

Camorra, i boss dei Moccia scarcerati ma con divieto di dimora in Campania e Lazio

Napoli – Sono tornati in libertà, ma con pesanti restrizioni, i vertici del clan Moccia di Afragola. I giudici della sezione feriale hanno disposto la scarcerazione di tutti gli imputati eccetto due, imponendo per loro il divieto di dimora nelle regioni Campania e Lazio, oltre all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

A beneficiare del provvedimento sono Antonio, Luigi e Gennaro Moccia (figlio di Angelo), Pasquale Credentino, Francesco Favella, Antonio Nobile, Gennaro Rubiconti e Giovanni Esposito. Restano invece dietro le sbarre Angelo Moccia e Francesco Favella, entrambi già condannati in via definitiva.

La decisione dei giudici arriva a seguito dell’accoglimento integrale delle istanze avanzate dal collegio difensivo, composto dagli avvocati Saverio Senese, Gennaro Lepre, Annalisa Senese, Claudio Botti, Nicola Quatrano, Dario Carmine Procentese, Claudio Davino, Ernesta Siracusa e Salvatore Pettirossi.

Al centro della vicenda, una questione tecnica sui termini della custodia cautelare. La Procura aveva sostenuto che il conteggio andasse avviato dalla sentenza del dicembre 2022, con cui il Tribunale di Napoli Nord si era dichiarato territorialmente incompetente.

I difensori, però, hanno convinto il giudice che il termine decorresse invece dal 22 luglio 2022, data del decreto di giudizio immediato. Avendo superato il limite massimo dei tre anni previsto dalla legge, la scarcerazione è divenuta inevitabile.

Il processo riprende a settembre

Nonostante il colpo di scena, il processo va avanti: le udienze riprenderanno a settembre, davanti alla settima sezione penale del Tribunale di Napoli, competente per il procedimento.

Il processo ha preso le mosse da una maxi-operazione condotta nell’aprile 2022 da carabinieri e Guardia di finanza, che aveva portato all’arresto di oltre cinquanta persone. Le indagini avevano ricostruito l’organizzazione del clan Moccia, strutturato in livelli gerarchici e operante su ampie aree territoriali.

A capo del sodalizio, secondo gli inquirenti, i fratelli Angelo, Luigi e Antonio Moccia, insieme al cognato Filippo Iazzetta, marito di Teresa Moccia.

Tra gli affari illeciti del clan – secondo l’accusa – figurano il recupero di oli esausti e scarti alimentari, oltre a una fitta rete di interessi in grandi appalti pubblici, in particolare nel settore ferroviario e dell’alta velocità. Da queste attività sarebbe derivata un’ingente accumulazione di capitali, in parte reinvestiti in beni mobili, immobili e quote societarie.

Il valore dei beni sequestrati nell’ambito dell’inchiesta sfiora i 150 milioni di euro. Un vero e proprio tesoro della criminalità organizzata che si muove con logiche da impresa.

(Da sinistra nella foto: Luigi Moccia, Antonio Moccia, Gennaro Moccia (figlio di Angelo), Francesco Favella, Antonio Nobile)

Oroscopo del 2 agosto 2025 segno per segno

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Oggi le stelle ci regalano energie contrastanti, con Marte in tensione con Saturno che potrebbe creare attriti, mentre Venere in trigono con Giove favorisce amore e abbondanza. Ecco cosa ti riservano le stelle oggi per amore, lavoro, salute e finanze, insieme a un consiglio astrologico personalizzato.

Ariete (21/03 – 19/04)

🔹 Amore: Giorno di passione, ma attenzione alle incomprensioni. Se sei single, potresti incontrare qualcuno inaspettato.
🔹 Lavoro: Non forzare le decisioni, aspetta domani per scelte importanti.
🔹 Salute: Ritmo intenso, cerca di rilassarti con una passeggiata.
🔹 Finanze: Evita spese impulsive, meglio risparmiare.
⭐ Consiglio: Respira prima di reagire, la pazienza è la tua alleata.

Toro (20/04 – 20/05)

🔹 Amore: Momento romantico, ideale per una cena a lume di candela.
🔹 Lavoro: Ottime notizie in arrivo, forse una promozione.
🔹 Salute: Attenzione alla digestione, moderati a tavola.
🔹 Finanze: Investimenti promettenti, ma studia bene prima di agire.
⭐ Consiglio: Goditi le piccole gioie, la gratitudine attira prosperità.

Gemelli (21/05 – 20/06)

🔹 Amore: Comunicazione chiave oggi, chiarisci i malintesi.
🔹 Lavoro: Collaborazioni fruttuose, ma occhio ai colleghi invidiosi.
🔹 Salute: Stress in aumento, prova meditazione o yoga.
🔹 Finanze: Soldi in arrivo, ma non contarci troppo.
⭐ Consiglio: Scrivi i tuoi pensieri, ti aiuterà a schiarirti le idee.

Cancro (21/06 – 22/07)

🔹 Amore: Emozioni in primo piano, potresti sentirti vulnerabile.
🔹 Lavoro: Creatività al top, approfittane per proporre idee.
🔹 Salute: Riposo fondamentale, non trascurare il sonno.
🔹 Finanze: Evita prestiti, meglio aspettare.
⭐ Consiglio: Proteggi il tuo cuore, ma non chiuderti all’amore.

Leone (23/07 – 22/08)

🔹 Amore: Giorno fortunato per i single, fascino al massimo!
🔹 Lavoro: Leadership riconosciuta, ma non essere arrogante.
🔹 Salute: Energia da vendere, perfetto per l’allenamento.
🔹 Finanze: Possibile guadagno inaspettato.
⭐ Consiglio: Brilla, ma ricorda l’umiltà.

Vergine (23/08 – 22/09)

🔹 Amore: Sei più razionale del solito, lascia spazio ai sentimenti.
🔹 Lavoro: Attenzione ai dettagli, potresti scoprire un errore importante.
🔹 Salute: Stanchezza accumulata, fai una pausa.
🔹 Finanze: Risparmi stabili, niente rischi oggi.
⭐ Consiglio: Non controllare tutto, a volte bisogna fluire.

Bilancia (23/09 – 22/10)

🔹 Amore: Armonia ritrovata, perfetto per riconciliarsi.
🔹 Lavoro: Decisioni equilibrate portano successo.
🔹 Salute: Benessere mentale ottimo, giornata serena.
🔹 Finanze: Bilanci familiari da rivedere, ma niente drammi.
⭐ Consiglio: Cerca il giusto mezzo in tutto.

Scorpione (23/10 – 21/11)

🔹 Amore: Passione intensa, ma attenzione ai possessività.
🔹 Lavoro: Intuito infallibile, segui il tuo istinto.
🔹 Salute: Depurazione utile, bevi molta acqua.
🔹 Finanze: Situazione migliora, ma niente eccessi.
⭐ Consiglio: Trasforma la rabbia in azione costruttiva.

Sagittario (22/11 – 21/12)

🔹 Amore: Avventura in amore, forse un viaggio romantico.
🔹 Lavoro: Opportunità all’estero potrebbero presentarsi.
🔹 Salute: Attenzione a strappi muscolari, scalda bene prima di allenarti.
🔹 Finanze: Investi in cultura o formazione.
⭐ Consiglio: Esplora, ma non perdere di vista la realtà.

Capricorno (22/12 – 19/01)

🔹 Amore: Sei più freddo del solito, riscalda il cuore.
🔹 Lavoro: Progressi concreti, ma il percorso è ancora lungo.
🔹 Salute: Resistente, ma non sovraccaricarti.
🔹 Finanze: Risparmi in crescita, ottimo!
⭐ Consiglio: L’amore richiede apertura, non solo dovere.

Acquario (20/01 – 18/02)

🔹 Amore: Incontri stimolanti, forse un nuovo amore anticonformista.
🔹 Lavoro: Idee innovative apprezzate, vai avanti!
🔹 Salute: Attenzione alla circolazione, muoviti di più.
🔹 Finanze: Qualche spesa imprevista, ma gestibile.
⭐ Consiglio: Rompi gli schemi, ma con saggezza.

Pesci (19/02 – 20/03)

🔹 Amore: Sogni d’amore, ma occhio alle illusioni.
🔹 Lavoro: Ispirazione artistica al top, sfruttala.
🔹 Salute: Sensibilità accentuata, cerca ambienti tranquilli.
🔹 Finanze: Qualche incertezza, ma nulla di grave.
⭐ Consiglio: Sii compassionevole, ma non farti trascinare.

Oggi è una giornata in cui l’equilibrio tra razionalità ed emozione sarà fondamentale. Con Marte in tensione, potremmo sentirci più irritabili, ma Venere in aspetto favorevole ci ricorda che l’amore e la bellezza possono riparare molte cose. Il consiglio universale è: agisci con gentilezza, pensa prima di parlare e cerca di vedere ogni sfida come un’opportunità di crescita.

Che la stella polare ti guidi oggi!