AGGIORNAMENTO : 22 Febbraio 2026 - 06:20
8.3 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 22 Febbraio 2026 - 06:20
8.3 C
Napoli
Home Blog Pagina 374

Ercolano, si schianta con lo scooter: muore 27enne

Ercolano – Un’altra vita spezzata sulle strade della provincia di Napoli. Questa notte, un giovane di 27 anni ha perso la vita in un drammatico incidente stradale a Ercolano.

Il ragazzo, residente in città, era passeggero su uno scooter guidato da un amico di 26 anni quando, per cause ancora in fase di accertamento, il conducente ha perso il controllo del mezzo in corso Italia, finendo contro alcune auto parcheggiate.

Nonostante il rapido intervento dei soccorsi, il 27enne è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare, dove purtroppo è deceduto a causa delle gravi lesioni riportate. I carabinieri della sezione radiomobile di Torre del Greco sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, che si aggiunge alla tragica lista di vittime della strada nella zona.

Nel 2025, secondo i dati Istat, la regione Campania ha registrato un preoccupante numero di morti per incidenti stradali, con Napoli e la sua provincia che continuano a pagare un pesante tributo in termini di vite umane. Purtroppo, le strade della Campania non smettono di essere teatro di tragedie come quella di questa notte, alimentando il bisogno urgente di maggiore sicurezza e sensibilizzazione.

San Giorgio, per 5 anni sotto il giogo dell’usura: “Mi avevano portato via tutto, persino la dignità”

San Giorgio a Cremano -Era iniziato tutto con un prestito di soli 1.500 euro, una cifra che sembrava affrontabile.

Oggi, dopo cinque anni di soprusi, quel gesto di solidarietà si è trasformato in un incubo che ha rischiato di distruggere la vita di un 36enne operatore della Croce Rossa di San Giovanni a Teduccio.

La sua storia è l’emblema di come l’usura possa annientare una persona, pezzo dopo pezzo, fino a lasciarla senza più nulla.

I carabinieri della compagnia di Poggioreale, intervenuti dopo una sofferta chiamata al 112 da parte del padre della vittima, hanno ricostruito una vicenda che sembra uscita da un film dell’orrore.

Vincenzo Siano, 46enne di Portici già noto alle forze dell’ordine, e sua moglie Giuseppina Mennella, 42enne, avevano creato attorno alla vittima una ragnatela di debiti e minacce che si era progressivamente stretta attorno a lui come un cappio.

“Prima erano 60 euro, poi 100, poi siamo arrivati a 6.000”  ha raccontato agli investigatori. Ma la vera tragedia è iniziata quando la vittima non è stata più in grado di pagare.

È a quel punto che i due presunti usurai hanno cominciato a pretendere sempre di più: prima i bancomat collegati ai conti dove arrivavano lo stipendio dell’uomo, la liquidazione della madre e la pensione del padre. Poi le chiavi di un appartamento di famiglia. Infine l’automobile.

E’ stato il padre della vittima a chiamare i carabinieri

La svolta è arrivata nella notte tra sabato e domenica, quando il padre della vittima, resosi conto dello stato di prostrazione in cui versava il figlio, ha deciso di chiamare i carabinieri. Gli uomini dell’Arma hanno ascoltato il racconto straziante di un uomo che per anni aveva subito minacce e vessazioni, al punto da consegnare tutto ciò che possedeva pur di placare l’ira dei suoi aguzzini.

L’intervento delle forze dell’ordine è stato rapido ed efficace. Nel giro di poche ore sono stati recuperati i soldi che una complice 28enne stava per consegnare agli usurai, sono stati bloccati Siano e la moglie mentre viaggiavano sull’auto sottratta alla vittima, e durante le perquisizioni sono emersi documenti agghiaccianti: carte di credito, bancomat e persino l’atto di proprietà di un immobile che, seppur formalmente intestato alla vittima, era di fatto nelle mani dei due arrestati.

Quello che colpisce di questa storia, oltre alla sua drammaticità, è il metodo sistematico utilizzato dai presunti usurai. Secondo gli investigatori,

Siano avrebbe inventato di sana pianta un “terzo creditore” inesistente, solo per giustificare nuovi prestiti e alimentare la spirale del debito. Una strategia calcolata che ha trasformato quel iniziale prestito di 1.500 euro in un mostro inestinguibile.

Ora che i due sono in carcere con l’accusa di estorsione aggravata, la vittima può finalmente riprendersi la sua vita. Ma la ferita di questi cinque anni di soprusi rimarrà a lungo. La sua storia però serve da monito: l’usura è un pericolo sempre in agguato, che spesso si presenta con il volto rassicurante di un aiuto economico, per poi trasformarsi in una trappola senza via d’uscita.

Camorra, la faida Mazzarella-Alleanza e i 20 omicidi del 1997

La faida tra i Mazzarella e i loro rivali, in primo luogo la consorteria dell’Alleanza di Secondigliano, è stata scandita da episodi di violenza efferata, attentati mirati e omicidi che negli anni hanno ridisegnato la mappa criminale di Napoli.

Nonostante avessero una solida caratura criminale, appoggi di spessore e legami di parentela con i Contini, la loro presenza nel Mercato non era tollerata dai Mazzarella, che pretendevano il controllo esclusivo delle attività illecite.

Il conflitto non nasce per vendetta né per onore, ma per soldi, controllo e soprattutto droga. I Mazzarella, inizialmente alleati dei Licciardi, sono considerati parte integrante del cartello dell’Alleanza. Ma come spesso accade in camorra, le alleanze durano finché non c’è da spartirsi un bottino più grande.

Uno dei primi segnali di rottura arriva con l’omicidio di Pasquale Riccio, uomo vicino al clan Licciardi, ucciso nel 1995 proprio nel quartiere Mercato. È una dichiarazione di guerra, anche se nessuno la proclama ufficialmente. Da quel momento, Napoli inizia a essere divisa in due: da una parte l’Alleanza, con la sua struttura quasi militare, dall’altra il gruppo Mazzarella, più disordinato ma feroce, pronto a tutto pur di affermare la propria supremazia.

Nel 1996, il sangue scorre di nuovo: Giuseppe Testa, ras della zona di San Giovanni legato ai Mazzarella, viene freddato da un commando in sella a una moto. È la risposta all’arroganza dei fratelli Vincenzo e Gennaro, che ormai trattano direttamente con gli uomini del cartello di Cali e hanno estromesso i Licciardi da diverse piazze nella periferia orientale.

Intanto i Contini, capeggiati da Edoardo Contini “’o romano”, si muovono nell’ombra: preferiscono non esporsi, ma finanziano azioni e danno protezione logistica agli alleati. In questo periodo nascono le prime “alleanze trasversali”: i Mazzarella si avvicinano a vecchie famiglie criminali del centro storico, come i Giuliano, che pure sono in fase di declino, e ad alcuni elementi della criminalità stabiese e vesuviana, in chiave anti-Alleanza.

 I venti omicidi del 1997

Il 1997 segna un’escalation: Napoli vive una stagione di agguati quasi quotidiani. Nella sola area tra Gianturco, via Marina e San Giovanni si contano più di venti omicidi legati al controllo delle piazze di cocaina. Molte vittime non sono boss o ras, ma giovani pusher o gregari che pagano con la vita un cambiamento di schieramento o un’informazione passata alla parte sbagliata.

Tra il 1997 e il 1998, i Mazzarella inaugurarono una nuova stagione di sangue nella storia della camorra napoletana, dando avvio a una feroce guerra contro l’Alleanza di Secondigliano. Un conflitto che ridisegnò gli equilibri criminali in città, ma che vide Gennaro Mazzarella, vertice storico del clan, mantenere un profilo defilato. Il suo obiettivo non era lo scontro frontale, bensì il consolidamento del potere sul territorio del Mercato, roccaforte strategica per i traffici illeciti.

In quegli anni, Gennaro Mazzarella poté contare sul sostegno dei figli Franco e Ciro e sui legami con i Licciardi della Masseria Cardone, famiglia fondatrice proprio della consorteria che il clan stava sfidando. Ma fu soprattutto attraverso il traffico internazionale di stupefacenti, con consistenti importazioni dalla Spagna, che i Mazzarella riuscirono ad accumulare un’enorme forza economica.

Gennaro Mazzarella arrestato in Spagna nel 1999

L’ascesa del clan non subì una battuta d’arresto neppure dopo il primo arresto di Gennaro Mazzarella, avvenuto nel 1999 in Spagna e seguito dall’estradizione in Italia. Dopo un periodo di detenzione durato fino al novembre del 2001, Gennaro tornò in libertà ma fu nuovamente arrestato il 20 marzo 2003.

La sua cattura definitiva non compromise però l’organizzazione: i figli Franco e Ciro presero le redini del clan, superando un iniziale momento di incertezza e rafforzando la leadership dopo un breve riavvicinamento allo zio Vincenzo.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei magistrati e delle forze dell’ordine le dinamiche criminali dei Mazzarella si intrecciarono in quegli anni con una rete di alleanze e contrasti strategici.

Particolarmente solido fu il patto con il clan Misso, raccontato dal collaboratore di giustizia Michelangelo Mazza. Un’intesa fondata non solo sulla contiguità territoriale – i Misso controllavano la Sanità, via Duomo, parte di Forcella, Materdei, le Fontanelle, Foria e piazza Cavour – ma anche su convergenze di interessi.

L’uscita dal carcere di Giuseppe Misso nel 1999

Nel 1999, quando Giuseppe Misso, detto ’o nasone, uscì dal carcere, si trovò a condividere con i Mazzarella (e con i Sarno) un comune nemico: l’Alleanza di Secondigliano, e in particolare i Licciardi, i Contini e i Lo Russo.

Proprio i Contini, secondo quanto riferito dal pentito Mazza, erano già da tempo in guerra con i Mazzarella: uno scontro sanguinoso che aveva visto, in passato, l’uccisione del padre di Gennaro. Solo in seguito si giunse a un fragile accordo con l’Alleanza.

Un altro fronte caldo fu quello del quartiere Mercato, dove i Mazzarella dovettero fare i conti con la famiglia rivale dei Mauro, detti “Alesi”. Secondo le testimonianze dei pentiti Capuozzo Francesco, Mazza Michelangelo, Misso Emiliano Zapata, Misso Giuseppe e Giuliano Salvatore, i Mauro vantavano una solida reputazione criminale, radicata soprattutto nel contrabbando e nelle estorsioni.

Pur legati da vincoli di parentela con i Contini, i Mauro mantenevano buoni rapporti con i clan egemoni del centro città, tra cui i fratelli Giuliano di Forcella e lo stesso Vincenzo Mazzarella, che avevano aiutato in occasione di un delicato intervento al fegato.

Ma la coabitazione tra i due gruppi non era destinata a durare. Con l’ascesa dei Mazzarella, i Mauro non poterono più operare in autonomia: le regole del sistema criminale imponevano la subordinazione al clan dominante. Una presenza, quella degli Alesi, considerata troppo ingombrante e perciò mal tollerata dai nuovi padroni del Mercato.

Nel quartiere Mercato si vive sotto assedio. I Mazzarella si fortificano nei palazzi tra vico Soprammuro e Forcella, impiantano telecamere, vedette e circuiti di sorveglianza. Rispondono colpo su colpo. La guerra è ormai aperta, e coinvolge anche la polizia e i carabinieri, che iniziano a scoprire arsenali, bunker e nascondigli. Ma la faida è appena cominciata.

Scontro con i Mauro e attentati nel 2002

Nel maggio 2002 esplode lo scontro tra i Mazzarella e la famiglia Mauro “Alesi”, storicamente attiva al Mercato. Durante una sparatoria a Piazza Mercato (18 maggio), rimangono feriti un affiliato dei Mazzarella, Francesco Ramaglia, e un minore, Ciro Mauro (nipote dei Mauro).

.Quella stessa notte vengono appiccati due incendi: in via Cristofaro Marino e in via del Macello in garage riconducibili ai Mauro/Ferrone. Il Tribunale ritiene Gennaro Mazzarella mandante di questi atti ritorsivi .

Ritorno dei Mauro e nuovo confronto (2004‑2005)

Dopo essere stati estromessi dal Mercato, i Mauro tentano di riprendere terreno nel Pallonetto di Santa Lucia. Scattano di nuovo scontri tra i gruppi; ruota una mediazione di pace con i Misso per contenere l’espansione incontrollata dei Mazzarella nel centro città .

In questo contesto si consumano due omicidi chiave:

Franco Ferrone

, ucciso il 3 febbraio 2004 nel suo garage Mercato — collegato ai Mauro come cugino di Ciro Mauro.

Antonio Scafaro detto “Pippetta”, assassinato il 6 marzo 2005 sotto una pioggia di 17 proiettili nella zona del Mercato, atto che stabilisce l’egemonia dei Mazzarella su quella fascia cittadina secondo i collaboratori di giustizia.

I Conflitti con il Clan Caldarelli (2004-2005)

In questo periodo si registrarono contrasti anche con il clan Caldarelli, egemone nella limitrofa zona delle Case Nuove. Nonostante il forte legame tra i Caldarelli e Vincenzo Mazzarella, i nipoti Franco e Ciro mal digerivano questa vicinanza, desiderosi di espandere il loro controllo sul territorio confinante. Tuttavia, l’opposizione dello zio impedì la loro acquisizione.

3.continua

(bella foto da sinistra Gennaro Mazzarella, Vincenzo Mazzarella, Ciro Mazzarella, Franco Mazzarella, Giuseppe Misso, Luigi Giuliano; in basso sempre da sinistra Eduardo Contini, Ciro Mauro, Gennaro Licciardi, Raffaele Caldarelli e Vincenzo Caldarelli)

Inferno Secondigliano: 7 agenti penitenziari feriti in un’aggressione

Napoli – L’ennesima, grave aggressione avvenuta ieri all’interno del carcere di Secondigliano, dove sette agenti di Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti a seguito della furia di un detenuto, ha scatenato un vero e proprio vespaio di polemiche sulla gestione delle carceri italiane.

Le organizzazioni sindacali, ancora una volta, puntano il dito contro il sovraffollamento, la cronica carenza di personale e la mancanza di strumenti adeguati, esprimendo solidarietà agli agenti e chiedendo interventi immediati e strutturali.

La brutale aggressione nel reparto accettazione

Secondo quanto ricostruito dai sindacati, la violenza si è scatenata nel Reparto Accettazione del Centro Penitenziario di Secondigliano. Al momento dell’apertura della cella per consentire al detenuto, di origine italiana, di accedere al passeggio, quest’ultimo ha colpito violentemente un agente con un pugno al volto.

Gli altri sei colleghi, intervenuti immediatamente in soccorso, sono stati anch’essi aggrediti nel corso della colluttazione. Tutti e sette gli agenti hanno riportato ferite di diversa entità – tra cui la rottura di una mano e denti rotti con prognosi tra i 20 e i 30 giorni – e sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Napoli per le cure del caso. La prontezza e la professionalità degli agenti, sottolineano i sindacati, hanno evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.

Si.N.A.P.Pe: “Non è più un episodio isolato, il sistema sta collassando”

Luigi Vargas, Segretario Generale Aggiunto del Si.N.A.P.Pe, ha dichiarato con fermezza: “Ciò che è accaduto oggi a Secondigliano non può più essere rubricato come ‘episodio isolato’. È la diretta conseguenza di un sistema penitenziario che sta progressivamente collassando sotto il peso della carenza di personale, dell’assenza di strumenti operativi adeguati e di una pericolosa sottovalutazione delle condizioni di lavoro del Corpo di Polizia Penitenziaria. Settimana dopo settimana contiamo colleghi feriti, ma l’Amministrazione sembra aver smarrito il senso dell’emergenza. Il Si.N.A.P.Pe non resterà in silenzio”.

Anche il Segretario Nazionale Pasquale Gallo ha rincarato la dose: “Siamo stanchi di parole di circostanza e solidarietà di rito. Oggi chiediamo con forza al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia azioni concrete e immediate: dotazione di strumenti di dissuasione non letali come il taser, rinforzi di organico, revisione dei modelli custodiali, formazione mirata per la gestione di soggetti particolarmente aggressivi. Non possiamo accettare che l’uniforme venga calpestata nella quotidiana indifferenza istituzionale. La Polizia Penitenziaria merita rispetto, sicurezza e dignità.”

OSAPP: “Condizioni di lavoro insostenibili, chiediamo interventi a Ministro e Governo”

Vincenzo Palmieri, segretario regionale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), ha sottolineato come la grave situazione vissuta accenda i riflettori su una realtà sempre più preoccupante: il crescente numero di eventi critici e di aggressioni all’interno degli istituti penitenziari, in particolare quelli della regione Campania.

Palmieri ha evidenziato che le “condizioni lavorative dei poliziotti penitenziari sono da tempo insostenibili”, ribadendo che “il sistema è in uno stato di perenne emergenza e occorrono interventi urgenti e strutturali che restituiscano dignità alla Polizia Penitenziaria stanca di subire quotidianamente gratuite violenze”.

Il segretario dell’OSAPP ha inoltre rimarcato che, se gli agenti fossero stati adeguatamente preparati a fronteggiare tali situazioni, i gravi danni subiti avrebbero potuto essere evitati, lanciando un appello diretto al Ministro Nordio e al Capo del Governo Meloni affinché “lo scempio della Polizia Penitenziaria nelle carceri e in particolare nei penitenziari campani abbia a cessare”.

CON.SI.PE: “Sistema al collasso, servono misure urgenti e risolutive”

Anche la CON.SI.PE. – Confederazione Sindacati Penitenziari, per voce del Vicepresidente Luigi Castaldo, del Dirigente Nazionale Vincenzo Santoriello e del Dirigente Regionale Faraldo Bruno, ha espresso “massima preoccupazione e il più fermo sdegno” per l’aggressione. La confederazione ha ribadito che tali fatti “non possono più essere considerati eventi isolati, bensì rappresentino il chiaro sintomo di un sistema penitenziario al collasso, afflitto da carenze strutturali, insufficienza cronica di personale, inadeguatezza delle dotazioni e gravi criticità nella gestione della sicurezza”.

Luigi Castaldo e Vincenzo Santoriello hanno dichiarato: “L’aggressione di oggi è l’ulteriore dimostrazione di una condizione lavorativa divenuta ormai insostenibile. La quotidiana esposizione a rischi elevatissimi, in assenza di adeguate misure di prevenzione e tutela, non può più essere accettata. È necessario un immediato cambio di passo: non bastano più le parole di circostanza, servono interventi concreti, sistemici e non emergenziali”.

Faraldo Bruno ha aggiunto: “Il Centro Penitenziario di Secondigliano rappresenta una realtà particolarmente complessa, caratterizzata da una promiscuità eccezionale di soggetti criminali. In un contesto già difficile, le elevate temperature estive contribuiscono ulteriormente ad aumentare le tensioni. È ormai indispensabile valutare l’applicazione di normative più rigide e realmente deterrenti, in grado di contrastare con efficacia episodi di violenza che, troppo spesso, vedono come vittima il poliziotto penitenziario di turno. Non possiamo più tollerare che la divisa venga quotidianamente oltraggiata nell’indifferenza generale.”

La CON.SI.PE. ha quindi rivolto un pressante appello al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia, affinché vengano adottate misure urgenti e risolutive per garantire sicurezza, dignità e professionalità al Corpo di Polizia Penitenziaria.

Alla deriva su un pedalò, salvati tre giovani al largo di Ischia

Ischia– Momenti di paura al largo della spiaggia della Mandra, dove tre giovani sono stati tratti in salvo dopo essere finiti alla deriva su un pedalò. Provvidenziale l’intervento della Guardia Costiera, che ha notato in tempo la situazione di emergenza.

I ragazzi avevano noleggiato il pedalò a breve distanza dal borgo di Ischia Ponte, ma le forti raffiche di vento li hanno rapidamente spinti al largo, impedendo loro di rientrare verso la riva.

Un gommone della Capitaneria di Porto di Ischia, in transito nella zona, ha avvistato l’imbarcazione in difficoltà e ha dato immediatamente il via alle operazioni di soccorso. Alle attività ha preso parte anche una cooperativa locale di barcaioli, che ha agganciato e trainato il pedalò fino a riva, mettendo in salvo i tre giovani.

Sul posto sono intervenuti anche gli acquascooter della Polizia di Stato, che hanno garantito la sicurezza dell’area durante le fasi del salvataggio. Nessuno dei ragazzi ha riportato ferite.

Oroscopo del 28 luglio 2025 segno per segno

1

Ecco le previsioni astrali segno per segno per una giornata sotto il segno delle trasformazioni*

**♈ ARIETE (21/3 – 19/4)**

**Amore:** La Luna in Scorpione accende la passione – single, un incontro bruciante potrebbe capitarvi. Coppie: attenzione ai gelosie.
**Lavoro:** Marte favorevole, ottimo per chiudere affari.
**Salute:** Energia a mille, ma non strafare.
**Finanze:** Investimenti rischosi? Meglio aspettare.

**♉ TORO (20/4 – 20/5)**

**Amore:** Venere in Leone vi rende irresistibili – serata perfetta per un appuntamento.
**Lavoro:** Riconoscimento in arrivo dopo settimane di impegno.
**Salute:** Attenzione a dolori muscolari.
**Finanze:** Piccola vincita o regalo inaspettato.

**♊ GEMELLI (21/5 – 20/6)**

**Amore:** Mercurio retrogrado – meglio evitare discussioni inutili.
**Lavoro:** Errori di comunicazione in agguato, rileggi tutto.
**Salute:** Stress mentale, fai una pausa.
**Finanze:** Niente acquisti impulsivi oggi.

**♋ CANCRO (21/6 – 22/7)**

**Amore:** Emozioni in tempesta – cerca dialogo col partner.
**Lavoro:** Intuito al top, segui il tuo istinto.
**Salute:** Cura l’idratazione e il riposo.
**Finanze:** Spese familiari impreviste.

**♌ LEONE (23/7 – 22/8)**

**Amore:** Sole nel tuo segno ti illumina – sei al centro dell’attenzione!
**Lavoro:** Momento d’oro per progetti creativi.
**Salute:** Attenzione a scottature.
**Finanze:** Splurge su qualcosa che ti fa felice.

**♍ VERGINE (23/8 – 22/9)**

**Amore:** Praticità prima di tutto – niente romanticismi oggi.
**Lavoro:** Ottimo per organizzare e sistemare cose arretrate.
**Salute:** Mal di schiena? Stretching aiuterebbe.
**Finanze:** Risparmi in crescita, ma niente scommesse.

**♎ BILANCIA (23/9 – 22/10)**

**Amore:** Luna in Scorpione può portare tensioni – cerca compromessi.
**Lavoro:** Collaborazioni fruttuose, ma occhio ai colleghi falsi.
**Salute:** Equilibrio mente-corpo fondamentale.
**Finanze:** Trattativa vantaggiosa in vista.

**♏ SCORPIONE (23/10 – 21/11)**

**Amore:** Passione alle stelle – single, un incontro fatale è possibile.
**Lavoro:** Cambiamenti improvvisi, resta flessibile.
**Salute:** Emicranie? Riduci caffeina.
**Finanze:** Investimento a lungo termine promettente.

**♐ SAGITTARIO (22/11 – 21/12)**

**Amore:** Avventura chiama – viaggio o incontro esotico in arrivo.
**Lavoro:** Idee brillanti, ma verifica i dettagli.
**Salute:** Troppa energia? Scaricala con sport.
**Finanze:** Spese per viaggi o formazione.

**♑ CAPRICORNO (22/12 – 19/1)**

**Amore:** Serietà vs passione – trova il giusto mix.
**Lavoro:** Promozione o riconoscimento lavorativo.
**Salute:** Attenzione alle ginocchia.
**Finanze:** Risparmi stabili, niente rischi.

**♒ ACQUARIO (20/1 – 18/2)**

**Amore:** Incomprensioni con il partner – chiarisci subito.
**Lavoro:** Idea innovativa potrebbe portare successo.
**Salute:** Pausa dalla tecnologia necessaria.
**Finanze:** Investi in qualcosa di futuristico.

**♓ PESCI (19/2 – 20/3)**

**Amore:** Sogni ad occhi aperti? Attenzione alle illusioni.
**Lavoro:** Creatività al massimo, ma occhio ai dettagli.
**Salute:** Troppa emotività – meditazione aiuta.
**Finanze:** Evita spese impulsive.

**📡 COMMENTO ASTROLOGICO DEL GIORNO**

Oggi **Marte in Scorpione** si scontra con **Venere in Leone**, creando un mix esplosivo di passione e conflitti. La **Luna in Scorpione** amplifica le emozioni, mentre **Mercurio retrogrado** in Gemelli continua a creare caos nelle comunicazioni.

**Transito chiave:** *Plutone in Capricorno* spinge verso trasformazioni radicali, specialmente in ambito lavorativo e relazionale.

—Una giornata **intensa e trasformativa**, dove emozioni e azioni saranno amplificate. I segni d’acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) sentiranno particolarmente la carica emotiva, mentre i segni di terra (Toro, Vergine, Capricorno) dovranno bilanciare praticità e sentimenti.

*Consiglio delle stelle:*
“Usa l’energia di Marte per agire, ma non dimenticare la diplomazia di Venere. Le verità nascoste potrebbero emergere – sii pronto ad affrontarle con saggezza.”

 

Caserta, 15enne pestato per lo scooter nel parcheggio dell’oratorio

Caserta– Un’altra brutale aggressione tra giovanissimi, un’altra serata di festa trasformata in incubo. Un ragazzo di 15 anni è stato colpito con inaudita violenza da due giovani poco più grandi di lui, fino a riportare la frattura della mandibola.

Ora è ricoverato sotto choc nel reparto di chirurgia maxillo-facciale dell’ospedale di Caserta, in attesa di essere operato.

I fatti si sono verificati la scorsa notte nel parcheggio dell’Oratorio Salesiano di via Don Bosco, al termine della festa conclusiva dell’Estate Ragazzi, manifestazione che aveva coinvolto decine di adolescenti.

Il 15enne, arrivato per partecipare al compleanno di un’amica, è stato seguito all’interno del cortile da due ragazzi che, secondo quanto riferito dai familiari nella denuncia presentata, avrebbero avuto l’intenzione di rubargli lo scooter.

I due, dopo averlo provocato con la scusa di “fare un giro col motorino”, lo avrebbero aggredito a calci e pugni quando lui ha rifiutato. Secondo il racconto dei parenti, altri complici avrebbero aiutato a tenerlo fermo mentre veniva selvaggiamente picchiato. L’aggressione si è interrotta solo quando uno degli educatori dell’oratorio, insospettito dal rumore del motorino che cadeva, è accorso sul posto.

Gli aggressori sono subito fuggiti

“È la prima volta che accade un fatto del genere”, ha commentato don Antonio D’Angelo, profondamente addolorato. Don Giuseppe Spicciariello, direttore dell’oratorio, ha chiarito: “La festa era finita, tutti stavano andando via. È probabile che i ragazzi si siano seguiti dall’esterno e l’episodio sia avvenuto per caso nel nostro parcheggio, rimasto aperto in quel momento”.

Le forze dell’ordine hanno già acquisito le immagini della video sorveglianza per risalire agli autori dell’aggressione.

Ma questa non è una storia isolata. È solo l’ennesimo episodio di violenza giovanile che si registra nelle nostre città, un fenomeno ormai quotidiano. Solo re giorni fa, un altro ragazzo di 15 anni è stato accoltellato al termine di una partita di calcetto a Varcaturo, con il fermo di un 19enne. Una sequenza preoccupante che testimonia l’escalation di rabbia, sopraffazione e assenza di controllo che sta coinvolgendo fasce sempre più giovani della popolazione.

Mentre i numeri crescono, resta il silenzio delle istituzioni e la solitudine di vittime e famiglie. Ma anche il grido di allarme di educatori, parroci e operatori che da anni denunciano il degrado sociale e il disagio giovanile. Una ferita aperta che non può più essere ignorata.

Pomigliano, serbo ucciso in una rissa: fermato un 37enne ucraino

Un violento episodio di sangue ha sconvolto la notte di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, dove un uomo di nazionalità serba di 51 anni è stato ucciso durante una rissa.

I carabinieri della stazione di Pomigliano d’Arco e del Nucleo Operativo di Castello di Cisterna hanno fermato un cittadino ucraino di 37 anni, accusato di omicidio e lesioni personali aggravate.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola, hanno ricostruito una dinamica drammatica legata a una lite scoppiata per futili motivi.

Secondo quanto emerso, il 37enne avrebbe aggredito la vittima serba con calci e pugni ripetuti, colpendola con tale violenza da provocarne la morte.

Nella stessa circostanza, l’uomo si sarebbe reso responsabile anche di lesioni ai danni di un cittadino polacco, coinvolto nella rissa, che ha riportato la frattura di una caviglia e diverse escoriazioni. Quest’ultimo è stato soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale di Nola per ricevere le cure necessarie.

Il fermato, dopo gli accertamenti di rito, è stato condotto nel carcere di Poggioreale, in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria. I carabinieri stanno approfondendo le indagini per chiarire le circostanze esatte che hanno portato all’escalation di violenza, verificando eventuali testimoni e acquisendo immagini da sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

La tragedia ha lasciato sgomenti i residenti di Pomigliano d’Arco. La rissa, scoppiata per motivi ancora poco chiari, evidenzia la necessità di un maggiore controllo del territorio per prevenire episodi di violenza urbana.

Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità di altri soggetti coinvolti. La Procura di Nola, che guida l’inchiesta, mantiene il massimo riserbo.

Napoli, turisti e anziani bersaglio dei borseggiatori alla Stazione Centrale

Napoli – Ancora borseggi nella zona della Stazione Centrale di Napoli, dove una banda di ladri – secondo i residenti sempre la stessa da anni – colpisce turisti, anziani e famiglie, soprattutto nei fine settimana.

A denunciarlo sono alcuni cittadini che, stanchi della situazione, hanno inviato le immagini di video sorveglianza a Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra.

Il nuovo episodio è avvenuto in via Alessandro Poerio, dove le telecamere di un centro scommesse hanno immortalato un furto ai danni di una famiglia ungherese. Alcuni testimoni, intervenuti in soccorso delle vittime, hanno poi sporto denuncia ai carabinieri.

“Sono quattro anni che agiscono indisturbati ogni weekend. Sempre gli stessi – raccontano –. Non solo borseggiano, ma arrivano anche a minacciarci perché più volte siamo intervenuti per aiutare le persone derubate. La situazione è diventata insostenibile”.

La zona della Stazione Centrale è una delle più difficili di Napoli

Le immagini e le segnalazioni sono state trasmesse al parlamentare, che ha rilanciato l’allarme: “La zona della Stazione Centrale è una delle più difficili di Napoli. Tra risse, spaccio, senzatetto, mercatini abusivi e degrado, i residenti pagano il prezzo più alto. Ma com’è possibile che la stessa banda operi indisturbata da anni senza essere fermata?”.

Borrelli ha chiesto interventi mirati e duraturi: “Servono presidi fissi delle forze dell’ordine a Piazza Garibaldi e nelle aree limitrofe, oltre a provvedimenti severi contro chi delinque. La sicurezza e la vivibilità non sono privilegi: devono essere garantiti a tutti, cittadini e visitatori”.

La denuncia riaccende i riflettori su una delle principali porte d’accesso alla città, spesso teatro di criminalità diffusa e degrado urbano, con ricadute pesanti sull’immagine di Napoli e sul diritto alla sicurezza.

Napoli, furto al corso Umberto: arrestato giovane marocchino

Napoli – Un 25enne di nazionalità marocchina, irregolare sul territorio italiano, è stato arrestato nella notte dalla Polizia di Stato a Napoli per furto con destrezza. L’uomo è stato inoltre denunciato per ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale.

L’episodio è avvenuto in Corso Umberto I, una delle arterie più frequentate del centro cittadino. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno notato un uomo che inseguiva un individuo in fuga con un oggetto in mano.

Dopo un breve inseguimento, i poliziotti hanno bloccato il sospettato, accertando che, pochi istanti prima, aveva derubato un passante, sottraendogli un portafogli e un astuccio contenente occhiali da vista.

Grazie alla prontezza degli agenti, il 25enne è stato fermato e arrestato. Gli oggetti rubati sono stati recuperati e restituiti al legittimo proprietario. Le autorità hanno inoltre verificato la posizione irregolare dell’indagato sul territorio italiano, procedendo con una denuncia per violazione delle norme sull’immigrazione.

Un intervento rapido contro la microcriminalità

L’operazione si inserisce nel quadro delle attività di prevenzione e contrasto alla microcriminalità urbana condotte dalla Questura di Napoli. Corso Umberto I, zona ad alta densità di pedoni e attività commerciali, è spesso teatro di episodi di furti e borseggi, che richiedono un costante monitoraggio da parte delle forze dell’ordine.

.

Napoli, pusher aggredisce gli agenti a Porta Nolana

Napoli – Ancora un arresto nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dalla Questura di Napoli per contrastare il traffico di droga e la detenzione illegale di armi.

E ancora una volta teatro dell’arresto è Porta Nolana diventata una piazza di spaccio gestita da cittadini extracomunitari per conto dei clan del centro storico della città.

Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno arrestato un 36enne di origine marocchina, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti specifici, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il blitz è scattato in vicoletto Gabella della Farina, nei pressi di Porta Nolana. Durante il pattugliamento, i poliziotti hanno notato l’uomo confabulare con atteggiamento sospetto con un’altra persona, alla quale ha consegnato un oggetto in cambio di una banconota.

Intervenuti per bloccare lo scambio, gli agenti sono riusciti a fermare il sospetto solo dopo una breve colluttazione. Addosso al 36enne sono stati trovati tre involucri di cocaina ben nascosti e 20 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

L’uomo è stato arrestato e condotto negli uffici di polizia in attesa delle determinazioni dell’autorità giudiziaria.

Castellammare, sanzionato ristorante per gravi carenze igienico-sanitarie

Castellammare di Stabia – Un fine settimana di controlli intensificati per garantire sicurezza e legalità durante la movida.

I Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, insieme ai militari del NAS di Napoli e agli agenti della Polizia Municipale, hanno condotto un servizio straordinario di controllo del territorio, con particolare attenzione alle zone più frequentate nelle ore serali e notturne.

Nel corso delle operazioni è stato sanzionato un ristorante per gravi carenze igienico-sanitarie, con conseguente sospensione del deposito alimentare. Due persone sono state denunciate per guida senza patente, recidive dello stesso reato, mentre quattro giovani sono stati segnalati alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti.

Il bilancio complessivo dei controlli parla di 127 persone identificate e 43 veicoli controllati, con 33 violazioni al Codice della Strada accertate.

L’attività rientra in un più ampio piano di prevenzione e presidio del territorio, che proseguirà anche nei prossimi giorni con ulteriori controlli mirati alla sicurezza urbana, al rispetto delle norme sanitarie e alla tutela della quiete pubblica.

Secondigliano, detenuto aggredisce sette agenti

Napoli – Un nuovo episodio di violenza ha scosso il carcere di Secondigliano, dove un detenuto italiano ha aggredito sette agenti della polizia penitenziaria*nel pomeriggio di oggi.

A denunciare l’accaduto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che parla di un “grave atto di aggressione” e lancia l’allarme sulle condizioni sempre più critiche nelle carceri campane.

Secondo quanto ricostruito dal sindacato, tutto è iniziato quando gli agenti hanno aperto la cella di un detenuto del Reparto Accettazione per accompagnarlo al passeggio. Senza alcun preavviso, l’uomo ha assalito a pugni il primo poliziotto di servizio, colpendolo al volto.

A quel punto, sono intervenuti altri sei colleghi, ma anche loro sono stati aggrediti dal detenuto, che ha scatenato una colluttazione.

I sette agenti, feriti durante lo scontro, sono stati trasportati all’ospedale Cardarelli per le cure del caso. Fortunatamente, nessuno di loro versa in pericolo di vita, ma l’episodio ha riacceso le proteste del personale penitenziario, da mesi in allerta per il sovraffollamento e le condizioni di lavoro al limite.

La denuncia del Sappe

Raffaele Munno e Donato Vaia, segretari del Sappe, hanno sottolineato che “la professionalità degli agenti ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente”, ma hanno anche lanciato un grido d’allarme: “La tensione nelle carceri campane resta altissima”.

A fare eco è Donato Capece, segretario generale del sindacato, che ha tuonato: “Chi aggredisce un poliziotto aggredisce lo Stato”, annunciando che il Sappe si attiverà presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per chiedere provvedimenti urgenti.

Emergenza carceri

L’episodio di oggi si inserisce in un contesto già esplosivo, con il personale penitenziario da tempo in stato di agitazione per la mancanza di organico e il rischio costante di aggressioni. La Campania, in particolare, è tra le regioni con il più alto tasso di violenza nelle carceri, dove detenuti e agenti vivono in una quotidianità al limite della sopportazione.

Le forze sindacali chiedono ora maggiore sicurezza e risposte concrete, prima che nuovi episodi del genere si ripetano. Intanto, la Procura ha avviato le indagini per valutare eventuali conseguenze disciplinari e penali per il detenuto aggressore.

 

Dramma ad Anacapri: bagnante 30enne ferito gravemente in uno stabilimento balneare

Capri – Un grave incidente ha scosso il primo pomeriggio di oggi ad Anacapri, dove un bagnante italiano di 30 anni è rimasto seriamente ferito a seguito di una caduta all’interno di uno stabilimento balneare.

L’uomo ha riportato un trauma cranico e un trauma spinale, rendendo necessario un intervento immediato dei soccorsi.

Secondo quanto ricostruito, l’incidente è avvenuto in una struttura balneare del territorio anacaprese. Sul posto sono prontamente intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al giovane.

Data la gravità delle sue condizioni, il 30enne è stato inizialmente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Capilupi di Capri. Tuttavia, la complessità delle lesioni ha richiesto un trasferimento d’urgenza: l’uomo è stato elitrasportato dalla piazzola di Damecuta all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove è attualmente ricoverato nel reparto di neurochirurgia.

Le autorità stanno indagando per chiarire la dinamica esatta dell’incidente, verificando le circostanze della caduta e accertando eventuali responsabilità.

Non sono ancora emersi dettagli sulle cause, ma si ipotizza che l’uomo possa aver perso l’equilibrio in un’area dello stabilimento, forse a causa di una superficie scivolosa o di un ostacolo.

Un’estate segnata da emergenze

L’incidente di oggi si aggiunge ad altri episodi che hanno richiesto interventi di emergenza sull’isola di Capri, meta di migliaia di turisti durante la stagione estiva. La prontezza del 118 e l’efficienza dell’elisoccorso hanno permesso di gestire rapidamente la situazione, garantendo al giovane un trasferimento tempestivo verso una struttura specializzata.

Le condizioni del 30enne restano sotto stretta osservazione medica, mentre le indagini proseguono per fare luce sull’accaduto.

Maltempo in arrivo, scatta l’allerta gialla in Campania

1

Napoli– Scatta una nuova allerta meteo in Campania. La Protezione Civile regionale ha diramato un avviso di allerta gialla per piogge e temporali valido per la giornata di lunedì 28 luglio, dalle ore 9:00 alle 23:59. La decisione arriva sulla base delle valutazioni del Centro Funzionale, che ha rilevato condizioni meteo instabili e a rapida evoluzione.

Le zone interessate dall’allerta sono:

  • Zona 1: Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana
  • Zona 2: Alto Volturno e Matese
  • Zona 3: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini
  • Zona 4: Alta Irpinia e Sannio
  • Zona 5: Tusciano e Alto Sele

Le precipitazioni potrebbero risultare intense anche in brevi intervalli di tempo, accompagnate da fulmini, grandinate e raffiche di vento, con possibili danni a coperture, strutture esposte e al verde pubblico. Non si esclude l’innesco di frane, smottamenti e allagamenti, oltre allo scorrimento di acqua sulle strade e all’innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua.

La Protezione Civile ha invitato i Comuni interessati ad attivare i Centri Operativi Comunali (COC) e ad adottare tutte le misure previste dai piani comunali di protezione civile, sia strutturali che organizzative, al fine di prevenire e mitigare gli effetti del maltempo. Massima attenzione anche alla manutenzione del verde pubblico e alle comunicazioni della Sala Operativa Regionale.

Il bollettino meteo segnala una situazione ad alta incertezza previsionale, che impone particolare prudenza nelle prossime ore.

Contromano in autostrada provoca un frontale: 4 morti

Un drammatico incidente stradale ha insanguinato questa mattina l’autostrada A4 nel tratto tra Piemonte e Lombardia, provocando la morte di quattro persone.

La dinamica ricostruita dagli investigatori è agghiacciante nella sua semplicità: un automobilista settantenne, residente a Cerano (Novara), ha imboccato contromano l’autostrada Torino-Milano dallo svincolo di Marcallo Mesero.

L’uomo, alla guida di una Peugeot 207 e nato nel 1943 a Magenta, avrebbe scambiato la corsia di sorpasso per quella di marcia normale, trovandosi così a percorrere contromano l’autostrada. Il tragico epilogo è arrivato al chilometro 102, dove si è verificato un violento scontro frontale con un’altra vettura su cui viaggiavano quattro persone residenti a Novara.

L’impatto è stato devastante: tre occupanti della seconda auto – un uomo del 1987 nato a Potenza e altri due passeggeri – hanno perso la vita sul colpo. Una quarta persona, una donna del 1988 nata a Trento, è stata intubata sul posto e trasportata in condizioni gravissime all’ospedale Niguarda di Milano con l’elisoccorso. Lo stesso automobilista che aveva imboccato contromano l’autostrada non è sopravvissuto allo schianto.

Sul posto sono immediatamente intervenuti polizia stradale, sanitari e vigili del fuoco, che hanno lavorato per ore per liberare i corpi dalle lamiere e ripristinare la viabilità. Il tratto di autostrada tra Novara Est e Mercallo Mesero è rimasto chiuso a lungo per consentire i soccorsi e i rilievi, causando ingorghi per chilometri.

L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno degli ingressi contromano in autostrada, un pericolo che purtroppo continua a mietere vittime nonostante i ripetuti allarmi lanciati dalle autorità. Le indagini della polizia stradale sono ora concentrate sull’accertamento delle precise dinamiche e sullo stato psicofisico del conducente al momento dell’incidente.

Napoli, strage degli operai, il legale della ditta noleggiatrice: “Mai problemi con la giustizia”

Napoli – Smentite le voci circolate nelle ultime ore riguardo presunte condanne o problemi pregressi per il titolare della ditta che ha noleggiato il montacarichi dal quale, due giorni fa, sono precipitati e deceduti i tre operai nel Rione Alto.

L’avvocato Giovanni Fusco, legale della ditta proprietaria dell’impianto, ha categoricamente dichiarato in una nota che il signor Napolitano “non ha mai avuto problemi con la giustizia di nessun genere, né tanto meno i suoi macchinari hanno mai avuto problemi”.

Fusco ha ribadito che la sua ditta ha unicamente noleggiato il montacarichi alla società che stava effettuando i lavori, sottolineando che l’installazione e la delega di un responsabile della sicurezza, deputato al rispetto delle normative, erano di competenza della società appaltatrice dei lavori.

La testimonianza choc di un ex operaio e l’omaggio alle vittime

Intanto, questa mattina, si è svolto un toccante omaggio alle vittime dell’incidente di via Domenico Fontana, un momento che ha riacceso i riflettori su un caso drammatico avvenuto dieci anni fa.

Giuseppe Iaquinangelo, vittima nel 2015 di un gravissimo incidente mentre lavorava per la stessa ditta coinvolta nella tragedia del Rione Alto, si è recato sul luogo della tragedia accompagnato dalla sua legale, l’avvocata Giovanna Iodice, dalla moglie Carmela e dal deputato Francesco Emilio Borrelli. All’iniziativa hanno partecipato anche Rino Nasti, Consigliere della Municipalità V di Europa Verde, e Rosario Pugliese, membro dell’Esecutivo Regionale di Europa Verde.

Iaquinangelo, oggi costretto su una sedia a rotelle, ha raccontato il suo calvario: precipitò da circa dieci metri mentre lavorava su un montacarichi privo di balaustre e senza imbragatura, rimanendo in coma per sei mesi.

“Quando abbiamo saputo che anche nell’incidente del Rione Alto era coinvolta la stessa ditta, siamo rimasti sconvolti” – ha dichiarato l’avvocata Iodice – “Questa vicenda andava denunciata pubblicamente. Queste famiglie non possono rimanere senza giustizia, senza risposte e senza aiuti”.

Proposte legislative e nuove denunce sui “cantieri della morte”

Il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha recentemente attivato una linea WhatsApp (3662662829) per raccogliere segnalazioni sui cantieri non a norma, ha annunciato l’intenzione di presentare un nuovo atto parlamentare.

“Ci tengo a sottolineare che se non fosse stato per l’Inail Giuseppe non avrebbe ricevuto nessun aiuto, nessun sussidio, nonostante l’assurda vicenda che lo ha visto tristemente protagonista,” ha affermato Borrelli.

Il deputato ha poi rivelato un quadro allarmante: “In pochissime ore abbiamo già ricevuto tantissime segnalazioni da tutta Italia di cantieri in cui si lavora in condizioni pericolose e senza alcun rispetto delle norme di sicurezza. Il caso del Rione Alto è solo l’emblema estremo di un fenomeno diffuso.

Per questo presenterò una proposta per eliminare la prescrizione dei reati legati alla sicurezza nei cantieri edili. Basta cantieri della morte, chi mette a rischio la vita dei lavoratori deve rispondere fino in fondo delle sue azioni. Non ci può essere impunità per chi sfrutta, uccide e poi continua come se nulla fosse.”

Omicidio Vassallo, il colonnello Cagnazzo: “Totalmente estraneo ai fatti, vicenda dolorosa che non mi appartiene”

Napoli- Torna a parlare pubblicamente il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, tra gli indagati nell’inchiesta della Procura di Salerno sull’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo, avvenuto ad Acciaroli il 5 settembre 2010.

In un lungo post pubblicato sui social, l’ufficiale ha ribadito la propria innocenza e ha annunciato un nuovo ricorso in Cassazione dopo la scarcerazione avvenuta a maggio scorso per decisione del Tribunale del Riesame.

«Desidero ribadire, questa volta personalmente e non tramite i miei avvocati, la mia totale estraneità ai fatti contestati – ha scritto Cagnazzo –. Affronto da quindici anni una vicenda dolorosa che non mi appartiene, già archiviata per tre volte dalla magistratura».

Il colonnello, arrestato a fine 2023 e rimasto in carcere per circa sei mesi, è stato rimesso in libertà dopo che la Suprema Corte di Cassazione aveva annullato una precedente ordinanza cautelare, rilevando gravi carenze sul piano dell’impianto indiziario.

Lo stesso Tribunale del Riesame, nella nuova decisione, ha ritenuto non sussistenti i presupposti per la detenzione. Tuttavia, la Procura di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio per Cagnazzo e altri indagati.

Il colonnello, arrestato a fine 2023 e rimasto in carcere per circa sei mesi

«La Cassazione – spiega ancora l’ufficiale – ha evidenziato le lacune in merito alla gravità indiziaria. Proprio per questo motivo presenteremo un nuovo ricorso».

Cagnazzo ha voluto ringraziare pubblicamente chi gli è stato vicino durante i mesi di detenzione: «Grazie di cuore agli amici di sempre, ai colleghi, ai collaboratori e anche ai semplici conoscenti che mi hanno espresso solidarietà. In oltre trent’anni di servizio non ho mai tradito il giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana e alla brava gente di cui mi sento ancora servitore. Ferito, ma convinto».

Infine, un appello alla lettura degli atti: «La verità è contenuta nelle oltre 80mila pagine che compongono il fascicolo processuale, che pochi – quasi nessuno – hanno davvero letto. Continuerò a credere nella giustizia. Il rancore non mi appartiene».

Il nome di Fabio Cagnazzo era emerso già nelle prime fasi dell’indagine sull’omicidio di Vassallo, il sindaco ambientalista ucciso con nove colpi di pistola mentre rientrava a casa. Ma nel corso degli anni, le piste investigative hanno subito numerosi stop e archiviazioni.

Solo nel 2023 la Procura ha riaperto il fascicolo ipotizzando una nuova ricostruzione del delitto, che ha portato a un’imponente attività d’indagine e a nuovi arresti. Ora, la parola passa di nuovo alla magistratura.

Napoli, a Montecalvario ristorante sospeso per gravi carenze igieniche e occupazione abusiva

La Polizia Locale di Napoli ha intensificato i controlli amministrativi su tutto il territorio cittadino, mettendo i sigilli a diverse attività commerciali e denunciando i titolari per gravi violazioni.

L’operazione mirava a verificare il rispetto delle normative in materia urbanistica, igienico-sanitaria e commerciale, evidenziando una diffusa irregolarità in vari quartieri.

Nel quartiere Montecalvario, in vico Figurelle, l’attenzione degli agenti dell’Unità Operativa Avvocata si è concentrata su un’attività di ristorazione. Qui sono state riscontrate gravi carenze igienico-sanitarie e l’assenza dei requisiti strutturali minimi, in chiara violazione del Regolamento d’Igiene e Sanità del Comune di Napoli.

L’attività è stata immediatamente sospesa

Al titolare sono state comminate sanzioni per 2.000 euro per mancato aggiornamento della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e per le condizioni igieniche precarie. A queste si aggiungono ulteriori sanzioni amministrative per un totale di 41 metri quadrati di occupazione abusiva di suolo pubblico e soprasuolo, con impianti e strutture non autorizzate, oltre a installazioni elettriche non conformi e insegne abusive.

Il titolare è stato anche denunciato per invasione di spazio pubblico, violazione delle norme urbanistiche regionali e per l’assenza di requisiti di sicurezza negli impianti a gas e nelle attrezzature.

 Abuso edilizio al Vomero: locale sigillato su suolo pubblico

Nel quartiere Vomero, in via Cortese, gli agenti dell’Unità Operativa Vomero hanno scoperto e sottoposto a sequestro preventivo una struttura di circa 25 metri quadrati realizzata abusivamente su suolo pubblico. Il manufatto, privo di qualsiasi autorizzazione, era una vera e propria volumetria aggiuntiva: una struttura metallica con copertura semirigida, avvolgibili laterali, pavimentazione rialzata, arredi e impianti di illuminazione e ventilazione, completa persino di una porta con serratura.

La creazione di questo nuovo volume, in palese violazione del Testo Unico per l’Edilizia (D.P.R. 380/01), ha portato alla denuncia del titolare per abuso edilizio e al sequestro immediato della struttura.

Controlli sulla movida: attività cessata a Chiaia per assenza di SCIA

Infine, nell’ambito dei controlli dedicati alla movida, il personale dell’Unità Operativa Chiaia, in collaborazione con i Carabinieri della Stazione Posillipo, ha effettuato verifiche nella zona collinare. Mentre un sopralluogo presso un’attività non ha riscontrato irregolarità, in via Carducci è stata disposta l’immediata cessazione di un’attività commerciale a causa dell’assenza di una SCIA valida.

L’esercizio è stato sanzionato per somministrazione non autorizzata, violazioni sanitarie, vendita di alcolici senza titolo, emissioni acustiche non conformi, insegne abusive e occupazione irregolare di suolo pubblico per 41 metri quadrati eccedenti il consentito.

I controlli della Polizia Locale proseguiranno senza sosta, a tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini e dei consumatori.

Napoli, poliziotti eroi salvano neoanta ai Decumani: era in difficoltà respiratorie

Napoli – Un intervento tempestivo e coraggioso ha evitato il peggio questa domenica pomeriggio a Napoli. Protagonisti del salvataggio due agenti del Commissariato Decumani, Salvatore e Giuseppe Pio, che hanno praticato con prontezza le manovre di primo soccorso su una neonata di pochi mesi in gravissime difficoltà respiratorie, ormai priva di sensi tra le braccia della madre disperata.

Tutto è accaduto nel primo pomeriggio di ieri, quando i due poliziotti, in servizio, sono stati allertati dalle grida di aiuto di una passante. Senza esitare, hanno soccorso la piccola, attivando immediatamente la Sala Operativa per chiamare il 118 e nel frattempo praticando le manovre necessarie per mantenerle le vie aeree libere.

Grazie alla loro freddezza e professionalità, la bambina è stata stabilizzata e poi trasportata d’urgenza all’Ospedale Santobono, dove ora è fuori pericolo.

Quello di ieri non è il primo caso del genere: solo la scorsa settimana, a Torre Annunziata altri agenti erano intervenuti per soccorrere una neonata di 18 giorni sempre in crisi respiratoria, riuscendo a rianimarla prima dell’arrivo dei sanitari. Episodi che dimostrano quanto sia cruciale, soprattutto in momenti di emergenza, la presenza delle forze dell’ordine sul territorio.

La città, ancora una volta, può ringraziare i suoi eroi in divisa, pronti a intervenire non solo per garantire la sicurezza, ma anche per salvare vite umane quando ogni secondo conta.

*La piccola è ora al sicuro, ma la riconoscenza dei napoletani verso questi poliziotti rimarrà per sempre.