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Vela, America’s Cup a Napoli: firmato ufficialmente il protocollo, prime regate nel 2026

La 38ª America’s Cup parlerà napoletano. È stato firmato il protocollo che porterà nel Golfo di Napoli, nell’estate del 2027, la competizione velica più prestigiosa al mondo. A siglarlo il Defender Royal New Zealand Yacht Squadron, rappresentato da Team New Zealand, e il Challenger of Record Royal Yacht Squadron Ltd, rappresentato da Athena Racing. L’intesa inaugura una nuova era per la Coppa, basata su una partnership paritaria tra tutte le squadre e su una gestione centralizzata, volta a garantire continuità, inclusione e sostenibilità finanziaria.

Le iscrizioni apriranno il 19 agosto 2025, ma già nel 2026 sono previste le prime regate preliminari. Il protocollo introduce un modello commerciale a lungo termine, con un CEO indipendente alla guida della struttura organizzativa, e prevede un tetto di spesa di 75 milioni di euro per ogni team. Ci sarà l’obbligo di riutilizzare gli scafi AC75 della precedente edizione o di costruirne di nuovi sullo stesso progetto, per contenere i costi e rendere la competizione più accessibile.

Inclusività e sviluppo dei talenti sono al centro della riforma: saranno confermate le Women’s e Youth America’s Cup e ogni equipaggio dovrà avere a bordo almeno una velista. Gli AC75 gareggeranno con cinque membri d’equipaggio, di cui almeno tre cittadini del Paese rappresentato. Sul fronte sportivo, la Louis Vuitton Cup introdurrà una fase a gironi con match e fleet race, semifinali al meglio di cinque vittorie e finali al meglio di sette.

Il 2026 sarà l’anno di avvicinamento, con fino a tre regate in AC40 e un evento dedicato a equipaggi femminili e giovanili. Nel 2027, prima della Louis Vuitton Cup, Napoli ospiterà una regata preliminare in AC75, trasformando il lungomare in un’arena a cielo aperto per tifosi, media e sponsor, con persino un ospite a bordo durante le competizioni. Un format pensato per rendere la Coppa più vicina al pubblico e garantire che lo spettacolo della vela raggiunga un’audience globale senza precedenti.

Vesuvio, incendi sotto controllo ma resta il pericolo: 500 ettari in fumo.

Napoli – I tre fronti di fuoco che da giorni minacciano il Vesuvio sono al momento sotto controllo. Lo conferma la Protezione Civile della Regione Campania, che invita però alla prudenza: il rischio di reinneschi resta alto, sia lungo il perimetro che all’interno delle aree già bruciate.

Le fiamme hanno divorato circa 500 ettari di vegetazione, tra i comuni di Trecase, Boscotrecase e Terzigno. L’azione coordinata tra Protezione Civile, Dipartimento nazionale, Esercito e Vigili del Fuoco sta producendo i primi risultati: squadre a terra, Canadair della flotta nazionale ed elicotteri regionali operano senza sosta, mentre l’Esercito ha completato tre piste tagliafuoco e sta ultimando la quarta. Per tutta la notte è previsto un presidio costante, con turnazioni già programmate per i prossimi giorni.

La notte scorsa è stata più tranquilla delle precedenti, segno che la strategia di contenimento sta funzionando. “Si lavora per spegnere definitivamente l’incendio – spiega Raffaele De Luca, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – ma possiamo tirare un sospiro di sollievo”. Stesso cauto ottimismo dal sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri.

Restano però interdette alcune aree, come la strada di accesso al Gran Cono. E intanto sui social monta la polemica: il deputato M5S Alessandro Caramiello, in visita nelle zone colpite, annuncia la proposta di una Conferenza dei servizi o di un commissario straordinario con poteri speciali per “intervenire rapidamente, coordinare prevenzione e ricostruzione”. Caramiello riaccende anche il dibattito sull’uso dei fondi: “Voglio sapere come sono stati spesi i 75 milioni stanziati nel 2017 dopo un incendio simile e quali risultati hanno prodotto”.

Il riferimento è ai roghi dell’estate di otto anni fa, quando il Vesuvio fu devastato per settimane da incendi dolosi, con un disastro ambientale rimasto nella memoria collettiva. Oggi, come allora, resta il paradosso di un patrimonio naturalistico di valore mondiale messo a rischio, e l’urgenza di un piano strutturale di prevenzione.

Nel frattempo, la lotta alle fiamme continua. E, ancora una volta, a resistere in prima linea sono esercito, vigili del fuoco, protezione civile, croce rossa e volontari: “A loro – conclude Caramiello – va la mia gratitudine per il coraggio e la dedizione, spesso a rischio della propria vita”.

Addio a Mario Forte, l’ex sindaco di Napoli aveva 89 anni

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Si è spento a 89 anni, nella sua Napoli, Mario Forte, già sindaco del capoluogo partenopeo, esponente di spicco della Democrazia Cristiana e parlamentare europeo. Figura carismatica di una stagione politica intensa, Forte ha guidato la città in anni lontani ma ancora impressi nella memoria collettiva, lasciando un’impronta di equilibrio e dedizione alle istituzioni.

Il sindaco Gaetano Manfredi, in un messaggio pubblicato su X, ha espresso “il cordoglio mio e di tutta l’Amministrazione comunale per la scomparsa di Mario Forte. Ha dato tanto alle istituzioni e alla politica come sindaco e parlamentare europeo. Alla famiglia va la nostra vicinanza”. Un ricordo commosso è arrivato anche dal presidente della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi, che ha sottolineato il ruolo centrale di Forte nei momenti più delicati del partito, in particolare durante la scissione del Ppi.

Fu lui, racconta Rotondi, a mediare il celebre “patto di Cannes” che pose fine alla contrapposizione tra le correnti di Bianco e Buttiglione. “Con la saggezza dei patriarchi – ha aggiunto – si è tenuto lontano dalle battaglie inutili degli ultimi anni. Oggi resta il dolore per la sua scomparsa e la vicinanza ai familiari, in particolare al fratello Bruno, arcivescovo di Chieti”.

Il decesso è avvenuto a pochi giorni dalla morte della sorella, un colpo che ha colpito profondamente il suo entourage. Napoli perde così uno dei suoi protagonisti storici, un uomo di politica capace di unire visione e pragmatismo, lontano dalle scaramucce e vicino ai problemi reali della città.

Ondata di caldo record in Campania: allerta prorogata fino a giovedì

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Napoli- L’ondata di calore che sta attanagliando la Campania non dà tregua. La Protezione Civile regionale ha prorogato l’avviso di criticità fino alle 20 di giovedì 14 agosto, a causa delle temperature eccezionalmente alte che si stanno registrando su tutto il territorio.

Il Centro Funzionale ha avvertito che le temperature continueranno a essere ben al di sopra delle medie stagionali, con picchi che potrebbero superare i valori abituali di 5-7 gradi. L’allerta è massima soprattutto per le aree costiere, dove l’alto tasso di umidità, previsto oltre il 60-70% nelle ore notturne, renderà il caldo ancora più insopportabile, aggravato dalla quasi totale assenza di vento.

Napoli, turista inseguito, aggredito e rapinato fin nella hall dell’hotel di lusso: finisce in ospedale

Napoli – Un episodio che ferisce non solo la vittima, ma l’immagine stessa della città. Nel cuore del lungomare partenopeo, in una delle strutture alberghiere più prestigiose di Napoli, due rapinatori hanno messo a segno un colpo da 80mila euro ai danni di un turista straniero, proprio nel pieno della settimana di Ferragosto.

La vittima, un uomo di nazionalità marocchina, si trovava all’esterno dell’hotel Excelsior quando è stato avvicinato da due malviventi in scooter. Hanno puntato al suo orologio di lusso, un modello dal valore di mercato vertiginoso.

Alla reazione dell’uomo, che ha tentato di trovare riparo rifugiandosi all’interno della hall, i rapinatori non si sono fermati: lo hanno inseguito fin dentro la struttura, colpendolo con violenza e riuscendo infine a strappargli il prezioso segnatempo prima di fuggire a tutta velocità.

Il turista, sotto choc e con contusioni e ferite lievi, è stato soccorso dal personale dell’hotel e trasportato all’ospedale Cardarelli per le cure del caso.

La Polizia di Stato ha acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti sia all’esterno sia all’interno dell’albergo e sta cercando di ricostruire i movimenti dei due aggressori, fuggiti in direzione dei vicoli retrostanti.

Un colpo che fa male alla città

L’assalto, per modalità e luogo, assume una gravità che va oltre la singola rapina. Accaduto in pieno giorno, in una delle zone più frequentate da turisti di tutto il mondo, l’episodio è un durissimo colpo all’immagine di Napoli proprio in un momento di massima affluenza internazionale.

Le immagini delle vie affollate di visitatori si sovrappongono a quelle di due banditi che, senza alcuna remora, fanno irruzione nella hall di un hotel di lusso per colpire un ospite sotto gli occhi di personale e clienti.

Questo episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle grandi città d’arte italiane, ma a Napoli pesa come un macigno: qui, il turismo è una leva economica essenziale, e ogni episodio di violenza urbana è un biglietto da visita negativo che rischia di offuscare i successi raggiunti in termini di presenze e attrattività.

È un segnale – forte e inquietante – della necessità di un presidio costante e visibile delle forze dell’ordine, soprattutto nei punti strategici e più esposti della città.

L’inverter eco‑friendly: manutenzione e riparazione per un impianto sempre efficiente

La manutenzione degli impianti fotovoltaici rappresenta un elemento cruciale per garantire prestazioni elevate e durature nel tempo. In particolare, l’inverter, cuore del sistema, è il componente più soggetto a sollecitazioni tecniche e ambientali. Intervenire in modo tempestivo con operazioni di riparazione professionale permette di evitare guasti critici, allungare la vita dell’impianto e contribuire a una gestione sostenibile delle risorse.

Un approccio eco‑friendly alla gestione dell’inverter fotovoltaico non solo riduce i costi legati alla sostituzione completa, ma valorizza il concetto di economia circolare, favorendo il riutilizzo e la rigenerazione. In questo contesto, affidarsi a realtà specializzate come ServiceTec assicura interventi mirati e tecnicamente avanzati.

Il ruolo dell’inverter nei sistemi fotovoltaici

L’inverter è il componente che trasforma l’energia generata dai pannelli solari (corrente continua) in energia utilizzabile dalla rete domestica o industriale (corrente alternata). Senza un inverter funzionante, l’impianto fotovoltaico diventa inefficace, anche se i pannelli continuano a produrre energia.

Un inverter efficiente assicura il massimo rendimento dell’impianto, ottimizza l’autoconsumo e consente il monitoraggio costante delle prestazioni. Per questo motivo, la sua manutenzione regolare è fondamentale per evitare malfunzionamenti che possono compromettere l’intero sistema.

A chi rivolgersi per interventi professionali

Affidare la manutenzione dell’inverter a tecnici non specializzati può comportare rischi per la sicurezza e ulteriori danni al sistema. È preferibile rivolgersi a realtà certificate, che garantiscono l’utilizzo di strumentazioni adeguate e l’impiego di componenti originali o compatibili di alta qualità.

ServiceTec, azienda leader nel settore, offre un servizio completo di diagnosi, manutenzione e riparazione di inverter fotovoltaici, con interventi su misura per impianti residenziali e industriali. Grazie all’esperienza consolidata e all’attenzione per l’innovazione, rappresenta un punto di riferimento per chi desidera mantenere il proprio impianto sempre efficiente, in ottica green.

Perché scegliere la manutenzione invece della sostituzione

Intervenire con una riparazione dell’inverter anziché procedere con la sostituzione è spesso la scelta più sostenibile ed economicamente vantaggiosa. Molti guasti derivano da componenti specifici (condensatori, relè, circuiti di controllo) che possono essere sostituiti o rigenerati senza compromettere la funzionalità complessiva.

Inoltre, la manutenzione preventiva consente di individuare segnali di usura prima che si verifichi un blocco totale. Questo approccio riduce i tempi di inattività dell’impianto, evita sprechi e contribuisce a un utilizzo più responsabile delle risorse, in linea con i principi dell’energia pulita e sostenibile.

Un ulteriore vantaggio riguarda la possibilità di ottimizzare le prestazioni complessive dell’impianto fotovoltaico: attraverso controlli periodici e interventi mirati, è possibile regolare parametri operativi, migliorare l’efficienza del sistema di conversione e prevenire anomalie che nel tempo potrebbero incidere negativamente sulla produzione di energia. In questo modo, si preserva il valore dell’investimento iniziale e si garantisce una continuità operativa più stabile, anche in contesti residenziali o industriali ad alta richiesta energetica.

Quando è il momento di intervenire sull’inverter

I segnali che indicano un possibile malfunzionamento dell’inverter fotovoltaico includono:

  • Spegnimenti improvvisi o frequenti riavvii;
  • Codici di errore persistenti;
  • Calo di produzione dell’impianto;
  • Rumori anomali o surriscaldamenti;
  • Difficoltà di comunicazione con il sistema di monitoraggio.

In presenza di questi sintomi, è consigliabile contattare professionisti qualificati. Aziende specializzate come ServiceTec, con esperienza nella manutenzione e riparazione di inverter fotovoltaici, sono in grado di effettuare diagnosi approfondite e intervenire in tempi rapidi.

I vantaggi della riparazione eco‑friendly

Optare per la riparazione eco‑friendly dell’inverter rappresenta una scelta consapevole e sostenibile, che permette di ridurre l’impatto ambientale legato sia alla produzione di nuovi dispositivi sia allo smaltimento di apparecchiature elettroniche guaste. Questo approccio contribuisce concretamente a prolungare la durata del dispositivo, evitando sostituzioni premature e riducendo la necessità di produzione di nuove componenti.

Inoltre, permette di abbattere l’impronta ecologica complessiva dell’impianto, poiché limita il consumo di risorse naturali impiegate nella realizzazione di nuovi inverter. A tutto ciò si aggiunge un importante vantaggio economico: i costi della riparazione sono spesso significativamente inferiori rispetto all’acquisto di un apparecchio nuovo, garantendo al contempo prestazioni affidabili e durature. Un inverter rigenerato, infatti, può tornare a operare in modo efficiente, senza compromessi sulla qualità e sulla sicurezza dell’impianto fotovoltaico.

Cercola, pusher aveva la stanza dell’albergo come base di appoggio

Cercola. Un posto di blocco a Cercola ha svelato una rete di spaccio che si estendeva fino a Varcaturo. I Carabinieri della Tenenza di Cercola hanno arrestato Vittorio Miniero, un 24enne di Casalnuovo già noto alle forze dell’ordine, per detenzione di droga a fini di spaccio.

Il giovane è stato fermato a bordo di un’auto in via Don Minzoni, in compagnia di un 43enne di origine dominicana. Durante la perquisizione, i militari hanno trovato su Miniero 12 dosi di cocaina e 150 euro in contanti.

Ma il vero colpo di scena è arrivato quando i Carabinieri hanno notato un biglietto da visita di un albergo di Varcaturo.

Nella stanza dell’albergo di Varcaturo trovati 200 grammi di cocaina

A quel punto, la perquisizione è stata estesa all’hotel dove il 24enne alloggiava da qualche giorno. Nella sua stanza, la numero 247, i militari hanno scoperto un vero e proprio arsenale per lo spaccio: in uno zaino nascosto nell’armadio c’erano 200 grammi di cocaina già suddivisa e pronta per la vendita, oltre a tutto il materiale per il confezionamento.

Un’ulteriore perquisizione nell’abitazione del giovane ha permesso di rinvenire altre quattro dosi della stessa sostanza in uno sgabuzzino.

Il 43enne che si trovava in auto con l’arrestato è stato denunciato per violazione del testo unico sull’immigrazione, in quanto è risultato essere irregolare sul territorio nazionale. Miniero è stato trasferito in carcere, in attesa di comparire davanti al giudice.

Napoli, incendio nella notte al Centro Direzionale: fiamme devastano uffici, nessun erito

Napoli  – Un violento incendio è divampato nella notte al Centro Direzionale di Napoli, il cuore pulsante dell’attività commerciale e amministrativa della città.

Le fiamme hanno avvolto i locali situati al 20° e 21° piano di un grattacielo nell’isolato G1, a pochi passi dal Palazzo di Giustizia, sede del Tribunale di Napoli, e di fronte al commissariato della Polizia di Stato.

L’edificio, occupato principalmente da uffici e studi professionali, è stato teatro di un rogo che ha causato ingenti danni materiali, ma fortunatamente nessuna vittima o ferito.Il fuoco, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe partito dal 20° piano, propagandosi rapidamente a quello superiore.

Le fiamme, visibili da lontano, hanno mandato in frantumi alcune vetrate dell’edificio, con pannelli di vetro che si sono staccati, precipitando pericolosamente e danneggiando anche le strutture adiacenti.

L’intensità dell’incendio ha richiesto un intervento immediato dei vigili del fuoco, che hanno lavorato per ore per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area.Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato, che hanno avviato le indagini per accertare le cause del rogo, al momento ancora ignote.

Tra le ipotesi al vaglio, si considerano un possibile cortocircuito, un malfunzionamento degli impianti elettrici o altre cause accidentali, ma non si escludono ulteriori piste. Gli investigatori stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza e raccogliendo testimonianze per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Nonostante l’entità dei danni, che hanno devastato i locali coinvolti e compromesso parte della struttura, l’assenza di feriti è stata accolta con sollievo. L’incendio, infatti, si è verificato in orario notturno, quando gli uffici erano deserti, scongiurando una tragedia.

Tuttavia, il rogo ha sollevato interrogativi sulla sicurezza degli edifici del Centro Direzionale, un’area simbolo della modernità napoletana, ma spesso al centro di dibattiti per la manutenzione delle sue infrastrutture.

Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono proseguite fino alle prime luci del giorno, con i vigili del fuoco che hanno monitorato l’area per evitare ulteriori rischi. “Al momento sono in corso le opere di bonifica delle aree percorse dal fuoco”. Lo scrivono su X i Vigili del fuoco.

Vesuvio, il peggio sembra passato: prima notte senza fiamme dopo una settimana di inferno

Napoli – Dopo giorni di paura e cieli oscurati dal fumo, il Vesuvio ha vissuto la sua prima notte di tregua. Per gli abitanti dei comuni alle pendici del vulcano, è stata la fine di un incubo che dalla scorsa settimana ha divorato ettari ed ettari di macchia mediterranea, trasformando il verde in cenere.

Le fiamme, che hanno interessato un’ampia porzione del Parco Nazionale, sono ora sotto controllo. Restano solo alcuni focolai residui, ieri concentrati soprattutto nella zona di Terzigno, dove le squadre di terra continuano a lavorare senza sosta per la bonifica.

Il bilancio provvisorio è pesantissimo: circa 560 ettari di vegetazione ridotti in cenere. La stima definitiva arriverà solo quando l’ultimo focolaio sarà spento e il terreno messo in sicurezza. “Il danno non è solo ambientale – avverte Raffaele De Luca, presidente del Parco e sindaco di Terzigno – ma anche economico e di immagine, e non è ancora quantificabile”.

Il danno oltre a quello ambientale è anche economico e di immagine

A dare un’idea della portata dell’intervento sono i numeri diffusi dalla Regione Campania: dal 5 al 10 agosto, tra elicotteri e Canadair, sono stati effettuati ben 1.995 lanci di estinguente sull’area vesuviana, per un totale di 7,8 milioni di litri d’acqua e liquido ritardante.

Gli elicotteri regionali hanno compiuto 892 lanci – oltre un milione di litri – in 86 ore di volo. Ancora più imponente l’azione dei Canadair della flotta nazionale, con 1.103 lanci e più di 6,8 milioni di litri sganciati, per oltre 200 ore di volo complessive.

Ma il fronte di lotta non è solo in aria. Da terra, oggi sono schierate 190 unità operative tra volontari della Regione Campania, operatori della Sma e personale del sistema nazionale antincendio. Tutti lavorano fianco a fianco sotto il coordinamento della Protezione Civile regionale, in una corsa contro il tempo per evitare che il vento e il caldo possano ridare forza alle fiamme.

Il peggio sembra alle spalle, ma sul Vesuvio la ferita resterà aperta a lungo. Ci vorranno anni prima che la natura si riprenda quello che il fuoco le ha strappato in pochi giorni.

Napoli, bomba all’Arenaccia: attacco frontale ai Contini

Napoli– Un boato, poi il silenzio rotto dalle urla e dal tintinnio dei vetri in frantumi. All’alba di ieri, il quartiere Arenaccia si è svegliato in un’atmosfera da teatro di guerra.

Un ordigno artigianale, piazzato con precisione chirurgica davanti a un edificio di via Andrea Cantelmo, ha scosso l’intero vicolo a due passi da piazza Garibaldi. Due auto distrutte, tre porte-finestre ridotte in schegge, danni a un appartamento al primo piano e la paura tornata prepotente tra i residenti.

L’esplosione, avvenuta intorno alle 4:50, ha investito in pieno le vetture parcheggiate lungo il marciapiede, piegando le lamiere e spargendo pezzi di carrozzeria fino a diversi metri di distanza.

L’onda d’urto ha fatto saltare la corrente nello stabile al civico 1, costringendo i tecnici dell’Enel e i vigili del fuoco a un intervento durato ore. Sul posto, insieme agli uomini della Scientifica, sono arrivati gli agenti del commissariato Vasto-Arenaccia che hanno delimitato l’area e avviato i rilievi.

Gli investigatori hanno subito escluso l’ipotesi dell’incidente: la matrice è dolosa e il messaggio appare chiaro. È il secondo episodio in poche settimane in un raggio di appena ottocento metri: il 22 giugno scorso, un ordigno simile era esploso in via Pasquale Baffi, causando danni a due auto e spaventando l’intero rione.

In entrambi i casi, i proprietari dei veicoli hanno dichiarato di non aver mai subito minacce o pressioni, presentando una fedina penale pulita. Un muro di silenzio che complica il lavoro degli inquirenti.

Tra le piste battute, ce n’è una che sta prendendo corpo: quella del racket dei parcheggi. Un “avvertimento” a chi occupa abitualmente gli spazi in strada durante le ore notturne, in una zona dove – secondo le informative antimafia – il clan Contini, gruppo di vertice dell’Alleanza di Secondigliano, esercita storicamente il controllo.

La deflagrazione, se letta in quest’ottica, suona come una rivendicazione territoriale o un segnale interno, in un momento in cui i grandi clan sono sotto pressione per arresti e maxi-inchieste.

Gli investigatori, pur senza escludere alcuna ipotesi. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, è solo all’inizio. Ma il messaggio lanciato con la bomba è già arrivato forte e chiaro a chi doveva arrivare.

Per il momento gli inquirenti tendono a non attribuire il raid al clan Mazzarella, storico rivale dei Contini, che è stato colpito recentemente da un blitz che ha decapitato la cosca originaria di piazza Mercato.

Un elemento che si fa largo e che spinge a ritenere più plausibile un’intimidazione legata a interessi minori ma ugualmente redditizi, come la gestione “in nero” della sosta serale dopo le 20 potrebbe essere legato a un piccolo gruppo di dissidenti del clan Contini.

 

Blitz nel centro storico di Napoli: 30 violazioni tra evasione fiscale e abusi commerciali

Napoli – Un’operazione congiunta della Polizia Locale e della Guardia di Finanza ha portato alla luce 30 violazioni tra irregolarità fiscali, abusi nel commercio e lavoro nero nel cuore turistico della città.

Il blitz ha preso di mira negozi di souvenir e attività commerciali nelle zone di Via Toledo, Via Chiaia e Via Pessina, aree da tempo al centro di polemiche per la progressiva sostituzione dell’artigianato locale con prodotti low-cost di importazione, spesso realizzati in Cina o altri Paesi asiatici.

Il controllo: evasioni fiscali e abusi

I finanzieri hanno contestato 20 violazioni in 17 esercizi, tra cui mancata emissione di scontrini e omessa dichiarazione dei redditi. La Polizia Locale, invece, ha sanzionato 6 casi di occupazione abusiva di suolo pubblico, 4 insegne irregolari e mancata autorizzazione sanitaria per la vendita di alcolici.

Non solo: sono stati scoperti 4 lavoratori in nero e 5 dipendenti irregolari, confermando un sistema di sfruttamento del lavoro dietro a una parte del commercio turistico.

La questione dei souvenir (e del cibo) “fake”

Da anni, residenti e artigiani denunciano la scomparsa delle botteghe storiche, sostituite da negozi che vendono maschere di Pulcinella, corni portafortuna e statuette del Vesuvio made in China, spacciati per prodotti napoletani.

Stesso discorso per il cibo: accanto alle tradizionali friggitorie, proliferano chioschi che propongono kebab, noodles e piatti asiatici, snaturando l’identità gastronomica del centro.

La posizione delle istituzioni

L’operazione rientra in un piano di controlli estivi voluto dalla Prefettura per contrastare l’illegalità e tutelare gli esercenti onesti. «È una battaglia per la legalità e per la tutela delle tradizioni napoletane», ha sottolineato un portavoce della Polizia Locale.

Ma per gli artigiani rimasti, servono misure più drastiche: «Serve un regolamento che limiti l’apertura di queste attività», protesta Marco Esposito, ceramista di via San Gregorio Armeno. «Altrimenti, tra affitti alle stelle e concorrenza sleale, Napoli perderà la sua anima».

Le sanzioni amministrative potrebbero essere solo l’inizio: la Guardia di Finanza sta verificando eventuali reati penali, mentre il Comune valuta ordinanze ad hoc per regolamentare il commercio nel centro storico.

Intanto, il dibattito infuria: c’è chi invoca protezione per l’artigianato locale e chi, invece, difende il “libero mercato”. Una cosa è certa: la sfida tra globalizzazione e identità non si risolverà con un solo blitz.

La scorsa settimana il gruppo di “Sud protagonista” aveva lanciato una petizione per arginare l’avanzata delle cosiddette botteghe di “cineserie” nel Centro storico di Napoli.

Spalletti in tv: “Ho deluso le aspettative. Scudetto? Favorito ancora il Napoli”

Dalla vetta del calcio italiano con il Napoli campione d’Italia, al passo falso più doloroso della sua carriera con la Nazionale.

Luciano Spalletti, ex commissario tecnico dell’Italia, ha ripercorso con lucidità e amarezza il suo recente percorso, intervenendo come ospite a #nonsolomercato su Rai 2, condotto da Paolo Paganini con la supervisione di Marco Lollobrigida.

“Con la Nazionale ho provato la sensazione di essere in paradiso – ha raccontato – ma non sono riuscito a dare niente. Mi dispiace di aver deluso le aspettative, mi prendo tutte le responsabilità. Avevo scelto io i calciatori, la Federazione mi ha sostenuto. Non ho contribuito alla crescita della squadra, e questo mi pesa”.

“Sono uno che fa le cose con sentimento.Nulla mi scivola addosso, tutto mi consuma”

Parole dure, soprattutto se pronunciate da un tecnico che appena un anno fa, alla guida del Napoli, aveva scritto una pagina storica conquistando uno scudetto atteso 33 anni, con un calcio spettacolare e dominante. Ma Spalletti non cerca alibi: “Sono un uomo che fa le cose per sentimento, non per interesse. Nulla mi scivola addosso, tutto mi consuma”.

Il tecnico toscano ha difeso comunque le sue scelte: “Riconfermerei tutti i giocatori che ho convocato. Alcuni hanno avuto momenti difficili fisicamente o mentalmente, ma li ritengo di qualità. Ora faccio un grande in bocca al lupo a Gattuso, penso che convocherà gran parte di quelli che ho scelto io”.

Uno sguardo anche al calcio italiano: “Non sta regredendo, in Serie A abbiamo allenatori fortissimi. Le favorite per lo scudetto sono Napoli, Inter, Milan e Juve, ma spero in qualche sorpresa. Il Napoli ha basi solide e una società che ha lavorato benissimo, per me è ancora la squadra da battere”.

Spalletti, che aveva riportato entusiasmo e bel gioco sotto il Vesuvio, ora attende senza fretta una nuova avventura: “Non ho preferenze, valuterò se arriverà qualcosa di importante. Per superare la brutta figura che ho fatto, servirà un progetto clamoroso che mi permetta di ricreare un clima di affetto e compattezza con i giocatori. Il calcio vive di risultati”.

E chiude con una riflessione di filosofia sportiva, quella che lo ha sempre accompagnato: “Il calcio è semplice, ma la semplicità è solo il punto di partenza, non di arrivo”.

Nuova scossa di terremoto nella notte ai Campi Flegrei

Nuova scossa di terremoto nella notte ai Campi Flegrei dopo quella di ieri sera segnalata e avvertita dalla popolazione.

Alle 3,45 della notte appena trascorsa i sismografi dell’Osservatorio vesuviano hanno registrato una scossa di magnitudo 1.6 con coordinate geografiche (lat, lon) 40.836714.1105 ad una profondità di 3 km.

L’origine del sisma è stato localizzato nella zona di via Fascione ed è stato preceduto da un forte boato che ha spaventato la popolazione. Comunque non si registrano danni a persone o cose.

In precedenza alle 20,42 era stata registrata una scossa di magnitudo 2.3 con epicentro nella zona di via san Gennaro ad Agnano ad una profondità di 2,8 chilometri. L’evento è stato avvertito dalla popolazione a Bagnoli, Pisciarelli, Gerolomini e Astroni.

Anche in questo caso il sisma è stato preceduto da un forte boato. Un terzo vento sismico era stato registrato alle 19,15 di magnitufo 1.2 con coordinate geografiche (lat, lon) 40.817214.0893 ad una profondità di 3 km.

Oltre 4300 terremoti registrati dall’inizio dell’anno

La sala di Napoli dell’Ingv ha localizzato nell’area dei Campi Flegrei dall’inizio dell’anno 4.317 eventi sismici, la maggior parte dei quali di bassissima magnitudo. Nel 2024 gli eventi localizzati nella caldera flegrea furono 4.900.

Oroscopo del 12 agosto 2025 segno per segno

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Ecco le previsioni astrali per oggi, con un focus su amore, lavoro, salute e finanze, più il consiglio astrologico per ciascun segno.


♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

🔹 Amore: Giorno di passione e discussioni accese. Se single, potresti incontrare qualcuno in modo inaspettato.
🔹 Lavoro: Attenzione ai dettagli: potresti essere distratto. Un collega potrebbe darti una mano preziosa.
🔹 Salute: Energia alta, ma attento a mal di testa per lo stress.
🔹 Finanze: Evita spese impulsive. Un investimento potrebbe rivelarsi interessante.
💡 Consiglio: Ascolta il tuo istinto, ma non essere impulsivo nelle decisioni importanti.


♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

🔹 Amore: Giorno romantico per le coppie. Se single, potresti ricevere un’offerta interessante.
🔹 Lavoro: Buon momento per chiudere accordi o avanzare richieste.
🔹 Salute: Attenzione alla digestione – meglio pasti leggeri.
🔹 Finanze: Soldi in arrivo, ma non esagerare con i lussi.
💡 Consiglio: Sii paziente, le cose stanno per migliorare.


♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

🔹 Amore: Comunicazione chiave oggi. Evita malintesi con il partner.
🔹 Lavoro: Idee brillanti, ma potresti avere difficoltà a realizzarle.
🔹 Salute: Stanchezza mentale – fai una pausa.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma niente grandi rischi.
💡 Consiglio: Scrivi le tue idee, potrebbero servirti più avanti.


♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

🔹 Amore: Emozioni in primo piano. Se in coppia, momento di complicità.
🔹 Lavoro: Collaborazioni fortunate. Se cerchi lavoro, buone notizie in arrivo.
🔹 Salute: Attenzione all’umore – cerca attività rilassanti.
🔹 Finanze: Piccole spese necessarie, ma niente di grave.
💡 Consiglio: Fidati delle tue emozioni, ti guideranno bene.


♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

🔹 Amore: Giorno di fascino e attenzioni. Se single, occhio ai corteggiatori.
🔹 Lavoro: Leadership riconosciuta, ma non essere troppo autoritario.
🔹 Salute: Energia fisica al top, perfetto per lo sport.
🔹 Finanze: Possibili guadagni extra, ma gestiscili con saggezza.
💡 Consiglio: Brilla, ma ricorda di essere umile.


♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

🔹 Amore: Se in coppia, giorno di routine. Se single, meglio riflettere.
🔹 Lavoro: Ottimo per organizzazione e pianificazione.
🔹 Salute: Attenzione a tensioni muscolari.
🔹 Finanze: Risparmi protetti, ma niente spese inutili.
💡 Consiglio: Non cercare la perfezione, lascia spazio alla spontaneità.


♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

🔹 Amore: Armonia nelle relazioni. Se single, occhio a un possibile flirt.
🔹 Lavoro: Decisioni da prendere, ma ascolta anche gli altri.
🔹 Salute: Equilibrio mentale fondamentale oggi.
🔹 Finanze: Situazione stabile, ma niente scommesse.
💡 Consiglio: Cerca il giusto compromesso.


♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

🔹 Amore: Passione intensa, ma attrito possibile.
🔹 Lavoro: Intuizioni forti, ma attento ai conflitti.
🔹 Salute: Controlla lo stress con tecniche di rilassamento.
🔹 Finanze: Investimenti rischiosi da evitare.
💡 Consiglio: Non lasciare che la gelosia ti controlli.


♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

🔹 Amore: Avventura e novità. Se single, viaggi potrebbero portare incontri.
🔹 Lavoro: Idee innovative, ma servono basi solide.
🔹 Salute: Attenzione a piccoli infortuni.
🔹 Finanze: Soldi in movimento, ma non sperperare.
💡 Consiglio: Sii ottimista, ma con i piedi per terra.


♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

🔹 Amore: Se in coppia, giorno di stabilità. Se single, meglio concentrarsi su altro.
🔹 Lavoro: Progressi concreti, ma con fatica.
🔹 Salute: Attenzione alla schiena.
🔹 Finanze: Risparmi al sicuro, ma niente grandi spese.
💡 Consiglio: La costanza paga, ma concediti una pausa.


♒ ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

🔹 Amore: Giorno di amicizie e legami speciali.
🔹 Lavoro: Collaborazioni fortunate.
🔹 Salute: Benessere mentale prioritario.
🔹 Finanze: Possibili guadagni inaspettati.
💡 Consiglio: Segui la tua originalità, ma resta concreto.


♓ PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

🔹 Amore: Sogni e romanticismo. Se single, occhio alle illusioni.
🔹 Lavoro: Creatività al top, ma attento alla confusione.
🔹 Salute: Attenzione a sonno e idratazione.
🔹 Finanze: Evita prestiti o debiti.
💡 Consiglio: Non farti trascinare troppo dalla fantasia.


Oggi la Luna in Ariete porta un’energia dinamica e impulsiva, mentre Mercurio in Vergine favorisce precisione e analisi. Attenzione a non lasciarsi trascinare dall’impazienza, soprattutto in amore e finanze. Marte in Gemelli accentua la comunicazione, ma può creare tensioni se non gestita bene.

Il consiglio universale di oggi: Agisci con intenzione, ma senza fretta. Le stelle suggeriscono di bilanciare entusiasmo e prudenza.

Buona giornata e che le stelle ti guidino!

Sicurezza in mare, maxi controlli nel golfo di Napoli: 351 natanti ispezionati, 109 sanzioni e un sequestro

Napoli – Giro di vite sulla sicurezza in mare nel golfo di Napoli. Tra il 4 agosto e la giornata di ieri, su disposizione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto Michele di Bari, è scattata un’operazione congiunta che ha visto impegnate Capitaneria di Porto, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Metropolitana.

Nel mirino delle pattuglie via mare e via terra 351 natanti e imbarcazioni: 109 sono risultati irregolari e uno è stato sottoposto a sequestro. Non solo: sono state identificate 363 persone e contestate 37 sanzioni per violazioni al Codice della Navigazione.

L’operazione – spiegano le autorità – non si fermerà qui. I controlli proseguiranno nelle prossime settimane con un ampio dispiegamento di forze per contrastare comportamenti pericolosi e illeciti in mare, garantendo la sicurezza di bagnanti, diportisti e sportivi.

Salerno, sospetta violenza su una 16enne sulla spiaggia di Santa Teresa, indagini in corso

Salerno. La tranquillità della movida estiva salernitana è stata scossa da un grave episodio. La Squadra Mobile della Questura di Salerno sta indagando su una presunta violenza sessuale ai danni di una ragazza di 16 anni.

L’episodio, ancora da chiarire in tutti i suoi aspetti, sarebbe avvenuto nella notte in una delle spiagge della città, nei pressi dell’area di Santa Teresa.

Secondo le prime informazioni, la giovane stava trascorrendo la serata in spiaggia e avrebbe fatto il bagno con un 25enne. Non è ancora chiaro se i due si conoscessero già o si fossero incontrati per la prima volta.

Dopo l’accaduto, la 16enne ha sporto denuncia, dando il via alle indagini della polizia. Gli agenti sono ora al lavoro per ricostruire l’intera dinamica degli eventi, cercando di far luce su quanto successo.

La gravità del gesto, che ha come vittima una minorenne, rende la vicenda particolarmente delicata. Le forze dell’ordine stanno agendo con la massima cautela, cercando riscontri alle dichiarazioni della ragazza e raccogliendo ogni elemento utile per fare piena luce sull’accaduto e accertare le responsabilità.

Tragedia in Irpinia: 80enne si schianta contro una edicola votiva

Un drammatico incidente stradale è costato la vita a un pensionato di 80 anni, avvenuto nella tarda mattinata di oggi lungo la strada provinciale 144, nel cuore dell’Irpinia.

L’anziano, residente nella zona, stava percorrendo l’arteria alla guida della sua Fiat Panda quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo del veicolo. L’auto, dopo aver sbandato, è finita fuori carreggiata impattando con estrema violenza contro una piccola cappella votiva che sorge a margine della strada, nel territorio del comune di Trevico.

L’urto è stato devastante e non ha lasciato scampo all’uomo, morto sul colpo. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Presenti anche i carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e chiarire le cause che hanno portato alla perdita di controllo del mezzo.

La notizia ha scosso la comunità di Trevico, piccolo centro dell’Avellinese, dove l’anziano era molto conosciuto.

Vesuvio in fiamme, la lezione che non impariamo mai: tecnologie pronte, ma lasciate nei cassetti

Napoli– Ettari di macchia mediterranea in cenere, habitat distrutti, biodiversità compromessa. Il Vesuvio brucia ancora e, con lui, anche la fiducia nella capacità di prevenire e gestire un disastro annunciato.

L’amarezza è doppia: perché le tecnologie per intervenire in modo rapido e mirato esistono, sono state già sperimentate con successo, eppure restano ferme nei cassetti delle istituzioni.

Un sistema che rincorre le fiamme

L’emergenza viene affrontata ancora con i mezzi di sempre: Canadair ed elicotteri, con costi altissimi e un’efficienza limitata da procedure ormai obsolete. Un Canadair, come riportato in una recente inchiesta di Panorama, costa circa 8.000 euro l’ora (6.000 oltre il monte ore preventivato), esclusi carburante e manutenzione.

In una settimana di incendio, con voli di 12 ore al giorno, la spesa per un solo velivolo può superare i 670 mila euro. Eppure i piloti continuano a sganciare acqua “a vista”, guidati da comunicazioni via radio che sanno di anni ’80.

Due progetti pronti, ma dimenticati

Eppure in Campania esistono due progetti in grado di ridurre i costi e migliori il servizio in maniera esponenziale. Il primo è stato cofinanziato dall’Agenzia Spaziale Europea: un sistema in grado di creare una “bolla di telecomunicazione” di 20 km² anche in aree prive di copertura mobile, grazie a collegamenti satellitari a larga banda e dati di osservazione terrestre.

Permette di tracciare in tempo reale le squadre a terra e lo stato dell’incendio, inviando informazioni bidirezionali immediate. Può integrare anche droni ambientali DRONENV per monitorare fumi e condizioni, con applicazioni già testate da SMA Campania, Parco Regionale dei Monti Lattari e Vigili del Fuoco.

Il secondo è il sistema FB-Eye, da montare sul velivolo SEAGULL, capace di fornire ai Canadair e agli Air Tractor le coordinate esatte per lo sgancio dell’acqua. Un “occhio” tecnologico che riduce sprechi, voli a vuoto e tempi di intervento.

Il paradosso italiano

Entrambi i sistemi hanno superato i test e ottenuto riscontri positivi. Ma, una volta dimostrata la loro efficacia, sono stati accantonati. Così, mentre ogni estate si spendono milioni di euro per inseguire le fiamme, la possibilità di spegnerle prima che diventino incontrollabili resta solo un’ipotesi.

La domanda è inevitabile: quanto è stato investito in prevenzione negli ultimi anni? Perché nelle zone colpite dagli incendi si comunica ancora via walkie talkie? E perché i Canadair non hanno un sistema computerizzato di puntamento, quando la tecnologia per farlo esiste ed è a portata di mano?

Forse il Vesuvio di oggi è solo l’ennesima pagina di un copione già visto: quello di un Paese che piange i suoi boschi in fumo, ringrazia i soccorritori per il coraggio, ma fatica a fare il passo decisivo dalla reazione alla prevenzione.

Le immagini sono sempre le stesse: Canadair ed elicotteri che compiono manovre spettacolari per scaricare tonnellate d’acqua “a vista”, guidati da comunicazioni radio da terra. Funziona, ma costa. Tanto.

IL CONTO DEI CANADAIR

Costo orario: 8.000 € (6.000 € oltre il monte ore preventivato)

Ore di volo in 7 giorni: 12 al giorno = 84 ore

Costo totale per un velivolo: oltre 670.000 €

Elicotteri, squadre a terra, Vigili del Fuoco e bonifiche fanno lievitare la cifra a milioni.

LE DOMANDE CHE RESTANO

Quanto è stato investito in prevenzione dal Parco Nazionale del Vesuvio negli ultimi anni?

Perché, in aree di emergenza, le comunicazioni avvengono ancora via walkie talkie?

Perché i Canadair non sono dotati di sistemi di puntamento computerizzati, quando la tecnologia è disponibile e testata?

Senza prevenzione, il danno si accumula e ogni estate diventa più vulnerabile della precedente. Il Vesuvio di oggi rischia di essere solo l’ennesimo capitolo di una tragedia annunciata: quella di un Paese che applaude i soccorritori, si commuove davanti alle immagini della devastazione, ma che non ha ancora trovato il coraggio – o la volontà politica – di fare il salto dalla reazione alla prevenzione.

 

Ischia, approvato il Piano di Ricostruzione: via libera alla rinascita dopo il sisma e l’alluvione

Ischia – Dopo un lungo iter, arriva il via libera definitivo al Piano di Ricostruzione (PdRi) per i tre comuni dell’isola d’Ischia colpiti dal terremoto del 2017 e dall’alluvione del novembre 2022.

La Conferenza di pianificazione si è conclusa con l’approvazione del documento, che segna un passo decisivo verso la rinascita del territorio.

Un piano innovativo tra sicurezza e paesaggio

Il PdRi, adottato in via preliminare a dicembre 2024, è il risultato di un lavoro complesso, che ha coinvolto istituzioni locali e nazionali, con oltre 500 osservazioni analizzate. Il Piano funge da raccordo tra la pianificazione territoriale e quella urbanistica, vietando l’urbanizzazione di aree rurali e puntando sul riuso degli immobili esistenti per accogliere gli sfollati, limitando le nuove costruzioni.

Un aspetto chiave è la valorizzazione paesaggistica: il Piano anticipa infatti il Piano Paesaggistico Regionale in fase di completamento, sostituendo il vecchio strumento e integrando la tutela ambientale con la sicurezza del territorio.

Le reazioni delle istituzioni

«Un traguardo importante, frutto di un lavoro incessante dal 2021», ha dichiarato Bruno Discepolo, assessore regionale, sottolineando come il Piano rappresenti «una risposta attesa dai cittadini». «Uno strumento innovativo a livello nazionale – ha aggiunto – che coniuga ricostruzione, sicurezza e sviluppo sostenibile».

Anche il Commissario Straordinario Giovanni Legnini ha espresso soddisfazione: «L’approvazione del PdRi è un passaggio cruciale per superare gli effetti del sisma e dell’alluvione, aggravati dalla mancanza di una pianificazione adeguata». Ringraziando Regione, Comuni e Ministero della Cultura, Legnini ha anticipato che «a breve un decreto chiarirà le scelte del Piano, basate su sicurezza, sostenibilità e rigenerazione urbana».

Prospettive per cittadini e imprese

Con l’entrata in vigore del Piano, si apriranno finalmente le porte alla ricostruzione e delocalizzazioneper abitanti e attività colpite. «Illustreremo nel dettaglio i contenuti innovativi – ha assicurato Legnini – ma già ora possiamo dire che è una svolta per il futuro di Ischia».

Un punto di partenza, dunque, per ridare speranza a un’isola ferita, con l’obiettivo di ricostruire senza cementificare, preservando l’identità e la bellezza del territorio.

Investe un sedicenne in scooter e fugge: automobilista denunciato per omissione di soccorso

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Un automobilista è stato denunciato dai Carabinieri per omissione di soccorso e rifiuto di sottoporsi all’alcoltest dopo aver investito un sedicenne in scooter, lasciandolo ferito sull’asfalto nella notte.

Il grave episodio è avvenuto sulla Strada Regionale 82 Valle del Liri, in località Scaffa di Arpino, in provincia di Frosinone.Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, il giovane, che stava rientrando a casa con alcuni amici, è stato travolto da un’auto in transito, che lo ha scaraventato a terra con violenza.

Il conducente, anziché fermarsi a prestare soccorso, è fuggito, abbandonando il ragazzo ferito. Sono stati gli amici della vittima a dare l’allarme, permettendo l’intervento dei sanitari del 118. Il sedicenne, trasportato d’urgenza all’ospedale di Sora, ha ricevuto numerosi punti di sutura per le ferite riportate. Grazie a un’indagine lampo, i Carabinieri hanno rintracciato il responsabile poche ore dopo in via Napoli, a Isola del Liri.

L’uomo, accusato di omissione di soccorso e di aver rifiutato l’alcoltest, ora rischia pesanti conseguenze penali. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità, mentre la comunità di Arpino resta scossa dall’ennesimo episodio di pirateria stradale.