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La Preside su Rai1: la sigla pop affidata ai giovani talenti napoletani De Martino e Venosa

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Napoli– In vista del debutto su Rai1 della serie evento La Preside (in onda dal 12 gennaio), l’etichetta FM Records lancia la colonna sonora originale della fiction diretta da Luca Miniero con Luisa Ranieri protagonista.Composta dal pluripremiato Michele Braga (già autore delle musiche per film di Matteo Garrone, Gabriele Mainetti, Carlo Verdone e altri grandi nomi del cinema italiano), la soundtrack sarà disponibile in digitale proprio da venerdì 9 gennaio, pochi giorni prima della prima puntata.

Al centro dell’attenzione musicale c’è l’inedito “Non mi basti mai”, un brano pop dal forte impatto emotivo e intergenerazionale, affidato alle voci di due giovani attori partenopei: Alessandro De Martino e Aurora Venosa.

Nella serie i due interpretano i fratelli gemelli Tano e Jessica D’Amore, studenti determinati a inseguire il sogno di diventare cantanti nonostante il contesto difficile della scuola immersa nel degrado.

Per Aurora Venosa si tratta di un doppio debutto importante: dopo aver superato i Bootcamp di X Factor nel 2024 e avviato così la sua carriera musicale, con questa fiction approda per la prima volta anche come attrice sul piccolo schermo.

Il regista Luca Miniero commenta così il pezzo: «Il brano “Non mi basti mai” unisce le generazioni e i suoni di una città con un occhio al pop ma anche alla musica più popolare. Per raccontare una città che ha il ritmo tanto nel sangue quanto nella testa».

La serie, prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction e con la partecipazione di Netflix, nasce da un’idea di Luca Zingaretti ed è liberamente ispirata alla figura reale di Eugenia Carfora, la preside di Caivano diventata simbolo nazionale di coraggio, determinazione e impegno civile contro dispersione scolastica e criminalità organizzata.

La musica di Michele Braga accompagna e amplifica la narrazione di una lotta quotidiana tra ideali, istituzioni e realtà sociale, confermando il ruolo centrale della colonna sonora come elemento narrativo vero e proprio, capace di rafforzare l’impatto emotivo sullo spettatore.

Con questo progetto FM Records rinnova il proprio impegno nella valorizzazione della musica per l’audiovisivo, puntando su opere di forte rilevanza sociale e culturale in cui le note non sono solo accompagnamento, ma autentico strumento di racconto e di emozione.

Salvataggio nella bufera: a braccia dai Carabinieri l’80enne disperso nel bosco innevato di Benevento

Benevento– Una corsa contro il tempo, il gelo e la neve, culminata in un salvataggio estremo a braccia. Nella notte di giovedì 8 gennaio 2026, i Carabinieri della Compagnia di San Bartolomeo in Galdo (Benevento) hanno tratto in salvo un ottantenne in grave ipotermia, disperso in un bosco impervio.

L’allarme è scattato alle 2.55 alla Stazione dei Carabinieri, dove moglie e figlio, in preda all’ansia, hanno denunciato la scomparsa dell’uomo, uscito di casa verso mezzanotte senza fare ritorno. Date le temperature rigidissime, il timore per la sua incolumità era immediato.

Sotto il coordinamento del luogotenente Mario Guerra, comandante interinale della Compagnia, una squadra di quattro militari ha avviato le ricerche. Alle 4.20, in meno di due ore, l’anziano è stato individuato in un fitto bosco, a circa 500 metri da casa, riverso e parzialmente sepolto dalla neve, in condizioni critiche.

Davanti all’impraticabilità del terreno per qualsiasi mezzo di soccorso, i Carabinieri hanno compiuto un gesto di forza e dedizione: hanno sollevato l’uomo e lo hanno trasportato a braccia fino all’abitazione, affrontando il bosco fitto e il manto nevoso.

Giunti a casa, in attesa dell’ambulanza del 118, hanno praticato le prime manovre di soccorso, togliendo gli indumenti bagnati e cercando di riscaldare gradualmente l’ottantenne. L’intervento dei sanitari ha poi stabilizzato le sue condizioni, scongiurando conseguenze peggiori.

Al termine dell’operazione, la famiglia ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine: un ringraziamento sentito all’Arma, in particolare ai quattro militari, per la “straordinaria umanità, la prontezza d’intervento e la scrupolosa operazione di ricerca e salvataggio” che hanno evitato il peggio.

Madonna canta Patty Pravo: a sorpresa la cover de La bambola per uno spot Dolce & Gabbana

Roma – Madonna torna a sorprendere e lo fa con un omaggio alla musica italiana: la popstar americana ha pubblicato una cover de “La bambola”, storico successo di Patty Pravo del 1968.

Il brano, cantato in italiano, è stato rilasciato sulle principali piattaforme digitali ed è stato scelto come colonna sonora della nuova campagna pubblicitaria di Dolce & Gabbana.

La traccia è uscita con il titolo ufficiale “La bambola (for Dolce & Gabbana – The One)”. Su YouTube il video risulta caricato nella giornata di ieri e, nelle prime ore, ha già superato 67 mila visualizzazioni. Diversa la situazione sulle piattaforme di streaming: su Spotify e Apple Music, infatti, la pubblicazione compare in modo curioso con la data del 1° ottobre 2025.

Al momento Madonna non ha accompagnato l’uscita con post o commenti sui suoi canali social. Un breve teaser della campagna, con un estratto della canzone, è invece apparso sull’account Instagram ufficiale di Dolce & Gabbana.

“La bambola”, firmata da Ruggero Cini, Franco Migliacci e Bruno Zambrini, fu il primo grande successo di Patty Pravo e conquistò il primo posto nella classifica italiana, diventando uno dei brani simbolo della canzone pop degli anni Sessanta.

Turismo a Napoli: boom senza equità, i lavoratori della mobilità restano fuori

Napoli ha vissuto un autentico boom turistico durante le festività natalizie, con flussi di visitatori che hanno superato ogni aspettativa. Ma dietro l’apparente prosperità si nasconde una realtà scomoda: la crescita non è stata distribuita equamente tra i settori economici e, soprattutto, tra i lavoratori della città.

I principali beneficiari sono stati la ristorazione e le strutture ricettive, mentre ampie fasce dell’indotto, in particolare il settore della mobilità e dei servizi, sono rimaste ai margini. Gli operatori del trasporto pubblico non di linea – i tassisti – hanno registrato vantaggi limitati ai soli collegamenti essenziali, come quelli tra aeroporto, stazione e centro città. Al contempo, la città ha fatto i conti con un aumento esponenziale del traffico, una congestione urbana senza precedenti e una generale disorganizzazione dei servizi.

L’assenza di una regia pubblica efficace ha favorito un sistema caotico: bus turistici senza regole certe, accessi incontrollati al centro storico, penalizzazione dei servizi di mobilità locale e un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro per gli addetti. Il turismo di massa a bassa spesa media ha “consumato” la città senza generare investimenti strutturali, occupazione stabile né ricadute economiche diffuse.

Napoli rischia di trasformarsi in un semplice hub di transito verso altre destinazioni della Campania, anziché consolidarsi come meta capace di valorizzare l’intero territorio urbano. Il centro storico è stato sovraffollato, mentre periferie e numerosi quartieri sono rimasti esclusi dai flussi turistici e dalle opportunità economiche.

Questo modello produce squilibri, precarietà e impoverimento per molti comparti produttivi e per i lavoratori, mentre pochi soggetti concentrano profitti e rendite. Il Comitato Tassisti di Base chiede un cambio di rotta immediato, fondato su una pianificazione pubblica seria, strutturata e condivisa. È già tempo di programmare la stagione estiva 2026 con:

Un Piano del Traffico Turistico strutturale, con regole chiare e vincolanti per bus, accessi e soste;

Servizi di mobilità integrati, efficienti e tutelati, che valorizzino il lavoro degli operatori del settore;

Una strategia di decongestionamento del centro storico e di redistribuzione dei flussi turistici su tutta la città;

Politiche orientate ad attrarre un turismo meno “mordi-e-fuggi”, più consapevole, sostenibile e capace di generare valore economico e occupazionale duraturo.

Solo attraverso una governance pubblica forte, inclusiva e responsabile il turismo potrà diventare una risorsa collettiva, garantendo sviluppo, dignità del lavoro e benefici reali per l’intera città, e non un privilegio riservato a pochi. Questa non è una semplice critica, ma uno spunto di riflessione per gli amministratori: Napoli può diventare un esempio di turismo e legalità, ma solo se sceglie di includere tutti i suoi abitanti nel processo di crescita.

Gaetano Filangieri: biografia, pensiero e Illuminismo italiano

La Gaetano Filangieri biografia rappresenta la storia di uno dei più grandi pensatori del Settecento illuminista italiano, un giurista e filosofo la cui opera ha esercitato un’influenza duratura sul pensiero giuridico europeo. La sua vita fu breve ma intensa: dedicata alla riflessione sulla legge, alla proposta di riforme sociali e alla costruzione di un modello di società giusta fondato sulla ragione. Il suo capolavoro La Scienza della Legislazione rimane una pietra miliare del pensiero politico moderno.

Dalle origini alla formazione, Il giovane Filangieri

Gaetano Filangieri nacque il 22 agosto 1753 a San Sebastiano al Vesuvio, in una famiglia nobile del Regno di Napoli. Terzogenito del principe Cesare Filangieri e di Marianna Montalto, ricevette una severa educazione privata. Inizialmente destinato alla carriera militare, a 17 anni decise di abbandonarla per intraprendere gli studi giuridici che lo avrebbero portato a laurearsi in legge presso l’Università di Napoli nel 1774.

Nei primi anni di attività, Filangieri fu coinvolto nella corte di Ferdinando IV di Borbone, lavorando su progetti di riforma della giustizia e dimostrando una precoce inclinazione verso le idee riformiste tipiche dell’Illuminismo europeo.

La Scienza della Legislazione, l’opera monumentale

La sua fama è indissolubilmente legata a La Scienza della Legislazione, un’opera in più volumi pubblicata tra il 1780 e il 1788. In questo testo Filangieri propone una riforma razionale della legge e della società, denunciando l’iniquità delle strutture feudali e proponendo un sistema giuridico basato su libertà, eguaglianza davanti alla legge, educazione pubblica e rispetto dei diritti individuali.

Filangieri parte dal presupposto che le leggi debbano essere fondate sulla ragione e non sulla tradizione o sull’autorità, e affronta temi economici, sociali e politici con intento sistematico. Critica le ingiustizie della società del suo tempo e propone una monarchia illuminata, educazione pubblica estesa e libero commercio.

L’opera ebbe risonanza internazionale e fu tradotta più volte. Nel 1784 fu messa all’Indice dei libri proibiti dalla Chiesa cattolica, segno della sua capacità di scuotere le istituzioni del tempo.

Influenza e lascito culturale

Filangieri non fu solo un teorico: le sue idee alimentarono il dibattito giuridico e politico in Europa. Studi moderni sottolineano come il suo pensiero abbia influenzato il costituzionalismo repubblicano, contribuendo, per esempio, a orientare alcune questioni discusse nella Costituzione degli Stati Uniti e persino nei princìpi del Trattato che portò alla nascita della Comunità Economica Europea.

Il pensiero di Filangieri ebbe altresì un impatto sulla cultura giuridica italiana successiva: la sua opera fu letta, criticata e ripresa da studiosi e giuristi del XIX secolo in poi, soprattutto nel campo del diritto penale e della filosofia politica.

Ultimi anni e ricordo storico

La vita di Gaetano Filangieri si concluse prematuramente: morì di tubercolosi il 21 luglio 1788 a Vico Equense, a soli 34 anni, lasciando un’opera monumentale che avrebbe continuato a essere discussa e studiata nei secoli successivi.

La sua figura è oggi ricordata non solo negli studi di filosofia del diritto, ma anche nella cultura italiana: a Napoli si trova il Museo Civico Filangieri, istituito dal suo omonimo discendente del XIX secolo per conservare opere d’arte, libri e testimonianze della cultura cittadina.

 

Napoli, centro storico: pistola e droga in casa: arrestato 45enne

Napoli – Blitz della Polizia di Stato nel cuore del centro storico di Napoli, dove nella notte appena trascorsa un 45enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, detenzione illegale di arma comune da sparo, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e violazione degli obblighi legati alla sorveglianza speciale. L’uomo è stato inoltre denunciato per ricettazione.

L’operazione è scattata a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa. Sul posto sono intervenuti gli agenti dei Commissariati Decumani e Vicaria che, una volta raggiunta l’abitazione indicata, sono stati avvicinati da una donna in evidente stato di agitazione. La donna ha riferito di non riuscire a rientrare in casa a causa della presenza del marito.

Entrati nell’appartamento, i poliziotti hanno trovato l’uomo seduto a un tavolo mentre stava consumando sostanza stupefacente. Accanto a lui, una pistola. Alla vista degli agenti il 45enne ha tentato di aggredirli, ma è stato bloccato dopo una colluttazione.

Nel corso della perquisizione, sul tavolo è stata rinvenuta una pistola semiautomatica calibro 7.65 con cinque cartucce inserite, oltre a una shopper contenente altre quattro munizioni dello stesso calibro e sette cartucce calibro 6.35. In un altro sacchetto sono stati trovati circa cinque grammi di cocaina, un quantitativo di hashish e un bilancino di precisione.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di appurare che l’arma era provento di furto. L’uomo è stato quindi condotto in arresto e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Napoli, spari contro i Pisacane: i due fermati feriti in un incidente durante la fuga

Napoli – Sarebbe stato il ghiaccio sull’asfalto a provocare l’incidente stradale occorso ai due presunti aggressori di Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari, Fabio Pisacane, e di suo padre.

I due uomini, Vincenzo Bevivino e Vincenzo Rossi, fermati dalla Polizia di Stato, si sono feriti durante la fuga: uno ha riportato la frattura dell’anca, l’altro quella di un piede, rendendo necessario il ricorso alle cure mediche.

I due sono indagati per tentato omicidio dalla Squadra Mobile e dalla Procura di Napoli. Secondo la ricostruzione degli investigatori, subito dopo aver ferito Gianluca Pisacane con colpi d’arma da fuoco, si sono dati alla fuga in direzione dell’Abruzzo. L’incidente è avvenuto lungo il tragitto verso Pescara, in provincia della quale sono stati rintracciati, arrestati e condotti in carcere.

Alla base dell’aggressione vi sarebbe un alterco avvenuto nelle prime ore del 3 gennaio davanti al locale di cui Gianluca Pisacane è titolare. Protagoniste tre ragazze, che – secondo quanto emerso – si trovavano in stato di ebbrezza. Una di loro, conoscente del titolare, avrebbe litigato con una cameriera, costringendo Pisacane a intervenire.

Il confronto sarebbe degenerato, con toni giudicati particolarmente accesi, fino all’allontanamento delle giovani dal locale.

Poche ore dopo, una delle ragazze avrebbe chiesto l’intervento di alcuni parenti: il fratello e il cugino, accompagnati da altre tre persone, si sarebbero presentati nuovamente davanti al locale. Dopo una breve colluttazione, il cugino avrebbe esploso alcuni colpi di pistola, ferendo Gianluca Pisacane alle gambe, mentre il fratello della giovane avrebbe colpito il padre dell’uomo, presente sul posto insieme al figlio.

La Squadra Mobile di Napoli è ora sulle tracce di altri tre indagati, ritenuti coinvolti nell’aggressione armata. Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità di tutti i partecipanti al raid.

Vomero, cornicione crolla davanti a pizzeria: due auto distrutte, clienti sfiorati dalla tragedia

Attimi di terrore nel cuore del Vomero, quartiere residenziale tra i più frequentati di Napoli. Poco dopo la mezzanotte di giovedì 8 gennaio 2026, un cornicione si è staccato da un palazzo in via Vincenzo d’Annibale, a due passi da Piazza Bernini e Piazza degli Artisti, riversando una massa di calcinacci sull’asfalto e sul marciapiede.

Il crollo è avvenuto proprio all’esterno della storica pizzeria “Condurro”, con clienti che in quel momento uscivano dal locale dopo la cena. Solo una fortunata coincidenza ha evitato una strage: nessuno è rimasto ferito, ma i passanti hanno assistito impotenti mentre i detriti sfondavano il parabrezza e la carrozzeria di almeno due auto in sosta.

Le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente per transennare l’area e scongiurare ulteriori rischi. Gli accertamenti sono in corso sulle condizioni statiche dell’edificio, in un contesto di preoccupazioni ricorrenti per il degrado strutturale nel Vomero, dove episodi analoghi si sono verificati in passato a causa di mancata manutenzione.

Al Teatro Totò dal 9 al 18 gennaio con la commedia “Hai un amico all’INPS?”

Prosegue con vitalità la stagione del Teatro Totò – Teatro della Tradizione Partenopea, che dal 9 al 18 gennaio (con doppio spettacolo il sabato) ospita la nuova produzione della Compagnia Stabile del Totò, “Hai un amico all’INPS?”, commedia comica e contemporanea scritta da Gaetano Liguori e Rosario Verde, per la regia dello stesso Liguori.

Uno spettacolo che sceglie la via della risata per affondare il bisturi in una delle piaghe più sensibili del nostro tempo: la perdita del lavoro, la precarietà esistenziale e l’ambigua zona d’ombra dei meccanismi previdenziali, tra assistenzialismo, truffe e falsi invalidi.

Al centro della vicenda un giovane e brillante ingegnere informatico, improvvisamente travolto dal baratro della disoccupazione. Quando tutto sembra perduto, ecco l’assurdo ribaltamento: arrivano inaspettatamente soldi dagli enti previdenziali, dapprima per errore, poi attraverso un sistema sempre più opaco e fraudolento.

L’ingranaggio gira, il protagonista si lascia sedurre dalla facilità del guadagno, fino a quando la commedia mostra il conto da pagare. La messinscena trova nella regia di Gaetano Liguori un equilibrio efficace tra comicità popolare e satira sociale. In scena, accanto a Davide Ferri, autentico beniamino del pubblico napoletano, troviamo Peppe Laurato ed Edoardo Guadagno, con la partecipazione di Raffaele Esposito, affiancati da Natalia Cretella, Giancarlo De Simone, Giovanna Pignieri, Paola Bocchetti e Marco Palmieri.

Completano l’allestimento le scene di Massimo Malavolta, i costumi di Cira Izzo, l’aiuto regia di Maria Autiero. “Hai un amico all’INPS?” si inserisce così nel solco di quel teatro partenopeo capace di far ridere e pensare, restituendo al pubblico uno specchio deformante ma riconoscibile, dove l’ironia diventa strumento di verità. Uno spettacolo che diverte, inquieta e interroga, ricordandoci che, in Italia, la commedia spesso non è altro che cronaca travestita da sorriso.

Afragola, inseguimento e violenza contro uno straniero: tre minorenni lanciano un bidone in piazza

Violenza, bullismo e razzismo tornano a mostrare il loro volto più inquietante ad Afragola, dove tre giovanissimi hanno inseguito un uomo di origine straniera in una piazza deserta, arrivando a lanciargli contro un bidone. Una scena che chi ha assistito non è riuscito a fermare, ma ha avuto il coraggio di documentare e segnalare, rompendo il silenzio che spesso avvolge episodi simili.

L’aggressione, avvenuta in pieno giorno, racconta un clima sempre più preoccupante, in cui l’assenza di presìdi educativi e sociali lascia spazio alla sopraffazione e all’odio gratuito. Non una semplice bravata, ma un gesto che ha generato paura e senso di impotenza, trasformando una piazza in un luogo di intimidazione.

Sull’episodio sono intervenuti il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e il responsabile territoriale di Europa Verde Salvatore Iavarone. “Quello che accade ad Afragola non è un fatto isolato ma l’ennesima spia di un degrado culturale che colpisce soprattutto i più giovani”, afferma Borrelli. “Quando bambini e adolescenti insultano, minacciano e umiliano una persona per il colore della pelle o per la sua condizione, magari al solo scopo di divertirsi, significa che qualcuno ha fallito prima: la famiglia, le istituzioni, lo Stato. Non possiamo pretendere che i cittadini intervengano mettendo a rischio la propria incolumità, ma è fondamentale continuare a denunciare”.

Sulla stessa linea Iavarone, che richiama la comunità alle proprie responsabilità. “Chi ama Afragola non la difende negando l’evidenza, ma affrontando i problemi. Il razzismo, il bullismo e la violenza tra minori non si combattono con l’indignazione a giorni alterni o con i commenti sui social, ma con politiche educative serie, presenza sul territorio e sostegno alle scuole e alle famiglie. Non possiamo accettare che una persona abbia paura di intervenire perché sola in una piazza deserta: questa è una sconfitta per tutti”.

“Esprimiamo solidarietà alla vittima e a chi ha avuto il coraggio di segnalare quanto accaduto”, concludono Borrelli e Iavarone. “Afragola non è questa, ma diventerà una città migliore solo quando smetteremo di voltarci dall’altra parte e inizieremo a prenderci tutti la responsabilità di ciò che accade”.

Dal carcere minorile alle piattaforme digitali: “Petite”, il debutto dei 2SHOT

“Petite” è il primo singolo dei 2SHOT ed è disponibile su tutte le piattaforme digitali per CCO Produzioni. Il brano segna l’esordio ufficiale del duo salernitano formato da due gemelli ventenni e nasce all’interno dell’Istituto Penale per Minorenni di Airola, in provincia di Benevento. Al microfono, insieme a loro, c’è Lucariello, figura centrale di un percorso artistico che ha trasformato il rap da evasione a progetto concreto.

I 2SHOT nascono a Salerno nel 2005 da madre napoletana e padre metà nigeriano e metà cubano. Crescono tra teatro e musica grazie alla madre, attrice nella compagnia di Tato Russo, e si avvicinano al rap da bambini, ascoltando Clementino e riconoscendo in quel linguaggio diretto e viscerale una possibilità di espressione autentica. Poi arrivano la separazione dei genitori, le scelte sbagliate, la rabbia che esplode in strada, fino alla detenzione nel carcere minorile di Airola, dove si trovano ancora oggi.

È proprio dietro le sbarre che il rap smette di essere un sogno vago e diventa un obiettivo. Nel 2023 l’incontro con Lucariello, impegnato nei laboratori di rap all’interno dell’istituto, cambia tutto. Da lì nasce il progetto 2SHOT, con una scrittura più consapevole, una tecnica affinata e una voce che comincia a distinguersi.

“Petite” prende forma su una produzione curata da Oyoshe, Lucariello e Shada San, alternando strofe in dialetto campano e in italiano. Le rime dure si intrecciano a inserti melodici, creando un equilibrio tra rabbia e fragilità. “Il testo menziona la città di New York e questa metafora vuole esprimere la nostra necessità di sognarci il più lontano possibile dalla realtà nella quale abbiamo scritto questi versi. I giovani ‘Petite’ che raccontiamo sono quelli che avremmo voluto essere noi”, raccontano i due gemelli. “Abbiamo più di 70 provini registrati nel computer dell’IPM e tra tutti abbiamo scelto questo brano per avere l’onore di collaborare con Lucariello. Volevamo presentarci con un pezzo intimo, che ci mettesse a nudo”.

Scritto in carcere, “Petite” è una promessa di riscatto e una dichiarazione di intenti. “Abbiamo toccato il fondo diverse volte, adesso vogliamo risalire e volare”, dicono i 2SHOT. Un debutto che porta fuori dalle mura del carcere parole, sogni e una voce che chiede di essere ascoltata.

Il singolo è pubblicato da CCO Produzioni, realtà nata all’interno del progetto Presidio Culturale Permanente promosso dall’associazione Crisi Come Opportunità ETS, attiva da anni nelle carceri minorili italiane per garantire percorsi artistici strutturati, professionali e rispettosi dei diritti degli autori.

Benevento, trovata in auto con 430 euro falsi: arrestata una 22enne

BENEVENTO. Viaggiava in auto con 430 euro in banconote false e ha tentato di disfarsene gettandole a terra dopo averle strappate. Una ragazza di 22 anni, residente ad Avellino, è stata arrestata in flagranza di reato dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Benevento per detenzione e spendita di banconote contraffatte.

L’intervento è scattato nella tarda serata di ieri durante il controllo di una Ford Fusion con a bordo un uomo di 37 anni, anche lui della provincia di Avellino, e la giovane seduta sul lato passeggero. Una volta scesa dall’abitacolo, la 22enne ha cercato di liberarsi di alcune banconote, attirando immediatamente l’attenzione dei militari. A terra sono state rinvenute tre banconote da 50 euro e quattro da 20 euro, tutte risultate false.

La successiva perquisizione personale ha consentito di trovare sul tappetino anteriore lato passeggero altre quattro banconote da 50 euro, anch’esse contraffatte. Il denaro, per un valore complessivo di 430 euro, è stato sottoposto a sequestro.

Nel corso degli accertamenti è emerso che il conducente del veicolo era privo di patente perché revocata. L’uomo è stato denunciato, mentre l’auto, risultata senza copertura assicurativa obbligatoria e già cessata dalla circolazione per intestazione fittizia, è stata sequestrata amministrativamente e affidata in custodia giudiziaria a una ditta autorizzata. La 22enne, dopo le formalità di rito, è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari.

Controlli allo stadio Maradona, denunciati due parcheggiatori abusivi recidivi

NAPOLI. Raffica di controlli nella zona dello stadio Maradona in occasione dell’incontro di calcio disputato nel pomeriggio di ieri. La Polizia Locale ha intensificato la presenza sul territorio con verifiche mirate negli esercizi commerciali e sulle aree di sosta, con l’obiettivo di garantire sicurezza e rispetto delle regole durante l’afflusso dei tifosi.

Nel corso delle attività sono stati controllati sette esercizi di vicinato e sono scattate sanzioni per la violazione dell’ordinanza sindacale che impone il divieto di vendita di bevande in contenitori di vetro, misura pensata per tutelare l’incolumità pubblica nelle giornate di gara. Altre sanzioni hanno riguardato l’occupazione abusiva di suolo pubblico, mentre due sequestri hanno interessato merce messa in vendita da soggetti privi di qualsiasi autorizzazione.

Sul fronte della viabilità, l’attenzione si è concentrata sul rispetto del Codice della Strada. Decine di veicoli sono stati sanzionati perché lasciati in zone dove la sosta non è consentita e in numerosi casi è stata disposta la rimozione forzata per liberare le carreggiate e garantire il regolare deflusso del traffico.

Nel bilancio finale dei controlli figurano anche due parcheggiatori abusivi denunciati all’Autorità Giudiziaria. I due soggetti, già noti per precedenti analoghi, sono stati deferiti per la reiterazione della condotta illecita, a conferma di una linea di intervento improntata alla fermezza e alla prevenzione dei fenomeni di illegalità nelle aree sensibili della città.

Napoli, smantellato nuovo call center per le truffe agli anziani: 7 arresti

Napoli – Nella mattinata di oggi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura partenopea, nei confronti di 7 persone tra i 25 e i 58 anni.

Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati del reato di associazione a delinquere con base operativa a Napoli, finalizzata alla commissione di truffe ai danni di persone anziane.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe messo a segno nove episodi a partire dal dicembre 2024 nelle province di Alessandria, Verbania, Pistoia, Lucca, Pesaro Urbino, Ancona e Lecce, ottenendo un profitto illecito stimato in circa 200mila euro.

Il copione: “incidente del parente” e consegna immediata

L’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli e condotta dalla Squadra Mobile, avrebbe delineato un modus operandi consolidato. Le vittime, tutte tra i 75 e gli 89 anni, venivano contattate sul telefono fisso da un soggetto che si presentava come “maresciallo” e riferiva che un familiare dell’anziano aveva causato un incidente stradale con un’auto priva di copertura assicurativa, con conseguenze gravi per una persona coinvolta.

Per alzare la pressione psicologica, in più circostanze veniva aggiunto che la vittima del sinistro fosse un bambino trasportato d’urgenza in ospedale oppure una donna incinta in pericolo di vita.

A quel punto, il falso appartenente alle forze dell’ordine prospettava come unica via per evitare l’arresto del parente l’immediato risarcimento, inducendo l’anziano a consegnare contanti custoditi in casa o gioielli presenti nell’abitazione.

“Bombardamento telefonico” per isolare la vittima

Durante l’intera durata della truffa, secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero messo in atto un vero e proprio “bombardamento telefonico” su utenze fisse e cellulari, con conversazioni anche superiori a un’ora e protratte perfino dopo il ritiro del denaro. L’obiettivo, sempre secondo la ricostruzione investigativa, era duplice: mantenere il controllo psicologico sulla vittima e impedirle di contattare parenti o amici, evitando così l’intervento delle forze di polizia.

In alcune conversazioni monitorate e antecedenti ai colpi, gli indagati avrebbero esplicitato la volontà di terrorizzare le persone offese e “far piangere” le vittime per ottenere più facilmente denaro e preziosi.

Un presunto capo operava dai domiciliari

Tra gli elementi evidenziati nell’ordinanza, la Procura segnala che uno dei promotori e capi dell’organizzazione avrebbe diretto le attività degli altri sodali mentre si trovava ristretto agli arresti domiciliari.

Altre misure: obbligo di dimora e firma

Il Gip ha inoltre disposto, nei confronti di altri 4 soggetti, ritenuti gravemente indiziati di partecipazione a singoli episodi di truffa, le misure dell’obbligo di dimora nel Comune di Napoli e dell’obbligo di presentazione quotidiana presso il Commissariato di Polizia territorialmente competente.

San Nicola la Strada, minacce e violenze contro la compagna: arrestato 43enne

San Nicola la Strada– Minacce di morte, aggressioni e un vero e proprio arsenale di armi bianche nascosto in casa. È finita con l’arresto la vicenda che nel tardo pomeriggio di ieri, 7 gennaio, ha visto protagonisti i carabinieri della Stazione di San Nicola la Strada, intervenuti dopo una segnalazione al numero di emergenza 112 per una violenta lite in ambito familiare.

I militari hanno tratto in arresto un 43enne del posto, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesioni personali e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe minacciato di morte, aggredito e percosso la compagna convivente al culmine dell’ennesimo episodio di violenza domestica.

Nel corso della perquisizione personale e domiciliare, i carabinieri hanno rinvenuto un coltello a scatto occultato sulla persona dell’indagato. All’interno di uno zaino nascosto in un armadio, nella sua esclusiva disponibilità, sono stati inoltre trovati un’ascia, una mannaia, un machete e un coltello da cucina. Tutte le armi bianche sono state sottoposte a sequestro.

Gli ulteriori accertamenti investigativi hanno consentito di delineare un quadro più ampio di comportamenti violenti e vessatori, reiterati nel tempo, che andavano avanti almeno dal 2023 e già denunciati in precedenti occasioni dalla vittima.

Al termine delle formalità di rito, il 43enne è stato condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Come cambia la percezione del valore in un mondo connesso h24

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In un contesto dominato da dispositivi sempre attivi e da scambi informativi immediati, la percezione del valore assume una forma nuova, più fluida e sensibile agli stimoli digitali. L’accesso costante ai dati modifica profondamente il modo in cui individui e imprese interpretano ciò che è utile, desiderabile o affidabile.

Anche i concetti a carattere economico e finanziario, come la quotazione xrp, vengono oggi tenuti sott’occhio grazie a innovative piattaforme come Binance, cosicché l’utente possa sempre essere informato in qualsiasi momento e ovunque si trovi. Proprio alla luce di questi cambiamenti, che nasce una riflessione molto ampia su quelle che vengono considerate le dinamiche che plasmano la percezione del valore, in un mondo interconnesso h24, dove tutte le esperienze sono confrontate, misurate e condivise in tempo reale.

La trasformazione della percezione del valore nell’era della connessione continua

La disponibilità ininterrotta di informazioni ha ridefinito i criteri con cui gli utenti attribuiscono valore a beni, servizi o esperienze. Prima dell’era digitale, il valore era percepito principalmente come un concetto statico, spesso influenzato da fattori culturali, economici o da limitate fonti informative. Oggi la rapidità con cui contenuti, recensioni e dati tecnici circolano rende la percezione del valore più dinamica e soggetta a cambiamenti repentini.

Questa mutazione è evidente in numerosi settori: dalla tecnologia al turismo, dal commercio elettronico ai servizi finanziari. Le persone basano le proprie decisioni su confronti immediati, valutazioni di community online e aggiornamenti costanti. Il valore percepito di un prodotto non dipende più solo dalla sua qualità intrinseca, ma anche dalla sua presenza digitale, dalla reputazione costruita attraverso contenuti condivisi e dall’esperienza globale degli utenti.

L’impatto dei dati in tempo reale sulla costruzione del valore

L’accesso immediato ai dati in tempo reale rappresenta uno dei cambiamenti più profondi. Oggi le persone sono esposte a flussi continui di informazioni che influenzano percezioni, giudizi e preferenze. La disponibilità di dashboard, grafici e indicatori aggiornati istantaneamente ha trasformato la percezione di stabilità e affidabilità. Questa dinamica emerge soprattutto nei settori come il trading di asset digitali, ma anche in ambiti come la logistica, il fitness o il monitoraggio della salute.

Essere sempre a conoscenza in qualsiasi momento come un dato possa cambiare fa sì che gli utenti possano sviluppare un rapporto migliore con ciò che tengono sotto controllo. La percezione del valore diventa così un processo in continua evoluzione, non più legato a punti fermi, ma alimentato da input che cambiano continuamente. Se da un lato questo può favorire il senso di controllo, dall’altro rende le valutazioni personali più instabili.

Il ruolo della trasparenza digitale e delle recensioni

Le piattaforme digitali hanno introdotto nuovi standard che possono influenzare direttamente la percezione del valore. Recensioni, valutazioni e testimonianze diventano così fattori determinanti all’interno dei processi decisionali. Un servizio può acquisire grande valore percepito non solo per le sue caratteristiche tecniche, ma anche per la capacità di generare feedback positivi e per l’autenticità percepita.

Allo stesso tempo, la trasparenza obbliga brand e aziende a mantenere comportamenti coerenti e verificabili. Anche piccoli scostamenti tra l’esperienza prefissata e quella reale possono influire negativamente sulla reputazione, con effetti immediati e visibili. La condivisione costante di esperienze permette agli utenti di confrontare offerte, scoprire alternative e maturare giudizi più informati.

Valore, tempo e attenzione: le nuove metriche dell’era digitale

Nel mondo iperconnesso, il tempo e l’attenzione sono diventati beni preziosi, spesso più rilevanti del denaro stesso nel determinare la percezione del valore. La capacità di un brand o di un contenuto di catturare l’attenzione dell’utente in pochi secondi è un indicatore fondamentale del suo impatto.

La competizione si gioca sul terreno dell’esperienza immediata: video brevi, testi sintetici, notifiche, aggiornamenti in real time. Tutto concorre a definire cosa viene percepito come utile o rilevante. In questo senso, il valore non è più soltanto una questione di funzionalità o qualità, ma un equilibrio tra ciò che un contenuto richiede all’utente (tempo, energia, attenzione) e ciò che gli restituisce in termini di utilità o intrattenimento.

Il sovraccarico informativo, però, ha portato anche a un crescente bisogno di filtrare, selezionare e ridurre gli input. Strumenti di gestione del tempo, modalità “non disturbare” e algoritmi personalizzati rappresentano risposte alla necessità di preservare la propria attenzione come risorsa scarsa.

L’evoluzione del concetto di fiducia

La fiducia, elemento da sempre legato alla costruzione del valore, assume oggi forme nuove. Non si basa più soltanto sulla reputazione storica di un marchio, ma sulla sua capacità di garantire coerenza e sicurezza in un ambiente digitale complesso.

La fiducia si costruisce attraverso trasparenza, protezione dei dati personali, assistenza tempestiva e coerenza comunicativa. Un brand percepito come affidabile può essere preferito rispetto a uno più economico o performante, perché il valore viene associato alla sicurezza e alla familiarità.

La fiducia digitale è inoltre influenzata dalla qualità delle interazioni: risposte rapide, supporto efficiente e linguaggio chiaro contribuiscono a generare valore percepito e a instaurare relazioni durature tra utenti e servizi.

Truffano anziana a Como: arrestati due napoletani

Como – Una truffa fulminea contro un’anziana è stata sventata ieri mattina dalla polizia di Como, che ha arrestato due napoletani specializzati nella tecnica del finto carabiniere.

Gli agenti della Squadra mobile, allertati da più segnalazioni, hanno individuato un’auto a noleggio sospetta proveniente dalla provincia di Napoli e l’hanno pedinata con diversi equipaggi in borghese tra città e hinterland.

I poliziotti hanno monitorato ogni spostamento del veicolo fino a intercettare l’azione criminale in viale Masia, nel capoluogo lariano. Qui, mentre il palo – un 52enne napoletano residente a Milano e già ai domiciliari – attendeva in auto, il complice 51enne, fingendosi carabiniere, ha citofonato ed è entrato nell’appartamento di una donna di 75 anni.

Pochi minuti dopo è uscito con la refurtiva: circa 8.500 euro in contanti, gioielli d’oro e un tesserino fasullo delle forze dell’ordine.

Bloccato sotto casa della vittima, il truffatore è stato arrestato in flagranza. Il palo, vistosi scoperto, ha tentato la fuga ma è stato fermato: per lui anche una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. Denaro e gioielli, immediatamente restituiti alla 75enne che aveva già sporto denuncia, chiudono il cerchio su due soggetti con precedenti penali.

I complici – un 51enne residente a Napoli e il 52enne di Milano – sono stati trasferiti nel carcere di Como con l’accusa di truffa aggravata in concorso, come comunicato dalla Questura in una nota ufficiale.

Prima neve del 2026 imbianca il Vesuvio: turisti immortalano lo spettacolo da Napoli

Torre del Greco — La prima neve del 2026 ha regalato uno spettacolo raro ai residenti delle pendici del Vesuvio e ai turisti che si trovano a Napoli.

Dopo una notte di abbondanti precipitazioni e una breve grandinata, il vulcano si è risvegliato completamente imbiancato, offrendo un quadro suggestivo visibile anche dalla città metropolitana.

La giornata si è aperta con cieli sgombri da nuvole e foschie, permettendo a molti di godersi lo spettacolo della “montagna” ricoperta di neve. Non sono mancati i turisti pronti a immortalare il momento con smartphone e macchine fotografiche, trasformando il Vesuvio in un palcoscenico naturale per ricordi da condividere.

Il repentino abbassamento delle temperature ha reso le prime ore della mattinata particolarmente rigide, soprattutto nelle zone più elevate.

Secondo le previsioni, la giornata dovrebbe trascorrere senza ulteriori precipitazioni nell’area vesuviana, ma per i prossimi giorni si attende un nuovo peggioramento del quadro meteorologico, con nuove piogge e possibili nevicate.

Aversa, l’omicidio di Emanuele Di Caterino: dopo 13 anni e 13 processi spunta l’ombra dell’assoluzione

Acersa– Tredici anni di attesa, tredici processi e un incubo che, invece di finire, rischia di trasformarsi nella beffa più atroce. Per la morte di Emanuele Di Caterino, il 13enne di Aversa ucciso con una coltellata al cuore durante una lite tra giovanissimi nel 2013, potrebbe non esserci nessun colpevole.

È questo lo scenario emerso nelle scorse ore davanti alla IV sezione penale della Corte di Appello di Napoli, dove il sostituto procuratore generale Valter Brunetti, al termine della sua requisitoria, ha chiesto l’assoluzione per l’imputato Agostino Veneziano. La motivazione gela il sangue dei familiari della vittima: legittima difesa.

Veneziano, che oggi ha 29 anni ma che all’epoca dei fatti ne aveva 17, secondo la Procura Generale avrebbe agito per difendersi dall’aggressione del gruppo di amici di Emanuele. Una tesi che stravolge la richiesta di giustizia di mamma Amalia Iorio, costretta a rivivere il dolore di quella maledetta sera del 7 aprile 2013, quando suo figlio uscì per divertirsi e non fece più ritorno.

La dinamica e la perizia: “Colpito alle spalle”

La richiesta del Pg ha scatenato la ferma reazione della parte civile. Gli avvocati della famiglia Di Caterino — Maurizio Zuccaro, Sergio Cola e Barbara Esposito — hanno depositato una memoria difensiva che punta a smontare, punto per punto, la tesi della difesa legittima, facendo leva sulle evidenze scientifiche.

Secondo i legali, l’autopsia racconta una verità incompatibile con la difesa: La posizione del colpo: Emanuele è stato raggiunto dal fendente alla schiena. «È stato colpito quando non poteva più rappresentare un pericolo per l’accoltellatore», sottolineano i legali.

La traiettoria: Il colpo è stato inferto dall’alto verso il basso. Questo dettaglio, spiega l’avvocato Zuccaro, smentisce la narrazione dell’imputato a terra circondato: «Veneziano era in piedi e ha colpito la vittima alle spalle».

La sproporzione: Si evidenzia il divario tra la vittima, che agiva a mani nude, e l’aggressore armato di lama.

«Solo dopo l’accoltellamento di Emanuele – spiega l’avvocato Zuccaro all’Ansa – i suoi amici, vedendolo a terra, si avventarono su Veneziano. Inoltre l’imputato ha mentito sulla provenienza dell’arma: disse di averla trovata a terra, ma è emerso che era sua».

Il labirinto giudiziario e l’appello a Nordio

La vicenda giudiziaria di Emanuele Di Caterino è un caso da manuale sulle lungaggini e le incertezze della giustizia italiana. In primo grado Veneziano fu condannato a 8 anni, pena salita a 10 in Appello. Poi l’intervento della Cassazione nel 2023 con annullamento e rinvio. Un secondo processo d’Appello aveva rideterminato la pena a 8 anni, ma nel 2024 gli “Ermellini” hanno annullato nuovamente tutto, chiedendo approfondimenti proprio sul tema della legittima difesa.

Ora, mentre si attende la prossima udienza tra pochi giorni, Amalia Iorio lancia un disperato appello alle istituzioni, rivolgendosi direttamente al Ministro della Giustizia Carlo Nordio.

«Non abbiamo mai cercato vendetta ma giustizia. E la giustizia deve essere fatta leggendo attentamente gli atti del processo», dichiara la madre. «Emanuele è figlio di tutti voi, un figlio di 13 anni uscito di casa per divertirsi e brutalmente accoltellato da un suo coetaneo che invece si era portato un coltello per togliere la vita a un giovane inerme».

La donna denuncia non solo il rischio dell’impunità, ma anche le difficoltà tecniche — come le incompatibilità nel formare il collegio giudicante — che hanno trasformato il processo in un calvario senza fine.

Spari contro la Procura Generale di Napoli: proiettile infrange la vetrata al 12° piano

Napoli – Un foro netto in una vetrata ad alta quota, un’ogiva rinvenuta sul pavimento e il dubbio, inquietante, sulla reale natura del gesto. Lo scorso 2 gennaio, un colpo d’arma da fuoco ha centrato gli uffici della Procura Generale presso il Centro Direzionale di Napoli.

L’episodio, riportato oggi da Il Mattino e Repubblica, ha fatto scattare immediatamente i protocolli di sicurezza nel Palazzo di Giustizia.

La dinamica e i rilievi

Il proiettile ha impattato contro il vetro della Torre C, al dodicesimo piano della struttura. Si tratta di un livello sensibile: proprio lì si trova, tra gli altri, l’ufficio del Procuratore Generale Aldo Policastro.

Secondo i primi rilievi della Polizia Scientifica, il colpo sarebbe stato esploso verosimilmente da un fucile, ma gli accertamenti balistici sono tuttora in corso per determinare con precisione calibro e traiettoria.

Sull’accaduto indaga la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura partenopea. Tuttavia, il fascicolo potrebbe presto essere trasferito ai colleghi di Roma, competenti per legge (ex art. 11 c.p.p.) quando i magistrati napoletani figurano come parti lese.

Le ipotesi: atto mirato o follia di Capodanno?

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma la pista al momento più accreditata resta quella dei festeggiamenti per il nuovo anno. Il colpo potrebbe essere stato esploso durante la notte di San Silvestro, ricadendo sulla torre dopo una parabola “vagante”.

Nonostante la quota elevata renda l’impatto singolare, gli inquirenti valutano anche scenari più complessi, come l’impiego di un drone modificato, sebbene questa ipotesi venga considerata meno probabile.

Precedenti nella stessa notte

Il clima di tensione è alimentato da altri episodi analoghi avvenuti nella medesima notte di festa. Anche le finestre della sede dell’Eav (Ente Autonomo Volturno) sono state ritrovate forate da proiettili.

Un fenomeno, quello delle armi da fuoco utilizzate per “celebrare” l’inizio dell’anno, che continua a rappresentare una piaga per la sicurezza della città e che, questa volta, ha sfiorato i vertici della magistratura campana.