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Arzano, blitz dei carabinieri: sgominata banda di baby rapinatori

Arzano -Nella zona industriale, teatro di una rapina audace, finisce in manette un gruppo di baby rapinatori figli d’arte.

L’ operazione anticrimine ha consentito ai militari dell’Arma della locale tenenza, coordinati dal luogotenente Marco Bidetti, di trarre in arresto un gruppo di minorenni capeggiato da una maggiorenne tutti di Arzano, dopo una rapina portata a termine nella zona industriale di Arzano. Alcuni di loro sarebbero legati a note famiglie malavitose locali.

P.B.

 

Poggioreale, scoperto un chilo di droga nei sotterranei al “Connolo”

Sembra la sceneggiatura di un film crime, invece è il bilancio di una sola giornata di controlli a largo raggio dei Carabinieri della compagnia di Poggioreale. Un quartiere setacciato da cima a fondo, dove su 128 persone identificate ben 46 sono risultate con precedenti penali.

Un’operazione che ha prodotto 36 sanzioni al codice della strada e segnalato nove giovani alla Prefettura come assuntori di stupefacenti. Ma è nelle singole storie che emerge un quadro di illegalità diffusa e multiforme.

A chiudere la giornata, un colpo significativo al mercato dello spaccio. I militari hanno setacciato le cantine di un complesso residenziale nel rione Sant’Alfonso, il “Connolo”. Nascosto in un sotterraneo, è stato rinvenuto quasi un chilo di droga già suddivisa in dosi: hashish, marijuana, cocaina e crack. Un piccolo arsenale dello spaccio che, una volta immesso sul mercato, avrebbe fruttato circa 7.000 euro.

Il racket dei POS internazionali

La prima rete si tende su una coppia sospetta: un 45enne romeno, già noto alle forze dell’ordine, e una 25enne irlandese incensurata. Fermati per un controllo, vengono trovati in possesso di 2.700 euro in contanti e 11 carte di credito. La scusa di una semplice vacanza a Napoli non convince i militari, che decidono di perquisire la loro camera d’albergo in via vicinale Galeoncello.

Dentro, la sorpresa: cinque dispositivi POS per pagamenti elettronici e quattro smartphone. Solo uno dei terminali risulta legalmente intestato a una società di Roccadaspide, in provincia di Salerno. Le indagini svelano un patto preciso: l’amministratore della società avrebbe messo a disposizione il conto corrente per le transazioni in cambio di una parte del denaro. Un meccanismo di riciclaggio ingegnoso e ancora da decifrare nei dettagli. Per tutti e tre è scattata la denuncia per riciclaggio in concorso.

Follia in ospedale

Poco dopo, la tensione si sposta al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare. Al 112 arriva una richiesta d’aiuto: un 31enne, armato di forbici, sta minacciando un medico, colpevole a suo dire di non averlo visitato con la dovuta rapidità. Una gazzella, già in zona, interviene in pochi istanti. L’uomo viene bloccato e denunciato per minaccia aggravata a personale sanitario.

I “furbetti” della strada

I controlli stradali, nel frattempo, smascherano un altro trucco. Un 25enne viene fermato senza documenti, ma esibisce un permesso di guida provvisorio, ottenuto dopo aver denunciato lo smarrimento della patente. I Carabinieri non si fidano e approfondiscono. La verità è un’altra: la patente non è mai stata smarrita, ma sospesa dalla Prefettura. Per il giovane scatta una denuncia per falsità ideologica, oltre alla multa per guida senza patente. A completare il quadro, altri quattro automobilisti sono stati sorpresi alla guida senza aver mai conseguito la patente, con recidiva nel biennio.

Processo Vassallo, presidio a Salerno per il colonnello Cagnazzo: “Verità e giustizia anche per lui”

Salerno — Sono giunti anche da altre regioni, dal Lazio alla Sicilia, per ribadire un messaggio che campeggiava chiaro sulle loro magliette: “Io sto con Fabio Cagnazzo”. Un gruppo numeroso di amici, sostenitori ed ex colleghi del colonnello dei carabinieri indagato per l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore ucciso nel 2010, ha presidiato questa mattina gli ingressi della Cittadella Giudiziaria di Salerno.

Mentre all’interno del Palazzo di giustizia si celebrava il prosieguo dell’udienza preliminare, all’esterno i manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta: “Verità e giustizia anche per Fabio Cagnazzo”. Un’iniziativa pensata — spiegano — non per contrapporsi alla ricerca della verità sull’omicidio Vassallo, ma per sostenere un uomo che ritengono ingiustamente coinvolto.

«Siamo qui per testimoniare vicinanza a Fabio e chiedere la verità processuale», ha dichiarato uno degli amici presenti al presidio. «Siamo estremamente convinti della sua innocenza. È il primo a chiedere giustizia non solo per sé, ma anche per il sindaco Vassallo. Parliamo di un uomo delle istituzioni, di un colonnello che ha arrestato centinaia di latitanti: non può essere trasformato nel capro espiatorio di questa vicenda».

Tra i presenti anche la sorella dell’ufficiale, rimasta in silenzio ma al fianco dei manifestanti per l’intera mattinata. Nel frattempo, Antonio Vassallo, figlio del sindaco ucciso, ha varcato l’ingresso del Tribunale mentre il presidio era ancora in corso. Una scena che fotografa la tensione e la delicatezza di un procedimento che, a distanza di anni, continua a dividere, interrogare e chiedere risposte definitive su una delle pagine più oscure della recente storia giudiziaria italiana.

Turetta, l’ergastolo è definitivo. Ora punta alla giustizia riparativa

Brescia– Nessun ribaltamento, nessun nuovo capitolo giudiziario: l’ergastolo per Filippo Turetta diventa definitivo. In pochi minuti, nell’aula bunker di Mestre, la Corte d’assise d’appello presieduta dal giudice Michele Medici ha formalizzato la rinuncia all’impugnazione sia da parte della Procura generale di Venezia sia dello stesso imputato, reo confesso dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2023.

Una conclusione rapida, senza neppure il passaggio in Cassazione, che chiude il percorso giudiziario di uno dei casi più dolorosi e simbolici degli ultimi anni in Italia. In aula erano presenti solo i legali; Turetta, detenuto a Verona, è rimasto in cella.

La rinuncia all’appello e la “piena responsabilità”

La decisione arriva dopo che, il 14 ottobre, il 23enne aveva già rinunciato ai motivi d’appello. A sua volta, lo scorso 6 novembre, anche la Procura generale aveva scelto di non insistere sull’impugnazione, accettando il verdetto di primo grado del 3 dicembre 2024: ergastolo per omicidio premeditato, con l’esclusione delle aggravanti di crudeltà e stalking.

In una lettera depositata agli atti, Turetta — assistito dagli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera — aveva spiegato la sua scelta di non difendersi ulteriormente, dichiarando di assumersi la “piena responsabilità” del delitto “di cui mi pento ogni giorno dal profondo del cuore”.

Il nuovo fronte: la giustizia riparativa

Archiviata la fase processuale, per Turetta si apre ora un’altra prospettiva: quella della giustizia riparativa, introdotta dalla riforma Cartabia. Un percorso che non incide sulla condanna, ma punta all’ascolto reciproco, al riconoscimento delle responsabilità e — se possibile — a un’elaborazione condivisa del danno.

Il giovane ha tuttavia posto un limite a questa possibilità: intraprenderà il percorso solo in presenza di un consenso preventivo del padre di Giulia, Gino Cecchettin. La legge non lo richiede, ma lui ha scelto comunque di non muoversi senza quel via libera morale.

Le parole di Gino Cecchettin: “La verità è stata riconosciuta”

Parole di apertura, seppur dolorose, sono arrivate proprio dalle dichiarazioni del padre di Giulia, che vede nella rinuncia all’appello un atto di maturità.

“Non esiste una giustizia capace di restituire ciò che è stato tolto, ma esiste la consapevolezza che la verità è stata riconosciuta e che le responsabilità sono state pienamente accertate”, ha commentato.

E ancora: “Continuare a combattere quando la guerra è finita è un atto sterile. La giustizia deve accertare i fatti, non placare il dolore. Come padre, ho scelto da tempo di guardare avanti: l’unico modo per onorare Giulia è costruire ogni giorno qualcosa di buono in suo nome.”

Parole che non cancellano l’enorme ferita, ma che tracciano una via: quella di una pacificazione possibile, pur dentro un dolore che non avrà fine.

Prima occhiata alla piattaforma di gioco NineCasino per i giocatori italiani

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Ciao, Italia! Una nuovissima piattaforma di gioco online è arrivata sulle tue coste, promettendo un’esperienza fresca ed emozionante sia per i giocatori esperti che per i neofiti. Puoi dare un’occhiata su Nine casino italia. NineCasino è stato lanciato ufficialmente in Italia, con l’obiettivo di conquistare il cuore (e il portafoglio!) degli appassionati di gioco italiani. Con la popolarità sempre crescente dei casinò online in Italia, NineCasino entra in un mercato vivace, pronto a offrire un mix unico di intrattenimento e potenziali ricompense.

Questo articolo offre una prima panoramica completa su NineCasino, esplorandone le caratteristiche principali, la vasta selezione di giochi e l’interfaccia intuitiva. Fornirà inoltre informazioni sulle misure di sicurezza della piattaforma, rispondendo alla domanda chiave: è la prossima grande novità nel mondo del gioco online italiano, pur rimanendo sicuro?

Preparati a immergerti in tutto ciò che NineCasino ha da offrire e scopri un nuovo mondo di possibilità online!

NineCasino: prime impressioni e panoramica della piattaforma

NineCasino irrompe sulla scena con una piattaforma visivamente accattivante, progettata per catturare l’attenzione fin dal primo momento. L’interfaccia utente bilancia un’estetica moderna con una navigazione intuitiva, garantendo anche ai visitatori alle prime armi di orientarsi rapidamente. La tavolozza dei colori è vivace senza essere opprimente, creando un’atmosfera vivace che completa l’esperienza di gioco. La grafica è nitida e contribuisce al senso generale di qualità e professionalità.

L’usabilità è chiaramente una priorità, con un layout che guida logicamente gli utenti verso aree chiave come la selezione dei giochi, le promozioni e le impostazioni dell’account. La piattaforma dimostra una reattività encomiabile, le pagine si caricano rapidamente e i giochi funzionano senza intoppi, riducendo al minimo qualsiasi potenziale frustrazione.

La registrazione è semplicissima, semplificata per rendere veloce il processo di inizio del gioco. La sezione dei depositi è facile da usare e quella dei prelievi è chiaramente etichettata e semplice da capire, riflettendo l’impegno verso la comodità dell’utente.

Approfondimento sulla selezione dei giochi: cosa possono aspettarsi i giocatori italiani

NineCasino offre ai giocatori italiani una ricca gamma di opportunità di gioco, allineando la propria offerta alle preferenze specifiche della nazione. La piattaforma si distingue per la sua vasta gamma di opzioni, che comprende tutto, dalle slot visivamente sbalorditive basate su temi accattivanti al fascino intramontabile dei classici giochi da casinò come il blackjack e la roulette. I giocatori italiani possono anche immergersi nell’emozione in tempo reale dei giochi con croupier dal vivo, ciascuno progettato per emulare la vivace atmosfera di un casinò fisico. Questa attenta selezione garantisce che sia i veterani esperti che i nuovi curiosi trovino un angolo del casinò che rispecchi i loro gusti individuali.

NineCasino collabora strategicamente con diversi fornitori di giochi leader del settore. Queste collaborazioni garantiscono un afflusso costante di titoli di alta qualità caratterizzati da caratteristiche innovative, grafica accattivante e meccaniche di gioco corrette. Tra i titoli di gioco più popolari che potrebbero affascinare i giocatori italiani ci sono quelli ispirati alla mitologia, alla storia e alla stessa cultura italiana iconica. Inoltre, NineCasino vanta una selezione di slot con jackpot progressivo, offrendo ai giocatori l’allettante prospettiva di vincite che cambiano la vita con un solo giro. La piattaforma offre anche altri giochi ad alto rendimento, arricchendo il suo vivace catalogo e garantendo opportunità in abbondanza.

Focus sulle slot

La selezione di slot di NineCasino è un caleidoscopio di temi e stili, curata da una serie di rinomati fornitori di slot. Con un’attenzione particolare alle percentuali RTP (Return to Player) elevate, i giocatori possono trovare slot che offrono sia intrattenimento che eque possibilità di vincita.

Focus sui giochi da tavolo

Oltre alle slot, NineCasino offre un assortimento di giochi da tavolo classici. Supportata dai principali fornitori di giochi da tavolo, la piattaforma presenta numerose versioni di roulette e blackjack, accompagnate da tassi RTP favorevoli progettati per creare un’esperienza emozionante e gratificante.

Bonus e promozioni su misura per l’Italia

NineCasino stende il tappeto rosso ai suoi giocatori italiani con una serie accattivante di bonus e promozioni pensati per amplificare la loro esperienza di gioco. I nuovi arrivati vengono accolti con un generoso bonus di benvenuto, che spesso include un deposito corrispondente e una cascata di giri gratuiti per dare il via al loro viaggio attraverso la vivace selezione di giochi del casinò. La generosità non si ferma qui. NineCasino promuove la fedeltà attraverso un programma a livelli, ricoprendo i giocatori abituali di vantaggi esclusivi. Questi possono variare da offerte bonus personalizzate e prelievi rapidi a un’assistenza VIP dedicata, assicurando che i giocatori abituali si sentano apprezzati e valorizzati. Tieni d’occhio le promozioni speciali pensate appositamente per il mercato italiano. Queste potrebbero includere giri gratuiti su popolari slot a tema italiano o bonus di deposito in coincidenza con le festività nazionali, aggiungendo un tocco locale all’entusiasmo. Tuttavia, prima di richiedere qualsiasi bonus, è essenziale esaminare attentamente i termini e le condizioni associati. Prestate particolare attenzione ai requisiti di scommessa, che stabiliscono quante volte i fondi bonus devono essere scommessi prima che le vincite possano essere prelevate, e ai periodi di validità, che specificano il lasso di tempo entro il quale il bonus deve essere utilizzato. La struttura dei bonus di NineCasino è competitiva nel panorama dei casinò online italiani, offrendo un mix di valore ed eccitazione alla sua base di giocatori.

Sicurezza, licenze e fair play nel mercato italiano

Navigare nel mondo del gioco online in Italia richiede un occhio attento alla sicurezza e al rispetto delle normative. NineCasino lo comprende implicitamente, operando sotto l’occhio vigile dell’ADM (ex AAMS), l’autorità che regola il gioco d’azzardo in Italia. Questa licenza non è solo una formalità, ma un impegno a operare con trasparenza e integrità, garantendo un ambiente sicuro e affidabile per i giocatori italiani.

La protezione dei dati dei giocatori è fondamentale. NineCasino utilizza una tecnologia di crittografia dei dati all’avanguardia per salvaguardare le informazioni personali e finanziarie, creando uno scudo sicuro contro gli accessi non autorizzati. Questo impegno va oltre la tecnologia, promuovendo una cultura del gioco responsabile. I giocatori hanno a disposizione strumenti come i limiti di deposito e le opzioni di autoesclusione, che favoriscono un’esperienza di gioco equilibrata e controllata.

Il fair play è il fondamento delle operazioni di NineCasino. La piattaforma utilizza generatori di numeri casuali (RNG) certificati per garantire l’integrità e la casualità dei risultati dei giochi. Questo sistema imparziale assicura che ogni giro, ogni carta distribuita, sia puramente una questione di fortuna, favorendo la fiducia e la sicurezza tra i giocatori. Questa dedizione alla sicurezza, alle licenze e al fair play dimostra l’impegno di NineCasino nel fornire un’esperienza di gioco sicura e divertente su misura per il mercato italiano.

Esperienza mobile: giocare in movimento

NineCasino estende il brivido oltre gli schermi dei computer desktop, offrendo una solida esperienza di gioco mobile. I giocatori possono immergersi nei loro giochi preferiti su smartphone e tablet, godendosi un intrattenimento senza interruzioni mentre sono in movimento. La piattaforma si adatta a vari dispositivi, garantendo una grafica nitida e un gameplay fluido, indipendentemente dalle dimensioni dello schermo.

Sia attraverso un’app mobile dedicata per iOS e Android o un sito web mobile reattivo, NineCasino dà la priorità all’esperienza dell’utente. La versione mobile rispecchia le funzionalità del desktop, con facile accesso ai giochi, alla gestione dell’account e all’assistenza clienti. La navigazione è intuitiva e consente ai giocatori di navigare e scoprire nuovi titoli senza sforzo. Il design semplificato garantisce tempi di caricamento rapidi e riduce il consumo di dati, rendendo NineCasino una scelta eccellente per gli appassionati di giochi mobili.

Assistenza clienti per gli utenti di lingua italiana

Per i giocatori di lingua italiana, l’assistenza clienti di NineCasino è un fattore fondamentale. Un’assistenza efficace garantisce un’esperienza di gioco fluida e piacevole. La disponibilità di personale di assistenza di lingua italiana è fondamentale, soprattutto durante le ore di punta.

NineCasino offre in genere diversi canali per le richieste dei clienti, tra cui live chat, assistenza via e-mail e, in alcuni casi, assistenza telefonica. La reattività e la disponibilità del team di assistenza sono indicatori chiave di qualità. Un rappresentante dell’assistenza competente e professionale è in grado di risolvere rapidamente i problemi e rispondere alle domande, migliorando l’esperienza complessiva del cliente. I giocatori dovrebbero valutare la disponibilità dell’assistenza in lingua italiana, la velocità di risposta e la qualità dell’assistenza fornita attraverso ciascun canale. Un buon servizio clienti può contribuire in modo significativo a una percezione positiva di NineCasino tra gli utenti di lingua italiana.

NineCasino vs. la concorrenza: un’analisi comparativa

Il mercato italiano dei casinò online è un panorama vivace e competitivo, con piattaforme consolidate che si contendono l’attenzione dei giocatori. NineCasino, relativamente nuovo sul mercato, entra in questo settore con opportunità e sfide. Un’analisi comparativa è essenziale per comprenderne il posizionamento e il potenziale di successo.

Per quanto riguarda la selezione dei giochi, NineCasino vanta una libreria diversificata, potenzialmente attraente per un vasto pubblico. Tuttavia, i concorrenti affermati hanno spesso il vantaggio di relazioni di lunga data con i fornitori di giochi, offrendo possibilmente una gamma più ampia ed esclusiva di titoli. Le offerte di bonus sono un campo di battaglia fondamentale. NineCasino deve strutturare in modo creativo i suoi bonus di benvenuto e le promozioni in corso per distinguersi dalla massa. Non sarà sufficiente limitarsi a eguagliare le offerte esistenti; sono fondamentali approcci innovativi.

L’esperienza utente è fondamentale. La piattaforma di NineCasino deve essere intuitiva, visivamente accattivante e ottimizzata per i dispositivi mobili per competere con le piattaforme affermate che hanno investito molto nella loro interfaccia utente e nello sviluppo di app. L’assistenza clienti è un altro fattore di differenziazione fondamentale. Reattività, disponibilità e assistenza sono fondamentali. Se NineCasino offre un’assistenza clienti di qualità superiore, può rapidamente costruire fiducia e fedeltà.

La sfida di NineCasino consiste nel differenziarsi in un mercato affollato. Concentrandosi su offerte di gioco uniche, strutture di bonus innovative e un’esperienza utente e un’assistenza di livello superiore, può ritagliarsi una nicchia e attirare i giocatori italiani. Il successo a lungo termine della piattaforma dipende dalla capacità di mantenere costantemente questi livelli e di adattarsi alle esigenze in continua evoluzione della comunità italiana del gioco online.

Opinione degli esperti e conclusione: vale la pena provare NineCasino?

Dopo un’analisi approfondita di NineCasino, è giunto il momento di esprimere il verdetto finale. Questa piattaforma presenta aspetti positivi e negativi, con caratteristiche interessanti e aree che necessitano di miglioramenti. Per i giocatori italiani alla ricerca di una vasta selezione di giochi, NineCasino è sicuramente la scelta giusta. L’ampia libreria, alimentata da numerosi fornitori di software leader, garantisce un’esperienza di gioco diversificata e coinvolgente. Gli allettanti bonus di benvenuto e le promozioni continue aggiungono ulteriore fascino, aumentando potenzialmente il bankroll sia dei nuovi giocatori che di quelli più esperti.

Tuttavia, esistono anche alcuni potenziali svantaggi. Sebbene il casinò vanti un design funzionale, alcuni utenti potrebbero trovare l’interfaccia leggermente opprimente. Anche l’assenza di assistenza telefonica è una limitazione notevole, che potrebbe causare frustrazione ai giocatori che preferiscono un’assistenza immediata. Inoltre, i requisiti di scommessa associati ai bonus dovrebbero essere valutati attentamente prima di impegnarsi.

Raccomandazione: vale la pena provare NineCasino per i giocatori italiani? La risposta tende verso un sì con riserva. Se una selezione di giochi diversificata e bonus allettanti sono le priorità principali, allora NineCasino merita sicuramente di essere esplorato. Tuttavia, i giocatori dovrebbero procedere con cautela, esaminando attentamente i termini e le condizioni dei bonus ed essendo consapevoli dei limiti dell’assistenza clienti.

In definitiva, la decisione dipende dalle preferenze e dalle priorità individuali. Ora che le carte sono sul tavolo, cosa ne pensate? Avete avuto esperienze con NineCasino? Il vostro feedback è prezioso, non esitate a condividerlo nei commenti qui sotto!

 

Maxi frode fiscale da 260 milioni di euro di carburanti: scatta il sequestro

Napoli– Una frode IVA da 260 milioni di euro nel settore dei carburanti. È quanto scoperto dalla Procura europea (EPPO) che, all’alba di oggi, ha dato il via a una nuova fase dell’operazione «Fuel Family».

Su richiesta degli uffici di Bologna e Napoli, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di beni riconducibili al vertice di una ramificata organizzazione criminale specializzata nell’importazione e commercializzazione di prodotti petroliferi in sistematica evasione d’imposta.

Nel mirino degli inquirenti è finita una società formalmente intestata alla moglie del capo dell’organizzazione, un imprenditore campano già condannato in primo grado lo scorso 15 ottobre a otto anni di reclusione. Nonostante l’intestazione fittizia, l’uomo ne manteneva il pieno controllo. Secondo le indagini, la società gestiva un deposito fiscale a Magenta (MI), snodo cruciale per alimentare il vorticoso giro di false fatturazioni.

Il meccanismo criminale, noto come “frode carosello”, era ben collaudato. Il carburante veniva importato da Croazia, Slovenia e altri Paesi UE attraverso una catena di oltre 40 società “missing trader” italiane.

Queste aziende, create ad hoc, acquistavano il prodotto senza versare l’IVA dovuta e sparivano nel nulla, lasciando un buco milionario nelle casse dello Stato. Le attività fraudolente avrebbero generato fatture per operazioni inesistenti per oltre 1 miliardo di euro.

L’operazione odierna è solo l’ultimo capitolo di un’indagine che già a marzo 2024 aveva portato allo smantellamento del gruppo, composto da 59 indagati e 13 società. In quell’occasione, furono disposte misure cautelari per otto persone e sequestrati beni per 20 milioni di euro, tra cui un resort turistico e oltre 150 immobili.

Il gruppo, i cui membri erano spesso legati da vincoli familiari, è anche sospettato di aver riciclato oltre 35 milioni di euro di proventi illeciti attraverso conti correnti in Ungheria e Romania, da cui i fondi venivano prelevati sistematicamente in contanti.

L’enorme evasione fiscale non solo ha generato profitti illeciti, ma ha anche permesso all’organizzazione di vendere carburante a prezzi stracciati, causando una grave distorsione della libera concorrenza e danneggiando gli operatori onesti del settore.

Vesuvio, scossa di terremoto nella notte di magnitudo 2.3

Napoli – Una scossa di terremoto di magnitudo 2.3 ha svegliato questa notte i comuni del versante vesuviano. Il sisma è stato registrato alle 4.31 di venerdì 14 novembre dai sismografi dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv e localizzato tra Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio, a una profondità stimata di circa due chilometri.

Il movimento tellurico è stato distintamente avvertito dalla popolazione non solo nei comuni immediatamente alle pendici del vulcano, ma anche nell’area orientale di Napoli. La scossa è stata percepita fino a Portici – distante circa 5 chilometri dall’epicentro – e a Torre del Greco ed Ercolano, a circa 6 chilometri. Segnalazioni sono arrivate anche dal Salernitano, in particolare da Scafati.

Secondo le prime verifiche, non si registrano danni a edifici o feriti. Gli esperti dell’Osservatorio Vesuviano confermano inoltre che i terremoti localizzati sul Vesuvio non hanno alcun legame con l’attività dei Campi Flegrei, l’altro grande sistema vulcanico dell’area napoletana.

Le scosse che interessano il vulcano partenopeo – spiegano i ricercatori – sono in larga parte legate al naturale processo di abbassamento del cratere. Il Vesuvio è infatti un complesso vulcanico formato dalla caldera del Monte Somma e dal cono più recente, nato dopo l’eruzione del 79 d.C. che seppellì Pompei.

Dal 1944, anno dell’ultima eruzione, il vulcano si trova in una fase di quiescenza caratterizzata da attività fumarolica, bassa sismicità e movimenti del suolo minimi, quantificati in circa 6 millimetri di abbassamento l’anno.

Le scosse, come quella di questa notte, si concentrano generalmente tra uno e due chilometri di profondità, rientrando nelle dinamiche considerate ordinarie per il Vesuvio in questa fase di quiete.

Napoli, 9 arresti in 7 comuni: droga nascosta in lavatrici, reggiseni e giardini

Un blitz antidroga nella provincia di Napoli ha portato a nove arresti e al sequestro di hashish, cocaina, crack e marijuana. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli, ha interessato sette comuni: Ercolano, Castello di Cisterna, Sant’Anastasia, Lacco Ameno (Ischia), Afragola, Villaricca e Mugnano.

Una serie di interventi a tappeto che confermano la pressione investigativa sulle piazze di spaccio dell’area metropolitana.

Ercolano, coppia in auto con hashish nascosto nel reggiseno

Il primo arresto arriva da Ercolano, dove i carabinieri fermano un’auto in via Resina: una coppia trasporta 99 grammi di hashish, con la donna che tenta di nascondere la droga nel reggiseno. Entrambi finiscono in carcere.

Arrestati:

  • Coronella Fortuna (23/06/1979)

  • Raimo Francesco (26/02/1979)

Castello di Cisterna: 19enne con crack, cocaina e 1200 euro nel rione 219

Nel rione 219 di Castello di Cisterna, noto per lo spaccio, un 19enne viene trovato con 24 dosi di cocaina, 54 dosi di crack e oltre 1.200 euro ritenuti provento di vendita al dettaglio. Arrestato e posto ai domiciliari.

Arrestato:

  • D’Angelo Luigi (14/08/2006)

Sant’Anastasia: coltivazione di cannabis in un terreno di famiglia

A Sant’Anastasia, ai piedi del Vesuvio, i carabinieri scoprono tre piante di cannabis alte quasi due metri, per un totale di 4 chili. Trovati anche 50 grammi di marijuana già essiccata e 20 di hashish. Arrestati zio e nipote, entrambi intenti a confezionare droga.

Arrestati:

  • Fornaro Mario (28/03/1991)

  • Fornaro Salvatore (04/12/2004)

Ischia, cocaina nascosta nella lavatrice: arrestato 19enne

A Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, la droga era nascosta nella lavatrice: nel cestello, i carabinieri trovano cocaina, mentre nel vano del contatore idrico spunta un bilancino. In tasca, il giovane ha 350 euro in contante.

Arrestato:

  • Sirabella Andrea (19/12/2005)

Afragola: scoperto appartamento-magazzino della droga

In un’abitazione di Afragola, i militari sequestrano 290 g di hashish, 330 g di marijuana, 31 g di cocaina e 5 bilancini di precisione. Una 32enne, già nota, viene arrestata e posta ai domiciliari.

Arrestata:

  • Caropreso Del Prete Filomena (17/02/1993)

Villaricca, 41enne con 23 dosi tra crack e cocaina

A Villaricca, un uomo viene sorpreso in strada con 23 dosi tra crack e cocaina, oltre a contanti ritenuti frutto di spaccio.

Arrestato:

  • Abbaticchio Daniele (15/09/1984)

Mugnano, controllo in auto: 22enne trovato con cocaina e hashish

Ultimo intervento a Mugnano, dove un 22enne viene fermato in auto con 10 grammi di cocaina e 3 di hashish. Sequestrati anche 160 euro considerati provento illecito.

Arrestato:

  • Gioia Antonio (20/09/2003)

  • L’inchiesta prosegue per ricostruire eventuali legami degli indagati con reti più ampie di spaccio attive nella provincia.

Rio Lanzi avvelenato: sigilli a un impianto di rifiuti a Sparanise

Sparanise– Un impianto che sulla carta doveva trattare fanghi e rifiuti non pericolosi, ma che, secondo l’accusa, operava in “maniera abusiva” e con una “gestione negligente” tale da causare un danno ambientale concreto.

Scattano i sigilli nell’area industriale ASI di Sparanise: i Carabinieri Forestali di Calvi Risorta e la Polizia Locale hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, convalidato dal GIP di Santa Maria Capua Vetere, per un complesso aziendale situato lungo la Statale Appia.

Le ipotesi di reato formulate dalla Procura della Repubblica, che ha coordinato le indagini, sono pesanti: inquinamento ambientale e smaltimento illecito di reflui.

L’allarme dei cittadini

L’inchiesta non nasce da controlli di routine, ma dalle persistenti e allarmate segnalazioni dei cittadini. Già dall’inizio del 2023 e fino alla metà del 2024, i residenti della zona avevano denunciato miasmi pestilenziali provenienti dal Rio Lanzi e un evidente, anomalo peggioramento delle acque del canale, notate come “scure e maleodoranti” in particolare nel tratto che incrocia la SS7.

Le denunce hanno spinto la Polizia Giudiziaria a effettuare i primi sopralluoghi, confermando empiricamente la grave compromissione del corso d’acqua.

Le indagini: 800 metri di reflui illeciti

A quel punto, è scattata un’indagine complessa e tecnica. Gli investigatori, supportati dai tecnici dell’ARPAC di Caserta, hanno dovuto letteralmente “mappare” la vasta rete fognaria dell’area industriale ASI che confluisce nel Rio Lanzi.

L’obiettivo era chiaro: risalire al punto di origine dell’inquinamento. Attraverso molteplici campionamenti e tracciamenti, i sospetti si sono concentrati su un’unica azienda, specializzata nel trattamento di rifiuti liquidi, situata a circa 800 metri in linea d’aria dal punto di scarico nel Rio Lanzi.

Il “rispetto solo formale” delle regole

Con un decreto della Procura, le forze dell’ordine e l’ARPAC hanno quindi effettuato un’ispezione mirata all’interno dell’impianto. Sono stati eseguiti prelievi dagli scarichi e dai pozzetti interni della ditta.

Il confronto tra le analisi effettuate sui campioni prelevati nell’azienda e quelle sui campioni prelevati nelle acque e nei sedimenti del Rio Lanzi ha dato un esito inequivocabile, sebbene ancora in fase di indagine preliminare: una netta compatibilità.

Secondo la tesi accusatoria, confermata dal GIP, il complesso aziendale operava nel “rispetto solo formale” degli adempimenti prescritti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). In pratica, pur avendo le carte in regola, la “negligenza gestionale” del titolare avrebbe portato l’azienda a operare in maniera abusiva, sversando reflui in spregio ai limiti di concentrazione imposti dalla legge e causando il grave inquinamento del Rio Lanzi.

Napoli, nel furgone abiti firmati rubati da un negozio: denunciata coppia di ricettatori

Napoli – Una giornata di controlli serrati da parte dei Carabinieri della Compagnia di Poggioreale.

L’operazione, condotta con meticolosità, ha colpito pregiudicati, trafficanti e furbetti della strada, rivelando un reticolo di illegalità che sembra uscito da un manuale del crimine organizzato.

Tra i fermi più eclatanti, una coppia a bordo di un furgone: lui 44enne e lei 40enne, entrambi con precedenti, trasportavano merce rubata da un negozio di abbigliamento in corso San Giovanni 747. All’interno del veicolo, 50 giubbotti, 65 pellicce, 3 sciarpe firmate e un completo, prontamente restituiti ai legittimi proprietari. I due sono finiti sotto accusa per ricettazione in concorso, con i militari che hanno agito rapido per interrompere la filiera del furto.

Secondigliano, 19enne bloccato con una scacciacani nascosta nello scooter

Napoli – Un controllo di routine si trasforma in una denuncia per detenzione di arma impropria. Protagonista dell’episodio, un diciannovenne di Secondigliano, già noto alle forze dell’ordine, fermato dai Carabinieri della stazione locale mentre era alla guida di uno scooter.

Il blitz è scattato per una verifica apparentemente semplice. I militari hanno fermato il giovane, subito scoperto privo di patente di guida. Le irregolarità, però, non si sono fermate qui: il motorino risultava circolare senza assicurazione e senza il tagliando della revisione periodica. Elementi sufficienti per decretare il sequestro amministrativo del veicolo.

È durante il controllo del mezzo che arriva il colpo di scena. I Carabinieri, ispezionando il vano sella dello scooter, non trovano solo gli oggetti di uso comune, ma un “tesoro” scomodo: una pistola scacciacani. Un ritrovamento che ha cambiato radicalmente la portata dell’infrazione.

L’arma, in sé, è un oggetto a salve, concepito per spaventare gli animali. Ma a rendere la situazione grave è un dettaglio non da poco: il dispositivo era privo del “tappo rosso”, il particolare che, per legge, ne identifica la natura non letale e ne regola il porto. La manomissione di questo elemento trasforma de facto la pistola a salve in un’arma potenzialmente pericolosa, equiparabile a un’arma impropria.

Il 19enne, colto in flagrante, non ha potuto fornire alcuna giustificazione plausibile per il possesso dell’oggetto manomesso. Per lui, oltre alle sanzioni per la guida senza patente e per le irregolarità del mezzo, è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica per porto abusivo di arma (nella fattispecie, pistola a salve resa pericolosa dalla mancanza del contrassegno).

Le minacce dal carcere di Giovanni Limata alla famiglia della ex

Avellino – Quando gli agenti lo sorpresero ancora una volta nel corridoio, il telefono stretto tra le mani, Giovanni Limata non era un detenuto qualunque. Aveva ventisette anni, veniva da Cervinara, e il suo nome era già legato a uno dei delitti più sconvolgenti degli ultimi anni ad Avellino: l’omicidio di Aldo Gioia, 53 anni, padre della sua fidanzata Elena.

Il carcere di Bellizzi Irpino, con i suoi rumori ovattati e le porte metalliche che si chiudono sempre allo stesso modo, avrebbe dovuto essere il luogo della fine. Fine della storia, fine del piano, fine dell’ossessione.

E invece Giovanni, dal chiuso della sua cella, non aveva smesso di cercare la famiglia della sua vittima. Un cellulare di ultima generazione bastava a riportarlo fuori, a superare grate e cancelletti, a far arrivare messaggi e avvisi fin dentro la vita di chi credeva, forse, di avere già pagato abbastanza.

 Una condanna, due destini

La storia giudiziaria sembrava chiara. I processi si erano celebrati, le sentenze erano arrivate.
Elena Gioia: 18 anni di reclusione, condanna definitiva.
Giovanni Limata: 16 anni, dopo il terzo grado di giudizio.

Sulla carta, il capitolo era chiuso. Un uomo ucciso in casa, una figlia coinvolta nell’omicidio del padre, il fidanzato come esecutore. Una coppia sul banco degli imputati, due destini incatenati per sempre a una notte di aprile.

Ma le carte dei processi, le perizie, le chat sequestrate raccontano qualcosa di più complicato di una semplice storia di “amore e morte”. Raccontano una relazione che si nutre di fantasie estreme, una complicità coltivata a distanza, un progetto omicidiario pensato e ripensato, corretto, rinforzato, fino a diventare realtà.

 Messaggi oltre le sbarre

Prima di essere trasferito a Santa Maria Capua Vetere, e poi ancora nel carcere di Fuorni, a Salerno, Giovanni ha continuato a usare quel cellulare. Non per cercare lavoro o distrarsi con video e canzoni. I messaggi arrivano alla moglie di Aldo Gioia, alla donna che ha perso il marito in quella notte del 23 aprile 2021.

Le notifiche sullo schermo, i profili social che si illuminano, il nome di Giovanni che ricompare dove non dovrebbe più esserci. È come se quella lama, una volta deposta, fosse diventata digitale. Il coltello si è trasformato in parole, ma l’effetto resta simile: l’intrusione, la paura, la sensazione che quella storia non voglia spegnersi mai.

Per gli agenti del carcere “Antimo Graziano” di Avellino, Giovanni è un problema continuo. Non solo perché viene sorpreso più volte con il cellulare in mano, ma perché la sua presenza online, dal carcere, è il segnale che il confine tra dentro e fuori, per lui, è ancora troppo sottile.

Il ragazzo che voleva sparire

Dietro le sbarre, Giovanni non è solo il “killer di Aldo Gioia”. È un ragazzo a cui la vita si è spezzata in due. Nel carcere di Avellino tenta due volte il suicidio. Due tentativi, due richiami di un dolore che non riesce a contenere, due fughe mancate da un presente insopportabile.

Ricoverato per lungo tempo, osservato, valutato, Giovanni mostra una personalità fragile e allo stesso tempo pericolosa. Gli psichiatri parlano di sindrome borderline, di tratti antisociali, di una dipendenza da sostanze – crack, soprattutto – che ha scavato dentro di lui. Ma quando devono rispondere alla domanda decisiva – “era capace di intendere e di volere?” – la risposta è sì.

È lucido, dicono. Sa cosa fa. Sa cosa ha fatto.
E questo, forse, è il punto più inquietante: non è un folle ignaro, ma un giovane che sceglie, pianifica, partecipa.

Una relazione che vive di schermo

Per capire come si arriva a un piano di sterminio in famiglia, bisogna tornare a prima del sangue, quando tutto avviene dietro uno schermo. Nel processo di primo grado, davanti alla Corte d’Assise di Avellino, le parole usate dai consulenti sono pesantissime: tra Elena e Giovanni c’è una “relazione virtuale psicotica”.

Le loro chat non sono semplici conversazioni tra fidanzati. Sono un mondo a parte, una bolla che si chiude su di loro. Messaggi che diventano un rifugio e insieme un laboratorio del crimine.È lì, in quelle conversazioni, che la realtà comincia a deformarsi.

Lo psichiatra Giuseppe Sciaudone, incaricato dalla Corte, studia per settimane le loro parole. Nelle 25 pagine della sua relazione scrive che entrambi, Elena e Giovanni, sono perfettamente in grado di partecipare al processo, di capire ciò che hanno fatto. Non sono psicotici, non vivono in un delirio che li separa dal mondo.

Eppure, proprio nelle chat, si vede come i confini tra fantasia e progetto si sfumano. Quello che all’inizio è solo sfogo, rabbia, invenzione, con il passare dei giorni assume i contorni di un piano vero.

 “Si contagiavano e si potenziavano”

Gli esperti usano un’espressione che racconta molto della dinamica tra i due: “si contagiavano e si potenziavano”.

Succede così: uno lancia l’idea, l’altro la rilancia. Uno esagera, l’altro alza ancora di più il tiro. È un ping pong mentale in cui la misura si perde, e ogni nuovo messaggio sposta un po’ più in là il limite di ciò che si può immaginare – e poi fare.

Elena, che vive quotidianamente il rapporto con la famiglia, porta dentro la chat il suo rancore, la sua insofferenza, la sua voglia di scappare. Giovanni, che la guarda da fuori, si propone come soluzione estrema: lui può tagliare quel legame, lui può distruggere ciò che lei sente come una gabbia.

Nelle conversazioni, la coppia comincia a parlare di fuga, di matrimonio, di una vita insieme “liberi da tutti”. Ma quella libertà, nelle loro teste, passa per una via inquietante: sterminare la famiglia di lei.

Il messaggio del 17 aprile

Il 17 aprile 2021 è una data chiave.Quel giorno, Giovanni invia a Elena un messaggio che per i consulenti segna una svolta.
In quelle righe, lui si veste da eroe – ma un eroe oscuro, negativo. È pronto a fare “il peggio” pur di “salvarla”. Nella mente di Giovanni, Elena diventa una Cenerentola da strappare alla sua casa, ai suoi “aguzzini”. Il problema non è più la sofferenza emotiva della ragazza, ma chi le sta intorno.

La proposta è chiara: sterminare la famiglia.
Elena all’inizio esita, sembra tentennare, come se una parte di lei ancora rifiutasse l’irreparabile. Ma poi, lentamente, quella resistenza si piega. Nelle chat, accetta.

Cinque giorni prima del delitto, succede qualcosa di inatteso: è Giovanni ad avere un ripensamento. Forse la realtà, per un momento, torna a farsi spazio in mezzo alle fantasie. Forse l’idea del sangue comincia a pesare. Ma stavolta è Elena a spingerlo. Gli dà “carta bianca”. Non si tira indietro. Il progetto diventa reciproco, condiviso. È una follia in due.

Un piano in sette giorni

Da quel 17 aprile, il tempo corre veloce.
Nel giro di una settimana, il progetto omicidiario prende forma. Non è più solo un racconto a due voci, è una tabella di marcia.

Elena si occupa della logistica. Sa a che ora il padre rientra, quando si siede sul divano, quando la casa è più vulnerabile. Sa come permettere a Giovanni di entrare senza destare sospetti.

L’idea iniziale è radicale: non colpire solo il padre, ma l’intera famiglia. È un piano che contempla l’eliminazione di tutti, la cancellazione del nucleo familiare. Davanti ai giudici, questo punto pesa come un macigno: non è stata una lite degenerata, non è stato un raptus. È stato un proposito coltivato, masticato, preparato.

Intanto, nelle loro chat, Elena e Giovanni si vedono già oltre: sposati, insieme, lontani da Avellino e da quella casa. Una fantasia che i consulenti definiscono “puerile” e “inconcepibile”, ma che per loro assume i contorni di un futuro possibile.

 La notte del divano

Il 23 aprile 2021, la casa dei Gioia sembra la stessa di sempre.
Aldo è sul divano, si è assopito. È un’immagine comune, quasi rassicurante: un padre che si riposa nella propria casa, nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro.

Elena scende con un sacchetto in mano. Dice che va a buttare l’immondizia. È un gesto normale, che non insospettisce nessuno. Ma quella sera, fare quel gesto significa aprire un varco. Il portone rimane socchiuso.

Giovanni entra. Salgono insieme. Quando arrivano davanti alla porta, Elena si ferma. Oltre quella soglia, tocca a lui.

Dentro, il tempo si fa rapido e confuso. Limata si avvicina al divano, impugna il coltello. Colpisce.
Aldo, nel sonno, avverte qualcosa. Si sveglia, reagisce, prova a difendersi come può, usando le gambe per allontanare l’assalitore. È un gesto istintivo, ma sufficiente a scompaginare il piano originario. Giovanni non riesce ad andare fino in fondo con l’idea di sterminare l’intera famiglia.

Quello che resta, però, è comunque irreparabile: un uomo morto, una figlia coinvolta nel suo omicidio, un fidanzato assassino. È il punto in cui la fantasia e la chiacchiera di chat si sono fuse con la realtà. E non c’è più modo di tornare indietro.

 Il piano che non si chiude

L’omicidio di Aldo Gioia è stato organizzato in sette giorni e compiuto in pochi minuti. I processi hanno ricostruito, spiegato, incasellato. Le sentenze hanno messo numeri sulla colpa, anni di carcere su nomi e cognomi.

Eppure, qualcosa del piano non si è mai veramente concluso.
Il ragazzo visto nei corridoi con il cellulare, il detenuto che invia messaggi alla moglie dell’uomo che ha ucciso, il profilo che riappare nei social: tutto questo dice che, almeno nella testa di Giovanni, la storia continua. La lama non scende più sul divano di un salotto, ma prova a colpire ancora, a modo suo, chi di quella notte porta già una ferita che non si rimargina.

È una vicenda che parla di un amore malato, nato e alimentato online, cresciuto dentro lo schermo fino a sfondarlo. Una storia che mostra quanto sottile possa essere il confine tra il virtuale e il reale, tra il “ti ammazzerei” detto in chat e il gesto che davvero toglie la vita a qualcuno.

Dentro una cella, con un telefono tra le mani, Giovanni Limata sembra non voler lasciare andare quel piano. Come se, anche dopo la sentenza definitiva, volesse restare l’ombra dietro la porta socchiusa di quella casa.

Napoli, la camorra ha un nuovo boss “fantasma”: Roberto Mazzarella

Napoli – Sono giorni di tensione palpabile tra i vicoli umidi e gli antichi palazzi del centro storico di Napoli. La caccia a Roberto Mazzarella, 47 anni, latitante di peso e figura apicale della camorra, si fa sempre più serrata.

Da quando è sparito nel nulla, lo scorso gennaio, il sospetto degli investigatori è che non si sia mai allontanato dalla sua città d’origine, protetto da un reticolo fitto di complicità e omertà che lo avvolge come una sudario.

Le squadre investigative gli sono, letteralmente, col fiato sul collo. L’ultima offensiva per stanarlo due giorni fa ha visto la Polizia impegnata in blitz notturni a tamburo battente. Le perquisizioni si sono concentrate in due aree chiave: via Cosenz alle Case Nuove, un dedalo di cemento dove il controllo è vitale per i clan, e in via Cappiello a San Giorgio a Cremano, dove si era registrata una sua presunta presenza.

Durante l’operazione, la tecnologia più sofisticata è stata dispiegata: droni a visione notturna hanno sorvolato le strade, scrutando ogni ombra, ogni terrazza, ogni anfratto. L’obiettivo era chiaro: bloccare l’ultimo “big” della cosca, un uomo ricercato da oltre nove mesi. Ma il risultato è stato un frustrante nulla di fatto.

Del “Fantasma” nessuna traccia. Gli investigatori, tuttavia, non si arrendono. Sanno che la latitanza logora e che, prima o poi, il latitante o uno degli aiutanti “eccellenti” che lo coprono commetterà l’errore fatale.

Chi è il boss in fuga

Roberto Mazzarella è inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità in Italia, un profilo criminale pesante. Ma non è un ricercato per reati di routine: l’accusa che pende sulla sua testa è quella di un omicidio efferato e, soprattutto, innocente, aggravato dall’agevolazione ad associazione mafiosa.

Egli è il nipote dei capiclan storici Ciro, Gennaro e Vincenzo Mazzarella, e viene indicato come il boss che ha raccolto l’eredità criminale del gruppo nei primi anni Duemila. Ha compiuto 47 anni proprio a gennaio, il mese in cui è stata spiccata l’ordinanza a suo carico (il 24 gennaio 2025), con la dichiarazione di latitanza giunta quattro giorni dopo (28 gennaio).

Ad aprile, il Tribunale di Napoli ha persino emesso il mandato di arresto europeo per ampliare il raggio della caccia.

 L’omicidio di Antonio Maione: l’innocente sacrificato

La vicenda giudiziaria che lo vede protagonista è un macabro capitolo della faida eterna tra i Mazzarella e i rivali Rinaldi (legati all’Alleanza di Secondigliano). L’ordinanza di custodia cautelare riguarda l’omicidio di Antonio Maione, un nome che riecheggia la crudeltà della vendetta trasversale di Camorra.

Il 15 settembre 2000, in una salumeria di San Giovanni a Teduccio, Napoli Est, Maione fu raggiunto e ucciso in un agguato. Due killer, arrivati in sella a uno scooter, esplosero almeno quattro colpi mortali.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti – avvalorata anche dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia – Roberto Mazzarella sarebbe stato il mandante dell’esecuzione, e forse anche l’autista dello scooter, mentre Clemente Amodio, 45 anni, è ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio.

Il movente è terribile e spietato: la vittima, Antonio Maione, era il fratello di Ivan Maione, reo confesso dell’omicidio di Salvatore Mazzarella (padre di Roberto e fratello dei capiclan) avvenuto il 28 maggio 1995. Antonio, dunque, morì per espiare la colpa del congiunto, un sacrificio di sangue nel rituale della guerra tra clan.

La posizione di Mazzarella in questi mesi è stata al centro di un complesso braccio di ferro legale. A maggio 2025, la Cassazione aveva clamorosamente annullato con rinvio l’ordinanza al Tribunale del Riesame. A luglio, però, il Riesame l’aveva nuovamente confermata in toto. Il successivo ricorso in Cassazione è stato infine rigettato, consolidando il quadro accusatorio.

Il latitante si trova ora alla vigilia del passo successivo: l’udienza preliminare, anticamera del processo che lo attende. Ma prima che la giustizia possa fare il suo corso, la Polizia deve infrangere il muro di omertà che lo protegge, portando alla luce il nuovo boss “Fantasma” di Napoli.

Villa Literno, sequestrata autocarrozzeria abusiva nella Terra dei Fuochi

Un’operazione congiunta tra Carabinieri Forestali ed Esercito Italiano ha portato al sequestro di un’autocarrozzeria abusiva a Villa Literno, in provincia di Caserta. L’attività, scoperta in località Ischitella, operava completamente al di fuori della legalità, con gravi violazioni ambientali che confermano ancora una volta l’urgenza dei controlli nella cosiddetta Terra dei Fuochi.

Il blitz è scattato dopo una segnalazione del contingente dell’Esercito Italiano impegnato nell’operazione “Terra dei Fuochi”. Durante un’attività di pattugliamento del territorio, i militari hanno individuato la struttura sospetta, facendo immediatamente intervenire il Nucleo Carabinieri Forestale di Benevento.

L’ispezione ha confermato i sospetti: l’autocarrozzeria, estesa su circa 100 metri quadri, operava senza alcuna autorizzazione. All’interno sono state rinvenute cinque automobili in fase di riparazione e verniciatura, attrezzature varie, parti di motori e carrozzeria, oltre a diverse carcasse di veicoli.

Le irregolarità accertate dai militari vanno ben oltre l’abusivismo edilizio. Gli investigatori hanno documentato una serie di reati ambientali: gestione illecita di rifiuti speciali, scarico non autorizzato di acque reflue industriali nella rete fognaria pubblica ed emissioni in atmosfera senza i necessari permessi. Violazioni che rappresentano un serio pericolo per la salute pubblica e l’ambiente, in un’area già fortemente compromessa come quella della Terra dei Fuochi.

Il titolare dell’attività è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria. L’intera struttura è stata posta sotto sequestro.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo ambientale che sta interessando l’intera provincia di Caserta. Alle attività stanno partecipando anche Carabinieri Forestali provenienti dalle province di Benevento e Salerno, in sinergia con l’Esercito Italiano. Una collaborazione interforze che sta dando risultati concreti nella lotta all’illegalità ambientale, dimostrando l’efficacia del monitoraggio costante del territorio.

Imprenditore di Acerra ucciso in strada in Colombia

Acerra – Era partito dall’Italia con l’ambizione di costruire una carriera oltre confine. In Colombia ci era riuscito, diventando un imprenditore conosciuto nel settore immobiliare e nelle attività di import-export.

Ma martedì pomeriggio, a Cali, la sua vita si è fermata in mezzo alla strada. Clemente Marzullo, 47 anni, originario di Acerra, è stato assassinato con modalità esecutive da un commando armato.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’agguato è avvenuto nel quartiere El Limonar, zona residenziale nella parte sud della città. Marzullo aveva appena parcheggiato l’auto quando almeno due sicari lo hanno raggiunto e colpito con numerosi proiettili esplosi a distanza ravvicinata. Un assalto fulmineo, durato pochi secondi.

Terminata l’azione di fuoco, il gruppo si è dileguato rapidamente. I residenti, allarmati dagli spari, hanno chiamato i soccorsi. L’imprenditore è stato trasportato in ospedale, ma le ferite erano troppo gravi: i medici non hanno potuto fare nulla per salvarlo e il decesso è stato dichiarato poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.

Le autorità colombiane hanno aperto un’indagine per ricostruire il movente e identificare i responsabili. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere della zona e ascoltando i testimoni. Nessuna pista è esclusa: dal regolamento di conti a possibili contrasti legati alle attività economiche dell’imprenditore in Colombia.

I messaggi di cordoglio sui social dei suoi amici

La notizia dell’omicidio ha sconvolto Acerra, dove Marzullo era ancora molto conosciuto e dove vive parte della sua famiglia. Tra i tanti messaggi di cordoglio, spicca quello di un caro amico, che sui social ha ricordato la figura dell’imprenditore con parole piene di affetto: un uomo «serio, pacato, mai una parola fuori posto, con un sorriso ineguagliabile», conosciuto fin da ragazzo ai tempi in cui giocavano insieme a basket. «Che persona, che ragazzo. Che tu possa riposare in pace. Cia’ Clemè», ha scritto.

 

 

Oroscopo di oggi 14 novembre 2024 segno per segno

1

Il 14 novembre 2025 si respira un’aria di transizione. Mentre ci avviciniamo alla fine dell’anno, i pianeri ci spingono a fare bilanci, ma anche a guardare avanti con un pizzico di speranza e rinnovata determinazione. La Luna in aspetto dinamico ci ricorda che le emozioni sono un motore, non un ostacolo. In amore, la sfida è bilanciare il desiderio di intimità con quello di libertà. Nel lavoro, l’energia è propulsiva: è il momento di agire sulle idee che abbiamo coltivato.

♈ ARIETE

Amore: Giornata di passione. Se single, un incontro fugace potrebbe accendere una scintilla. Se in coppia, cercate l’avventura insieme per ravvivare la fiamma.
Lavoro: L’energia marziana ti spinge a prendere l’iniziativa. Attenzione a non essere troppo impulsivo con i colleghi.
Salute: Piena di vitalità. Perfetta per un allenamento intenso per scaricare lo stress.
Finanze: Una spinta improvvisa potrebbe arrivare. Valuta bene prima di fare un investimento rischioso.
Consiglio della Giornata: L’azione è la tua parola d’ordine, ma non dimenticare di ascoltare.

♉ TORO

Amore: Cerca stabilità e coccole. La sera è ideale per una cena romantica e rassicurante a casa.
Lavoro: Giornata produttiva e terrena. Ottima per concludere progetti e sistemare questioni pratiche.
Salute: Attenzione alla gola e alla digestione. Non esagerare con i comfort food.
Finanze: La tua prudenza paga. Evita spese superflue e concentrati sul risparmio.
Consiglio della Giornata: La sicurezza la trovi dentro di te, non nelle cose materiali.

♊ GEMELLI

Amore: La comunicazione è la tua arma segreta. Un messaggio o una chiamata inaspettata può portare a un piacevole incontro.
Lavoro: Multitasking al massimo. Riunioni, chiamate e scambi di idee ti terranno sulla cresta dell’onda.
Salute: La mente è iperattiva. Ritaglia del tempo per una passeggiata che ti calmi i pensieri.
Finanze: Piccole entrate inaspettate (forse una vincita). Attenzione alle spese volubili.
Consiglio della Giornata: Non disperserti. Scegli l’idea migliore e portala a termine.

♋ CANCRO

Amore: Le emozioni sono in superficie. Condividi i tuoi sentimenti con il partner, ne uscirete rafforzati.
Lavoro: Istantto protettivo verso i colleghi. Il tuo supporto è molto apprezzato. Attenzione a non prenderti troppo carico degli altri.
Salute: Giornata per coccolarti. Un bagno caldo o una serata tranquilla sono rigeneranti.
Finanze: Spese legate alla casa o alla famiglia. Pianifica con cura.
Consiglio della Giornata: Proteggi il tuo cuore, ma non alzare barriere troppo alte.

♌ LEONE

Amore: Sei al centro dell’attenzione. Il tuo charme è al massimo, usalo per conquistare o per stupire chi ami.
Lavoro: Mettiti in luce! È il momento di presentare le tue idee con creatività e sicurezza.
Salute: Tanta energia. Dirigila in un’attività creativa o sportiva per sentirti al top.
Finanze: Potresti essere tentato da uno sfizio costoso. Conceditelo solo se te lo puoi permettere senza sensi di colpa.
Consiglio della Giornata: Brilla, ma ricorda che la luce più autentica viene dal cuore.

♍ VERGINE

Amore: L’amore si trova nei dettagli. Un gesto di cura quotidiano vale più di un grande discorso.
Lavoro: L’efficienza è la tua bandiera. Sistemare, organizzare e ottimizzare ti darà grande soddisfazione.
Salute: Attenzione all’ansia da prestazione. Una lista delle cose da fare ti aiuterà a tenere sotto controllo lo stress.
Finanze: Gestione meticolosa. È un buon giorno per fare un bilancio o rivedere i tuoi investimenti.
Consiglio della Giornata: Non cercare la perfezione, cerca l’equilibrio.

♎ BILANCIA

Amore: L’armonia è fondamentale. Se in coppia, cercate un punto d’incontro. Se single, l’equilibrio interiore è il tuo miglior biglietto da visita.
Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose. Sei il mediatore ideale in caso di contrasti.
Salute: Bilancia attività e riposo. Il benessere passa anche dall’estetica: un taglio di capelli o un trattamento ti rimetteranno di buon umore.
Finanze: Situazione stabile. Potresti essere indeciso su un acquisto. Aspetta domani.
Consiglio della Giornata: La bellezza che cerchi è un riflesso della tua pace interiore.

♏ SCORPIONE

Amore: Intensità magnetica. Gli sguardi parlano più delle parole. Un incontro può rivelarsi fatale.
Lavoro: Il tuo intuito è infallibile. Vai oltre le apparenze e scoprirai informazioni preziose.
Salute: Giornata di trasformazione. Ottima per iniziare un detox o un nuovo regime salutare.
Finanze: Questioni ereditiarie o finanziarie condivise richiedono la tua attenzione. Niente segreti.
Consiglio della Giornata: Lascia andare ciò che non ti serve più per fare spazio al nuovo.

♐ SAGITTARIO

Amore: Desiderio di libertà e avventura. Proponi al partner un viaggio last minute o un’attività all’aria aperta.
Lavoro: Le idee viaggiano veloci. Progetti internazionali o che coinvolgono nuove culture sono favoriti.
Salute: Il buonumore è la tua migliore medicina. Evita gli eccessi a tavola.
Finanze: Opportunità dall’estero. Investi in esperienze, non solo in oggetti.
Consiglio della Giornata: Guarda l’orizzonte, ma non dimenticare da dove sei partito.

♑ CAPRICORNO

Amore: I sentimenti sono profondi e seri. Un impegno a lungo termine potrebbe essere discusso o consolidato.
Lavoro: Ambizione e determinazione sono al top. Un riconoscimento per il tuo lavoro duro è in arrivo.
Salute: Attenzione a schiena e ossa. Stretching e postura corretta sono fondamentali.
Finanze: I tuoi piani a lungo termine danno i loro frutti. Una sicurezza economica si consolida.
Consiglio della Giornata: Permettiti di assaporare il successo senza sensi di colpa.

♒ ACQUARIO

Amore: L’incontro più interessante potrebbe avvenire in un contesto insolito o online. La complicità intellettuale è un potente afrodisiaco.
Lavoro: Le tue idee visionarie sono apprezzate. Collabora con il gruppo per realizzarle.
Salute: Benessere mentale. Stacca dai dispositivi elettronici per qualche ora per ricaricarti.
Finanze: Situazione originale. Potresti guadagnare da un’hobby tecnologico o da un progetto collettivo.
Consiglio della Giornata: Il futuro che sogni si costruisce nel presente, un passo alla volta.

♓ PESCI

Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. L’empatia con il partner è totale. Un gesto poetico farà breccia.
Lavoro: L’ispirazione artistica e creativa è alta. Lascia spazio all’intuizione nelle tue decisioni.
Salute: Ricarica le energie. Il contatto con l’acqua (mare, vasca da bagno) sarà rigenerante.
Finanze: Attenzione a non essere troppo ingenuo. Verifica le informazioni prima di firmare qualcosa.
Consiglio della Giornata: Non confondere i tuoi sogni con la realtà. Sii gentile, ma anche pratico.

La salute ci invita a un approccio olistico: ascoltare il corpo senza dimenticare la mente. Sul fronte finanziario, prevale un cauto ottimismo, con un invito a costruire solide basi per il futuro. La lezione universale di oggi è che ogni segno, con le sue caratteristiche uniche, ha l’opportunità di trasformare una debolezza in un punto di forza. Siate gli artefici del vostro destino, non solo spettatori delle stelle.

Superenalotto, i numeri della fortuna: il 90 torna protagonista, ma il 6 resta un sogno da 77,7 milioni

L’appuntamento di oggi con la fortuna non ha regalato il colpo grosso, ma ha comunque acceso la curiosità e la speranza di milioni di italiani.
Nell’estrazione del concorso n.181 del Superenalotto, i numeri vincenti sono stati:
7, 9, 17, 54, 73, 90 — con Jolly 89 e SuperStar 3.

Una combinazione che strizza l’occhio alla cabala e al fascino del numero 90, da sempre simbolo di abbondanza e “gran finale” nel mondo del Lotto. Eppure, anche stavolta, il “6” ha deciso di nascondersi. Nessuno ha centrato la sestina vincente né il “5+1”, lasciando il Jackpot a quota 77,7 milioni di euro, pronto a far tremare i polsi nel prossimo concorso.

Chi ha vinto e quanto: le quote del Superenalotto

Nonostante l’assenza dei premi più alti, la serata non è stata avara di soddisfazioni per chi ha creduto nella sorte:

  • 18 fortunati giocatori hanno centrato il “5”, portando a casa 9.286,46 euro ciascuno.

  • In 1.503 hanno fatto “4”, incassando 113,68 euro.

  • Ben 39.654 giocatori hanno centrato 3 numeri, vincendo 12,94 euro.

  • E 449.636 hanno indovinato due numeri, guadagnando 5 euro a testa.

SuperStar: luci e ombre sotto il segno del 3

Il numero SuperStar 3 non ha regalato premi milionari, ma ha comunque acceso la serata di molti partecipanti.

  • Nessun 6 Stella, 5+ Stella o 5 Stella, ma

  • 15 vincitori hanno centrato il 4 Stella, aggiudicandosi 11.368 euro ciascuno.

  • 329 giocatori con 3 Stella si sono portati a casa 1.294 euro, mentre

  • 3.266 hanno realizzato 2 Stella con un premio da 100 euro.

  • A completare il quadro, 15.525 vincite da 10 euro e 26.028 da 5 euro.

Seconda Chance e WinBox: quando la fortuna “raddoppia”

L’estrazione odierna ha anche distribuito piccoli ma numerosi premi grazie alle modalità Seconda Chance e WinBox, pensate per dare un’ulteriore opportunità ai giocatori:

  • 96 vincite da 50 euro e 14.544 da 3 euro nella Seconda Chance.

  • 2.081 vincite WinBox 1 e 234.878 WinBox 2, per un totale di oltre 530.000 euro distribuiti in bonus.

 “Un jackpot da sogno e la magia che non si spegne mai”

Il Superenalotto continua a scrivere la sua leggenda: il 6 resta inafferrabile, ma ogni estrazione rinnova l’attesa, il rito, la speranza. C’è chi gioca per la fortuna e chi per la curiosità di scoprire se la combinazione giusta arriverà “domani”.
E con un montepremi da 77,7 milioni di euro, il sogno di cambiare vita resta più vivo che mai.

L’Estrazione del Lotto e 10eLotto di oggi fa sognare con il 32 e l’83 protagonisti su più ruote

L’appuntamento con il Lotto di oggi regala emozioni e numeri da non sottovalutare. A catturare subito l’attenzione è il 32, apparso sulla ruota di Bari come primo estratto — e che torna protagonista anche nel 10eLotto, dove diventa Numero Oro. Una coincidenza che gli appassionati di numerologia non potranno ignorare: il 32 è spesso associato a cambiamenti positivi e colpi di fortuna improvvisi.

Non meno curioso il caso dell’83, sortito su Genova, Milano e addirittura sulla Nazionale. Una tripla presenza che fa sognare gli amanti dei numeri ricorrenti, spesso ritenuti segno di “energia persistente”.

Anche il 69 e il 35 si ripetono su più ruote, confermando una serata dove la sincronia numerica sembra dominare l’estrazione.

 Tutti i Numeri del Lotto di Oggi

  • Bari: 32 – 65 – 71 – 85 – 34

  • Cagliari: 57 – 35 – 60 – 27 – 59

  • Firenze: 25 – 69 – 54 – 55 – 03

  • Genova: 02 – 18 – 53 – 83 – 79

  • Milano: 19 – 02 – 60 – 13 – 83

  • Napoli: 87 – 35 – 78 – 04 – 69

  • Palermo: 46 – 40 – 55 – 25 – 71

  • Roma: 14 – 23 – 28 – 62 – 01

  • Torino: 78 – 08 – 04 – 03 – 63

  • Venezia: 41 – 17 – 16 – 49 – 42

  • Nazionale: 83 – 08 – 03 – 67 – 86

 10eLotto: Numeri Vincenti e Doppi Colpi d’Oro

I numeri vincenti del 10eLotto sono:
02 – 08 – 14 – 17 – 18 – 19 – 23 – 25 – 32 – 35 – 40 – 41 – 46 – 57 – 60 – 65 – 69 – 71 – 78 – 87

Numero Oro: 32
Doppio Oro: 32 – 65

Anche qui, la magia del 32 continua: numero fortunato della serata, si lega al 65 per un “Doppio Oro” che potrebbe aver fatto brillare più di un biglietto vincente.

 Curiosità dell’Estrazione

  • Il 32, oltre a essere Numero Oro, è uscito per primo su Bari: un segno di “nuovo inizio” per chi crede nella simbologia numerica.

  • Il 83 domina su tre ruote, evento non frequentissimo che solitamente anticipa vincite importanti nelle combinazioni successive.

  • Il 69, numero dell’armonia e dell’equilibrio, fa capolino su Napoli e Firenze, due ruote che storicamente portano fortuna ai giocatori più fedeli.

  • L’accoppiata 35-69 ricorre più volte: in molti la considerano una combinazione “magnetica”.

Un’estrazione che ha tutto: coincidenze numeriche, ripetizioni misteriose e colpi d’Oro capaci di accendere la speranza di una grande vincita.
Il Lotto e il 10eLotto di oggi ci ricordano che, tra numeri e fortuna, ogni estrazione può nascondere una storia sorprendente.

Napoli, “Botti” illegali pugno di ferro della Prefettura: quasi metà delle fabbriche di fuochi è irregolare

Napoli – Un giro di vite senza precedenti contro la produzione e la vendita illegale di fuochi d’artificio. È questo il bilancio dell’attività ispettiva condotta dalla Prefettura di Napoli, che ha messo in luce una situazione allarmante: quasi la metà delle fabbriche autorizzate nella provincia opera in violazione delle norme di sicurezza.

I controlli, svolti tra il 2024 e gennaio 2025, hanno portato a pesanti sanzioni e denunce penali.

Il bilancio dei controlli

La Commissione tecnica territoriale per le sostanze esplodenti ha ispezionato tutte le 13 fabbriche autorizzate e oltre 30 esercizi di vendita al dettaglio. I risultati sono stati drastici: per 6 dei 13 opifici, le autorità competenti hanno inviato una notizia di reato alla Procura, riscontrando violazioni così gravi da costituire reato.

Per queste aziende sono scattati provvedimenti di sospensione della licenza da 5 giorni fino a 3 mesi. La stessa sorte è toccata a 16 negozi di vendita, le cui licenze sono state sospese per un periodo variabile tra 15 e 30 giorni.

Strategia per le festività

L’offensiva non si ferma qui. In vista delle imminenti festività natalizie, un vertice del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenutosi il 7 novembre ha pianificato una strategia coordinata.

Attorno al tavolo, presieduto dal Prefetto Michele di Bari, sedevano i vertici delle Procure di Napoli, Torre Annunziata, Nola e Napoli Nord, insieme ai comandanti di Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie Locali. L’obiettivo è creare un fronte comune per intensificare i controlli sulla produzione, il commercio e la detenzione di materiale pirotecnico.

Tolleranza zero

La Prefettura assicura che le verifiche proseguiranno a tappeto nei prossimi mesi, sia nelle fabbriche che nei negozi. Lo scopo è duplice: garantire il pieno rispetto delle normative per prevenire rischi all’incolumità pubblica e contrastare l’economia illegale che prospera attorno a questo settore.

Il messaggio è chiaro: tolleranza zero verso chi mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini per profitto, con un’attenzione particolare alla tutela della salute, dell’ambiente e degli animali.

Elezioni Campania, colpo di scena: Maria Rosaria Boccia torna in corsa

Napoli – A poco più di una settimana dal suo passo indietro, Maria Rosaria Boccia ribalta il tavolo e annuncia il suo ritorno nella competizione elettorale per la Regione Campania.

La candidata, figura di punta nello schieramento guidato dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, aveva comunicato il suo ritiro lo scorso 5 novembre, in seguito alla notifica di un secondo avviso di garanzia legato alla vicenda Sangiuliano. Una decisione che oggi viene completamente rivista.

Dalla tempesta alla nuova consapevolezza

“Ci sono momenti in cui la vita impone una pausa, e altri in cui, con coraggio e amore, si sceglie di riprendere il cammino”, ha dichiarato la Boccia, motivando la sua scelta.

“Oggi torno a farlo, con la passione di sempre e una nuova consapevolezza: quella di chi ha attraversato la tempesta e ha deciso di trasformarla in forza”. Parole che segnano una netta inversione di rotta, alimentata, a suo dire, dal sostegno ricevuto.

Il ruolo di Bandecchi e il sostegno popolare

Un ruolo cruciale in questo ripensamento sembra averlo giocato proprio il leader del suo schieramento. “Ringrazio di cuore Stefano Bandecchi, che con rispetto e fiducia ha condiviso ogni mia scelta, sostenendomi senza mai impormi nulla”, ha spiegato la candidata. A questo si aggiunge la spinta emotiva arrivata dalla base: “La sua vicinanza e la forza delle tante persone che mi hanno mostrato affetto sincero mi hanno spinta a rimettermi in gioco”.

L’appuntamento per ripartire

La missione politica riparte con un obiettivo chiaro: “Contribuire a costruire una regione che offra opportunità, dignità e benessere a tutti”. Per ufficializzare il suo rientro in campo, Maria Rosaria Boccia terrà una conferenza stampa domani, alle ore 14:30, presso il Gran Caffè NAPOLI a Castellammare di Stabia. Al suo fianco ci sarà lo stesso Stefano Bandecchi. “È tempo di ricominciare, insieme”, ha concluso la Boccia, lanciando un messaggio di unità e determinazione.