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Superenalotto di oggi : il 45 per Jolly e Superstar. Tutte le quote

L’estrazione di oggi del Superenalotto (concorso n.182) ha offerto agli appassionati un mix di curiosità e colpi di scena numerici. La prima riguarda la combinazione vincente, che presenta una rara “accoppiata alta”: 72 e 73, due numeri consecutivi nella fascia alta del tabellone che non compaiono spesso insieme. Non solo: il numero Superstar e il Numero Jolly coincidono – entrambi 45. Una coincidenza che statisticamente attira sempre l’attenzione degli appassionati.

Ma niente “6” e niente “5+1”. Tuttavia, quattro giocatori hanno centrato il “5”, portando a casa una vincita di 32.526,08 euro ciascuno. Il jackpot sale a 78.400.000 euro.

 

Combinazione vincente – Concorso n.182

Numeri estratti: 26 – 38 – 43 – 46 – 72 – 73

Numero Jolly: 45

Numero Superstar: 45

Tutte le quote del Superenalotto di oggi

Superenalotto

Punti 6: 0 – € 0,00

Punti 5+1: 0 – € 0,00

Punti 5: 4 – € 32.526,08

Punti 4: 282 – € 474,53

Punti 3: 12.539 – € 31,91

Punti 2: 196.119 – € 6,31

Superstar

6 Stella: 0 – € 0,00

5+ Stella: 0 – € 0,00

5 Stella: 0 – € 0,00

4 Stella: 2 – € 47.453,00

3 Stella: 72 – € 3.191,00

2 Stella: 1.011 – € 100,00

1 Stella: 6.546 – € 10,00

0 Stella: 16.611 – € 5,00

Seconda Chance

Vincite da 50 euro: 76 – € 3.800,00

Vincite da 3 euro: 11.442 – € 34.326,00

Totale vincite Seconda Chance: 11.518

WinBox

WinBox 1: 1.598 – € 39.950,00

WinBox 2: 190.986 – € 388.420,00

Totale vincite WinBox: 192.584

Napoli, l’ombra del femminicidio dietro la morte violenta di Nunzia Cappitelli

Napoli – Si fa sempre più concreta l’ipotesi del femminicidio per spiegare la morte di Nunzia Cappitelli, 51 anni, trovata senza vita nella sua abitazione di piazza Sant’Alfonso, a Marianella, nella periferia nord di Napoli.

Una vicenda che riaccende drammaticamente i riflettori sulla violenza di genere, fenomeno che continua a colpire e uccidere donne in ogni angolo del Paese.

Nel tardo pomeriggio di oggi, gli agenti della Polizia di Stato sono intervenuti nell’appartamento della donna dopo la segnalazione di un amico, preoccupato perché Nunzia non rispondeva da giorni. La 51enne era molto attiva su TikTok, dove pubblicava video ironici e leggeri: l’ultimo risale a due giorni fa, poi il silenzio.

All’interno della casa, i poliziotti hanno trovato il corpo senza vita della donna. Sul pavimento, accanto al cadavere, una bottiglia di vetro in frantumi e una ferita alla testa.

Elementi che non escludono l’intervento di terzi e aprono la strada a diverse ipotesi, compresa quella di un’aggressione. Resta da chiarire se l’oggetto possa essere stato usato come arma o se si sia rotto durante una caduta accidentale.

La dinamica è ora al vaglio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, del Commissariato Chiaiano e della Squadra Mobile, che stanno ricostruendo le ultime ore di vita della donna. La Polizia Scientifica ha effettuato un lungo sopralluogo per raccogliere ogni possibile traccia utile alle indagini.

La Procura ha disposto l’autopsia, che dovrà stabilire con precisione le cause della morte. Nessuna pista viene esclusa al momento, neanche quella – ancora tutta da verificare – di un tragico incidente domestico. Intanto gli investigatori hanno ascoltato i vicini e il compagno della donna, da cui Nunzia risultava divorziata.

 Il compagno dal quale era divorziato aveva alcune denunce per maltrattamenti

Si tratta di un uomo più giovane di lei nei confronti del quale risulterebbero alcune denunce per maltrattamenti. L’uomo sarà risentito nelle prossime ore, anche alla luce dell’autopsia già disposta dal magistrato.

Una morte che lascia interrogativi pesanti e che, mentre si attendono risposte dagli esami e dagli inquirenti, rientra nell’ombra lunga della violenza sulle donne: una ferita ancora aperta che continua a lacerare la società italiana.

Pozzuoli, tolleranza zero al porto: scatta il maxi-blitz interforze

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Pozzuoli – Mattinata di controlli a tappeto nell’area portuale di Pozzuoli, dove ieri è andata in scena un’operazione straordinaria interforze per contrastare l’illegalità diffusa.

Gli agenti del Commissariato locale, affiancati da personale della Capitaneria di Porto, dei Carabinieri e della Polizia Municipale, hanno passato al setaccio la darsena e le banchine, con un obiettivo chiaro: ripristinare la legalità, dalla vendita di prodotti ittici senza regole fino al parcheggio indisciplinato.

Pesce illegale e multe ai pescherecci

Il bilancio dell’operazione è significativo. L’attenzione si è concentrata soprattutto sul commercio abusivo, un fenomeno che mette a rischio tanto l’economia legale quanto la salute dei consumatori. Un venditore è stato sanzionato e circa 40 kg di pesce, privi di tracciabilità e pronti per essere venduti illegalmente, sono stati sequestrati.

Durante i controlli sono state identificate 16 persone e ispezionate 8 imbarcazioni da pesca; per due di queste sono scattate sanzioni amministrative a causa di irregolarità riscontrate nella composizione dell’equipaggio.

Raffica di sanzioni per sosta selvaggia

L’indisciplina ha riguardato anche gli automobilisti. L’operazione ha infatti voluto dare un segnale forte contro la sosta selvaggia che congestiona l’area portuale. Sono stati ben 20 i veicoli sanzionati perché parcheggiati in divieto nei pressi della darsena dei pescatori.

A queste si aggiungono altre 4 violazioni al Codice della Strada contestate durante i controlli, tra cui la guida con veicoli privi di copertura assicurativa e revisione periodica. L’intervento riafferma l’impegno delle forze dell’ordine per garantire sicurezza e rispetto delle regole in un’area strategica della città.

Estrazioni del Lotto e numeri vincenti 10eLotto di oggi 14 novembre

Oggi, venerdì 14 novembre 2025, si sono tenute le estrazioni regolari del gioco nazionale, con numeri che potrebbero cambiare la vita di qualche fortunato giocatore. Le combinazioni vincenti, estratte sotto il controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Ecco le estrazioni del Lotto di oggi:

BARI 09 52 43 68 73

CAGLIARI 16 44 01 57 28

FIRENZE 41 61 73 30 22

GENOVA 46 56 68 29 74

MILANO 56 43 66 71 65

NAPOLI 36 81 52 24 47

PALERMO 67 72 49 35 84

ROMA 84 48 83 71 07

TORINO 53 45 10 87 05

VENEZIA 46 48 13 49 25

NAZIONALE 16 54 86 83 84

10eLOTTO – Numeri vincenti:

01 09 16 36 41 43 44 45 46 48 52 53 56 61 67 68 72 73 81 84 NUMERO ORO:9 DOPPIO ORO:9 52

Napoli-Atalanta, biglietti vietati ai tifosi lombardi e ai residenti in Germania

NAPOLI – Vietato l’accesso allo stadio “Maradona” per i tifosi lombardi e per i residenti in Germania in occasione della sfida di Serie A tra SSC Napoli e Atalanta, in programma sabato 22 novembre 2025. La misura è stata disposta dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, su indicazione del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, in accordo con la Questura di Napoli, che ha segnalato profili di alto rischio per l’ordine pubblico.

Il divieto di vendita dei biglietti riguarda tutti i residenti nella Regione Lombardia, con l’unica eccezione dei titolari di tessera di fidelizzazione della SSC Napoli sottoscritta prima del 10 novembre 2025. L’analoga restrizione è stata estesa ai residenti in Germania. La decisione rientra nelle misure preventive adottate per garantire la sicurezza dei tifosi e dei cittadini, evitando possibili episodi di tensione legati alla presenza di supporter ospiti.

Le autorità hanno sottolineato l’importanza di rispettare le disposizioni, evidenziando come il provvedimento non abbia l’obiettivo di penalizzare i tifosi, ma di tutelare l’ordine pubblico e la regolare fruizione della manifestazione sportiva.

Pagamenti digitali: Campania arretrata? Un pregiudizio che non regge più

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Per anni la Campania è stata raccontata, spesso da chi la conosce poco, come una regione arretrata, legata solo al contante e diffidente verso le novità tecnologiche. Il classico luogo comune del negoziante che accetta solo banconote, del bar che “non prende la carta”, del mercato rionale dove non esiste altro che monete e spiccioli. La realtà degli ultimi anni, però, è molto diversa e sta smentendo questo stereotipo in modo sempre più evidente.

Passeggiando per le vie del centro di Napoli, per i corsi principali di Salerno, per le strade commerciali di Caserta e Avellino, è ormai normale vedere POS ovunque, QR code sul bancone, cartelli che indicano la possibilità di pagare con carta o con smartphone. Anche nei piccoli paesi dell’entroterra, dove una volta dominava solo il contante, i pagamenti digitali stanno diventando parte della quotidianità. Non è solo una moda o un obbligo fiscale, ma un vero cambiamento culturale che coinvolge sia i clienti sia i negozianti.

Questo passaggio al digitale non è isolato: si inserisce in un contesto nazionale ed europeo in cui la moneta elettronica sta diventando la norma. Ma in Campania ha un significato particolare, perché va a colpire direttamente quell’immagine di immobilismo che per troppo tempo è stata associata al Sud.

Negozianti campani tra necessità e opportunità

Molti esercenti campani hanno iniziato ad accettare pagamenti digitali quasi per necessità: nuovi obblighi normativi, clienti che chiedono sempre più spesso di pagare con carta, turisti stranieri abituati a non usare il contante. Ma col tempo tanti di loro hanno scoperto che non si tratta solo di un dovere, bensì di una vera opportunità.

Accettare pagamenti digitali significa ridurre il rischio di avere troppo contante in cassa, velocizzare le operazioni alla chiusura, avere uno storico delle transazioni più chiaro e ordinato. Per chi lavora in zone turistiche come la Costiera Amalfitana, il Cilento o le isole del Golfo, significa anche non perdere i clienti che danno per scontato di poter pagare con smartphone o portafogli digitali. All’inizio c’è spesso diffidenza: la paura delle commissioni, il timore di non saper usare bene i dispositivi, l’abitudine a “vedere” materialmente il denaro. Ma una volta superata questa barriera, è difficile tornare indietro.

Anche chi gestisce attività più piccole, come fruttivendoli, pescherie, panetterie di quartiere, sta piano piano introducendo il POS o sistemi di pagamento via app. In molti casi, sono proprio i clienti più giovani a spingere verso questo cambiamento, scegliendo più volentieri i negozi che offrono pagamenti rapidi e moderni.

I metodi di pagamento online più conosciuti

Quando si parla di pagamenti digitali, non si parla più solo del classico “bancomat” o della carta di credito. Ormai esistono molte soluzioni online che permettono di inviare e ricevere denaro in modo semplice, anche da smartphone, e che stanno entrando pian piano nella vita quotidiana anche in Campania.

Il primo nome di cui vale la pena parlare è Skrill. Molti si chiedono cos’è skrill e perché se ne sente parlare sempre più spesso. Skrill è un portafoglio digitale che consente di inviare denaro, riceverlo, effettuare pagamenti online e, in alcuni casi, utilizzare anche una carta fisica collegata al conto. È molto diffuso nel mondo dei pagamenti su internet, specialmente per acquisti su siti internazionali e per chi ha bisogno di movimentare denaro rapidamente senza usare direttamente la propria carta bancaria principale. Per tanti giovani campani che lavorano online, collaborano con aziende straniere o offrono servizi digitali, Skrill è diventato uno strumento pratico per farsi pagare o per gestire pagamenti in valuta estera, sfruttando la semplicità di un conto digitale sempre a portata di mano.

Un altro grande protagonista è PayPal, forse il metodo di pagamento online più noto in assoluto. In Campania, come altrove, è la porta di ingresso per tanti piccoli imprenditori, artigiani, rivenditori su marketplace e privati che vendono oggetti su piattaforme online. PayPal permette di collegare il proprio conto bancario o la propria carta, di pagare online senza condividere ogni volta i dati sensibili e di ricevere denaro in modo immediato. Molte persone che inizialmente diffidavano del commercio elettronico hanno iniziato a fidarsi proprio perché “si paga con PayPal”, percepito come un ulteriore livello di sicurezza. In più, anche chi non ha un negozio fisico ma gestisce un’attività informale, come servizi creativi, ripetizioni o consulenze, può utilizzare PayPal per ricevere pagamenti dai clienti, inclusi quelli che vivono fuori regione o all’estero.

Il terzo grande gruppo di metodi di pagamento riguarda i sistemi collegati direttamente allo smartphone, come Apple Pay, Google Pay e le app bancarie che permettono di pagare con un semplice tap del telefono o con la scansione di un QR code. In Campania, dove l’uso del cellulare è altissimo, questi strumenti hanno trovato terreno fertile, soprattutto tra i più giovani. Nei bar del centro storico di Napoli, nelle pizzerie di tendenza e nei locali della movida, non è raro vedere ragazzi pagare avvicinando il telefono al POS, senza tirare fuori portafogli o carte. Per molti commercianti questo significa offrire un’esperienza di pagamento veloce, in linea con ciò che i clienti vivono quando viaggiano al Nord o all’estero.

Pagamenti digitali e identità del territorio

Il fatto che in Campania i pagamenti digitali si stiano diffondendo non significa perdere le tradizioni o snaturare l’identità del territorio. Al contrario, può diventare un modo per valorizzarla. Pensiamo alle piccole botteghe artigiane dei quartieri storici di Napoli o ai laboratori di ceramica nel salernitano: accettare pagamenti digitali permette loro di vendere non solo ai passanti, ma anche a turisti internazionali che, magari, scoprono il negozio sui social e poi passano a ritirare di persona o si fanno spedire i prodotti a casa.

Anche le sagre paesane, le feste patronali e gli eventi locali possono trarre vantaggio dal digitale. Invece di gestire solo contanti, si possono predisporre casse con POS, sistemi di ticket digitali, pagamenti tramite app. Questo rende più semplice l’organizzazione, riduce il rischio di errori e fa percepire l’evento come moderno e ben gestito, anche agli occhi dei visitatori che arrivano da fuori regione. La Campania resta una terra di relazione, di contatto umano, di chiacchiere al bancone e sorrisi in negozio. I pagamenti digitali non tolgono nulla a questo, ma aggiungono un livello di comodità e sicurezza che oggi è quasi indispensabile per stare al passo con il resto d’Italia e d’Europa.

Perché adeguarsi conviene, soprattutto al Sud

Adeguarsi ai pagamenti digitali in Campania non è solo una scelta tecnologica, è una scelta economica e culturale. Significa aprire le porte a nuovi flussi di denaro, a clienti che acquistano online, a turisti che viaggiano senza contanti, a collaborazioni con aziende e persone che si trovano lontano. Per un negoziante, per un professionista o per un giovane imprenditore del Sud, rifiutare il digitale oggi vuol dire rischiare di restare fuori da una parte importante del mercato.

L’economia del Mezzogiorno non gira più solo attorno al contante, al negozio sotto casa e alle relazioni di quartiere, per quanto restino fondamentali. Sempre più spesso passa anche da un pagamento effettuato con Skrill da un cliente straniero, da una transazione PayPal per un lavoro online svolto da un ragazzo di Napoli, da un acquisto fatto con smartphone da un turista che passeggia sul lungomare di Salerno. Il denaro si muove dove è più semplice spendere e ricevere, e oggi questo significa soprattutto ambienti digitali, rapidi e sicuri.

Per questo, imparare a usare questi strumenti, informarsi, aggiornarsi e superare la diffidenza iniziale è un investimento che ripaga nel tempo. Non è solo una questione di “mettersi in regola”, ma di cogliere l’opportunità di partecipare a un’economia sempre più aperta e interconnessa. In fondo, anche in Campania, adeguarsi ai pagamenti digitali ne vale davvero la pena, perché è anche lì che ormai gira una parte importante dell’economia del Sud.

Il Napoli torna sul mercato: Mainoo e Juanlu Sanchez nel mirino

Il Napoli non si ferma e torna sul mercato per rafforzare una squadra messa alla prova dagli infortuni di De Bruyne e Anguissa. La dirigenza azzurra ha individuato nei profili di Kobbie Mainoo, centrocampista inglese classe 2005, e Juanlu Sanchez, terzino spagnolo del Siviglia, le prime priorità per coprire le lacune emerse in questi giorni.

Dopo un’estate movimentata con nove acquisti per un totale di 208 milioni di euro, il club partenopeo deve ricalibrare le strategie: mentre la fascia destra resta un reparto da potenziare, la necessità immediata è rafforzare il centrocampo. Mainoo, in forza al Manchester, rappresenta il profilo ideale per garantire intensità e qualità, sostituendo efficacemente i giocatori fuori causa.

Sul fronte terzino, Juanlu Sanchez era già stato vicino al Napoli durante l’ultima finestra estiva. Il club azzurro mantiene vivo il dossier, pronto a riaprire la trattativa se le condizioni saranno favorevoli. L’obiettivo è chiaro: arrivare preparati, con contratti e penne pronte, per non farsi sorprendere dagli imprevisti che il calcio moderno riserva continuamente.

Intanto, la società monitora anche altri nomi come Frendrup del Genoa e Norton-Cuffy, giovani profili di prospettiva, in vista di eventuali alternative sul mercato. L’attenzione rimane massima, con l’obiettivo di mantenere la squadra competitiva in tutte le competizioni.

Scampia, sequestrati oltre 1 kg di cocaina: denunciato 56enne per ricettazione

NAPOLI – Proseguono senza sosta i controlli straordinari della Polizia di Stato a Scampia per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti e le attività illecite ad esso collegate. Nella mattinata di ieri, gli agenti della Squadra Mobile hanno effettuato un intervento in largo Baruch de Spinoza, rinvenendo nascosti all’interno di un battiscopa sei involucri contenenti cocaina per un peso complessivo di circa 1,2 kg. La sostanza è stata sequestrata a carico di ignoti.

Nel corso della stessa operazione, la Polizia ha controllato l’abitazione di un 56enne napoletano, trovando cinque computer portatili, un modem, 41 smartphone, 1.116 sim card di vari gestori e cinque carte di debito o credito intestate a diversi soggetti. L’uomo non ha fornito alcuna giustificazione plausibile sul possesso dei dispositivi, venendo quindi denunciato per ricettazione.

L’attività rientra nel più ampio piano predisposto dalla Questura di Napoli per smantellare reti di spaccio e monitorare l’uso illecito di strumenti tecnologici, spesso utilizzati per coordinare traffici di droga e operazioni finanziarie fraudolente. Le indagini proseguono per identificare eventuali collegamenti con altri episodi criminosi sul territorio.

Sequestro e violenza in comunità minori, arrestato 17enne a Caserta

CASERTA – Momenti di terrore in una comunità per minorenni a Portico di Caserta. Un 17enne di origine egiziana ha sequestrato e picchiato un coetaneo, suo connazionale, colpendolo ripetutamente con calci e pugni all’interno di una stanza.

Dopo l’aggressione, il giovane si è dato alla fuga, cercando rifugio in un’altra struttura sempre nel casertano. Grazie a una rapida attività dei carabinieri, il 17enne è stato rintracciato e bloccato nonostante i tentativi di eludere le forze dell’ordine. Ora si trova nel Centro di prima accoglienza di Napoli.

Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. L’episodio ha acceso i riflettori sulla gestione delle comunità per minori e sulla necessità di garantire la sicurezza dei ragazzi ospiti, spesso vulnerabili e in situazioni di fragilità.

Europei 2032, Abodi avverte Napoli: “Stadio Maradona? Il tempo sta finendo”

NAPOLI – Il conto alla rovescia per gli Europei 2032 accelera e il futuro dello stadio Diego Armando Maradona torna al centro del dibattito nazionale. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, lancia un messaggio che suona come un ultimatum: se Napoli vuole essere tra le città che ospiteranno la competizione, Comune e società azzurra devono trovare un’intesa concreta e farlo in tempi strettissimi.

A margine di un evento dedicato alla Coppa America, Abodi ha chiarito che l’iter per la nomina del commissario va avanti, ma che il suo ruolo sarà solo quello di facilitare un percorso politico e operativo che dipende unicamente da amministrazione comunale e club. “Il tempo sta scadendo”, ha ribadito il ministro, ricordando come la finestra utile si stia restringendo di settimana in settimana.

Il tema, però, non riguarda solo gli Europei. Il Maradona, secondo Abodi, è oggi un impianto che racconta più il passato che il futuro. L’esigenza di uno stadio moderno, funzionale, accessibile e capace di accogliere una squadra con ambizioni nazionali e internazionali è un passaggio inevitabile per rilanciare l’intero progetto sportivo cittadino.

Il governo – ha sottolineato il ministro – intende favorire una nuova generazione di impianti, ma la chiave resta la capacità di Comune e SSC Napoli di superare divisioni e sviluppare una visione condivisa. Le due agende, ha detto, finora corrono separate, ma dovranno convergere rapidamente se la città vuole trasformare Euro 2032 da possibilità a realtà.

Napoli, consegnati cinque nuovi alloggi nel Condominio Sociale di San Nicola a Nilo

NAPOLI – Cinque nuove famiglie entrano oggi nel Condominio Sociale di San Nicola a Nilo, il progetto di co-housing avviato nel 2022 dal Comune per offrire una risposta abitativa dignitosa ai nuclei più vulnerabili della città. Gli appartamenti consegnati segnano un passaggio decisivo, perché tra i beneficiari figurano anche persone che per oltre quarant’anni hanno vissuto in strutture dell’Asl Napoli 1 al Frullone, spazi mai pensati per essere abitazioni e diventati nel tempo simbolo di una precarietà ormai insostenibile.

Da Palazzo San Giacomo parlano di un risultato frutto di un lavoro congiunto tra Comune, Prefettura e Azienda sanitaria. La collaborazione con il prefetto Michele di Bari, il Dipartimento di Architettura della Federico II e il progetto europeo Rock the Block ha permesso di consolidare un modello sociale innovativo, che si muove oltre il semplice assegnare un tetto: l’obiettivo è costruire comunità, accompagnare le famiglie verso una piena autonomia e integrare il co-housing nelle nuove politiche urbane previste dal Puc.

Un percorso importante, ma ancora incompleto. A ricordarlo è Rosario Andreozzi, consigliere comunale di Napoli (Avs), che invita a non abbassare la guardia. Per lui questa consegna rappresenta “solo un primo passo” e impone di trovare risposte stabili per tutte le famiglie che vivono negli spazi dell’Asl. Nel suo intervento richiama con forza il carattere inalienabile del diritto alla casa, denunciando una società che tende a schiacciare i più fragili e un governo che – sostiene – preferisce la logica repressiva alla costruzione di soluzioni.

Arzano, tre minorenni arrestati per rapina armata: denunciato anche un 18enne

ARZANO – È durata poco la fuga della baby–banda che, nella notte, aveva assaltato un 25enne di Casoria mentre era fermo in auto lungo corso Salvatore d’Amato. Il giovane, sotto la minaccia di una pistola e di un taser, aveva consegnato i gioielli che indossava e una sigaretta elettronica, mentre i tre aggressori si dileguavano a bordo di un veicolo.

L’allarme lanciato dalla vittima ai Carabinieri della Tenenza di Arzano ha permesso ai militari di intercettare, poche ore dopo, lo stesso mezzo descritto nel racconto. L’auto era parcheggiata in piazza Marconi e a bordo c’erano quattro ragazzi: tre minorenni, di 17, 17 e 16 anni, e un 18enne, tutti residenti ad Arzano. Durante il controllo, uno di loro aveva ancora con sé la sigaretta elettronica rubata. La vittima li ha riconosciuti senza esitazioni come gli autori dell’aggressione.

Le successive perquisizioni nelle loro abitazioni hanno permesso di trovare, nell’appartamento di uno dei minorenni, una pistola a pallini priva di tappo rosso, un rinvenimento che ha aggiunto un ulteriore elemento alle accuse a carico del gruppo.

I tre minori sono stati arrestati e portati al Centro di Prima Accoglienza di Napoli, ai Colli Aminei. Il 18enne è stato denunciato a piede libero. Gli investigatori stanno ora verificando se la banda possa essere coinvolta in altre rapine avvenute nelle ultime settimane nella stessa zona.

Scampia, due pusher catturati dalla polizia

Nel pomeriggio di ieri Scampia è tornata al centro dell’azione delle pattuglie della Polizia di Stato, impegnate in un servizio di controllo del territorio che si è trasformato in un doppio intervento antidroga concluso con l’arresto di due uomini con precedenti specifici.

Il primo episodio si è consumato in via Federico Fellini, dove gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno notato un 46enne di Pozzuoli che, alla vista della volante, ha tentato di dileguarsi correndo tra i palazzi

. La fuga è durata pochi secondi: i poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato, trovandolo in possesso di cinque bussolotti di cobret — eroina trattata chimicamente — per un peso complessivo di circa 5 grammi. Per lui è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio.

 Mini laboratorio della droga in via Labriola

La seconda operazione è scattata poco più tardi a poche strade di distanza. Una pattuglia di polizia del Commissariato Scampia ha intercettato un’auto sospetta in via Labriola: il conducente, un 33enne napoletano già noto alle forze dell’ordine, alla vista degli agenti ha premuto sull’acceleratore dando inizio a un inseguimento ad alta tensione.

Per diversi isolati l’uomo ha messo in pericolo automobilisti e pedoni con manovre azzardate, finché non è stato raggiunto e fermato in via Tancredi Galimberti.

Durante il controllo, gli agenti hanno recuperato 19 involucri di cocaina (circa 10 grammi) e altri 15 di crack (circa 6 grammi) nascosti nell’abitacolo. La perquisizione è poi proseguita nell’abitazione del 33enne, dove i poliziotti hanno rinvenuto ulteriori 20 dosi di cocaina — per circa 9 grammi — un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga, elementi che confermerebbero un’attività di spaccio ben strutturata.

Per lui, oltre all’arresto per detenzione di stupefacenti, è scattata anche la contestazione del reato di resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato inoltre denunciato per guida senza patente, una violazione già commessa nei due anni precedenti.

Entrambi gli indagati sono stati condotti in arresto in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Napoli, donna trovata morta in casa: si indaga per femminicidio

Una donna di 51 anni è stata trovata morta nel quartiere di Piscinola. Dovrebbe trattarsi dell’ennesimo femminicidio.

Il corpo della donna è stato triovata nella sua abitazione di piazza Sant’Alfonso, nel quartiere. Sul posto è arrivata la polizia che ha avviato le indagini. Secondo quanto si apprende potrebbe trattarsi di un femminicidio perché sul corpo ci sono segni che riconducono a una possibile morte violenta.

La dinamica di quanto accaduto è in fase di ricostruzione da parte degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, del Commissariato Chiaiano e della Squadra Mobile. Gli esperti stanno analizzando la scena del crimine e cercando tutte le tracce utili sia a ricostruire quanto accaduto sia a risalire all’eventuale colpevole.

Carceri in Campania al collasso, l’allarme di Ciambriello: “Una bomba sociale a miccia corta”

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In Campania oltre 7.700 detenuti per 5.500 posti. Il Garante campano: “Troppa custodia cautelare e pene alternative insufficienti. Il Governo agisca come fatto in passato”

Napoli – La situazione delle carceri italiane, e in particolare di quelle campane, è un’emergenza che rischia di esplodere. A lanciare l’allarme è Samuele Ciambriello, Garante dei detenuti della Regione Campania e Portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti, che definisce il sistema penitenziario “una bomba sociale a miccia corta”. I numeri confermano un quadro critico: a fronte di una capienza reale di 5.500 posti, in Campania sono presenti 7.751 detenuti.

Il problema, secondo Ciambriello, risiede in un uso eccessivo della carcerazione preventiva. A livello nazionale, su 63.493 detenuti per 45.000 posti disponibili, quasi 10.000 (9.730) sono in attesa di primo giudizio. Di questi, 1.308 si trovano negli istituti campani. “Occorrerebbe meno custodia cautelare per reati non gravi e più misure alternative per chi ha una pena sotto i quattro anni”, sottolinea il Garante.

La denuncia si trasforma in un appello diretto al Governo. Ciambriello evidenzia come circa 8.000 detenuti in Italia, di cui 900 in Campania, debbano scontare meno di un anno. “Perché tenerli dentro?”, si chiede, proponendo una misura deflattiva. “Il Governo di centro-destra dovrebbe avere il coraggio di fare ciò che il Governo Berlusconi ha fatto nel 2003 e nel 2010, specialmente quest’anno, nell’anno del Giubileo della Misericordia”.

Il carcere, nelle parole del Garante, si manifesta sempre più come una “discarica sociale”, un “ospizio per poveri” dove si concentrano fragilità e disagio. I dati lo dimostrano: in Italia sono presenti 20.000 detenuti stranieri (959 in Campania), 17.000 tossicodipendenti (1.704 in Campania) e 4.200 persone con sofferenza psichica, spesso già in cura prima della detenzione (400 in Campania).

“Il carcere è l’emblema della disuguaglianza e la rappresentazione pratica della mancata applicazione della Costituzione”, conclude Ciambriello. La mancanza di attività lavorative e di reinserimento alimenta un ozio forzato che aggrava la tensione. Il suo ruolo, ribadisce, è quello di vigilare perché alle persone private della libertà non venga mai sottratta la dignità, promuovendo iniziative che tutelino i diritti umani e favoriscano l’umanizzazione della pena.

Processo Vassallo: “Non è più tempo di silenzi”, le accuse del pm

Salerno – Nel processo per l’omicidio di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore di Pollica assassinato il 5 settembre 2010 con nove colpi di pistola, si è consumato un nuovo e drammatico capitolo.

La mattina dell’udienza, presso il Tribunale di Salerno, il Pubblico Ministero ha pronunciato parole destinate a pesare come macigni sulla credibilità delle istituzioni:“Non abbiamo trovato omertà, ma mancanza di umanità.”

Una frase che va oltre il profilo tecnico di un’inchiesta, trasformandosi in una vera e propria denuncia morale rivolta allo Stato e ai suoi apparati. Una constatazione che riapre ferite mai rimarginate e che richiama alla memoria le troppe zone d’ombra, le omissioni, i ritardi che hanno segnato la ricerca della verità sulla morte di un amministratore che aveva fatto della legalità la sua bandiera.

Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. Si tratta del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo; l’imprenditore Giuseppe Cipriano; l’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso, del clan omonimo di Scafati, accusato di aver orchestrato un depistaggio coinvolgendo lo stesso Cagnazzo; l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi, ritenuto vicino al clan Fucito.

La Fondazione: “Lo Stato mostri umanità, quella che è mancata per Angelo”

La reazione della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore è immediata e carica di indignazione.Il Presidente Dario Vassallo, fratello di Angelo, rompe il velo di sopportazione accumulato in quattordici anni di attesa:

“Non è più tempo di silenzi. La nostra terra, i cittadini e la memoria di Angelo meritano rispetto. Angelo è stato lasciato solo, prima e dopo la sua uccisione. Il Sistema Cilento ha imbrigliato anche le coscienze. Lo Stato dimostri umanità e responsabilità.”

Per la Fondazione, quella frase del PM non è un semplice rilievo investigativo: è il riconoscimento che la solitudine istituzionale di Angelo non è frutto del caso, ma di un clima che ha permesso che vicende gravi — come il traffico di droga che lo stesso Vassallo denunciava — potessero proseguire indisturbate.

Dario Vassallo chiede che lo Stato compia finalmente un passo deciso:“Serve un segnale concreto: accelerare le indagini e far arrivare la giustizia senza ulteriori ritardi. Inerzia e silenzi non possono più calpestare chi ha sacrificato tutto per il bene comune.”

“Il Sistema Cilento è uno Stato nello Stato”

Alle parole di Dario si aggiunge la voce del Vicepresidente della Fondazione, Massimo Vassallo, che rilancia l’allarme: “Il Sistema Cilento, come lo abbiamo definito, è uno Stato nello Stato. La Commissione Antimafia e il Comitato istituito devono proseguire il loro lavoro con rapidità. Non c’è più tempo da perdere: comunità, legalità e memoria sono in gioco.”

Una presa di posizione netta che mira a scongiurare nuovi ritardi, nuove omissioni, nuovo silenzio.La presenza in aula: non un rito, ma un atto di vigilanza civile

La Fondazione conferma che seguirà ogni singola udienza, giorno dopo giorno.
Non per un atto simbolico, ma per garantire che la giustizia non si riduca a una procedura spersonalizzata:“La giustizia è un dovere morale e civico verso la comunità. La verità non può attendere oltre.”

Una vicenda che pesa sulla coscienza del Paese

L’omicidio di Angelo Vassallo non è solo un caso giudiziario: è una ferita aperta nel rapporto tra cittadini e Stato. Un sindaco che con le sue scelte — contro l’abusivismo, contro gli interessi criminali, per la tutela della costa, per la trasparenza amministrativa — si era inimicato chi vedeva nella legalità un ostacolo alle proprie strategie.

Oggi, a distanza di anni, le parole del PM rimbalzano come un’accusa al vuoto di responsabilità che ha circondato l’intera vicenda.

Perché la verità non è soltanto un diritto dei familiari: è un debito dello Stato verso un servitore pubblico che ha pagato con la vita il suo impegno.

Furto tra i rifiuti a Salerno: scoperti mentre rovistano nei sacchetti della differenziata

Blitz notturno della Municipale: due denunce e quattro persone identificate. Recuperata refurtiva già sottratta. Il fenomeno torna a colpire dopo le segnalazioni dei residenti

Rovistare tra i sacchetti dell’immondizia in cerca di oggetti da rivendere o riutilizzare è diventato un problema che sta riemergendo nelle strade di Salerno.

Nella notte tra giovedì e venerdì, il Nucleo operativo ambientale della Polizia Municipale ha condotto un’operazione mirata che ha portato alla denuncia di due persone e all’identificazione di altre due, accompagnate in questura per ulteriori verifiche.

L’intervento ha permesso anche di sequestrare materiali già sottratti dalle buste della raccolta differenziata, destinate al ritiro da parte di Salerno Pulita. Gli agenti hanno sorpreso i responsabili mentre aprivano sistematicamente i sacchetti lasciati in strada dai cittadini, alla ricerca di oggetti di valore o rivendibili.

(h3)Il ritorno di un fenomeno già noto

L’operazione della Municipale non è casuale. Nelle ultime settimane erano aumentate le segnalazioni da parte dei residenti, che avevano notato la ripresa del fenomeno in diverse zone della città. I quartieri più colpiti risultano essere Carmine, Torrione e Mercatello, dove i sacchetti vengono regolarmente violati prima del passaggio degli operatori ecologici.

Il blitz notturno si inserisce in un più ampio piano di controllo volto a garantire la sicurezza e il decoro urbano. Le autorità puntano a contrastare non solo il danneggiamento della raccolta differenziata, ma anche possibili traffici illegali di materiali sottratti.

La Polizia Municipale ha fatto sapere che proseguiranno i controlli nelle zone più sensibili, invitando i cittadini a continuare a segnalare episodi sospetti per tutelare l’ambiente urbano e la corretta gestione dei rifiuti.

Arzano, oltre 134 cani non più in canile grazie al lavoro della Polizia locale

Arzano – É da diversi anni che si sta lavorando ad Arzano per il benessere degli animali con salvataggio di ogni specie con recuperi dalla strada e dal canile. Alla data di insediamento del comandante della polizia locale, colonnello Biagio Chiariello, la tematica “canile” passò dall’Area Ambiente dell’Ente alla Polizia Locale.

I cani presenti al rifugio erano circa 230 e grazie ad un costante censimento e monitoraggio passando a raggi x il canile, con attuazione delle regole della trasparenza negli accalappiamenti , collocazione in canile, microchippature, i risultati hanno portato ad avere, ad oggi, circa 96 cani rispetto ai precedenti 230.

Il merito è dovuto alla determinazione del comandante della polizia locale, dr. Chiariello, che oltre ad essere animalista e a monitorare con i suoi uomini gli ingressi e le uscite dei pelosi dal canile, portò ad un corposo fascicolo alla Procura della Repubblica evidenziando quanto avveniva sul tema .

Da allora una “priorità ” che si chiama “adozione” come quella effettuata con 3 cagnolini trovati in strada, ed affidati a famiglie di Arzano, proprio grazie all’attività degli agenti, a seguito di rinvenimento.

I risparmi

Ad oggi il risparmio ammonta a complessive euro 293mila all’anno considerato che secondo le tariffe regionali un cane costa al giorno complessive 6 euro .Tutto questo a vantaggio delle case comunali e delle tasche dei contribuenti arzanesi.Il messaggio che fanno pervenire dal Comando é ” Adottate, adottate, adottate!”.

 P.B.

Napoli, don Mimmo Battaglia, pranza alla mensa del Carmine nella giornata mondiale dei poveri 

Napoli, – In un mondo che corre troppo veloce, dove l’indifferenza è il vero nemico dei deboli, la IX Giornata Mondiale dei Poveri irrompe come un richiamo urgente alla fratellanza.

Domenica 16 novembre, Caritas Napoli e i padri Carmelitani aprono le porte della Basilica di Maria SS. del Carmine Maggiore per un evento che va oltre la carità: un pranzo comunitario con il cardinale don Mimmo Battaglia, pronto a sedersi a tavola con chi la vita ha relegato ai margini.

Voluta da Papa Francesco, questa giornata non è solo un rituale annuale, ma un monito globale: “Fermiamoci a guardare negli occhi chi soffre”, ha ripetuto il Pontefice. A Napoli, l’appello si traduce in gesti concreti, capaci di tessere fili invisibili tra ricchi e poveri, tra chi dà e chi riceve.

Il programma è semplice, ma carico di simbologia: alle 11.30, una Celebrazione Eucaristica animerà la Basilica in Piazza Carmine, con preghiere e riflessioni che invitano a riscoprire il volto di Cristo nei più fragili. Poi, alle 13.00, il clou: un pranzo condiviso nel Chiostro della Basilica, dove ospiti della mensa, volontari di Caritas e il cardinale Battaglia romperanno il pane insieme.

Non un gesto filantropico isolato, ma un ponte verso la dignità umana, in un’epoca di disuguaglianze galoppanti.”Questa Giornata ci chiama a vedere Cristo nel fratello che busserebbe alla nostra porta”, spiega suor Marisa Pitrella, direttrice di Caritas Napoli, con la voce intrisa di passione.

“Condividere la mensa con don Mimmo non è solo un pranzo: è la Speranza che si fa carne, un’azione che parte dall’incontro e arriva dritta al cuore. In un città come Napoli, ferita ma generosa, è il modo migliore per dire che nessuno è solo”.

Mentre la data si avvicina, l’attesa cresce: saranno centinaia i partecipanti, tra fedeli, senzatetto e attivisti sociali, uniti in un coro di solidarietà. Un’opportunità per Napoli di mostrare al mondo che la povertà non è destino, ma sfida da vincere a mani nude – o, meglio, a tavola condivisa.

Napoli, dentro il clan invisibile: la nuova cupola degli Amato-Pagano

Napoli – Le recenti indagini della Direzione Distrettuale Antimafia hanno ricostruito la rete di affari che, da Melito a Dubai, ha garantito al clan Amato-Pagano un ruolo da protagonista nel mercato europeo della cocaina.

La collaborazione di Imperiale e le recenti dichiarazioni dei nuovi pentiti hanno dato un nome e un volto al potere nascosto degli Amato-Pagano.

Ma, come scrive un investigatore in una delle: “Gli Amato-Pagano non muoiono mai, cambiamo solo indirizzo“

L’arresto di Antonio Pompilio, detto ’o Cafone, ha segnato la fine di un’epoca per il clan Amato-Pagano.

Era lui, secondo tutti i collaboratori, l’uomo che aveva retto la struttura negli anni più difficili, quando le microspie negli appartamenti di Melito e Mugnano avevano svelato troppo, e la DIA era ormai dentro le stanze segrete del clan.

Ma il potere, nella galassia degli Amato, non si disperde: si sposta, cambia pelle, attraversa confini e generazioni.

L’ombra di Debora

Nella rete di racconti dei pentiti, Amato Debora resta una figura centrale. Non solo moglie di Mimmo, ma reggente effettiva: una donna capace di imporsi con lo sguardo e di tenere in pugno uomini cresciuti nella violenza.
“Era lei che decideva – raccontano – insieme al marito. Tutti la temevano.”

Dopo l’arresto di alcuni storici referenti, Debora avrebbe gestito i contatti con la Spagna, controllando il flusso di denaro e verificando i conti familiari. L’incontro di Barcellona, nell’estate 2023, resta uno dei momenti simbolo di questa fase: una trattativa dentro la diaspora del clan, tra sospetti e mediazioni, mentre la cocaina continuava a muoversi dai porti iberici fino alle piazze napoletane.

Le crepe interne

Ma la paura di Pompilio – quella di essere ucciso dai suoi stessi alleati – non era infondata.
Il collaboratore D’Ambrosio lo conferma: il Cafone era diventato scomodo, troppo potente, troppo vicino ai soldi e agli affari internazionali.

Il gruppo di Mugnano, con Bocchetti Enrico in testa, non gli perdonava la rivelazione sulla “società” di stupefacenti che aveva permesso a pochi di arricchirsi fuori dai circuiti ufficiali del clan.

Gli investigatori parlano di una frattura economica e generazionale: da un lato i vecchi uomini legati alla linea Amato-Raffaele, dall’altro i giovani affiliati cresciuti tra le nuove rotte del narcotraffico, più interessati ai contatti con i broker stranieri che alle regole del clan.

La madre del Cafone e la “cassa fantasma”

A rendere più evidente il crollo del vecchio ordine è un episodio apparentemente marginale, ma emblematico.
Poco prima dell’arresto di Pagano Rosaria, racconta il pentito Sabev Tsvetan, si presentò a lui la madre di Pompilio, chiedendo un favore: intercedere presso la Pagano perché contattasse Imperiale, che doveva restituire una somma di denaro – tra i 200 e i 300 mila euro – appartenente al figlio.

La risposta di Rosaria Pagano fu gelida:”non mi interessa della cafona” .Un rifiuto che suonava come una condanna definitiva, la rottura formale tra due famiglie un tempo inseparabili.

Un clan in trasformazione

Le dichiarazioni dei collaboratori – da Imperiale a Carbone, da D’Ambrosio a Sabev – offrono oggi agli inquirenti un mosaico completo del clan: gerarchie, flussi di denaro, canali di droga e strategie di sopravvivenza.

Dopo l’arresto di Pompilio, la leadership si è frammentata. Al vertice si alternano figure di secondo piano, reggenti “a tempo” che controllano porzioni di territorio e mantengono i contatti con i fornitori esteri.

La forza degli Amato-Pagano, tuttavia, non è mai stata solo nella violenza. È nella capacità di rigenerarsi, di spostare la base economica dove lo Stato ancora fatica a colpire: in Spagna, in Olanda, negli Emirati.

Oggi gli investigatori parlano di una “nuova cupola invisibile”, un sistema fluido in cui i vecchi nomi – Amato, Pagano, Liguori, Pompilio – lasciano spazio a figli, cognati e giovani broker digitali. Un clan meno appariscente, ma ancora dentro i circuiti del grande narcotraffico internazionale.

7.continua