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Casavatore, assegnato il premio Dario Scherillo

Casavatore –  “Gli studenti si sono avvicinati in modo autentico ad una pagina dolorosa della storia del territorio, trasformandola con i loro interventi in un occasione di impegno civile – ha affermato l’assessore del Pd Elsa Picaro -. “Insieme abbiamo fatto memoria di Dario, perché nessuno venga dimenticato e perché la lotta all’ illegalità non sia mai solo una parola, ma un impegno quotidiano.

Il giudice Nicola Graziano, ci ha lasciato un messaggio che vibra dentro: la libertà è il bene più prezioso che abbiamo, e ha invitato gli studenti a sentirsi parte attiva del cambiamento, protagonisti consapevoli del futuro. Oggi Casavatore ha scelto, ancora una volta, di stare dalla parte della memoria e ringrazia la famiglia Scherillo per aver trasformato la loro ferita più grande in impegno, testimonianza e amore per la legalità. Un giorno che rimarrà nel cuore della nostra comunità”.

Ad intervenire e ringraziare il primo cittadino Fabrizio Celaj, Pasquale Scherillo. “Il posto giusto è quel Luogo in cui ognuno di noi si sente a casa, e Casavatore è casa per la famiglia Scherillo. E’ doveroso e bello che Dario venga celebrato nel suo paese, a casa sua.

È parte della storia di questo territorio, simbolo di riscatto di tanta brava gente. Grazie a chi ha creduto nel progetto, a chi ha scelto di fare memoria, a chi ha deciso che la storia del suo concittadino Dario venisse raccontata, impressa e tramandata. Un posto giusto, pertanto, è la sala consiliare gremita di ragazzi.

P.B.

Malore al Supermercato, muore a 57 anni. Sui social il ricordo di Luigi Guerriero grande tifoso del Napoli

Un malore improvviso, in un pomeriggio qualunque, ha spezzato la vita di Luigi Guerriero, 57 anni, da trent’anni residente a Giussano. L’uomo si è sentito male il 30 novembre mentre si trovava in un supermercato della zona.

I soccorsi sono stati immediati: il trasferimento in elisoccorso all’ospedale di Varese lasciava sperare, ma il quadro clinico è precipitato rapidamente. Per Guerriero non c’è stato nulla da fare: un infarto fulminante lo ha portato via in poche ore.

La notizia della sua scomparsa ha scosso profondamente l’intera comunità. Accanto a lui, in questo momento di dolore immenso, restano la moglie Vera, i figli Giusy e Stefano, la mamma Giuseppina, i fratelli e la sorella. Una famiglia devastata, ma capace di compiere un ultimo gesto di grande generosità: la donazione delle cornee, nel rispetto dell’indole altruista che aveva sempre contraddistinto Luigi.

Originario di Torre Annunziata, Guerriero aveva portato a Giussano la sua schiettezza partenopea e una solarità che contagiava. Amante della vita, delle risate, delle serate con gli amici, era un uomo “che non si poteva non voler bene”, raccontano in molti. Sempre pronto alla battuta, anche un po’ irriverente, capace di mascherarsi da donna pur di strappare un sorriso ai suoi cari: un vero “vulcano”, come lo definiscono gli amici di sempre.

Tra le sue passioni più grandi, il Napoli. Seguiva ogni partita, leggeva quotidiani sportivi, commentava azioni e calciatori con entusiasmo travolgente. Per questo, nell’ultimo saluto, gli è stata posata al collo la sciarpa azzurra, simbolo di un amore calcistico che non lo ha mai abbandonato.

Alla gioia della sua presenza si affiancavano altre passioni: la motocicletta, la pesca, il mare. E il lavoro, che affrontava con serietà e dedizione nella ditta Adler di Desio, dove si occupava di rivestimenti per interni di automobili. Anche lì, come ovunque, era benvoluto da tutti.

In tantissimi hanno voluto accompagnarlo nell’ultimo viaggio, gremendo la basilica di Giussano per i funerali celebrati mercoledì. L’abbraccio di una città intera per salutare un uomo che, fino all’ultimo, ha saputo donare vita e sorrisi.

Un malore improvviso, in un pomeriggio qualunque, ha spezzato la vita di Luigi Guerriero, 57 anni, da trent’anni residente a Giussano. L’uomo si è sentito male il 30 novembre mentre si trovava in un supermercato della zona.

I soccorsi sono stati immediati: il trasferimento in elisoccorso all’ospedale di Varese lasciava sperare, ma il quadro clinico è precipitato rapidamente. Per Guerriero non c’è stato nulla da fare: un infarto fulminante lo ha portato via in poche ore.

La notizia della sua scomparsa ha scosso profondamente l’intera comunità. Accanto a lui, in questo momento di dolore immenso, restano la moglie Vera, i figli Giusy e Stefano, la mamma Giuseppina, i fratelli e la sorella. Una famiglia devastata, ma capace di compiere un ultimo gesto di grande generosità: la donazione delle cornee, nel rispetto dell’indole altruista che aveva sempre contraddistinto Luigi.

Originario di Torre Annunziata, Guerriero aveva portato a Giussano la sua schiettezza partenopea e una solarità che contagiava. Amante della vita, delle risate, delle serate con gli amici, era un uomo “che non si poteva non voler bene”, raccontano in molti. Sempre pronto alla battuta, anche un po’ irriverente, capace di mascherarsi da donna pur di strappare un sorriso ai suoi cari: un vero “vulcano”, come lo definiscono gli amici di sempre.

Tra le sue passioni più grandi, il Napoli. Seguiva ogni partita, leggeva quotidiani sportivi, commentava azioni e calciatori con entusiasmo travolgente. Per questo, nell’ultimo saluto, gli è stata posata al collo la sciarpa azzurra, simbolo di un amore calcistico che non lo ha mai abbandonato.

Alla gioia della sua presenza si affiancavano altre passioni: la motocicletta, la pesca, il mare. E il lavoro, che affrontava con serietà e dedizione nella ditta Adler di Desio, dove si occupava di rivestimenti per interni di automobili. Anche lì, come ovunque, era benvoluto da tutti.

In tantissimi hanno voluto accompagnarlo nell’ultimo viaggio, gremendo la basilica di Giussano per i funerali celebrati mercoledì. L’abbraccio di una città intera per salutare un uomo che, fino all’ultimo, ha saputo donare vita e sorrisi.

Salerno, lite finisce in omicidio: uomo ucciso in casa. Arrestato 35enne

Salerno  – Una lite scoppiata in un appartamento della zona orientale di Salerno è sfociata nella morte di un uomo di 35 anni. Il dramma si è consumato nella notte in un’abitazione di via Gabriele D’Annunzio, dove, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, un diverbio tra il proprietario di casa e il giovane sarebbe degenerato in una violenta colluttazione.

A fronteggiarsi sarebbero stati il padrone di casa, identificato in Luca Fedele, e la vittima, che si trovava nell’appartamento per motivi ancora da chiarire. Nel corso della discussione, rapidamente trasformatasi in scontro fisico, il 35enne sarebbe stato raggiunto da almeno un pugno, avrebbe perso l’equilibrio, cadendo rovinosamente a terra, e sarebbe morto pochi istanti dopo.

Resta da accertare se il decesso sia stato causato direttamente dal colpo ricevuto o dalle conseguenze della caduta. Sarà l’esame autoptico, disposto dalla Procura di Salerno, a chiarire la dinamica delle lesioni riportate dalla vittima e a stabilire con precisione la causa della morte.

Luca Fedele è stato fermato e posto in stato di arresto con l’accusa di omicidio preterintenzionale. I carabinieri del Comando provinciale di Salerno stanno ricostruendo minuto per minuto quanto accaduto nell’abitazione, ascoltando testimoni, acquisendo eventuali immagini di videosorveglianza della zona e vagliando ogni elemento utile a delineare il quadro dei rapporti tra i due uomini.

Nel corso del sopralluogo, i militari avrebbero rinvenuto sostanze stupefacenti all’interno dell’appartamento. Anche per questo motivo gli investigatori non escludono che alla base del violento diverbio possa esserci una questione legata alla droga, sebbene al momento nessuna ipotesi venga ritenuta definitiva.

La Procura di Salerno coordina le indagini, che puntano a chiarire il movente dell’omicidio, la natura del legame tra vittima e indagato e l’eventuale ruolo della droga nella vicenda. Nelle prossime ore sono attesi ulteriori accertamenti tecnici e l’esito dell’autopsia, che potrebbero fornire risposte decisive su una tragedia consumatasi in pochi istanti tra le mura di casa.

Boscoreale, smontava un’auto rubata nel capannone: in manette 27enne con droga e jammer

Boscoreale – Un vero e proprio laboratorio illegale per lo smontaggio di auto rubate è stato scoperto dai Carabinieri della sezione radiomobile di Torre Annunziata in un capannone di via Merolla, a Boscoreale. L’irruzione ha portato all’arresto di un 27enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre smontava una Volkswagen T-Roc sottratta poche ore prima.

L’operazione si è svolta all’alba, quando i militari hanno fatto irruzione nella struttura cogliendo in flagrante il giovane meccanico del crimine. Il veicolo era già parzialmente smontato, e all’interno del capannone sono emerse prove di un’attività illecita ben organizzata: numerose parti di automobili, probabilmente provenienti da altri furti, e un’attrezzatura completa per lo smantellamento rapido dei veicoli.

Ma le sorprese non sono finite lì. Durante la perquisizione, i Carabinieri hanno rinvenuto due jammer, sofisticati disturbatori di frequenza utilizzati per eludere i sistemi di allarme e antifurto satellitare delle auto. Dispositivi che confermano la professionalità dell’operazione criminale.

A completare il quadro, il sequestro di diverse dosi di hashish e marijuana, che hanno fatto scattare anche l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Il 27enne ora si trova in stato di arresto con le accuse di riciclaggio e detenzione di sostanze stupefacenti, in attesa di giudizio.

L’operazione si inserisce nel più ampio contesto dei controlli intensificati dai Carabinieri sul territorio vesuviano per contrastare il fenomeno dei furti d’auto e delle relative centrali di smontaggio clandestine.

Scontro tra tir e auto, chiuso tratto A2 verso Salerno

Salerno– Un violento schianto tra un autocarro e un’autovettura ha paralizzato stamattina l’A2 “Autostrada del Mediterraneo”, nel tratto in direzione Salerno.

L’incidente, avvenuto nelle prime ore della mattinata, ha costretto alla chiusura totale della carreggiata, generando una pesante interruzione del traffico nel cuore del weekend e creando disagi a migliaia di automobilisti.

Le cause dello scontro, le condizioni dei conducenti e l’entità dei danni materiali sono ancora al vaglio degli investigatori. Sul posto, tuttavia, la scena fotografa la gravità dell’impatto: i mezzi, ancora in sede di rimozione, occupano la carreggiata, rendendo necessaria la chiusura completa del tratto per consentire le operazioni di soccorso e le prime rilevazioni della Polizia Stradale.

Squadre al lavoro e traffico deviato

Immediato l’intervento delle squadre di emergenza dell’Anas, coordinate con gli agenti della Polizia Stradale, per gestire l’emergenza viabilità e tentare di ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile. La situazione, tuttavia, resta critica e si prevedono lunghe code.

Per ovviare al blocco, l’Anas ha diramato un percorso alternativo obbligatorio per tutti i veicoli diretti al capoluogo campano o verso Nord: usare l’uscita di Pontecagnano, immettersi sulla Tangenziale di Salerno e rientrare in A2 allo svincolo di “Salerno Fratte”.

L’invito delle autorità agli automobilisti è di evitare assolutamente l’area se non strettamente necessario, di seguire la segnaletica provvisoria e di mantenersi aggiornati attraverso i canali ufficiali (sito Anas e app di navigazione con allerta traffico). La riapertura della carreggiata è subordinata alla fine delle operazioni di soccorso e sicurezza, con tempistiche ancora non definite.

 

Giugliano, il “cavallo di ritorno” costa caro: 42enne arrestato a Napoli dopo la trappola dei carabinieri

Giugliano  – Il copione è sempre lo stesso: ti rubano l’auto, una settimana dopo ti chiama uno sconosciuto e ti dice «se vuoi rivederla devi pagare». È il classico “cavallo di ritorno”, la piaga che da decenni affligge l’area nord di Napoli.Ma stavolta la vittima, derubata di una Fiat 500L il 28 novembre a Villaricca, non ci sta.

Accetta di trattare i 500 euro richiesti, fissa l’appuntamento e poi corre dai carabinieri della stazione di Giugliano.I militari organizzano in poche ore un servizio mirato. L’incontro è previsto nel rione Don Guanella, zona di Napoli nota per essere terra di camorra. La consegna deve avvenire in modo “anonimo”: soldi in una busta da lasciare su un muretto.

All’appuntamento si presenta un carabiniere in borghese che finge di essere il proprietario. Poggia la busta e attende. Pochi istanti e arriva Ciro Russo, 42 anni, residente nella zona e già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e spaccio.L’uomo, a bordo di un’auto, afferra la busta e prova a dileguarsi.

Ma viene immediatamente bloccato dagli altri militari nascosti lì vicino. Nelle sue tasche il telefono usato per le chiamate estorsive. A poche centinaia di metri i carabinieri trovano anche la Fiat 500L rubata, subito restituita al legittimo proprietario.

Russo è finito in manette con l’accusa di tentata estorsione, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Ora si trova nel carcere di Poggioreale in attesa di convalida. L’operazione, coordinata dalla compagnia di Giugliano, conferma ancora una volta quanto il “cavallo di ritorno” resti un business redditizio e diffuso, ma anche quanto le denunce immediate possano spezzare la catena.

Napoli, rapina e-bike ad adolescente al centro direzionale: arrestato 42enne

Napoli – Nel cuore del centro direzionale di Napoli scatta l’allarme. Un 16enne grida aiuto mentre viene derubato della sua bicicletta elettrica da un uomo armato di coltello. La risposta dei Carabinieri è rapida e decisiva: in pochi minuti il responsabile viene individuato e arrestato.

Tutto accade in pomeriggio tranquillo quando i militari, in pattuglia nella zona, sentono le grida disperate del ragazzo. L’uomo, un 42enne di nome Raffaele Costagliola, aveva già messo le mani sulla e-bike della vittima—un furto che sembrava destinato al successo finché il giovane non lo sorprende sul fatto.

È in quel momento che la situazione precipita. Il rapinatore estrae un coltello e lo mostra al 16enne, minacciandolo. Il gesto è sufficiente: il ragazzo desiste immediatamente, capendo che la sua incolumità vale più di qualsiasi bene materiale.

I Carabinieri], però, non intendono farla franca al malfattore. Dirigendosi verso l’ Isola G9] del centro direzionale, iniziano le ricerche sistematiche. Bastano pochi minuti prima che Costagliola venga avvistato in sella alla bicicletta rubata—un dettaglio che lo tradisce completamente.

Il fermo è immediato. L’uomo viene sottoposto a fermo per rapina aggravata], reato che ne aggrava la posizione proprio per l’uso dell’arma bianca. Sorprendentemente, durante la perquisizione non emerge traccia del coltello—probabilmente gettato per eliminare le prove—ma le testimonianze del giovane e il possesso della bici rubata bastano per certificare la sua colpevolezza.

Costagliola è stato trasferito in carcere], mentre la bicicletta elettrica ritorna al suo legittimo proprietario. Un caso che rispecchia il modus operandi sempre più comune delle rapine lampo nel capoluogo campano.

Schianto mortale a Sala Consilina: investitore positiva al drug test

Sala Consilina –  Un’altra vita spezzata, un’altra tragedia che riaccende i riflettori sulla sicurezza stradale e sull’incoscienza alla guida. È morta così, nella tarda serata di giovedì, Carmela Langone, 74 anni, pensionata residente ad Atena Lucana (SA), vittima di un violentissimo scontro frontale che non le ha lasciato scampo.

L’incidente è avvenuto su una strada interna che collega Atena Lucana a Sala Consilina, una scorciatoia notoriamente trafficata ma disseminata di curve insidiose e restringimenti. La Langone viaggiava a bordo di un’auto insieme alla figlia cinquantenne, quando si è trovata coinvolta in un impatto devastante con un’altra vettura su cui c’erano due ragazzi e una ragazza, tutti del Vallo di Diano.

Il bilancio è apparso subito drammatico per l’anziana donna. Il personale del 118, intervenuto rapidamente sul posto, l’ha stabilizzata e trasportata d’urgenza all’ospedale “Luigi Curto” di Polla. Purtroppo, ogni tentativo di salvarla è risultato vano: la 74enne è deceduta appena arrivata al nosocomio a causa delle gravissime lesioni riportate. Le altre quattro persone coinvolte, inclusa la figlia della vittima, hanno riportato ferite meno serie, ma lo shock per l’accaduto è indescrivibile.

Il quadro della dinamica, su cui stanno lavorando i Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, guidati dal capitano Veronica Pastori, si è aggravato nelle ore successive. È emerso che il giovane conducente dell’altra auto coinvolta è risultato positivo al test per l’uso di cannabinoidi.

Un dettaglio che, se confermato come causa scatenante, aggraverebbe drammaticamente la sua posizione. Per questo motivo, la Procura della Repubblica di Lagonegro ha immediatamente aperto un fascicolo d’inchiesta per Omicidio Stradale.

La salma della signora Langone, madre di due figlie, è stata posta sotto sequestro e si trova nella morgue dell’ospedale di Polla, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli accertamenti del caso. La famiglia della vittima ha affidato la propria tutela legale all’avvocato Michele Galiano.

Sul luogo dell’incidente, per i rilievi e la messa in sicurezza dell’area, sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco, accorsi direttamente dalla cerimonia di Santa Barbara.

Allarme nel Vallo di Diano

Questo tragico evento non è purtroppo un caso isolato. La provincia di Salerno, e in particolare l’area del Vallo di Diano, è stata teatro di numerosi incidenti gravi negli ultimi mesi. Solo pochi giorni fa, sempre ad Atena Lucana, un uomo miracolosamente illeso dopo aver cappottato la sua vettura di grossa cilindrata era risultato positivo sia all’alcol che al drug test, vedendosi ritirare immediatamente la patente e denunciato. Un campanello d’allarme che suona sempre più forte per chi è chiamato a vigilare sulla sicurezza delle nostre strade.

Giugliano, affari all’ombra del clan Mallardo: l’azienda “interdetta” continuava a vendere, scattano i sigilli

Giugliano – Nonostante l’alt imposto dallo Stato per il rischio di infiltrazioni mafiose, gli affari continuavano come se nulla fosse. È una storia di sfida alle istituzioni quella scoperta a Giugliano in Campania, dove un’azienda edile ha proseguito la sua attività di vendita all’ingrosso in aperta violazione di un’interdittiva antimafia.

A mettere fine alla condotta illecita sono stati i Carabinieri del Nucleo Informativo del Gruppo di Castello di Cisterna, al termine di una complessa e mirata attività info-investigativa.

Il profilo dell’indagata e l’ombra del clan

Al centro della vicenda c’è una donna di 46 anni, imprenditrice locale già nota alle forze dell’ordine. Secondo gli accertamenti investigativi, la donna sarebbe ritenuta vicina agli ambienti del clan Mallardo, la potente cosca egemone nell’area a nord di Napoli e confederata nell’Alleanza di Secondigliano. Proprio questi legami e il contesto in cui operava l’impresa avevano fatto scattare i campanelli d’allarme delle autorità, portando all’emissione dei provvedimenti interdittivi.

La sfida ai divieti: attività “fantasma”

Dalle indagini è emerso un quadro di totale insofferenza alle regole. Sull’imprenditrice e sulla sua società pendevano due macigni amministrativi: un’informativa antimafia interdittiva emessa dalla Prefettura di Napoli e la conseguente sospensione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) decretata dal SUAP del Comune di Giugliano.

Sulla carta, l’azienda avrebbe dovuto essere ferma. Nella realtà, il commercio di materiale edile proseguiva a pieno regime, con tanto di cartellonistica pubblicitaria esposta abusivamente, come se i provvedimenti non fossero mai stati notificati.

Il blitz e le sanzioni

L’intervento dei militari dell’Arma ha messo i sigilli all’operazione. L’imprenditrice è stata denunciata a piede libero per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità e per l’esercizio di un’attività commerciale sospesa.

I Carabinierihanno proceduto all’immediata chiusura dell’azienda e hanno intimato la rimozione di tutte le insegne pubblicitarie non autorizzate, ripristinando la legalità in un settore, quello dell’edilizia, storicamente sensibile agli appetiti della criminalità organizzata.

Blitz antidroga a Scampia: sequestrati 7,5 chili di stupefacenti e una pistola carica

Napoli -I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella hanno sferrato un colpo decisivo contro il traffico di droga nel cuore di Scampia. Durante perquisizioni coordinate e supportate dalle unità cinofile, i militari hanno scoperto un vero e proprio arsenale criminale nascosto tra i palazzi della zona.

Nel parco delle Rose, all’interno di un vano sottoscala dell’Isolato 7, gli investigatori hanno rinvenuto una pistola Glock calibro 9×19 perfettamente carica: due caricatori già inseriti e 10 colpi pronti all’uso. Accanto all’arma, ulteriori munizioni — un caricatore e 50 proiettili calibro 9 Nato — insieme a materiale per il confezionamento, segno di un’attività di spaccio ben strutturata e organizzata.

Ma il vero colpo della perquisizione emerge dalla scoperta della droga: 4 chili e 250 grammi di hashish, 343 grammi di crack, 4 dosi di cocaina e 288 grammi di cobret, l’anfetamina sintetica sempre più diffusa nelle piazze napoletane. L’operazione si è estesa anche all’Oasi del Buon Pastore in via Arcangelo Ghisleri, dove i carabinieri hanno sequestrato ulteriori 1 chilo e 687 grammi di hashish e 900 grammi di cocaina, portando il totale a 7,5 chili di sostanze stupefacenti.

Un bilancio che non lascia dubbi: la guerra alla droga continua a Scampia, dove armi e stupefacenti convivono nella stessa economia criminale.

Brusciano, assalto notturno al bancomat con la “marmotta”: banditi in fuga

Brusciano – Notte di paura a Brusciano, dove una banda di ignoti ha preso di mira il bancomat dell’Istituto Credito Popolare in via Camillo Cucca, utilizzando la cosiddetta “tecnica della marmotta”, il sistema esplosivo artigianale ormai sempre più diffuso negli assalti agli sportelli automatici.

Secondo una prima ricostruzione, poco dopo la mezzanotte i malviventi avrebbero inserito nel vano di erogazione del denaro un contenitore metallico – la “marmotta” – collegato a un innesco, facendolo poi esplodere per scardinare la cassa continua e accedere al denaro contante. L’esplosione ha provocato ingenti danni alla struttura del bancomat e al prospetto dell’istituto di credito, svegliando di soprassalto diversi residenti della zona.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Brusciano, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i primi rilievi. Non è ancora stato quantificato l’ammontare del bottino, né è chiaro se i banditi siano riusciti ad asportare tutto il contenuto della cassaforte.

Le indagini sono ora affidate ai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, che stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo via Camillo Cucca e nelle strade limitrofe, alla ricerca di elementi utili per risalire alla banda. Non si esclude che il colpo possa essere stato messo a segno da un gruppo specializzato in assalti a sportelli bancari attivo nell’area vesuviana e nell’hinterland napoletano.

Blitz al Vomero: sigilli ai dehors irregolari. Esplode la protesta dei commercianti

Napoli – Maxi blitz della Polizia municipale nel cuore del Vomero contro dehors e gazebo ritenuti irregolari. Su delega della Procura della Corte dei conti della Campania, gli agenti hanno notificato una serie di contestazioni a numerosi esercizi tra via Scarlatti e via Luca Giordano, nell’area pedonale più frequentata del quartiere collinare, apponendo i sigilli ad alcune strutture.

L’operazione è il risultato di un’indagine che ipotizza un’eccedenza nell’occupazione di suolo pubblico da parte di diversi concessionari, con possibili violazioni amministrative e profili penali ora al vaglio degli investigatori. Secondo la Procura contabile, ci sarebbe inoltre un potenziale danno erariale legato alla differenza tra le superfici autorizzate e quelle effettivamente occupate dai ristoratori.

Dehors sotto esame: verifiche a tappeto

La Polizia municipale sta procedendo alla verifica puntuale delle strutture, molte delle quali installate stabilmente negli ultimi anni, in un quartiere che ha visto un incremento esponenziale dei dehors e delle aree esterne. L’obiettivo è ristabilire la conformità alle norme e riportare ordine nell’utilizzo degli spazi pubblici.

La protesta degli esercenti: «Intervento paradossale»

La reazione dei commercianti non si è fatta attendere. Gli operatori parlano di un intervento «paradossale» e «traumatico», sottolineando la tempistica ritenuta infelice: «Arriva proprio a ridosso delle festività, un momento cruciale per il commercio al Vomero».

Molti contestano anche le modalità dell’operazione: «Se c’erano irregolarità – dicono – si poteva intervenire in periodi meno strategici per le attività, dando il tempo di regolarizzarsi senza compromettere la stagione più importante dell’anno».

Tra i timori principali c’è quello di un contraccolpo economico significativo in settimane decisive per un comparto già messo alla prova dall’aumento dei costi di gestione e da una concorrenza crescente.

Un quartiere sotto pressione

Il Vomero, da anni uno dei poli commerciali più dinamici di Napoli, vive ciclicamente tensioni legate alla gestione degli spazi pubblici e alla convivenza tra residenti, ristoratori e flussi turistici. Il blitz odierno si inserisce proprio in questo contesto, con l’obiettivo di verificare la regolarità delle occupazioni e il rispetto delle normative vigenti.
Ulteriori accertamenti sono in corso e l’attività della Municipale potrebbe proseguire anche nei prossimi giorni.

Notte brava a Castellammare: fuga, violenza sui carabinieri e droga. 18enne arrestato e poi scarcerato

Il blitz nella notte si trasforma in una colluttazione con i militari dell’Arma. Ernesto Cavallaro finisce in manette con 16 grammi di stupefacente, ma il giudice dispone l’immediata libertà dopo la direttissima

Castellammare– Un controllo di routine che si trasforma in un inseguimento, la violenza contro le divise e infine le manette. È il bilancio di una nottata turbolenta tra i vicoli di Castellammare di Stabia, dove l’ombra dello spaccio continua ad allungarsi sui giovanissimi.

Protagonista della vicenda Ernesto Cavallaro, appena 18enne, finito al centro di un’operazione condotta dai Carabinieri della locale compagnia, impegnati nel contrasto alla microcriminalità e allo smercio di sostanze illecite.

L’episodio si è consumato nel cuore della notte. Una pattuglia dell’Arma ha intercettato due giovani il cui atteggiamento ha subito destato sospetti: sguardi furtivi, movimenti rapidi, il classico segnale di chi ha qualcosa da nascondere. Alla vista dei lampeggianti, è scattato il tentativo di fuga. Se il complice è riuscito a dileguarsi sfruttando la conoscenza del dedalo urbano, per Cavallaro la corsa è finita quasi subito, ma non senza conseguenze.

Il 18enne, nel tentativo di sottrarsi al fermo, ha ingaggiato una violenta colluttazione con i militari. Spintoni e resistenza fisica che non sono bastati a evitargli le manette, ma che hanno aggravato la sua posizione. La perquisizione personale ha poi svelato il motivo di tanta agitazione: nelle tasche del giovane sono stati rinvenuti circa 16 grammi di sostanza stupefacente, un quantitativo che gli inquirenti ritengono destinato allo spaccio al dettaglio.

Le accuse formalizzate sono pesanti: resistenza a pubblico ufficiale e detenzione ai fini di spaccio. Cavallaro ha trascorso la notte in camera di sicurezza, in attesa del rito per direttissima fissato per la mattinata successiva presso il Tribunale di Torre Annunziata.

Davanti al giudice monocratico, dottoressa Ceppaluni, si è svolta l’udienza di convalida. Assistito dal suo legale di fiducia, l’avvocato Gennaro De Gennaro, il giovane ha affrontato il giudizio dell’autorità giudiziaria. Nonostante la gravità della resistenza opposta ai carabinieri e il sequestro della droga, la strategia difensiva ha ottenuto il risultato sperato: il giudice, pur convalidando l’arresto operato dai militari, non ha disposto misure cautelari restrittive. Ernesto Cavallaro è tornato dunque in libertà poche ore dopo il fermo.

Mentre il fascicolo giudiziario segue il suo corso, le indagini dei Carabinieri non si fermano. L’obiettivo ora è duplice: identificare il complice riuscito a fuggire nel buio e mappare la provenienza di quei 16 grammi di droga, ennesimo tassello di un mosaico criminale che vede sempre più spesso protagonisti ragazzi appena maggiorenni.

Salerno, ladro ucciso dal figlio del proprietario al rione Picarelli

Salerno – Una notte di terrore e sangue ha squarciato la quiete del Rione Picarielli a Salerno, culminata in un drammatico epilogo che ha lasciato sul selciato un cadavere e la comunità sotto choc.

Un tentato furto si è trasformato in tragedia quando un malvivente, sorpreso all’interno di un’abitazione, è morto al culmine di una violenta colluttazione con il figlio dell’anziano proprietario.

Il fatto è accaduto nella tarda serata di ieri, in Via Gabriele D’Annunzio. Le tenebre erano calate da poco quando l’uomo, trovato in seguito privo di documenti, si è introdotto con ogni probabilità a scopo di furto nella dimora. Non aveva fatto i conti, tuttavia, con la reazione del figlio del proprietario, un uomo che si trovava in casa e che, uditi rumori sospetti, ha sorpreso l’intruso in flagrante.

La violenta colluttazione

Ciò che è seguito è stata una concitata e fatale colluttazione. I due sono venuti alle mani in un disperato scontro. Secondo una prima e ancora frammentaria ricostruzione dei Carabinieri, il figlio del proprietario avrebbe aggredito il ladro, facendolo rovinare violentemente a terra. Proprio questa caduta, di inaudita violenza, sarebbe stata fatale per il malvivente, deceduto sul posto. La dinamica resta il nodo cruciale dell’inchiesta.

Sul luogo del delitto, gli investigatori del Comando Provinciale di Salerno sono giunti immediatamente, blindando l’area. I rilievi eseguiti dalla Sezione Scientifica hanno caratterizzato la notte, volti a cristallizzare la scena e a stabilire l’esatta causa della morte.

Il fascicolo, coordinato dalla Procura di Salerno, è stato aperto per omicidio. Le indagini si concentrano ora sull’esatta sequenza degli eventi: si valuterà se l’azione del padrone di casa rientri nei margini della legittima difesa o se, al contrario, vi sia stato un eccesso colposo o addirittura la fattispecie di omicidio preterintenzionale.

La salma, temporaneamente sequestrata, è stata trasferita in attesa dell’autopsia che chiarirà ogni dubbio sulla causa del decesso. L’identità della vittima, priva di documenti, è il primo, urgente tassello che i militari dell’Arma stanno cercando di ricostruire in queste ore.

I Carabinieri stanno raccogliendo le testimonianze del figlio del proprietario e di eventuali vicini. Sarà fondamentale l’esito dell’esame autoptico.

Faida di Pomigliano, il boss Olindo Cipoletta ammette: “Sono responsabile”

Pomigliano – E’ un colpo di scena che non ti aspetti da un boss sanguinario e violento come Olindo Cipoletta protagonista insieme con il fratello di una cruenta faida che ha insanguinato le strade di Pomgiliano negli ultimi anni.

E invece ieri mattina in aula nel corso del processo che si sta svolgendo con il rito abbreviato chiesto da 20 dei 54 indagati del blitz di febbraio scorso, Olindo Cipolletta, indicato come uno dei ras del gruppo, ha reso dichiarazioni spontanee ammettendo le proprie responsabilità.

E’ la solita strategia difensiva per evitare una condanna lunghissima ma cnhe non sempre paga. E infatti la Procura per  lui ha chiesto 20 anni di carcere. Nelle prossime settimane, dopo le arringhe dei difensori Il Tribunale poi deciderà le condanne.

E’ un processo sprint nato dall’inchiesta sulla guerra feroce per il controllo del mercato della droga a Pomigliano d’Arco e nell’intera fascia vesuviana. È il quadro emerso dall’inchiesta che ha travolto i clan Cipolletta e Ferretti, gruppi rivali accusati di aver seminato paura a suon di stese, ordigni e tentati omicidi. Ieri mattina, al termine della requisitoria davanti al gip, la Direzione distrettuale antimafia ha chiesto venti condanne, per un totale di quasi tre secoli di carcere.

A rischiare il carcere più pesante sono soprattutto i presunti vertici delle due organizzazioni: per loro il pm ha invocato pene fino a 20 anni.

La faida: dodici stese, armi ovunque e “baby soldati”

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, le due bande erano in pieno conflitto per spartirsi il territorio e le piazze di spaccio. Un’escalation di violenza registrata a partire dalla fine del 2023: almeno dodici stese tra strade, negozi e abitazioni dei rivali, spesso eseguite in orari di massima affluenza, senza alcun riguardo per la sicurezza pubblica.

A rendere ancora più inquietante il quadro è la disponibilità di armi da guerra. Nel corso delle indagini sono state sequestrate una trentina di armi, tra fucili e pistole. E in un’intercettazione appare tutta la normalizzazione della violenza: un bambino di sei anni chiede al padre, affiliato al clan, «Papà, dove vai con la pistola?».

Dagli atti emergono anche 14 estorsioni a imprenditori e commercianti, oltre a 11 rapine, spesso accompagnate da pestaggi e colpi di arma da fuoco. Tra gli indagati figuravano tiktoker, giovanissimi e aspiranti boss.

Il blitz dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, scattato lo scorso febbraio, aveva portato all’arresto di 27 persone, tra cui quattro minori. Ieri, davanti al giudice, è arrivato l’affondo finale della Procura antimafia

Le richieste di condanna

20 anni di carcere

Franco Bitonto

Salvatore Bitonto

Beniamino Cipolletta

Olindo Cipolletta

Salvatore Cipolletta

Pasquale D’Onofrio

Raffaele Esposito

16 anni di carcere

Diego Ferraro

Aniello Ferretti

Felice Ferretti

12 anni di carcere

Vincenzo Basso (classe 1994)

Raffaele Carretta

Francesco Cipolletta

Nunzio Esposito

Domenico Forino

Maria Limatola

8 anni di carcere

Carmine Ambra

Vincenzo Basso (classe 2005)

Salvatore Ferretti

6 anni di carcere

Sabatino Edificante, detto ’o Malese

 

Oroscopo del 6 Dicembre 2025 – Previsioni di Paolo Tedesco

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Ecco come le stelle influenzano la tua giornata, segno per segno, con i consigli per navigare al meglio le energie cosmiche.

ARIETE

  • Amore: La Luna in Vergine ti invita alla precisione emotiva. Chiarisci un malinteso con il partner. Single: attrazione fulminea con qualcuno in ambiente di studio o lavoro.

  • Lavoro: Ottimo giorno per mettere a punto dettagli, progetti tecnici o finanziari. Attenzione a non essere troppo brusco con un collega.

  • Salute: Ritmo sostenuto. Previeni il mal di testa da stress con pause regolari e idratazione.

  • Finanze: Possibile spesa improvvisa per una riparazione. Meglio rimandare investimenti rischiosi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non bruciare le tappe. La pazienza oggi è una forma di intelligenza.”

TORO

  • Amore: Venere nel tuo settore delle relazioni armonizza la coppia. Serata perfetta per un appuntamento romantico. Single: la tua naturale sensualità attrae.

  • Lavoro: Creatività e concretezza si uniscono. Proponi la tua idea, è il momento giusto. Collaborazione proficua.

  • Salute: Cerca il contatto con la natura per ricaricarti. Attenzione a indulgenze eccessive a tavola.

  • Finanze: Entrate stabili. Un piccolo extra potrebbe arrivare da un lavoro passato.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Lascia che la bellezza, in tutte le sue forme, guidi le tue scelte.”

GEMELLI

  • Amore: Comunicazione chiara in famiglia getta le basi per armonia domestica. In coppia: un gesto pratico vale più di mille parole.

  • Lavoro: Giornata dinamica, piena di scambi e chiamate. Potresti dover gestire più cose insieme. Resta focalizzato.

  • Salute: Nervi tesi per la fretta. Respira profondamente prima di rispondere.

  • Finanze: Spese legate alla casa o alla famiglia. Controlla le bollette.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Organizza il tuo spazio vitale: l’ordine esterno riflette quello interiore.”

CANCRO

  • Amore: Desideri di tenerezza e complicità. Raccontati di più al partner. Single: un messaggio inaspettato può riscaldare il cuore.

  • Lavoro: Le tue doti empatiche sono un plus. Risolvi una situazione delicata con tatto. Buono per scrittura e brain-storming.

  • Salute: Lo stomaco è il tuo termometro emotivo. Cibi semplici e caldi ti aiuteranno.

  • Finanze: Idee intuitive per gestire meglio il budget. Evita prestiti informali.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Segui il primo suggerimento del tuo cuore, non ha mai torto.”

LEONE

  • Amore: Mostra il tuo affetto con generosità, ma senza pretendere applausi. In coppia, condividi una passione.

  • Lavoro: Mettiti in luce con sicurezza. La tua leadership è apprezzata. Attenzione a non sembrare arrogante.

  • Salute: Energia vitale alta. Perfetto per attività fisica che sfoghi la tua esuberanza.

  • Finanze: Possibile riconoscimento economico per il tuo lavoro. Gestisci con orgoglio, ma senza stravizi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La vera forza sta nel donare luce senza bruciare.”

VERGINE

  • Amore: Ti senti più sicuro/a e questo aiuta la relazione. Single: potresti incontrare qualcuno di serio in un contesto quotidiano.

  • Lavoro: Giornata di grande efficienza. Risolvi questioni in sospeso e sistemi pratiche. I dettagli fanno la differenza.

  • Salute: Attenzione a tensioni muscolari, soprattutto alle spalle. Stretching e postura corretta.

  • Finanze: Gestione oculata e metodo. Ottimo per pianificare e saldare debiti.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Ricorda che la perfezione è un ideale, non un obbligo. Apprezza il buono che già c’è.”

BILANCIA

  • Amore: Fascino alle stelle. In coppia: magia nelle piccole cose. Single: un sorriso può aprire una porta.

  • Lavoro: Le tue doti diplomatiche sono preziose per mediare. Progetto creativo o legato all’estetica favorito.

  • Salute: Equilibrio interiore fondamentale. Cerca armonia tra dovere e piacere.

  • Finanze: Tendenze a spendere per abbellire o per gli altri. Goditelo, ma con misura.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La bellezza delle relazioni sta nell’equilibrio tra dare e ricevere.”

SCORPIONE

  • Amore: Emozioni profonde e passionali. Un confronto può rafforzare il legame. Single: sguardo intenso e magnetismo.

  • Lavoro: Intuizione finanziaria infallibile. Scavi per trovare informazioni preziose. Potere di persuasione.

  • Salute: Giornata intensa. Un bagno caldo o un momento di solitudine ti rigenerano.

  • Finanze: Cogli un’opportunità nascosta. Ottimo per rinegoziare o chiere un debito.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non temere di andare in profondità: è lì che trovi i tesori.”

SAGITTARIO

  • Amore: Voglia di libertà e avventura. Pianifica un viaggio con il partner. Single: incontro interessante con persona di cultura diversa.

  • Lavoro: Idee visionarie e ottimismo sono il tuo motore. Condividile, ma verifica la fattibilità.

  • Salute: Energia da vendere. Attenzione a sforzi eccessivi o piccoli incidenti per fretta.

  • Finanze: Opportunità legate all’estero o alla formazione. Attenzione a spese impulsive.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Punta in alto, ma assicurati di avere un terreno solido sotto i piedi.”

CAPRICORNO

  • Amore: Affetto dimostrato attraverso la fedeltà e la presenza. I gesti concreti parlano più delle parole.

  • Lavoro: Ambizione e disciplina al top. Fai progressi concreti verso un obiettivo a lungo termine. Riconoscimento possibile.

  • Salute: Resistente, ma non sovraccaricarti. Le ossa e le ginocchia sono punti di attenzione.

  • Finanze: Solida gestione. Pensiero strategico per investimenti futuri. Opportunità attraverso figure autorevoli.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La montagna più alta si scala un passo alla volta. Tu lo sai meglio di chiunque.”

ACQUARIO

  • Amore: Amicizia e complicità sono la base. In coppia, condividete una causa. Single: l’amore arriva attraverso il gruppo.

  • Lavoro: Idee innovative e networking. Collaborazioni elettrizzanti. Rompi gli schemi usuali.

  • Salute: Benessere mentale fondamentale. Stacca dagli schermi e connettiti con persone stimolanti.

  • Finanze: Entrate imprevedibili o da fonti non convenzionali. Attenzione a investimenti troppo eccentrici.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Il futuro che intuì oggi può diventare realtà domani. Fidati della tua visione.”

PESCI

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. In coppia: momento di dolce fusione. Single: un’amicizia potrebbe rivelarsi di più.

  • Lavoro: Ispirazione artistica o spirituale guida le tue azioni. Fidati dell’istinto, ma verifica i dettagli dopo.

  • Salute: Sensibile alle energie altrui. Ritagliati del tempo per sognare e meditare.

  • Finanze: Intuito sul valore emotivo, non numerico, delle cose. Attenzione a confusione con documenti.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La compassione è la tua forza, ma ricorda di tracciare confini sani per il tuo mare emotivo.”

 Cosa ci riservano le stelle il 6 dicembre 2025?

Le stelle del 6 dicembre 2025 disegnano un cielo pragmatico e incentrato sul miglioramento concreto. Con la Luna in Vergine a dominare la scena, l’energia ci spinge verso l’ordine, l’analisi e il servizio. Non è una giornata per grandi scommesse o colpi di testa, ma per sistemare, perfezionare e guarire ciò che già esiste nella nostra vita: relazioni, progetti, finanze, salute.

L’amore cerca gesti di cura più che grandi dichiarazioni. Il lavoro premia precisione, metodo e l’umile risoluzione di problemi pratici. La salute richiede ascolto dei segnali del corpo e routine sane. Le finanze chiedono organizzazione, non audacia.

Il consiglio astrologico unificante di Paolo Tedesco per questa giornata potrebbe essere: “La vera magia non sta nel cercare nuove stelle, ma nel mettere ordine nella tua galassia interiore. Il potere di oggi è nel dettaglio che sistema, nel gesto che guarisce, nel passo che consolida. Costruisci il tuo futuro partendo dalle fondamenta che hai: puliscile, rafforzale e onorale. La perfezione non è l’obiettivo, ma il progresso sì.”

In sintesi, le stelle ci riservano l’opportunità di fare progressi tangibili attraverso l’umiltà, l’attenzione e il duro, prezioso lavoro di ogni giorno.

Metropark Napoli, passeggero ubriaco aggredisce autista e poi scappa

Napoli – Violenza e terrore al capolinea Metropark di Napoli Centrale, dove ieri pomeriggio un passeggero extracomunitario in evidente stato di ebbrezza ha scatenato il panico sull’autobus AIRCAMPANIA delle 16:00 diretto a Foggia.

L’uomo, salito durante le operazioni di imbarco, ha aggredito prima l’autista con un tentativo di testata, poi ha stretto le mani al collo di un agente della polizia municipale fuori servizio che aveva tentato di calmarlo.

La scena si è consumata sotto gli occhi sgomenti degli altri viaggiatori. Quando il conducente ha chiesto il biglietto, il passeggero ubriaco ha iniziato a inveire con violenza verbale, cercando di colpirlo alla testa

. Un vigile urbano in forza a un comando della provincia di Napoli, presente sul mezzo come semplice passeggero, è intervenuto per sedare la lite. Ma la situazione è degenerata: l’aggressore lo ha afferrato alla gola con forza, stringendo fino a quando il poliziotto non è riuscito faticosamente a divincolarsi.

Fuga tra gli insulti

Nonostante l’immediato intervento delle forze dell’ordine, allertate dal vigile aggredito, l’uomo è riuscito a dileguarsi tra le vie limitrofe alla stazione, non prima di aver lanciato una raffica di insulti contro l’autista e l’agente. Le ricerche non hanno dato esito positivo.

Ma c’è un’altra faccia della medaglia, ancora più amara: mentre l’autista subiva l’aggressione e tentava di gestire l’emergenza, alcuni passeggeri rimasti inerti durante tutta la scena hanno iniziato a lamentarsi per il ritardo della partenza. Un paradosso che fotografa l’indifferenza collettiva di fronte alla violenza quotidiana sui mezzi pubblici.

L’allarme del sindacato

Il sindacato OR.S.A. ha lanciato un appello urgente alle istituzioni: “Chiediamo che il capolinea dei bus di Napoli sia presidiato immediatamente dalle forze dell’ordine o dai militari, come avviene per le stazioni EAV e Trenitalia. In alternativa, AIRCAMPANIA e le altre aziende di trasporto devono organizzare un servizio di vigilanza privata”.

La nota sindacale è netta: “Episodi del genere sono ormai all’ordine del giorno: aggressioni verbali, fisiche, prepotenze. Bisogna tutelare la sicurezza di viaggiatori e lavoratori prima che accada qualcosa di più grave, per non dover dire che è stata una tragica fatalità”.

Lotto e 10eLotto: il 68 domina l’estrazione di oggi

L’estrazione del Lotto di oggi cattura l’attenzione degli appassionati grazie a una serie di coincidenze che non passano inosservate: numeri che si ripetono, combinazioni ricorrenti e soprattutto un grande protagonista di giornata, il 68.

Presente su più ruote, e al centro anche del 10eLotto come Numero Oro, il 68 trascina con sé interpretazioni, cabala e curiosità. Non da meno la serata dei cosiddetti “gemelli”: 22, 33, 55, 88 e 90 ritornano con insistenza, insieme a scale numeriche e presenze ravvicinate che alimentano la fantasia dei giocatori.

Ecco tutte le ruote dell’estrazione odierna:

Estrazioni del Lotto di oggi

BARI – 68 16 65 18 61
CAGLIARI – 18 58 83 08 86
FIRENZE – 38 24 44 86 67
GENOVA – 58 90 68 85 17
MILANO – 88 15 33 30 14
NAPOLI – 87 22 67 89 64
PALERMO – 32 69 62 66 64
ROMA – 38 49 02 87 05
TORINO – 23 02 77 59 35
VENEZIA – 25 90 28 45 74
NAZIONALE – 84 88 55 10 15

10eLotto: l’estrazione che conferma il dominio del 68

I numeri vincenti del 10eLotto sono:
02 15 16 18 22 23 24 25 32 38 44 49 58 65 68 69 83 87 88 90

Numero Oro: 68
Doppio Oro: 68 – 16

Anche nel 10eLotto il 68 si conferma protagonista indiscusso. Da segnalare inoltre la singolare “scala” 22–23–24–25, una sequenza rara che cattura subito l’occhio degli appassionati, insieme alla forte presenza dei numeri legati all’8: 18, 58, 68, 88.

L’estrazione di oggi, con le sue ripetizioni insolite e i suoi numeri ricorrenti, offre più di uno spunto agli amanti del gioco: curiosità, coincidenze e suggestioni che alimentano quell’emozione tipica del mondo del Lotto.

Napoli, assolti i 4 “scafisti”: “Erano migranti in fuga, non trafficanti”

Non erano scafisti al soldo delle organizzazioni criminali, ma migranti costretti a mettersi alla guida del barcone per salvarsi la vita. Si è chiuso con quattro assoluzioni il processo di primo grado celebrato a Napoli a carico di quattro rifugiati, provenienti da Sudan e Ciad, arrivati in Italia nel luglio 2024 e accusati di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare.

Secondo l’accusa, i quattro sarebbero stati identificati come i “capitani” delle due imbarcazioni con a bordo in totale 55 persone, soccorse nel Mediterraneo centrale dalla nave umanitaria Ocean Viking.

Appena sbarcati nel porto di Napoli furono fermati e trasferiti in carcere, dove sono rimasti in custodia cautelare per oltre 17 mesi, fino alla sentenza di assoluzione emessa dal giudice partenopeo.

Nel dispositivo, il tribunale ha riconosciuto la sussistenza dello “stato di necessità”, ritenendo che la condotta dei quattro imputati fosse dettata dall’urgenza di salvare la propria vita e quella degli altri migranti a bordo, e non dall’intento di trarre profitto dall’attraversamento irregolare dei confini.

Per le avvocate Tatiana Montella e Martina Stefanile, componenti del collegio difensivo, la decisione rappresenta «una vittoria importante». «Da un lato – spiegano – scardina il paradigma, sin troppo spesso applicato nei tribunali, che equipara il capitano a colui che organizza e lucra sulle traversate, riconoscendo invece le condizioni di necessità che caratterizzano il percorso di ogni migrante in fuga.

Dall’altro lato afferma con chiarezza che i capitani altro non sono che migranti che esercitano la propria libertà di movimento e riconosce la supremazia del bene giuridico “vita e libertà di movimento” rispetto alla mera tutela dei confini».

Sulla sentenza è intervenuta anche una rete di realtà impegnate nella tutela dei diritti dei migranti: Asgi Campania, Clinica legale dell’immigrazione e della cittadinanza di Roma, Clinica legale dell’Università di Parma e Mediterranea Saving Humans.

In una nota congiunta ricordano come i quattro rifugiati avessero già alle spalle un percorso segnato da violenze e privazioni: «Detenuti in Sudan perché si rifiutavano di arruolarsi come soldati bambini, detenuti e torturati in Libia, hanno attraversato il mar Mediterraneo e, dopo essere sopravvissuti a quello che è un luogo di morte per tantissimi profughi, una volta giunti in Italia hanno conosciuto solo il carcere di Poggioreale».

Secondo le organizzazioni, l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare è stata utilizzata in questi anni come «grimaldello per reprimere il fenomeno migratorio», producendo oltre 1300 detenuti nelle carceri italiane, «frutto della repressione della libertà di movimento» e di «politiche repressive e di criminalizzazione».

Nella nota si parla di «indagini piene di falle, spesso figlie di un paradigma accusatorio per cui chi guida perde il proprio percorso individuale e diventa strumento e capro espiatorio di politiche criminali sui confini».

Un approccio, denunciano, che ha trasformato il diritto penale in una «calotta interpretativa» capace di oscurare le cause strutturali delle migrazioni. «Il riconoscimento dello stato di necessità in questa vicenda giudiziaria – sostengono – rappresenta un punto di svolta per superare l’utilizzo di questo reato per colpire la libertà: la libertà di scegliere il proprio destino e la libertà di movimento».

Camorra, chiesti 3 secoli di carcere per i clan di Pomigliano

Napoli – Una richiesta pesantissima, che fotografa la dimensione del potere criminale esercitato sul territorio di Pomigliano d’Arco. Il pubblico ministero antimafia Henry John Woodcock ha chiesto 306 anni di carcere e multe per complessivi 260mila euro nei confronti di 22 imputati, presunti appartenenti ai clan rivali Ferretti e Cipolletta, ritenuti da anni protagonisti di una faida per il controllo delle attività illecite.

La requisitoria si è conclusa davanti al giudice per l’udienza preliminare Michela Sapio, nell’ambito del processo celebrato con rito abbreviato. Un’udienza segnata dalle lunghe dichiarazioni spontanee del collaboratore di giustizia Salvatore Ferretti, figura centrale dell’indagine, che ha ricostruito dinamiche, affiliazioni, ordini e retroscena delle attività criminali dei due gruppi.

L’inchiesta che ha portato al maxiprocesso nasce dagli arresti del 25 febbraio scorso: in quella data i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna eseguirono 23 custodie cautelari in carcere e 4 ai domiciliari, su ordinanza del gip di Napoli Enrico Campoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Il quadro accusatorio è esteso e aggravato dal metodo mafioso. Le imputazioni comprendono:
associazione di tipo mafioso,
estorsione e tentata estorsione,
detenzione e porto illegale di armi,
pubblica intimidazione con uso di armi,
incendio,
tentato omicidio,
ricettazione,
associazione finalizzata al traffico di stupefacenti,
detenzione di droga ai fini di spaccio,
accesso indebito a dispositivi di comunicazione per detenuti,
rapina,
usura,
sequestro di persona.

Un elenco che, secondo gli inquirenti, racconta anni di dominio sul territorio, scanditi da intimidazioni, violenze e traffici illeciti.

La decisione del gup arriverà nei prossimi mesi, al termine delle discussioni della difesa. Ma la richiesta della procura segna già un capitolo decisivo di uno dei procedimenti più rilevanti degli ultimi anni nella lotta ai clan dell’hinterland napoletano.