AGGIORNAMENTO : 24 Febbraio 2026 - 06:44
11.3 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 24 Febbraio 2026 - 06:44
11.3 C
Napoli
Home Blog Pagina 141

Posillipo, annullata la gara per le spiagge: nuovo bando entro gennaio

NAPOLI – Nuova svolta sulla gestione delle spiagge di Donn’Anna e delle Monache. L’Autorità portuale ha annullato in autotutela il bando pubblicato ad agosto e ha avviato una nuova procedura con scadenza fissata al 22 gennaio. La decisione arriva dopo il parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, chiamata in causa dall’esposto dell’associazione Mare Libero. «Un primo passo, rivedremo tutte le concessioni», afferma il presidente dell’ente, Eliseo Cuccaro, mentre da La Repubblica Napoli emergono i dettagli degli elementi giudicati critici.

Il nodo principale riguarda il precedente requisito che riservava la partecipazione esclusivamente a lidi balneari e imprese turistiche, indicato come «anticoncorrenziale» dall’Agcm e contestato dal presidente di Mare Libero, Roberto Biagini. Il nuovo bando apre ora la gara a tutte le imprese, ma non si placano le preoccupazioni dei comitati cittadini, che invocano garanzie reali su trasparenza, concorrenza e tutela dei beni comuni. «Se il nuovo disciplinare non garantirà tutto questo, ci riserviamo nuove azioni legali», avvertono, rilanciando la richiesta di un tavolo pubblico.

La vicenda affonda le radici nel contenzioso sollevato dal ristorante Palazzo Petrucci: Tar e Consiglio di Stato hanno annullato la concessione al Bagno Elena, poi prorogata tecnicamente dall’ente porto, sollecitando l’avvio di una procedura pubblica. L’Agcm ha chiesto chiarimenti lo scorso settembre, pochi giorni prima della scadenza per la presentazione delle offerte. L’audizione del 13 novembre ha poi spinto l’Autorità portuale ad annullare la gara il 24 novembre, aprendo la strada alla procedura attuale.

Il nuovo bando mette a disposizione 2.500 metri quadrati destinati a ombrelloni e sdraio divisi in tre lotti, con una base d’asta di circa 3.500 euro ciascuno. Nel frattempo, l’ente portuale guarda oltre: «Sono procedure nuove che vanno studiate e confrontate con enti e autorità – sottolinea Cuccaro – La materia dovrebbe essere gestita dai Comuni, ma su Napoli abbiamo ancora noi la delega. L’obiettivo è dare un’opportunità per riqualificare al meglio quelle zone in una città che ha poche spiagge».

I comitati, però, chiedono di più e puntano il dito su quanto accaduto finora: «Vogliamo sapere chi ha disposto i criteri discutibili, perché sono stati scelti e quali interessi hanno influenzato la procedura. Mare e spiagge sono un bene collettivo, non vanno trattate come merce».

Napoli punta sulla sicurezza stradale: al via campagne e progetti nelle scuole

NAPOLI – L’impegno per una città più sicura passa dalle aule scolastiche e dalle strade. Il Comune di Napoli lancia due iniziative complementari che mirano a ridurre gli incidenti e a diffondere una cultura della responsabilità. Da un lato prende forma la campagna di comunicazione “Pensaci tu! In strada non servono miracoli”, dall’altro torna “In sicurezza… per la vita!”, il progetto educativo che, dopo il successo dello scorso anno nelle scuole secondarie di primo grado, arriva ora in 25 istituti superiori distribuiti su tutto il territorio cittadino.

Il lancio ufficiale della campagna è previsto per domani alle 11 all’interno dell’Istituto Comprensivo San Giovanni Bosco, in via Angelo Camillo De Meis. Saranno presenti l’assessora all’Istruzione e alle Famiglie, Maura Striano, e l’assessore alla Legalità, Antonio De Iesu, che parteciperanno a uno degli incontri del percorso formativo. L’iniziativa è promossa dall’ASD Gruppo Sportivo della Polizia Municipale insieme agli assessorati alla Legalità e all’Istruzione, con un obiettivo evidente: rendere i giovani protagonisti di un cambiamento culturale che riguarda tutti.

“In strada non servono miracoli. Serve attenzione”: lo slogan della campagna fotografa una realtà spesso sottovalutata. Il 90% degli incidenti nasce da distrazione, mancato rispetto delle regole e superficialità. Eccesso di velocità e uso del cellulare restano tra le cause principali, mentre i comportamenti a rischio legati ad alcol, droghe o disattenzione continuano a incidere in modo drammatico.

Accanto all’azione educativa, l’amministrazione sta intervenendo anche sul territorio. Il rifacimento delle strisce pedonali e la realizzazione di nuovi attraversamenti sicuri rappresentano il fronte operativo di un piano che punta a ridisegnare la mobilità cittadina. È un percorso che intreccia prevenzione, controllo e formazione, per provare a invertire una statistica che pesa ogni giorno sulla vita urbana.

Nasce “Le Muse”, nuovo centro educativo polifunzionale per combattere la dispersione scolastica a Napoli

NAPOLI – Un segnale di rinascita arriva da Piazza Mercato, dove è stato inaugurato “Le Muse”, il nuovo centro educativo polifunzionale promosso da Altra Napoli EF insieme ad Asso.Gio.Ca, all’Istituto scolastico Campo del Moricino, all’Associazione Sanitansamble EF e all’Associazione Il Cielo Itinerante. L’obiettivo è chiaro: “offrire un faro di educazione, creatività e inclusione sociale” in un quartiere ricco di storia ma segnato da fragilità profonde, sostenendo famiglie e ragazzi contro il fenomeno dell’abbandono scolastico.

A sostenere il progetto anche Fondazione L’Albero della Vita. Il centro, circa 300 metri quadrati, nasce come spazio dedicato allo studio, al gioco e alla socialità, in un territorio che continua a registrare numeri allarmanti. Solo nell’anno scolastico 2023-2024, secondo i dati diffusi dalla Prefettura, 3.340 minori nell’area metropolitana di Napoli hanno lasciato la scuola, una cifra che rende indispensabile un impegno coordinato tra istituzioni e Terzo settore.

“All’interno de ‘Le Muse’ i bambini trovano un luogo sicuro, stimolante e aperto al futuro”, spiegano i promotori, sottolineando come il centro offra attività ludico-educative, percorsi di supporto alla genitorialità e momenti di incontro per famiglie con figli nella fascia 0-6 anni. Per bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni sono stati organizzati doposcuola, laboratori pomeridiani, spazi tematici dedicati alla lettura, al digitale, alle arti e allo sport, corsi di alfabetizzazione informatica, percorsi Stem, attività musicali e laboratori creativi e audiovisivi.

Sant’Anastasia, terrore in pieno giorno: raid armato contro l’abitazione di una donna incensurata

Sant’Anastasia – Un boato improvviso, il rumore secco della polvere da sparo che rompe la tranquillità di una mattina qualunque, trasformando via Romani in un scenario da Far West. È giallo a Sant’Anastasia per un misterioso attentato consumatosi questa mattina, poco dopo le 10.00, al civico 199.

Nel mirino di chi ha premuto il grilletto c’è l’abitazione di una donna del posto, incensurata, che si è ritrovata catapultata in un incubo a occhi aperti. Secondo le prime ricostruzioni, uno sconosciuto si è avvicinato all’edificio e ha aperto il fuoco, esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco contro la facciata e le finestre della casa.

Solo per una fortunata coincidenza non si registrano feriti: i proiettili non hanno raggiunto la donna, che si trovava all’interno, lasciandola illesa ma sotto shock.

Immediato l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto si sono precipitati i Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, supportati dai militari della locale Stazione di Sant’Anastasia, che hanno blindato l’area per effettuare i rilievi balistici e mettere in sicurezza la zona.

La pista passionale e il movente personale

È caccia all’uomo e, soprattutto, al movente. Perché sparare contro la casa di una donna senza legami con la criminalità? Gli inquirenti, coordinati dalla Procura, stanno battendo ogni pista, escludendo per il momento la matrice camorristica “classica” legata al controllo del territorio. L’attenzione dei militari si sta concentrando sulla sfera privata della vittima.

La donna è stata ascoltata a lungo dagli investigatori: si cerca di capire se negli ultimi tempi abbia ricevuto minacce, se ci siano stati litigi violenti con vicini o conoscenti. Ma l’ipotesi più inquietante, che prende quota con il passare delle ore, è quella della “pista sentimentale”.

I carabinieri stanno scandagliando il passato affettivo della donna per verificare se l’attentato possa essere una ritorsione legata a una relazione interrotta, un avvertimento brutale da parte di un ex partner o un atto intimidatorio nato da passioni malate.

Le indagini proseguono a ritmo serrato: al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che potrebbero aver ripreso la fuga del pistolero solitario di via Romani.

Benevento, maxi truffa del reddito di cittadinanza e assegno di inclusione: 55 denunciati

Benevento – Una raffica di controlli della Guardia di Finanza ha fatto crollare il castello di carte di 55 “furbetti” del Reddito di Cittadinanza e dell’Assegno di Inclusione nel Beneventano.

Dall’inizio del 2025 i finanzieri del Gruppo di Benevento e delle Tenenze di Montesarchio e Solopaca hanno passato al setaccio centinaia di posizioni, scoprendo un buco da oltre 560.000 euro di contributi pubblici percepiti indebitamente.

Dichiarazioni dei redditi farlocche, omissioni di variazioni patrimoniali, documenti falsi: questi i principali escamotage usati dai 55 denunciati per aggirare i requisiti previsti dalla legge. In alcuni casi si è trattato di vere e proprie autocertificazioni inventate di sana pianta, in altri di mancata comunicazione di nuovi redditi o di conviventi che avrebbero fatto perdere il diritto al sussidio.

A seguito delle indagini coordinate dalla Procura di Benevento, l’Inps provinciale ha già disposto la revoca immediata dei benefici e l’avvio delle procedure di recupero delle somme erogate. I 55 soggetti – al momento tutti indagati per truffa ai danni dello Stato – rischiano ora di dover restituire fino all’ultimo centesimo, oltre alle conseguenze penali.

L’operazione conferma ancora una volta come i controlli incrociati tra Forze dell’Ordine e Inps siano l’arma più efficace contro chi trasforma le misure di sostegno ai più fragili in un bancomat personale.

Lip mask: perché è il segreto di una perfetta skincare invernale

0

L’inverno non perdona le labbra. Mentre il viso trova rifugio in creme ricche e sieri protettivi, la bocca resta esposta a vento gelido, aria secca dei termosifoni, sbalzi termici continui.  La lip mask è la risposta mirata che trasforma labbra screpolate in superfici morbide e protette, colmando quel vuoto che i balsami ordinari non riescono a riempire..

La pelle delle labbra possiede caratteristiche uniche che la rendono particolarmente vulnerabile. Sottilissima, priva di ghiandole sebacee, incapace di produrre melanina protettiva: ogni aggressione ambientale lascia il segno. Chi ha sperimentato il fastidio di labbra che tirano, si spaccano, sanguinano agli angoli sa quanto questo piccolo disagio possa condizionare l’intera giornata. Parlare diventa scomodo, sorridere doloroso, applicare rossetto impossibile. La prevenzione attraverso trattamenti specifici non è lusso ma investimento nel comfort quotidiano.

L’importanza della cura labbra durante l’inverno

Il freddo aggredisce le labbra su più fronti. Le basse temperature riducono la microcircolazione superficiale, rallentando il ricambio cellulare e l’apporto di nutrienti. Il vento accelera l’evaporazione dell’umidità naturale, lasciando la superficie disidratata e fragile. Gli ambienti riscaldati completano l’opera: l’aria secca indoor sottrae ulteriore idratazione a tessuti già provati dall’esposizione esterna.

Il risultato è un circolo vizioso difficile da spezzare. Le labbra secche si leccano istintivamente, ma la saliva evapora rapidamente portando via ancora più umidità. Si formano pellicine che vengono strappate, creando micro-ferite che faticano a guarire. La barriera cutanea compromessa perde capacità di trattenere acqua e respingere aggressori, peggiorando progressivamente la situazione.

La skincare invernale efficace deve includere trattamenti specifici per le labbra. Non basta applicare burrocacao quando il danno è già fatto: serve azione preventiva e riparatrice che lavori in profondità durante le ore notturne, quando i processi rigenerativi cellulari raggiungono il picco di attività. La lip mask risponde esattamente a questa esigenza, offrendo nutrimento intensivo prolungato.

Cos’è una lip mask e come funziona

La lip mask differisce dal comune balsamo labbra per concentrazione di attivi e modalità d’azione. Mentre il balsamo crea film protettivo temporaneo che si consuma in poche ore, la maschera labbra penetra negli strati superficiali rilasciando nutrienti che riparano dall’interno. La texture più ricca e la maggiore permanenza sulla pelle permettono risultati impossibili con prodotti da applicazione rapida.

Una lip mask rigenerante per labbra come Lip-Me di espressOh combina emollienti naturali con attivi funzionali mirati. La formula lavora su più livelli: nutre la superficie disidratata, ripara le micro-lesioni, ricostruisce la barriera lipidica compromessa. La versatilità d’uso moltiplica il valore del prodotto. Applicata generosamente prima di dormire, agisce come trattamento notturno intensivo che al risveglio restituisce labbra trasformate. Usata in quantità minore durante il giorno, funziona come balsamo nutriente dal finish lucido ma non appiccicoso. Un solo prodotto che copre due esigenze diverse, semplificando la routine senza compromettere i risultati.

Ingredienti chiave da cercare in una buona lip mask

La qualità degli ingredienti determina l’efficacia del trattamento. I burri vegetali forniscono nutrimento denso e protezione occlusiva: il burro di karité, ricco di vitamine A ed E, ripara tessuti danneggiati creando barriera contro le aggressioni esterne. La sua affinità con i lipidi cutanei garantisce assorbimento ottimale senza residui grassi sgradevoli.

Gli oli vegetali completano l’azione nutritiva con texture più leggera. L’olio di jojoba, tecnicamente una cera liquida, possiede composizione simile al sebo naturale e penetra rapidamente senza ungere. L’olio di mandorle dolci apporta acidi grassi essenziali e vitamina E, ammorbidendo i tessuti e favorendo la rigenerazione cellulare. La sinergia tra questi ingredienti crea una formula bilanciata che nutre senza appesantire.

Gli antiossidanti proteggono dai danni ossidativi accelerati dal freddo e dai raggi UV invernali (spesso sottovalutati). L’estratto di fiori di melograno neutralizza i radicali liberi che degradano collagene ed elastina, preservando l’elasticità naturale delle labbra nel tempo. La prevenzione dell’invecchiamento labiale inizia dalla protezione quotidiana contro lo stress ossidativo.

Le certificazioni clean garantiscono sicurezza su tessuti particolarmente delicati. Formulazioni vegan, cruelty-free, nichel tested escludono ingredienti potenzialmente irritanti o eticamente problematici. Le labbra assorbono parte di ciò che le ricopre: sapere esattamente cosa contiene il prodotto applicato non è paranoia ma consapevolezza.

Come inserire la lip mask nella skincare invernale

L’applicazione serale massimizza i benefici. Dopo la detersione del viso, quando la pelle è pulita e recettiva, distribuire uno strato generoso di maschera su tutta la superficie labiale, leggermente oltre il contorno naturale. Non serve strofinare: basta depositare il prodotto e lasciare che la formula lavori durante la notte. Al risveglio, tamponare delicatamente l’eventuale eccesso o lasciare che si assorba completamente.

L’esfoliazione periodica potenzia l’assorbimento. Una volta alla settimana, prima della maschera, massaggiare delicatamente le labbra con scrub specifico o semplice spazzolino morbido inumidito. Questo gesto rimuove cellule morte accumulate che ostacolano la penetrazione degli attivi. L’esfoliazione non deve mai essere aggressiva su tessuti già compromessi: delicatezza è parola chiave.

Durante il giorno, la stessa lip mask può sostituire il balsamo abituale. Applicare quantità minore quando le labbra richiedono nutrimento extra: dopo esposizione prolungata al freddo, prima di eventi importanti, ogni volta che si avverte secchezza. La texture cremosa ma non appiccicosa permette anche la sovrapplicazione di rossetto senza compromettere tenuta o finish.

La costanza supera l’intensità. Meglio applicazioni moderate ogni sera che trattamenti d’urto sporadici. Le labbra rispondono alla cura regolare costruendo nel tempo resistenza maggiore alle aggressioni stagionali. Chi inizia a trattarle preventivamente a inizio autunno arriva a fine inverno senza i danni tipici della stagione fredda.

Labbra protette tutto l’anno: la costanza fa la differenza

La lip mask non è esclusiva invernale. L’aria condizionata estiva disidrata quanto il riscaldamento invernale. I raggi UV danneggiano le labbra tutto l’anno. Chi adotta il trattamento come abitudine costante mantiene labbra morbide e sane indipendentemente dalla stagione, riducendo la necessità di interventi riparatori d’emergenza.

La semplicità della routine garantisce sostenibilità nel tempo. Un gesto serale di trenta secondi, nessun risciacquo, nessuna attesa: la lip mask si integra nella skincare senza complicarla. La facilità d’uso elimina scuse e resistenze, trasformando il trattamento occasionale in abitudine automatica.

I benefici si accumulano progressivamente. Settimana dopo settimana, le labbra guadagnano morbidezza, elasticità, resistenza alle aggressioni. Il colorito naturale migliora quando i tessuti sono adeguatamente nutriti e ossigenati. Anche senza rossetto, labbra curate comunicano salute e vitalità che nessun cosmetico può simulare su superfici screpolate.

La prevenzione costa meno della riparazione. Investire in trattamento quotidiano evita il disagio di labbra rovinate e la spesa per prodotti d’emergenza che raramente risolvono danni già consolidati. La lip mask incarna questa filosofia del prendersi cura prima che sia necessario curare: gesto piccolo, risultato grande, benessere costante che accompagna ogni stagione.

 

San Gennaro Vesuviano, palazzina-opificio dei disperati: 76 operai stipati nei dormitori del lavoro nero

È ancora notte quando le lancette segnano le 5 e le saracinesche di via Nola, a San Gennaro Vesuviano, sono tutte abbassate. Ma su una palazzina anonima, mimetizzata tra abitazioni e piccoli esercizi, i riflettori sono già puntati.

I carabinieri stanno per entrare in un edificio che, piano dopo piano, racconta la doppia faccia del lavoro nero che da anni segna il tessuto economico dei comuni vesuviani: dormitorio e fabbrica, casa e opificio, vita e sfruttamento nello stesso blocco di cemento.

Su tre livelli si consuma un intreccio fatto di degrado abitativo e irregolarità lavorative. Ai piani superiori non ci sono semplici appartamenti, ma veri e propri dormitori di fortuna. I militari ne contano 76 di operai, stipati in stanze fatiscenti, con letti arrangiati alla meglio, servizi igienici ridotti all’osso, ambienti segnati da umidità, scarsa aerazione e condizioni igienico-sanitarie al limite.

Spazi nati come abitazioni trasformati in alloggi collettivi dove il confine tra vita privata e lavoro praticamente scompare, scandito solo dai turni in fabbrica.

In uno dei locali, tra materassi e suppellettili di fortuna, anche un’area adibita al culto islamico: un dettaglio che racconta la presenza di manodopera straniera e la dimensione spesso invisibile di queste comunità, che vivono e lavorano ai margini, senza tutele, diritti e quasi sempre senza contratti.

Il cuore del sistema è però al piano terra: un opificio tessile completamente abusivo, coperto da una tettoia anch’essa priva di qualsiasi autorizzazione. Qui si confeziona, si taglia, si cuce. I macchinari sono alimentati da allacci regolari ma inseriti in un contesto completamente fuori norma sotto il profilo urbanistico, edilizio, ambientale e della sicurezza sul lavoro. L’intera struttura viene rifornita d’acqua da un pozzo scavato senza criterio e senza autorizzazioni, ulteriore tassello di un quadro di illegalità diffusa.

L’operazione, scattata all’alba, è stata condotta dai carabinieri della stazione di San Gennaro Vesuviano, con il supporto dei carabinieri forestali di Roccarainola, del Nucleo Ispettorato del Lavoro, della polizia locale, del personale Enel e dell’Asl.

Al termine dei controlli sono state denunciate in stato di libertà 11 persone, a vario titolo ritenute responsabili di violazioni in materia edilizia, ambientale, di sicurezza sul lavoro e, secondo quanto trapela, di impiego di manodopera in nero.

Fenomeno radicato in molti comuni vesuviani

Il caso di via Nola non è un episodio isolato, ma il tassello di un fenomeno radicato in molti comuni dell’area vesuviana, dove il settore tessile e quello manifatturiero, spesso affidati a microimprese e laboratori sommersi, continuano a vivere di irregolarità, eludendo controlli e normative. Palazzine-opificio, dormitori-laboratorio, condizioni abitative indegne e lavoratori invisibili: una geografia del lavoro nero che si estende tra San Gennaro Vesuviano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Ottaviano e altri centri dell’hinterland.

Le indagini proseguono per ricostruire la filiera produttiva e capire per quali committenti venissero realizzati i capi nell’opificio abusivo.

Un passaggio chiave per risalire alla “cabina di regia” economica di un sistema che regge i propri margini di profitto sul taglio dei costi, lo sfruttamento della manodopera e il totale disinteresse per la sicurezza e la dignità dei lavoratori.

Feste consapevoli: 5 modi per godersi davvero il periodo natalizio

0

Il Natale è alle porte: è iniziato il magico periodo in cui le luci colorate invadono i quartieri, i profumi aromatici rendono le case calde e accoglienti, le sorprese inaspettate, gli incontri e le occasioni conviviali rendono ogni momento indimenticabile e speciale. La neve sopra ai tetti, le domeniche sul divano e i film natalizi che uniscono l’intera famiglia: le feste sono un’occasione unica per godersi il meritato riposo e ritagliarsi dei momenti speciali da trascorrere con i propri cari.

Come afferma un detto molto famoso, a Natale siamo tutti più buoni ma è anche vero che questo periodo passa sempre troppo in fretta. Ecco quindi 5 modi per godersi davvero il periodo natalizio, senza perdere nemmeno un minuto di queste settimane autentiche.

Feste consapevoli: guida pratica per godersi il presente

Il periodo di Natale e Capodanno è uno dei più frenetici in assoluto: tra regali da comprare, addobbi da sistemare, pranzi e cene da cucinare, per non parlare dei parenti da andare a trovare è difficile godersi veramente il presente e trovare degli attimi per il meritato relax. Visto che Natale viene solo una volta l’anno, è giusto pianificare bene gli impegni e il tempo libero, per affrontare le feste con spirito natalizio e una scarica di adrenalina.

La prima cosa da fare per entrare nel giusto spirito natalizio è decorare la propria casa: secondo uno studio, le persone che addobbano in anticipo per il Natale sono più felici. Luci colorate, alberelli musicali, presepi e villaggi riescono a trasformare il silenzio in gioia.

Per godersi il periodo potrebbe essere carino organizzare anche delle piccole gite in famiglia: si potrebbe trascorrere una giornata sulla neve con degli amici, oppure andare a visitare i tradizionali mercatini di Natale che ogni anno portano nelle città italiane, europee e mondiali dei momenti speciali di gioia, serenità e speranza. Ma non finisce qui: ci sono almeno 5 modi per godersi appieno questo periodo. Vediamoli insieme.

1. Ridisegnare il calendario: meno eventi ma più significativi

Come abbiamo visto, il periodo di Natale è molto frenetico e pieno di impegni: organizzare il calendario in anticipo può salvare la vita e ridurre lo stress delle feste. Anziché fissare un appuntamento diverso ogni giorno, è meglio concentrarsi su meno eventi ma selezionare quelli più significativi.

Un pranzo o una cena in famiglia, una gita sulla neve, una cena tra colleghi di lavoro o un momento conviviale con le persone che si sentono più sole. A volte condividere la gioia amplifica le emozioni e dà grandissime soddisfazioni.

Anche chi vive da solo può organizzare dei momenti di condivisione e convivialità: ci sono tantissimi progetti di associazioni o cooperative che permettono a tutti di partecipare a eventi, feste, scambio di regali e altri momenti magici realizzati apposta per Natale.

2. Mindful eating: il cibo come fonte di piacere, non di stress

Le feste natalizie portano con sé convivialità e tradizioni culinarie che molti vivono con gioia, ma che per chi ha un rapporto complesso con il cibo possono diventare fonte di preoccupazione, ansia e stress. La paura di vanificare gli sforzi fatti sino a quel momento o, ancora peggio, la paura di deludere sè stessi o i propri cari, potrebbe talvolta rovinare il momento. L’approccio dell’intuitive eating può essere la chiave: onorare la propria fame, riconoscere la sazietà e godersi ogni cibo senza giudizio né restrizioni eccessive.

Come sostengono la dottoressa Alice Viani e tutti gli esperti intervistati da Serenis Nutrizione, non è una sola giornata a farci ingrassare e soprattutto le feste non sono un momento di sgarro ininterrotto. Generalmente si organizza il cenone della Vigilia, il pranzo di Natale, il pranzo di Santo Stefano e poi si attende il Capodanno per accogliere il nuovo anno.

A livello pratico, quindi, si tratta di pochi giorni in cui effettivamente si potrebbe esagerare. Ma tornando alle sane abitudini quotidiane, il nostro corpo ha la possibilità di ritornare in forma nel breve periodo.

Gli esperti sconsigliano quindi le diete improvvisate, il digiuno assoluto e l’astensione dal cibo. Meglio godersi il momento e trascorrere delle feste in compagnia.

3. Staccare lo schermo: ritrovare il vero contatto

Per vivere il Natale nella maniera più autentica e speciale è utile spegnere gli schermi e concentrarsi sull’ascolto. Non c’è niente di meglio di mettere da parte gli smartphone, i tablet, i pc, la televisione e tutti quei dispositivi che ogni giorno ci spingono a isolarci, per godersi un momento conviviale di condivisione e spensieratezza.

Il regalo più bello che possiamo fare a noi stessi e agli altri è proprio la nostra presenza nei momenti più magici: pranzi, cene, scambio dei regali e tombolata di Natale.

4. Piccoli rituali di ricarica: 5 minuti per te

Stare insieme ai parenti è una tradizione intramontabile per le feste, ma concedersi piccoli momenti quotidiani per sé stessi è fondamentale per ritrovare la giusta carica e la voglia di affrontare ogni momento e ogni occasione di socialità.

Che sia al mattino, nel pomeriggio o la sera, concedersi 5 minuti per sé stessi è essenziale anche a Natale. Godiamoci la nostra attività preferita: un doccia calda, un buon libro, una tisana, una cioccolata calda o semplicemente della buona musica. Qualsiasi attività è concessa, purché faccia rilassare e tornare più in forma di prima.

5. Muoversi con leggerezza: l’attività fisica non è una punizione

Dopo un pranzo o una cena in compagnia, può essere una buona idea concedersi una bella passeggiata per il paese o per la città, magari alla scoperta dei mercatini di Natale o dei presepi che addobbano le nostre città e i borghi italiani. L’attività fisica durante le feste non deve diventare un’ossessione, ma una piacevole concessione che facciamo a noi stessi: bastano 30 minuti al giorno di camminata, corsa, fitness o qualsiasi altro sport che ci faccia piacere svolgere.

In questo modo, non solo ci sentiremo più attivi ed energici, ma avremo anche più voglia  e piacere di sederci a tavola per festeggiare.

Mantenere l’energia: costruire un Natale sostenibile

In conclusione, quindi, per un Natale più sostenibile nel senso più profondo e personale del termine, è fondamentale concentrarsi sulla propria sostenibilità emotiva. Per farlo possiamo adottare delle semplici abitudini quotidiane che ci permettano di trovare un equilibrio tra il piacere delle tradizioni, il cibo, la convivialità e le aspettative (proprie e altrui). La vera sfida è preservare le proprie energie mentali e fisiche in un periodo così denso.

Ascoltate i vostri bisogni: imparate a dire di no a inviti che vi sovraccaricherebbero o a richieste che esaurirebbero le vostre risorse. Il vostro “termometro emotivo” è l’indicatore più importante. Ricordate che il cibo è gioia e condivisione, non fonte di sensi di colpa; la convivialità è un’occasione per connettersi, non un obbligo sociale estenuante.

Adottare questo approccio consapevole vi permetterà di attraversare le feste senza stress, mantenendo alta la carica di gioia e benessere per tutto il periodo, creando così un Natale veramente rigenerante e duraturo.

Napoli, arrivano le condanne per i falsari di Ponticelli

Napoli – Si è concluso con un verdetto che sostanzialmente conferma l’impianto accusatorio formulato da Procura e Guardia di Finanza il dibattimento di primo grado per la banda che, nel maggio 2024, era stata smantellata mentre gestiva una vera e propria zecca clandestina nel cuore della periferia est. Ieri mattina, davanti alla sezione penale collegio A del Tribunale di Nola, si è messa la parola fine al processo che vedeva sul banco degli imputati il gruppo di falsari capeggiato da Alfredo Muoio.

Il Collegio, presieduto dal giudice Agnese Di Iorio, ha ritenuto fondate le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione di monete e di spendita, per un tesoro potenziale di circa 48 milioni di euro falsi pronto a inondare il mercato.

La fabbrica del falso era stata scoperta dalle Fiamme Gialle in un capannone industriale di Ponticelli, affittato da una società di bonifica (estranea alle indagini). Qui, gli “stakanovisti” della contraffazione lavoravano a ritmi serrati, 24 ore su 24, dormendo e consumando i pasti direttamente sul posto, grazie a un “vivandiere” che fungeva da contatto con l’esterno.

All’interno erano stati rinvenuti macchinari sofisticati e circa 80mila fogli, ciascuno con 12 banconote da 50 euro quasi pronte: mancava solo il taglio finale per l’applicazione della banda verticale argentata. Un tentativo di riproduzione così ossessivo da far venire alla mente la celebre “Banda degli onesti”, ma con strumenti ben più professionali e banconote quasi indistinguibili.

Il Tribunale di Nola ha emesso le seguenti sentenze di condanna:

Alfredo Muoio (presunto capo dell’organizzazione): 4 anni di reclusione.

Alessio Muoio, Michele Rivieccio, Ermani Vassallo: 3 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno.

Antonio Papaccio, Alessandro Aprea: 6 mesi di reclusione (in continuazione con altra sentenza).

Unica nota a margine del verdetto è l’assoluzione con formula piena, per non aver commesso il fatto, di Antonio Piscopo. Il giovane, figlio del più noto Luigi Piscopo, detto il “pazzignano”, esponente di spicco della mala di Ponticelli, è stato scagionato grazie alla difesa condotta dall’avvocato Giuseppe Perfetto.

Aversa, azienda dell’orrore: braccianti come schiavi nei campi. Arresti e mezzo milione sequestrato

Aversa  – Una vera e propria “organizzazione” dedita allo sfruttamento di manodopera vulnerabile è stata smantellata stamattina dai Carabinieri. In manette sono finiti un imprenditore agricolo dell’area aversana, sua moglie e un cittadino indiano.

Un quarto uomo, anch’egli di origine indiana, è obbligato a presentarsi agli investigatori. L’operazione, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, svela un sistema di soprusi degno di un romanzo nero, nascosto tra i campi delle province di Napoli e Caserta.

Le indagini del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, con l’ausilio del Gruppo di Aversa e la collaborazione del progetto A.L.T Caporalato D.U.E. (che coinvolge anche Ispettorato del Lavoro e OIM), hanno ricostruito un quadro indiziario gravissimo relativo al periodo febbraio-luglio 2024.

Il caporalato qui aveva il volto del titolare dell’azienda, che con la complicità della consorte e di due “caporali” indiani reclutava decine di braccianti – tra i 40 e gli 80, per lo più connazionali dei due mediatori e privi di permesso di soggiorno – per sfruttarli nei suoi terreni. Le condizioni descritte dagli inquirenti sono ai limiti della schiavitù.

Lo sfruttamento: “Senza quota, non si mangia”

I lavoratori venivano prelevati all’alba e stipati come merci nei vani di carico di furgoni, senza alcuna sicurezza. Nei campi, sottoposti a turni massacranti di 10-14 ore al giorno, percepivano una miseria: circa 2,70 euro l’ora. Nessun riposo settimanale, nessuna possibilità di assentarsi se malati.

La pausa pranzo, di pochi minuti, era un premio: veniva concessa solo al raggiungimento di una quota giornaliera di raccolta. Una regola non scritta ma ferrea: “Senza la quota non si mangia”. Sorvegliati a vista, erano minacciati di non essere pagati o di non ricevere più lavoro se rallentavano il ritmo o danneggiavano accidentalmente i prodotti.

La coercizione non conosceva limiti: costretti a lavorare sotto la pioggia coprendosi con buste di plastica, obbligati a restare in campo durante l’irrorazione di pesticidi, con la minaccia di licenziamento per chi si allontanava per malori. Vivevano in alloggi fatiscenti. Il colmo delle minacce riguardava la paura di denunciare: ai braccianti era stato intimato di non parlare con le forze dell’ordine, sotto pena di gravi violenze fisiche.

Le misure: arresti e maxi-sequestro da 542mila euro

Il GIP del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura, ha quindi emesso le ordinanze cautelari. Per l’imprenditore, sua moglie e uno dei due cittadini indiani sono scattati gli arresti domiciliari (i due indiani risultano al momento irreperibili), mentre per il secondo mediatore è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Parallelamente, è stato eseguito un imponente sequestro preventivo di profitto: 542.934,56 euro in contanti, rinvenuti nel magazzino-sede dell’azienda agricola, oltre a 4 furgoni utilizzati per il trasporto illecito della manodopera. La somma, secondo gli investigatori, rappresenta il frutto del sistema di sfruttamento.

L’operazione odierna si inserisce nel più ampio contrasto al caporalato nell’agro aversano, un fenomeno purtroppo radicato che vede nei lavoratori migranti irregolari le vittime predilette di un business senza scrupoli.

I clan di Secondigliano controllavano la piazza di spaccio al Royal Residence a Castel Volturno: 11 arresti

Nella prima mattina di oggi i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere che hanno portato in cella 11 persone, due delle quali erano minorenni al tempo dei fatti.

Il G.I.P. del Tribunale di Napoli e quello del Tribunale per i Minorenni hanno firmato i provvedimenti su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, scoprendo un’organizzazione che aveva trasformato un residence di Castel Volturno in una piazza di spaccio a cielo chiuso, replicando le tattiche criminali di Scampia-Secondigliano.

L’indagine, partita nella seconda metà del 2023 dopo un incendio doloso in un appartamento del «Royal Residence», ha ricostruito un sistema di controllo militare del territorio che teneva in scacco decine di famiglie. Il complesso residenziale, situato nel Villaggio Coppola Pineta Mare, è diventato il teatro di un esperimento criminale: portare le regole della camorra napoletana in un’area fino a oggi considerata feudo storico dei casalesi.

Le indagini hanno accertato che la banda, composta da pregiudicati originari di Secondigliano, aveva installato una vera e propria rete di sorveglianza sui dieci piani dell’edificio. Vedette appostate sui balconi controllavano ogni movimento, creando sbarramenti e percorsi obbligati per chiunque entrasse o uscisse dalla struttura.

L’hall del residence fungeva da baricentro dell’attività, trasformata in un mercato aperto h24 dove si compravava e si vendeva droga senza alcun ritegno.

Il gruppo non agiva da solo. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione aveva ricevuto una specifica «autorizzazione» a operare da esponenti del clan dei casalesi, fazione Bidognetti, che da anni controllano il territorio di Castel Volturno.

Questo patto ha permesso ai napoletani di insediarsi nel residence, pagando il pizzo in cambio della libertà di spacciare. Un matrimonio di convenienza che ha fatto convergere due poteri criminali diversi sullo stesso obiettivo: il controllo assoluto del Villaggio Coppola.

La violenza è stata il cemento di questo sistema. Oltre all’incendio iniziale, intimidatorio e dimostrativo, gli investigatori hanno documentato pestaggi sistematici commissionati dai capi del gruppo per «educare» dipendenti, clienti e condomini alla più cupa omertà. L’amministratore del residence è stato preso di mira con atti incendiari, mentre un cittadino polacco è stato gambizzato con un’arma clandestina modificata, punizione per aver violato le regole non scritte del sodalizio. Ogni episodio serviva da monito, ogni aggressione rinsaldava il terrore.

Oggi il «Royal Residence» può finalmente respirare. Le famiglie che da mesi vivevano in ostaggio, costrette a subire il traffico di droga e la violenza come unico scenario quotidiano, vedono sgretolarsi il potere che le teneva inchiodate dentro le proprie case. L’operazione dei Carabinieri ha smantellato non solo una piazza di spaccio, ma un modello di controllo criminale che rischiava di esportare la piazza di spaccio chiusa in altre aree della Campania.

Arzano, 60mila euro nel buio: “Luminarie d’oro, ma la città è ancora spenta”

Sessantamila euro impegnati per le luminarie natalizie, ma Arzano – al 10 dicembre – resta ancora completamente al buio. È un atto d’accusa durissimo quello lanciato dai consiglieri comunali d’opposizione Luigi De Rosa, Nicola Falzarano e Natale Russo, che parlano apertamente di “insulto alla città” e di “sperpero intollerabile” da parte dell’amministrazione guidata dalla sindaca Cinzia Aruta.

“I documenti sono chiari – afferma Luigi De Rosa –: l’amministrazione ha impegnato 60mila euro per le luminarie, di cui ben 20mila solo per la struttura prevista in piazza Cimmino. Una cifra che sfiora l’assurdo. E il risultato qual è? Che Arzano è ancora spenta. Questo non è solo uno spreco: è una mancanza di rispetto verso i cittadini”.

Sulla stessa linea Nicola Falzarano, che parla di “programmazione fallita su tutta la linea». «Siamo di fronte a un’amministrazione che – a nostro giudizio – naviga a vista, senza trasparenza né capacità di gestione. Spendere decine di migliaia di euro per ritrovarsi senza una sola luminaria accesa è qualcosa che mortifica la città e umilia un’intera comunità”.

Ancora più netto Natale Russo, che definisce l’intera vicenda «un disastro amministrativo». “Chiediamo alla sindaca Aruta di presentarsi ai cittadini e spiegare con chiarezza: perché 60mila euro? Perché 20mila per una singola installazione? E soprattutto: perché Arzano, nonostante tutto, è ancora al buio? La misura è colma. Non accetteremo altri tentativi di scaricare responsabilità o di minimizzare quanto accaduto”.

I tre consiglieri annunciano battaglia: “Continueremo a denunciare ogni spreco e ogni atto che riterremo lesivo degli interessi della comunità. Arzano non può essere un laboratorio di improvvisazione: merita un’amministrazione capace, trasparente e attenta ai bisogni reali della città”.

P.B.

(nella foto da sinistra Nicola Falzarano, Natale Russo e Luigi De Rosa)

Napoli, l’Audi della vendetta: 6 uomini del clan Mazzarella a processo per sequestro e pestaggio

Napoli – Un regolamento di conti finito nel peggiore dei modi: pugni, schiaffi e un sequestro-lampo per vendicare la sparizione di una lussuosa Audi “Rs3” da 80mila euro. Sei presunti affiliati o vicini al temuto clan Mazzarella, attivi nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, sono ora attesi al varco della giustizia per rispondere di duplice sequestro di persona.

L’appuntamento cruciale in aula è fissato per il prossimo 27 gennaio, quando il gip Antonio Baldassarre presiederà l’udienza preliminare. A comparire davanti al giudice saranno i sei neo-imputati, bloccati dai Carabinieri nel pieno della loro azione punitiva: Arturo Lama, Salvatore De Filippo, Giuseppe Ciccarelli, Salvatore Giannetti, Mario Amaro e Antonio Martori.

Per il collegio difensivo, composto dagli avvocati Leopoldo Perone, Luigi Poziello, Diego Pedicini e Alessandro Pignataro, si apre ora la fase cruciale della strategia. L’ipotesi più probabile è che tutti gli imputati optino per il rito abbreviato, cercando uno sconto di pena davanti alle gravi accuse.

La trama dell’auto svanita

L’intera vicenda ruota attorno al noleggio di un’Audi “Rs3” da 80mila euro, stipulato presso una società di Isernia. La vettura, anziché essere restituita, sarebbe stata fatta sparire – forse venduta – dagli stessi noleggiatori, Vincenzo Vaccaro (noto alle forze dell’ordine come specialista delle truffe) e Andrea Grammatikas.

I truffati, legati alla società di noleggio (e secondo gli inquirenti, vicini ad ambienti poco raccomandabili), non hanno accettato lo smacco. Grazie al localizzatore GPS montato sotto il cofano, sono riusciti a rintracciare il bolide svanito e, successivamente, i due autori della truffa.

Il sequestro con pestaggio a San Giovanni

La vendetta scatta fulminea: il primo noleggiatore, convocato con un pretesto in un bar di Fuorigrotta, viene subito messo alle strette e pesantemente picchiato. Sotto la pressione delle percosse, l’uomo è costretto a rivelare il nome del complice, Andrea Grammatikas.

Il gruppetto criminale, dunque, sequestra la vittima designata e la trasporta in un appartamento del quartiere San Giovanni a Teduccio, in via Castagnola. Qui, il sequestrato viene raggiunto dal complice e il pestaggio riprende con veemenza. A suon di schiaffi, pugni e minacce di morte, il commando ha preteso il saldo immediato del “buco” da 80mila euro.

Fortunatamente, le urla disperate provenienti dall’appartamento non sono passate inosservate. Una provvidenziale telefonata anonima al 112 ha fatto scattare il blitz dei Carabinieri. Le forze dell’ordine sono piombate sul luogo del sequestro lo scorso marzo, interrompendo l’aggressione e traendo in salvo le due vittime. I sei presunti sequestratori sono stati immediatamente arrestati, ponendo fine al brutale regolamento di conti.

Notte di terrore a Roma: studentessa 23enne stuprata all’uscita della metro Jonio. È caccia al branco

Roma– È un copione che si ripete con una frequenza agghiacciante, trasformando il rientro a casa di una giovane donna in un’odissea di violenza e paura. L’ultimo episodio di una lunga scia di sangue si è consumato poco dopo la mezzanotte tra sabato e domenica, nel quadrante nord-est della Capitale.

Vittima una studentessa di 23 anni, colpevole solo di trovarsi nel posto sbagliato in un orario che, per una città che si definisce europea, non dovrebbe essere considerato “a rischio”. Ma a Roma, purtroppo, lo è.

La dinamica dell’orrore

La ragazza era appena scesa da una delle ultime corse della linea B1. Uscita dalla stazione metro Jonio, pensava di aver ormai completato il tragitto verso la sicurezza domestica. Invece, l’incubo si è materializzato dal nulla, approfittando delle ombre della notte e della desolazione che spesso circonda le infrastrutture di trasporto pubblico nelle ore serali.

Secondo la drammatica testimonianza resa dalla vittima, il branco era composto da tre uomini, descritti come stranieri. L’azione è stata rapida, brutale e coordinata: mentre due aggressori la bloccavano fisicamente, impedendole ogni via di fuga e soffocando le sue urla, il terzo ha consumato la violenza sessuale. Un abuso fulmineo, lasciato alle spalle mentre i tre si dileguavano nel buio, lasciando la 23enne sotto shock sull’asfalto.

Le indagini e la caccia all’uomo

Soccorsa inizialmente da un passante che ha notato il suo stato di prostrazione, la giovane è stata accompagnata all’Ospedale Pertini. Lì, tra i medici e il supporto psicologico, ha trovato la forza di sporgere denuncia. I Carabinieri, coordinati dalla Procura di Roma che ha immediatamente aperto un fascicolo per violenza sessuale, sono ora impegnati in una serrata caccia all’uomo.

Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni fotogramma delle telecamere di videosorveglianza della zona, sia quelle della stazione metro che quelle degli esercizi commerciali limitrofi, nella speranza di isolare i volti del branco. Si cercano testimoni, chiunque possa aver visto tre uomini fuggire o aggirarsi con fare sospetto in quell’area residenziale che, di notte, diventa terra di nessuno.

Città proibite alle donne

Questo episodio riaccende violentemente i riflettori su un tema ormai ineludibile: la sicurezza notturna delle nostre città e la vulnerabilità sistemica delle donne negli spazi urbani. Roma, come molte altre metropoli italiane, sembra aver abdicato al controllo del territorio non appena cala il sole. Le stazioni della metropolitana e le fermate dei mezzi pubblici, che dovrebbero essere presidi di civiltà e mobilità, si trasformano in trappole.

Non è accettabile che nel 2025 una ragazza non possa sentirsi libera di tornare a casa dopo mezzanotte senza dover calcolare il rischio di un’aggressione. La “militarizzazione” del territorio spesso invocata a gran voce dopo questi eventi si scontra con una realtà fatta di zone d’ombra, scarsa illuminazione e assenza di controlli preventivi.

La violenza di Jonio non è un caso isolato, ma l’ennesimo segnale d’allarme di un tessuto urbano che non protegge le sue cittadine, costringendole a vivere in uno stato di allerta perenne. Mentre le forze dell’ordine lavorano per dare un nome ai colpevoli, resta l’amarezza per una libertà – quella di muoversi sicure nella propria città – che continua ad essere negata.

Maxi-blitz all’alba tra Salerno, Napoli e Avellino: venti arresti per traffico di droga

All’alba di oggi mercoledì 10 dicembre, mentre le città ancora dormivano, è scattata un’operazione antidroga su larga scala che ha coinvolto tre province: Salerno, Napoli e Avellino.

Un blitz coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno che, su disposizione del GIP, ha mobilitato centinaia di carabinieri del Nucleo Investigativo, affiancati da militari dei reparti territoriali, due team delle Aliquote di Primo Intervento, il 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano e le unità cinofile di Sarno.

L’obiettivo: eseguire misure cautelari personali e reali nei confronti di una fitta rete di indagati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con particolare riferimento a cocaina e crack.

Venti le persone raggiunte dall’ordinanza, ma il numero degli indagati è ben più alto: secondo gli investigatori, la rete gestiva un ingente flusso di droga destinato alle piazze di spaccio più battute dai giovani e non solo.

Il blitz, scattato all’unisono in tutti i punti sensibili, ha sorpreso la presunta organizzazione ancora nel pieno delle attività. Le perquisizioni sono tuttora in corso e potrebbero portare ad ulteriori sviluppi nelle prossime ore.

Camorra, torna libero anche il ras Giovanni Perfetto ‘o mostro

Il clan Lo Russo prova a rialzare la testa. A pochi giorni dalla scarcerazione per fine pena di Giuseppe Lo Russo, l’unico dei fratelli dei famigerati “Capitoni” a non essersi mai pentito, un altro nome pesante della cosca di Miano torna in libertà: Giovanni Perfetto, alias “’o mostro”.

Un doppio rientro sul territorio che, letto in chiave investigativa, rischia di ridisegnare equilibri e gerarchie nel sottobosco criminale dell’area nord di Napoli.

La nuova scarcerazione, ed è tutt’altro che un passaggio tecnico. Il gip del tribunale di Napoli, accogliendo l’istanza del difensore di Perfetto, l’avvocato penalista Domenico Dello Iacono, ha riconosciuto il vincolo della continuazione tra l’ultima condanna per estorsione e una precedente, risalente a oltre dieci anni fa, per associazione di tipo mafioso.

In sostanza, il giudice ha ritenuto che il reato più recente fosse assorbito in quello per 416 bis già giudicato, con la conseguenza che la pena residua risultava di fatto espiata. È così che per “’o mostro” si sono spalancate le porte del carcere.

A rendere ancora più significativa la decisione è un dettaglio che, sul piano della sicurezza, dettaglio non è: a maggio era stato scarcerato, con un meccanismo giuridico analogo, il capozona Salvatore Di Vaio. Due figure di vertice del gruppo estorsivo riconducibile ai Lo Russo che, nel giro di pochi mesi, tornano contemporaneamente disponibili sul territorio di Miano.

Il patteggiamento e gli sconti di pena

La svolta giudiziaria per i ras di Miano era arrivata già a febbraio 2024, quando il gruppo aveva ottenuto il patteggiamento. Nonostante la contestazione di estorsione aggravata dal metodo mafioso, i giudici della terza sezione della Corte d’appello di Napoli avevano rideterminato al ribasso le condanne: 7 anni di reclusione e 8.000 euro di multa per Salvatore Di Vaio, Alessandro Festa, Cosimo Napoleone, Giovanni Perfetto, Raffaele Petriccione e Fabio Pecoraro; 8 anni di carcere e 10.000 euro di multa per Vincenzo Pagliaro.

Secondo le dichiarazioni delle vittime, il gruppo imponeva un vero e proprio cappio economico al tessuto commerciale della zona: 5.000 euro al mese di tangente fissa e 10 centesimi per ogni chilo di pane venduto. Un sistema estorsivo capillare, studiato per drenare risorse in maniera costante, colpendo uno dei settori più “sensibili” e radicati del quartiere, quello dei panifici e delle attività alimentari.

Il progetto dei “nuovi capi” del clan Lo Russo, tuttavia, era stato bruscamente frenato da un’indagine lampo condotta in piena estate: otto arresti in pochi giorni e, a ruota, il primo verdetto giudiziario. Nonostante le iniziali condanne pesanti – si era parlato di 9 anni di reclusione a testa nel gennaio 2023 – il gruppo era comunque riuscito a evitare la “stangata” definitiva grazie alla successiva rimodulazione delle pene in appello. Un margine che oggi, di fatto, si traduce nel ritorno in libertà dei protagonisti principali.

Perché la doppia scarcerazione è un campanello d’allarme

È sul piano della prevenzione e del controllo del territorio che la doppia scarcerazione di Giuseppe Lo Russo e Giovanni Perfetto assume una valenza altamente delicata. Sullo sfondo c’è il timore, tutt’altro che astratto, che i vecchi ras possano tentare di ricucire la rete dei rapporti criminali, riallineando alleanze, recuperando vecchi canali di approvvigionamento di armi e droga, e soprattutto rilanciando il circuito estorsivo che negli ultimi anni le indagini avevano provato a smantellare.

Il rientro in libertà di figure storiche di un clan storicamente egemone come quello dei Lo Russo non è mai una notizia neutra. Per gli investigatori significa dover alzare il livello di attenzione su più fronti: monitoraggio dei contatti, intercettazioni, controllo degli affari leciti e illeciti che potrebbero fungere da paravento per la ricostruzione della cassa del clan.

Per le forze dell’ordine impegnate ogni giorno nelle stazioni e nelle strade di Miano, significa anche misurare sul campo la reazione del territorio: chi si avvicina, chi prende le distanze, chi torna a bussare alla porta dei “Capitoni” per chiedere protezione o per regolare vecchi conti.

La giustizia ha i suoi tempi e le sue regole, e il riconoscimento del vincolo della continuazione rientra pienamente nel perimetro dello Stato di diritto. Ma dal punto di vista della percezione sociale e della sicurezza reale, l’effetto è un altro: le vittime di estorsione, che avevano trovato il coraggio di denunciare, rischiano di sentirsi di nuovo esposte. Sapere che il “mostro” e il capozona sono fuori può alimentare paura, silenzio, rinuncia a collaborare.

Ed è qui che entra in gioco la “seconda gamba” della risposta dello Stato: se sul piano processuale la partita è chiusa, su quello del controllo del territorio deve aprirsi una vigilanza serrata, continua, quasi chirurgica. Per evitare che le scarcerazioni si traducano in un ritorno alle vecchie logiche del pizzo e dell’intimidazione, serve un’azione coordinata tra procura, polizia giudiziaria, forze dell’ordine e amministrazioni locali.

L’equilibrio fragile di un quartiere in bilico

Miano è da anni un laboratorio criminale e sociale: terra di storica influenza dei Lo Russo, area segnata da faide, pentimenti eccellenti, arresti e maxi operazioni che hanno smontato pezzo dopo pezzo la struttura originaria del clan. Il ritorno in scena, anche solo potenziale, di vecchi ras rischia di rimescolare le carte proprio mentre le istituzioni cercano di consolidare percorsi di legalità e di recupero del tessuto economico.

In questo contesto, la doppia scarcerazione non va letta soltanto come un fatto giudiziario, ma come un vero test di tenuta per lo Stato sul territorio. Se le forze dell’ordine riusciranno a prevenire nuove intimidazioni, a proteggere i commercianti che hanno denunciato e a intercettare sul nascere eventuali tentativi di riorganizzazione del clan, la libertà riconquistata dai vecchi capi resterà un fatto individuale, non il preludio di una nuova stagione di dominio camorristico.

Se, al contrario, l’attenzione dovesse abbassarsi, il rischio è che l’area nord di Napoli si ritrovi a fare i conti con una criminalità organizzata che, pur colpita e ridimensionata, dimostra ancora la capacità di rigenerarsi attorno alle sue vecchie bandiere. Per questo la doppia scarcerazione di Lo Russo e Perfetto, sul taccuino di chi si occupa di giudiziaria, non è una semplice notizia: è un campanello d’allarme che impone, da subito, la massima allerta.

Campania regione più povera d’Italia: quasi un cittadino su due è vulnerabile e uno su 8 rinuncia alle cure

La Campania si conferma la regione più povera d’Italia. È un dato che non sorprende più, ma che ogni anno si aggrava nelle sue dimensioni e nelle sue conseguenze. Il nuovo Dossier regionale sulle povertà in Campania, presentato dalla Caritas a Caserta e costruito su fonti ufficiali – Istat, Eurostat, Ministero della Salute, Agenas, Gimbe – racconta un territorio dove la vulnerabilità non è più una condizione marginale: riguarda il 43,5% della popolazione, quasi la metà dei residenti.

Un dato che, da solo, darebbe la misura del problema. Ma è solo la punta dell’iceberg.

La rinuncia alle cure e il divario sanitario

Il numero più inquietante è quello relativo alla salute: il 13,5% dei campani rinuncia a curarsi, contro una media nazionale del 9,9%.
Una percentuale che, tradotta nella vita quotidiana, significa che uno su otto è costretto a evitare visite specialistiche, esami diagnostici, terapie. Non perché non ne abbia bisogno, ma perché non può permettersele.

Il Vescovo Antonio De Luca, delegato della Conferenza Episcopale Campana per il Servizio Carità, lo spiega chiaramente: «Nei nostri Centri cresce la richiesta di aiuti per le cure sanitarie; molti lamentano la lontananza dalle strutture e l’alto costo dei trasporti». Una condizione che riguarda soprattutto le aree interne, sempre più isolate e sempre più svuotate.

L’effetto finale è devastante: in Campania si vive due anni in meno rispetto al resto del Paese (80,9 anni contro 82,7).

Liste d’attesa infinite e fuga verso il privato

Il dossier denuncia liste d’attesa interminabili, carenze strutturali, personale insufficiente e un progressivo spostamento dei cittadini verso la sanità privata. Un paradosso in una regione tra le meno ricche d’Italia: si paga il privato perché il pubblico non funziona.

Ma anche qui emerge un’altra disparità: la spesa sanitaria pro capite in Campania è di 1.910 euro, quasi 320 euro in meno rispetto alla media nazionale, con un gap complessivo di oltre 1,7 miliardi di euro.
Meno risorse, meno servizi, più povertà: un circolo vizioso.

Redditi troppo bassi, lavoro fragile, spopolamento

Il reddito pro capite resta tra i più bassi del Paese: 18.500 euro contro i 31mila del resto d’Italia. Una distanza quasi strutturale, che si trascina da decenni e che continua ad ampliarsi.

La Campania ha meno occupati rispetto alla media nazionale ed europea. Il mercato del lavoro è caratterizzato da instabilità, contratti precari, bassi salari. A ciò si aggiungono aree interne che si svuotano, dove i giovani partono in cerca di opportunità e dove restano anziani sempre più soli, privi di servizi essenziali.

Perché la povertà cresce? Una riflessione

Crescita della povertà non significa solo carenza economica: è il risultato di un sistema che si indebolisce su più fronti.

Struttura economica fragile
La Campania continua a dipendere da settori poco dinamici, con scarsa industrializzazione diffusa e un tessuto produttivo frammentato. La crescita non riesce a essere stabile né inclusiva.

Lavoro precario e salari bassi
Il problema non è solo l’occupazione, ma la qualità dell’occupazione: stipendi insufficienti, contratti a termine, part-time involontari. Anche chi lavora spesso non riesce a uscire dalla vulnerabilità.

Servizi pubblici insufficienti
Soprattutto in sanità e nelle aree interne: scuole, trasporti e ospedali lontani. Questo genera costi aggiuntivi, isolamento, rinuncia ai diritti fondamentali.

Spopolamento e invecchiamento
I giovani emigrano, lasciando territori svuotati e sempre meno attrattivi. È un meccanismo che impoverisce ancora di più il tessuto economico.

Disuguaglianze accumulate nel tempo
La Campania paga decenni di ritardi infrastrutturali, gestione irregolare delle risorse, mancanza di una strategia duratura e coerente di sviluppo.

La povertà, in Campania, non è solo una condizione: è diventata una traiettoria, un destino che però può essere invertito solo intervenendo simultaneamente su welfare, sanità, lavoro, formazione e mobilità.

Il richiamo della Caritas

Di fronte a questo scenario, la Caritas lancia un appello chiaro: «Una forma di sostegno minimo al reddito è necessaria». Non come assistenzialismo, ma come strumento di dignità e di accesso ai diritti, come avviene nelle democrazie più avanzate.

Un invito che non può rimanere inascoltato, perché la Campania non può più permettersi di convivere con numeri così drammatici. La povertà è diventata un’emergenza strutturale: affrontarla è una responsabilità collettiva, politica e sociale.

Oroscopo del giorno – mercoledì 10 dicembre 2025 a cura di Paolo Tedesco

0

Secondo le previsioni di Paolo Tedesco, questa giornata si presenta con un’energia articolata. La Luna in Cancro ci invita a cercare sicurezza e protezione, mentre Mercurio favorisce un dialogo chiaro e risolutivo.  Ecco come le stelle influenzeranno la tua giornata. Ricorda: l’astrologia indica tendenze, non destini. Usa queste indicazioni come una bussola, non come una mappa rigida.

ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: Marte in trigono ti dona carica e passione. Sei diretto/a e magnetico/a, ma attento/a a non essere troppo impulsivo/a con il partner. Single? Un’avventura inaspettata potrebbe nascere in un contesto sportivo o lavorativo.

  • Lavoro: Giornata dinamica e produttiva. Sei pieno di idee e voglia di fare. Ottimo per prendere iniziative, ma consulta i colleghi prima di lanciarti in solitaria.

  • Salute: L’energia è alta. Sfruttala per un’attività fisica intensa che ti aiuti a scaricare lo stress.

  • Finanze: Possibile spesa improvvisa per un hobby o un’attrezzatura. Valuta se è un capriccio o un vero investimento per il tuo benessere.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua audacia è il motore di oggi. Incanalala in un obiettivo preciso invece di disperderla. Una chiamata che rimandi da tempo potrebbe portare una piacevole novità.

TORO (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Venere nel tuo settore delle relazioni armonizza i legami. Serenità e complicità con il partner. Per i single, l’attrattiva è alta: cerca connessioni in ambienti eleganti e rilassati, come una galleria d’arte o un buon ristorante.

  • Lavoro: Fase di consolidamento. Meglio dedicarsi a compiti pratici, sistemare questioni in sospeso e pianificare. La collaborazione con una persona vicina si rivela fruttuosa.

  • Salute: Attenzione alla gola e all’indulgenza a tavola. Goditi i piaceri, ma con moderazione. Una passeggiata nella natura ti rigenera.

  • Finanze: Situazione stabile. Possibile una piccola entrata inaspettata (rimborso, regalo). Ideale per mettere da parte qualcosa.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La pazienza è la tua virtù. Non forzare i tempi, soprattutto in ambito finanziario. L’ascolto di un consiglio esperto potrebbe farti risparmiare risorse preziose.

GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: Mercurio favorisce la comunicazione. Chiarisci, dialoga, esprimi i tuoi desideri con il partner. Single? La socializzazione è favorita: le parole sono il tuo miglior biglietto da visita in una festa o online.

  • Lavoro: Giornata frenetica e ricca di contatti, chiamate, riunioni. Multitasking all’ordine del giorno. Attenzione a non fare troppe cose insieme e a verificare le informazioni.

  • Salute: La mente è iperattiva. Ritagliati momenti di silenzio per evitare sovraccarico nervoso. Utili tecniche di respirazione.

  • Finanze: Piccoli movimenti di denaro in entrata e uscita. Puoi trovare un affare interessante confrontando le offerte, ma non farti tentare dall’inutile.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua curiosità è vivace. Sii un abile selettore di informazioni, non un semplice raccoglitore. Un messaggio ricevuto oggi potrebbe contenere un’idea geniale.

CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: La Luna nel tuo segno rende le emozioni intense e bisognose di sicurezza. Cerca intimità e coccole nel rapporto. Single: potresti sentirti nostalgico/a. Apri il cuore a nuove conoscenze senza paragonarle al passato.

  • Lavoro: Lavori meglio in un ambiente protetto e familiare. Ottimo per attività creative, di cura o che riguardano la casa. Un’intuizione legata a un progetto passato torna utile.

  • Salute: Stato d’animo sensibile. Cura l’alimentazione e il riposo. Stare vicino all’acqua (un bagno caldo, il mare) ha un effetto calmante.

  • Finanze: Attenzione alle spese dettate dall’emotività o per la casa. Investi in ciò che ti dà un senso di conforto reale, non momentaneo.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Proteggi la tua energia emotiva senza chiuderti a riccio. Un gesto di gentilezza verso la tua famiglia ti tornerà indietro moltiplicato.

LEONE (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: Il Sole illumina la tua vitalità. Sei al centro dell’attenzione e attraente. In coppia, organizza una serata speciale. Per i single, è il momento di brillare: il tuo entusiasmo è contagioso.

  • Lavoro: Ti piace essere visibile e apprezzato. Mettiti in gioco, proponi le tue idee. Attenzione a non sovrastare gli altri. La leadership funziona se è inclusiva.

  • Salute: Energia solare al top. Attenzione a non strafare e a proteggere cuore e schiena. L’attività fisica deve essere gioiosa, non una competizione.

  • Finanze: Possibilità di fare un’ottima impressione che può tradursi in un vantaggio economico futuro. Attenzione alle spese per apparire.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo calore può illuminare la giornata di chi ti sta intorno. Usalo per ispirare, non solo per riscaldare te stesso. Un complimento sincero apre porte inaspettate.

VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: L’amore cerca ordine e concretezza. In coppia, apprezzate la routine e la cura dei dettagli. Per i single, un interesse potrebbe nascere in un contesto di studio, lavoro o dove si presta servizio.

  • Lavoro: La precisione è la tua carta vincente. Ottimo per analizzare, sistemare, perfezionare. Attenzione a non perderti in dettagli insignificanti e a essere troppo critico con chi non ha il tuo metodo.

  • Salute: Attenzione al sistema digestivo e a tensioni da iper-controllo. Una routine sana ti aiuta, ma lascia anche spazio a un po’ di flessibilità.

  • Finanze: Gestione oculata e attenta. Ottimo giorno per fare bilanci, pianificare spese future o trovare errori in documenti finanziari.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La ricerca della perfezione è un nobile intento, ma ricorda che la vita è fatta anche di imperfette meraviglie. Un gesto pratico di aiuto verso un collepa sarà molto apprezzato.

BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: Venere favorisce armonia e diplomazia. In coppia, cercate la bellezza e l’equilibrio. Per i single, l’incontro più promettente avviene in un luogo esteticamente piacevole o attraverso amici comuni.

  • Lavoro: Le capacità di mediazione e di lavoro in team sono preziose. Ottimo per negoziare, trovare compromessi, presentare progetti. Evita di rimandare decisioni per il timore di scontentare qualcuno.

  • Salute: Benessere legato all’equilibrio interiore. Cerca attività rilassanti e piacevoli. Attenzione ai reni, bevi molta acqua.

  • Finanze: Situazione equilibrata. Possibile una spesa per abbellire la casa o per un capo di abbigliamento ricercato. Non farti influenzare troppo dai consigli altrui.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua grazia è un dono. Oggi, usala per creare ponti, non solo per adornarti. Una conversazione piacevole potrebbe trasformarsi in un’opportunità concreta.

SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Passione intensa e ricerca di profondità. In coppia, niente superficialità: cercate un contatto autentico. Single: l’attrazione può essere magnetica e improvvisa, ma fai attenzione a non essere troppo possessivo/a.

  • Lavoro: Il tuo intuito e la tua determinazione sono al massimo. Ottimo per chiudere accordi, risolvere questioni intricate, fare ricerche. Attenzione ai conflitti di potere.

  • Salute: Energie psichiche forti. Attività fisiche intense o discipline come lo yoga possono aiutare a trasformare le tensioni. Attenzione alle ossa.

  • Finanze: Potresti essere alle prese con una questione finanziaria importante (investimento, prestito, eredità). Fidati del tuo istinto, ma raccogli tutti i dati.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: Il tuo sguardo penetra le maschere. Oggi, usa questo potere per trasformare una tua paura in forza, non per controllare gli altri. Un segreto rivelato ti darà un vantaggio.

SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Giove, il tuo pianeta, ti spinge verso l’ottimismo e la libertà. In coppia, condividete un progetto di viaggio o di crescita. Single: un incontro affascinante potrebbe arrivare da lontano o in un contesto culturale.

  • Lavoro: Idee grandiose e voglia di espandere i propri orizzonti. Ottimo per pianificare il futuro, fare networking internazionale o seguire un corso. Attenzione a non fare promesse che non puoi mantenere.

  • Salute: Bisogno di movimento e spazio. Una corsa o un’attività all’aria aperta ti rigenerano. Attenzione ai strappi muscolari.

  • Finanze: Opportunità legate all’estero o a progetti a lungo termine. Attenzione a spese impulsive per viaggi o oggetti costosi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua fede nel futuro è contagiosa. Oggi, punta la freccia verso un obiettivo lontano ma chiaro. Un libro o un incontro con una persona di cultura diversa ti ispirerà.

CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: L’amore si esprime attraverso la fedeltà e i fatti concreti. In coppia, la complicità si costruisce su obiettivi comuni. Single: un interesse serio potrebbe nascere in ambito professionale o con qualcuno più maturo.

  • Lavoro: Giornata di serietà e impegno. Sei focalizzato sui risultati e guadagni rispetto per la tua competenza. Ottimo per trattative importanti e per parlare con i superiori.

  • Salute: Resistenza solida, ma attenzione a non trascurare piccoli dolori articolari o allo scheletro. La disciplina nella routine funziona.

  • Finanze: Gestione prudente e orientata al lungo termine. Possibile riconoscimento economico per il lavoro svolto. Ideale per investire in beni solidi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua ambizione è la scala per salire. Oggi, assicurati che ogni gradino sia saldo e ben costruito. Un consiglio di un mentore sarà prezioso.

ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: Ricerchi complicità intellettuale e libertà. In coppia, una conversazione stimolante vi avvicina. Single: l’incontro più interessante è con una mente anticonformista, forse online o in un gruppo di amici.

  • Lavoro: Le tue idee innovative sono apprezzate. Ottimo per lavorare in team, per il networking e per tutto ciò che è tecnologico e futuribile. Collabora, non isolarti.

  • Salute: Benessere legato alla circolazione e al sistema nervoso. Attività di gruppo o sport insoliti ti attraggono. Stretching per le caviglie.

  • Finanze: Entrate o idee legate a progetti collettivi, tecnologia o amici. Attenzione a spese bizzarre o per oggetti high-tech superflui.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua visione del futuro è un faro. Oggi, condividila con la tua comunità, non tenerla solo per te. Un messaggio da un amico lontano porta una buona notizia.

PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo. In coppia, la dolcezza e l’empatia creano magia. Single: potresti attrarre o essere attratto da una persona sensibile e artistica. Attenzione alle illusioni.

  • Lavoro: L’intuizione e la creatività sono alle stelle. Ottimo per lavori artistici, di assistenza, o che richiedono immaginazione. Attenzione a confondere i piani e a essere poco pratico.

  • Salute: Sensibilità elevata. Ritagliati momenti di solitudine per ricaricarti. Attenzione ai piedi e alla ritenzione idrica. Benefici dal nuoto.

  • Finanze: Situazione nebulosa. Meglio non fare grandi movimenti finanziari oggi. Potresti essere tentato da cause benefiche o da acquisti dettati dal cuore.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: La tua compassione è un dono per il mondo. Oggi, proteggi anche i tuoi confini emotivi per non disperderlo. Un’ispirazione artistica arriverà in un momento di quiete.

Cosa ci riservano le stelle mercoledì 10 dicembre 2025?

Secondo le previsioni di Paolo Tedesco, questa giornata si presenta con un’energia articolata. La Luna in Cancro ci invita a cercare sicurezza e protezione, mentre Mercurio favorisce un dialogo chiaro e risolutivo. Il tema dominante sembra essere l’equilibrio tra azione e riflessione, tra l’audacia di chi vuole correre (Ariete, Leone) e la prudenza di chi preferisce consolidare (Toro, Capricorno).

In amore, Venere ben aspettata promette armonia per molti, ma chiede di fondare i sentimenti su basi solide, non solo sull’entusiasmo momentaneo. Nel lavoro, è una giornata dove l’intuito (Scorpione, Pesci) e la concretezza (Vergine, Capricorno) possono trovare una sintesi vincente, specialmente nel lavoro di squadra (Bilancia, Acquario). Sul fronte salute, l’invito è all’ascolto del corpo, specie per i segni più sensibili. Per le finanze, l’attenzione è richiesta alle spese impulsivedettate dall’emotività o dalla voglia di apparire.

Il consiglio astrologico unificante che emerge è: utilizza l’energia del giorno per costruire, non per disperdere. Sii audace nei propositi ma metodico nei passi. Le stelle ci suggeriscono che un gesto di gentilezza o una parola chiara avranno oggi un impatto maggiore del solito, creando le premesse per sviluppi positivi. Ricorda, il cielo è una tendenza, ma il libero arbitrio è lo strumento con cui scrivere la tua giornata. Buon mercoledì!

Assolto dall’accusa di maltrattamenti alla madre: “Il fatto non costituisce reato”

È stato assolto con formula piena, perché “il fatto non costituisce reato”, il 45enne originario di Amorosi e residente a Castel Campagnano finito a processo con la pesante accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti della madre, persona diversamente abile.

Secondo il capo d’imputazione, i fatti contestati risalivano ai mesi di giugno e luglio dello scorso anno, nonché a gennaio successivo, quando l’uomo avrebbe più volte preteso denaro dalla donna, sostenendo si trattasse del compenso per lavori da lui svolti ma – a suo dire – indebitamente trattenuto dalla madre.

In quelle circostanze, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, l’indagato l’avrebbe aggredita, facendo scattare le indagini e, poi, il rinvio a giudizio.

Alla luce delle risultanze peritali, la Procura aveva ritenuto l’uomo affetto da vizio parziale di mente, riconducibile a una forma di bipolarismo radicata nel tempo, chiedendo e ottenendo una misura di sicurezza di libertà vigilata, finalizzata a garantirne il percorso di cura.

La vicenda è approdata quindi al giudizio immediato dinanzi al Collegio B del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto dal dottor Maione. Nel corso del dibattimento, la difesa dell’imputato, rappresentata dal penalista avvocato Massimo Viscusi, ha sviluppato una linea argomentativa articolata, contestando la sussistenza degli elementi tipici del reato di maltrattamenti e la qualificazione giuridica dei fatti contestati.

Oggi il Collegio, in totale accoglimento delle tesi difensive, ha pronunciato l’assoluzione dell’uomo “perché il fatto non costituisce reato”. Sulla stessa linea si era già attestata la Procura di Santa Maria Capua Vetere, che in udienza aveva concluso a sua volta per l’assoluzione.

Neres infiamma la vigilia: “Ho lasciato il Benfica per il Napoli, volevo la Serie A”

Neres infiamma la vigilia: “Ho lasciato il Benfica per il Napoli, volevo la Serie A!”
LISBONA (PORTOGALLO) – Torna al Da Luz da avversario, ma con la maglia del Napoli e tanta voglia di vincere. David Neres, l’attaccante brasiliano che ha lasciato il Benfica per approdare in Serie A, ha acceso la vigilia del delicato match di Champions League tra i portoghesi e gli Azzurri, in programma domani.

L’esterno d’attacco, uno degli uomini più in forma tra i campioni d’Italia e sul quale Mister Conte punta moltissimo, non ha usato mezzi termini per spiegare la sua scelta di trasferimento. “Ho ricevuto una proposta da un’ottima squadra, in un campionato forte dove da molto tempo volevo giocare,” ha dichiarato Neres in conferenza stampa. A facilitare l’addio c’era anche la situazione tecnica: “L’allenatore che c’era all’epoca non contava molto su di me. E questo ha facilitato il trasferimento.”

Nonostante il forte legame con il passato e l’attesa del pubblico di casa, Neres è concentrato solo sull’obiettivo partenopeo: “Il Benfica è molto forte, ma siamo venuti qui per i tre punti, vogliamo vincere,” ha ribadito, consapevole della difficoltà dell’impresa al Da Luz, uno “stadio splendido” dove “l’impatto dei tifosi si sente”.

L’azzurro ha poi sottolineato come il nuovo sistema di gioco e l’impiego continuo a Napoli abbiano contribuito al suo miglioramento, permettendogli di “esprimermi al massimo”. Ai microfoni di Sky Sport, prima della conferenza, il brasiliano aveva ribadito la priorità: “Per noi è molto importante cercare di portare a casa i tre punti… Non è importante che io segni ma solo che vinca la squadra.”

Per il Napoli, l’ex di lusso Neres sarà l’arma in più per “giocare un grande match” e mantenere la “tranquillità” in un girone di ferro.