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Pedaggi autostradali 2026, rincari in arrivo: la Tangenziale di Napoli verso 1,05 euro

Dal primo gennaio 2026 il pedaggio della Tangenziale di Napoli potrebbe salire da un euro a 1,05 euro. L’aumento, al momento, non è ancora ufficiale ma rientra nel quadro degli adeguamenti tariffari annunciati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che nelle prossime ore dovrebbe emanare il decreto sui rincari autostradali.

A livello nazionale è prevista una maggiorazione media dell’1,5%, mentre per alcune tratte l’incremento sarà più consistente. È il caso della Napoli–Pompei–Salerno, per la quale è stata indicata una variazione pari all’1,925%, superiore alla media nazionale.

Oltre all’aumento del costo, cresce la preoccupazione per le ricadute sulla viabilità. Il passaggio da 1 euro a 1,05 euro comporta infatti la necessità di gestire il resto ai caselli, con il rischio di rallentamenti e code, soprattutto nelle ore di punta. Proprio per limitare i disagi, la Tangenziale di Napoli si è già attrezzata con una scorta di monete da cinque centesimi, nel tentativo di rendere più fluidi i transiti.

Il pedaggio per le automobili sulla Tangenziale è fermo a un euro dal 2017. Negli ultimi anni, nonostante gli aumenti percentuali previsti a livello nazionale, la tariffa non è mai stata ritoccata perché gli incrementi si traducevano in uno o due centesimi, non sufficienti a superare la soglia di arrotondamento ai cinque centesimi.

«Al momento non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale dal Ministero sui pedaggi 2026 – fanno sapere dalla Tangenziale di Napoli – e quindi non è possibile parlare con certezza di aumento». La società concessionaria precisa inoltre che eventuali rincari non derivano da una propria richiesta, ma dall’adeguamento generalizzato disposto a livello nazionale.

Nel frattempo, sul tema dei pedaggi autostradali è intervenuta l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), che nel mese di dicembre ha introdotto una novità significativa: il principio del “pay per use”. In base a questa impostazione, i concessionari potranno ottenere aumenti tariffari solo dopo aver dimostrato di aver realizzato effettivamente lavori di miglioramento sulle tratte di competenza. Non sarà più possibile chiedere rincari per finanziare interventi futuri. Una formula che, però, non è ancora applicata alla Tangenziale di Napoli.

Gli aumenti medi dell’1,5% sono stati deliberati a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato le norme adottate tra il 2020 e il 2023 per rinviare gli adeguamenti dei pedaggi in attesa dei nuovi piani economico-finanziari delle concessionarie.

In una nota ufficiale, il Ministero dei Trasporti ha chiarito che la decisione della Consulta «ha vanificato lo sforzo del ministro Matteo Salvini e del governo di congelare le tariffe fino alla definizione dei nuovi Pef regolatori», sottolineando che il Mit «non può più intervenire» per bloccare gli aumenti.

Per la Salerno–Pompei–Napoli S.p.A., infine, il ministero conferma una variazione tariffaria superiore alla media nazionale, certificando così uno dei rincari più significativi del 2026.

Campania, Fico ritira la querela contro Report

Un gesto politico netto per aprire la XII legislatura all’insegna della discontinuità. Nel suo intervento in Aula, il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha annunciato il ritiro della querela presentata dalla Regione contro la trasmissione giornalistica Report in relazione ai servizi sulla sanità campana. “Per dare un segnale di distensione da subito, annuncio il ritiro della querela presentata dalla Regione nei confronti della trasmissione giornalistica Report sui dati della sanità campana”, ha dichiarato il governatore davanti al Consiglio regionale.

La decisione arriva a pochi mesi dalla chiusura del precedente mandato e riguarda un’azione legale promossa nella fase finale della presidenza di Vincenzo De Luca. Un atto che Fico ha voluto caricare di un significato politico preciso, legandolo al tema della trasparenza e del confronto pubblico. “La verità è rivoluzionaria e non abbiamo paura, ma va rispettata da tutti convintamente”, ha affermato il presidente.

Nel suo intervento, Fico ha ribadito la necessità di riportare il dibattito istituzionale su un terreno di apertura e responsabilità, soprattutto su un tema sensibile come quello della sanità. “La trasparenza del confronto è la base, ognuno potrà poi trarre il suo libero convincimento”, ha aggiunto, indicando una linea di dialogo che punta a superare lo scontro giudiziario per rimettere al centro il merito delle questioni.

L’annuncio ha segnato uno dei passaggi più significativi della seduta inaugurale del nuovo Consiglio regionale, tracciando una cesura simbolica con il passato e l’intenzione di inaugurare una stagione politica improntata a un diverso rapporto con l’informazione e l’opinione pubblica.

Campania, eletti vicepresidenti, segretari e questori consiglio

Riparte il Consiglio regionale della Campania e prende forma l’assetto istituzionale della XII legislatura. Dopo una pausa di circa due ore, l’assemblea ha eletto i due vicepresidenti, segnando un passaggio chiave per l’avvio dei lavori. Con 24 preferenze è stato scelto Luca Trapanese, espressione della maggioranza e del Movimento 5 Stelle, che ricoprirà anche il ruolo di vicepresidente vicario. Per il centrodestra è stato eletto Giuseppe Fabbricatore di Fratelli d’Italia, che ha ottenuto 19 voti.

Per Trapanese si tratta della prima esperienza in Consiglio regionale, dopo l’incarico di assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli nella giunta guidata da Gaetano Manfredi. Prima volta nell’assemblea campana anche per Fabbricatore, già consigliere comunale e capogruppo a Nocera Superiore e consigliere provinciale di Salerno.

Nel corso della seduta sono stati eletti anche i segretari dell’Aula, con Lucia Fortini per la maggioranza che ha raccolto 23 voti e Michela Rostan per l’opposizione con 19 preferenze. A completare l’ufficio di presidenza sono arrivati i consiglieri questori, Raffaele Aveta del Movimento 5 Stelle con 23 voti e Livio Petitto di Forza Italia con 18.

Non hanno partecipato alle votazioni i consiglieri eletti con Casa Riformista e quelli di Mastella – Noi di Centro – Noi Sud, una scelta maturata, secondo quanto trapela, in polemica con le decisioni assunte sulla composizione delle commissioni. Un segnale politico che accompagna l’avvio della legislatura e che lascia intravedere un confronto acceso nelle prossime settimane.

Nel frattempo sono stati indicati anche i capigruppo consiliari, completando il quadro organizzativo dell’assemblea. Da segnalare infine la decisione di Mimì Minnella, eletto con la Lega nella circoscrizione di Salerno, di iscriversi al Gruppo misto, assumendone la guida.

Capodanno sicuro, maxi sequestro di botti illegali tra Caserta e Isernia

Un Capodanno più sicuro grazie a un’operazione che ha tolto dalle strade un vero e proprio arsenale di botti illegali. La Guardia di Finanza di Isernia ha sequestrato oltre 500 chili di artifizi pirotecnici non a norma all’interno di un’attività commerciale della provincia di Caserta, nell’ambito dei controlli rafforzati disposti dal Comando provinciale in vista della notte di San Silvestro.

Il materiale, altamente pericoloso, era destinato alla vendita illegale. Il titolare dell’esercizio è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Napoli Nord per le violazioni riscontrate. L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di prevenzione finalizzata a contrastare la diffusione di fuochi proibiti e a tutelare l’incolumità pubblica.

Nel corso delle stesse attività, i finanzieri hanno intercettato anche un carico di oltre 500 petardi del tipo “Cobra 6”, manufatti il cui utilizzo è consentito esclusivamente a persone in possesso di specifiche competenze tecniche. Il materiale era trasportato su un veicolo privo di qualsiasi autorizzazione per la detenzione, il maneggio, il trasporto e la conservazione degli esplosivi.

Il mezzo è stato sottoposto a sequestro e il conducente denunciato alla Procura della Repubblica di Isernia. Un’operazione che conferma l’attenzione delle Fiamme Gialle sul fronte della sicurezza, in un periodo in cui il commercio illegale di botti rappresenta un rischio concreto per cittadini e operatori.

Carceri, l’allarme del Garante: in Campania 7.844 detenuti per 5.500 posti

Un sistema penitenziario al limite, schiacciato dai numeri e incapace di garantire diritti fondamentali. È il quadro che emerge dal bilancio di fine anno tracciato dal Garante campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, che parla apertamente di emergenza.

“In Italia sono detenute 63.868 persone a fronte di 45mila posti reali disponibili. In Campania sono recluse 7.844 persone a fronte di 5.500 posti reali disponibili”, sottolinea Ciambriello, indicando un sovraffollamento che continua a crescere “nonostante gli annunci della politica”. Il dato, spiega, equivale a circa 18mila persone in più rispetto alla capienza effettiva degli istituti.

Il Garante entra nel dettaglio di una popolazione carceraria sempre più fragile e complessa. “In Italia le donne detenute sono 2.772 e gli stranieri 20.211. In Campania le donne sono 401 e gli stranieri 957”, evidenzia, ricordando anche il peso della detenzione preventiva. “In Campania 1.318 detenuti sono in attesa di primo giudizio, mentre 5.759 sono definitivi”.

La situazione sanitaria rappresenta uno dei nodi più critici. “Servono risposte concrete, non annunci, non populismo penale, politico e mediatico. C’è carenza di agenti, di personale socio-educativo e il diritto alla salute vive una situazione preoccupante”, afferma Ciambriello, che arriva a una conclusione netta: “La Costituzione è rimasta chiusa nelle celle”.

Il diritto alle cure, denuncia il Garante, viene spesso sacrificato per mancanza di mezzi e personale. “Nella media settimanale delle carceri di Poggioreale e Secondigliano tra le 50 e le 65 volte manca la scorta per procedere alle traduzioni dei ristretti nelle strutture sanitarie, dove erano prenotate visite specialistiche e ricoveri”, spiega, parlando di un sistema che non riesce a garantire nemmeno l’accesso alle prestazioni già fissate.

Guardando al 2026, Ciambriello lancia un appello chiaro. “Mi auguro che non vengano soppresse importanti strutture sanitarie all’interno dei penitenziari campani e che si proceda all’implementazione di attività come piccola chirurgia, ortopedia e analisi, per rispondere all’immediatezza delle cure senza lunghe liste di attesa”.

A rendere ancora più drammatico il bilancio sono i suicidi. “Dall’inizio dell’anno in Italia si sono tolte la vita 79 persone detenute, di cui 6 in Campania e una nella Rems di San Nicola Baronia”, ricorda il Garante, aggiungendo che “si sono suicidati anche tre agenti penitenziari, un educatore e un ragioniere”.

Le carceri, conclude Ciambriello, restano “fabbriche di recidive, una discarica sociale”, mentre le speranze accese dagli appelli del Papa e del Presidente della Repubblica “sono state schiacciate da una visione carcerocentrica del sistema penitenziario”.

Supercoppa, basta esperimenti: Simonelli apre al ritorno alla finale secca

La Supercoppa Italiana si prepara a cambiare volto e a riscoprire la sua formula più tradizionale. A indicare la rotta è il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che intervenendo a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 ha chiarito lo scenario dei prossimi anni.

“Non abbiamo più il vincolo della doppia semifinale. Il prossimo anno si giocherà la Coppa d’Asia a Riad e i sauditi, pur avendo ancora un’edizione contrattualizzata, hanno già detto che rinunceranno. Saremo liberi di scegliere luogo e formato”, ha spiegato Simonelli, aprendo ufficialmente a un cambio di formula.

L’orientamento del numero uno della Lega è netto e guarda al passato. “La mia idea è quella di tornare alla formula classica: finale unica tra vincitrice del campionato e vincitrice della Coppa Italia”, ha aggiunto, rilanciando una soluzione che per anni ha caratterizzato la Supercoppa.

Anche il calendario potrebbe tornare indietro nel tempo. “Se si andrà verso la finale unica, la data potrebbe anche essere all’inizio del campionato, come in passato”, ha sottolineato Simonelli, precisando però che ogni decisione passerà dagli organi competenti. “Sono scelte che riguardano il consiglio di Lega, come del resto anche il luogo della finale”.

Lazio, Sarri operato al cuore: intervento riuscito, tornerà presto di nuovo in panchina

Apprensione, poi sollievo in casa Lazio. Maurizio Sarri è stato sottoposto a un intervento al cuore dopo un riscontro di fibrillazione atriale, ma l’operazione è riuscita e il tecnico potrà tornare presto alla guida della squadra. A comunicarlo è la stessa società biancoceleste attraverso una nota ufficiale.

“La S.S. Lazio comunica che il mister Maurizio Sarri, a seguito di un riscontro di fibrillazione atriale, è stato sottoposto presso il Policlinico Tor Vergata a un intervento di ablazione transcatetere con tecnologia Pfa”, si legge nel comunicato diffuso dal club. L’intervento è stato eseguito dal professor Andrea Natale, riferimento internazionale nel trattamento di questa patologia.

Le condizioni del tecnico non destano preoccupazione e il rientro è già programmato. “Il mister riprenderà regolarmente nei prossimi giorni la guida della squadra”, conferma il club, che ha voluto esprimere riconoscenza al personale sanitario. “La S.S. Lazio e il mister ringraziano il Policlinico Tor Vergata e l’équipe del professor Natale per l’elevata professionalità e per la qualità delle cure garantite quotidianamente a tutti i pazienti”.

Domani l'evento «Casavatore Film lab»

Casavatore – Si terrà domani, martedì 30 dicembre, alle 16.00 presso l’auditorium dell’Istituto Comprensivo “Nicola Romeo” di Casavatore – sito in via San Pietro – l’evento finale del progetto “Casavatore FilmLab – Educazione e Cinema per Crescere Insieme”.

Evento realizzato dal Comune di Casavatore, nell’ambito delle attività socio educative a favore dei minori di età compresa tra i 9 ed i 15 anni residenti nel comune, insieme alla cooperativa sociale L’uomo e il Legno ed all’Università Popolare per lo Sport e il Terzo Settore, associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale.

In quaranta ore di laboratori, cineforum ed uscite sul territorio, circa trenta giovani casavatoresi – accompagnati dagli operatori dei due enti del Terzo Settore che hanno curato il progetto – hanno non solo approfondito la conoscenza del territorio ma anche scritto e girato un cortometraggio interamente girato a Casavatore che sarà proiettato proprio in occasione dell’evento.

La storia ruota intorno ai problemi ma anche alle eccellenze offerte dal territorio comunale, in una spinta di iniziativa che porterà una indisciplinata classe di studenti a discutere sul futuro della propria scuola traslando, contemporaneamente, problematiche e soluzioni sull’intero territorio comunale.

Un punto di partenza per fare di più e meglio per la propria città così come per il proprio piccolo mondo di studente. All’incontro presso l’auditorio dell’I.C. “Nicola Romeo” parteciperanno il sindaco di Casavatore, Fabrizio Celaj, l’assessore alle politiche sociali e giovanili, avv. Vincenza Esposito, e la dirigente scolastica della “Romeo”, prof.ssa Maria Evelina Megale insieme a tutti gli operatori e a tutti i giovani partecipanti all’iniziativa.

Il progetto sarà raccontato dal responsabile dell’area affari generali e servizi alla persona del Comune di Casavatore, ing. Roberto Iavarone, dalla dott.ssa Francesca Vitale, funzionaria dell’area servizi alla persona, e dalla coordinatrice del progetto e presidente della cooperativa sociale L’Uomo e il Legno, dott.ssa Rita Caprio.

Accanto a loro, interverranno il dott. Silvestro Marino, referente per il settore cinematografico dell’Università Popolare per lo Sport e il Terzo Settore, e la dott.ssa Maria Luisa Lopresto, coordinatrice delle uscite sul territorio per L’Uomo e il Legno, che parleranno dell’esperienza dei ragazzi nel mondo del cinema e delle tecniche filmiche e delle opportunità di crescita personale e collettiva dei giovani coinvolti.

Gli stessi ragazzi avranno occasione di raccontare i momenti più belli dell’esperienza e la grande emozione del set cinematografico – insieme ad Antonio Forleo, operatore de L’Uomo e il Legno, ed al m° Domenico Fontanella, direttore della fotografia dell’Università Popolare per lo Sport e il Terzo Settore – condividendo aneddoti e curiosità prima della vera e propria proiezione del cortometraggio e del suo backstage.

L’evento – gratuito e aperto a tutti – si concluderà con la consegna degli attestati ai giovani partecipanti e con un buffet, momento di convivialità e di festa, per celebrare un progetto che ha unito arte, educazione e comunità. A presentare l’incontro sarà il dott. Gianrolando Scaringi, presidente dell’Università Popolare per lo Sport e il Terzo Settore e giornalista del Mattino.

 

Operato il sindaco di Castiglione dei Genovesi: è caccia all'aggressore mascherato

È fuori pericolo Carmine Siano. Il sindaco di Castiglione del Genovesi, 64 anni, ha superato positivamente il lungo e delicato intervento chirurgico resosi necessario dopo la brutale aggressione subita la sera di Santo Stefano.

L'operazione, eseguita presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria "Ruggi d'Aragona" di Salerno, è durata circa cinque ore. In sala operatoria l'équipe guidata dal primario di Ortopedia e Traumatologia, Mauro Nese, ha lavorato instancabilmente per ridurre le fratture multiple riportate dal primo cittadino.

Il bilancio del pestaggio era drammatico: compromessi gamba e caviglia sinistra, avambraccio sinistro, mano destra e orecchio sinistro. Un lavoro di alta chirurgia ha permesso ai medici di salvare anche una falange della mano, per la quale inizialmente si temeva l'amputazione.

Con il quadro clinico ormai stabilizzato, l'attenzione si sposta ora sulle indagini. Nelle scorse ore, Siano è stato ascoltato dai Carabinieri direttamente dal letto d'ospedale. La testimonianza della vittima è considerata cruciale: il sindaco ha fornito agli inquirenti elementi dettagliati sulla dinamica di venerdì sera, quando un uomo con il volto coperto lo ha assalito colpendolo ripetutamente con una spranga (o un bastone).

I militari dell'Arma, grazie anche alle parole di Siano, stanno stringendo il cerchio attorno all'aggressore. Le indagini procedono a ritmo serrato per dare un nome e un volto al responsabile di un atto che ha scosso profondamente la comunità dei Picentini.

Napoli, Capodanno da «Sold Out»: il Centro Storico fa il pieno con il Last Minute

Napoli– La sirena del Capodanno 2026 suona la carica per il turismo partenopeo. Secondo le ultime rilevazioni dell’Abbac (Associazione nazionale extralberghiera), Napoli si prepara a vivere la notte di San Silvestro con il cartello "tutto esaurito" affisso alle porte del centro storico. Una performance trainata da un’ondata di prenotazioni dell’ultimo secondo che sta saturando i B&B e le case vacanza della città.

Il profilo della vacanza: mordi e fuggi

Nonostante l'ottimismo sui volumi, l’analisi del presidente Agostino Ingenito evidenzia un mutamento strutturale della domanda. La permanenza media si è accorciata a due notti, con prezzi che oscillano tra gli 80 e i 150 euro per una camera matrimoniale. Se Napoli e Salerno tengono il passo grazie ai grandi eventi in piazza, il resto della regione sconta le difficoltà di un turismo più lento e costoso.

A pesare sul bilancio sono i fattori macroeconomici:

Inflazione e trasporti: L’aumento dei costi dei voli e dei treni ha frenato la domanda nazionale.

Geopolitica: L'instabilità internazionale sposta i flussi verso mete percepite come "vicine" e sicure.

Target: Prevalgono gli italiani, seguiti da francesi, polacchi e spagnoli.

L’allarme sicurezza: no ai "party selvaggi"

L’associazione ha diffuso una nota di allerta specifica per i gestori: il rischio è che le prenotazioni effettuate da giovanissimi per la sola notte del 31 si trasformino in festa non autorizzate. «L’uso improprio delle strutture per party di fine anno mette a rischio l'incolumità delle persone e la responsabilità legale dei titolari», avverte Ingenito.

Vademecum anti-truffa

Per i ritardatari della vacanza, l'Abbac ha pubblicato una guida pratica per evitare raggiri, sempre più frequenti nei periodi di alta stagione. I punti chiave per una prenotazione sicura includono:

Verifica del CIN: Il Codice Identificativo Nazionale deve essere presente in ogni annuncio.

Tracciabilità: Esigere sempre ricevute e utilizzare metodi di pagamento sicuri.

Legalità: Assicurarsi che la struttura operi correttamente attraverso il portale Alloggiati Web.

Uno sguardo al 2026

Nonostante il successo numerico, la sfida per il futuro resta la programmazione. L'Abbac invoca per il prossimo anno strategie di promozione più strutturate, capaci di svincolare il turismo campano dalla sola logica dell'evento stagionale e di rispondere con maggiore resilienza alle fluttuazioni del mercato globale.

Montella, promesse di guadagni e finti investimenti: truffa da 50 mila euro

Avellino - I carabinieri della Compagnia di Montella hanno denunciato dieci persone per aver truffato una giovane donna del luogo con il collaudato meccanismo dei falsi investimenti finanziari. La vittima ha perso oltre 50 mila euro.

Gli indagati, spacciandosi per operatori finanziari su una nota applicazione messaggistica, promettevano guadagni facili da investimenti su piattaforme di trading online. La donna, residente a Montella in provincia di Avellino, ha versato decine di migliaia di euro tramite bonifici bancari alla sedicente società di investimenti. Quando ha tentato di recuperare il capitale versato, si è accorta di essere caduta in una trappola fraudolenta.

Le indagini hanno permesso di identificare i dieci presunti truffatori, di età compresa tra i 19 e i 60 anni. Tra loro figurano anche tre stranieri di nazionalità albanese, colombiana e indiana, residenti in diverse città italiane. Per rendere più credibile l'inganno, gli indagati pubblicavano sul falso portale virtuale accantonamenti e profitti fittizi destinati agli investitori.

Napoli, tentato scippo alla Stazione, un arresto nella notte

Napoli – Tentato scippo domenica sera nell’area della Stazione Centrale, ennesimo episodio di violenza in una zona sempre più segnata da degrado e insicurezza. Vittima Gabriella Baggio, a Napoli per motivi di lavoro, aggredita nei pressi di piazza Garibaldi da due malviventi.

Nella colluttazione la donna è caduta, riportando un colpo al ginocchio. Uno dei due rapinatori è stato bloccato e arrestato grazie all’intervento congiunto della polizia e dei militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure”.

L’episodio riaccende i riflettori sulla situazione definita “insostenibile” da residenti e commercianti dell’area, che nelle ultime ore hanno inviato nuove segnalazioni al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli. Al centro delle denunce il cosiddetto “mercatino della monnezza”, ormai permanente, che continua a proliferare nonostante controlli e allontanamenti.

Secondo quanto riferito dai cittadini, i venditori abusivi si spostano e si riorganizzano rapidamente: dopo lo sgombero dall’area della statua di Garibaldi, al centro della piazza, si sono reinsediati a pochi metri di distanza, aumentando di numero settimana dopo settimana. E mentre la Polizia Municipale presidia l’area centrale, le strade limitrofe restano soffocate da occupazioni abusive del suolo pubblico, blocchi alla viabilità e cumuli di rifiuti abbandonati.

“Bene l’intervento di polizia e militari che ha portato all’arresto dello scippatore – dichiara Borrelli – ma la situazione criminale attorno alla Stazione è ormai esplosa. Esprimiamo piena solidarietà all’ennesima vittima. Solo negli ultimi tre giorni abbiamo registrato oltre dieci tra furti e rapine nella zona, in alcuni casi eravamo presenti. Le immagini inviate dai cittadini parlano chiaro: un tappeto di rifiuti e merce rubata o contraffatta che calpesta ogni regola di igiene e legalità”.

Il deputato punta il dito anche su un sistema economico illegale più ampio: “È inaccettabile che i residenti paghino la Tari per vivere nel degrado assoluto, mentre chi occupa abusivamente le strade non versa un centesimo e agisce indisturbato. Questo non è solo un mercato del falso e dei rifiuti, ma un business alimentato dalla camorra, che fornisce la merce agli ambulanti illegali. In questi casi le multe servono a poco”.

Da qui la richiesta di un cambio di passo: “Servono controlli continui e capillari, ma soprattutto interventi a monte per azzerare la disponibilità di merce rubata o contraffatta. È necessario anche affrontare seriamente la regolarizzazione degli immigrati, per sottrarli allo sfruttamento dei clan. Napoli non merita questo spettacolo di squallore, e chi arriva in città non può trovarsi davanti a una zona franca dove tutto è permesso. È utile ricordare che tra i venditori abusivi si nascondono spesso rapinatori e scippatori seriali”.

Dai quartieri attorno alla stazione la richiesta è unanime: risposte immediate dalle istituzioni. Residenti e commercianti chiedono che l’area di piazza Garibaldi torni a essere un biglietto da visita dignitoso per Napoli, e non il simbolo di un’emergenza senza fine.

Cava de' Tirreni, il giorno dell’addio ad Anna Tagliaferri

Cava de' Tirreni – Cava dei Tirreni si è stretta oggi attorno alla famiglia di Anna Tagliaferri, la quarantenne uccisa otto giorni fa dal compagno e coetaneo Diego Di Domenico, che avrebbe gravemente ferito anche la madre della donna prima di suicidarsi. Per la giornata il sindaco Vincenzo Servalli ha proclamato il lutto cittadino.

Centinaia di persone hanno partecipato alle esequie celebrate nel Duomo. Tagliaferri, imprenditrice conosciuta in città e titolare insieme ai fratelli di una storica attività dolciaria, era molto stimata: amici, conoscenti e numerosi clienti della “Pasticceria Tirrena” hanno voluto essere presenti anche all’esterno della chiesa.

All’uscita, la bara bianca – coperta da centinaia di fiori bianchi – è stata accompagnata da un lungo applauso, in un clima di forte commozione. I feretro accompagnato a spalla si è fermato anche davanti alla storica pasticceria di famiglia prima di proseguire verso il cimitero.

La celebrazione è stata officiata dall’arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, monsignor Orazio Soricelli, che nel corso dell’omelia ha richiamato con decisione il tema della violenza nelle relazioni: “Siamo qui perché una vita è stata spezzata in modo violento, ingiusto e assurdo. Siamo qui per Anna”.

E ancora: “L’amore vero, quello di cui parla il Vangelo, non ferisce, non uccide, non controlla, non distrugge. L’amore lascia vivere”. Quindi l’invito a non fermarsi al dolore: “Non basta piangere. La memoria di Anna chiede di diventare responsabilità, chiede scelte concrete, relazioni più vere”.

Clementino celebra vent'anni di carriera: trionfo al Palapartenope

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Napoli si è stretta attorno al suo artista nella serata del 28 dicembre, quando Clementino ha trasformato il Palapartenope in un tripudio di energia per l'ultima tappa del Live Tour 2025. Un concerto evento che ha celebrato vent'anni di carriera con uno spettacolo senza precedenti, capace di fondere rap, cantautorato e performance sceniche in un format innovativo che conferma il rapper come uno degli showman più completi del panorama italiano.

Davanti a un pubblico in delirio, la "Iena White" ha attraversato l'intera sua produzione artistica, portando sul palco i brani di "Grande Anima" (Epic Records Italy/Sony Music Italy), il suo ultimo progetto discografico caratterizzato da un'impronta più intima e cantautorale. Un album nato da un percorso che fonde spiritualità, parola e performance, reinterpretato live con arrangiamenti potenti e sorprendenti grazie a una band di altissimo livello.

Una parata di ospiti d'eccezione

A rendere ancora più memorabile la serata napoletana sono stati gli ospiti che hanno condiviso il palco con Clementino: Gigi D'Alessio, Rocco Hunt, i Negrita, Settembre e Ugo Crepa. Collaborazioni attesissime dai fan che hanno dato vita a momenti unici, dimostrando la trasversalità artistica del rapper napoletano e la sua capacità di dialogare con generi e generazioni diverse.

Lo show è stato sostenuto da una formazione d'eccezione: Pj Gionson alle consolle, Greg Rega alle voci, Francesco Varchetta alla batteria, Raffaele Salapete alla chitarra, Silvestro Saccomanno alle tastiere, Luigi "Calmo" Ferrara al basso, Saverio Giuliano al sax e Stella Manfredi al violino. A completare la scenografia dello spettacolo, i breaker Gino Rota e Salvatore Deflow insieme a quattro ballerini che hanno contribuito a rendere la performance dinamica e coinvolgente.

Chiusura d'anno nella città che lo ha visto nascere

Per Clementino, questa data rappresenta molto più di un semplice concerto. Esibirsi nella sua Napoli, tra la gente che lo segue e lo sostiene da sempre, ha significato chiudere un cerchio in un anno speciale segnato da successi tra musica, album e televisione. Il Grande Anima Live Tour si conclude proprio dove tutto è iniziato, confermando il legame indissolubile tra l'artista e la sua città.

Con uno show curato nei minimi dettagli, che fonde rap, musica dal vivo, teatro e intrattenimento, il "Rapper Showman" si conferma una delle voci più autentiche e innovative del panorama musicale italiano, capace di rinnovarsi senza mai tradire le proprie radici.

Napoli, crolla cornicione in piazzetta Sant’Anna di Palazzo

Napoli – Ancora paura, per fortuna senza conseguenze gravi, tra le strette viuzze del centro storico di Napoli. Questa mattina un cornicione con relative fioriere si è staccato da un palazzo in piazzetta Sant’Anna di Palazzo, precipitando al suolo con un boato che ha fatto sobbalzare residenti e passanti.

Il cedimento ha interessato una porzione di cornicione di dimensioni significative, trascinando con sé anche diverse fioriere che ornavano la facciata. Fortunatamente il tratto di strada in quel momento era poco frequentato: nessun ferito, né tra i pedoni né tra gli automobilisti di passaggio.

L’episodio arriva a sole tre giornate di distanza da un altro, analogo e più fortunoso, avvenuto proprio il giorno di Santo Stefano in via Toledo, arteria principale dello shopping natalizio. In quell’occasione alcuni calcinacci si erano staccati da un edificio cadendo sulla folla: due giovani turiste di 22 e 25 anni, entrambe provenienti dalla provincia di Roma, erano state colpite in modo lieve alla testa.

Soccorse immediatamente dal 118, erano state trasportate all’ospedale Pellegrini in codice giallo e successivamente dimesse dopo le cure del caso (una con ferita lacero-contusa al cuoio capelluto, l’altra colpita da schegge).

Due eventi in meno di 72 ore, a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, che riacendono i riflettori sulla delicata questione della sicurezza dei palazzi storici napoletani, molti dei quali soffrono da decenni di mancata manutenzione, infiltrazioni d’acqua e vetustà strutturale.Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia municipale per delimitare l’area, mettere in sicurezza la facciata e verificare eventuali ulteriori rischi per i palazzi circostanti.

È in corso l’accertamento delle cause del distacco: al momento gli esperti propendono per il progressivo degrado dei materiali, aggravato dalle recenti ondate di maltempo che hanno interessato la Campania tra Natale e Santo Stefano.

«Ancora una volta – commenta un residente della zona – la fortuna ci ha salvati. Ma fino a quando dovremo affidarci solo alla sorte in una città dove il centro storico è patrimonio dell’umanità, ma sembra sempre più fragile?».

Il Comune di Napoli ha già annunciato che saranno effettuati controlli straordinari sugli edifici limitrofi alla piazzetta e che verrà aperta una verifica più ampia sullo stato di conservazione dei cornicioni nel quadrilatero del centro antico. Nel frattempo, l’ennesimo segnale d’allarme che Napoli non può più permettersi di ignorare.

Stabilizzazione negata: 12 operai forestali di Napoli restano precari dopo 16 anni

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Napoli – Un ennesimo muro di burocrazia ha fermato il percorso di stabilizzazione per 12 operai forestali assunti a tempo determinato dalla Città Metropolitana di Napoli. Oggi, lunedì 29 dicembre, sarebbe scaduto il termine utile per far superare loro la soglia delle 180 giornate di lavoro, requisito fondamentale per l’assunzione a tempo indeterminato. Invece, dopo 16 anni di precariato, il loro futuro è tornato nel limbo.

A lanciare l’allarme sono i sindacati di categoria Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil di Napoli, con una nota congiunta dai toni durissimi. I segretari Francesco Fattoruso, Fabio Giuliani e Melania Sannino definiscono "surreale" quanto accaduto nelle ultime settimane. Ai 12 operai, infatti, era stato promesso un percorso parallelo a quello seguito per i colleghi della Provincia di Benevento, i cui 1200 contratti sono stati stabilizzati senza intoppi dalla Regione Campania.

Il blocco dell'ultimo minuto

Il punto di rottura si è consumato giovedì 18 dicembre, giorno che avrebbe dovuto segnare la conclusione positiva dell’iter. Nonostante il parere favorevole della Ragioneria Generale della Città Metropolitana, il segretario generale dell’ente ha bocciato la proposta di delibera per la stabilizzazione. Al suo posto, ha proposto alternative definite dai sindacati "raffazzonate e discutibili", come l’indizione di un nuovo bando di assunzione.

Una scelta che, accusano i sindacati, ignora sia le previsioni del Tavolo di Partenariato regionale, sia il fatto che questi stessi 12 lavoratori sono stati già assunti in passato tramite regolari procedure pubbliche. A complicare ulteriormente la giornata del 18, l’assenza per malattia del dirigente di riferimento, che nessuno ha potuto sostituire per la sottoscrizione materiale dei contratti.

La nota sindacale non risparmia frecciate verso "dichiarazioni fuorvianti di pseudo sindacati che non si sono mai visti accanto alle lotte dei lavoratori, buoni solo a comunicati sporadici". Con "grande amarezza", Flai, Fai e Uila constatano che la battaglia per questi ultimi 12 operai "è ancora tutta da fare".

L’obiettivo ora è un confronto urgente con il nuovo assessore regionale all’Ambiente e con il prossimo dirigente della Città Metropolitana, non appena nominato. L’obiettivo è tracciare "un nuovo corso per il 2026 che sia chiaro fin da subito", per ottenere "soluzioni stabili e non fuorvianti". "Questi lavoratori e le loro famiglie – concludono – hanno diritto al rispetto e alla dignità". Una dignità che, per ora, è rimasta impantanata in un ufficio.

Napoli, pestata e seviziata in casa da 5 ragazze dopo una lite in discoteca

Napoli – Una lite nata in discoteca e degenerata in una violenza brutale, consumata tra le mura di un’abitazione e rilanciata sui social come un macabro trofeo.

È quanto accaduto lo scorso 25 dicembre a Napoli, dove una giovane donna è stata aggredita da cinque coetanee, introdottesi con la forza nel suo appartamento dopo un alterco avvenuto in un locale di via Foria.

Secondo quanto ricostruito, la discussione sembrava essersi conclusa all’interno del locale notturno. Poche ore dopo, però, cinque ragazze si sono presentate sotto casa della vittima, forzando l’ingresso e dando vita a un pestaggio feroce. La giovane è stata colpita ripetutamente, insultata e sottoposta a sevizie di estrema violenza.

L’intera aggressione è stata filmata con i telefoni cellulari e successivamente diffusa sui social network.

La vittima, gravemente provata, è stata trasportata in ospedale per le cure del caso. L’episodio è emerso grazie a Radio Napoli Centrale, che ha portato la vicenda all’attenzione del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, ora impegnato a seguire direttamente l’evoluzione del caso.

«Siamo oltre ogni limite – dichiara Borrelli –. Non solo queste ragazze, tutte giovanissime, si sono rese protagoniste di atti brutali e disumani, ma hanno anche scelto di esibirli sui social, umiliando ulteriormente la vittima e vantandosi di azioni criminali. È un livello di ferocia e incoscienza gravissimo. Serve un intervento immediato e deciso delle autorità: chi ha commesso questa violenza non può restare impunito e va garantita piena tutela alla giovane aggredita».

Un episodio che riaccende i riflettori sulla violenza tra giovanissimi e sull’uso distorto dei social network, trasformati sempre più spesso in strumenti di esposizione e spettacolarizzazione del crimine.

Regione Campania, Massimiliano Manfredi eletto Presidente del Consiglio

Napoli– Si apre ufficialmente l’era post-De Luca in Campania con un segnale di forte compattezza della nuova maggioranza. Massimiliano Manfredi, esponente di spicco del Partito Democratico, è stato eletto questa mattina Presidente del Consiglio regionale della Campania. L'elezione è avvenuta nel corso della seduta d’insediamento della XII legislatura, presieduta inizialmente dal consigliere anziano Fernando Errico (Forza Italia).

Manfredi, 52 anni, originario di San Paolo Belsito e fratello del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, ha raccolto un consenso trasversale ottenendo 41 preferenze su 51 votanti, una soglia che testimonia la solidità della coalizione a sostegno del nuovo Presidente della Regione, Roberto Fico.

I numeri dell'urna
L’esito del voto ha lasciato poco spazio alle sorprese, sebbene non siano mancati piccoli segnali dai banchi delle minoranze e dei "nostalgici":

Massimiliano Manfredi: 41 voti

Schede bianche: 6

Schede nulle: 2 (una delle quali riportava il nome dell’ex governatore Vincenzo De Luca, non più presente in aula)

Luca Trapanese: 1 voto

Lucia Fortini: 1 voto

Verso la nuova Giunta: l’impronta di Fico
Subito dopo l’elezione, il neo-presidente Manfredi ha delineato le priorità dei prossimi giorni, con lo sguardo rivolto a Palazzo Santa Lucia. Il nodo principale resta la formazione della squadra di governo che affiancherà Roberto Fico.

«Il presidente Fico sta lavorando per la definizione della giunta che, per la prima volta, avrà un imprimatur politico molto importante rispetto a quelle degli anni precedenti», ha dichiarato Manfredi a margine della seduta.

Il riferimento è chiaro: si punta a un esecutivo che veda un coinvolgimento diretto dei partiti della coalizione, segnando una discontinuità rispetto al passato. Manfredi ha poi rassicurato sui tempi: «C’è piena sintonia. L’obiettivo è velocizzare la macchina amministrativa; abbiamo scadenze urgenti, a partire dalla legge di bilancio che è slittata e che rappresenta la nostra priorità assoluta per garantire i servizi ai cittadini».

Un asse strategico per Napoli e la Campania
L'elezione di Massimiliano Manfredi consolida un asse politico senza precedenti: con la presidenza del Consiglio Regionale nelle sue mani e la guida del Comune di Napoli affidata al fratello Gaetano, il baricentro politico della regione sembra spostarsi verso una gestione coordinata tra i due enti, un fattore che sarà determinante per la gestione dei fondi PNRR e delle grandi opere infrastrutturali.

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