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Carcere di Salerno, ispezione del sindacato FSA Cnpp-Spp: “Sovraffollamento e organici insufficienti”

Oggi alla Casa Circondariale di Salerno, il sindacato FSA Cnpp-Spp ha messo in luce un quadro allarmante di sovraffollamento e carenze organiche, sottolineando come la situazione stia peggiorando e come le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria richiedano un urgente intervento dal.

Una realtà definita “in agrodolce”, con criticità evidenti e una speranza affidata al futuro. È il quadro che emerge dalla visita ispettiva effettuata oggi alla Casa Circondariale di Salerno dai vertici del sindacato Fsa Cnpp-Spp, con il segretario nazionale Gina Rescigno, il segretario regionale Fabio Montalbetti e i dirigenti sindacali Roberto Capece e Annalisa Corrado. L’obiettivo è stato verificare direttamente le condizioni logistiche e operative in cui lavora la Polizia Penitenziaria del carcere cittadino.

“Quello che abbiamo trovato è ciò che purtroppo accomuna la maggior parte degli istituti campani e italiani”, spiegano i rappresentanti sindacali, parlando di una cronica carenza di organico che si scontra con un sovraffollamento sempre più grave. “Negli ultimi tre anni la situazione è andata progressivamente peggiorando”. I numeri fotografano una realtà definita allarmante: a fronte di 376 posti regolamentari, i detenuti presenti sono 612. “Significa quasi 180 persone in più rispetto a pochi anni fa, l’equivalente di un carcere di media grandezza”.

Il personale non cresce con l’aumento della popolazione detenuta e, secondo il sindacato, anche la distribuzione degli agenti nei vari servizi appare discutibile. “Più detenuti vuol dire più diritti da garantire, dalle telefonate ai colloqui, fino alle videochiamate, ma tutto questo ricade su un Corpo già in sofferenza”, sottolineano Rescigno e Montalbetti. “A questo si aggiunge un aumento preoccupante delle aggressioni verbali e fisiche, un dato che non ha precedenti nella storia recente”.

Pesanti anche le condizioni logistiche. “Il sovraffollamento e la carenza di fondi rendono difficile applicare pienamente le norme sulla sicurezza previste dal decreto 81”, osservano i dirigenti sindacali. “Si parla di aumentare i posti detentivi, ma non di migliorare la qualità della vita all’interno degli istituti. Se non si interviene in fretta, il rischio è uno solo: il collasso”.

Una speranza, però, resta accesa. “Strizziamo l’occhio al nuovo direttore”, affermano dal sindacato. “Non sarà un compito facile, ma confidiamo che, anche attraverso una collaborazione istituzionale che siamo pronti a garantire, si possa invertire la rotta”. L’appello finale è rivolto al Governo: “Serve guardare non solo fuori dal carcere, ma anche dentro, dove uomini e donne in divisa continuano a servire lo Stato in condizioni sempre più difficili, a Salerno come nel resto d’Italia”.

Capodanno a Napoli, la Rotonda Diaz balla con gli Angels of Love: una notte tra icone mondiali e solidarietà

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Il Capodanno 2025 a Napoli segna un momento storico, con la Rotonda Diaz che diventa il palcoscenico di un evento che unisce celebrazioni artistiche e solidarietà, guidato per la prima volta dagli Angels of Love, un collettivo che promette di trasformare la notte più attesa dell'anno in una festa.

Napoli – Sarà la Rotonda Diaz, cuore pulsante del lungomare di Napoli, la scenografia naturale per il Capodanno 2025 firmato dagli Angels of Love. Una scelta che sa di consacrazione: per la prima volta in trentacinque anni di carriera, lo storico collettivo di producer e dj guiderà ufficialmente la notte più attesa dell’anno nella propria città.

La notizia è stata ufficializzata durante la conferenza stampa tenutasi a Palazzo San Giacomo, segnando quello che gli organizzatori definiscono un vero e proprio “punto di svolta” artistico. Un impegno che si inserisce in un contesto simbolico straordinario: il festeggiamento dei 2500 anni di storia di Napoli.

Una sfida tra passione e responsabilità

“Siamo consapevoli dell’impegno che ci attende e l’affronteremo con la massima professionalità”, hanno dichiarato Maurizio Luise e Alex Serafini, anime degli Angels of Love. “Vogliamo regalare alla città la notte più entusiasmante di sempre. Il nostro progetto è frutto di un’esperienza maturata in un terzo di secolo e sarà onorato all’insegna del divertimento, ma anche dell’inclusione”.

Un parterre di stelle internazionali

Per trasformare il lungomare in un club a cielo aperto, la line-up schiera giganti della musica dance globale:

Kenny Dope: quattro nomination ai Grammy e metà del leggendario duo Masters At Work.

Dj Spen: pilastro della Soulful House e membro dei Basement Boys.

Janice Robinson: la voce iconica dietro il successo mondiale “Dreamer” (Livin’ Joy), già al fianco di giganti come Tina Turner.

A rappresentare l’eccellenza del territorio saranno i dj partenopei DJ Simi, DJ Fiore, JG Bros e dApuleo. Un momento di particolare significato sarà l’esibizione di Daniele Somma: il giovane dj napoletano, che ha saputo trasformare una lieve forma di autismo in una carriera internazionale grazie anche al supporto di Autism Aid, porterà sul palco il suo talento riconosciuto ormai in tutto il mondo.

Il programma della notte

L’appuntamento è fissato per il 31 dicembre a partire dalle ore 22:00. Il lungomare si trasformerà in una grande pista da ballo gratuita sotto le stelle, con la musica che accompagnerà i cittadini e i turisti fino alle prime luci dell’alba, scandita dai tradizionali fuochi d’artificio sul Golfo.

 Luciano Carotenuto

Inps, via al potenziamento dell’organico: in arrivo 4.800 nuovi dipendenti

L'Inps annuncia un significativo potenziamento del proprio organico con l'assunzione di 4.800 nuovi dipendenti, un passo cruciale per rispondere alla crescente domanda di servizi e garantire maggiore efficienza, impattando direttamente sulla qualità dell'assistenza offerta a cittadini e aziende.

Prosegue il rafforzamento dell’organico dell’Inps con un piano di assunzioni che porterà all’ingresso di circa 4.800 nuovi dipendenti. Le decisioni sono state assunte dal Consiglio di amministrazione nelle sedute del 26 novembre, del 3 e del 17 dicembre e si affiancano a procedure concorsuali già bandite e attualmente in corso. L’obiettivo dichiarato è potenziare in modo strutturale l’Istituto, rispondendo alla crescente domanda di servizi e garantendo maggiore efficienza operativa.

Il piano prevede nuove procedure concorsuali che consentiranno l’assunzione di circa 2.200 unità, distribuite su diversi profili professionali, alle quali si aggiungono altre 2.600 assunzioni derivanti da iter già avviati. Una parte rilevante del rafforzamento passa anche attraverso la mobilità, con l’immissione nei ruoli dell’Inps di funzionari e dirigenti destinati alle direzioni regionali e provinciali, ai coordinamenti metropolitani di Milano, Napoli e Roma e alla Direzione generale.

Accanto alle nuove entrate, il piano contempla anche la stabilizzazione di personale già in servizio, appartenente a diverse aree professionali, e l’avvio di ulteriori concorsi autonomi che permetteranno all’Istituto di acquisire figure tecniche, informatiche, amministrative e dirigenziali, oltre a personale docente per il Liceo “San Bartolomeo” di Sansepolcro. Un contributo significativo arriverà inoltre dal concorso unico RIPAM, che porterà all’assunzione di numerosi assistenti ai servizi selezionati tramite Formez.

Tutti i bandi e gli avvisi relativi alle procedure previste saranno pubblicati entro il 31 dicembre. Con questo intervento, l’Inps punta a consolidare il percorso di rafforzamento delle proprie strutture e a migliorare la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese su scala nazionale.

Napoli, stretta sulla movida: vietati vetro, petardi e spray urticanti per Natale e Capodanno

A Napoli, il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un'ordinanza per garantire la sicurezza durante le festività di Natale e Capodanno, vietando vetro, petardi e spray urticanti nelle aree di maggiore affluenza.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza per garantire la sicurezza nelle zone della movida durante i festeggiamenti di Natale e Capodanno.
Il provvedimento, che interesserà le giornate del 24 e 31 dicembre, introduce una serie di divieti mirati a prevenire disordini e garantire l’incolumità dei cittadini nelle aree di maggiore affluenza.

Divieti e orari

Le restrizioni saranno operative dalle ore 10 alle ore 20 dei prossimi 24 e 31 dicembre. L’ordinanza vieta la vendita di bevande in bottiglie, lattine e contenitori di vetro, plastica rigida o tetrapak. Gli esercizi commerciali potranno somministrare drink esclusivamente in bicchieri di plastica leggera o carta.
Sarà inoltre vietato vendere e detenere spray urticanti o dispositivi nebulizzatori contenenti oleoresin capsicum.

Divieto assoluto anche per l’introduzione e l’utilizzo di fuochi d’artificio, petardi, botti, razzi e artifici pirotecnici similari. Le limitazioni riguardano alcune delle zone più frequentate della città durante le festività natalizie.

Le zone interessate

Nel quartiere Chiaia, i divieti interesseranno l’area dei ‘baretti’, che comprende via Gaetano Filangieri da piazzetta Rodinò a via Santa Chiara a Chiaia, via Santa Caterina a Chiaia, piazza dei Martiri, via Carlo Poerio, via Giuseppe Fiorelli, Largo Ferrandina e via Cavallerizza a Chiaia.

Nel centro storico saranno monitorate via Mezzocannone, via De Marinis, via Candelora, via Santa Chiara, via San Sebastiano, via Port’Alba, via Santa Maria di Costantinopoli, via Sapienza/via del Sole, piazza Miraglia e via San Pietro a Maiella. Nei Quartieri Spagnoli il provvedimento riguarderà vico delle Due Porte a Toledo, vico Tre Regine, vico San Sepolcro e via Toledo.

Al Vomero, infine, le restrizioni interesseranno un’ampia zona che include piazza Ferdinando Fuga, piazza Vanvitelli, via Aniello Falcone, via Raffaele Morghen, via Gianlorenzo Bernini, via Scarlatti, via Luca Giordano, via G. Merliani, via E. Alvino, piazza Medaglie d’Oro, piazza Immacolata, piazza Leonardo, piazza degli Artisti, piazza Francesco Muzii, piazzale San Martino, via Michele Kerbaker, piazza Cosimo Fanzago e via Francesco Cilea nel tratto compreso tra l’incrocio con via Scarlatti e l’incrocio con via San Domenico.

Sicurezza alimentare a Natale, blitz Forestali a Marigliano: sequestrati prodotti e sanzioni per 6mila euro

A Marigliano, i Carabinieri Forestali hanno intensificato i controlli nel settore agroalimentare, scoprendo un venditore ambulante privo di autorizzazioni e con prodotti alimentari non tracciabili, portando a un sequestro di merce per un valore di oltre 1.000 euro e sanzioni per 6.000 euro.

Marigliano– Tavole più sicure per il Natale, ma tolleranza zero per chi specula sulla salute dei cittadini. È questo il bilancio dell’ultima operazione condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Marigliano, che hanno intensificato i controlli nel settore agroalimentare in vista delle imminenti festività.

L’intervento, che rientra nel più ampio Piano Operativo disposto dal Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli per contrastare le pratiche sleali e tutelare i consumatori, ha portato alla luce un caso di abusivismo commerciale e vendita di prodotti potenzialmente rischiosi per la salute pubblica.

Durante un pattugliamento nell’agro mariglianese, effettuato in collaborazione con gli agenti della Polizia Locale, le forze dell’ordine hanno intercettato un venditore ambulante intento a commercializzare merce su suolo pubblico. L’uomo aveva allestito diversi tavolini esponendo alimenti pronti per la vendita, per un valore stimato superiore ai 1.000 euro.
Dagli accertamenti è emerso un quadro di totale irregolarità: il venditore era sprovvisto di qualsiasi autorizzazione amministrativa per l’esercizio dell’attività. Ancor più grave, tuttavia, era la condizione della merce: i prodotti alimentari erano privi di qualsiasi documentazione sulla tracciabilità, rendendo impossibile stabilirne la provenienza e la sicurezza igienico-sanitaria.

Di fronte alle violazioni riscontrate, i militari hanno proceduto con la mano pesante: l’intera partita di merce è stata posta sotto sequestro e immediatamente distrutta, per evitare che potesse finire sulle tavole dei consumatori ignari. Per l’ambulante abusivo sono scattate sanzioni amministrative salate, per un totale di oltre 6.000 euro.

L’operazione conferma l’alta soglia di attenzione del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli, impegnato in una campagna capillare per garantire standard elevati di qualità e salubrità degli alimenti, soprattutto in un periodo sensibile come quello natalizio.

Il dettaglio del sequestro
Nel corso del blitz sono stati sottratti al mercato illegale:
18 confezioni di prodotti sott’olio;
20 kg di olive e lupini;
40 kg di frutta secca;
8 kg di patatine.

Colpi ai clan, latitanti catturati e armi sequestrati, il 2025 dei carabinieri a Napoli

Napoli – Nel 2025, i carabinieri hanno arrestato 3.495 persone e sequestrato centinaia di armi, evidenziando un'azione decisiva contro la criminalità organizzata e un impegno costante per garantire la sicurezza dei cittadini, mentre si intensificano le operazioni di prevenzione e controllo sul.

Napoli – Decine di latitanti individuati e arrestati, centinaia di armi sottratte ai clan, tonnellate di droga sequestrate. Il bilancio di fine 2025 del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli restituisce l’immagine di dodici mesi segnati da un’intensa attività repressiva e preventiva, condotta su tutto il territorio del capoluogo e dell’area metropolitana.

Nel corso dell’anno sono state arrestate complessivamente 3.495 persone e denunciate in stato di libertà altre 13.295. Ventuno i latitanti catturati, molti dei quali inseriti negli elenchi ministeriali dei ricercati più pericolosi e rintracciati anche fuori dai confini nazionali. Le attività di controllo hanno portato all’identificazione di 424.286 persone e all’ispezione di 233.511 veicoli.

Armi, droga e violenza: i sequestri

Particolarmente rilevante il dato relativo alle armi sequestrate: 189 armi da fuoco, 141 armi da taglio e 374 armi improprie – tra cui mazze, nunchaku e tirapugni – sottratte a contesti criminali e di violenza urbana. Un dato che conferma come la presenza delle armi continui a rappresentare un elemento strutturale della criminalità cittadina, spesso nelle mani di soggetti giovani.
Parallelamente, le operazioni antidroga hanno consentito di smantellare numerose piazze di spaccio e reti di traffico, anche con modalità innovative, come il sistema di “delivery” della droga attivo tra l’agro nolano, Napoli, Avellino e Palermo.

Sicurezza stradale e controlli: sanzioni per oltre 21 milioni

Massima attenzione anche alla sicurezza stradale, considerata una priorità per la tutela dei cittadini. Nel 2025 sono stati sequestrati 5.620 veicoli e sottoposti a fermo amministrativo altri 3.303 mezzi. Le contravvenzioni elevate sono state 25.880, per un totale di oltre 21 milioni di euro di sanzioni.
Tra le infrazioni più gravi e diffuse figurano 4.591 casi di guida senza copertura assicurativa, 3.372 di guida senza patente e 4.719 di circolazione con veicoli non revisionati.

Reati ambientali e chiamate al 112: il fronte della prevenzione

Il Comando provinciale è impegnato anche nella prevenzione e nel contrasto ai reati ambientali, operando in sinergia con le altre forze di polizia, l’Esercito italiano e la Polizia metropolitana di Napoli.
Un dato emblematico è quello delle chiamate al numero unico di emergenza: le centrali operative del 112 ricevono in media oltre 3.200 segnalazioni al giorno. «Un numero che dà la misura dell’impegno quotidiano delle forze di polizia – sottolinea il generale Biagio Storniolo, comandante provinciale dell’Arma – ma anche del disagio sociale che investe soprattutto anziani e soggetti più vulnerabili».

Fuochi d’artificio illegali: blitz e sequestri

In vista delle festività natalizie, è stato intensificato il contrasto al commercio illegale di fuochi d’artificio. A Pollena Trocchia è stato arrestato un 21enne trovato in possesso di 21 chili di ordigni pirotecnici tipo “cobra”, occultati all’interno di un negozio di ortofrutta.
A Cimitile, invece, i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna hanno sospeso un’attività di vendita di materiale pirotecnico: sequestrati 2.563 fuochi d’artificio, per una massa attiva complessiva di 205 chili. L’imprenditore, pur titolare di licenza, non aveva mai presentato al Comune la comunicazione di inizio attività.

Le grandi operazioni antimafia: Licciardi, Russo, Ciccarelli

Sul fronte della lotta alla camorra, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, il 2025 è stato segnato da numerose operazioni di alto profilo.
Nella notte del 2 dicembre è stata eseguita un’ordinanza cautelare nei confronti di 21 indagati per associazione mafiosa, estorsione, ricettazione ed evasione. L’inchiesta ha ricostruito le attività del clan Licciardi, storico sodalizio dell’Alleanza di Secondigliano, documentando un sistema estorsivo che colpiva non solo commercianti, ma anche truffatori informatici e occupanti abusivi di alloggi popolari.

Il 17 novembre un’altra maxi-operazione ha interessato i comuni di Nola, Cicciano e Casamarciano, con 44 misure cautelari nei confronti di soggetti ritenuti affiliati al clan Russo. Le indagini hanno fatto emergere un controllo capillare del territorio, un sistema di estorsioni, un circuito illecito di giochi e scommesse e presunti condizionamenti delle competizioni elettorali amministrative.
Il 29 luglio, a Caivano, i carabinieri hanno colpito lo storico clan Ciccarelli, portando alla luce nuovi assetti criminali e una persistente egemonia sul territorio, nonostante i precedenti arresti.

Le “stese” e la fine delle pax mafiose

Il 12 settembre un’operazione ha interessato il quartiere San Giovanni a Teduccio, con l’arresto di due soggetti ritenuti responsabili di una “stesa” armata avvenuta nel periodo pasquale. Le indagini hanno ricostruito la rottura della precedente pax tra i clan Rinaldi-Reale e D’Amico “Gennarella”, evidenziando una fase di forte instabilità criminale e di intimidazione pubblica.

Ponticelli e i beni occupati: restituita legalità

Particolarmente significativa l’operazione del 25 giugno a Ponticelli, dove carabinieri e polizia locale hanno eseguito sequestri e sgomberi di immobili comunali occupati abusivamente e trasformati in una roccaforte del clan De Martino. Un intervento complesso, con l’impiego di oltre 200 operatori, che ha restituito legalità e sicurezza a un’area da tempo sotto il controllo criminale.

Truffe agli anziani e violenza di genere

Tra le priorità dell’Arma anche il contrasto alle truffe agli anziani, definite dal comandante provinciale «una vera piaga sociale». Sul fronte della violenza sulle donne, il capitano Valentina Bianchin, comandante della Compagnia di Casoria, ha ribadito l’importanza della prevenzione e della denuncia precoce: «La violenza non esplode all’improvviso, è preceduta da segnali che vanno riconosciuti. Per questo nelle caserme sono state attivate stanze dedicate alle denunce più delicate».

Camorra, il boss Salvatore Barile voleva uccidere la baby gang del “presepe” al rione Sanità

A Napoli, le recenti dichiarazioni di Salvatore Giuliano, ex ras di Forcella, hanno rivelato tensioni interne al clan Sequino-Savarese nel rione Sanità, dove il boss Salvatore Barile avrebbe pianificato di eliminare una baby gang per il controllo del traffico di droga, evidenziando l'evoluzione.

Napoli – Le dichirazioni di Salvatore Giuliano, collaboratore di giustizia ed ex ras di Forcella, rappresentano uno dei tasselli più rilevanti dell’ordinanza cautelare che nei giorni scorsi ha colpito il clan Sequino–Savarese, attivo nel rione Sanità di Napoli.

Dichiarazioni che, pur riferendosi a un periodo antecedente agli ultimi assetti criminali, contribuiscono a delineare con precisione il radicamento storico del gruppo e i delicati equilibri interni che ne hanno segnato l’evoluzione.

Nel verbale del 28 settembre 2021, infatti Giuliano ricostruisce l’assetto originario del gruppo della Sanità, indicando in Salvatore Savarese, classe 1953, detto “zio Totore”, il capo storico del sodalizio. Accanto a lui, una serie di figure operative: Gennaro De Marino, Sasillo, Gianluca detto “’o pedofilo”, Enzo “’o biondo”, Sasone – genero di Giulio Pirozzi – oltre al gruppo autonomo noto come “quelli del presepe”.

“Zio Totore” Savarese e il clan dei giovani inesperti

Durante un incontro avvenuto nella casa di Savarese, quest’ultimo – racconta Giuliano – avrebbe manifestato forte preoccupazione per la gestione del clan, ritenendo i suoi uomini troppo giovani e inesperti per amministrare affari, canali e relazioni criminali costruiti in anni di militanza.

Una preoccupazione che anticipa la crisi interna. Secondo il collaboratore, Savarese viene progressivamente estromesso dalla guida del clan a causa di sospetti sulla gestione delle risorse economiche: lo zio Totore avrebbe trattenuto per sé somme di denaro provenienti da attività illecite personali, senza versarle nelle casse comuni.

L’estromissione del capo e l’ascesa di “’o mellone”

A quel punto, la leadership passa al nipote ed omonimo Salvatore Savarese, detto “’o mellone”, appena scarcerato, sebbene – precisa Giuliano – la sua posizione resti inizialmente paritaria rispetto a figure come Sasillo e Gennaro De Marino, ciascuna con compiti specifici. Al vecchio capo resta solo una sorta di rendita settimanale, circa 500 euro, ma senza più alcun potere decisionale.

Particolarmente dettagliate sono anche le dichiarazioni su Gennaro De Marino, riconosciuto fotograficamente dal collaboratore come uno dei capi emergenti della Sanità, erede del padre Ciro.

De Marino, Barile e il nodo del “gruppo del presepe”

Giuliano lo descrive come giovane, inesperto e incline a fidarsi, inizialmente vicino a Salvatore Barile. Il rapporto tra i due si incrina quando Barile pretende che De Marino apra il fuoco contro il gruppo del “presepe”, colpevole di rifornirsi di droga attraverso canali autonomi e non riconducibili al clan Mazzarella.

De Marino si rifiuta: quei ragazzi sono cresciuti con lui nello stesso quartiere. Uno sgarbo che, secondo Giuliano, scatena la furia di Barile, deciso addirittura a eliminarlo.

La tensione rischia di sfociare in una guerra interna. Da un lato Sasillo, nipote di Salvatore Sequino, schierato con Barile; dall’altro Savarese a sostegno di De Marino.

Il rischio di una guerra e la mediazione del pentito

È Giuliano a raccontare di aver svolto un ruolo di mediatore, convincendo Barile che uno scontro armato avrebbe solo indebolito il gruppo e attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. La pace regge, ma i rapporti restano gelidi, fino alla scarcerazione di Giulio Pirozzi, figura più matura e carismatica, destinata – secondo il collaboratore – a riequilibrare e riorientare gli assetti della Sanità.

Dopo il ritorno in libertà di Pirozzi, Barile si accorge di un cambiamento: i ragazzi diventano meno subordinati, più autonomi, iniziano a chiedere di potersi rifornire di stupefacenti anche altrove.

La scarcerazione di Giulio Pirozzi e il cambio di equilibri

Gli equilibri cambiano radicalmente con la scarcerazione di Giulio Pirozzi, detto “’o picuozzo”, figura più matura e carismatica. Dopo il suo ritorno in libertà, racconta Giuliano, i ragazzi della Sanità iniziano a mostrare un atteggiamento meno subordinato nei confronti di Barile. Cresce la richiesta di autonomia, soprattutto nella gestione delle piazze di spaccio e nei canali di approvvigionamento della droga.

Barile percepisce il cambiamento, ma fatica a comprenderne le cause. Sarà lo stesso Giuliano – afferma – a spiegargli che con Pirozzi libero le dinamiche di potere erano mutate e che il controllo sulla Sanità non era più assoluto.

Sasillo, gli incontri notturni e i luoghi sicuri del clan

Infine, il collaboratore fornisce uno spaccato operativo sulle modalità di azione del clan. Sasillo, riferisce, è un soggetto dedito esclusivamente all’uso delle armi: dorme di giorno ed esce solo di notte, non partecipa alle riunioni e viene incontrato sempre in luoghi ritenuti sicuri.

Gli appuntamenti avvengono nei pressi di un bar  in piazza Sanità, in vicoletti chiusi al traffico, oppure in un  basso, una base logistica riservata, sconosciuta agli altri clan. Un’abitazione che ospita anche una piazza di spaccio formalmente intestata alla madre di Enzo, ma rifornita – secondo Giuliano – direttamente dal gruppo della Sanità.

(nella foto da sinistra Il boss Salvatore Savarese, il nipote omonimo detto o’mellone, Salvatore Barile detto Totoriello, vertice del clan Mazzarella e il pentito Salvatore Giuliano o’ russ)

 

Campania, lunedì il debutto della XII Legislatura: si insedia il nuovo Consiglio

Lunedì 29 dicembre, la Campania si prepara a vivere un momento storico con il debutto della XII Legislatura, un’occasione che segnerà l’inizio di un percorso fondamentale per il futuro della regione, con il nuovo Consiglio che affronterà sfide cruciali come il PNRR e la sanità, rendendo la.

Napoli– Tutto pronto per il battesimo ufficiale della XII Legislatura della Regione Campania. Il sipario si alzerà lunedì 29 dicembre, alle ore 11:00, quando i consiglieri neoeletti varcheranno per la prima volta la soglia dell’aula del Centro Direzionale per la seduta inaugurale.

L’ordine del giorno e le prime cariche

A guidare i lavori nelle prime battute sarà Fernando Errico, in qualità di consigliere anziano, che avrà il compito di presiedere l’assemblea fino alla nomina dell’Ufficio di Presidenza. La scaletta della giornata è densa e fondamentale per definire l’assetto istituzionale dei prossimi cinque anni.
I punti chiave includono:
Proclamazione degli eletti: la presa d’atto ufficiale che sancisce l’ingresso dei consiglieri nell’emiciclo.

Elezione del Presidente del Consiglio: il primo vero test politico per la maggioranza, chiamata a convergere sul nome del nuovo garante dell’assemblea.
Ufficio di Presidenza: la scelta dei componenti che affiancheranno il Presidente nella gestione dei lavori d’aula.

La sfida del programma

Oltre agli adempimenti burocratici e alle nomine, l’attenzione politica sarà rivolta all’intervento del Presidente della Giunta. Il Governatore esporrà infatti il programma di governo, delineando le priorità e le sfide che la Campania dovrà affrontare nel breve e nel lungo periodo. Seguirà una prima discussione tra i banchi della maggioranza e delle opposizioni, che fornirà il termometro del clima politico di inizio legislatura.

Apertura ai cittadini

In un’ottica di trasparenza e partecipazione, la seduta sarà accessibile a tutti i cittadini: i lavori consiliari verranno infatti trasmessi in diretta streaming sul canale ufficiale YouTube del Consiglio Regionale della Campania.
Un appuntamento che segna l’avvio formale di una fase cruciale per lo sviluppo del territorio campano, tra gestione delle risorse del PNRR, sanità e rilancio economico.

Camorra, assunzioni imposte dopo un incidente sul lavoro: cinque arresti tra Caserta e Napoli

L’inchiesta che ha portato all’arresto di cinque persone tra Caserta e Napoli svela un inquietante intreccio tra camorra e lavoro, rivelando come la morte di un operaio possa trasformarsi in opportunità per perpetuare un sistema di estorsione e sfruttamento nella quotidianità delle imprese.

Due assunzioni imposte come “ristoro” dopo la morte di un operaio in un caseificio. È uno dei tasselli dell’inchiesta che ha portato all’arresto di cinque persone tra le province di Caserta e Napoli, ritenute gravemente indiziate di far parte di un sistema criminale riconducibile al clan dei Casalesi. I carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

Le accuse sono pesanti e aggravate dal metodo mafioso: associazione camorristica, estorsione, truffa, traffico di droga e trasferimento fraudolento di valori. L’indagine, condotta tra luglio 2022 e giugno 2023, ha fatto emergere il ruolo centrale di un esponente dell’ala Schiavone dei Casalesi, ritenuto ancora libero, capace di muoversi tra “recuperi crediti”, pressioni sulle imprese e rapporti con altri clan.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’attività estorsiva avrebbe colpito anche un’azienda casearia, con richieste che arrivavano a “700-800mila euro”. In alternativa al denaro, sarebbe stata avanzata la pretesa di “assumere le due figlie del cognato”, morto in quello stesso stabilimento a seguito di un infortunio sul lavoro, come compensazione ulteriore rispetto a quanto previsto dalla legge.

L’inchiesta ha documentato anche l’intestazione fittizia di una società di autonoleggio con sede a Casal di Principe, utilizzata per “eludere eventuali misure patrimoniali”, e il coinvolgimento diretto nell’organizzazione di truffe assicurative nel settore delle polizze Rc auto. Sul fronte del narcotraffico, è emersa un’alleanza operativa con intermediari del clan Di Lauro di Secondigliano, tutti arrestati, finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Nel corso delle attività è stato sequestrato anche “un chilogrammo di cocaina”.

Sarno, viola il divieto di dimora: arrestato giovane con precedenti per rapina ed estorsione

Sarno – Un giovane del posto è stato arrestato dalla polizia di Sarno per inosservanza del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare.

L’uomo, già destinatario di una misura cautelare a seguito di reiterate condotte aggressive nei confronti del padre, aveva continuato a violare le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria nonostante i precedenti penali per rapina ed estorsione.

Le violazioni si sono ripetute nel tempo, costringendo gli inquirenti a inasprire le misure. Oltre all’allontanamento dall’abitazione familiare, al giovane era stato infatti applicato anche il divieto di dimora nella provincia di Salerno. Gli agenti lo hanno rintracciato nel territorio provinciale, in flagrante violazione di entrambi i provvedimenti.

L’arresto è stato convalidato dal Tribunale di Nocera Inferiore, che su richiesta della Procura della Repubblica ha disposto la custodia cautelare in carcere. La decisione del giudice ha chiuso un ciclo di reiterati comportamenti delittuosi che mettevano a rischio la sicurezza del genitore e dell’intera comunità.

Allarme Carabinieri sui botti illegali: “Non sono più fuochi, ma ordigni improvvisati”

A Napoli, il Capodanno non è più solo una celebrazione, ma un campo di battaglia contro ordigni improvvisati che minacciano la vita; l'allerta dei Carabinieri, che evidenziano il potere distruttivo di questi "botti", invita a riflettere su un'emergenza che non può essere sottovalutata.

A Napoli non si parla più di semplici fuochi d’artificio illegali. L’allarme lanciato dai Carabinieri è netto e inquietante: quelli che circolano in vista del Capodanno sono veri e propri ordigni improvvisati, paragonabili a Ied, capaci di provocare ferite gravissime o addirittura la morte. Il bilancio dei sequestri effettuati finora dagli artificieri dell’Arma racconta uno scenario sempre più pericoloso.

“C’è particolare allarme perché gli ordigni sono sempre più potenti e pericolosi, anche a distanza”, spiega il luogotenente degli artificieri Gaetano Savarese. “Oggi si continuano a chiamare bombe carta, ma l’utilizzo di contenitori in plastica ne aumenta la resistenza e la forza della detonazione. Possono contenere fino a 300 grammi di miscela esplosiva e risultano pericolosi sia per le schegge sia per l’impatto acustico”.

I controlli intensificati sul territorio hanno già portato a sequestri importanti. A Pollena Trocchia un ventunenne è stato arrestato dopo che i militari hanno scoperto 21 chili di materiale pirotecnico nascosti all’interno di un negozio di frutta. A Cimitile, invece, è stata sospesa un’attività commerciale: l’imprenditore, pur in possesso di licenza, non aveva mai presentato la comunicazione di inizio attività al Comune. All’interno della ditta sono stati sequestrati 2.563 fuochi d’artificio, per una massa attiva complessiva di 205 chili.

Numeri che rafforzano l’allarme lanciato dall’Arma, a pochi giorni da una notte che ogni anno si trasforma in un bollettino di feriti. Il messaggio dei Carabinieri è chiaro: non si tratta di bravate o tradizioni, ma di ordigni potenzialmente letali che trasformano il Capodanno in una roulette russa.

Napoli, ultrà in corteo contro il divieto di trasferta

Napoli si risveglia con cori e striscioni, ma non per celebrare una vittoria: cinquecento ultrà scendono in piazza contro il divieto di trasferta, esprimendo un forte dissenso che mette in luce l'identità e la passione di una tifoseria colpita da restrizioni ritenute ingiuste.

Napoli torna a riempirsi di cori e striscioni, questa volta non per una partita ma per una protesta. Circa cinquecento ultrà del Napoli, espressione delle due curve dello stadio Maradona, sono scesi in piazza per dire “no al divieto di trasferta” imposto ai residenti in occasione di diverse partite lontano dal capoluogo campano.

Il corteo è partito da piazza Berlinguer ed è avanzato compatto verso il centro cittadino, invadendo via Toledo sotto lo sguardo di passanti e turisti. Ad aprire la manifestazione uno striscione con la scritta “Trasferte libere”, diventata il simbolo della mobilitazione. Dalle voci dei manifestanti si sono levati slogan contro le restrizioni, giudicate discriminatorie e punitive nei confronti dei tifosi napoletani.

Tra gli elementi più visibili della protesta, un volantino tenuto in mano da ogni partecipante: un fac simile di richiesta di cambio di residenza, con la scritta “approvato” e la firma delle Curve A e B. Un gesto provocatorio per denunciare, secondo gli ultrà, l’assurdità di misure che finiscono per colpire un’intera città e la sua tifoseria. La manifestazione si è svolta in modo compatto e ordinato, trasformando il cuore di Napoli in un palcoscenico di dissenso calcistico e rivendicazione identitaria, con un messaggio chiaro lanciato dalle curve: “Trasferte libere”.

Campania, scatta l’allerta meteo gialla: Natale sotto la pioggia, rischio temporali

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La Vigilia di Natale in Campania si annuncia sotto un cielo grigio, con un'allerta meteo gialla che potrebbe trasformare festeggiamenti in preoccupazione; mentre i cittadini si preparano a festeggiare, il richiamo alla prudenza diventa un elemento fondamentale per affrontare le insidie del.

Napoli – Vigilia di Natale all’insegna del maltempo per gran parte della Campania. La Protezione Civile regionale ha emanato un avviso di allerta meteo di livello Giallo, valevole per l’intera giornata di domani, martedì 23 dicembre, e fino alle prime luci di mercoledì 24.
L’ondata di maltempo, causata da una perturbazione che colpirà inizialmente i quadranti settentrionali per poi scivolare verso il centro-sud della regione, porterà con sé piogge sparse e temporali che in alcune zone potrebbero assumere carattere di forte intensità.

Le zone a rischio Il monitoraggio del Centro Funzionale regionale ha individuato le aree critiche, che comprendono quasi l’intero territorio costiero e le zone montuose limitrofe:
Napoli e provincia: Piana Campana, Isole del Golfo e Area Vesuviana.
Zone costiere e montuose: Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno, Monti Picentini, Piana del Sele e l’intero Cilento.

Interno: Alto Volturno e Matese, Tusciano e Alto Sele.
I possibili pericoli Nonostante il livello “Giallo”, l’attenzione resta alta per la fragilità del territorio. La Protezione Civile segnala il rischio di allagamenti localizzati, innalzamento dei livelli dei fiumi e scorrimento pericoloso delle acque nelle strade. Particolare cautela è richiesta per il pericolo di frane e caduta massi, fenomeni che potrebbero verificarsi anche in assenza di precipitazioni prolungate a causa della saturazione del suolo.

L’appello ai Comuni In vista dell’imminente peggioramento, l’autorità regionale ha invitato i sindaci delle zone interessate ad attivare i COC (Centri Operativi Comunali). Le amministrazioni sono chiamate a porre in essere tutte le misure di prevenzione previste dai piani di protezione civile per mitigare i rischi e garantire la sicurezza dei cittadini durante il periodo pre-natalizio.

Napoli accoglie la fiamma olimpica, tra i tedofori anche Carlo di Borbone

Napoli si appresta a vivere un momento di grande significato con l'arrivo della fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026, che domani percorrerà la città in una staffetta simbolica, coinvolgendo noti tedofori come Carlo di Borbone e Pino Maddaloni, per celebrare identità e sport.

Napoli si prepara ad accogliere la fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026, che domani pomeriggio attraverserà la città in una staffetta dal forte valore simbolico. Tra i tedofori ci sarà anche il principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, nove volte campione del mondo di vela nella classe Smeralda 888, chiamato a portare la torcia in uno dei momenti più attesi della giornata.

La staffetta prenderà il via a partire dalle 17 e collegherà la periferia al centro storico, disegnando un percorso che racconta identità, sport e riscatto. Il principe Carlo di Borbone partirà intorno alle 18.26 da Corso Umberto I, all’altezza del civico 135, inserendosi in un tracciato che avrà come punto di origine Scampia, dove si trova la palestra in cui è cresciuto Pino Maddaloni, medaglia d’oro olimpica e anche lui tra i tedofori.

Il passaggio della fiamma toccherà luoghi simbolici della città fino a raggiungere piazza del Plebiscito, dove dalle 19.30 è prevista la cerimonia conclusiva con la partecipazione di istituzioni, atleti e cittadini. Insieme a Maddaloni e al principe Carlo di Borbone, porteranno la torcia anche Ciro Ferrara, gli artisti The Jackal, Stash dei The Kolors e Raffaella Giugni, segretario generale di Marevivo.

Napoli rientra tra le tappe ufficiali del viaggio della fiamma olimpica, che resterà in Campania dal 21 al 28 dicembre, trasformando la città in uno dei palcoscenici simbolici del cammino verso Milano-Cortina 2026.

Benevento, sequestrati 200 Kg di botti killer: arrestato il “signore dei fuochi”

La recente operazione delle Fiamme Gialle a Benevento ha smascherato una fabbrica clandestina di fuochi d'artificio, sequestrando 200 kg di botti illegali e arrestando il "signore dei fuochi", un intervento cruciale per garantire la sicurezza durante le festività e prevenire potenziali tragedie.

Benevento – Un vero e proprio arsenale domestico, carico di pericolo e pronto a esplodere nel cuore delle festività. È quanto hanno scovato le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Benevento, in un’operazione lampo che ha smantellato una fabbrica clandestina di fuochi d’artificio.

Circa due quintali di botti illegali – oltre 3.500 articoli artigianali, dotati di un “elevato effetto distruttivo” – sono stati sequestrati in un garage annesso a un’abitazione privata nella provincia sannita. Il responsabile, un uomo del posto, è finito agli arresti domiciliari su disposizione del Pubblico Ministero, mentre l’ombra del traffico illecito si allunga sulle celebrazioni di Natale e Capodanno.

Con l’avvicinarsi del periodo festivo, quando i botti diventano protagonisti di tradizioni e rischi, la Guardia di Finanza ha alzato la guardia. L’operazione, nata da un’intensa attività info-investigativa condotta dalla Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha puntato dritto su quel garage sospetto. All’interno, un tesoro esplosivo: fuochi pirotecnici fatti in casa, senza alcuna certificazione, capaci di causare danni devastanti.

“Materiali altamente pericolosi”, li definiscono gli inquirenti, che per legge richiedono una licenza specifica dall’autorità competente e rigorose misure di sicurezza per minimizzare i rischi di incidenti o esplosioni accidentali.

Il blitz non è un caso isolato. Si inserisce in un dispositivo più ampio orchestrato dalla Guardia di Finanza di Benevento, in collaborazione con la Prefettura, per contrastare i traffici illeciti di esplosivi e salvaguardare la pubblica incolumità. In un periodo critico come le feste natalizie, quando gli incidenti legati ai botti illegali riempiono le cronache – da feriti gravi a incendi domestici – operazioni come questa rappresentano un baluardo contro la criminalità che specula sulla tradizione.

“La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto”, sottolineano fonti investigative, ricordando come questi ordigni artigianali spesso sfuggano a ogni controllo e possano trasformarsi in vere bombe a orologeria.

Il responsabile, ora confinato ai domiciliari, dovrà rispondere di detenzione illegale di materiale esplosivo. L’intero carico è stato posto sotto sequestro, eliminando un potenziale pericolo per la comunità. Tuttavia, come precisato dalle autorità, vale la presunzione di innocenza: l’indagato ha il diritto di dimostrare la propria estraneità in ogni fase del procedimento.

Questa ennesima stretta delle Fiamme Gialle lancia un messaggio chiaro: il Sannio non è terra di conquista per i trafficanti di morte festiva. Mentre le famiglie si preparano a brindare, le forze dell’ordine vegliano per evitare che le luci delle feste si trasformino in bagliori di tragedia.

Pronto soccorso Ospedale del Mare, nuova segnalazione: sala d’attesa piena e ore per una consulenza

Napoli — Recenti segnalazioni hanno evidenziato un grave affollamento al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, con attese che superano le cinque ore, sollevando preoccupazioni sulla qualità dell'assistenza.

Napoli — Affollamento in sala d’attesa e tempi di attesa che si allungano per ore. È quanto emerge da una nuova segnalazione arrivata in queste ore al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, relativa al pronto soccorso dell’Ospedale del Mare.
La segnalazione è corredata da un video registrato nei giorni scorsi: nelle immagini si vedono numerosi pazienti in attesa tra sedute occupate, persone in piedi e utenti su sedia a rotelle, in un contesto descritto come di forte disagio.

Secondo quanto riferito dall’autore del filmato, l’attesa per una consulenza sarebbe iniziata intorno alle 13:30 e sarebbe proseguita oltre le 18:20. Nel video vengono inoltre mostrati pazienti in condizioni di sofferenza: tra questi un uomo con una gamba visibilmente gonfia e, secondo la ricostruzione fornita, fratturata, rimasto in attesa per diverse ore. Sempre stando al racconto di chi ha effettuato la ripresa, una donna sarebbe svenuta durante l’attesa e sarebbe stata sorretta dal personale sanitario.

Lo stesso autore del video sottolinea che le criticità non sarebbero riconducibili agli operatori presenti, ma a una situazione strutturale che, a suo dire, si ripresenta con frequenza.

«Non è accettabile che in uno dei principali ospedali della città i cittadini siano costretti ad attese interminabili in condizioni di forte disagio», dichiara Borrelli. «Il problema è evidente: manca personale. Medici, infermieri e operatori sanitari lavorano sotto pressione, spesso in numero insufficiente rispetto all’afflusso di pazienti».

«È necessario intervenire subito — conclude — assumendo nuovo personale e scorrendo tutte le graduatorie dei concorsi già svolti, senza ulteriori rinvii. La sanità pubblica va difesa con i fatti, garantendo cure tempestive e dignitose e tutelando sia i cittadini sia gli operatori sanitari».

Femminicidio di Cava, la madre di Anna Tagliaferri operata al “Ruggi”: è fuori pericolo

Cava de’ Tirreni è avvolta in un silenzio profondo dopo l'omicidio di Anna Tagliaferri, mentre la madre, ferita nel tentativo di proteggerla, rappresenta ora una speranza per la verità; la sua testimonianza potrebbe rivelarsi cruciale in un dramma che ha sorpreso un'intera comunità.

Cava de’Tirrenti Resta nel silenzio, un silenzio irreale e carico di dolore, la città di Cava de’ Tirreni all’indomani dell’efferato omicidio di Anna Tagliaferri. L’unico barlume di speranza arriva dall’ospedale, dove la madre della vittima, rimasta ferita nel disperato tentativo di fare scudo alla figlia contro la furia del compagno, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico.

I medici hanno confermato che la donna non è in pericolo di vita, ma la sua testimonianza resta il tassello fondamentale che gli inquirenti, guidati dal comandante Gianfranco Albanese del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, attendono per blindare la ricostruzione del delitto.

Nessun biglietto, nessuna confessione lasciata su carta. Diego Di Domenico, il 40enne che dopo aver ucciso Anna si è tolto la vita lanciandosi dal tetto dell’abitazione, non ha lasciato tracce scritte del suo folle proposito.

Le salme di entrambi i conviventi si trovano ora nell’obitorio dell’ospedale di Nocera Inferiore, a disposizione dell’autorità giudiziaria che dovrà disporre i prossimi accertamenti medico-legali.

La comunità metelliana è sotto shock per un dramma che nessuno avrebbe potuto prevedere. Solo un mese fa, Anna Tagliaferri era stata ricevuta a Palazzo di Città dal sindaco Vincenzo Servalli per celebrare i cinquant’anni di attività della sua rinomata pasticceria. In quell’occasione, la quarantenne era apparsa serena proprio accanto al suo compagno.

“Nessuno sapeva di crisi o violenze — ha dichiarato amareggiato il primo cittadino — e non risultano richieste di aiuto”. Un dettaglio che rende ancora più cupa la vicenda, riportando alla memoria il precedente sacrificio di Nunzia Maiorano, altra ferita mai rimarginata per il territorio.

In segno di rispetto per una tragedia che ha colpito il cuore produttivo e umano della città, l’amministrazione comunale ha deciso di sospendere tutti gli eventi previsti per la vigilia di Natale. Per il giorno delle esequie di Anna, sarà proclamato il lutto cittadino.

Giochi di carte da fare a Natale: idee divertenti per tutta la famiglia

Durante le feste, il tavolo diventa il cuore della famiglia, dove risate e competizione si mescolano nei giochi di carte, un modo semplice per creare legami e ricordi che durano nel tempo; scoprire come alcuni titoli tradizionali e moderni possano arricchire questi momenti è fondamentale per.

Durante le feste natalizie, uno dei momenti più belli è ritrovarsi attorno a un tavolo per ridere, chiacchierare e giocare insieme. Tra panettoni, cene abbondanti e regali, i giochi di carte da fare a Natale rappresentano un modo semplice e inclusivo per creare ricordi indimenticabili con parenti di tutte le età. Dal classico gioco italiano alla novità internazionale, scoprire come giocare e perché alcuni titoli sono perfetti per le feste può trasformare una semplice serata in un evento speciale.

I classici intramontabili: tradizione & convivialità

Quando si parla di giochi di carte da fare in famiglia a Natale, spesso si pensa ai giochi tradizionali che le famiglie italiane si tramandano da generazioni. Questi titoli sono semplici da imparare, non richiedono materiali complessi e permettono a tutti di partecipare alla festa.

Mercante in Fiera

Un vero e proprio must delle feste natalizie: nato come una sorta di lotteria nella Venezia del ‘500, oggi viene giocato con due mazzi da quaranta carte, ognuna raffigurante personaggi o oggetti. L’obiettivo è scambiare e acquistare carte per formare combinazioni vincenti. Bennet

Scopa

Con un mazzo di 40 carte italiane, la Scopa è perfetta per gruppi da 2 a 4 persone. Il gioco combina strategia e fortuna, mentre i giocatori cercano di “scopare” quante più carte possibile dal tavolo.

Sette e mezzo

Particolarmente popolare durante il periodo natalizio in molte case italiane, Sette e mezzo è un gioco di carte simile al blackjack: l’obiettivo è avvicinarsi a 7,5 punti senza superarlo, sfidando il banco.

Tressette e altri classici

Il Tressette è un altro gioco tradizionale molto apprezzato, spesso giocato a coppie. Regole semplici e interazioni di squadra lo rendono perfetto per gruppi più numerosi.

Altri giochi italiani meno noti ma spesso presenti sulle tavole di Natale includono Cucù e Ciuccio, varianti popolari tra le famiglie proprio perché facili da organizzare senza materiale speciale.

Giochi di carte moderni e internazionali: ritmo e divertimento

Oltre ai classici italiani, molte famiglie scelgono di includere nei loro momenti di festa giochi più moderni o internazionali che offrono dinamiche più veloci e inclusivi per tutte le età.

Uno, il classico globale

Anche se non tradizionale, Uno è ormai un protagonista fisso sotto l’albero: facile da imparare, veloce da giocare e perfetto per gruppi da 2 a 10 persone. L’obiettivo è scartare tutte le carte in mano, seguendo il colore o il numero di quella precedente.

Dobble (Spot It!)

Un gioco di abbinamento in cui ogni card presenta simboli vari: l’obiettivo è trovare rapidamente il simbolo in comune tra due carte. Adatto a tutte le età, è perfetto per brevi round divertenti durante le pause natalizie.

Anomia

Questo gioco stimola rapidità di pensiero: quando due giocatori pescano carte con simboli uguali, devono dare la prima parola che viene in mente relativa alla categoria indicata, creando risate e competizione leggera. Wikipedia

Monopoly Deal, Exploding Kittens e altri

Ci sono molti altri titoli di carte moderni citati nelle comunità di gioco, come Monopoly Deal o Exploding Kittens, che mescolano fortuna e strategia in modo spensierato e adatto alle feste.

Come scegliere il gioco perfetto per il tuo Natale

Scegliere i migliori giochi di carte da fare in famiglia a Natale dipende innanzitutto dalle persone presenti e dal tempo che si vuole dedicare al gioco.

Famiglie con bambini

Per gruppi con bambini piccoli, opta per giochi semplici e veloci, come Dobble o Uno, che non richiedono troppe regole complesse e mantengono alto l’interesse dei più piccoli.

Gruppi numerosi

Se siete in tanti (ad esempio più di 6 persone), giochi come Mercante in Fiera o varianti di giochi tradizionali possono coinvolgere tutti allo stesso tempo.

Adulto & misto

Per gruppi più adulti o misti, giochi come Anomia o varianti legate a cultura pop possono stimolare conversazioni e risate grazie alla loro natura competitiva ma leggera.

Evita giochi troppo lunghi o troppo complessi (secondo alcune esperienze condivise online) durante le feste natalizie, perché possono allungare eccessivamente la serata o creare frustrazione nei giocatori meno esperti.

Agguato a Torre Annunziata: 45enne ferito a colpi di pistole alle gambe

Un pomeriggio di dicembre, solitamente dedicato ai preparativi festivi, si è trasformato in un incubo per un uomo di 45 anni a Torre Annunziata, vittima di un agguato in pieno giorno che ha scosso la comunità, costringendo gli inquirenti a indagare su un episodio di violenza che porta con sé.

Torre Annunziata– Un pomeriggio di quasi vigilia di Natale trasformato in incubo per un uomo di 45 anni, vittima di un agguato a colpi di pistola in pieno giorno. È accaduto ieri, domenica 21 dicembre, al Parco Trieste in via Melito di Torre Annunziata, nella zona sud di Napoli.

Secondo la ricostruzione fornita dalla stessa vittima ai poliziotti del locale commissariato, due soggetti non identificati, con il volto celato dai caschi integrali, lo hanno avvicinato mentre si trovava in strada.

La dinamica è stata rapida e brutale: senza scambio di parole, uno dei due ha estratto un’arma da fuoco ed ha esploso due colpi, centrando entrambi le gambe dell’uomo. I due aggressori hanno quindi fatto perdere le loro tracce, lasciando il ferito a terra. Ad accorgersi della drammatica scena e a prestare i primi soccorsi è stata la compagna dell’uomo, che lo ha aiutato e accompagnato d’urgenza all’ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia.

Le condizioni del quarantacinquenne, fortunatamente, non destano preoccupazione. I sanitari hanno constatato ferite alle gambe da arma da fuoco ma, stando alle prime informazioni, non vi sarebbe pericolo per la vita. È ricoverato in reparto per le cure necessarie e per gli accertamenti del caso.

Gli investigatori del commissariato di Torre Annunziata, diretto dal vicequestore aggiunto, sono ora al lavoro per ricostruire l’esatta sequenza dei fatti e risalire all’identità e al movente degli aggressori. Sul tavolo degli inquirenti tutte le ipotesi, dal regolamento di conti di matrice camorristica – in un territorio purtroppo spesso teatro di simili episodi – a liti personali o estorsioni. Fondamentale sarà l’esame delle eventuali telecamere di sorveglianza nella zona dell’agguato e l’ascolto di eventuali testimoni.

L’episodio, nel suo carattere apparentemente “mirato” – i colpi sono stati esplosi solo alle gambe, in un classico “avvertimento” o “colpo di sfregio” – ha gettato un’ombra di paura nella comunità locale, turbata da un atto di violenza così esplicito nelle ore diurne. Le indagini proseguono a ritmo serrato per fare luce sull’accaduto.

Camorra, presso boss dei Casalesi con 4 complici: affari e intimidazioni a Casal di Principe

Un'operazione dei carabinieri a Casal di Principe segna un nuovo passo nella lotta contro il clan dei Casalesi, rivelando un intricato sistema di estorsioni e traffico di droga che sfrutta il tessuto economico locale, mostrando come la criminalità organizzata continui a influenzare profondamente.

Casal di Principe – Un nuovo colpo al cuore degli interessi criminali riconducibili al clan dei Casalesi.

Nelle prime ore della mattinata odierna, i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione di stampo camorristico, estorsione, trasferimento fraudolento di valori, truffa e traffico illecito di sostanze stupefacenti, reati aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, al termine di una lunga e complessa attività investigativa condotta tra luglio 2022 e giugno 2023.

Il ruolo dell’esponente dei casalesi

Le indagini hanno consentito di delineare un quadro accusatorio che ruota attorno a una figura apicale del clan dei Casalesi, fazione Schiavone, allo stato ancora in libertà.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagata avrebbe rappresentato il perno di una serie di condotte criminali finalizzate al controllo del territorio e all’accumulazione di ingenti risorse economiche.

Il “recupero crediti” sotto minaccia

Tra gli episodi emersi figura un’attività di cosiddetto “recupero crediti” esercitata con modalità intimidatorie nei confronti del titolare di un’impresa edile. L’azione sarebbe stata condotta su mandato di un imprenditore operante nel settore della fornitura di materiali edili, anch’egli indagato, a fronte del mancato pagamento di alcune forniture.

Le pressioni sull’azienda casearia

Particolarmente grave il capitolo relativo alle ripetute incursioni presso un’azienda casearia della zona. In tali occasioni, l’appartenente al clan avrebbe avanzato una richiesta estorsiva compresa tra i 700 e gli 800 mila euro.

In alternativa al pagamento, sarebbe stata pretesa l’assunzione delle due figlie del cognato, deceduto in precedenza in un infortunio sul lavoro avvenuto all’interno della stessa azienda, quale forma di “risarcimento” ulteriore rispetto a quanto previsto dalla legge.

Società schermate e truffe assicurative

Gli accertamenti hanno inoltre portato alla luce l’intestazione fittizia di una società di autonoleggio, con sede operativa a Casal di Principe, formalmente riconducibile a un prestanome ma di fatto nella disponibilità dell’indagata.

L’operazione avrebbe avuto lo scopo di eludere eventuali misure di prevenzione patrimoniali.

Parallelamente, è emerso il ruolo attivo della donna nella promozione e nel coordinamento di un sistema di truffe assicurative nel settore delle polizze RC auto, con il coinvolgimento di più soggetti e la simulazione di sinistri stradali.

L’asse con Secondigliano e la droga

L’inchiesta ha infine svelato un’alleanza criminale con quattro intermediari del clan Di Lauro di Napoli Secondigliano, anch’essi destinatari della misura cautelare. Il sodalizio sarebbe stato finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti e, nel corso delle attività investigative, ha già portato al sequestro di un chilogrammo di cocaina.