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Avellino, droga in carcere durante i colloqui: colpo della Penitenziaria

Avellino, – Non si ferma il tentativo di introdurre sostanze stupefacenti dietro le sbarre della Casa circondariale di Avellino. Nella mattinata di oggi, un’operazione fulminea della Polizia Penitenziaria ha permesso di sventare l’ingresso di droga nel penitenziario, confermando l’alto livello di allerta del personale interno.

Il blitz durante i colloqui

L’episodio è avvenuto durante le consuete operazioni di controllo per l’accesso ai colloqui con i detenuti. A finire nel mirino degli agenti è stata una donna, familiare di un recluso, il cui atteggiamento guardingo e nervoso non è sfuggito agli occhi esperti del personale di sorveglianza.

Dopo una verifica approfondita, il sospetto è diventato certezza: la donna aveva occultato la sostanza stupefacente nelle parti intime, sperando di eludere i controlli e consegnarla al parente. La droga è stata sequestrata e l’operazione si è conclusa senza incidenti, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza.

Il plauso del sindacato

Sull’accaduto è intervenuto Raffaele Troise, responsabile GAU della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino. Se da un lato Troise ha espresso vivo apprezzamento per la professionalità e la prontezza dimostrata dagli agenti, dall’altro ha colto l’occasione per accendere i riflettori su una gestione quotidiana che definisce al limite del collasso.

«Il successo di questa operazione è merito esclusivo dell’abnegazione del personale — ha dichiarato Troise — ma non possiamo ignorare le criticità strutturali che affliggono l’istituto».

Emergenza sovraffollamento e sicurezza

Il quadro delineato dal sindacalista per il carcere avellinese è preoccupante. Negli ultimi mesi si è registrato un incremento vertiginoso della popolazione detenuta, che ha ormai superato di gran lunga la capienza regolamentare della struttura.

A pesare sulla stabilità del penitenziario è anche la gestione dei cosiddetti “detenuti facinorosi”: soggetti difficili da collocare il cui trasferimento, spesso richiesto per motivi di ordine e sicurezza, risulta sporadico o del tutto assente. «Il quadro è a dir poco drammatico — conclude Troise — serve un’urgente inversione di marcia. Senza interventi strutturali, gli sforzi della Polizia Penitenziaria rischiano di essere vanificati da una situazione che minaccia di degenerare definitivamente».

Banda della marmotta, si cercano i complici

Napoli – Le indagini sui componenti della banda della marmotta arrestati ieri in una operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri puntano a scoprire di quanti colpi si siano resi responsabili i cinque arrestati.

Nel gruppo figurano due uomini della provincia di Napoli, mentre la base operativa era a San Gennaro Vesuviano, dove sono stati rinvenuti esplosivi, attrezzature e denaro contante. Gli investigatori ora puntano a ricostruire tutti i colpi messi a segno dalla banda, oltre ai due già accertati.

La banda interregionale e i cinque arresti

In manette sono finiti cinque uomini di età compresa tra i 22 e i 55 anni, due dei quali residenti nel Napoletano:

Gennaro Miranda, 55 anni,

Giuseppe Nappo, 44 anni, entrambi di San Gennaro Vesuviano;

Michele Russo, 45 anni, di Cerignola (Foggia);

Giuseppe Spalierno, 22 anni, di Modugno (Bari);

Ivan Caruso, 23 anni, di Bari.

Al momento gli arrestati sono accusati di furto aggravato in concorso, oltre che di ricettazione e detenzione di materiale esplodente senza autorizzazione.

Il colpo ad Agerola e l’inseguimento fino alla Costiera

Decisivo per le indagini è stato l’assalto a un bancomat ad Agerola, dal quale la banda era riuscita a portare via circa 20mila euro dopo aver fatto esplodere lo sportello automatico. Proprio in seguito a una serie di episodi analoghi, le forze dell’ordine avevano predisposto specifici servizi di osservazione.

Dopo il colpo, i malviventi sono fuggiti a bordo di un’auto, dando vita a un rocambolesco inseguimento che si è esteso fino alla Costiera Amalfitana, passando per Amalfi e terminando nella zona di Cetara, dove il veicolo è stato abbandonato. Durante la fuga, i fuggitivi avrebbero lanciato chiodi a tre punte per rallentare le pattuglie. Le targhe dell’auto risultavano rubate.

Il covo nel Napoletano: esplosivi e attrezzature sequestrate

Le indagini delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta, incrociate con gli elementi raccolti dai Carabinieri, hanno consentito di risalire al covo della banda a San Gennaro Vesuviano, nel cuore della provincia di Napoli. Qui è scattato il blitz che ha portato agli arresti.

Nel nascondiglio e nelle abitazioni degli indagati sono stati sequestrati circa 20mila euro in contanti, dieci ordigni esplosivi, torce frontali, attrezzature metalliche per lo scasso e una busta contenente chiodi a tre punte, compatibili con quelli utilizzati durante la fuga.

Due assalti in un giorno e la “tecnica della marmotta”

Nella stessa giornata si sono registrati due assalti ad Atm, ad Agerola e Casavatore, entrambi eseguiti con la “tecnica della marmotta”: una lastra metallica con un congegno esplosivo inserita nella fessura del bancomat per provocare la deflagrazione e consentire l’asportazione del denaro.

Indagini aperte su altri colpi

Gli inquirenti sono convinti che la banda non abbia agito solo in queste due occasioni. Le indagini proseguono ora per verificare eventuali responsabilità in altri assalti avvenuti di recente, soprattutto in aree meno presidiate della provincia di Napoli e nelle zone limitrofe. Un’attività investigativa che potrebbe allargare ulteriormente il quadro dell’inchiesta.

I Comuni di Agerola e Cetara hanno intanto espresso pubblico elogio alle forze dell’ordine per la rapidità e l’efficacia dell’operazione.

(nella foto da sinistra Gennaro Miranda, Michele Russo, Giuseppe Spallerino e Ivan Caruso)

Oroscopo del 6 febbraio 2026, le previsioni di Paolo Tedesco

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Cari appassionati delle stelle, il 6 febbraio 2026 si presenta come un giorno di contrasti costruttivi. Venere in Acquario spinge verso amori non convenzionali e libertà affettive, mentre Mercurio retrogrado in Capricorno richiama a pragmatismo e revisione degli impegni.

ARIETE (21 marzo – 20 aprile)
Amore: Venere in Acquario stimola incontri insoliti. Se single, potresti attrarre persone fuori dal comune. Se in coppia, cercate insieme nuove esperienze sociali.
Lavoro: Marte in Scorpione ti dà determinazione. Ottimo giorno per risolvere questioni intricate, ma evita conflitti con colleghi.
Salute: Energia alta, ma attenzione a tendini e muscoli. Un po’ di stretching ti aiuterà.
Finanze: Una spesa imprevista potrebbe turbare i piani. Rimanda acquisti importanti.
Consiglio astrologico: La Luna in Bilancia ti chiede di trovare equilibrio tra assertività e diplomazia.

TORO (21 aprile – 20 maggio)
Amore: La Luna in Bilancia favorisce romanticismo. Serata ideale per una cena speciale. Se single, un amico potrebbe rivelare sentimenti nascosti.
Lavoro: Mercurio retrogrado in Capricorno suggerisce di ricontrollare documenti importanti. Collaborazioni professionali danno ottimi frutti.
Salute: Cura l’alimentazione. Evita eccessi a tavola.
Finanze: Buona giornata per investimenti a lungo termine. Un consiglio finanziario si rivelerà prezioso.
Consiglio astrologico: Non sottovalutare un’intuizione improvvisa riguardo al lavoro.

GEMELLI (21 maggio – 21 giugno)
Amore: Comunicazione brillante grazie a Mercurio nel tuo campo. Risolvi incomprensioni con dolcezza. Se single, un incontro durante gli spostamenti.
Lavoro: Idee innovative emergono. Presentale con chiarezza. Attenzione a promesse non mantenute da altri.
Salute: La mente è iperattiva. Ritaglia momenti di quiete per non esaurire le energie.
Finanze: Evita prestiti o garanzie per terzi. Situazione stabile se non fai movimenti azzardati.
Consiglio astrologico: La quadratura Sole-Urano ti invita a flessibilità negli imprevisti.

CANCRO (22 giugno – 22 luglio)
Amore: Nettuno in Pesci amplifica la sensibilità. Ascolta il partner senza filtri emotivi. Se single, attrazione per persone creative.
Lavoro: Focus su questioni domestiche o immobiliari. Una decisione presa oggi porta stabilità futura.
Salute: Attenzione al sistema digestivo. Cibi semplici e caldi.
Finanze: Opportunità legata alla casa o a eredità. Valuta con pragmatismo.
Consiglio astrologico: Non lasciare che la nostalgia influenzi scelte presenti.

LEONE (23 luglio – 23 agosto)
Amore: Passione accentuata dal Sole in Acquario. Cerca di non dominare la relazione. Se single, flirt elettrizzante ma forse fugace.
Lavoro: Le tue capacità di leadership sono riconosciute. Delegare non è un segno di debolezza.
Salute: Energia vitale eccellente. Attività sportiva competitiva favorita.
Finanze: Rischio di spese impulsive per divertimento. Stabilisci un limite.
Consiglio astrologico: La congiunzione Venere-Saturno ricorda che l’amore richiede anche impegno.

VERGINE (24 agosto – 22 settembre)
Amore: Praticità e tenerezza si fondono. Gestisci piccoli dettagli per far sentire amato il partner. Se single, interesse per qualcuno concreto.
Lavoro: Eccelli nell’organizzazione. Riorganizza il tuo spazio di lavoro per efficienza futura.
Salute: Attenzione alla schiena e alla postura. Una visita osteopatica potrebbe aiutare.
Finanze: Ottimo giorno per pianificare budget e risparmi. Scopri una fonte di guadagno secondaria.
Consiglio astrologico: Mercurio retrogrado suggerisce di rivalutare, non di intraprendere nuove strade.

BILANCIA (23 settembre – 23 ottobre)
Amore: La Luna nel tuo segno accentua il bisogno di armonia. Compromesso necessario. Se single, potresti attrarre più persone contemporaneamente.
Lavoro: Creatività al top. Progetti artistici o di design ricevono impulso positivo.
Salute: Equilibrio mente-corpo fondamentale. Yoga o meditazione consigliati.
Finanze: Investi in bellezza o beni culturali. Un acquisto estetico ti darà soddisfazione.
Consiglio astrologico: Non cercare di piacere a tutti: sii fedele ai tuoi valori.

SCORPIONE (24 ottobre – 22 novembre)
Amore: Plutone nel tuo segno intensifica i legami. Una conversazione profonda rafforza l’intimità. Se single, attrazione magnetica ma potenzialmente destabilizzante.
Lavoro: Ricerca e investigazione portano risultati. Ottimo per risolvere misteri professionali.
Salute: Gestisci lo stress con attività trasformative. Bagno caldo con oli essenziali.
Finanze: Situazioni finanziarie nascoste vengono alla luce. Sii trasparente per evitare problemi.
Consiglio astrologico: Marte in Scorpione ti dà potere: usalo per costruire, non per distruggere.

SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre)
Amore: Giove in Ariete amplifica l’ottimismo. Avventura e libertà sono chiavi per la felicità amorosa. Se single, un incontro durante un viaggio.
Lavoro: Espansione possibile. Proponiti per un incarico internazionale o che amplii i tuoi orizzonti.
Salute: Benessere legato al movimento. Una camminata in natura rigenera.
Finanze: Opportunità all’estero o legate all’istruzione. Investi in conoscenza.
Consiglio astrologico: La Luna in Bilancia ti ricorda l’importanza dei compagni di viaggio affidabili.

CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)
Amore: Mercurio retrogrado nel tuo segno suggerisce di chiarire malintesi del passato. Se in coppia, dialogo costruttivo. Se single, ex potrebbe riapparire.
Lavoro: Saturno in Acquario favorisce progetti a lungo termine. La pazienza paga.
Salute: Cura denti e ossa. Programma un controllo.
Finanze: Gestione oculata e conservativa. Risparmi protetti, ma crescita lenta.
Consiglio astrologico: Non identificarti totalmente con il tuo ruolo professionale.

ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)
Amore: Venere nel tuo segno porta leggerezza e fascino. Socializza! Se in coppia, date spazio alla libertà individuale.
Lavoro: Idee rivoluzionarie trovano sostegno. Collabora con menti innovative.
Salute: Sistema circolatorio e caviglie sono punti sensibili oggi.
Finanze: Entrate impreviste da amici o network. Condividi i benefici.
Consiglio astrologico: Il Sole in Acquario ti ricorda la tua unicità: non conformarti.

PESCI (20 febbraio – 20 marzo)
Amore: Nettuno nel tuo segno crea sogni ad occhi aperti. Sii romantico ma mantieni i piedi per terra. Se single, rischi di idealizzare.
Lavoro: Intuizione forte. Fidati del tuo istinto in decisioni creative.
Salute: Attenzione a sonno e sogni. Un diario onirico potrebbe rivelare tensioni inconsce.
Finanze: Situazione confusa. Evita investimenti speculativi o proposte troppo vaghe.
Consiglio astrologico: La Luna in Bilancia ti esorta a cercare bellezza nella quotidianità.

Commento Finale di Paolo Tedesco

La Luna in Bilancia ci invita tutti a cercare equilibrio, soprattutto tra innovazione e tradizione. Non è una giornata per scelte drastiche, ma per aggiustamenti mirati che preparino il terreno per le nuove lune di febbraio.

Le quadrature tra pianeti personali e Urano suggeriscono imprevisti, ma anche opportunità di crescita se manteniamo flessibilità. Ricordate: le stelle influenzano, ma non determinano. La vostra volontà resta il motore principale del destino.

Che le stelle vi illuminino il cammino, Paolo Tedesco

Genoa, il Tribunale scuote il Grifone: sequestrato il 23% delle quote di 777 Partners

Genova – Il Genoa vive ore frenetiche, sospeso tra l’adrenalina del campo e le aule di giustizia. Se da un lato la squadra di Daniele De Rossi prosegue la marcia d’avvicinamento al delicato match casalingo di sabato contro il Napoli, dall’altro arriva una notizia destinata a cambiare gli equilibri societari: il Tribunale di Genova ha disposto il sequestro di una cifra superiore ai 28 milioni di euro nei confronti di 777 Partners.

Focus sul campo: De Rossi ritrova i suoi, ma senza Baldanzi

In casa rossoblù la parola d’ordine è “concentrazione”. Mister De Rossi può sorridere per una lista di convocati quasi al completo: tutti i giocatori sono infatti abili e arruolati per la sfida contro i partenopei, fatta eccezione per Baldanzi. Il fantasista rimarrà precauzionalmente ai box, puntando al rientro definitivo per la successiva trasferta di Torino.

Per quanto riguarda l’undici titolare, le indicazioni che filtrano dal centro sportivo di Pegli parlano di una conferma per Ellertsson a centrocampo. Tuttavia, resta vivo il ballottaggio con Amorim, che scalda i motori e potrebbe trovare spazio a gara in corso per dare freschezza alla manovra nella ripresa.

Terremoto societario: il 23% delle azioni passa al custode

La vera notizia del giorno arriva però dal fronte legale. Il giudice ha dato ragione al club ligure, che vantava un credito importante nei confronti della holding americana 777 Partners. La misura cautelare ha portato al sequestro del 23% delle azioni del Genoa ancora in possesso del fondo statunitense.

Queste quote verranno ora gestite da un custode nominato dal Tribunale, al quale spetterà l’onere (e l’onore) di esercitare il diritto di intervento e di voto nelle prossime assemblee dei soci. Si tratta di un colpo durissimo per la vecchia proprietà, che vede ormai ridotto al minimo il proprio margine di manovra.

L’era Sucu: verso la scalata al 100%

In questo scenario di incertezza legale, emerge con forza la figura di Dan Sucu. L’imprenditore rumeno, già proprietario del 77% del club dal dicembre 2024 – grazie a un aumento di capitale da 40 milioni di euro che ha messo in sicurezza i conti – è pronto a fare l’ultimo passo.

L’obiettivo concreto, ormai non più nascosto, è quello di rilevare il pacchetto azionario completo. Sucu è al lavoro per trovare un accordo definitivo con 777 Holding per rilevare anche l’ultima tranche di quote, diventando così l’unico proprietario del Genoa e garantendo quella stabilità che la piazza chiede a gran voce dopo le turbolenze degli ultimi anni.

Sarno, Cristina Russo al Tg1: «Papà mi ha fatto da scudo mentre supplicavo l’assassino di fermarsi»

Sarno– Il dolore non ha filtri, nemmeno sotto le luci potenti delle telecamere della rete ammiraglia. È un racconto che gela il sangue quello di Cristina Russo, la figlia di Gaetano, il salumiere strappato alla vita e all’amore dei suoi cari nel suo negozio di Sarno.

Ospite dell’edizione delle 20:00 del Tg1, la giovane ha ripercorso, tra le lacrime e la disperazione, gli istanti di una mattanza consumatasi davanti ai suoi occhi. Una testimonianza che restituisce la dimensione eroica di un padre che, nel momento supremo, ha scelto di morire per proteggere il suo sangue.

L’ultimo sguardo per salvare la famiglia

«Me l’hanno ucciso davanti agli occhi mentre io lo supplicavo di fermarsi». Le parole di Cristina risuonano come una sentenza inappellabile sulla crudeltà di quel pomeriggio. La dinamica riferita alla testata nazionale descrive una furia che non cercava solo una vittima, ma voleva cancellare l’intero nucleo familiare presente nell’attività commerciale.

«Andrea Sirica voleva uccidere anche me e mia mamma», ha singhiozzato la ragazza. In quegli attimi di terrore puro, Gaetano Russo non ha pensato alla fuga, ma ha eretto il suo corpo a barriera. «Con gli occhi mi ha detto di andare via. Mi ha coperto fino alla fine».

È l’eredità più pesante e preziosa: la vita donata in cambio della vita, un sacrificio istintivo che ha permesso alla figlia di raccontare oggi l’orrore. «Io ho bisogno di un padre. Mi hanno tolto tutto. Era un padre meraviglioso», chiude Cristina, lasciando nello studio e nei telespettatori un senso di vuoto incolmabile.

La follia dei “futili motivi”

A dare un inquadramento giuridico a questa tragedia dell’assurdo è intervenuto nel servizio l’avvocato Giovanni Annunziata, legale della famiglia Russo. La linea è chiara: non c’è logica criminale, non c’è premeditazione strategica, ma solo la banalità del male. Il legale ha sottolineato come l’omicidio sia maturato per «futili motivi», un gesto improvviso, violento, scaturito dalla mano di un uomo descritto come tossicodipendente. Una miccia accesa dal nulla che ha fatto esplodere una famiglia intera.

Una comunità sotto choc

Mentre l’aggressore è rinchiuso in carcere in attesa che la giustizia faccia il suo corso e che le indagini chiariscano ogni sfumatura della dinamica e delle responsabilità penali, Sarno resta attonita.

L’avvocato Annunziata ha evidenziato come l’intera comunità locale sia profondamente scossa. Non è solo la morte di un commerciante stimato, è la ferita aperta nel tessuto sociale di una città che si risveglia più fragile, costretta a guardare in faccia una violenza che non risparmia chi lavora onestamente.

La notte di sangue alla salumeria

Per comprendere appieno lo strazio delle parole di Cristina, bisogna riavvolgere il nastro a quella drammatica notte. Siamo all’interno della salumeria di Gaetano Russo, un luogo di lavoro, di quotidianità, di scambi verbali con il vicinato.

Tutto cambia in una frazione di secondo. L’aggressore Andrea Sirica entra, la situazione degenera rapidamente per questioni che, a mente fredda, appaiono del tutto insignificanti rispetto al prezzo pagato.

Non è una rapina finita male, è un’aggressione mirata, rabbiosa. L’uomo, armato, si scaglia contro il titolare. Gaetano capisce subito che non c’è margine di trattativa. Comprende che la furia dell’assassino potrebbe abbattersi su chiunque si trovi in quel locale, incluse la moglie e la figlia Cristina.

È in quel momento che il salumiere diventa scudo umano. Mentre i colpi lo raggiungono, il suo ultimo pensiero è tattico e affettivo insieme: fare da ostacolo fisico per permettere alle donne della sua vita di mettersi in salvo o evitare i fendenti mortali. L’assassino verrà poi fermato e condotto in carcere, ma sul pavimento di quella bottega resta il corpo di un uomo e il futuro spezzato di una famiglia che ora chiede, con la voce rotta di Cristina, soltanto giustizia.

Asilo degli orrori a Benevento: cinque maestre indagate per maltrattamenti

Benevento – Schiaffi, insulti, spintoni e bambini immobilizzati su sedie e passeggini. È il quadro emerso dalle indagini su un asilo nido del capoluogo sannita, che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di cinque insegnanti, sia laiche che religiose, accusate di concorso in maltrattamenti aggravati ai danni di minori.

Il gip del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica guidata da Gianfranco Scarfò, ha disposto nei loro confronti la misura cautelare del divieto di dimora. Le indagini sono state condotte dai carabinieri.

La denuncia e le indagini

L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia presentata dal rappresentante di una cooperativa impegnata in attività socio-educative. Gli investigatori hanno quindi attivato intercettazioni audio e video all’interno della struttura, riuscendo a documentare una lunga serie di condotte ritenute abusive.

Le vittime sarebbero bambini di età compresa tra i 10 mesi e i 3 anni, alcuni dei quali non ancora in grado di camminare.

Contenzione, insulti e violenze

Secondo quanto accertato, i piccoli venivano sottoposti a pratiche di contenzione forzata: immobilizzati alle sedie con i propri indumenti o lasciati bloccati per lunghi periodi nei passeggini. Non sarebbero mancati insulti legati all’abbigliamento, alla corporatura e persino al nome dei bambini.

Le immagini avrebbero inoltre documentato episodi di violenza fisica: schiaffi alla nuca, strattonamenti per i capelli, spintonamenti, anche nei confronti di bambini ancora nella fase del gattonamento. Contestate anche punizioni improprie e l’uso della forza per costringere i piccoli a mangiare o a dormire.

Il clima di paura

«Il clima – si legge in una nota della Procura – era percepito come abusante dagli stessi bambini». Un elemento ritenuto particolarmente significativo dagli inquirenti riguarda il comportamento difensivo dei minori: alcuni di loro, accorgendosi dell’avvicinarsi di un’insegnante, avrebbero istintivamente portato le mani al volto, come per proteggersi.
Un dettaglio che, secondo l’accusa, restituisce la misura di un contesto educativo trasformato in un ambiente di paura e sopraffazione.

Corto Flegreo 2026, a Pozzuoli la sesta edizione e il contest-lampo 48 Ore per un’idea

Si è svolta stamane, presso Palazzo Migliaresi al Rione Terra di Pozzuoli (Largo Sedile dei Nobili), la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione del Festival Internazionale Cinematografico Corto Flegreo e della prima edizione di “Corto Flegreo – 48 Ore per Creare un’Idea”, il contest dedicato ai giovani talenti del cinema. L’evento ha inaugurato il bando per cortometraggi italiani, confermando il festival come appuntamento clou nel panorama cinematografico campano e nazionale.

Corto Flegreo: cinema al servizio dei Campi Flegrei

Nato dall’amore per l’arte e per i Campi Flegrei – Terra del Mito, con il suo patrimonio artistico, storico, naturalistico e archeologico – il festival è ideato dall’Avv. Maria Grazia Siciliano e promosso da Liberass A.P.S. Attraverso il cinema, racconta l’unicità del territorio flegreo, dando spazio a giovani registi, attori e autori. Un laboratorio permanente di idee che fonde cultura, formazione e promozione locale.

La novità: “48 Ore per Creare un’Idea” (scadenza 12 febbraio su www.cortoflegreo.it)

Tra le sorprese della conferenza, spicca il contest innovativo “Corto Flegreo – 48 Ore per Creare un’Idea”: i partecipanti dovranno girare un cortometraggio originale in soli tre giorni, dal 16 al 18 febbraio 2026, nei suggestivi set naturali dei Campi Flegrei. Realizzato con Federalberghi Pozzuoli e Campi Flegrei Active, l’iniziativa è figlia della visione della presidente di Liberass APS, Maria Grazia Siciliano, per stimolare inventiva, teamwork e narrazioni territoriali.

I protagonisti della conferenza

Hanno animato la presentazione rappresentanti istituzionali e addetti ai lavori:

Dott.ssa Maria Sole La Rana, Assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli

Avv. Maria Grazia Siciliano, ideatrice e organizzatrice del Premio Corto Flegreo

Gennaro Martusciello, Federalberghi

Giulio Gambardella, Campi Flegrei Active

Antonio Centomani, regista RAI

Francesco Della Calce, critico cinematografico

Gli interventi hanno evidenziato il ruolo strategico del festival nella promozione dei Campi Flegrei come meta culturale e cinematografica.

Il team al timone della sesta edizione

A dirigere l’edizione 2026, un gruppo di esperti:

Mariagrazia Siciliano – Direttore Artistico

Francesco Della Calce (critico cinematografico) – Vice Direttore Artistico

Francesco Lemma – Responsabile della Comunicazione

Simone Larocca – Regia

Valerio Caprara – Critico cinematografico (Premio della Critica)

Una squadra che garantisce qualità artistica e organizzativa nel circuito nazionale.

Un festival che unisce cinema, territorio e nuove generazioni

L’atmosfera al Rione Terra è stata vivace, con registi, attori, operatori culturali e giovani creativi. Corto Flegreo va oltre il concorso: è un progetto che lega cinema e identità flegrea, cuore pulsante della Campania, per narrare attraverso le immagini la sua essenza straordinaria.

Piscinola, sequestrato autolavaggio abusivo: denunciato il titolare

Un autolavaggio completamente abusivo è stato sequestrato a Piscinola nel corso di un’operazione congiunta delle forze dell’ordine e degli enti di controllo ambientale. L’intervento rientra in una più ampia attività di monitoraggio del territorio finalizzata a contrastare le attività irregolari con impatto sull’ambiente.

In azione il personale della Polizia locale di Napoli, con gli agenti dell’Unità operativa Scampia e del reparto Investigativa ambientale ed Emergenze sociali, affiancati dai carabinieri della stazione di Marianella e da un funzionario dell’Arpac. Gli accertamenti hanno portato a interrompere l’attività dell’impianto, risultato privo delle autorizzazioni necessarie per operare nel rispetto della normativa ambientale.

Secondo quanto emerso dai controlli, il titolare non era in possesso dell’Autorizzazione Unica Ambientale per lo scarico delle acque reflue. Sono state inoltre riscontrate irregolarità legate allo scarico non autorizzato e alla gestione illecita dei rifiuti prodotti dall’attività. Per queste violazioni l’uomo è stato denunciato all’Autorità giudiziaria. Nel corso dell’operazione sono state anche elevate diverse sanzioni amministrative.

Genoa, De Rossi: «Napoli top in Italia, ma nel nostro fortino tutto può succedere»

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«Mercato? Sono soddisfatto», dichiara Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, in vista della sfida con il Napoli, in programma sabato al Ferraris. «Al di là di non aver perso nessun big, sono contento di aver inserito giocatori di qualità e con caratteristiche che avevo richiesto. Questi giorni di lavoro post mercato sono stati intensissimi e con il giusto entusiasmo. Ho trovato un gruppo ben unito e amalgamato. E mi è piaciuto lavorare con loro, peraltro sui campi nuovi appena rifatti. Soprattutto ho visto un’atmosfera che mi è piaciuta molto».

Il tecnico rossoblù non sottovaluta l’avversario: «Penso che con la rosa al completo il Napoli possa essere la prima o al massimo la seconda squadra di questo campionato. Sono allenati dall’allenatore più vincente degli ultimi anni in Italia e non solo. Non penso di trovare mai un Napoli un po’ più spento, si sono già risollevati dall’eliminazione in Champions». De Rossi analizza i punti di forza degli azzurri: «Hanno sicuramente assenze che li condizionano nell’ampiezza della rosa, ma se guardi i primi 11 sappiamo già che sarà una gara difficile e fisica. Sarà importante farsi trovare pronti e non farci cogliere di sorprese dagli inserimenti di McTominay o dai lanci in profondità per Hojlund».

Nonostante l’ostacolo imponente, il tecnico mette in guardia: «Sono più forti di noi, ma dentro il nostro fortino tutto può succedere». Tra le novità più attese spicca l’esordio di Alexsandro Amorim: «Un giocatore di grandi qualità che ha subito messo in mostra. Conosce i tempi di gioco ed ha tanta personalità. L’ho preso per fare il play perché cercavamo un play con queste caratteristiche».

Villa Sora a Torre del Greco: emergono nuovi ambienti e decorazioni dall’eruzione del 79 d.C.

Dopo oltre trent’anni dalle ultime ricerche sistematiche, Villa Sora, nel comune di Torre del Greco, torna a offrire nuovi spunti sulla vita e sull’architettura di una delle più importanti ville marittime del Golfo di Napoli. Le indagini archeologiche avviate nel novembre 2025 dal Parco archeologico di Ercolano stanno restituendo ambienti finora inesplorati e preziosi apparati decorativi, suggerendo una storia complessa interrotta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Le nuove ricerche si sono concentrate sul fronte nord-orientale della villa, dove un ambiente di appena dieci metri quadrati ha restituito pareti decorate con fondo scuro, fasce in rosso cinabro, aironi attorno a un candelabro dorato e un soffitto ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche, tra cui grifi e un centauro in movimento. Frammenti di capitelli in marmo bianco, ciste in piombo finemente decorate e altri elementi architettonici indicano chiaramente l’esistenza di un cantiere attivo al momento della catastrofe, trasformando la stanza in un deposito di materiali destinati a interventi edilizi in corso.

La lettura stratigrafica ha permesso di ricostruire la sequenza degli eventi distruttivi, mostrando l’impatto violento delle colate piroclastiche che provocarono il crollo delle coperture, dei soffitti e delle pareti. L’edificio, costruito intorno alla metà del I secolo a.C. e successivamente ampliato, si estendeva per circa 150 metri lungo la costa, con terrazze digradanti verso il mare e spazi residenziali e di rappresentanza di grande raffinatezza.

«I risultati dello scavo confermano quanto la ricerca archeologica sia essenziale per comprendere il passato – commenta Massimo Osanna, Direttore generale Musei –. Le nuove evidenze restituiscono dettagli concreti della vita quotidiana e dei lavori in corso nella villa, fornendo basi solide per la valorizzazione del sito e per raccontarne la storia in modo più articolato al pubblico». L’intervento rientra nella Campagna nazionale di scavi archeologici promossa dalla Direzione generale Musei, rafforzata nel 2025 da uno stanziamento di 4,8 milioni di euro, di cui 150.000 destinati a Villa Sora.

Imperiale, il boss dei Van Gogh, condannato a 22 anni: la Corte d’Appello riscrive la sentenza

Napoli – È una sentenza che pesa come un macigno quella pronunciata dalla seconda sezione penale della Corte di Appello di Napoli nei confronti di Raffaele Imperiale, uno dei più potenti narcotrafficanti italiani dell’ultimo ventennio, figura centrale del traffico internazionale di droga tra Sud America ed Europa, per anni intoccabile e protetto da una latitanza dorata negli Emirati Arabi Uniti.

I giudici di secondo grado hanno aumentato la pena inflitta in primo grado, condannandolo a 22 anni e 20 giorni di reclusione, riconoscendone il ruolo apicale di promotore, organizzatore, direttore e finanziatore di un’associazione a delinquere transnazionale dedita all’importazione di enormi quantitativi di stupefacenti.

Dal clan Amato-Pagano al narcotraffico globale

Originario di Castellammare di Stabia e storicamente vicino al clan Amato-Pagano, Imperiale ha progressivamente superato i confini della camorra tradizionale, trasformandosi in un broker internazionale della droga, capace di dialogare con cartelli sudamericani, intermediari europei e gruppi criminali di primo piano.

Cocaina soprattutto, ma anche hashish e marijuana in quantità industriali, movimentate attraverso rotte complesse e una rete logistica sofisticata, che faceva perno su porti strategici e su una struttura finanziaria in grado di riciclare milioni di euro.

La latitanza dorata a Dubai

Per anni Imperiale ha vissuto indisturbato a Dubai, simbolo di una latitanza “di lusso” che gli consentiva di continuare a dirigere i traffici senza mai esporsi in prima persona. Ville, yacht, disponibilità economiche pressoché illimitate e, soprattutto, una distanza fisica dall’Italia che sembrava renderlo irraggiungibile.

Eppure, da quella distanza, il boss continuava a impartire ordini e a controllare le spedizioni grazie a telefoni criptati Sky-Ecc ed EncroChat, strumenti ritenuti inviolabili e divenuti poi una delle chiavi investigative più importanti. Nelle chat, Imperiale si muoveva con il nickname “Opentiger”, coordinando uomini e carichi come un manager del crimine globale.

I Van Gogh e il patto con lo Stato

Il processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, aveva già restituito l’immagine di un imputato fuori scala. Il 10 luglio 2024, davanti al gup Maria Luisa Miranda (pm Maurizio De Marco), Imperiale era stato condannato a 15 anni e 8 mesi, ma il dibattimento aveva riservato un colpo di scena rarissimo per la cronaca giudiziaria.

Divenuto collaboratore di giustizia, Imperiale aveva consegnato allo Stato due capolavori di Vincent Van Gogh, rubati anni prima e poi restituiti al museo di Amsterdam, guadagnandosi definitivamente il soprannome di “boss dei Van Gogh”. Non solo: aveva messo a disposizione delle autorità italiane un’isola al largo di Dubai, segno di una collaborazione che andava oltre la semplice ammissione di responsabilità.

La decisione dell’Appello

Nonostante la collaborazione, la Corte d’Appello ha ritenuto la pena di primo grado non adeguata alla reale portata criminale dell’organizzazione, aumentando sensibilmente la condanna e ribadendo la centralità assoluta di Imperiale nel sistema del narcotraffico internazionale.

Una decisione che si inserisce in un filone giudiziario più ampio, che negli ultimi anni ha ridisegnato le gerarchie del traffico di droga legato alla camorra, mettendo in luce figure capaci di muoversi su scala globale, ben oltre i confini dei clan storici.

Le condanne:

Raffaele Imperiale – 22 anni e 20 giorni

Mario Simeoli – 15 anni e 8 mesi

Daniele Ursini – 15 anni e 4 mesi

Marco Liguori – 14 anni e 4 mesi

Fortunato Murolo – 14 anni

Bruno Carbone – 12 anni (pena definitiva per mancato appello)

Marco Panetta – 12 anni

Ciro Gallo – 11 anni

Luca Albino – 10 anni

Antonio De Dominicis – 9 anni e 6 mesi (più multa di oltre 94mila euro)

Antonio Cerullo – 8 anni

Antonio Puzella – 7 anni e 6 mesi

Girolamo Lucà – 7 anni

Giuseppe Gentile – 6 anni e 4 mesi

Corrado Genovese – 5 anni e 4 mesi

Gianmarco Cerrone – 4 anni e 8 mesi

Il conto finale della maxi-inchiesta

Il bilancio complessivo del processo è pesantissimo: 174 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione inflitti complessivamente agli imputati.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni, ma il verdetto è già destinato a diventare un punto fermo nella storia giudiziaria del narcotraffico internazionale legato alla camorra.

Napoli, stretta su taxi e NCC abusivi: quattro autisti senza autorizzazioni

Giro di vite contro il trasporto passeggeri abusivo a Napoli, dove la Polizia locale ha messo nel mirino taxi e noleggio con conducente irregolari nelle zone a maggiore afflusso turistico. L’operazione è stata condotta dal Gruppo intervento territoriale, che ha concentrato i controlli tra piazza Garibaldi e l’area dell’aeroporto di Capodichino.

Gli agenti, entrati in azione anche in abiti civili, hanno individuato quattro conducenti che stavano svolgendo attività di trasporto professionale di persone senza le necessarie autorizzazioni. Un fenomeno che, secondo quanto spiegato in una nota, sarebbe in crescita anche grazie a offerte promosse attraverso i social network e materiale pubblicitario diffuso sul territorio.

Nel corso delle verifiche sono state contestate complessivamente undici violazioni al Codice della strada. Tra queste figurano l’esercizio abusivo del servizio taxi o NCC senza licenza, la mancata esibizione dei documenti di guida e di circolazione, l’omessa revisione periodica dei veicoli, l’inosservanza delle prescrizioni legate a precedenti sequestri e la circolazione in aree soggette a limitazioni ambientali.

Per tutti e quattro i conducenti è scattato il sequestro amministrativo del veicolo, insieme alla sospensione della patente di guida e al ritiro della carta di circolazione. I controlli, fanno sapere dal comando, proseguiranno anche nelle prossime settimane, con particolare attenzione ai punti nevralgici della mobilità cittadina e ai flussi legati al turismo.

Trentola Ducenta, arrestato 36enne: deve scontare 2 anni per maltrattamenti in famiglia

I Carabinieri della Stazione di Trentola Ducenta hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un uomo di 36 anni, residente in città, condannato in via definitiva a due anni di reclusione per maltrattamenti contro familiari conviventi e lesioni personali. Il provvedimento è stato emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord.

L’intervento è scattato nella mattinata, nell’ambito delle attività di controllo e di esecuzione dei provvedimenti disposti dall’Autorità giudiziaria. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato rintracciato e arrestato dai militari dell’Arma senza particolari criticità.

I fatti per i quali è arrivata la condanna si riferiscono a episodi avvenuti nel territorio di Carinaro, in un arco temporale compreso tra il 2016 e il 2019. Al termine delle formalità di rito, il 36enne è stato condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove resterà a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente.

Napoli, via alla riqualificazione del Centro Direzionale: primo ok da 1,3 milioni

Prende ufficialmente forma il grande piano di riqualificazione del Centro Direzionale di Napoli. La Giunta comunale, su proposta del sindaco Gaetano Manfredi e della vicesindaca con delega all’Urbanistica Laura Lieto, ha approvato in linea tecnica il Documento di Indirizzo alla Progettazione, atto che segna l’avvio della strategia complessiva di rilancio di una delle aree più strategiche e allo stesso tempo più problematiche della città.

Il primo passo concreto riguarda la riqualificazione dei sistemi di risalita, per un importo di un milione e 310mila euro interamente finanziato attraverso mutui della Banca Europea per gli Investimenti. Si tratta di un intervento considerato prioritario perché punta a rendere nuovamente efficienti e sicuri i collegamenti verticali tra i diversi livelli del complesso, oggi spesso percepiti come poco funzionali e in alcuni casi in stato di evidente degrado.

Ma l’operazione non si ferma qui. Il documento approvato delinea un programma ben più ampio, con un valore stimato di circa 80 milioni di euro, che punta a ridisegnare il volto del Centro Direzionale trasformandolo in una vera polarità urbana, più attrattiva, vivibile e sostenibile. L’obiettivo è superare l’immagine di quartiere isolato, frequentato quasi esclusivamente negli orari d’ufficio, per integrarlo pienamente nel tessuto cittadino.

Il piano prevede un profondo restyling delle strutture esistenti, a partire dai blocchi di risalita e dalle pensiline, insieme a un’importante opera di riqualificazione di strade e parcheggi. Grande attenzione sarà riservata anche al verde e alla gestione delle acque, con interventi pensati per aumentare le aree verdi di prossimità e migliorare la sostenibilità ambientale dell’intero comparto. Non mancheranno lavori sulle pavimentazioni e sull’arredo urbano, oltre alla creazione di nuovi accessi pedonali e al potenziamento dei sistemi di sicurezza, anche attraverso varchi controllati e telecamere.

La visione dell’amministrazione è chiara: ridurre i consumi energetici, favorire la mobilità pedonale e ciclabile e connettere meglio il Centro Direzionale con il resto della città, anche grazie all’integrazione con la nuova stazione della Linea 1 della metropolitana. Una trasformazione che punta a cambiare radicalmente la percezione dell’area, rendendola non solo un distretto di uffici, ma un luogo urbano vivo, accessibile e sicuro.

«Con questo provvedimento diamo il via a una trasformazione profonda e necessaria di uno dei nodi nevralgici della nostra città. Il Centro Direzionale non deve più essere percepito come un’isola staccata dal contesto urbano, ma come un quartiere vitale, sicuro e accessibile», ha commentato la vicesindaca Laura Lieto, sottolineando la portata strategica dell’intervento.

Napoli, omicidio di Jlenia Musella: il fratello ha detto la verità?

Napoli – È una corsa contro il tempo e contro i dubbi quella che stanno affrontando gli inquirenti per ricostruire gli ultimi istanti di vita di Jlenia Musella, la 22enne uccisa a Napoli dal fratello Giuseppe.

La giornata di domani, venerdì 6 febbraio, segnerà uno snodo fondamentale nell’inchiesta: sono previsti sia l’udienza di convalida del fermo che il conferimento dell’incarico per l’autopsia. L’obiettivo della Procura è uno solo: capire se il 28enne ha detto tutta la verità.

Il giallo della dinamica: coltello lanciato o fendente ravvicinato?

Al centro delle verifiche c’è la dinamica esatta del delitto, che presenta punti ancora oscuri rispetto alla confessione resa dall’indagato. Giuseppe Musella ha dichiarato di aver lanciato il coltello da cucina da una distanza di circa otto metri, colpendo fortuitamente la sorella alla schiena.

Una versione che gli investigatori vogliono verificare con estremo rigore scientifico. L’autopsia sarà determinante per stabilire se la profondità e l’angolazione della ferita siano compatibili con un lancio da quella distanza o se, come si sospetta, l’uomo impugnasse l’arma quando ha colpito Jlenia. La traiettoria della lama racconterà se si è trattato di un gesto d’impeto a distanza o di un’aggressione ravvicinata.

La lite per il cane e le verifiche sull’animale

Sotto la lente d’ingrandimento c’è anche il movente, scaturito da un contesto di quotidianità stravolta. Secondo il racconto del fratello, la lite sarebbe esplosa a causa del cagnolino di casa, a cui Giuseppe è legatissimo. L’animale avrebbe fatto i bisogni sul divano, scatenando la rabbia di Jlenia che avrebbe sferrato un calcio alla bestiola.

Anche su questo dettaglio, apparentemente marginale ma centrale per il movente, verranno effettuati accertamenti. Gli inquirenti verificheranno se sul cane siano presenti segni di percosse compatibili con il calcio raccontato da Giuseppe nelle sue dichiarazioni confessorie in Questura. Un dettaglio che serve a pesare la credibilità complessiva del racconto dell’indagato.

L’iter giudiziario: dalla “Fasce Deboli” alla difesa

Intanto la macchina della giustizia avanza veloce. Il fascicolo, inizialmente aperto dal pm Ciro Capasso che ha emesso il decreto di fermo per omicidio volontario aggravato, è confluito alla IV Sezione della Procura di Napoli (“Fasce deboli”), coordinata dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone.

Domani si terrà l’udienza di convalida davanti al GIP. Subito dopo, verrà conferito l’incarico al medico legale per l’esame autoptico. A tutte le operazioni peritali assisterà anche un consulente di parte nominato dall’avvocato Andrea Fabbozzo, difensore di Giuseppe Musella, per garantire il pieno contraddittorio in questa fase delicatissima delle indagini.

Nuova ondata di maltempo in arrivo: allerta gialla da stanotte in Campania

Napoli – Una nuova perturbazione si prepara a colpire la Campania. La Protezione Civile regionale ha diramato un’allerta meteo di livello giallo, valida dalle 00:00 di questa notte e per le successive 24 ore. Sul territorio è atteso un peggioramento con precipitazioni diffuse, venti sostenuti e mare agitato, con possibili ripercussioni al suolo.

L’avviso prevede sull’intera regione precipitazioni sparse, che nella prima parte della giornata potranno assumere carattere di rovescio o isolato temporale, anche di moderata intensità. I venti saranno da sud-ovest, localmente forti, con possibili raffiche.

La mareggiata è un altro elemento di criticità. Il mare sarà agitato, con possibili mareggiate lungo i litorali maggiormente esposti alla forza dei venti sudoccidentali, con rischi per le coste.

La Protezione Civile elenca una serie di possibili effetti derivanti dall’intenso fenomeno atmosferico. Tra i principali:

Allagamenti e ruscellamento: possibili allagamenti di locali interrati e al piano terra, scorrimento delle acque sulle strade e criticità nei sistemi di smaltimento delle acque piovane.

Piene dei corsi d’acqua: possibile innalzamento repentino dei livelli dei fiumi, con rischio di esondazione nelle aree limitrofe, anche per criticità locali.

Dissesto idrogeologico: a causa dei terreni saturi d’acqua, non sono esclusi fenomeni franosi e cadute massi in più zone del territorio regionale, soprattutto nelle aree più fragili.
L’invito alle autorità locali e alla popolazione è di osservare la massima cautela, prestare attenzione agli aggiornamenti e seguire le indicazioni delle autorità di protezione civile.

Napoli, crollano pannelli al liceo Genovesi: paura tra gli studenti

Preoccupazione al liceo classico “Antonio Genovesi”, in Piazza del Gesù, nel centro storico di Napoli. Secondo segnalazioni arrivate da studenti e familiari, negli ultimi giorni, in concomitanza con le piogge, al terzo piano dell’edificio si sarebbero verificati distacchi e crolli di pannelli dal soffitto, con cadute nell’area dei banchi e conseguenti timori per la sicurezza durante le lezioni.

“Quando piove si staccano i pannelli”

A raccogliere e rilanciare la denuncia è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che riferisce il contenuto di un messaggio ricevuto da uno studente: “Abbiamo paura a stare in classe.

Quando piove, i pannelli si staccano. Il preside ci ha risposto che non può fare altro che applicare una guaina liquida, ma intanto ci fa restare in aula con il rischio che qualcosa ci cada in testa”.

Una preoccupazione che, sempre secondo quanto riportato, viene condivisa anche dai familiari degli studenti, che chiedono interventi urgenti e risolutivi per evitare ulteriori cedimenti.

La posizione di Borrelli: “Sicurezza priorità assoluta”

“È inaccettabile che in una scuola del centro storico di Napoli, un’eccellenza come il Genovesi, si debba convivere con il rischio di crolli ogni volta che cade un po’ d’acqua”, dichiara Borrelli. “La sicurezza degli studenti e del personale scolastico deve essere la priorità assoluta, non un optional da gestire con soluzioni di fortuna”.

“Se un’aula è inagibile, va chiusa”

Il deputato sollecita un sopralluogo e misure immediate: “Non aspetteremo che accada un guaio serio per intervenire. Chi gestisce l’edilizia scolastica deve uscire dagli uffici e venire a vedere in che condizioni studiano i nostri ragazzi. Se un’aula è inagibile, va chiusa e messa in sicurezza, non si può sperare nella fortuna”.

Gomorra – Le origini: scocca l’ora della resa dei conti. Domani il gran finale del prequel su Sky

Roma– Lealtà messe a dura prova, sogni che si infrangono contro la realtà del marciapiede e un destino che sembra ormai scritto col sangue. Domani, venerdì 6 febbraio, cala il sipario su Gomorra – Le origini, la serie Sky Original prodotta da Sky Studios e Cattleya che ha raccontato la genesi del mito criminale creato da Roberto Saviano. L’attesissimo finale di stagione sarà disponibile in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

Pietro e la scelta definitiva

Al centro dell’ultimo atto troviamo un giovanissimo Pietro Savastano (interpretato da Luca Lubrano) sospeso tra il desiderio di un futuro con la sua Imma e la violenza del mondo a cui ha scelto di appartenere.

La trama si infittisce quando Angelo ‘A Sirena subisce un attacco devastante: accecato dal desiderio di vendetta, Angelo cercherà un alleato improbabile, ma il fallimento del suo piano costringerà Pietro a una scelta drammatica per salvargli la vita. Nel frattempo, nell’ombra, ‘O Paisano muove l’ultima pedina di una strategia volta a scardinare i vecchi equilibri della camorra.

La perdita dell’innocenza in una Napoli che cambia

Più che un semplice crime drama, questa serie ha rappresentato un viaggio nella “perdita dell’innocenza”. Il racconto ci riporta indietro negli anni in cui Pietro non era ancora il boss temuto di Secondigliano, ma un ragazzo spinto da ambizioni troppo grandi e travolto da un amore folle per Imma (Tullia Venezia).

Sullo sfondo, una Napoli in piena trasformazione: quella povera e polverosa del contrabbando di sigarette, ignara che di lì a poco l’arrivo dell’eroina avrebbe cambiato per sempre il volto della criminalità organizzata.

Un cast di volti nuovi guidati da Marco D’Amore

Il progetto ha visto il ritorno di un pilastro della saga: Marco D’Amore. L’indimenticabile Ciro Di Marzio ha vestito qui i panni di supervisore artistico, co-sceneggiatore e regista dei primi quattro episodi, lasciando poi il testimone a Francesco Ghiaccio per il gran finale.

Il successo della serie poggia anche su un cast di giovani talenti e caratteristi di spessore: da Francesco Pellegrino (Angelo) a Flavio Furno (‘O Paisano), fino alla toccante interpretazione di Fabiola Balestriere nel ruolo di una giovane Annalisa Magliocca, destinata a diventare la spietata “Scianel”. Insieme a loro, una folla di comprimari che restituisce l’immagine di un’intera generazione “mangiata” dalla strada.

Un successo internazionale

Nata dalla penna di Leonardo Fasoli, Maddalena Ravagli e dello stesso Roberto Saviano, Gomorra – Le origini segue le orme della “serie madre”, capace di conquistare il pubblico in oltre 190 territori. Con questo finale, il cerchio si chiude, svelando le radici profonde di un male che ha segnato la storia della serialità televisiva italiana e internazionale.

Agguato ad Arzano, il Prefetto dispone controlli rafforzati

Un nuovo episodio di violenza ha scosso Arzano nella serata di ieri, quando due persone a bordo di un’automobile sono state affiancate da un altro veicolo dal quale sono partiti diversi colpi di pistola.

Il bilancio è drammatico: una vittima e un ferito grave. L’agguato, avvenuto in pieno centro abitato, riaccende i riflettori sulla sicurezza nell’area a nord di Napoli.

La risposta della Prefettura

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha condannato fermamente l’accaduto e ha disposto immediate misure di contrasto. In una nota ufficiale, la Prefettura ha annunciato un rafforzamento dei controlli mirati nell’intera zona di Arzano e nei comuni limitrofi, con un’intensificazione della presenza delle Forze dell’ordine sul territorio.

“Particolare attenzione sarà riservata all’area attraverso controlli che saranno ulteriormente potenziati”, si legge nel comunicato della Prefettura, che sottolinea la volontà di garantire la sicurezza dei cittadini e di contrastare ogni forma di illegalità.

Istituzioni vicine al territorio

Il Prefetto ha evidenziato la necessità di una presenza costante delle Forze di polizia per aumentare la percezione della vicinanza istituzionale alla popolazione e alle amministrazioni locali. L’obiettivo è duplice: monitorare capillarmente il territorio e prevenire nuovi episodi criminosi.

La vicenda sarà approfondita nel corso di un prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove verranno definite ulteriori strategie di contrasto alla criminalità nell’area nord di Napoli.

Castel Volturno, blitz antidroga al Royal Residence: tre giovani denunciati

Castel Volturno – Nuovo colpo allo spaccio nella problematica area di Pinetamare. I Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone hanno denunciato a piede libero tre giovani, di età compresa tra i 21 e i 28 anni, sorpresi con una consistente quantità di stupefacenti già pronti per la vendita all’interno del complesso residenziale “Royal Residence”.

L’intervento è scattato dopo un’attenta attività di osservazione e pedinamento condotta dai militari dell’Arma. Una volta acquisiti elementi sufficienti, i Carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento di uno dei tre soggetti – già noto alle forze dell’ordine – trovandovi anche un 21enne con precedenti specifici.

La perquisizione domiciliare ha permesso di scoprire e sequestrare diverse dosi preconfezionate di crack, cocaina, marijuana e hashish, per un peso complessivo superiore ai 40 grammi. Insieme alla droga, i militari hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 1.050 euro in contanti, ritenuti provento diretto dell’attività illecita di spaccio.

Al termine degli accertamenti i tre giovani – tutti residenti nella zona o nelle immediate vicinanze – sono stati deferiti in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria con l’accusa di produzione, detenzione ai fini di spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione conferma l’impegno costante dei Carabinieri nel contrasto al traffico di droga a Castel Volturno, area più volte finita al centro di indagini per la presenza di piazze di spaccio organizzate, come dimostrato dalle recenti maxi-inchieste che hanno coinvolto proprio il “Royal Residence” e altre strutture del litorale domitio.Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con reti più strutturate e per identificare altri soggetti coinvolti nella filiera dello smercio.