Napoli – È fissato per oggi, giovedì 10 settembre 2026, il termine ultimo per il deposito della cosiddetta “super perizia” disposta dal gip di Napoli Mariano Sorrentino nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli, a seguito di un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025.
La relazione, affidata a un collegio di esperti composto dai professori Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini, dovrà rispondere a una serie di quesiti posti dal giudice, relativi alla dinamica degli eventi intercorsi tra la data dell’intervento e quella del decesso del bambino.
Il valore probatorio della super perizia
La “super perizia” rappresenta uno snodo probatorio di primaria importanza: potrà chiarire aspetti tecnico-sanitari fondamentali per ricostruire la catena di responsabilità nell’ambito dell’inchiesta, che vede al momento sette medici indagati per omicidio colposo.
In particolare, gli accertamenti potranno fare luce sulle condizioni dell’organo trapiantato, sulle modalità di conservazione e trasporto, e sulla gestione clinica del piccolo paziente nel periodo post-operatorio.
Domani l’udienza per la proroga
Già per domani, venerdì 11 settembre, è calendarizzata un’udienza durante la quale il gip valuterà la richiesta di proroga presentata dalle parti, quasi certamente destinata a essere accolta. Solo dopo la concessione della proroga, infatti, avvocati e consulenti potranno prendere formalmente visione della relazione peritale e preparare eventuali controdeduzioni o integrazioni.
Al Riesame il ricorso dei chirurghi interdetti
Sempre domani, davanti al Tribunale del Riesame di Napoli, si terrà un’altra udienza di grande rilievo: quella relativa alle istanze presentate dagli avvocati dei cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni, già interdetti dalla professione medica rispettivamente per 12 e 7 mesi. I due medici sono accusati di aver alterato la cartella clinica di Domenico, modificando la ricostruzione cronologica dei momenti salienti dell’intervento.
Secondo quanto emerso dalle chat sequestrate dalla Procura, tra il 23 e il 26 dicembre sarebbero state elaborate almeno tre bozze diverse del referto operatorio, prima di giungere alla versione definitiva inserita nella cartella clinica.
Le prossime tappe dell’inchiesta
Oltre alla perizia tecnica, l’inchiesta prevede ulteriori accertamenti, tra cui l’analisi dei telefoni sequestrati e l’incidente probatorio disposto sui due cuori coinvolti: quello malato del bambino e quello giunto inutilizzabile da Bolzano, presumibilmente danneggiato dal contatto con ghiaccio secco durante il trasporto.



