Maurizio Sarri si presenta nella sala Giovanni e Umberto Agnelli dell’Allianz Stadium in giacca e cravatta. “Sono molto contento di essere qui oggi”, sono le sue prime parole da allenatore della Juventus. “Da bambino ero tifoso del Napoli e li’ ho dato tutto, dal punto di vista professionale e morale”. Maurizio Sarri non rinnega il suo passato partenopeo. “Nell’ultimo mese – dice nel suo primo giorno da allenatore della Juventus – ho avuto dubbi, che la società mi ha tolto presentando Ancelotti. Non è stata colpa della società, ma mia, perché il dubbio tra continuare o andare via era forte. Ho preferito andare all’estero, per non passare subito a un’altra italiana. Penso di avere rispettato tutti”. “La Juventus è la società più importante in Italia, per me è il coronamento di una carriera lunghissima e difficilissima. Penso di avere rispettato tutti, anche nell’ultimo atto al Chelsea.Mi aspetto di alzarmi la mattina e studiare il modo di vincere le partite perché pensare che il risultato sia dovuto è già una sconfitta. La Juve in Italia ha l’obbligo di essere favorita e fare bene, in Champions ha l’obbligo di partite con l’obiettivo di vincere e la consapevoleza che ci sono 8-9 squadre che hanno la stessa forza e deve purtroppo essere accettato anche un risultato diverso”. Così Maurizio Sarri, presentato oggi come nuovo allenatore della Juventus. “La responsabilità più forte è a livello italiano, la Champions è un sogno da perseguire con determinazione feroce ma con un coefficiente di difficoltà mostruoso”, ha aggiunto Sarri, che sul modulo precisa: “Bisogna avere le idee chiare su 2-3 giocatori che possono fare la differenza e metterli nella condizione di farla”.
Sarri: ‘A Napoli ho dato tutto e rispettato tutti. La Juventus è il coronamento di una carriera difficilissima ‘
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