La ministra Anna Maria Bernini? “Una rigida e str…”. Domenico Vaccarano, ai vertici di Unipegaso e il faccendiere e ex giornalista Luigi Bisognani, apostrofano così il membro del Governo che avrebbe dovuto prorogare la disciplina ‘eccezionale’ degli esami a distanza per le università telematiche e che non si è piegata alle pressioni.
Ci sono anche gli stralci delle conversazioni nel decreto di perquisizione, eseguito il 6 ottobre, nei confronti dei vertici del gruppo Unipegaso-Multiversity sui quali indaga la Procura di Napoli e nel quale figurano 22 indagati, tra i quali i vertici editoriali e giornalistici delle maggiori testate italiane.
E’ il secondo filone d’inchiesta (la prima coinvolge l’ex presidente dell’università telematica, Danilo Iervolino e 40 indagati), quella che scuote il mondo del giornalismo italiano, con ipotesi di accusa che vanno dall’associazione per delinquere all’istigazione alla corruzione, alla corruzione tra privati tra il gruppo UniPegaso-Multiversity guidato da Vaccaronoe e dall’Ad Francesco Durante e i vertici editoriali e giornalistici.
La ministra Bernini pressata dal faccendiere Luigi Bisignani per gli esami a distanza
La ministra Bernini, ascoltata dai magistrati il 2 aprile scorso, non risulta indagata, anzi – come si evince dalle contestazioni – avrebbe fatto muro contro le pressioni di Vaccarono e Bisignani che, falliti i tentativi di favoreggiamento per ottenere la proroga per gli esami a distanza, l’apostrofano come ‘una rigida e str…’.
Secondo questo nuovo filone dell’inchiesta della Procura di Napoli – coordinata coordinata dai procuratori aggiunti Sergio Amato e Sergio Ferrigno, e dai sostituti Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesca Paola Colonna Romano – Vaccarono, Durante, Andrea Ferrante e Gianpiero Mazza nella veste di referenti apicali del fondo Cvc Italia proprietario del gruppo, Gianluca Comin e Gianluca Giansante, come presidente e socio operativo della “Comin Partners”, e Andrea Buonomo (direttore operativo e commerciale dal febbraio 2022, dopo il passaggio dell’intera proprietà) avrebbero costituito un’associazione a delinquere con la finalità di commettere “una serie indeterminata di corruzioni tra privati, di istigazioni alla corruzione e, ove necessario, di estorsione”, per avere in cambio articoli che non ledessero l’immagine del gruppo.
Pubblicità, investimenti e corsi di formazione per tenere ‘buona’ la stampa
Proprio in corrispondenza dell’uscita delle prime notizie sull’indagine napoletana sarebbe partita la ‘batteria di fuoco’ per calmierare l’impatto mediatico. Le attività investigative, infatti, sono scattate dopo la discovery, a giugno scorso, dell’indagine sull’università Pegaso riguardante immatricolazioni in assenza dei requisiti per corsi di laurea e post laurea, ideate nel periodo in cui la gestione era affidata a Danilo Iervolino: una quarantina gli indagati nell’indagine e oltre 4.200 le iscrizioni ritenute irregolari dai magistrati.
Secondo i magistrati napoletani gli indagati avrebbero avviato “una rete di rapporti con gruppi editoriali, concessionarie pubblicitarie, direttori di testate e agenzie di stampa” e facendo leva sulla “promessa, erogazione, riattivazione e incremento di investimenti pubblicitari”, avrebbero tentato di “condizionare, silenziare, attenuare, ritardare la pubblicazione di notizie riguardanti le indagini in relazione all’Università Telematica Pegaso e al gruppo Multiversity in modo da ridurne l’impatto economico e reputazionale”.
Indagati i vertici editoriali e giornalistici dei maggiori gruppi italiani per corruzione tra privati
Nell’elenco delle persone indagate compaiono manager e figure di vertice di diversi gruppi editoriali e testate. Tra gli altri, Mirja Cartia D’Asero e l’ex direttore di Repubblica Mario Orfeo per il gruppo Gedi, Andrea Malaguti, ex direttore de La Stampa, Alessandro Bompieri e Uberto Fornara per Rcs, Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, e Gaspare Giuseppe Borsellino dell’agenzia Italpress.
Nel procedimento figurano inoltre Claudio Cerasa, direttore del Foglio, Walter Giuseppe Bonanno, amministratore delegato di Piemme, il manager Fernando Diana, Stefano Cecchetti del gruppo Libero Editoriale, Cinzia Monteverdi, amministratrice delegata del Fatto Quotidiano, Peter Gomez, condirettore de Il Fatto quotidiano, e Federico Silvestri del Sole 24 Ore.
Ovviamente per tutti gli indagati vale il diritto di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. I giornalisti coinvolti si dicono pronti a chiarire ogni cosa, e l’avviso di garanzia permetterà loro di contestare le ipotesi di accusa formalizzate nel decreto di perquisizione eseguito dalla guardia di Finanza di Napoli.
Le telefonate del presidente Vaccarono con i direttori delle testate per ‘aggiustare’ titoli e articoli
Numerosi i contatti tra i vertici di Multiversity, in particolare Vaccarono, e editori e direttori delle testate giornalistiche. Tra gli episodi ricostruiti, attraverso le intercettazioni telefoniche, quelli con Seif, società editoriale de Il Fatto Quotidiano, e Peter Gomez. Il gruppo editoriale avrebbe collaborato con la Unipegaso con progetti di formazione e intrattenuto rapporti sul fronte degli investimenti pubblicitari.
L’8 giugno 2026, ricostruiscono i pm, Vaccarono contattò l’amministratrice delegata di Seif, Cinzia Monteverdi, dopo la diffusione della notizia dell’inchiesta sull’ex patron di UniPegaso Danilo Iervolino. Il presidente di Multiversity chiese di intervenire sul contenuto di un articolo e in particolare su un titolo apparso online in cui si faceva riferimento a una presunta ‘cricca’ impegnata nella falsificazione di esami e lauree. E Monteverdi gli consigliò di rivolgersi direttamente al direttore del sito online del giornale, Gomez.
La telefonata tra Vaccarono e il direttore del Il fatto online Peter Gomez per eliminare il titolo sulla ‘cricca’
Vaccarono avrebbe quindi contattato Gomez proprio per contestare l’utilizzo della parola ‘cricca’ e avrebbe avuto rassicurazioni sulla possibilità di intervenire sulla pubblicazione online. L’intervento sarebbe consistito, secondo i pm che hanno poi indagato Gomez, sulla rimozione dal sito dell’articolo apparso sul giornale. Il quotidiano ha però precisato che l’articolo sarebbe rimasto online per alcune ore.
Nella stessa giornata, secondo la ricostruzione investigativa, Vaccarono e Giansante avrebbero inoltre interloquito con Fiorenza Sarzanini, condirettrice del Corriere della Sera, che non risulta indagata.
I tentativi di pressione con Domani e l’eliminazione in ‘tempo reale’ di Fanpage
Gli atti ricostruiscono anche i contatti con Emiliano Fittipaldi, direttore del Domani, che non risulta indagato. Nel corso di una conversazione i vertici di UniPegaso avrebbero prospettato un incremento degli investimenti pubblicitari e la possibilità di ampliare le collaborazioni con il gruppo editoriale. Un altro episodio riguarda Francesco Cancellato, direttore di Fanpage che risulta tra gli indagati. Vaccarono avrebbe prospettato un potenziamento degli investimenti e chiesto di creare una sorta di rete di monitoraggio favorevole al gruppo.
In una successiva conversazione con Comin, Vaccarono avrebbe inoltre commentato positivamente un intervento di Cancellato sul titolo di un articolo, sostenendo che il direttore di Fanpage lo avrebbe modificato ‘in tempo reale’.
I contatti con il mondo dell’editoria avrebbero, in alcuni casi, prodotto dei risultati favorevoli al gruppo Multiversity, in altri sarebbe rimasti alla fase delle trattative. Tra i rapporti citati figurano quelli con Repubblica, per il quale risulta indagato l’ex direttore Mario Orfeo, con Piemme del gruppo Caltagirone, con Il Foglio diretto da Claudio Cerasa e con CityNews, editrice di NapoliToday. Nel caso del Foglio, nelle trattative vi sarebbe stata la prospettiva di un investimento pubblicitario fino a 300 mila euro.
L’elenco degli indagati:
Associazione a delinquere
Fabio Domenico Vaccarono
Francesco Durante
Andrea Ferrante
Corruzione e istigazione a delinquere
Gianluca Comin
Gianluca Giansante di Comin&partners
Giampiero Mazza di Cvc adviser Italia srl
Andrea Buonomo Multiversity spa
Concorso in corruzione tra privati
Mirja Cartia d’Asero presidente del Cdc di Gedi gruppo editoriale
Alessandro Furgione Manzoni
Mario Orfeo
Andrea Malaguti
Umberto Fornara ad di Cairo Rcs
Alessandro Bompieri Rcs
Federico Silvestri Il Sole 24 ore ad
Valter Giuseppe Bonanno ad Pm Spa concessionaria gruppo Caltagirone
Stefano Cecchetti general manager di Libero
Cinzia Monteverdi ad Il Fatto Spa
Peter Gomez condirettore del Fatto
Francesco Cancellato Fanpage
Claudio Cerasa Il Foglio
Gaspare Giuseppe Borsellino Italpress presidente del cda
Fernando Diana ad di City News Spa che pubblica Napoli Today
Riceviamo e pubblichiamo la seguente richiesta di rettifica inviata dall’avvocato Giuseppe Saccone per conto di Danilo Iervolino in merito all’inciso: “Andrea Buonomo (in Pegaso già durante la gestione di Iervolino e con Vaccarono nella nuova gestione)” già presente nell’articolo e modificato su richiesta dell’interessato
In merito all’articolo «Unipegaso & giornali, pubblicità per ‘nascondere’ notizie sull’inchiesta» (cronachedellacampania.it, 8 ottobre 2026), Danilo Iervolino precisa: Andrea Buonomo fu scelto da CVC, non da Iervolino: gli atti fanno decorrere il suo incarico di direttore operativo e commerciale dal febbraio 2022, dopo il passaggio dell’intera proprietà, e lo riferiscono alla gestione successiva. Il suo contratto di lavoro fu sottoscritto il 27 gennaio 2022 da Multiversity S.r.l., in persona di Fabio Domenico Vaccarono. Iervolino rispetta le indagini e ha fiducia nella magistratura: contribuirà a fare piena chiarezza e si dichiara innocente.
Domande frequenti sull'inchiesta UniPegaso
Ecco alcune domande comuni relative all'inchiesta che coinvolge UniPegaso e i suoi vertici.
Quali sono le accuse principali contro i vertici di UniPegaso?
Le accuse includono associazione a delinquere, istigazione alla corruzione e corruzione tra privati.
Chi è coinvolto nell'inchiesta?
Sono indagati i vertici di UniPegaso, tra cui Domenico Vaccarono e Francesco Durante, e figure di spicco del mondo editoriale italiano.
Qual è il ruolo della ministra Anna Maria Bernini in questa vicenda?
La ministra Bernini non è indagata e ha resistito alle pressioni per prorogare gli esami a distanza.
Cosa è emerso dalle intercettazioni telefoniche?
Le intercettazioni rivelano tentativi di influenzare articoli e titoli da parte dei vertici di UniPegaso.



