

L'ospedale Pascale
Napoli – Cinque condanne, con pene comprese tra sei anni e otto anni e due mesi di reclusione. È l’esito del processo concluso davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Napoli, che ha riunito due filoni investigativi: uno relativo a verifiche fiscali e contestazioni di concussione, l’altro a un’estorsione legata all’appalto per il servizio di pulizia dell’Istituto Pascale.
La pena più alta è stata inflitta ad Andrea Basile, riconosciuto colpevole di estorsione e condannato a otto anni e due mesi. Condannati anche i due ispettori della Guardia di Finanza Antonio Gambardella e Antimo Di Donato, rispettivamente a sette anni e a sei anni e sei mesi, e i consulenti fiscali Gennaro Valentino e Tommaso De Maria, entrambi a sei anni.
Il procedimento nasce dall’inchiesta coordinata dal pubblico ministero della Procura di Napoli Henry John Woodcock e condotta dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.
Le indagini hanno riguardato due distinti ambiti. Il primo comprendeva una serie di verifiche fiscali e diversi episodi di concussione; il secondo riguardava le pressioni su un imprenditore nel contesto dell’appalto delle pulizie dell’istituto oncologico napoletano.
A indagare sui finanzieri coinvolti sono stati gli stessi uomini della Guardia di Finanza di Napoli.
Nel filone relativo ai controlli fiscali figuravano, tra gli altri imputati, Antimo Di Donato e Antonio Gambardella. All’epoca dei fatti entrambi prestavano servizio al Nucleo di polizia tributaria di Napoli ed erano già stati sospesi dal servizio. Di Donato è attualmente in congedo.
Il Tribunale ha inflitto sette anni di reclusione a Gambardella e sei anni e sei mesi a Di Donato. Per altre contestazioni a loro carico è intervenuta la prescrizione.
Nello stesso filone sono stati condannati Gennaro Valentino e Tommaso De Maria, consulenti fiscali di società sottoposte a verifica. Entrambi sono stati riconosciuti colpevoli di concussione in concorso e hanno ricevuto una pena di sei anni di reclusione.
L’altro filone del processo riguarda l’appalto per le pulizie dell’Istituto Pascale. In questo segmento Andrea Basile è stato riconosciuto colpevole di estorsione e condannato a otto anni e due mesi.
Secondo la contestazione riportata nel procedimento, Basile, insieme con Giuseppe Sacco, avrebbe costretto un imprenditore a promettere il pagamento di 40mila euro, dei quali 20mila effettivamente consegnati, oltre all’assunzione di una persona.
Le pressioni sarebbero state esercitate prospettando anche l’intervento del clan Cimmino del Vomero. Il riferimento al gruppo criminale rientra dunque nella ricostruzione delle minacce contestate: non equivale, sulla base delle informazioni disponibili, all’accertamento di un suo effettivo intervento nella vicenda.
Oltre alle pene detentive, il Tribunale ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale durante l’esecuzione della pena.
La prescrizione è stata dichiarata anche per i rispettivi capi contestati a Domenico Bisogni e Massimo Trucco. Per Giuseppe Sacco, invece, i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere per la morte dell’imputato.
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