

Massimo Spedaliere e il figlio Mario
Pozzuoli – Un agguato premeditato lungo il tragitto di ritorno, auto assaltate da uomini incappucciati armati di mazze e un padre di famiglia che ora lotta per le conseguenze di una violenza cieca. È il bilancio del drammatico post-partita di Puteolana-Portici, gara valida per il girone A del campionato di Eccellenza, trasformatasi in un teatro di guerriglia urbana.
Nel mirino delle indagini c’è il tentato omicidio di Mario Spedaliere, 34 anni, padre di due bambini e con la moglie in attesa del terzo figlio, ridotto in gravi condizioni a seguito del pestaggio.
A dare voce al dolore e all’indignazione è Massimo Spedaliere, padre della vittima, intervenuto davanti alle telecamere per chiedere giustizia e sollevare dubbi sulla gestione della sicurezza: «Le forze dell’ordine potevano gestire meglio la situazione nello stadio e soprattutto all’esterno: non si fanno uscire i sostenitori ospiti pochi minuti dopo quelli di casa senza una scorta. Secondo me qualcosa è andato storto. Ringrazio tutti per la vicinanza, ma ora le istituzioni devono prendere questo assassino».
La famiglia attende risposte chiare su come sia stato possibile per un commando intercettare le vetture dei sostenitori vesuviani lontano dai cancelli dell’impianto sportivo.
Sul fronte investigativo, il cerchio intorno ai responsabili comincia a stringersi. Gli agenti della Digos della Questura di Napoli, al lavoro di concerto con i carabinieri, hanno già identificato circa dieci persone ritenute vicine agli ambienti del tifo organizzato flegreo.
Stando alle prime ricostruzioni, il gruppo ha agito a volto coperto: dopo essersi mossi a bordo di diverse auto, gli ultras hanno sbarrato la strada ai veicoli dei tifosi del Portici, scatenando un raid brutale a colpi di bastone e mazze ferrate prima di dileguarsi.
La gravità dei fatti ha mobilitato i vertici amministrativi locali. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha avuto un confronto diretto con il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, per fare il punto sulla tenuta della sicurezza pubblica nell’area metropolitana: «Il Comune ha offerto piena collaborazione a Prefettura e forze dell’ordine, ringraziando il prefetto per l’impegno costante e la vicinanza dimostrata».
In mattinata Manzoni si è recato in visita ai familiari del trentaquattrenne insieme al primo cittadino di Portici, Claudio Teodonno. In una nota congiunta, i due sindaci hanno espresso una condanna perentoria: «Lo sport non ha e non deve mai avere nulla a che fare con la sopraffazione o la delinquenza. Simili scene rappresentano un’offesa intollerabile ai valori civili».
Parole inequivocabili sono arrivate anche da entrambi i club calcistici, uniti nel prendere le distanze da qualsiasi deriva violenta.
Il Portici Calcio ha ricordato che «la rivalità deve rimanere confinata al terreno di gioco e non può degenerare in odio o in aggressioni che mettono a repentaglio vite umane». Sulla stessa linea la Puteolana 1902: «Non possono esserci giustificazioni o zone d’ombra. La violenza non è tifo né appartenenza: è la negazione totale dei valori fondanti dello sport».
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