

Napoli caccia al branco
N apoli – È caccia agli uomini che, secondo la denuncia di una diciottenne di origini ucraine residente a Pozzuoli, sarebbero coinvolti nella violenza sessuale avvenuta nella notte tra venerdì e sabato in un appartamento nella zona della stazione centrale di Napoli.
La Squadra Mobile sta concentrando gli accertamenti nel quartiere Vasto, soprattutto nell’area di via Bologna, per individuare elementi utili a identificare i presunti responsabili e verificare la ricostruzione fornita dalla giovane.
Gli investigatori stanno esaminando le registrazioni delle telecamere pubbliche e private presenti nella zona, cercando immagini che possano documentare gli spostamenti della ragazza e la presenza di persone sospette. Parallelamente, la Polizia scientifica sta analizzando gli indumenti e la borsa della diciottenne, alla ricerca di eventuali tracce biologiche o altri reperti utili alle indagini.
Il lavoro investigativo si sviluppa anche lungo un’altra direttrice: quella del viaggio di ritorno in Circumvesuviana dalla Penisola Sorrentina, durante il quale la giovane avrebbe perso la memoria. Gli agenti sono alla ricerca di possibili testimoni che possano averla notata a bordo del treno o fornire indicazioni sulle persone incontrate prima del suo arrivo a Napoli.
La ricostruzione degli spostamenti rappresenta uno dei passaggi centrali dell’inchiesta. Gli investigatori stanno cercando di stabilire come la diciottenne sia arrivata nell’appartamento, chi fosse presente e in quali circostanze sia stata successivamente lasciata andare.
Secondo quanto riferito dalla ragazza, nel corso della notte sarebbe stata in balia di otto uomini e almeno due di loro avrebbero abusato di lei dopo averle somministrato una sostanza stupefacente. La giovane avrebbe inoltre raccontato di aver subito un’iniezione endovenosa.
Si tratta di circostanze che dovranno essere verificate attraverso riscontri investigativi, testimonianze e accertamenti scientifici. Al momento, gli elementi disponibili non consentono di indicare come identificati i presunti autori.
Un contributo importante potrebbe arrivare dall’analisi degli indumenti e degli effetti personali della giovane. La Polizia scientifica è impegnata a individuare eventuali tracce che possano aiutare a ricostruire quanto accaduto nell’appartamento e, se possibile, a risalire alle persone coinvolte.
Gli accertamenti potrebbero inoltre consentire di verificare la presenza di profili biologici confrontabili con quelli eventualmente già disponibili nelle banche dati investigative, nel rispetto delle procedure previste.
Parallelamente, gli investigatori stanno ricostruendo la sequenza temporale degli eventi, dal momento in cui la ragazza ha lasciato la Penisola Sorrentina fino al suo ritrovamento nella zona della stazione centrale.
L’attenzione degli inquirenti è rivolta anche al treno utilizzato dalla diciottenne per rientrare a Napoli dopo una giornata trascorsa con il fidanzato.
Secondo il racconto reso alla polizia, il ragazzo sarebbe sceso prima di lei e, da quel momento, la giovane non ricorderebbe più che cosa sia accaduto fino al risveglio nell’appartamento vicino a via Bologna.
Individuare eventuali passeggeri in grado di riferire circostanze utili potrebbe contribuire a chiarire le fasi iniziali della vicenda, verificando se la ragazza fosse sola, se qualcuno si fosse avvicinato a lei o se vi siano stati episodi significativi durante il tragitto.
La madre della diciottenne aveva dato l’allarme dopo aver appreso quanto riferito dalla figlia, che sarebbe riuscita a trovare riparo nei bagni di un fast food nei pressi della stazione. La giovane è stata successivamente accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli, dove i sanitari hanno avviato il percorso assistenziale dedicato alle vittime di violenza.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Consolato generale d’Ucraina a Napoli, che ha annunciato l’intenzione di presentare una richiesta formale alle autorità italiane per ottenere informazioni sulle circostanze del caso.
Nella nota, la rappresentanza diplomatica ha precisato di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali dalla ragazza o dai suoi familiari, assicurando al tempo stesso di seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda.
Le indagini sono coordinate dai pubblici ministeri della sezione Fasce deboli della Procura di Napoli. L’obiettivo è raccogliere riscontri al racconto della giovane, ricostruire le ore ancora prive di una spiegazione e arrivare all’identificazione delle persone eventualmente coinvolte.
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