

Sant'Antonio Abate, sequestrata parte di una industria conserviera
I militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli – Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF), insieme al personale tecnico dell’Arpac, hanno effettuato un controllo presso l’industria conserviera Ciro Abagnale Sas di Abagnale Carmela & C., attiva nella lavorazione e conservazione di pomodori, derivati e altri prodotti ortofrutticoli a Sant’Antonio Abate.
L’attività rientra nelle verifiche pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per accertare e rimuovere le cause di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti.
Dagli accertamenti è emerso che lo scarico delle acque reflue aziendali superava i limiti previsti per l’assimilazione alle acque domestiche, con volumi nettamente superiori a quelli consentiti dal regolamento regionale. Inoltre, la caldaia da 2.093 kW al servizio dell’impianto risultava priva di autorizzazione per le emissioni in atmosfera: il titolo precedente era scaduto.
Infine, è stata rilevata una gestione illecita del deposito temporaneo di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi: fanghi di depurazione giacenti oltre i termini di legge, imballaggi contaminati, tubi fluorescenti e cavi elettrici.
Al termine del controllo, considerata la mancanza dei titoli autorizzativi ambientali, i militari hanno proceduto al sequestro preventivo parziale d’urgenza della linea di produzione, della vasca finale dell’impianto di depurazione chimico-fisico, della caldaia e delle aree destinate allo stoccaggio illecito dei rifiuti speciali pericolosi. Il provvedimento è stato adottato per evitare la prosecuzione dei reati e l’aggravamento delle conseguenze.
L’intervento si inserisce in un’attività investigativa più ampia, condotta in modo sistematico dai Carabinieri Forestali e da altre forze di polizia con il supporto tecnico dell’Arpac, sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata.
L’obiettivo è individuare e rimuovere le fonti di inquinamento del Sarno e dei suoi tributari, in attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali di Napoli e Salerno, dall’Arpac e dagli organi di polizia giudiziaria competenti.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: il sequestro dovrà essere convalidato dal giudice per le indagini preliminari e l’indagato non può essere considerato colpevole fino a eventuale sentenza definitiva, in base alla presunzione di non colpevolezza.
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